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giovedì 27 agosto 2009
Dal Blog di Marco Bagnoli:
Parlano le indagini. Qualche osservazione senza pretese di esaustività. I posti di lavoro del futuro saranno creati soprattutto nel campo dei servizi alla persona ( sociale, sanitario, assistenziale ) e occorrerà che anche i nostri giovani si riapproprino di conoscenze e competenze pratiche, di tipo artigianale o manifatturiero, si tratti di installare allarmi, far funzionare macchine complesse o valutare impieghi nel settore agricolo e comunque che si ricominci a considerare la necessità che, se in grado di assicurare autonomia economica e personale, anche lavori che per diversi anni gli italiani non hanno voluto più fare, possano essere “riconquistati”. Ovvio, con competenze, merito, nel rispetto delle leggi vigenti, non a colpi di spallate ideologiche o di slogan del tipo”ora riprendiamoci quel che facevano prima i nostri genitori o nonni”. Sperando ovviamente che arrivi una ripresa economica che anche a Carpi generi nuovi posti di lavoro o consenta di mantenere quelli che ci sono. Questo non significa invitare famiglie e ragazzi, alla vigilia di un nuovo anno scolastico a considerare buttato il tempo e le risorse investite in lunghi anni di studio, per il diploma e l’Università e ad andare a lavorare, visto che non siamo negli anni Settanta e Ottanta e il lavoro non “insegue” purtroppo i nostri ragazzi e ragazze pronto ad accoglierli nel caso non si vada bene a scuola. Poiché sono certo che anche l’Amministrazione comunale e le altre istituzioni, per quanto di propria competenza, stanno riflettendo su questi temi, tutt’altro che banali, vorrei soltanto osservare che progettare i percorsi scolastici dei nostri giovani, prefigurando opportunità e sbocchi e possibili cambi di direzione, in un sistema complessivo ricco di opportunità come quello del nostro territorio e della nostra regione, opportunità magari non conosciute adeguatamente, è tema di importanza strategica per famiglie e attività produttive. Non certamente un tema di routine. Molto più insomma del titolo pur importante, “Rapporti tra mondo della scuole e del lavoro” visto in centinaia di documenti da decenni a questa parte. Ecco perché nei tavoli tra enti locali e organizzazione di categoria e d’impresa e dei lavoratori, cercando di immaginare anche la Carpi economica e sociale prossima ventura, quello dell’orientamento scolastico dei nostri giovani è un argomento che va, scusate il bisticcio, riorientato e aggiornato ai contorni della città di un futuro prossimo, ma non molto lontano, che dobbiamo provare ad immaginare sin da oggi.
(Link: http://marcobagnoli.blogspot.com/2009/08/riorientare-lorientamento-scolastico.html)
Parlano le indagini. Qualche osservazione senza pretese di esaustività. I posti di lavoro del futuro saranno creati soprattutto nel campo dei servizi alla persona ( sociale, sanitario, assistenziale ) e occorrerà che anche i nostri giovani si riapproprino di conoscenze e competenze pratiche, di tipo artigianale o manifatturiero, si tratti di installare allarmi, far funzionare macchine complesse o valutare impieghi nel settore agricolo e comunque che si ricominci a considerare la necessità che, se in grado di assicurare autonomia economica e personale, anche lavori che per diversi anni gli italiani non hanno voluto più fare, possano essere “riconquistati”. Ovvio, con competenze, merito, nel rispetto delle leggi vigenti, non a colpi di spallate ideologiche o di slogan del tipo”ora riprendiamoci quel che facevano prima i nostri genitori o nonni”. Sperando ovviamente che arrivi una ripresa economica che anche a Carpi generi nuovi posti di lavoro o consenta di mantenere quelli che ci sono. Questo non significa invitare famiglie e ragazzi, alla vigilia di un nuovo anno scolastico a considerare buttato il tempo e le risorse investite in lunghi anni di studio, per il diploma e l’Università e ad andare a lavorare, visto che non siamo negli anni Settanta e Ottanta e il lavoro non “insegue” purtroppo i nostri ragazzi e ragazze pronto ad accoglierli nel caso non si vada bene a scuola. Poiché sono certo che anche l’Amministrazione comunale e le altre istituzioni, per quanto di propria competenza, stanno riflettendo su questi temi, tutt’altro che banali, vorrei soltanto osservare che progettare i percorsi scolastici dei nostri giovani, prefigurando opportunità e sbocchi e possibili cambi di direzione, in un sistema complessivo ricco di opportunità come quello del nostro territorio e della nostra regione, opportunità magari non conosciute adeguatamente, è tema di importanza strategica per famiglie e attività produttive. Non certamente un tema di routine. Molto più insomma del titolo pur importante, “Rapporti tra mondo della scuole e del lavoro” visto in centinaia di documenti da decenni a questa parte. Ecco perché nei tavoli tra enti locali e organizzazione di categoria e d’impresa e dei lavoratori, cercando di immaginare anche la Carpi economica e sociale prossima ventura, quello dell’orientamento scolastico dei nostri giovani è un argomento che va, scusate il bisticcio, riorientato e aggiornato ai contorni della città di un futuro prossimo, ma non molto lontano, che dobbiamo provare ad immaginare sin da oggi.
(Link: http://marcobagnoli.blogspot.com/2009/08/riorientare-lorientamento-scolastico.html)
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6 commenti:
Davide Cattini ha scritto
A questo proposito - solo per cominciare -da valutare è la legge sulle scuole professionali della Lombardia di recente approvazione.
Credo si possa discutere di ogni cosa che possa produrre risultati concreti e utili per il territorio nel quale dovrebbero essere applicati. Ovviamente al netto di posizioni ideologiche o demagogiche. In tempi di forti contrapposizioni come questi mi rendo conto che il dialogo sia difficile tra punti di vista culturali molto distanti. Ma i buoni modelli di orientamento scolastico sono tali nell'interesse generale della collettività e quindi dovrebbero essere equilibrati e rappresentare punti di sintesi più alti, pur senza ignorarli,di quelli nei quali si svolge il dibattito poolitico-culturale vero e proprio. Saluti.mb
Egregio Bagnoli,
credo che il problema sia ri-orientare la psiche spesso malata dei genitori dei ragazzi.
Molti genitori farebbero carte false pur di vedere il proprio pargolo iscriversi al liceo, pur di fronte ad un profitto scarso alle scuole medie inferiori (o come diavolo si chiamano adesso). Poi ci si ritrova al Fanti con prime classi di livello imbarazzante, e spesso si è costretti a promuovere gente che al liceo non doveva neanche mettere piede.
Gent.mo Epaminonda,
grazie per l'attenzione.
Non voglio monopolizzare gli spazi di Carpizeronove che ci ospita e il tema è vastissimo.
Una battuta.
Per fare il verso ad una vecchia canzone di Carboni: "Siamo tutti un pò malati ma siamo anche un pò dottori". Possiamo cioè darci una mano più di quanto si sia fatto negli ultimi vent'anni. Ad esempio, se si parla di scuola e formazione, tornando con i piedi saldamente a terra. Non facciamo di ogni erba un fascio. Scusi Ministro Gelmini. E' vero che la scuola ha dei problemi ma non è facendo la faccia dura, bocciando a più non posso, lanciando appelli per la serietà poi lasciando le scuole di fatto senza soldi ( se lei è genitore come me sa quanto si paga )che si risolvono i problemi e soprattutto si progettano gli italiani e i carpigiani di domani. Che non è molto lontano.
Non ho proprio niente contro i licei...credo però anche io che un problema di modica quantità di iscritti e di miglior progettazione dei percorsi scolastici ci sia. Certo non per tornare al passato e riservare il liceo ai figli delle famiglie più abbienti e i tecnici a quelle di operai e impiegati. Ma ci sarà il modo di favorire un maggior equilibrio e aiutare questi benedetti genitori a fare il loro lavoro difficilissimo. Non le pare? Saluti.mb
Una piccola piccola osservazione senza alcuna intenzione polemica, ma visto che si parla di scuola...: "po'" si scrive con l'apostrofo, non con l'accento, perchè è un troncamento di "poco".
Saluti.
Chiara
Grazie Chiara per la piccola piccola segnalazione. Senza ironie o polemiche di ritorno. A volte, utilizzando la tastiera velocemente, credo capiti a molti, il tentativo di dare maggior forza alla concretezza di quello che si prova a dire rispetto alla forma, gioca qualche scherzo. E dire che cerco di rileggere sempre! Comunque mi appello alla clemenza di chi ci legge e chiedo le attenuanti generiche del caso. Penso tuttavia che se in genere, con strumenti come questo o altri, ci fosse un incremento sostanziale della cultura della circolazione delle idee e del confronto, i vantaggi che ne deriverebbero, sarebbero molto maggiori dei difetti o inconvenienti prodotti da apostrofo o accenti fuori posto. Ben inteso, senza esagerare troppo sconfinando nella destrutturazione del linguaggio alla quale stiamo assistendo dall'avvento dell'SMS in poi, ma del quale c'erano segnali anche in precedenza. Saluti ancora e grazie per avermi dato l'opportunità di chiarire ulteriormente quello che provavo a dire.
Cordialmente
Marco Bagnoli
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