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ORE 10.00
Progetto di messa in sicurezza e modifica della viabilità di via Lama
Centro Polivalente Giliberti
Via Tassoni 6 - Carpi
Tel. 059-641575
Parteciperanno all'incontro:
Carmelo Alberto D'Addese - Assessore ai Lavori Pubblici
Antonio Morini - Responsabile Infrastrutture
Paolo Gualdi – Mobility Manager
E mail segreteriadaddese@comune.carpi.mo.it
Declassificare via Cattani da strada a scorrimento veloce a strada di collegamento tra quartieri, prevedendo alcuni attraversamenti strategici.
E’ questa la proposta del gruppo politico di Alleanza per Carpi, che recentemente ha depositato le proprie osservazioni al Piano generale del traffico urbano (Pgtu), adottato dal consiglio comunale a fine maggio.
Una strada, via Cattani, che, dopo i diversi incidenti mortali che negli ultimi anni, hanno visto coinvolti pedoni e ciclisti intenti ad attraversarla, ha assunto una triste connotazione.
Non però nell’ottica dell’amministrazione, che nella stesura del Pgtu effettuata dalla società Sisplan, prosegue nella valutazione di strada di scorrimento principale: è parte (insieme a via Lama) del lato sud del quadrilatero delle tangenziali, concetto tanto caro alla giunta, che verrà completato con l’allargamento di via Cavata.
Ma basta dare un’occhiata ad una mappa aggiornata per accorgersi che via Cattani non può essere un lato del quadrilatero, per il semplice fatto che gli altri tre circoscrivono l’intero reticolato cittadino, mentre il quarto, via Cattani appunto, appare come una ferita lacerante in mezzo alla città.
La forte espansione abitativa nell’area a sud di Carpi fa sì che questo asse viario attraversi (e separi profondamente) due quartieri molto popolati, di cui uno in grande espansione.
La soluzione proposta da ApC è semplice, e dal costo contenuto, niente dispendiosi sottopassi o sovrappassi: rendere attraversabile via Cattani da alcune strade laterali, come via Belgio e via Goito, creando normali incroci regolati da semafori tradizionali.
«Non a chiamata - puntualizza Giliola Pivetti di ApC -, ma normalmente e continuativamente funzionanti, con attraversamento di via Cattani anche da parte delle automobili e di tutti i veicoli, non solo dei pedoni.
Si renderebbe la via più simile ad un collegamento tra quartieri e meno simile a una via di attraversamento veloce».
La condizione viaria su questo asse è un problema molto sentito da parte della cittadinanza: i decessi degli ultimi tre anni (il Pgtu è stato redatto sulla base di dati raccolti solo fino al 2007) rendono urgente una soluzione.
«Non possiamo aspettare il prossimo Piano» avverte ApC.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Stop and go con ritocco da 170 mila euro per il cantiere tra via Cavata e via Griduzza: a distanza di mesi dall’avvio dei lavori, il progetto è stato modificato dalla giunta, a causa di alcune opere suppletive, definite necessarie negli atti senza però specificare di cosa si tratta.
Il secondo stralcio del progetto per l’allargamento di via Cavata riguarda il tratto di strada tra via Ramazzini e via Griduzza, che a sua volta sarà allargata per ricongiungersi alla Bretella nord.
I lavori di estensione della Cavata sono infatti funzionali alla ‘chiusura’ del quadrilatero di tangenziali che circonda la città.
Il progetto del secondo stralcio, definitivo già nel dicembre del 2008, ha subìto una modifica, evidenziata durante la perizia di variante redatta dal direttore dei lavori, il geometra Moreno Borghi.
La modifica ha comportato anche un innalzamento dei costi, pari a 170mila euro.
L’intero importo dei lavori, 1 milione e 815mila euro, non è però cambiato: le diverse voci che compongono il quadro economico si sono riequilibrate di conseguenza per ottenere la stessa cifra indicata nel progetto definitivo di due anni fa.
Anche dopo l’aggiudicazione dei lavori, effettuata con determina dirigenziale nel giugno del 2009 e affidati tramite gara d’appalto alla Cmb, le previsioni di spesa, soprattutto nella parte che riguarda i lavori, si erano abbassate da 1.350.000 a 944mila.
Il che ovviamente si spiega con il ribasso che l’appaltatore ha applicato per aggiudicarsi la gara.
Il nuovo quadro che esce dalla perizia di variante effettuata nei giorni scorsi, indica in 1.098.638 l’importo dei lavori.
Rispetto al progetto redatto dopo l’aggiudicazione è diminuito poi l’importo degli imprevisti, da 435mila a 278mila, mentre aumentano di 3mila euro le spese tecniche interne.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Il percorso dopo l'adozione del Piano, da domani su Carpidiem. Osservazioni fino al 24/7
Il Piano Generale del Traffico Urbano (P.G.T.U. 2009) dopo l'adozione da parte del Consiglio comunale del 13 maggio verrà pubblicato domani, 26 maggio, sul BUR (Bollettino Regionale): ciò determina la data di decorrenza del periodo di 60 giorni, fino al 24 luglio compreso, durante il quale è possibile presentare osservazioni all'amministrazione comunale su questo strumento. A questo scopo il Piano sarà reso consultabile da domani sulla Rete civica Carpidiem (qui) oppure direttamente, prendendone visione in formato cartaceo, presso l'Ufficio Viabilità e Trasporti del Comune, al quarto piano di via Peruzzi 2. L'accesso all'ufficio suddetto è possibile solo attraverso prenotazione della richiesta di visura del Piano tramite telefonata ai numeri 059 649092-094 dalle ore 11 alle 13, dal lunedì al sabato. L'Ufficio Viabilità e Trasporti, così contattato, provvederà a stabilire un appuntamento per la visura, secondo disponibilità nelle medesime fasce orarie, evitando inutili code ed attese per coloro che vorranno consultarne gli elaborati. Il sito comprende anche lamappa per la consultazione/classificazione delle strade dalla quale, in modo interattivo, si possono desumere informazioni su tutta la rete viaria del centro urbano di Carpi, concernenti i possibili provvedimenti legati alla classificazione funzionale delle strade. Infatti, selezionando una strada di proprio interesse, si potranno apprendere tutte le informazioni che la riguardano previste all'interno del P.G.T.U.
Per la presentazione delle osservazioni si chiede di indirizzarle "al Signor Sindaco del Comune di Carpi, al Dirigente Settore A3 dott.ing. Norberto Carboni, all'Ufficio Viabilità e Trasporti all'attenzione del geom. Paolo Gualdi, via Peruzzi 2 a Carpi" indicando l'oggetto seguente: "osservazione al P.G.T.U. 2009 adottato con D.C.C. n. 86 del 13/05/10" in modo da qualificare chiaramente il documento. Vanno comunicati i propri estremi anagrafici descrivendo nel testo la propria osservazione riferita al Piano od ai suoi allegati, firmando infine il documento.
L'osservazione presentata verrà esaminata dall'ente locale che deciderà se recepirla, oppure no, o solo in parte. Le osservazioni che verranno accettate potranno dar luogo a modifiche del Piano in oggetto. Tutte le osservazioni raccolte e le corrispondenti controdeduzioni figureranno in un elaborato da allegarsi alla conclusiva delibera di approvazione che (presumibilmente dopo l'estate) verrà portata all'esame del Consiglio comunale. Alla pubblicazione della delibera di eventuale approvazione, anche sul Bollettino Regionale, si potrà prendere visione delle controdeduzioni alle osservazioni presentate.
Adottato il Piano Generale del Traffico Urbano dopo un lungo dibattito
Nel corso del Consiglio comunale di Carpi di giovedì 13 maggio è stata votata l'adozione del Piano Generale del Traffico Urbano (P.G.T.U.) 2009. Dopo l'introduzione di Lorenza dell'Erba dello studio Sisplan il mobility manager del Comune Paolo Gualdi ha descritto le caratteristiche del Piano stesso, i riferimenti normativi e le linee guida fatte proprie da questo strumento tecnico-amministrativo: questo in primis definisce la classificazione geometrico-funzionale delle strade carpigiane e i possibili provvedimenti per raggiungere gli obiettivi che l'amministrazione comunale si è data, come la diminuzione del tasso d'incidentalità, dell'inquinamento e il miglioramento della circolazione. Allegato al Piano un Regolamento viario rappresenta in pratica una sorta di manuale per chi dovrà progettare gli interventi sulle infrastrutture, siano esse primarie o secondarie (ad esempio dossi, Zone30, adeguamento degli attraversamenti pedonali, abolizione della sosta, nuove rotonde). Dopo che l'assessore alla Mobilità e Traffico Carmelo Alberto D'Addese ha ricordato le iniziative messe in campo dal Comune e da altri soggetti nel campo del trasporto pubblico (sottolineando come ad esempio da luglio verrà ampliata nella zona sud-ovest della città la Linea Gialla di Arianna) questi ha delineato le tappe del percorso che porterà il Piano verso un nuovo esame da parte del Consiglio comunale (vedi nota stampa 196/b) per l'eventuale approvazione.
Nel corso del dibattito sono state avanzate molte critiche da parte di diversi rappresentanti dei gruppi all'opposizione nel civico consesso. Lorenzo Paluan (Carpi a 5 stelle-Prc) ha ricordato come questo Piano "faccia una foto dell'esistente, non abbia una strategia di sostenibilità, non valorizzi le mobilità alternative all'auto, non intenda diminuire l'inquinamento. Si fanno solo auspici, miglioriamo piuttosto la mobilità ciclopedonale. Nel Prg si fanno prima le case e poi le strade. Ci siamo arresi anche a Carpi alla cultura dell'automobile". Giliola Pivetti (capogruppo ApC) ha invece spiegato come questo Piano sia "una proposta statica, che si basa su dati in qualche caso superati". Dopo aver citato situazioni locali problematiche ha detto che "nessuno dice che sulla Bretella è stato fatto uno sbaglio, visto che non ha risolto nessun vero problema, che su via Cattani si corre e che a molti anziani la realizzazione di tante rotonde ha peggiorato la qualità della vita. E le assemblee le fate nei circoli Arci per indirizzare il dibattito".
E se la consigliera Elena Borghi ha espresso dal canto suo apprezzamento invece per le caratteristiche del Piano, sottolineando il fatto che porterà ad una diminuzione dell'inquinamento acustico e atmosferico e ad un aumento della sicurezza stradale, il collega di gruppo Paolo Zironi ha ribadito come questo Piano serva per assumere interventi futuri e "che certe scelte andrebbero concordate con i cittadini nell'ottica di un'operazione partecipativa, senza dimenticare che nel campo delle infrastrutture queste non possano essere realizzate tutte dall'ente locale". Critico verso le caratteristiche del Piano si è detto il capogruppo della Lega nord Padania Argio Alboresi mentre il capogruppo del PdL Roberto Andreoli ha esordito rammentando come dal 1999 si attendesse il Piano del Traffico cittadino. "E'stato però costruito con dati vecchi e non con risorse solo interne…e quanto costeranno le modifiche che sono state prefigurate? Si tratta di uno strumento deludente che scatta una fotografia dell'esistente nel 2008, con modifiche normative ma nessuno sviluppo per il futuro. Non si segnalano criticità come quella dei parcheggi a servizio del centro, mentre sulle ciclabili ci rifacciamo ad un Piano del 1991 e via Cattani viene definita ancora strada di scorrimento. E i nuovi Piani particolareggiati cos'hanno preso da questo P.G.T.U.?". Andrea Bizzarri, capogruppo dell'Italia dei Valori ha spiegato come la mobilità alternativa nel nostro paese richieda un incentivo economico e come il Piano comunale prospetti invece soluzioni. Davide Dalle Ave (capogruppo Pd) ha dal canto suo ricordato come gli interventi sulla mobilità fatti ad esempio a Fossoli abbiano migliorato la situazione per i ciclisti, Bretella compresa. Cristian Rostovi (PdL) ha poi preso la parola per rammentare come la partecipazione dei cittadini non voglia dire ascolto e modica eventuale di progetti già decisi dal Comune. "Fate tutto voi, male".
Antonio dell'Erba, anch'egli dello studio Sisplan di Bologna, ha ricordato alcune caratteristiche del Piano (di breve termine, che persegue determinati risultati e che si ispira a quanto fatto in alcune città francesi, riprogettando l'architettura delle strade e arrivando a diminuire la velocità dei mezzi, il traffico e l'inquinamento, aumentando al contempo la gradevolezza urbana). In via Cattani – ha detto tra l'altro dell'Erba - sono previsti limiti di velocità e una nuova sezione stradale con corsia di immissione dalle laterali. L'assessore D'Addese dal canto suo ha ribadito come il Piano sia ora in una prima fase e che le assemblee svoltesi con i cittadini sono state molto partecipate. D'Addese ha replicato poi che "rispetto alla Bretella nord i dati mostrano come ci sia stato un aumento del 25% del traffico nel 2009, che le piste ciclabili realizzate dal 2004 in poi sono state tante e che presto vedranno la luce quella di Fossoli e di via Due Ponti".
Il Piano Generale del Traffico Urbano (P.G.T.U.) 2009 è stato adottato infine con i voti di Pd e Idv, contrari ApC, Lega nord Padania, PdL, Carpi a 5 stelle-Prc
È costato più di 28mila euro, è stato installato a febbraio ma non è ancora entrato in funzione.
È il tanto agognato semaforo di via Manzoni, all’altezza dell’incrocio con via A. Frank e via Medaglie d’Oro, che pur essendo stato eretto in corrispondenza dei quattro lati dell’intersezione, emette solamente una luce gialla intermittente.
Oggetto del ‘desiderio’ di molti cittadini da oltre dieci anni, l’impianto semaforico si rendeva necessario per regolare il traffico (davvero importante in alcune ore del giorno) a servizio soprattutto del passaggio pedonale.
Nonostante diverse interrogazioni consiliari le giunte che si sono succedute hanno sempre negato la validità dell’idea: la sensazione, all’inizio degli anni 2000, era che la Bretella nord avrebbe spostato il traffico, convogliandolo sul nuovo asse in progettazione.
Erano in tanti però a non essere assolutamente d’accordo con questa analisi prospettica: chi si è battuta tanto per questo impianto, e oggi vive come una vittoria l’installazione, è sicuramente Leda Tirelli, ex consigliera comunale di An.
«Ho fatto tante battaglie per questo semaforo - racconta - era ora che qualcuno capisse l’importanza di regolare il traffico in questo tratto pericoloso».
Nell’aprile del 2009 la Commissione Traffico del Comune decide per l’installazione del semaforo.
Il 3 agosto dello stesso anno la giunta delibera il progetto, valutandone i costi (per la precisione 28.675 euro) e l’impatto ambientale, con l’abbattimento di un albero. Infine, nel febbraio di quest’anno finalmente i lavori. Ma l’impianto non è ancora operativo.
«Il giallo lampeggiante crea ancora più confusione negli automobilisti e nei pedoni - sottolinea - che non capiscono se devono andare avanti o fermarsi».
Di tutt’altro avviso invece l’assessore ai Lavori Pubblici Carmelo D’Addese: «La luce gialla è un deterrente per la velocità: da diverse rilevazioni fatte si è notato che la luce corrisponde ad un avvertimento di pericolo e quindi fa diminuire l’andatura».
Ma perché, da febbraio ad oggi, non è stato possibile renderlo funzionante? «C’è stato maltempo - spiega, ripetendo di fatto la motivazione data ad un’interrogazione di Andreoli - e non è stato possibile completare i lavori di asfaltatura su via Frank e via Medaglie d’oro. Non appena le condizioni meteo lo permetteranno il semaforo entrerà in funzione».
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
La Consulta A ha passato ai raggi x il Piano Generale del Traffico Urbano elaborato dal Comune di Carpi e ne ha messo in luce pregi e difetti. Strumento previsto dallo Statuto Comunale, la Consulta raggruppa le associazioni carpigiane attive nei diversi settori ( in questo caso quelle che operano nel settore ambientale), presenta proposte, organizza iniziative e verifica l'attività dell'Amministrazione.
Il Piano Generale del Traffico Urbano "dovrebbe servire - spiega il presidente della Consulta A Mario Poltronieri - a migliorare le condizioni della circolazione stradale, a ridurre il numero degli incidenti, a diminuire l'inquinamento atmosferico e acustico e a produrre risparmio energetico".
I primi due obiettivi, secondo Poltronieri, sono contemplati dal Piano che, invece, è ancora troppo poco incisivo sul fronte della lotta all'inquinamento da traffico veicolare e su quello del risparmio energetico.
"Una maggiore attenzione per le intersezioni 'nemiche' (le strade secondarie e piccole che sboccano su arterie principali), per gli attraversamenti pedonali in prossimità delle rotonde, per la riduzione della velocità con dissuasori e restringitori stradali, per le zone a chilometri trenta: tutto questo è auspicabile in considerazione dell'aumento del traffico" spiega Poltronieri.
A Carpi nel periodo dal 2002 al 2007 il traffico è aumentato, infatti, del 20%: ci sono più auto in circolazione e più gente utilizza l'auto.
"Se l'unico obiettivo del Piano Generale del Traffico Urbano resta quello di migliorare la circolazione rendendola più fluida, i carpigiani saranno ulteriormente indotti a utilizzare l'auto per gli spostamenti, aggravando la situazione dal punto di vista dell'inquinamento atmosferico".
Le infrastrutture realizzate negli ultimi anni dalla Bretella al prolungamento di via Cavata non possono essere considerate risolutive per quel che riguarda il traffico di attraversamento: chi viene da Mirandola ed è diretto nella zona industriale di Carpi (casello autostradale) imbocca la strada più corta (via Roosvelt) evitando di percorrere la Bretella.
La Bretella e via Cavata non avranno dunque quelle ricadute sperate sul traffico pesante e leggero. "In tutto il Piano si attribuiscono proprietà salvifiche alla bretella, ma a noi non sembrano tali".
I camion che scelgono di percorrere via Griduzza e via Cavata per arrivare in via Lama corrono, inoltre, il rischio di restare bloccati nell'ultima rotonda della via, all'intersezione con via Moro Esterna: la rotonda è troppo piccola per la manovra di un mezzo pesante.
Il Piano, dunque, avrà sicuramente effetti positivi facendo scorrere meglio il traffico e diminuendo le occasioni di incidentalità, ma non si pone il problema di diminuire complessivamente il traffico veicolare per favorire una mobilità alternativa: il trasporto pubblico, per esempio, non serve le zone di periferia di ultima espansione e se "non si supporta il Piano del Traffico con un adeguato servizio di autobus, si registreranno anche in futuro sforamenti dei livelli di pm10. Nei primi tre mesi dell'anno se ne sono verificati 37, quando il limite fissato dallUnione Europea è di 35 all'anno.
E' vero che uno scorrimento migliore del traffico veicolare mitiga l'inquinamento ma le auto a Carpi contribuiscono in maniera rilevante (75%) alla produzione di pm10".
Per la Consulta A, occorre studiare misure per far girare meno la gente in auto, "diminuire le occasioni di uso delle automobili". Considerando, per esempio, anche la possibilità di allargare l'area off limits del centro storico arrivando a comprendere via Giulio Rovighi e via Nova.
"Un parcheggio sotterraneo nel Piazzale della Meridiana (delle Poste) e un parcheggio meccano nel piazzale dell'Ospedale inducono all'uso dell'auto per arrivare là dove si potrebbe giungere con mezzi alternativi". Magari con la bici circolando sulle apposite piste? "Negli ultimi anni non si sono fatte piste ciclabili se non a carico dei piani particolareggiati col risultato che, spesso, non portano a nulla".
Sara Gelli su Tempo del 9 Aprile 2010
Chissà quanti dejavu avranno avuto i carpigiani mentre, seduti di fronte alla televisione, assistevano ai servizi di Striscia la Notizia sulle pubblicità ‘fuorilegge’ nelle aiuole delle rotonde.
A Milano prima e a Sassari poi, gli inviati dell’irriverente notiziario di Canale5 constatavano la pericolosità dei cartelli posti all’interno delle intersezioni stradali di questo tipo.
Proprio in quelle immagini era facile riconoscere una forte analogia con le rotatorie che percorriamo tutti i giorni a Carpi per andare al lavoro o per gli spostamenti quotidiani.
Sono numerosi infatti anche nella città dei Pio i cartelloni pubblicitari nelle rotonde: due sulla tangenziale Bruno Losi, altrettante in via Cattani, una in via dell’Industria, e altre ancora.
Inutile spiegare quale valore aggiunto rappresenti per le varie aziende la pubblicità posta proprio in quell’area: il continuo flusso di persone che percorre la rotonda garantisce un altissimo tasso di visibilità, quindi un rendimento elevato.
Più interessante invece capire il motivo per cui quelle ‘sponsorizzazioni’ si trovano nell’aiuola della rotonda e non da un’altra parte. La risposta si trova già su alcuni degli stessi cartelli: le scritte poste sopra i loghi di Comune e azienda sponsorizzata, (ad esempio ‘Verde gestito grazie al contributo di...’), indicano un certo tipo di collaborazione tra l’ente pubblico e il soggetto privato.
In pratica le aziende prendono in carico la gestione del verde delle rotonde, e l’amministrazione, sollevata da questi costi, in cambio provvede all’installazione dei cartelloni pubblicitari.
Pratica che non farebbe una grinza, se non fosse che il codice della strada vieta qualsiasi forma di pubblicità che possa generare pericoli per l’automobilista. E’ l’articolo 23 a stabilirlo: «Lungo le strade o in vista di esse - si legge - è vietato collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda, segni orizzontali reclamistici, sorgenti luminose, visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l’efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l’attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione».
Ai microfoni di Striscia fu una fonte autorevole, il vice Questore aggiunto della Polizia Stradale Giandomenico Protospataro, a spiegare l’illegittimità di quei cartelli.
Con altrettanta autorevolezza, Fabio Galli, presidente del Codacons di Modena, sostiene questa tesi: «Il codice della strada è un insieme di leggi dello Stato, per cui non è possibile prevedere deroghe, nemmeno da parte degli enti locali».
Ma allora perché quei cartelloni sono lì? E non costituiscono un pericolo di distrazione per gli automobilisti? Galli su questo punto si chiede: «Cosa accadrebbe se, in caso di incidente, il cittadino chiamasse in causa anche l’amministrazione?».
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Riguardo alla richiesta della Cna di predisporre, prima del semaforo coordinato al Red&Speed posto sul territorio comunale, dei contasecondi, ovvero dei dispositivi finalizzati a visualizzare il tempo residuo di accensione della luce gialla prima che scatti la luce rossa, ho verificato le precise disposizioni del Ministero dei Trasporti in base alla normativa vigente del Codice della Strada e il corrispondente Regolamento di Esecuzione ed Attuazione. Il Governo attuale, tra l'altro, nelle recenti variazioni fatte al Codice, non ha nemmeno toccato tale tematica che ha lasciato inalterata.
Il Ministero dei Trasporti dice espressamente che i dispositivi finalizzati a visualizzare il residuo tempo di accensione della luce gialla, prima che scatti la luce rossa, non possono essere né autorizzati né commercializzati. Al riguardo sottolinea che i suddetti dispositivi non possono essere soggetti ad approvazione, in poche parole non sono omologati, ma non solo tale modalità d'esercizio semaforico non è conforme alla normativa, ma prevede sanzioni a carico di chi fabbrica e vende dispositivi non approvati (art. 45 comma 9). Dal punto di vista amministrativo, se un Comune si dotasse di una tale apparecchiatura, al momento ne dovrebbe rispondere per dolo alla Corte dei Conti, per distrazione di danaro pubblico non autorizzato.
Non solo, la nota del Ministero evidenzia come un dispositivo del genere potrebbe effettivamente indurre i conducenti ad andare più veloci, forzando l'andatura, per passare prima del rosso peggiorando così le condizioni di sicurezza. Il Codice della Strada dice espressamente che con il giallo, se mi posso fermare in condizioni di sicurezza, lo devo fare; non si può proseguire la marcia se ci sono le condizioni per fermarsi! Ovviamente una velocità elevata non può essere una scusante per disattendere la norma. Infatti la sanzione per chi passa con il giallo, pur potendosi arrestare in condizioni di sicurezza sufficiente, è uguale a quella di chi passa con il rosso ovvero di 150 euro e 6 punti tolti dalla patente.
Dal punto di vista amministrativo poi è deplorevole destinare risorse dei cittadini in apparecchiature abusive, e la Corte dei Conti prima o poi ce ne richiederebbe la colpa in solido; dal punto di vista politico il contasecondi resta al momento più una rivalsa propagandistica che altro, tema che del resto nemmeno questo Governo, che annovera tra le sue fila esponenti della Lega Nord più volte intervenuti su questo, ha raccolto nelle recenti variazioni del Codice della Strada.
Da una rapida consultazione sull'impiego dei contasecondi in alcuni comuni, sempre meno e sempre più rimossi, abbiamo considerato come questi apparecchi siamo stati parificati alle insegne pubblicitarie come quelle con datario o la temperatura e siano privati, senza alcun collegamento all'impianto semaforico pubblico: per cui sono tarati a vista e solo indicativi del tempo residuo, spesso fuori sincrono, tanto che nel caso di contestazione, ed anche se fossero precisi, non possono essere usati dai cittadini nei ricorsi davanti al Giudice di Pace.
Il vero problema è render più sicure le nostre strade e, senza un'educazione adeguata alla guida ed il controllo costante delle strade, queste diverrebbero pericolose per sé e gli altri nonché zone franche per una guida spericolata e veloce. Senza scordare che la velocità eccessiva resta la prima causa del maggior numero d'incidenti in Italia.
(Fonte: http://www.carpidiem.it/cgi/jump.cgi?ID=101381)
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L’installazione di attrezzature fisse per la rilevazione delle infrazioni semaforiche sta funzionando davvero da deterrente, almeno a quanto rilevato dalla Polizia Municipale delle Terre d’argine. Dal 9 luglio al 2 ottobre dell’anno scorso a Carpi è rimasto un funzione un apparecchio T-red per la rilevazione delle infrazioni al semaforo rosso, sistema rimasto acceso per numerose ore al giorno e per 24 ore su 24 nei fine settimana. Questo apparecchio nelle 85 giornate di funzionamento ha registrato circa 900 violazioni, quindi una decina ogni giorno. Dal 18 di marzo ad oggi invece nello stesso luogo, l’incrocio tra la Tangenziale Losi e via Peruzzi, è stato posizionato un nuovo apparecchio, denominato Red&Speed: in 98 giorni le sanzioni comminate sono state “solo” 293, praticamente 3 al giorno. I controlli saltuari della Polizia municipale avevano invece verificato in questo punto dalle 4 alle 11 violazioni al semaforo rosso, ogni ora.
Solo 3 sono poi stati gli incidenti stradali rilevati dalla Polizia municipale dall’installazione della strumentazione ad oggi sulla Tangenziale Losi all’incrocio con via Peruzzi, mentre nei due anni precedenti erano stati ben 18 i sinistri qui avvenuti, come confermano i dati della Polizia municipale. A partire dal mese di settembre, come previsto da una delibera votata nei mesi scorsi, l’apparecchio Red&Speed verrà trasferito all’incrocio tra la Tangenziale Losi e via Guastalla (dove sono stati ben 22 gli incidenti avvenuti negli ultimi due anni), un’intersezione ad alta intensità di traffico, anche pesante.
L’assessore alla Polizia Municipale Lorena Borsari sottolinea a commento di questi dati che “si può affermare che l'obiettivo sicurezza è stato raggiunto. Oggi i cittadini hanno memorizzato che col semaforo rosso ci si ferma. Anche mediante strumenti sanzionatori quali il T-Red, genericamente così è conosciuto tra la gente, l'amministrazione può sollecitare la presa di responsabilità dei propri concittadini nel comportamento alla guida di autoveicoli. Ed è quello che abbiamo fatto. Meno incidenti, meno danni e feriti possono migliorare la qualità della nostra vita, basta pensare a tutti gli strascichi fisici e materiali che gli incidenti possono lasciarci addosso. Comportamenti scorretti, quelli da “furbi” per intenderci, con rischio per sé e gli altri, non devono essere né tollerati, né imitati con faciloneria, perché li sanzioniamo con buona pace per chi invece è corretto”.
(fonte: carpidiem.it)
La Gazzetta di Modena
Campedelli: «Aiuterò le famiglie»
Anche se sulla futura Giunta non vuole fare anticipazioni, Enrico Campedelli, il sindaco appena rieletto, ha idee precise su impegni e priorità che lo attendono. «Purtroppo - dice - il Governo non ci consente di fare tutti gli investimenti che vorremmo. Il patto di stabilità limita, infatti, fortemente la nostra progettualità». Dopo la crisi finanziaria ci si attende la mannaia della crisi nell’economia reale, con disoccupazione in aumento e aziende che chiudono. Cosa intende fare per arginare i danni? «I nostri obbiettivi sono il sostegno alle famiglie e gli aiuti alle aziende tramite erogazioni al Consorzio Fidi. Carpi è già pronta a queste situazioni. In 10 anni il tessile ha perso 7mila addetti. Il nostro Comune è dal 1995 che aiuta, in vari modi, le famiglie. Ed è ciò che continueramo a fare. Si tratta di una delle nostre priorità». Nuovo palazzetto dello sport: se ne parla da anni. Sarà realizzato nel Campedelli-bis? «Il patto di stabilità del Governo ci impedisce di pensare a questa struttura in tempi rapidi. Vorrei ricordare che questi vincoli alla spesa non riguardano però i Comuni amici del premier: Catania, Palermo, Roma... hanno avuto soldi a palate nonostante, appunto, il patto di stabilità». I grandi vecchi, ultraottantenni, sono in aumento, mentre le strutture protette hanno posti limitati. Che progetti ha per risolvere questo grave problema? «L’Asp, Azienda per i servizi alla persona, sta ampliando la casa protetta Il Carpine e quindi tra breve saranno disponibili nuovi spazi per gli anziani non autosufficienti. Da parte nostra stiamo perseguendo l’obbiettivo di potenziare sempre più, nei casi in cui è possibile, l’assistenza domiciliare. Io penso che gli anziani possano vivere meglio e più a lungo quando sono curati nelle loro abitazioni». La sua alleata Lorena Borsari ha detto che il tema della sicurezza sarà prioritario per la nuova giunta. Le cose stanno davvero così? «L’organico della polizia municipale è al completo, ma certo non possiamo dire ai vigili di occuparsi di casi di competenza di Polizia di Stato e Carabinieri. Roberto Andreoli ha detto che il Comune deve anticipare lo Stato: mi pare un’idea singolare. Deve essere il ministro Maroni, e non di certo il sindaco, ad assumere nuovi agenti di polizia. Noi il nostro dovere l’abbiamo fatto: ricordo il sistema di videosorveglianza, gli assistenti civici e l’organico completo dei vigili».
«Nelle strade residenziali il limite sarà di 30 km»
Tra i temi che stanno maggiormente a cuore dei cittadini c’è senza dubbio quello della viabilità e della sicurezza di ciclisti e pedoni. Su questa materia il sindaco ha importanti novità. «Nella precedente legislatura - spiega il primo cittadino Enrico Campedelli - abbiamo realizzato il piano urbano del traffico. Si tratta, tra le altre cose, di una gerarchizzazione delle strade, con aree il cui limite sarà di 30 chilometri l’ora e di un piano per nuove ciclabili. A questo punto chiederemo ai cittadini i loro commenti in modo che il piano sia condiviso con la città. Per quanto riguarda le ciclabili abbiamo in programma di realizzarne altre, tra le quali il prolungamento della pista di Fossoli per congiungerla con la rete di ciclabili del centro». (ri.fi.)

GAZZETTA DI MODENA
Economia, ecco le richieste ai sindaci
Inevitabilmente il nuovo sindaco, sia il riconfermato Campedelli oppure un out-sider, dovrà confrontarsi con le associazioni di categoria. E Cna, Lapam, Confesercenti e Confcommercio hanno già avanzato le proprie richieste in vista della legislatura che si insinua all’orizzonte. Priorità precise, che spaziano a 360 gradi e che ai candidati chiedono impegni concreti sul fronte della lotta alla crisi e del lavoro. Chiedono infrastrutture, un alleggerimento della burocrazia, un dialogo col mondo produttivo per orientare gli studenti sulle scelte. Senza dimenticare che per le associazioni occorre un impegno concreto sul fronte sicurezza, dove tutte si attendono un salto di qualità nei controlli e nella presenza delle forze dell’ordine sul territorio. Di carne al fuoco ce n’è parecchia, in particolare per quanto riguarda il sostegno alle piccole e medio imprese del territorio carpigiano. Le associazioni hanno infatti stilato un documento unitario che fissa alcuni punto base. La crisi. C’è un dato che deve fare riflettere: paragonando il primo trimestre del 2009 allo stesso periodo del 2008 il saldo delle aziende che chiudono è un rilevante -67%. Mai, negli ultimi decenni, si era arrivati ad un crollo così verticale. Il lavoro autonomo è in netta sofferenza e non esiste un sostegno al reddito come avviene per i dipendenti. Le soluzioni. Ne esistono di vari tipi come spiegano Wolmer Borsari, direttore di Cna Carpi e Stefano Cestari, neo segretario di Lapam-Federimpresa. «Il Comune può fare tanto per alleggerire la pressione sugli imprenditori. Sia da un punto di vista strutturale che politico. Chiediamo una mediazione con le banche perchè il credito in questi contesti è decisivo. Ma anche la pubblica amministrazione può trasformarsi in volano: le infrastrutture servono a far lavorare. Si potrebbero studiare dei bandi semplificati per garantire commesse ai carpigiani: parliamo di ristrutturazioni, riqualificazioni, risparmio energetico. La imprese della città possono garantire competenza e qualità». Le infrastrutture. Due i punti salienti. «È necessario che si porti a completamente viale dell’Industria - spiega Borsari - per far defluire il traffico verso nord. Via Luosi non è più una tangenziale, ma è una strada della città che lambisce case e scuole. Anche in nome della sicurezza bisogna dotare Carpi di un’arteria all’avanguardia. Così come è doveroso, anche per rispetto degli abitanti, continuare a mettere pressione per sistemare le strade che portano a Modena e la stessa linea ferroviaria che di certo non si addice ad una città moderna come la nostra». La burocrazia. Soprattutto quando l’economia frena si alza il motto “meno tempo perso più tempo per lavorare”. E quello su cui le associazioni si soffermano è proprio un alleggerimento della burocrazia. «Già aprire un’azienda è un rischio - spiegano - se poi ci si mettono le file e gli incartamenti che non bastano mai si capisce quanto un imprenditore perda il coraggio iniziale e si areni. Non può scontrarsi con una burocrazia dilagante che toglie tempo prezioso alla propria attività». La Cna, poi, ha un ulteriore cavallo di battaglia dove il Comune può intervenire deciso. «L’imprenditoria giovanile è in calo - spiega Borsari - non solo per le difficoltà economiche, ma anche perchè mancano figure professionali di un certo livello. Penso, ad esempio, alla meccanica che a Carpi è sempre stata al top. Credo che il Comune, in collaborazione con le scuole dell’obbligo, debba porsi in prima linea per orientare gli studenti. È inutile entrare in corsi ibridi se si ha la convinzione di smettere al termine delle superiori: meglio specializzarsi e il posto fisso o le qualità imprenditoriali non saranno una chimera». La sicurezza. Da più parti si evidenzia il sentore di insicurezza. Ecco perchè la polizia municipale va ulteriormente impiegata. E visto che ormai dipende dall’Unione si chiede anche di dare efficenza alle Terre d’Argine. «La politica deve decidere che cosa fare dell’Unione. Noi siamo favorevoli al fatto che possa diventare un organo di indirizzo e di confronto, ma deve avere più poteri visto che, al momento, ha finalità troppo limitate».
Realizzare un piano di miglioramento della viabilità a sud-est e rivedere il raccordo tra il cavalcavia di Via Lama e la strada statale per Modena; analizzare la fattibilità di un sottopasso ferroviario verso Cibeno (Manzoni-Ariosto-Roosvelt).Enrico Campedelli
Realizzazione di un sottopasso pedonale in fondo a Via Peruzzi.
Chiudere l'anello tangenziale intorno a Carpi, escluendo i Tir dalla città. Il sottopasso in via 2 Ponti per realizzare il terminal-bus, il parcheggio e i servizi dietro la stazione Fs, nonchè studiarne uno anche a Cibeno. (programma Idv)
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GAZZETTA DI MODENA
Il Pdl presenta i suoi candidati al Consiglio Nei programmi viabilità e opere pubbliche
Il Pdl svela le sue carte. Ieri ha presentato il programma e i candidati al Consiglio. Roberto Andreoli, aspirante sindaco, ha spiegato i punti fondamentali del suo manifesto elettorale: «Carpi è una città stanca di aspettare la realizzazione di vane promesse. Noi siamo una squadra giovane e motivata, che si basa sulla concretezza». Fra le proposte contenute nel programma di Andreoli vi è la realizzazione del sottopasso ferroviario di Cibeno e di quello pedonale tra via Peruzzi e il polo scolastico, punto critico della città, ma anche il cambiamento dei rapporti fra amministrazione, Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, Cmb e altre imprese di costruzione: «E’ necessario rivedere tali legami - ha precisato l’esponente del PdL - Non vogliamo un posto in Fondazione ma vogliamo collaborare con essa. Non siamo parenti con le imprese edili ma vogliamo anche chiedere loro qualcosa. Il comune non deve più lavorare per, ma assieme a questi soggetti». Il Patto che il PdL ha scritto con i cittadini prevede anche il miglioramento della viabilità (rivedere il raccordo tra il cavalcavia di Via Lama e la strada statale per Modena), la riduzione degli sprechi della macchina pubblica (una sede comunale unica e più razionale, digitalizzazione dei servizi), nuove strutture sportive, come il palazzetto, una nuova piscina e altri piccoli impianti sportivi immersi nel verde. «Il nostro sostegno andrà non soltanto alla moda ma anche alla meccanica e all’agrindustria - ha aggiunto Andreoli - Per quanto riguarda la sicurezza, chiuderemo il campo nomadi, faremo in modo di non incrementare il numero di immigrati in città, aumenteremo i controlli con videosorveglianza, Volontari Civici e rendendo più operativi i Vigili di quartiere». Il candidato sindaco ha proposto di stabilire una presenza massima di extracomunitari per condominio, di abolire l’Ici sui fabbricati agricoli privi di requisiti di ruralità e di ridurre l’Ici sulle seconde case date in comodato a parenti. Ecco la lista dei candidati del PdL: Alessi Ruggero, Annovi Enrichetta, Baggio Giuseppina, Barletta Bruno, Benatti Roberto, Bolelli Paola, Borellini Giulia, Brani Gisella, Bulgarelli Chiara, Cadossi Elisabetta, De Caroli Fabrizio, Diacci Claudio, Finestrali Giulio, Franceschini Livio, Giugliano Felice, Grasselli Franco, Gualtieri Massimo, Lambruschi Federica, Lamma Luca, Loschi Luca, Losi Christian, Marcante Antonio, Parenti Andrea, Pegoraro Dino, Rostovi Cristian, Russo Antonio, Santachiara Luca, Sconosciuto Massimiliano, Tagliavini Alessandra, Tirabassi Maria Grazia. - Silvia Marchetti
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