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L’assessorato alla sicurezza non c’è più.
Non da oggi, nè da ieri, ma dallo scorso 20 maggio, da quando Lorena Borsari si è dimessa dalla giunta: ne fece seguito un memorabile rimpasto, in cui non solo sparì una poltrona da assessore, che sono diventati 7 anziché 8, ma anche una delega, quella alla sicurezza appunto.
Risveglio tardivo, penserà qualcuno.
Non proprio, visto che proprio in questi ultimissimi tempi si sta vedendo l’effetto di tale decisione.
La dolorosa vicenda di via Ginzburg di due giorni fa, con lo sgombero di una famiglia che aveva occupato abusivamente una palazzina popolare, ha di nuovo fatto suonare il campanello d’allarme sulla sicurezza a Carpi.
Il sindaco Campedelli, nel riassegnare le deleghe, ha smembrato quella specifica detenuta dalla Borsari, affidando a Carmelo D’Addese la Polizia locale e quella mortuaria, più la protezione civile.
Ma non si può dire che il lavoro e le competenze siano uguali: dove sono finiti i tavoli sulla sicurezza che venivano puntualmente organizzati prima del rimpasto, e che davano potere decisionale e di controllo su aree sensibili? Gli stessi tavoli che avevano permesso di fare scelte (condivise e apprezzate anche dalle opposizioni, o comunque da una certa parte di queste, che oggi non ha forse ancora colto la gravità della scomparsa della delega), scelte forti, come quelle sui condomini di via Unione Sovietica, o sulle utenze del campo nomadi di via Nuova Ponente.
E ancora il progetto di riqualificazione dell’area della stazione dei treni (avviato grazie al ritrovamento da parte della Borsari di un finanziamento regionale per 1 milione e 700mila), e di quella della stazione delle corriere, la cui sala d’aspetto doveva essere recuperata.
Tutti le decisioni fin qui citate (compresa l’installazione di centraline elettriche al campo nomadi) si trovano ad un punto morto.
Chi pensa ancora che la scomparsa della delega alla sicurezza sia cosa da poco?
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Il terremoto politico che ha coinvolto Carpi in questi giorni ha avuto tra i massimi protagonisti Lorena Borsari, l’ex vicesindaco dimissionaria, Alessia Ferrari, la nuova vicesindaco 25enne, e Alberto Bellelli, l’assessore alla cultura che passa al comando delle politiche sociali.
Se sulla prima le luci della ribalta si sono spente con l’uscita di scena, gli occhi della città sono ora puntati sugli altri due nomi, per motivi differenti.
Già ampiamente detto di ciò che attende Alessia Ferrari, è tempo di approfondire le implicazioni della scelta di Bellelli come nuovo assessore alle politiche sociali.
Dopo tanti nomi fatti nel toto-assessore del post Ronchetti, la decisione è caduta su una personalità di fiducia, giovane ma con grande esperienza, e che bene ha operato in ambito culturale.
«È una scelta politica - ha confermato il sindaco durante la conferenza stampa di giovedì -, perché in quel ruolo c’è bisogno di una guida politica, non tecnica.
I tecnici ci sono e sono i dirigenti del settore, molto competenti e preparati».
Da più parti, e non solo dall’opposizione, si sta ragionando sull’opportunità di questa logica, soprattutto perché applicata ad un assessorato tanto delicato e complicato.
«Ragionare in base a logiche politiche non va sempre bene - puntualizza Nicola Marino, ex assessore e oggi direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro, il cui nome era stato accostato più volte alla poltrona lasciata vacante da Miria Ronchetti -, soprattutto nel sociale.
Detto questo, io auspico che Bellelli, una persona di esperienza e competente, dimostri sensibilità, apertura al dialogo e coinvolgimento delle diverse componenti del terzo settore: ciò che è mancato negli ultimi anni, in cui si è evidenziata un’autoreferenzialità del Comune.
Per esperienza - sottolinea - so che ci vorrà circa un anno prima che il nuovo assessore possa entrare nei meccanismi delle politiche sociali».
Il problema è che tutto questo tempo non c’è: è incombente il rinnovo del Piano attuativo locale della sanità, la definizione del programma attuativo del piano di zona, e bisogna soddisfare una crescente domanda sociale con risorse in calo.
Il diretto interessato è consapevole della portata di questa sfida: «Vado via da un’esperienza straordinaria - dichiara Bellelli - mi approccio alle politiche sociali con molta umiltà.
Arrivo in un momento delicatissimo, con decisioni importanti all’orizzonte.
Avrò dalla mia sicuramente l’aiuto del ‘team’ di questo settore, e l’esperienza di Cinzia Caruso.
Non si può pensare di contrastare la crisi solo con l’intervento pubblico: per questo è imprescindibile un dialogo con quel ricchissimo mondo composto dal privato sociale e l’associazionismo.
La situazione odierna impone una forte spinta all’innovazione: punteremo su questo, cercando di crescere il più in fretta possibile».
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Vicesindaco e assessore alla cultura a 25 anni: è l’identikit di Alessia Ferrari, il volto nuovo della ‘riveduta’ giunta Campedelli.
La rappresentante dell’Italia dei Valori, che ha sostituito la dimissionaria Lorena Borsari, è stata presentata ieri mattina in una conferenza stampa alla quale erano presenti tutti i componenti della nuova giunta, oggi formata da sette e non più otto componenti.
«Mi fa piacere vedere che i giornali hanno già scritto tutto un giorno prima - ha ironizzato in apertura il primo cittadino - vuol dire che Palazzo Scacchetti ha le pareti di vetro… La trasparenza è un bene per il Comune. Ho preso una decisione nell’ottica del risparmio delle risorse: dopo il caso Ronchetti ho aspettato ad operare la sostituzione perché le dimissioni di Lorena Borsari erano nell’aria e si apriva la prospettiva di cambiare in maniera più incisiva.
Per quanto riguarda Alessia Ferrari, è stata scelta all’interno di una rosa di nomi fatta dall’Idv.
E’ la seconda forza della maggioranza, la carica di vicesindaco spetta ad un suo rappresentante».
A parte il nome nuovo, il rimpasto ha comportato un balletto di deleghe che sono passate da un assessore all’altro, andando a modificare il quadro delle competenze di ciascuno.
E’ un terremoto infatti quello che si è abbattuto sulle scelte fatte a giugno 2009, quando il sindaco di Carpi, assegnando le deleghe in base a criteri evidentemente oggi non più validi, mise insieme una squadra «vincente», come lui stesso la definisce, ma che in meno di 12 mesi ha dovuto fare i conti con l’uscita di scena di Miria Ronchetti prima, e Lorena Borsari poi.
Certo, i motivi di questi addii sono diversi, ma vorrà pur dire qualcosa se due new entry (su quattro) rispetto al primo mandato Campedelli non hanno superato il primo anno di governo.
Non semplici sostituzioni ma un rimpasto in grande stile: come già anticipato ieri, con l’ingresso di Alessia Ferrari alla Cultura, Alberto Bellelli passa alle Politiche sociali, mentre per quanto riguarda le deleghe, D’Addese acquisisce la Sicurezza, Caruso il Personale, Morelli il centro storico e il Turismo, e Tosi la Comunicazione.
«Il settore relativo al personale deve essere legato al bilancio - ha affermato Campedelli ammettendo l’errore compiuto lo scorso giugno - mentre il centro storico passa a Morelli perché con il completamento della riqualificazione c’è bisogno di armonizzare le regolamentazioni».
Daniele Franda
Alessia Ferrari, tante responsabilità dopo tre mesi di iscrizione all’Idv
Ma chi è questa ragazza così giovane alla quale è stata affidata una carica così importante? Dopo essersi diplomata presso l’istituto Meucci con il massimo dei voti, Alessia Ferrari si è laureata in Scienze Giuridiche nel 2007.
Non ha all’attivo esperienze nell’ambito dell’amministrazione pubblica ed ha iniziato ad occuparsi di politica ‘da dentro’ solo tre mesi fa, quando è entrata a far parte dell’Italia dei Valori di Carpi.
Per quanto riguarda l’ambito lavorativo, ha svolto stage e tirocini formativi durante gli studi e dal luglio 2008 è impiegata presso l’ufficio legale dell’azienda Artoni Trasporti.
«Lascerò il mio lavoro attuale per fare l’assessore a tempo pieno» ha dichiarato timidamente durante la sua presentazione.
«Sono entusiasta di questo incarico, voglio ringraziare tutti per la fiducia. Entro a far parte di una squadra molto affiatata; per quanto riguarda la cultura, posso solo dire che continuerò sulla scia dell’operato di Alberto Bellelli, che ha lavorato benissimo.
Mi lascia un’eredità pesante».
da.fra.
Il valzer delle deleghe, l’uscita di scena di Ronchetti (che aveva appoggiato Campedelli con una lista ad hoc, e per questo premiata con un assessorato) e della ‘non allineata’ Borsari, il cui rapporto con il Pd era chiacchierato sin da giugno, fino alla scelta di una 25enne come vicesindaco: di pretesti per analizzare e valutare l’amministrazione locale degli ultimi dodici mesi ce n’è a iosa.
«Si sapeva fin dall’inizio che la coppia Borsari-Campedelli non sarebbe durata molto» commenta Roberto Andreoli (Pdl).
«Ogni volta che è in difficoltà lei rassegna le dimissioni: lo fece anche quando era capogruppo di Forza Italia».
Al suo posto è stata chiamata una giovane del suo stesso partito: «Si è riconfermato il problema delle scelte degli assessori fatte per soddisfare giochi politici e niente più» puntualizza Giliola Pivetti (ApC).
Ovviamente senza voler esprimere giudizi di merito sul nuovo vicesindaco, è innegabile che il confronto tra il peso politico che Lorena Borsari poteva imporre in giunta e quello che riuscirà a impersonare Alessia Ferrari non è minimamente paragonabile: «Non è la singola persona, ma il partito dell’Italia dei Valori che a livello locale è come una scatola vuota - sottolinea Lorenzo Paluan (Carpi a 5 stelle/Rif. Comunista) - l’unica nota positiva di questo rimpasto è che si risparmia un’indennità da assessore».
Sulle considerazioni espresse dal sindaco in conferenza stampa è intervenuto Cristian Rostovi (Pdl): «Campedelli ha detto che le dimissioni della Borsari erano nell’aria? Questo conferma che ciò che abbiamo sostenuto nell’ultimo mese era vero; la cosa grave è che l’unico a non saperlo era il segretario del Pd Dalle Ave, visto che ha sempre asserito che la giunta andava d’amore e d’accordo».
Daniele Franda
Curiosa perché ricalca quanto avvenne a Reggio Emilia appena due settimane fa.
Anche lì si era dimessa una rappresentante dell’Idv, Liana Barbati, uguale alla Borsari per acronimo (LB) e a lei simile, nessuno si offenda, per esperienza politica; un’esperienza fatta, in entrambi i casi, anche di importanti peregrinazioni.
Solo diverse erano le ragioni dell’addio, in quanto la Barbati, beata lei, è andata in Regione.
Anche a Reggio, ovviamente, il sindaco è del Pd, Graziano del Rio.
Ebbene, chi gli ha proposto l’Idv come nuovo vice? Sara Di Antonio, giovane giornalista, invero non troppo conosciuta, e soprattutto non di lunga frequentazione nel partito di Antonio Di Pietro.
Vi ricorda Alessia Ferrari? Solo che la Di Antonio è stata bocciata dalla maggioranza reggiana, che poi ha rigettato una seconda candidata.
Donna e giovane, pure lei, che si è vendicata con un articolo niente meno che sul CorSera.
Alla fine, il nuovo vicesindaco di Reggio è Filomena De Sciscio.
Ovvero, manco a dirlo, una dipietrista giovane (32 anni) e con gli occhiali, e soprattutto, con tutto il rispetto, sconosciuta al Palazzo.
Una vita parallela, dunque, a quella di Alessia Ferrari.
Se da un lato fa ben sperare l’apertura ai giovani e al gentil sesso dell’Idv, dall’altro qualche dubbio resta.
Perché con i partiti di una volta tre mesi di militanza non bastavano nemmeno per affiggere i cartelloni elettorali.
Magari, una volta, si eccedeva in senso opposto, magari è ora di svecchiare un’Italia gerontocratica: ma forse, tra i due eccessi, esistono tante vie di mezzo.
Silvana Mura, fedele luogotenentessa di Di Pietro in Emilia, ha spesso portato sugli altari figure femminili.
A Modena città, tuttavia, Eugenia Rossi è stata silurata in meno di un anno, e a Bologna l’assessore provinciale Maura Pozzati, bella donna invero, si è dimessa.
Perché? «Perché il suo impegno non si conciliava con la maternità», ha spiegato la stessa Mura con una battuta a dir poco infelice.
La smania dell’Idv per il gentil sesso, in sostanza, non può coprire la scarsa democraticità nei processi interni del partito.
Sui quali, ribadiamo, restano dei dubbi.
Intanto in bocca al lupo, Alessia.
Nicola Tedeschini
(fonte: ModenaQui)
Grandi manovre negli assetti politici cittadini: dopo la rinuncia, ora ufficiale, di Lorena Borsari alla carica di vicesindaco e di assessore alla sicurezza, il sindaco Campedelli ha ridisegnato la giunta carpigiana, rimescolando e ridistribuendo alcune deleghe.
Come anticipa ancora una volta Voce su Twitter, il rimpasto porterà alla cancellazione di una poltrona, per una giunta che sarà composta da sette e non più otto assessori.
Il settimanale carpigiano dal web si sbilancia e tira fuori dal cilindro i nomi, anzi il nome nuovo: è Alessia Ferrari, 25enne carpigiana, laureata in legge e militante nelle fila dell’Idv, che verrà nominata assessore alla cultura e vicesindaco di Carpi.
Alberto Bellelli sarà promosso alle Politiche sociali, colmando così il vuoto lasciato prima di Pasqua da Miria Ronchetti.
Ma le novità, clamorose proprio perché giunte dopo nemmeno un anno dall’insediamento della seconda legislatura Campedelli, non si fermano qui: la delega al Personale andrà a Cinzia Caruso, mentre quella importante e delicata alla Sicurezza sarà affidata all’esperienza di Carmelo D’Addese, che lascia il patrimonio storico artistico a Simone Morelli.
L’assessore all’Economia cede a sua volte il settore comunicazione, che verrà consegnato a Simone Tosi.
Tutti i dettagli verranno ufficializzati nell’ambito di una conferenza stampa convocata per questa mattina.
Le scelte fatte spengono le voci su Daniela Depietri, indicata diverse volte come favorita nel dopo-Ronchetti: la consigliera Pd, dopo aver tanto sperato, non deve aver preso bene la decisione del partito.
Ad ogni modo, nel progetto attuato da Campedelli è manifesta la volontà di dimostrare ancora una volta riconoscenza al partito di Di Pietro che tanto ha contribuito alla rielezione del primo cittadino alle scorse amministrative.
Dopo l’uscita di scena della Borsari, i cui «motivi personali» pare siano da ricondurre al pessimo rapporto con sindaco e resto della giunta, il Pd carpigiano non poteva che ‘pescare’ ancora una volta all’interno dell’Idv.
C’è da giurare che però questa volta Campedelli abbia ponderato molto bene la scelta, ricaduta su una ragazza tanto giovane quanto preparata, per non rischiare di doversi trovare da capo con un nuovo caso Borsari.
Un assaggio di ciò che può accadere a chi ha appoggiato il partito da fuori l’ha dato la vicenda di Miria Ronchetti, silurata (giustamente) alla prima occasione.
Insomma, la scelta degli assessori per riconoscenza non ha funzionato: due casi su due costituiscono più di una prova.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Si fanno sempre più insistenti le voci che vedono Lorena Borsari, vicesindaco e assessore alla Sicurezza, ormai prossima all’uscita dalla giunta Campedelli, con una decisione che potrebbe essere ufficializzata già oggi.
L'intenzione, che lei dice maturata per motivi personali, è stata anticipata dal settimanale Voce dalle pagine del social network americano Twitter, che riporta come un dato di fatto la remissione del mandato nelle mani del sindaco.
«Lasciamo che scriva quel che vuole. Per il momento non è vero» ha commentato laconicamente la diretta interessata.
La flebile smentita rinvigorisce però la sensazione che il vicesindaco dell’Italia dei Valori si appresti ad un’uscita di scena tra mille polemiche.
Una notizia che, se troverà conferma nelle prossime ore, costringerà l’amministrazione ad un rimpasto di Giunta inedito: si parla già di ridimensionamento numerico, con sei assessori anziché sette, con le deleghe di Borsari e Ronchetti unificate sotto un’unica poltrona.
Da ricordare infatti che Carpi è senza assessore alle politiche sociali da circa un mese e mezzo, da quando prima di Pasqua il primo cittadino ha revocato i poteri a Miria Ronchetti dopo l’infelice uscita su Facebook.
Un’ulteriore conferma del fine corsa di Lorena Borsari potrebbe essere la convocazione dei consiglieri Pd nella sede del partito, fissata per stasera.
L’addio della vicesindaco confermerebbe di colpo tutte le voci circolate nell’ultimo periodo, e puntualmente smentite, che parlavano di una Borsari isolata all’interno dell’esecutivo.
Meno di un mese fa sui giornali cominciarono a rincorrersi i rumors che volevano finito l’idillio tra l’assessore ex Forza Italia, sindaco e resto della giunta.
Era infatti sentimento comune all’interno della maggioranza quello dello scarso feeling con la collega dell’Idv: al Pd non è mai piaciuto il suo stile di governo, giudicato da molti ‘aggressivo’, più adatto a dare visibilità a lei che non fare il bene dell’amministrazione.
Il volantino con i moniti anti-truffa fatto recapitare nelle case dei carpigiani, la presa di posizione manifestata all’atto dell’approvazione della delibera ‘Bulgarelli’ sul personale, le decisioni di far da sé in materia di comunicazione, con decine di comunicati fatti recapitare direttamente alle redazioni: sono queste le ‘accuse’ mosse alla Borsari da parte dei democratici.
Lo strappo era troppo largo, e gli sforzi per far apparire tutto calmo e tranquillo non sono serviti.
Da oggi il posto di vicesindaco di Carpi potrebbe essere vacante.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Il dopo-Ronchetti sta assumendo i contorni di un moderno ‘Aspettando Godot’: già ampiamente scadute le due settimane previste dal segretario cittadino del Pd Davide Dalle Ave, per conoscere il nome del nuovo assessore al Sociale, i tempi si stanno dilatando considerevolmente.
Certo è che, pur con il massimo impegno, il sindaco Campedelli non potrà tenere per sé ancora a lungo le deleghe di un settore così importante e delicato.
Dopo ormai un mese dalla revoca del mandato a Miria Ronchetti, per la nota storia dell’infelice dichiarazione apparsa su Facebook che accostava l’aborto alla pedofilia all’interno della Chiesa, probabilmente siamo vicini a conoscere la scelta del primo cittadino.
Scelta che secondo alcuni ricadrà necessariamente su una personalità di fiducia, dopo la ‘scottatura’ del caso Ronchetti, mentre altri si auspicano che la nomina possa rimanere al riparo da giochi politici, per un nuovo assessore più ‘tecnico’ che semplice amministratore.
Conviene allora iniziare a sfogliare la rosa dei nomi, fatti sì dai giornali, ma spesso confermati da voci di corridoio, per provare a circoscrivere una corsa che vedrà uno soltanto tagliare il traguardo.
Accanto alle numerose figure provenienti dal mondo politico in lizza per la poltrona, è stato inserito anche Stefano Facchini, direttore della Caritas diocesana e uomo di grande esperienza nel terzo settore.
Facchini ha più volte dimostrato grande competenza e passione nelle dinamiche delle politiche sociali, a volte criticando le scelte dell’amministrazione, ma sempre nell’ottica di una visione costruttiva e utile alla città.
Ma se prevarrà la linea adottata già nella composizione della scorsa giunta, sembrano poche le chance di vedere Facchini approdare a Palazzo Scacchetti.
Chi si è chiamata fuori da sola è Elisetta Bellelli, consigliera della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi in uscita dal cda, il cui nome era anch’esso risuonato più volte: «Intendo chiudere questo discorso una volta per tutte - ha dichiarato Bellelli -, non sono stata contattata da nessuno e ribadisco che non sono personalmente interessata a questo ruolo.
La politica a questi livelli non mi interessa».
Ipotizzabile dunque un finale a due: Nicola Marino, direttore dell’ufficio diocesano della pastorale sociale e del lavoro, che tra l’altro ha già occupato questo ruolo due legislature fa, e la consigliera del Pd Daniela De Pietri, probabilmente la più accreditata.
«Auspico che la scelta possa ricadere su una persona di esperienza nel settore» è stato l’unico commento di Marino, mentre la De Pietri, da parte sua, si è trincerata dietro un sibillino «no comment».
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Ricevo e pubblico:
RIMPASTO GIUNTA A CARPI
NO AL FATTO COMPIUTO
Sinistra Ecologia Libertà ribadisce, questa volta pubblicamente, la propria contrarietà al metodo privatistico , incomprensibile, para clientelare ( al limite dell'incoerenza politica) di formare gli esecutivi mediante nomine indiscutibili e la distribuzione delle deleghe del governo della città senza confronto alcuno tra i soggetti della maggioranza che ha concorso all'elezione del sindaco. Questo anche in considerazione della recente crisi e scomparsa di una delle liste di maggioranza.
La trasparenza , la pubblicità, in ultima analisi il metodo democratico, sono una speranza di riavvicinamento tra potere e popolo.
Firmato
Sinistra Ecologia Libertà
Circolo di Carpi.
Dopo la bufera politica, sull’affaire Ronchetti è calata la censura: durante l’ultimo consiglio comunale di giovedì scorso, il Pd, sostenuto dal grillino Paluan, si è schierato contro la proposta di discussione avanzata dal consigliere Roberto Benatti (Pdl).
In verità, il caso dell’assessore silurata per una frase su Facebook ha avuto il suo piccolo spazio, quando il sindaco ha annunciato ufficialmente la revoca del mandato a Miria Ronchetti, limitandosi a ribadire le motivazioni già espresse martedì scorso.
L’accenno alla questione ha dato speranza ai consiglieri d’opposizione, che quasi all’unanimità (11 su 12) hanno richiesto la possibilità di dibattito.
Ma alla messa ai voti il Pd ha fatto muro negando la discussione.
E così il Consiglio è proseguito, toccando gli importantissimi e strettamente locali temi degli Ogm, della banda larga, della privatizzazione del servizio idrico e della carenza di personale nelle forze dell’ordine.
«È una vergogna - ha accusato a margine del consesso Cristian Rostovi (Pdl) -, ci si lamenta sempre che in questo Consiglio si toccano tematiche troppo nazionali e quando si ha un’occasione per parlare delle dimissioni di un assessore scatta il silenzio».
L’ostruzionismo del partito è stato letto anche come una sorta di velo dietro cui nascondere le divisioni esistenti all’interno della maggioranza: tentativo peraltro mal riuscito già all’indomani dello scoppio della vicenda, quando l’area cattolica pretese con forza l’uscita di scena dell’assessore mentre alcuni ex diessini tentavano invano di stemperare gli animi.
Se in Consiglio si rimane in silenzio, non si può dire altrettanto del luogo del ‘misfatto’: sono ormai più di 400 le richieste di amicizia pervenute a Miria Ronchetti dopo la decisione del sindaco.
È proprio Campedelli il principale bersaglio delle critiche delle centinaia di messaggi di solidarietà e vicinanza recapitati sulla bacheca dell’avvocato: sul social network è stato addirittura creato un gruppo (con quasi 800 affiliati), che invita tutti a inviare questo messaggio al primo cittadino: «Anche io, come Miria Ronchetti, mi domando: ‘Non è che i preti non vogliono l’aborto perché vogliono a loro disposizione tanti bambini?’».
Insomma gli attestati di stima non mancano, anzi.
Una preoccupante escalation di pareri pro Ronchetti, che sarebbe stata dimessa in barba a «diritto di parola, libertà di espressione e di satira».
Satira? Purtroppo, da ridere c’è ben poco.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Se il caso Ronchetti è stato chiuso con l’accettazione delle dimissioni da parte del sindaco Campedelli, ora a Palazzo Scacchetti e dintorni a tenere banco è il toto-assessore.
Chi prenderà il suo posto in un ruolo quantomai delicato in cui sono necessarie competenze, sensibilità e - last but not least, come insegna la cronaca - grande attenzione alla scelta delle parole? La girandola di nomi è iniziata, perché Campedelli non può mantenere a lungo le deleghe ad interim: conviene a tutti mettere una pietra sulla vicenda tirando fuori dal cappello un nome autorevole che possa mettere d’accordo tutti, o quasi.
Magari andando a pescare proprio in quel mondo cattolico che si è sentito particolarmente ferito dalla frase che la Ronchetti aveva scritto giovedì sera su Facebook: «Mi viene un pensiero molto cattivo: ma non è che i preti non vogliono l’aborto perché vogliono tanti bimbi a loro disposizione?».
Difficile, si è detto, offendere tante sensibilità in un colpo solo, ed infatti l’amministrazione è subito corsa ai ripari, con Campedelli che ha telefonato più volte al vescovo Tinti per assicurare una presa di distanza netta da affermazioni che non potevano avere la minima scusante.
E Tinti dal canto suo ha mostrato di apprezzare la fermezza con cui il primo cittadino ha portato avanti la questione, arrivando subito dopo Pasqua a formalizzare l’uscita della Ronchetti dalla sua seconda giunta.
Ora, forse nel tentativo di riaffermare ancora una volta la vicinanza al mondo cattolico, per la sostituzione dell’avvocato spunta un nome su cui potrebbero convergere ampi consensi: quello di Nicola Marino, che ha già ricoperto la carica di assessore alle Politiche sociali dal 1999 al 2004 nella giunta di Demos Malavasi.
Laurea in Scienze politiche, master alla Cattolica di Milano sulle organizzazioni del terzo settore, una vita dedicata agli scout e al volontariato che l’ha portato anche ad essere referente per l’area anziani presso la Domus Assistenza Coop Sociale: Marino, attualmente responsabile della Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi, avrebbe sicuramente tutte le carte in regola per un grande ritorno in giunta, portandosi dietro un bagaglio di tutto rispetto.
Una figura ‘quadrata’ per far dimenticare uscite infelici: in griglia di partenza per ora la pole è tutta sua.
Daniele Montanari
(fonte: ModenaQui)
Adesso è ufficiale: Miria Ronchetti non è più assessore alle Politiche sociali del Comune di Carpi.
Il sindaco Campedelli ha deciso ieri mattina di revocarle il mandato, dopo le polemiche nate in seguito ad una frase contro il clero pubblicata su Facebook.
«Mi viene un pensiero molto cattivo: ma non è che i preti non vogliono l’aborto perché vogliono tanti bimbi a loro disposizione?»: questa la dichiarazione incriminata, che ha subito provocato un vespaio di polemiche.
Eppure, sulla stessa pagina internet da cui è partito tutto, sono stati tanti i commenti di solidarietà e vicinanza.
In ogni caso, come ampiamente previsto, e come auspicato da più parti, il primo cittadino ha optato per un’uscita di scena dell’avvocato: «Pur riconoscendo il lavoro prezioso svolto dall’assessore Ronchetti in questi mesi e ringraziandola per la collaborazione prestata - ha spiegato Campedelli - quanto avvenuto ha fatto venire meno il rapporto fiduciario che aveva portato alla sua nomina.
Chi ricopre cariche istituzionali, a qualsiasi livello, non credo possa permettersi dichiarazioni come quelle pubblicate su Facebook».
Le deleghe che erano prima in mano a Miria Ronchetti (Sociale, Sanità, Casa, Immigrazione, Volontariato) passano ad interim allo stesso sindaco, fino alla nomina del successore: non sarà di certo un percorso breve, vista l’importanza attribuita all’assessorato in questione.
Non è da escludere, ma è solo un’ipotesi, un ritorno di Cinzia Caruso, che già nella scorsa legislatura aveva ricoperto quel ruolo, ma che nella seconda giunta Campedelli è stata ‘spostata’ a Finanze e bilancio.
Intanto, la notizia della revoca dell’assessorato è stata analizzata dalle diverse forze politiche: «Apprezzo la condivisione da parte del sindaco della nostra linea - è il commento di Roberto Andreoli, capogruppo Pdl, primo a chiedere le dimissioni -.
Adesso si aprirà una nuova fase, Campedelli farà le sue scelte».
Anche all’interno della maggioranza (di area cattolica e non) le reazioni si sono indirizzate verso l’approvazione della scelta del sindaco, anche se c’è chi coglie l’occasione per esprimere un giudizio più generale, come la consigliera Pd Maddalena Zanni: «Trovo giuste le dimissioni, ma credo che alcune persone non dovrebbero fare la morale ad un assessore competente come Miria Ronchetti, la quale ha il torto di aver scritto pubblicamente quelle cose: c’è molta ipocrisia».
Frasi sibilline che indicano ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, la difficile convivenza all’interno del Partito democratico.
E la stessa Ronchetti annotava nella serata di ieri sul ‘famigerato’ Facebook: «Rieccomi.
Il sindaco mi ha revocato la fiducia e ritirato le deleghe.
Peccato, speravo di poter fare un buon lavoro, ma qualcuno mi dice che il partito per il quale mi sono data da fare non mi può perdonare».
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Leggo sui giornali locali delle lamentele che i volontari che gestiscono il Canile rivolgono all’amministrazione comunale. I tagli relativi al Canile non dipendono da un giudizio negativo sul prezioso lavoro che i volontari compiono, ma dalle difficoltà che si sono riscontrate nel chiudere un Bilancio di previsione 2010 che vede un calo delle entrate e dei trasferimenti di ben 5 milioni di euro. Il Bilancio è stato approntato chiedendo sacrifici a tutti quelli che hanno un rapporto economico con l’ente, partendo dal presupposto che oggi la situazione economica è tale che famiglie ed imprese sono alle prese con scelte e difficoltà che hanno imposto sacrifici: questa stessa crisi ricade sugli enti locali che sono chiamati anch’essi a compiere scelte difficili. Va ricordato che i tagli fatti sono serviti a garantire immutati i servizi sociali e quelli scolastici ed educativi. Se si riescono a fare nel 2010 le stesse cose che si sono fatte nel 2009, con 5 milioni di euro in meno in cassa ripeto, è perché si sono chiesti sacrifici a tutti coloro che hanno un rapporto economico con il Comune, Canile e Gattile compresi. Si tratta, lo ribadisco, di due associazioni che compiono un lavoro prezioso e duro, che meritano la gratitudine di questa amministrazione e della città: per questo l’amministrazione ritiene utile costruire assieme a questi sodalizi progetti che mirino ad un coinvolgimento più diretto dei cittadini e delle realtà economico-produttive nel sostenere le iniziative di queste due strutture e di coloro che le gestiscono.
(fonte: Carpidiem)
GRUPPO CONSILIARE LEGA NORD PADANIA
SEGRETERIA DI CARPI
Al Presidente del Consiglio del Comune di CARPI
Argio Alboresi

GAZZETTA DI MODENA
La piazza aperta piace ai commercianti
di Francesco Dondi Che fare di piazza Martiri? Il cuore culturale e storico della città a volte sembra morente, altre volte si anima all’improvviso; il Pdl vorrebbe riaprirla al traffico, Campedelli no. E i carpigiani? I commercianti incoraggiano la svolta, ma i residenti la vogliono ancora pedonale. Mettiamo da parte teorie ambientaliste: la piazza aperta al traffico non comporterebbe più smog di quanto esiste già, visto che le auto la lambiscono da ogni parte. Qui esiste solo una questione di sensibilità umana, culturale e commerciale. I commercianti la vorrebbero vedere trafficata, ma con le dovute cautele. «Dubito che sarà riaperta - ammette Mauro Ganzerli del Bar Dorando - sarebbe una decisione che va contro le linee guida ormai accettate da tutta Italia. Però non nego che due file di parcheggi, magari a pagamento per consentire la rotazione, le vedrei bene. E dico di più: consentierei la sosta solo in inverno. In estate qui si vive bene, anche senza le auto, perchè la gente passeggia volentieri». Paolo Bergonzoni è ancora più drastico. «Abito a Modena vicino a tre locali notturni. Capisco il disagio di chi deve riposare la notte, ma la piazza così è troppo vuota. La gente non passeggia al centro, cammina sotto i portici perciò, come commerciante, dico che sono favorevole alla riapertura». Stessa tesi per la collega Rosy Caruso. «Vivevo a Vigevano dove hanno chiuso il centro alle auto. Hanno chiuso anche molti negozi. Si apra piazza Martiri e magari la si chiuda di sera, in modo da tutelare il passeggio». Dietro il bancone della farmacia, Chiara Spaggiari resta sorpresa. «C’è una proposta per riaprirla? Ben venga. Trovino un modo per non incentivare la sosta selvaggia e vedrete che il centro ne trarrà un bel beneficio». La soluzione prova ad avanzarla Federico dell’edicola all’angolo. «Mettano un listone di parcheggi a lisca di pesce; aprano la piazza da ottobre a marzo; la aprano dalle 19 alle 7 del mattino; mettano i posteggi a pagamenti. Ci sono tante soluzioni per ravvivarla. Penso anche a chi frequenta il teatro, che in teoria è comunale. Sarebbe un bel servizio, in inverno, poter lasciare l’auto a pochi passi invece che farsi centinaia di metri al freddo o sotto la pioggia». Fin qui i commercianti. Ma i cittadini la vedono diversamente. «Abito a Carpi da 40 anni - racconta Ginevra Vaccari - la piazza è bella così. Piuttosto aprano Re Astolfo. E comunque devono trovare un incentivo per animare il centro. Se fanno dei concerti o delle belle serate la città torna a vivere come un tempo». Katia è combattuta. «Se devo scegliere tra la vivibilità o gli affari, scelgo la prima. E non mi dicano che non ci sono parcheggi perchè la gente deve abituarsi a fare anche qualche metro a piedi». Gianni e Maria vengono da Ascoli, sono a Carpi in visita parenti. «Ma guardi che bella che è questa piazza. Sarebbe uno scempio aprirla al traffico. È il salotto della città».
VOCE
Campagna surriscaldata - Si intensificano le iniziative e le prese di posizione
Non solo per ragioni meteorologiche. Accenti forti del senatore Giovanardi L'esordio dei "raddrizzatori". Pivetti sul paesaggio e Paluan sul cemento
Carpi - E' evidentemente terreno di caccia esclusivo di Carlo Giovanardi, la città di Carpi per il centro destra, visto che il big, la risorsa ultima da giocare in loco, per qualsiasi tipo di consultazione elettorale, continua a essere immancabilmente lui. Si è materializzato sul podio di piazzetta Garibaldi, nell'afoso tardo pomeriggio di sabato, davanti a una cinquantina di sostenitori, introdotto da Roberto Andreoli, candidato del PdL a Sindaco di Carpi. Andreoli si è mostrato molto deciso nel classificare come "balle" le promesse del rivale Enrico Campedelli di una nuova piscina entro due anni, di una nuova sede comunale, di un parcheggio interrato dietro le Poste e nel definire "deliranti" le considerazioni dell'Assessore alle Politiche sociali in materia di campo nomadi. E nello spiegare come il patto di stabilità, evocato continuamente da Campedelli e tirato da tutte le parti per giustificare i mancati investimenti, non comporti più di un milione e mezzo di minori entrate per l'Amministrazione civica.
Ha parlato anche il candidato alla presidenza della Provincia, Luca Ghelfi, molto fiducioso in un ribaltone alla maniera di quanto avvenuto a Roma e assai critico sulla perdurante arretratezza del collegamento stradale tra Carpi e Modena. Dopo di che il microfono, transitato per un attimo tra le mani del candidato alle Europee, Toni Cancian, è arrivato a Giovanardi.
***
Il caso ha voluto che il podio si trovasse proprio sotto le finestre di un antico compagno di battaglie politiche di Giovanardi. Ma Rossano Bellelli è rimasto nell'Udc con Pier Ferdinando Casini, al di qua dello spartiacque culturale e antropologico, prima ancora che politico, rappresentato dal berlusconismo. Carlo Giovanardi lo ha invece varcato da tempo, quel confine. E dal nuovo crinale, raggiunto dopo lunga anticamera, ha sconvolto il profilo tranquillamente riformista e per nulla ideologico mantenuto poco prima da Andreoli, menando fendenti contro il senso stesso della sinistra. E, in qualche passaggio, anche un po' contro il buon senso. Ecco un florilegio: "...Le caverne da cui escono i comunisti che fino a ieri ci additavano a esempio Cuba, la Cina, la Romania, l'Unione Sovietica, l'Albania..."; "Da noi ha vinto Don Camillo e non Peppone"; "Adesso riscoprono De Gasperi e Craxi, arrivano sempre in ritardo e magari fra dieci anni elogeranno Berlusconi". Sui diritti della persona, ha sciolto i propri cavalli di battaglia della droga; della famiglia "società naturale tra un uomo e una donna e non tra persone dello stesso sesso"; degli immigrati "...che vanno fatti diventare come noi" e che "...vanno bene quando lavorano nelle aziende, nelle famiglie , ma non possiamo ospitarne venti o trenta milioni e già ora nelle carceri sono loro la maggioranza"; dell'Afghanistan "...dove le donne le uccidono e per fortuna che ci sono i nostri alpini a difenderle"; della crisi economica che si vince con l'energia nucleare e le infrastrutture come la Tav e il ponte sullo Stretto; del rigassificatore di Rivara che, "...siccome io non sono Pecoraro Scanio, se è sicuro, se porta benessere al territorio e vantaggi ai comuni interessati, non vedo perché si debba dire di no"...
***
Ma Giovanardi non è solo un senatore di primo piano del PdL. E' soprattutto il riferimento di quanti vedono come il fumo negli occhi la coordinatrice provinciale del partito, Isabella Bertolini. Baruffe modenesi. Le stesse che, per consentire il recupero degli avversari della Bertolini e degli appartenenti al Circolo della libertà di Cinzia Borghi, esclusi dalle candidature locali, hanno prodotto la lista civica per le provinciali chiamata Modena prima di Tutto (quella dei "Tocca a Te" appiccicati ovunque, apparentata con Luca Ghelfi e guidata da Luca Davoli). Per i collegi di Carpi vi compaiono Massimo Barbi, Enrichetta Annovi ed Enzo Cacciatore: il primo rimasto fuori dalle candidature comunali, la seconda invece confermata dal PdL a Carpi, ma non al Consiglio provinciale e il terzo, noto chirurgo vascolare, al suo esordio in politica. La prova che "i raddrizzatori" - come vengono ormai definiti dal loro slogan elettorale "Raddrizziamo Modena" - intendono dare battaglia per la supremazia nel PdL modenese anche dopo il voto di giugno, è la decisione di aprire una sede in via Trento e Trieste. E' vero che si tratta di un androne, pronto a essere liberato: ma a Carpi il PdL della Bertolini non ha nemmeno quello.
***
Confrontata con i toni nient'affatto distesi di Giovanardi e con i travagli del PdL, la conferenza stampa su ambiente e paesaggio di Giliola Pivetti e Sergio Vascotto, manager che ha molto visto e viaggiato, con la collaborazione di Vanel Salati, di Ekoclub, è stata un sorso di aria fresca. Non fosse per l'ampio dispiego di fotografie che hanno mostrato come non basti un'oasi "La Francesa" per compensare l'assenza di una politica del paesaggio. E che c'è tanto da fare per restituire al plat pays, al territorio piatto ("...che per Jacques Brel era il Belgio, ma per noi sono le nostre campagne", ha sottolineato Pivetti) quel tanto di bellezza senza la quale non potranno mai funzionare né le fattorie aperte né le strade dei vini e dei sapori.
Le immagini che scorrevano hanno mostrato casotti trasformati in seconde case, depositi di attrezzi quasi sempre ricoperti di tettorie in amianto, pesanti guard rail da autostrada lungo canali che richiederebbero invece staccionate di legno, depositi di auto o di ferraglia in territorio agricolo. Passati in rassegna gli ormai famosi "parchi", massima espressione del verde statistico dell'assessore Mirco Arletti, e dopo essersi pronunciata per realizzarne uno vasto a est della stazione e per un grande "bosco della Valle" tra la media e la bassa pianura, Pivetti ha attaccato a fondo il progetto di Parco regionale del Secchia, accettato invece senza pensarci troppo su da Enrico Campedelli. Lo ha definito "un carrozzone complicato e costoso", che ha speso finora più di tre milioni di euro per tagliare la vegetazione golenale del fiume (secondo l'Ente Parco da sostituire con una autoctona, come se quella crescita spontaneamente non la fosse) e rasarne gli argini, con il risultato di esporli a pericolosi smottamenti e di disperderne la fauna. Il tutto, mentre si sono tralasciati problemi più urgenti come l'appiattimento dell'alveo, mai scavato e ripulito per ridare un letto al Secchia. L'alternativa proposta da Pivetti è l'idea di un corridoio ecologico lungo quanto il fiume, non irrigidito nella legislazione di un ente parco regionale, ma pensato come semplice sistema di norme di tutela.
***
La Lega Nord ha presentato la propria lista. Di sabato, nel dopo cena. E mentre in piazza si svolgeva un torneo di kick boxing che è poi la boxe in cui si possono anche tirar calci. Un nesso c'è: calci e pugni - metaforici, s'intende - ne ha dati tanti, Argio Alboresi, il capolista, per ottenere dagli alleati di centro destra di presentare un proprio candidato autonomo per palazzo Scacchetti. Tutto inutile: la Lega Nord di Carpi farà la portatrice d'acqua (l'espressione è dello stesso Alboresi) per il PdL e per Roberto Andreoli. Lo farà, tuttavia, con trenta nomi in lista, fra i quali spicca un gruppo "molto agguerrito", secondo Alboresi, che lo guida, composto da Euro Cattini, Enrico Gasparini Casari, Alfio Meli, Massimo Pollastri, Andrea Taschini, Vincenza Tufo, Elisa Forti e Federica Gualandi. "Valorizzeremo i nostri voti - ha promesso Alboresi - gli elettori debbono continuare ad aver fiducia in noi, conosciamo sia gli amici che i nemici". Tradotto, vuol dire che se anche ha dovuto sottomettersi alle ragioni della realpolitik, la Lega Nord andrà avanti in autonomia con il proprio programma, senza rispondere a nessuno. Le priorità indicate sono lo stop alla cementificazione, la riconversione al risparmio energetico dell'edilizia e dell'indotto artigianale che la alimenta, la preferenza alle ditte locali in caso di lavori pubblici, la valorizzazione dell'apparato comunale piuttosto che le consulenze, la modifica del welfare a favore degli Italiani disagiati, la chiusura del capitolo "nuove residenze" per gli extracomunitari.
***
Faceva molto Hyde Park, l'angolo londinese dove chiunque può salire su un piedistallo per esporre in pubblico le proprie ragioni, la manifestazione elettorale della Lista, con Deanna Guidi e Loris Vincenzi seduti davanti al Municipio. Era comunque bello vedere uno spicchio di democrazia diretta, dialogante con poche anime, nella cornice di un affollatissimo e indifferente sabato pomeriggio. Lei, la candidata Guidi, è andata all'attacco della scarsa informazione che circonda la sua lista, dei segnali di minore democrazia che questo rivela. E ha accusato l'Amministrazione di anteporre la compagnia di figure non sempre di specchiata virtù fiscale all'ascolto dei cittadini. Da Vincenzi è venuta invece una critica serrata al mondo delle immobiliari che "non hanno creduto vero di trovare, a Carpi, un'autentica età dell'oro".
***
A proposito di luoghi ad alta valenza simbolica: da dove poteva cominciare il tour ciclistico anti cementificazione di Lorenzo Paluan, candidato di Carpi a 5 Stelle e Rifondazione? Dall'ex Cremeria, naturalmente, tratto di campagna naturale inglobato dalla città, sacrificato per metà alle superiori ragioni del costruire e per l'altra metà trasformato in "parco arlettiano". Il viaggio è poi proseguito nell'area Peep di Cibeno che ospita il ben noto "parco matto"; nell'area a nord di Fossoli, dove sorgeranno 150 nuovi alloggi e nell'Oltreferrovia, che nei piani della Giunta dovrebbe ospitare la costruzione di una nuova Carpi. «L'ondata edilizia - ha detto, ricordando i tanti cartelli "vendesi" censiti lungo il percorso - risponde più a esigenze speculative che alle necessità della gente».
***
Fra tutte le critiche che gli sono piovute addosso, da destra e da sinistra, Campedelli ha scelto l'idea di Andreoli e Lega Nord di un "possibile accesso" delle auto in piazza Martiri per ribattere: "Finché sarò in carica come Sindaco di Carpi - ha dichiarato - non permetterò che la nostra piazza diventi un parcheggio". E ha rilanciato i suoi temi prediletti: centro storico da valorizzare sempre più con eventi culturali, piste ciclabili, trasporto pubblico. E il parcheggio interrato dietro le Poste.
Nessuno dei candidati sindaco, nonostante una nuova mail personale che li invitava esplicitamente, ha ancora "osato" esprimere una posizione ufficiale riguardo a questo argomento.
Ecco i nomi emersi finora per ogni assessorato (in rosso tutte le variazioni rispetto alla settimana precedente):
Economia – Lavoro – Formazione – Finanze e Bilancio – Affari istituzionali e generali
68% (=) di conferme per Alberto Allegretti
Altre proposte:
Bruno Braglia
Graziano Malaguti
Borsari (?)
Fabrizio Vincenzi
Stefano Garuti
Mosconi (?) (new)
Urbanistica – Edilizia Privata – Ambiente - Servizi ambientali ed energetici – Verde
39% (+1%) di conferme per Mirco Arletti
17% (-2%) di voti per Maria Grazia Lugli
Altre proposte:
Corrado Faglioni
Fabrizio Borghi
Pantaleoni (?)
Alberto Bellelli
Giovanna Arletti
Roberto Marconi (new)
Politiche sociali e sanitarie – Casa e gestione del patrimonio abitativo pubblico – Progetto città multietnica
29% (+1%) di conferme per Cinzia Caruso
29% (+1%) di voti per Nicola Marino
14% (-3%) di voti per Stefano Facchini
Altre proposte:
Stefano Garuti
Valentini (?)
Stefania Gasparini
Giorgio Verrini
Giovanni Taurasi
Grete Pozzetti (new)
Politiche scolastiche – Progetto città dei bambini e delle bambine – Ced e ufficio statistica – Servizi demografici
79% (-2%) di conferme per Maria Filippi
Altre proposte:
Pier Giuseppe Levoni
Maria Grazia Lugli
Deanna Chiossi
Ada Menozzi (new)
Lavori pubblici e infrastrutture – Trasporti, mobilità, e traffico – Patrimonio pubblico – Sport e benessere – Personale – Polizia Municipale – Onoranze funebri, Polizia Mortuaria e Gestioni cimiteriali.
40% (+7%) di conferme per Carmelo Alberto D'Addese
Altre proposte
Florio Magnanini
Severi Luca
Paolo Zironi
Miria Ronchetti
Sergio Vascotto
Cristian Rostovi (new)
Politiche culturali – Patrimonio storico artistico – Progetto “Memoria”
65% (+6%) di conferme per Alberto Bellelli
Altre proposte:
Brunetto Salvarani
Giovanni taurasi
Maddalena Zanni
Florio Magnanini
Simone Tosi
Commercio – Turismo – Centro storico e qualità urbana – Conservazione e restauro dei beni artistici e storici – Protezione civile
53% (+3%) di conferme per Lella Rizzi
Altre proposte:
Roberto Andreoli
Daniele Cavazza
Neri (?)
Stefania Gasparini
Maurizio Lusvardi
Cinzia Caruso
Adamo Neri (new)
Pari Opportunità – Conciliazione e tempi della città – Partecipazione – Politiche giovanili – Progetto Giovani in Europa – Progetto Europa – Consulte e terzo settore - Pace
36% (+9%) di conferme per Marcella Valentini
Altre proposte:
Cesare Galantini
Cristiana Casarini
Mauro Benincasa
Diana (?)
De Pietri (?)
Rosella Tagliavini
Miria Ronchetti
Cristian Rostovi (new)
Tutti quelli a cui ne avevo parlato mi avevano avvisato: "vedrai che nessuno accetterà di sbilanciarsi sui possibili assessori". Nessuno dei candidati ha infatti osato sottoporre al giudizio dei suoi elettori le proprie idee su quelle che potrebbero essere le persone che guideranno Carpi nei prossimi 5 anni.
E' un peccato ma non ci arrediamo ... la campagna elettorale è appena iniziata.
Speravo che si scatenasse un po' di più la fantasia popolare (ricordo che il sondaggio su VOCE per il nome del sindaco in occasione della precedente tornata elettorale ebbe un enorme successo!) ma anche questi numeri dicono poco.
Sono state 23* le persone che hanno espresso un loro parere ed è un numero che non permette di fare statistiche. Ma questo non è un sito del Ministero degli Interni nè della Facoltà di Matematica ... quindi ci interessa lo stesso cosa hanno detto questi 23.
Innanzitutto è evidente che la maggior parte degli elettori (degli elettori che leggono questo tipo di blog e rispondono a questo tipo di sondaggio) ritiene che sarebbe giusto che i candidati sindaco dichiarassero prima del voto chi saranno i loro assessori: infatti il 69% dei votanti (18 su 23) ha risposto sì alla prima domanda (l'unica obbligatoria). Abbiamo già visto che ai candidati, finora, questa maggioranza non interessa. Evidentemente ritengono che gli elettori che leggono questo tipo di blog e rispondono a questo tipo di sondaggio non siano molto rappresentativi dell'elettorato che li dovrà eleggere il 6/7 giugno.
Avevo promesso di svelare oggi i nomi usciti dal sondaggio e che avrei inserito tra le opzioni del questionario i nomi che avessero superato le 10 preferenze. Con 23 votanti è ovvio che siamo lontani, vediamo alora se tirando fuori qualche nome il dibattito prende più vita. Ho quindi inserito nel questionario tutti i nomi che hanno avuto più di una preferenza ed elencherò qui tutti i nomi usciti finora.
Sempre considerando l'esiguo numero dei votanti, emergono ai due estremi della classifica Maria Filippi, che l'80% dei votanti confermerebbe alle politiche scolastiche e Marcella Valentini a cui solo il 38% affiderebbe di nuovo le pari opportunità.
* il 26 che compare in testa alla pagina dei grafici deriva da un problema del modulo del questionario che non rimuove i dati realtivi ad alcuni questionari di prova che ho inserito mentre lo creavo
Ecco i nomi emersi finora per ogni assessorato:
Economia – Lavoro – Formazione – Finanze e Bilancio – Affari istituzionali e generali
67% di conferme per Alberto Allegretti
Altre proposte:
Bruno Braglia
Graziano Malaguti
Borsari (?)
Urbanistica – Edilizia Privata – Ambiente - Servizi ambientali ed energetici – Verde
40% di conferme per Mirco Arletti
2 voti per Maria Grazia Lugli
Altre proposte:
Corrado Faglioni
Fabrizio Borghi
Pantaleoni (?)
Politiche sociali e sanitarie – Casa e gestione del patrimonio abitativo pubblico – Progetto città multietnica
42% di conferme per Cinzia Caruso
3 voti per Nicola Marino
2 voti per Stefano Facchini
Altre proposte:
Stefano Garuti
Valentini (?)
Politiche scolastiche – Progetto città dei bambini e delle bambine – Ced e ufficio statistica – Servizi demografici
80% di conferme per Maria Filippi
Altre proposte:
Pier Giuseppe Levoni
Maria Grazia Lugli
Lavori pubblici e infrastrutture – Trasporti, mobilità, e traffico – Patrimonio pubblico – Sport e benessere – Personale – Polizia Municipale – Onoranze funebri, Polizia Mortuaria e Gestioni cimiteriali.
40% di conferme per Carmelo Alberto D'Addese
Altre proposte
Florio Magnanini
Severi Luca
Paolo Zironi
Miria Ronchetti
Politiche culturali – Patrimonio storico artistico – Progetto “Memoria”
58% di conferme per Alberto Bellelli
Altre proposte:
Brunetto Salvarani
Giovanni taurasi
Maddalena Zanni
Commercio – Turismo – Centro storico e qualità urbana – Conservazione e restauro dei beni artistici e storici – Protezione civile
57% di conferme per Lella Rizzi
Altre proposte:
Roberto Andreoli
Daniele Cavazza
Neri (?)
Pari Opportunità – Conciliazione e tempi della città – Partecipazione – Politiche giovanili – Progetto Giovani in Europa – Progetto Europa – Consulte e terzo settore - Pace
38% di conferme per Marcella Valentini
Altre proposte:
Cesare Galantini
Cristiana Casarini
Mauro Benincasa
Diana (?)
- Il questionario è anonimo.
- L'aggiornamento delle proposte verrà pubblicato su carpizeronove domenica 17 maggio.
- Appena uno dei nomi proposti otterrà più preferenze sarà immeditamente inserito nell'elenco delle possibili scelte del questionario.
- Offese o commenti diversi da "nome cognome" verranno rimossi.
Se vuoi vedere i grafici dei risultati del sondaggio, clicca qui.
Se vuoi vedere tutti i nomi emersi finora dal sondaggio, clicca qui.
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