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martedì 22 giugno 2010
La dirigenza ora apre uno spiraglio sulla mobilità volontaria

Sono tornati a lavorare i 126 dipendenti dell’Italcarni, dopo che il vertice tra sindacati, dirigenza e Legacoop ha fatto segnare un importante passo in avanti nella lunga e complicata trattativa: la proprietà, pur rimanendo su posizioni ancora distanti dalla controparte su molti temi, ha fissato a venerdì la decisione sul ricorso alla mobilità volontaria, come chiedono da tempo i sindacati.
Le sigle alimentariste di Cgil e Cisl, infatti, sin dall’inizio della vertenza hanno condannato l’annuncio da parte di Italcarni di effettuare 43 esuberi: la mobilità volontaria era una delle alternative proposte dai sindacati, finora sempre rifiutata fermamente dal presidente della cooperativa Gianni Mozzoni, ma che da ieri è entrata di fatto nel novero delle possibili soluzioni.
Sulla base di questa importante novità, che evidentemente dovrà trovare conferme positive tra 24 ore ma che rappresenta già oggi un punto di svolta, è stata decisa la sospensione, fino al 25 giugno, di sciopero e presidio dei lavoratori della cooperativa: un segno di distensione che potrà contribuire alla soluzione della vicenda Italcarni.
L’aggiornamento della trattativa è stato appunto fissato a domani.
Con l’incontro di ieri mattina, il primo a vedere il coinvolgimento della Lega delle cooperative in veste di moderatore, la proprietà dell’azienda di macellazione e lavorazione carni ha finalmente deciso di prendere in esame, all’interno del proprio cda, la possibilità del ricorso alla mobilità volontaria, nodo definito «pregiudiziale» da parte di Cgil e Cisl.
La riunione, che si è svolta nella sede della cooperativa in via Guastalla a Migliarina di Carpi, è durata ben 7 ore, a dimostrazione della complessità di una vertenza che con ieri ha fatto contare 84 ore complessive di sciopero.
I punti oscuri rimangono ancora molti e fondamentali: «La dirigenza è determinata - dichiara Mario Zoin di Cisl - a fare un percorso che porterà Italcarni in un contesto di filiera più ampia: non abbiamo ancora capito di cosa si tratti esattamente, ma abbiamo il sospetto che l’intenzione sia quella di effettuare fusioni con altri macelli.
I discorsi che riguardano il recupero dell’efficienza e le esternalizzazioni, saranno ripresi a partire da domani».
Il prossimo incontro, dunque, sarà l’occasione per affrontare finalmente anche il nodo legato al piano aziendale, la cui assenza nelle precedenti riunioni ha contribuito all’inasprimento delle posizioni.
La volontà di affittare interi rami d’azienda (la testa e la coda del processo produttivo, cioè il macello ‘sporco’ e la rifilatura dei prossciutti, verrebbero esternalizzate, coinvolgendo così nelle dinamiche di precarietà altri 34 dipendenti) è un altro terreno su cui si giocherà la partita Italcarni.
Da una parte i sindacati, che vorrebbero evitare lo ‘spezzatino’, dall’altro la proprietà, che si trova in difficoltà di bilancio, schiacciata dalla concorrenza straniera in un mercato che necessità di cambiamenti.
La trattative prosegue, sicuramente con uno spirito migliore rispetto alla settimana scorsa.

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)

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