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martedì 5 maggio 2009
Roberto Andreoli
Convenzioni con privati per posti di nido, materne, case protette (la convenzione
costa meno dell’azione diretta).

Convenzioni con mense private per pasti per anziani anche a domicilio.

Favorire l’accesso al servizio anche se ubicato in altro comune dell’Unione t.d’A.
Enrico Campedelli
Potenziare il welfare locale che, di fronte all’assenza del Governo nazionale, costituisce una forma di ammortizzatore sociale diretta a dare risposte alle crescenti esigenze delle famiglie e dei ceti più deboli della società. In questi anni risorse rilevanti sono state investite al fine di rafforzare e qualificare maggiormente i servizi per gli anziani, i disabili, le famiglie, i minori, le persone in difficoltà e a rischio di esclusione sociale. Opereremo per garantire gli alti standard qualitativi raggiunti dai servizi comunali messi a rischio dai drastici tagli del Governo nazionale.

Sportello sociale diretto NEMO (via Trento Trieste) per richieste sociali ad anziani, infanzia, povertà, famiglie, disabili, salute mentale, casa ecc. utilizzando i 37,678 milioni di euro del Piano di Zona del nostro distretto dell'Unione Terre d'Argine.

Welfare e Sanità
La salute , l’istruzione e le politiche sociali sono un investimento e non un costo, i finanziamenti pubblici devono essere adeguati in grado di soddisfare le esigenze del comune. La natura pubblica del servizio sanitario per noi, è inderogabile, siamo per migliorare e potenziare il nostro ospedale, non per il suo progressivo abbandono a favore di Modena o Sassuolo. Serve potenziare l’assistenza domiciliare, valorizzare la preparazione professionale di coloro che operano nelle strutture pubbliche, garantire il trasporto e la mobilità alle persone malate e disabili. 11.500 euro è il limite di reddito famigliare in cui si passa ad una esenzione totale delle tariffe dei servizi a domanda individuale.
Lorenzo Paluan
Riqualificare e potenziare i servizi di assistenza alla persona
Proponiamo l’aumento dei posti in asili nido pubblici per arrivare almeno al 50% dei nuovi nati, rispetto al 35% attuale, integrato con l’istituzione di un fondo speciale per consentire ai genitori che vogliano prolungare il congedo parentale di ottenere un’indennità mensile pari al meno al 75% del costo stimato per il Comune per ogni posto-nido per la durata di un anno.
Revisione delle politiche di esternalizzazione dei servizi di assistenza domiciliare agli anziani
Giliola Pivetti
Riorganizzare il welfare locale
Il sistema di servizi sociali costruito nei decenni è di eccellenza, esteso e con pochi paragoni; ma costosissimo, rigido, e in difficoltà di fronte ai bisogni nuovi (anziani, nuovi poveri, immigrati, famiglie numerose) perché quasi esclusivamente gestito dal pubblico.
Vogliamo superare il modello quasi esclusivamente pubblico per costruire un welfare “di comunità” più flessibile e partecipato, con largo spazio alla sussidiarietà, con una maggiore presenza e integrazione del privato, del privato sociale, della cooperazione sociale, del volontariato e delle famiglie. Vogliamo ridurre prestazioni improprie e sovrapposizioni; sperimentare forme originali di intervento per i Nidi sull’esempio di altri paesi come la Francia e la Germania; sostenere concretamente le giovani famiglie più deboli e quelle con più figli.
Vedi anche

2 commenti:

Annalisa ha detto...

Sono una mamma, nonché insegnante di scuola d'infanzia statale. Vorrei dire la mia a proposito di nidi e scuole dell'infanzia: il livello a Carpi è senz'altro molto buono, lungi da me il voler criticare rispetto alle ingenti risorse investite e all'attenzione che l'amministrazione ha sempre dimostrato verso il settore dei servizi alla fascia 0-6 anni.
Ma tutto è migliorabile :-)

1. Il mio bambino è stato accolto in un nido negli anni in cui c'era ancora la divisione lattanti/piccoli, quindi i bambini avevano al massimo 5 mesi di differenza gli uni dagli altri (di fatto erano quasi tutti concentrati in 2 mesi). Mi risulta che in seguito le sezioni di lattanti siano state abolite, quindi si sono trovati nella stessa sezione bimbi di età molto diverse (tra un bambino di 4 mesi e uno di 11 c'è quasi un abisso). Credo che questo sia stato un passo indietro.

2. Le scuole carpigiane (intendo proprio gli edifici) non sono tutte uguali. Però il numero di bambini per sezione è sempre lo stesso, anche se gli spazi sono molto diversi, e la rata pure è sempre la stessa. Penso che lavorare per la qualità sia anche tenere conto di queste differenze (non tanto nella rata quanto nel numero dei bambini e negli interventi migliorativi possibili, situazione per situazione - nella mia scuola lavorare a piccolo gruppo è praticamente impossibile visti gli spazi ridotti a disposizione).

3. Ho molto apprezzato la scelta dell'abolizione dell'acqua in bottiglia a favore dell'acqua di rubinetto: è un atto educativo verso i bambini e le famiglie. Ai quali vanno date però tutte le informazioni, comprese quello sullo stato delle tubature nelle diverse zone di Carpi (ho sentito parlare di eternit nei tubi del quartiere dove insegno).

4. La butto lì... sovvenzioni per l'acquisto di pannolini lavabili? E' pensabile?

Grazie per l'impegno e l'attenzione
Annalisa

carpizeronove ha detto...

Il commento di Annalisa è diventato un post specifico.
Asili e scuole d'infanziaLa discussione su questo tema continua la.

La redazione

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