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giovedì 3 settembre 2009
«I cittadini musulmani che volessero tumulare i loro cari a Carpi, possono farlo nella parte nuova del cimitero locale dov'è possibile essere sepolti a terra e col capo rivolto alla Mecca. Credo dunque che non occorra cercare altre soluzioni per un problema che è già risolto»: getta acqua sul fuoco il sindaco di Carpi Enrico Campedelli dopo l'appello, lanciato dai portavoce delle comunità musulmane locali, di ottenere un terreno dove realizzare un cimitero islamico. La cosa ha sollevato non poche polemiche in un momento, come quello attuale, dove il fenomeno dell'immigrazione viene sempre più percepito in stretta correlazione con il problema della sicurezza. Molti si sono chiesti, peraltro, se l'esigenza di un cimitero islamico fosse solo la premessa di ben altre esigenze che potrebbero fiorire in città, come ad esempio quelle di un luogo di culto o di scuole arabe. «Non abbiamo ricevuto alcuna richiesta in merito - spiega Campedelli - e addirittura l'associazione islamica che aveva ottenuto la sala di via Peruzzi per le preghiere del Ramadan vi ha rinunciato poichè la partecipazione era troppo scarsa. Evidentemente a Carpi ci troviamo di fronte ad una popolazione islamica non sufficientemente unita e organizzata, molto frammentata e diversificata, e che di conseguenza non esercita una forte pressione sociale. La comunità preponderante, stando ai numeri dell'anagrafe, è quella dei pachistani, anch'essa divisa al suo interno. I piccoli gruppi riescono così a trovare risposte sul territorio che non necessitano di interventi pubblici nè generano grosse tensioni sociali. Lo stesso fenomeno delle scuole islamiche non ha qui preso piede; siamo al corrente dell'esistenza di alcuni servizi di doposcuola per bimbi stranieri in difficoltà che però le singole etnie autogestiscono senza avere bisogno di luoghi forniti dall'ente locale».
Eppure qualche ghetto è stato individuato. «E' vero e il Comune è prontamente intervenuto, a dimostrazione di una situazione che riusciamo ancora a tenere sotto controllo. Qualche tempo fa abbiamo chiuso una delle sedi dei gruppi islamici in città perchè non rispettava le norme del regolamento urbanistico e, ancora, nel condominio di via Lago di Bolsena abbiamo provveduto a murare alcuni appartamenti. Credo si possa dire che qui funziona ancora quell'equilibrio tra diritti, doveri e regole che caratterizzano la convivenza civile e in quelle sporadiche realtà dove questo equilibrio si è rotto l'amministrazione non ha avuto esitazioni nell'intervenire». L'immigrazione si rivela anche nel mondo del lavoro, elemento cruciale di promozione dell'integrazione. «Abbiamo ben presente l'importanza di questo elemento - continua il sindaco - e in proposito abbiamo visto in questi anni l'aumento di posti di lavoro occupati da extracomunitari, molti per occupazioni che gli italiani ormai rifiutano, accanto a qualche iniziativa imprenditoriale nel settore dell'edilizia». E Campedelli ha una sua chiave di lettura delle tensioni crescenti: «In momenti, come quello attuale di crisi, in cui c'è per tutti incertezza del futuro, si fatica ad aprirsi a nuove e più faticose relazioni».

(Fonte: http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/campedelli:-%C2%ABun-cimitero-islamico-non-serve-nel-nostro-ce-gia-unarea%C2%BB/2108792)

3 commenti:

Marco Pignatti ha detto...

Questa notizia sta suscitando molti commenti.
Ma non qui.
Su Facebook

Giliola Pivetti ha detto...

Direi che la prima cosa da fare è chiedere a coloro che richiedono un cimitero dedicato il perchè non se la sentono di utilizzare l'area già presente nel nostro cimitero. Credo che la ragione principale consista nella durata della sepoltura e non credo che sia un capriccio,la morte è una cosa seria e non è il caso di dare le risposte che vengono spontanee a un italiano.
Sentiamo cosa dicono loro e il sindaco, se li riceverà,spieghi ai carpigiani le loro motivazioni profonde. Solo dopo, e con rispetto,potremo parlare noi; e questa non è una concessione buonista.

Ciao
Giliola Pivetti

Lorenzo Paluan ha detto...

Porca miseria, stavolta mi tocca di dar ragione alla Pivetti...

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