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giovedì 1 luglio 2010
Su Tempo del 2 luglio

Al via i lavori di realizzazione della pista ciclabile che collegherà il quartiere Due Ponti al Centro cittadino. Previsto il taglio di alberi in via Focherini a causa dei danni provocati dalle radici

Giù gli alberi, via alla pista!

Gli assessori all'Ambiente e Pianificazione Urbanistica e ai Lavori Pubblici, rispettivamente, Simone Tosi e Carmelo Alberto D'Addese, unitamente ad Antonio Morini, Responsabile delle infrastrutture cittadine, presentano ai residenti del quartiere Due Ponti i lavori per la realizzazione di una pista ciclabile di collegamento tra la via e il centro storico, per un ammontare di spesa pari a 2 milioni di euro, di cui 510mila di contributo regionale. Il progetto definitivo della pista è stato approvato dalla Giunta il 28 dicembre scorso. Questo intervento era già previsto nel Piano comunale per l'individuazione di una rete di piste ciclabili del 1991, ma il suo percorso è mutato, anche a seguito della realizzazione in questi anni di nuovi tratti della rete di piste ciclopedonali e del nuovo parco Giovanni Paolo Secondo nell'area dell'ex Foro Boario. La pista lunga due chilometri e mezzo partirà da via Mecenate, per toccare via Plinio, via Plauto, via Terenzio e via Lucrezio. All'altezza di via Giovenale verrà realizzato un sottopasso in cemento armato.Per quest'opera il Comune verserà 350mila euro a Rete ferroviaria Italiana per i lavori e gli oneri dovuti al rallentamento dei treni nel periodo in cui resterà aperto il cantiere.  Il percorso si snoderà poi all'interno dell'ex Foro Boario e arriverà in via Alghisi: da qui, attraverso via Focherini e transitando per le vie Gobetti, Matteotti e Mazzini, si potrà approdare in corso Alberto Pio. "Si tratta di un'opera interessante per più di un aspetto: è un intervento - spiega D'Addese - che permette il collegamento di un quartiere importante come Due Ponti al centro storico, consente il superamento ciclo-pedonale della ferrovia in sicurezza e un intervento di riqualificazione urbana in via Focherini. Sono numerose infatti le denunce e le segnalazioni pervenuteci da parte di residenti che lamentano i danni creati dalle radici degli alberi sul percorso ciclopedonale esistente nella via. Smottamenti e sollevamenti dell'asfalto che rendono il percorso pressochè impraticabile, provocando cadute e scivoloni. Approfitteremo delle risorse ricevute per ristrutturare l'asse viario sul lato sud, con il rifacimento delle aiuole eliminando le essenze arboree attuali perchè troppo invasive dal punto di vista dell'apparatoradicale che, nel corso degli anni, ha deformato le pavimentazioni e le recinzioni adiacenti tanto da provocare proteste da parte dei frontisti". Le nuove aiuole saranno arredate con essenze consone allo spazio dedicato e tali da non creare i problemi attuali per un lungo periodo di tempo. "Provvederemo a ripristinare la percentuale di verde perduta in città con la piantumazione di altre piante", conclude l'assessore.  I  danneggiamenti provocati dalle radici di alberi  sono numerosi. Le arterie in cui intervenire con più urgenza saranno le vie Dallai, Messori, Marco Polo, Lago di Garda, Muratori e Unione Sovietica. Il progetto di collegamento tra via Due Ponti e il centro città, redatto dall'ingegner Ferrini, che costerà alla casse comunali 1 milione e 540mila euro, nei prossimi mesi, superati i vincoli della Finanziaria, sarà messo a gara e i lavori dureranno poco più di un anno.

Jessica Bianchi

La Fondazione dona 90mila euro al Distretto Sanitario di Carpi per ristrutturare un locale a Soliera da adibire ad appartamento protetto per malati psichiatrici, mentre in città nei locali di un ex maglificio, lungo via Molinari, sarà realizzata una nuova residenza psichiatrica per trattamenti intensivi, che consentirà di riportare a Carpi dieci pazienti oggi a Villa Rosa

Roba da matti

 Sono passati poco più di trent'anni da quel 13 maggio 1978 che portò tra mille polemiche alla chiusura dei manicomi in Italia. La forza della storica Legge Basaglia sta nell'avere riconosciuto al malato di mente dei diritti, togliendogli lo stigma di pericolo per la società, e nell'aver introdotto il principio di volontarietà della cura; i limiti sono invece legati ai ritardi e alla disomogeneità della sua applicazione, derivanti dalla sua natura di legge quadro, che lascia alle Regioni la responsabilità di organizzarne l'applicazione. La Legge 180 ha "ributtato" in famiglia i pazienti, prevedendo solo per i casi acuti il ricovero nei reparti di psichiatria degli ospedali, limitando i trattamenti sanitari obbligatori, privilegiando la riabilitazione e il reinserimento nella società. Insomma, sulla carta tutto bene. Ma la fotografia del territorio mostra molte luci e ombre.  L'anello debole nell'applicazione della Basaglia sono quei servizi sul territorio che avrebbero dovuto fare prevenzione, cura e riabilitazione e che invece non sono stati adeguatamente potenziati, cosa che è successa alla  maggior parte di servizi che operano, per la salute dei cittadini,  in modo preventivo. Per cui spesso il ricovero rappresenta l'unica soluzione per un malato grave, che nel migliore dei casi entra ed esce dall'ospedale, nel peggiore resta a vita in una clinica magari privata. E in città qual è la situazione? L'Unità operativa di Psichiatria dell'Area Nord, diretta dal dottor Rubes Bonatti, dispone di tre équipe, nelle quali lavorano 17 medici e 46 fra infermieri, educatori e operatori socio-sanitari. E' dotata di due Centri di salute mentale a Carpi e Mirandola, una residenza per trattamenti protratti a Confine, frazione di Massa Finalese, una residenza per trattamenti intensivi collocata nella casa di cura modenese Villa Rosa, quattro appartamenti protetti (tre a Carpi e uno a Mirandola) e due centri diurni (uno a Carpi e uno a Confine). Per cercare di avvicinare ai pazienti e alle famiglie i luoghi di cura e assistenza è stato inaugurato, nel dicembre del 2008, il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, che si trova nella stessa area che ospita gli altri servizi del Centro di salute mentale,  dotato di 9 posti letto autorizzati, - a fronte dei 15 preventivati, a causa della scarsità di spazio a disposizione - dove vi opera personale 24 ore su 24. Il servizio garantisce un accesso immediato ai trattamenti per quei pazienti che si trovano in condizioni di urgenza ma, passato il momento acuto della crisi, spesso questi malati non trovano una collocazione, se non all'interno della famiglia d'origine. "Il problema – ha più volte denunciato il dottor Bonatti - è che non abbiamo altre strutture a disposizione, né pubbliche né private.  Secondo gli standard regionali, il Distretto di Carpi e Mirandola dovrebbe avere a disposizione 57 posti letto, tra Residenze a trattamento intensivo, protratto e socio-riabilitativo. Purtroppo ne abbiamo soltanto 20. Dovremmo essere dotati di 19 letti ospedalieri, al momento siamo a quota 14". La rete che gravita intorno alla malattia mentale in città - al momento incapace di far fronte al carico assistenziale dei pazienti psichiatrici - sta però per arricchirsi di una nuova struttura residenziale e, grazie a una donazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, sarà ristrutturato un locale a Soliera da adibire ad appartamento protetto, come ci spiega il direttore del Distretto sanitario di Carpi,  Claudio Vagnini. "La vecchia struttura che ospitava i servizi dell'azienda sanitaria di Soliera è oggi in disuso. Il nostro distretto ha a disposizione soltanto 18 posti, suddivisi su tre appartamenti protetti, adibiti a residenze per pazienti psichiatrici, una situazione alla quale occorre rimettere mano con urgenza. Ecco perché, con l'appoggio dei tre sindaci solieresi Flammia, Baruffi e Schena, ho sollecitato il CdA della Fondazione che, ha deciso di sposare il prioritario progetto della creazione di un appartamento protetto in quei locali dismessi, elargendo 90mila euro". All'Ufficio tecnico dell'azienda sanitaria il compito di redigere il progetto di ristrutturazione globale dei locali che saranno in grado di ospitare sei persone. "La realizzazione di questo appartamento – l'unico di questo genere a Soliera - ci consentirà finalmente di riportare sei persone, oggi residenti fuori dall'Area Nord e in collocazioni non rispondenti ai loro bisogni, vicino a casa e in un regime protetto". Tra progettazione, assegnazione dell'appalto ed esecuzione dei lavori, è difficile ipotizzare dei tempi: "sarei a dir poco entusiasta se l'appartamento fosse pronto entro la fine del 2011", sottolinea Vagnini. A due passi dall'ospedale Ramazzini invece, nei locali di un ex maglificio, lungo via Molinari, sarà realizzata una nuova residenza psichiatrica per trattamenti intensivi, in grado di ospitare venti degenti. "In questo modo – prosegue il direttore – riporteremo a Carpi dieci pazienti oggi in cura a Villa Rosa. L'operazione è praticamente a costo zero per l'azienda sanitaria che si accollerà "soltanto" l'onere del mantenimento dei dieci pazienti in struttura. Riportare a casa quei dieci posti letto – continua Vagnini - era l'obiettivo che io e il dottor Bonatti ci eravamo posti, per garantire un servizio di vicinanza, attento e puntuale, a pazienti e famigliari. Una struttura che, per la sua prossimità ai servizi ospedalieri, sarà sicuramente di più facile gestione e che dovrebbe essere pronta in tempi brevi".

Jessica Bianchi

 




2 commenti:

Anonimo ha detto...

intanto mi sembra eccessiva la cifra di 65.ooo€
per 10 alberi!Poi perchè si devono tagliare alberi
secolari per una pista ciclabile?Non ci sono altre
possibilità,tengo alle piste ciclabili ma anche al
verde!Per quanto riguarda l'articolo sulla situazione psichiatria,come mai la Regione prevede
57posti e siamo a meno della metà?I politici dicono fare RETE con gli Ospedali e Territorio,ma
per questi malati le reti sono PIETREsu famiglie e sopratutto sulle Donne

Giliola Pivetti ha detto...

La pista ciclabile in Viale Focherini ci starebbe benissimo senza tagliare neanche un albero. Infatti è previsto di eliminare la sosta delle auto sul lato sud del viale, basta fare la pista sull'asfalto al posto delle auto in sosta invece che prevederla sul marciapiede "riqualificato" col taglio di 42 alberi sanissimi e patrimono dell'intera città.

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