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lunedì 21 dicembre 2009
Ricevo e pubblico (intervista del settimanale Notizie):

Passione nel lavoro ….......un futuro di passione

Parliamo con Andrea Maccari presidente della cooperativa sociale Il Mantello che da anni si occupa di servizi agli immigrati ed al disagio adulto, oltre che di inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati,

ci parli un po' della sua esperienza.........

Il Mantello è una cooperativa sociale che nasce alla fine del 1998 con l'obbiettivo di inserire al lavoro soggetti svantaggiati (persone con disabilità, ex tossicodipendenti, persone affette da disturbi psichici, etcc), da subito incominciamo con la raccolta dei vestiti usati per poi lavorare sulla raccolta dei rifiuti (in particolare rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), dal 2002 attiviamo servizi come la gestione del Centro di Prima Accoglienza per Immigrati di Cortile, della struttura per emergenze abitative meglio nota ex Carretti e di servizi di portierato sociale e mediazione sociale all'interno di Edifici popolari oltre che di supporto all'ufficio stranieri di Carpi.
All'interno del Centro di Prima Accoglienza trovano posto famiglie in difficoltà abitative, al momento sono 25 persone tra cui donne e bambini che noi supportiamo nella gestione degli appartamenti affidati, orientamento ai servizi, orientamento alla ricerca di un'occupazione, attività educative e di doposcuola per i bambini presenti e altro ancora..., qui le ore in cui la nostra equipe interviene sono 18 settimanali
All'Ex Carretti sono ospitati 5 adulti senza famiglia con vari problemi di disagio sociale e sanitario, persone che non avrebbero un posto dove andare, qui le ore in cui la nostra equipe interviene sono 10 settimanali.
All'interno delle Case popolari Il Mantello svolge di fatto un'azione di portierato, lavorando per il mantenimento di un livello accettabile di relazione, per il supporto alle molte persone anziane e ai diversi casi seguiti dai servizi sociali, qui le ore in cui la nostra equipe interviene sono 10 settimanali

Un intenso lavoro verso le problematiche del disagio adulto, di sicuro non vi annoierete.....

Il lavoro è svolto da un educatore professionale coaudivato da un équipe formata da altri edcucatori e con il supporto di una psicologa
Il rischio è quello del born-out perchè abbiamo a che fare con situazioni di povertà culturale ed economica particolarmente pesanti e con la crisi il tutto si è ovviamente aggravato...

Avrete quindi un futuro di progetti e attività...

L'avevamo, poiché il 18 dicembre 2009 il Comune di Carpi ci ha comunicato che non ha l'intenzione di rinnovare la convenzione in scadenza il 31 dicembre prossimo.
Per noi é un colpo durissimo..., anni di lavoro e professionalità che vanno in fumo
La decisione comunicataci dall'Assessore Miria Ronchetti e dal Dirigente dei Servizi Sociali Ruggero Canulli, ci lascia spiazzati ed increduli , in un momento dove la pressione sociale si fa più insistente si sceglie di tagliare chi può aiutare a contenerla..nonostante le belle parole...

Cioè? :

Il buon lavoro ci è stato riconosciuto, hanno detto che sono soddisfatti di quello che facciamo ..
Pensi che ultimamente abbiamo seguito il trasferimento di una persona che anni fa era ospite dell'Ex Carretti, ha avuto l'assegnazione di alloggio popolare e ora è stata trasferita in una residenza per anziani. Questa persona inizialmente non aveva accettato di essere trasferita, con la nostra mediazione ci siamo riusciti.

E quindi quali sono le motivazioni portate ??

I tagli operati in bilancio !! Noi siamo ben coscienti (oltre che solidali) della situazione in cui versano le amministrazioni locali: lo Stato ha tagliato i trasferimenti, è stata tagliata anche l'ICI, proprio in un periodo come questo è assurdo. Quello che obbiettiamo , tuttavia, è come l'amministrazione non abbia, a nostro modo di vedere, assolutamente tenuto conto del contesto

Si spieghi meglio


Vede Il Mantello non è solo una cooperativa di servizi, ma anche un'organizzazione sussidiaria legata al territorio, alle sue problematiche, ultimamente abbiamo partecipato al percorso della Consulta C sull'Immigrazione dando un contributo tecnico non indifferente, gli operatori che lavorano al Mantello lo fanno con uno spirito che va oltre al percepire uno stipendio, spessso non abbiamo orari, ci troviamo di fronte a multiproblematicità come la dipendenza da sostanze, l'handicap, ildisagio psichico e siamo sempre riusciti a fare la nostra parte..
Senza contare che abbiamo lavorato in progetti di promozione culturale, vedi il Mangiamondo, con il quale visitiamo il territorio proponendo percorsi gastronomici etnici e culturali, gestiamo la mediazione linguistica culturale in alcuni centri per l'impiego della Provincia di Modena, collaboriamo in percorsi di alfabetizzazione a favore di minori e adulti in tutta la Provincia. Quindi forse rappresentiamo anche una piccola ricchezza per il territorio, sicuramente un capitale sociale ed umano non indifferente.

Ma scusi, come pensano di sostituirvi ??

Guardi, a domanda diretta, la risposta è stata : “non abbiamo nessuno” !!!Le lascio immaginare quali potrebbere essere le conseguenze cui le persone con le problematicità prima evidenzoate potranno subire o causare se lasciate a loro stesse...
Tra le altre cose mi piacerebbe affrontare il tema della sicurezza visto che, abbiamo sempre ritenuto nel nostro lavoro, un buon modo per gestirla è monitorare la pressione sociale e i conflitti; nei nostri progetti e servizi è sempre stato importante il nostro ruolo di ponte tra l'amministrazione locale ed i cittadini.
Abbiamo lavorato ad un progetto sul quartiere di Cibeno Pile per collegare le realtà associative che vi lavorano e dare un senso di comunità..
Mi permetta di fare un'ulteriore considerazione: il lavoro che svolgiamo non può essere svolto da chiunque, eventuali altre figure professionali generiche e non esperte del'ambito così delicato, ma servono professionalità specifiche, soprattutto un contesto come il nostro che abbia esperienza e sappia supportare i suoi operatori-
Il Mantello infatti ha una storia legata ad azioni specifiche nel disagio adulto e nell'immigrazione .
Nel recente convegno sul Microcredito organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, è stato messo in evidenza l'importanza del ruolo di tutoraggio (come la nostra cooperativa svolge da anni) educativo in casi di disagio sociale, economico e culturale, per usare una metafora sempre molto esplicativa, non si tratta solo di dare il pesce ma soprattutto di insegnare a pescare.

Ma il taglio è consistente ??

In termini di peso specifico è enorme..
in termini economici le do i numeri:
La nostra convenzione costa 42.000 euro all'anno (iva inclusa) per 38 ore di servizio per 52 settimane (quini comprese le sostituzioni) che comprendono tutti i servizi e le mansioni sopra descritte, in pratica tre strutture abbastanza diverse da loro, con una multieterogeneità di persone e di problematiche, all'interno troviamo anche i costi di spostamento tra una struttura e l'altra.
Insomma un prezzo sicuramente non alto per un servizio del genere.
Ma non è finita qui.

In che senso.

Nel senso che con questo taglio ci mettono in difficoltà perchè vuol dire che almeno un posto di lavoro se ne va e sa qual'è il paradosso ?

Continui..

Che noi abbiamo in carico due casi dai servizi sociali del Comune di Carpi e per i quali avevo già dichiarato l'intenzione di assumerli nel nostro ambito di inserimento lavorativo, uno da gennaio 2010, l'altro da marzo 2010.
Questo avrebbe comportato un risparmio per i servizi sociali di almeno 9.000 euro all'anno per i contributi economici diretti e ore di assistente sociale.
Quindi si può dire che in un bilancio lungimirante aggregato voi sareste costati 33.000 euro??
Si ma forse anche meno perchè abbiamo altre persone svantaggiate assunte e al territorio stiamo dando altro, come dicevo sopra stiamo partecipando ad un percorso con associazioni di immigrati e non che ha dato vita alla Conferenza sull'immigrazione svoltasi a novembre, stiamo partecipando al percorso Reti di Pace, che ha dato vita al Mercato Contadino, il tutto senza chiedere praticamente un soldo al Comune...

Nemo profeta in patria..

Direi che sia proprio il caso di proporre questa citazione.
Tra l'altro l'amarezza viene anche da come ci è stata posta la questione, dalla mancanza di un percorso di partecipazione e responsabilità.

Cioè ??

Guardi noi sono anni che chiediamo l'affidamento “chiavi in mano” di queste strutture perchè ci sentiamo maturi e in grado di farlo, il far gestire e rispondere personalmente a coloro che quotidianamente lavorano in esse è uno strumento per evitare sprechi e per sviluppare il senso di responsabilità..

Ebbene ??

Ebbene nulla, ci ritroviamo dopo 8 anni di lavoro convocati 12 giorni prima della scadenza con una comunicazione di fine servizio, direi che sia un cattivo esempio di collaborazione.

Ora cosa chiedete ''

Chiediamo che il Comune ci ripensi e ci convochi per trovare insieme una soluzione, che eviti sprechi ma che tuteli la qualità del servizio e soprattutto le persone in disagio e che vada nella direzione di una coprogettazione perchè è il modo per ottenere di più con la minor spesa.

5 commenti:

Lorenzo Paluan ha detto...

Con lo stipendio del direttore generale di questi appalti ce ne paghiamo 6.
Data l'ampia capacità di programmazione dell'amministrazione comunale che arriva a una settimana dal natale per sapere cosa tagliare e cosa no, mi chiedo se non stiamo tagliando la spesa sbagliata...

Giliola Pivetti ha detto...

Anche coi 2.000.000 di Euro che il Comune spenderà per fare una rotonda in via dell'Industria si pagherebbero degli appalti...
Mi pare che tutta la Giunta dimostri che sapeva fare le cose (forse...) solo in presenza di abbondanza.
Non so cosa succederà in 5 anni di questo stile rassegnato/arrogante/apatico/sulla difensiva.
E' proprio ora che si dovrebbe vedere la capacità di amministrare.

Giliola Pivetti

carpizeronove ha detto...

Il problema della coperta corta è vecchio come il mondo.
Ovvio, come dice Giliola, che saremmo tutti capaci di amministrare un comune in presenza di abbondanza.
Ma nascondersi dietro al fatto (pur vero) dei tagli operati dal Governo centrale (e prima ancora imposto dalla Comunità Europea) è come dare la colpa delle strade impraticabili alla neve!
E' proprio quando la coperta è corta che si vedono le azioni politiche di chi ci governa (al centro e nel locale).
La coperta, per quanto corta diventerà, copre sempre qualcosa, e cosa copre a Carpi lo decide la nostra Giunta.
Inutile dire all'infinito che non si può fare tutto: è ovvio!
Ma se sia più importante l'attività della Cooperativa Sociale il Mantello o la rotonda di via dell'Industria o gli assegni ad personam e le indennità di posizione dei dirigenti o le luminarie in centro o ristrutturare il torrione degli spagnoli o invitare illustri filosofi al festival del racconto o fornire DVD gratis nella biblioteca pubblica, queste sono tutte scelte politiche ben precise.
E' solo da queste scelte, che emergono solo quando la coperta diventa corta, che si puiò giudicare se la politica di chi ci amministra è stata lungimirante in passato ed è davvero una politica di sinistra come afferma di essere.

Cristian Rostovi ha detto...

Quello che durante il consiglio comunale di giovedì scorso ha più infastidito, non sono state tanto le scelte, condivisibili o meno,ma la non assunzione di responsabilità da parte della giunta e di conseguenza della maggioranza che la sostiene, delle decisioni prese.

Giliola Pivetti ha detto...

La Giunta ha appena approvato una delibera in cui versa 3.000 Euro al Comune di Modena per fare delle ricerche su quanto i cittadini sono soddisfatti dei servizi erogati, inoltre verserà altri 2.000 Euro per ogni altra ricerca che penserà eventualmente di richiedere.

Se lo chiedeva a quelli del Mantello quanto sono contenti(e a numerosi altri) glielo dicevano gratis.

Giliola

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