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venerdì 20 agosto 2010
I cancelli rimangono aperti: dialogo giunta-Trenitalia interrotto?

Rifiuti di ogni tipo sparsi ovunque nei corridoi, persone che passano la notte all’interno della sala d’attesa, dormendo nelle panchine: sono queste le scene a cui sono ormai abituati gli operatori della stazione ferroviaria di Carpi, alle prese con allarmanti problemi di degrado.
Solo qualche giorno fa, e precisamente mercoledì scorso, un dipendente delle Fs ha scovato nei bagni dei disabili alcune persone che bivaccavano tra la sporcizia.
Il lavoratore ha avvisato la Polizia, che ha girato la chiamata alla municipale.
Intervenuti con due moto e due auto, i vigili non hanno però fatto in tempo ad identificare le persone, che nel frattempo si erano eclissate.
E’ una situazione divenuta ormai insostenibile quella della stazione dei treni, alla quale aveva cercato di porre un freno l’ex vicesindaco Lorena Borsari, che con Trenitalia aveva intavolato un proficuo dialogo.
Ma con le dimissioni della rappresentante dell’Idv, a fine maggio, le trattative sembrano essersi arenate.
Questo almeno è ciò che traspare dal ripetersi di atti incivili e vandalici, commessi soprattutto col favore della notte.
Proprio la Borsari aveva accordato con Trenitalia l’inaccessibilità della stazione negli orari notturni, tramite l’installazione di cancelli in ferro della cui chiusura si sarebbe dovuto occupare un dipendente del Comune.
Montati oltre sei mesi fa, quei cancelli non sono mai stati chiusi da alcuno.
Se a questo aggiungiamo che le porte automatiche, pur non funzionando negli orari di chiusura della stazione, vengono facilmente forzate con le braccia, è presto detto come ogni mattina gli operatori della biglietteria vengano a trovarsi di fronte a scene per niente edificanti.
Oramai sono passati tre mesi dal rimpasto di giunta, e complice le vacanze estive, il dialogo con le Ferrovie stenta a riprendere.
Necessaria, e quantomai urgente, la riqualificazione dell’area della stazione deve ripartire da dove è stata lasciata.

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)

7 commenti:

disertore ha detto...

Ci pensa Lorena Borsari!!!

Anonimo ha detto...

...e allora stiamo freschi !

Anonimo ha detto...

Sempre meglio dell'attuale vice "mistero".

Anonimo ha detto...

...a bhe'...tra correre e scappare...

Anonimo ha detto...

Bè, se a Carpi avessimo un dormitorio pubblico, ed eventualmente una mensa gratuita, avremmo risolto il problema.

Anonimo ha detto...

...mentre la chiesa locale ha già dato il via a iniziative di solidarietà per i più bisognosi con la raccolta di beni di prima necessità all'interno dei luoghi di culto, queste due semplici idee di Simone Martini se prese in considerazione e poi attuate, sarebbero altresì il segnale forte di una presa di coscienza da parte dell'amministrazione comunale di esistere anch'essa, su quelle basi di solidarietà , con cui si è sempre contraddistinta la sinistra nella storia, ( attività per il Nicaragua, sud America, Cuba ecc. ) ma che dalla propria torre d'avorio locale pare ora non vedere, e non sentire, che i poveri ora si, sono dentro casa, non agendo cocretamente con proposte, in quella realtà che continua viceversa ad usare strumentalmente per favorire altri interessi. Volgendo lo sguardo sempre al profitto in equilibrio col quel consenso da mantenere con la solita e stucchevole infantile propaganda ( ...è stato lui, no è stato lui, no sei stato tu, non dire bugie sei stato tu, no tu hai fatto peggio...ecc ). E nulla più. Pardon. Qualcosa c'è, in quanto pare che l'iniziativa più significativa della sinistra a livello nazionale, di questi ultimi mesi, sia stata l'abolizione del congiuntivo da parte di Dalema in un discorso tenuto alla festa dell'unità. Come dire: compagni riconosco che non è una gran idea, però fa suggestione nell'intellighenzia ( eppur si muove )e fa élite culturale in cui riconoscersi e non perdersi ( da soli, ma tutti insieme si, che è meno doloroso ). Dunque a noi cittadini, di umana modernità, non rimane che fare le condoglianze per questo lento e inesorabile declino di quella macchina, ora tristerrima, che un tempo si definì gioiosa. Preferendo di gran lunga la gioia non solo di chi il congiuntivo non lo usa perchè non lo conosce, ma povero lo è, con delle serie e impellenti urgenze da affrontare, fuori da logiche di estetica e di maquillage. Chans il giardiniere

Giliola Pivetti ha detto...

Tra poco sarà pronto l'ostello, e non è detto che giovani turisti ci siano a Carpi in tutte le stagioni. Potrebbe essere una buona idea usarlo anche per chi ne ha bisogno per ragioni di povertà. Forse un po' complicato da gestire, ma certamente sarebbe un pugno nello stomaco vederlo vuoto o semivuoto mentre altri dormono in stazione o in macchina.

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