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giovedì 20 agosto 2009
Dal blog di Simone Tosi:

Inviamo alla vostra attenzione una replica dell'assessore comunale ad Ambiente ed Urbanistica Simone Tosi al capogruppo della lista Carpi a 5 stelle-Rifondazione Comunista Lorenzo Paluan pubblicata nell'edizione di oggi del vostro giornale

Alcune precisazioni al consigliere Paluan vanno fatte.
Innanzitutto il consigliere ignora, pur se informato in Consiglio e sui mezzi di informazione, che fare un parco dove vuole lui comporterebbe una spesa solo per gli espropri superiore ai 13 milioni di euro, a quali si dovrebbero aggiungere risorse per realizzarlo arrivando ad una spesa di 16 milioni di euro. Si dice che si potrebbe fare questo a stralci, ed è vero, ma 16 milioni di euro alla fine bisogna sempre reperirli.
In secondo luogo questa amministrazione nel momento del suo insediamento ha ribadito la volontà di individuare un'area da riboscare ai margini della città, impegno che mi auguro possa vedere una sinergia tra maggioranza ed opposizione.
Sull'edilizia sociale vorrei portare all'attenzione del consigliere che la Giunta è impegnata a costruire progetti che vanno nella direzione sia di dare risposte al tema dell'edilizia residenziale popolare (Erp), sia a quella grande fascia di cittadini che non hanno le caratteristiche per accedere all'Erp, ma neppure a mutui per acquistare la propria abitazione a prezzi di mercato: per questo svilupperemo proposte come quella fatta in occasione dell'ultimo Consiglio per edilizia agevolata e concordata, che in pratica significa avere a disposizione della città unità abitative ad affitti inferiori anche del 25% rispetto al mercato o prezzi di vendita che sono uguali a quelle delle aree PEEP. Questo penso siano azioni che un'amministrazione progressista e riformista deve compiere per dare risposte alla città.
Infine vorrei sottolineare come le parole del consigliere Paluan siano prive di fondamento quando dice che questa amministrazione fa politiche ambientali solo a spot, ricordando i risultati ottenuti dal porta a porta sul tema della raccolta differenziata (siamo uno dei pochi comuni a pari dimensione che ha fatto questa scelta in regione); e ancora l'introduzione in modo anticipato nel nostro regolamento edilizio di norme su bioedilizia e risparmio energetico, gli investimenti fatti sul campo del trasporto pubblico che hanno prodotto un incremento dell'uso dei mezzi pubblici (unico comune in provincia), l'incentivo e la sperimentazione di mezzi alternativi come il car sharing e bici sharing, l'individuazione dell'area della zona sportiva per inserire un impianto di teleriscaldamento, l'aver favorito con l'individuazione dell'area ed attraverso risorse comunali alla nascita dell'oasi Francesa, l'aver riboscato già ora più di 250mila metri quadrati di aree sul territorio carpigiano.
Questi a mio avviso non sono interventi spot, ma scelte concrete e tangibili di un impegno verso le tematiche ambientali: poi al meglio non c'è mai limite, ma in questi cinque anni svilupperemo ulteriormente politiche concrete verso l'ambiente.


http://simonetosi.blogspot.com/2009/08/il-comunicato-di-risposta-al.html

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1 commenti:

Lorenzo Paluan ha detto...

Speriamo che i conti sul costo dell'area verde non siano come quelli per il referendum AIMAG, che nelle dichiarazioni di Campedelli sarebbe dovuto costare più di 100 o 150.000€ e poi alla fine è costato la metà...
Tosi comunque elude il tema principale dell'intervento, che dava il titolo alla sua intervista: l'edilizia sociale a Carpi latita (non lo dico io, lo rilevava anche la Caritas qualche mese fa) e latita proprio nel momento in cui si è costruito di più.
Ma per l'appunto, deve essere stato un caso.
Al comune riconosco senza dubbio l'impegno sul porta a porta.
Con due riserve:
La prima: fosse stato per il PD (allora PDS o DS) a quest'ora a Carpi ci sarebbe un inceneritore, come infatti è successo a Modena, e la raccolta differenziata ferma al 35%. Lo abbiamo evitato solo grazie ad una grande mobilitazione popolare.
La seconda: il porta a porta lo fanno da anni in diverse amministrazioni e su tutto il territorio comunale a percentuali che vanno oltre il 75%, quello che chiedevano i cittadini contrari all'inceneritore e che si sono sentiti dire per anni che non si poteva fare.
Poi il comune è partito con soli cinque anni di ritardo e in modo parziale.
Non vediamo l'ora che il porta a porta si completi su tutto il territorio comunale e soprattutto che consenta di avere qualche risparmio anche sulla tariffa per i cittadini virtuosi, come successo altrove.

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