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martedì 8 giugno 2010
Gestire il patrimonio tra i compiti del nuovo assunto legato al sindaco

‘Assistenza allo sviluppo dei progetti strategici relativi alla gestione del Patrimonio’.
E’ questo il complicato nome del nuovo ufficio del Comune, istituito con delibera di giunta durante l’ultima seduta, datata 31 maggio.
A presiederlo sarà un ‘funzionario coordinatore responsabile’, una nuova figura che al momento non esiste all’interno del Comune e che quindi sarà da ricercare.
«In relazione agli obiettivi di mandato - si legge nella delibera in questione - è indispensabile dotare l’ente di competenze professionali di supporto alla direzione politica».
Nello specifico, il nuovo ufficio avrà il compito di monitoraggio e controllo sulle società e gli enti partecipati dal Comune di Carpi, nonché di verifica delle principali operazioni che si prevede di intraprendere riguardo gli assetti di partecipazione.
Sulla decisione avrà forse pesato (e non poco) la posizione della Corte dei Conti che, nel documento di revisione del rendiconto 2008, pur non contestando gravi irregolarità, ha fatto diversi appunti all’amministrazione proprio a riguardo delle società partecipate (una di queste, la Patrimonio Città di Carpi Srl, ha in carico dal 2005 la progettazione interminabile della nuova piscina comunale).
Altro obiettivo dichiarato è «l’analisi, la valutazione e la definizione degli assetti patrimoniali, finanziari, fiscali, contrattuali e procedurali» relativi ai principali interventi da realizzare durante il mandato del sindaco.
A questo proposito, viene da chiedersi come si sia fatto fino ad oggi e perché proprio in questo momento di contingenza il Comune si dovrebbe dotare di un’ulteriore figura che svolga le mansioni finora a capo del settore ‘Finanza, Bilancio, Controllo Gestione’.
Insomma, parrebbe una sorta di sovrapposizione con gli uffici già esistenti.
E ancora, come si è agito nei confronti del patto di stabilità, accusato più volte di bloccare le assunzioni in Comune?Ad ogni modo, il funzionario avrà un ruolo part-time, riceverà una retribuzione di circa 1000 euro mensili e il suo mandato sarà strettamente legato a quello del sindaco.
Lo stesso Campedelli sarebbe già al lavoro per vagliare i curricula dei candidati.
Altra decisione presa nel corso della stessa seduta è stata quella di dotare lo Sportello sociale Nemo di due figure, in sostituzione delle due impiegate in malattia e in previsione dell’ondata di utenti a settembre all’apertura del nuovo bando per il contrasto del disagio economico.

Daniele Franda

La Corte dei Conti sentenzia sul 2008: «Qualcosa non va nelle partecipate»

A proposito di gestioni patrimoniali, di bilancio e di problemi che possono nascere quando un Comune partecipa a società.
E’ stato emesso nelle scorse settimane il parere della Corte dei Conti riguardo il rendiconto 2008 presentato dal Comune di Carpi.
Nel suo giudizio l’ente di sorveglianza, in particolare la Sezione Regionale di Controllo per l’Emilia Romagna, pur «non avendo rilevato gravi irregolarità contabili suscettibili di specifica pronuncia» ha però segnalato la presenza di «criticità e irregolarità» rilevate nei dati contabili trasmessi.
Le irregolarità rilevate, secondo la deliberazione numero 113 della Corte, «non generano ricadute pericolose sul rendiconto 2008» ma «vanno attentamente vagliate nella gestione del bilancio degli esercizi futuri».
In particolare, la Corte ha elencato 3 problematiche relative al bilancio presentato dal Comune di Carpi in quell’anno: la prima si riferisce al risultato negativo della gestione di competenza con un saldo positivo o eguale a zero della parte corrente.
La seconda riguarda invece l’aumento dell’avanzo di amministrazione non vincolato, in percentuale stimata, in via prudenziale, superiore al 50% rispetto all’anno precedente.
Terzo punto criticato dalla Corte dei Conti, quello che forse più degli altri ha messo in allarme l’amministrazione, è la presenza di partecipazioni ad enti o società che hanno sostenuto una perdita.
Negli atti in arrivo da Bologna il caso citato è quello del Citer, del quale si sono recentemente ‘celebrati i funerali’, dopo che il Comune aveva investito ingenti risorse e l’aveva presentato per anni alla città come un valido supporto per il settore tessile - abbigliamento, nella pratica, però mai decollato del tutto.

Serena Arbizzi


(fonte: ModenaQui)
sabato 27 febbraio 2010
Andreoli promette battaglia anche sul ‘caso Bulgarelli’

«Porterò la questione in Ministero, sarebbe molto grave se questa delibera non fosse legittima».
Le parole di Roberto Andreoli, capogruppo Pdl (nella foto), sono riecheggiate in un’aula silenziosa come non mai: il consigliere ha giurato battaglia in riferimento all’approvazione della cosiddetta norma Brunetta, oggetto di un’integrazione ad una delibera poi emendata nel giro di pochi giorni dalla giunta. In occasione della seduta di giovedì sera, l’esponente dell’opposizione ha presentato un’articolata interrogazione in cui ha chiesto spiegazione circa parecchie anomalie delle due delibere, già prese di mira sul blog ‘Carpizeronove’.
Le risposte ricevute prima dal sindaco Campedelli e poi dal segretario generale del Comune, Giorgio Masini, non lo hanno evidentemente soddisfatto: pur condividendo l’introduzione della norma Brunetta (che permette agli enti locali di licenziare i dipendenti con più di 40 anni di contributi), «soprattutto in situazioni di contingenza quale quello attuale», il consigliere ha però evidenziato diversi vizi di forma e irregolarità tecniche nei testi delle due delibere, che porterebbero ad «inficiare tutti i provvedimenti successivi».
«Chi è il presidente che nella prima delibera propone l’integrazione con l’introduzione della norma Brunetta?» ha chiesto Andreoli. «Non spetterebbe al dirigente, che, sentito il parere del sindaco o della giunta, rielabora il testo della delibera e la porta in approvazione in una data successiva?».
Secondo la legge, la facoltà di «risolvere i contratti» spetterebbe ai dirigenti di settore.
«Come è possibile quindi - ha proseguito - che sia demandato al direttore generale «di predisporre gli atti conseguenti che, nella delibera in oggetto, appaiono essere non di sua competenza?».
In pratica, il ragionamento di Andreoli fa capo alle dimissioni del dirigente del personale Miriam Bulgarelli, che non era presente al momento della discussione della seconda delibera.
E’ sentore comune che Bulgarelli, a capo del personale comunale da 37 anni, abbia rinunciato all’incarico dopo che le era stata tolta un’importante competenza prevista dalla legge, per attribuirla come visto al direttore generale.
Sebbene molti punti siano stati chiariti dagli interventi del sindaco e del segretario generale, rimane l’ombra del sospetto riguardo la mancanza di una lista dei dipendenti colpiti dal provvedimento, che si aggiunge alla solerzia con cui è stata attuata la norma Brunetta (accolta in Comune dopo soli 5 mesi dall’entrata in vigore): due tasselli in contrasto tra loro che hanno ‘insospettito’ ulteriormente Andreoli.
Il quale, c’è da starne sicuri, andrà fino in fondo a questa vicenda.

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)
lunedì 8 febbraio 2010
Gruppo Consiliare
PDL - Carpi

Al Presidente del Consiglio C.
Al Sindaco
Al Segretario Comunale
All’Assessore di competenza
Carpi 06-02-10

INTERROGAZIONE

Oggetto: Chiarimenti in merito alle D.G.n°208/2009 e n° 6/2010 inerenti il personale.

La prima D.G in oggetto racchiude alcune stranezze che nemmeno il tentativo di rettifica della seconda sembra cancellare.

Le delibere sono di competenza dei dirigenti dell’ente che le redigono e firmano e questa appare una normale sistemazione del personale interno, tant’è che essa è il settimo stralcio di un programma triennale, ma ad un certo punto  “su proposta del Presidente” si integra la presente proposta di deliberazione”. Chi è il “Presidente”? Il Sindaco? Se è lui può fregiarsi del titolo di Presidente? Può il Presidente, che sembra essere il Sindaco, proporre una modifica al testo? E’ di sua competenza? Non spetterebbe al dirigente, che sentito il parere del Sindaco e/o della Giunta, rielabora il testo della delibera e la porta in approvazione in una data successiva?
Quindi il Presidente propone di applicare la “norma Brunetta” cioè una disposizione diventata legge il 3 Agosto ’09. Perchè c’è tutta questa fretta di applicare tale norma in vigore da ben 5 mesi? Perchè non è stata inserita nella D.G. n° 144 del 21 Settembre ’09 che riguardava il Sesto stralcio del medesimo programma triennale?
La “norma Brunetta” da la possibilità alle pubbliche aministrazioni di “risolvere unilateralmente” i contratti dei dipendenti con 40 anni di contributi. Si tratta di licenziamento. La “norma Brunetta” (Lg.n°102 del 03/08/09) basa questa azione alle norme del decreto legislativo n°165 del 2001 che attribuisce la potestà a “risolvere i contratti” ai Dirigenti a cui spetta l’adozione degli atti e dei provvedimenti amministrativi e nello specifico al Dirigente di settore cioè a chi gestisce il personale. Come è possibile quindi che sia demandato al Direttore Generale “di predisporre gli atti conseguenti” che, nella D.G. in oggetto, appaiono essere non di sua competenza? Come è possibile che la delibera sia firmata dalla M.Bulgarelli dirigente di quel settore personale a cui veniva tolta una importante competenza prevista dalla legge, e solo in seconda battuta, che avrebbe dovuto autoapplicarsi?

Su quali basi il Segretario Comunale ha dato parere favorevole di regolarità tecnica a questo atto? Può egli farlo o ciò non spetta al dirigente responsabile del servizio – cioè M.Bulgarelli-? E perchè egli da parere solo verbale?

Quanti sono i dipendenti comunali – tra questi quanti dirigenti- che si trovano oggi nelle condizioni di applicabilità della “norma Brunetta”?
Chi deciderà il loro licenziamento? Il Direttore Generale o esso è automatico?
Quanti sono i dipendenti – tra questi quanti dirigenti - degli altri comuni facenti parte dell’Unione Td’A in questa condizione?

Chi è a tutt’oggi il Dirigente di settore del Personale?

Roberto Andreoli
Capogruppo PDL Carpi
venerdì 5 febbraio 2010
Lo sfogo di un dipendente dopo le parole di Bellelli

Ci sono parole e commenti che hanno un peso specifico diverso.
La voce ufficiale, quella dell’assessore alla Cultura Alberto Bellelli, riguardo i tagli alla biblioteca Loria ci ha raccontato di un bilancio in emergenza e di tagli purtroppo necessari alla cultura carpigiana.
Ci sono parole però che pesano di più, perché uscite da chi ha perso, o quasi, il proprio lavoro.
Ecco perché l’amara riflessione di un attuale dipendente di Euro&Promos (la società che ha in gestione la biblioteca Loria e il museo civico di Carpi), rigorosamente anonima per ovvi motivi, descrive meglio di tanti discorsi il ritratto desolante dell’attuale situazione che coinvolge la biblioteca.
«La verità è che il Comune vuole l’apparenza - ci confessa il nostro testimone - e che l’immagine dei nostri amministratori ne esca pulita, linda.
E’ difficile pensare di avere un futuro in questa struttura, e guadagnando così pochi soldi non riusciamo nemmeno a sostenere le normale spese quotidiane (in certi mesi, per esempio, un dipendente del museo, quando la struttura è aperta, arriva in media a guadagnare circa trecento euro, ndr).
Senza contare che la grande maggioranza di noi ha qualifiche, competenze e passione per il proprio lavoro, qualità non riconosciute e non tenute in considerazione».
Considerazioni che si fanno sempre più amare pensando che quando fu fatta la selezione del personale il Comune inserì la laurea come condizione indispensabile per accedervi.
Ora il panorama è molto cambiato, con la crisi che ha spinto il Comune - come ha sottolineato l’assessore Alberto Bellelli - a prevedere «tagli per circa 5 milioni di euro, di cui 900mila solo alla cultura».
«In ogni caso - ha osservato - non ci sarà nessun licenziamento, solo un ridimensionamento del monte ore che si tradurrà in forti riduzioni in busta paga.
Ma abbiamo ottenuto il massimo: il mantenimento dei posti di lavoro».
«Certo - riconosce il dipendente - il Comune ora è in difficoltà, come tutti, ma le enormi spese necessarie per mantenere questo polo didattico erano già note da tempo.
Allora perché far spendere alla comunità così tanti soldi, se sapevano già che non sarebbero riusciti a mantenere questa costosa macchina? Solo per immagine, per dimostrare di avere le migliori strutture, ma senza una reale capacità di gestire questa situazione e peggio ancora, senza la capacità di offrire un servizio decente agli utenti».

Nicola Valentini

(fonte: Modena Qui)
mercoledì 3 febbraio 2010
E’ il costo di uno studio sulla mobilità alternativa

Il taglio dei finanziamenti al canile ha provocato uno strascico di polemiche, repliche...
e ancora polemiche.
Come quelle sollevate dalla capogruppo di Alleanza per Carpi Giliola Pivetti, che sul blog Carpizeronove ha segnalato «una spesa del Comune di 9mila euro, dati all’Agenzia per la Mobilità» al fine di condurre uno studio «per convincere i dipendenti comunali ad andare al lavoro in bicicletta».
Un plateale spreco, secondo la consigliera, che avrebbe visto meglio questi soldi impiegati a favore del canile: «E’ un Comune che non sa badare neanche a se stesso: se l’Associazione del canile mollasse tutto, l’attività dovrebbe essere svolta dal Comune con spese ben superiori».
D’altronde la cifra è pressappoco uguale, e c’è più di un segnale che indica come quantomeno superflua la spesa per questo studio.
In pratica si tratta di predisporre, da parte dell’Agenzia per la Mobilità di Modena, un piano di spostamenti casa-lavoro dei dipendenti comunali a favore di una mobilità meno impattante.
E’ il settimanale Voce, nel numero datato 28 gennaio, a spiegare con dovizia di particolari le intenzioni dell’amministrazione.
E a indicare in Fabio Stampini il tecnico designato nella realizzazione dello studio.
O almeno colui che dovrebbe esserlo, perché il diretto interessato, sorpreso di essere stato chiamato in ballo, fa sapere di non aver ricevuto alcuna comunicazione formale: «Ad oggi (ieri per chi legge, ndr) - spiega Stampini - non ho ricevuto nessuna conferma di questo incarico.
Anche perché siamo in attesa della risposta da parte del Comune alla nostra proposta.
Dovrebbe arrivare a breve, ma a quanto ne so non è ancora arrivata».
Stampini è un esperto del settore: nel 2008 ha condotto uno studio sugli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti delle aziende del Distretto ceramico e un altro, analogo, per conto del Comune di Maranello e la Ferrari.
Forse è stata la sua esperienza a far accostare il nome allo studio da realizzarsi per Carpi e i dipendenti del Comune.
Voce prosegue elencando quelle che secondo il Comune potrebbero essere le possibili azioni di mobility management, come il ‘car pooling’, il ‘car sharing’ (ma il servizio è stato dismesso dal 1° gennaio di quest’anno), tariffe agevolate per l’utilizzo dei mezzi pubblici e il potenziamento della ciclabilità, con addirittura la possibilità di ‘servizi accessori, come spogliatoi con docce’ all’arrivo in ufficio.
«A dir poco originale - commenta Stampini - in ogni caso quelle elencate sono le normali alternative per la mobilità sostenibile.
Ma se hanno già pensato alle varie soluzioni, perché fare questo studio?».

Daniele Franda

(fonte: Modena Qui)
lunedì 1 febbraio 2010
In data 18.01.2010 la giunta ha approvato (con voto contrario di Lorena Borsari) una delibera che ne modifica un'altra di solo 20 giorni precedente.

Le differenze sembrano così sottili, tra la nuova formula:

di disporre la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro e del contratto individuale del personale dipendente, anche dirigenziale, con preavviso di sei mesi, in ogni caso in cui decorra il compimento dell'anzianità massima contributiva di quaranta anni
e la precedente:

dando applicazione nel Comune di Carpi alla facoltà prevista dalle disposizioni di cui all'art.17 comma 35-novies del D.L. 1/7/2009 n.78 convertito in legge 3/08/2009 n.102 le quali prevedono la possibilità per l'Ente Locale di risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro e il contratto individuale del personale dipendente, anche dirigenziale, con preavviso di sei mesi, a decorrere dal compimento dell'anzianità massima contributiva di quaranta anni;
che, ad un profano, può sembrare che il Comune abbia solo voluto eliminare il riferimento a quell'esercizio di una "facoltà prevista" e di una "possibilità" che avrebbe richiesto, qualcuno che si prendesse la responsabilità di tale decisione o permesso a qualcuno di contestare tale decisione.

Che la delibera in questione abbia già creato qualche problema non lo diciamo qui per la prima volta. Voce del 08 gennaio 2010 attribuiva a questa delibera la responsabilità delle "dimissioni" di Miriam Bulgarelli.

Abbiamo chiesto all'Assessore Lorena Borsari di spiegarci meglio le ragioni del suo voto contrario.
Ecco la risposta, giunta oggi via mail:
La delibera sugli spostamenti del personale dell'ultimo dell'anno era stata integrata per volontà della maggioranza della Giunta dell'articolo 17/dl78 del 2009 convertito in legge 102/2009, il quale offre la facoltà agli enti pubblici di applicare questa legge che "pensiona d'ufficio i dipendenti che abbiano raggiunto i 40 anni contributivi di lavoro".
Una facoltà quindi di cui si poteva, così come non si poteva, avvalersi.
Il capoverso era stato riportato, dall'estensore legale della delibera, in maniera ritenuta "ambigua" per alcuni, in quanto diceva di ..applicare...la facoltà...della possibiltà.. ed attribuiva l'onere dell'iter applicativo al direttore generale.
Con la successiva delibera di precisazione è stato scritto di ...disporre la risoluzione dei contratti dei dipendenti, dirigenti compresi, decorsi i 40 anni contributivi... e che il direttore generale attivi i dirigenti preposti, quale quello del settore personale, a dar luogo all'iter burocratico (es. verifiche contributive, risoluzioni dei contratti ecc.)
Personalmente ritengo, quale Assessore al personale che ci debbe essere nei riguardi dei dipendenti un trattamento uniforme ed equo.
Infatti stante che il nostro Comune fa parte dell'Unione Terre d'Argine, capita, come è anche accaduto anche in questa delibera di spostamenti del personale, che qualcuno di Novi-Soliera-Campogalliano si trovi a venire a lavorare negli uffici del nostro comune, come accade reciprocamente, anche gomito a gomito con dipendenti del Comune di Carpi.
Accade quindi spesso che vengono applicati diversi trattamenti ad impiegati anche dello stesso ufficio e livello solo perchè di provenienza da diverso Comune.
Per esempio Carpi da tempo "pensiona" i propri lavoratori che abbiano superato i 65 anni, mentre ad esempio Campogalliano no e continua ad impiegare ultrasessantacinquenni.
Da domani con questa delibera Carpi, e solo Carpi, "pensiona" d'ufficio i propri dipendenti al 40esimo anno contributivo, d'anzianità di lavoro, mentre magari il vicino di scrivania solo perchè proveniente da Novi o altro, no e resta al suo posto.
L'applicazione di norme diverse può creare discrimine e "ruggine" tra persone che lavorano insieme.
Come Assessore del personale di Carpi credo che i nostri lavoratori non siano inferiori ad altri da liberarcene appena si può, e tantomeno siano da discriminare rispetto ad altri.
Ho votato contro perchè ritengo che al personale vadano applicate normative uguali per tutti.
Ho suggerito un metodo diverso: che tale indirizzo fosse indicato dall'Unione ed a cascata sui 4 Comuni per uniformità, uguaglianza e trasparenza di trattamento. Il "personale" sono persone e non cose da impacchettare diversamente.
Come unico Assessore dell'Italia dei Valori-Di Pietro credo di aver agito con giustizia.
L'auspicio ora è che responsabilmente tale norma venga adottata anche dagli altri Comuni, per ovviare ad una evidente disparità di trattamento, a cui non farebbe male anche una valutazione sui dirigenti interessati.

Dott.ssa Lorena Borsari
Vicesindaco e Assessore Personale e Sicurezza.
martedì 19 gennaio 2010
Ho trovato solo oggi ma ritengo utile, vista la fonte non proprio dell'opposizione, pubblicarlo comunque...
Dal sito della CGIL modenese:

Carpi, 16 dicembre 2009

I sindacati dei servizi Filcams/Cgil e della Funzione Pubblica/Cgil di Carpi denunciano il serio rischio di contrazione di diversi appalti di servizi (biblioteca, museo civico, Urp, servizi di assistenza alla persona) e di riorganizzazione di uffici comunali a partire dal 2010. Poiché i costi di tali appalti sono quasi esclusivamente riconducibili a costi di personale, i tagli si rifletteranno inevitabilmente in perdita di posti di lavoro o in forti riduzioni di orario per i lavoratori coinvolti.

Certo non sarà un buon inizio di anno per diverse decine di lavoratori che non avranno più uno stipendio, o se lo vedranno ridotto!

I Sindacati sono infatti allarmati dalle informazioni che ricevono, sia dalle stesse aziende appaltatrici che dai lavoratori, sui forti problemi di ricollocamento del personale delle cooperative appaltatrici – personale altamente qualificato – in un periodo di crisi come questo, oltre che per l’abbassamento qualitativo e quantitativo dei servizi rivolti ai cittadini, in particolare in un Comune come Carpi che da anni considera come fiore all’occhiello gli interventi sul sociale e la cultura.
mercoledì 13 gennaio 2010
Pubblico una lettera inviata oggi da un anonimo lavoratore (o ex) del Comune a Lorenzo Paluan.

Chi scrive ha dato il consenso alla pubblicazione ma è "sintomatico" che non voglia/possa firmarsi.

Siccome però vorremmo "esprimere valutazioni basandoci su fonti ufficiali e dati certi, anziché su indiscrezioni ufficiose e polemiche", chiediamo a chi di dovere di rispondere puntualmente alle molte domande contenute in questa lettera.

Caro Lorenzo,


ho apprezzato molto la tua interrogazione e il tuo ordine del giorno sulla situazione dell'occupazione nell'"azienda" comune di Carpi: finalmente qualcuno si è accorto che il Comune licenzia, anche se non sembra!


Ti ringrazio , perché qui siamo soli e ciascuno cerca di sopravvivere come può allo "tsunami" della perdita del lavoro.


Finalmente qualcuno che si chiede cosa succede: ma riuscirai a saperlo?
sabato 24 ottobre 2009
Due interpellanze delle minoranze, un'interrogazione di Russo (PdL)

Nel corso del Consiglio comunale di Carpi di giovedì 15 ottobre sono state discusse tra l'altro due interpellanze su vari temi e un'interrogazione sui parcheggi in centro storico. La prima interpellanza, presentata da Argio Alboresi (capogruppo Lega nord Padania) riguardava le iniziative che dovrebbe adottare la Giunta per realizzare un metodo trasparente per il controllo dei cittadini sulle presenze nei propri uffici di assessori, Sindaco e vice in tutti i mesi dell'anno. Inoltre questo diceva il documento firmato da Alboresi per rendere sempre più partecipi i cittadini andrebbe collegata la sala consiliare ad uno schermo piazzato sotto il portico, consentendo così la visione delle sedute a tanti cittadini interessati. Nella seconda interpellanza lo stesso Alboresi (insieme alla capogruppo di Alleanza per Carpi Giliola Pivetti) chiedeva invece al Sindaco di sapere se la Giunta ritiene di aver raggiunto l'autosufficienza in quanto a capacità di riflessione e proposta; e se, in caso di risposta negativa, in quale sede essa desidera raccogliere le intelligenze e le competenze dei consiglieri per sentire idee, proposte, suggerimenti che possano tradursi in migliorie, e in pratica () per fare squadra.

Alla prima interpellanza ha risposto il Sindaco Enrico Campedelli ribadendo che se la Lega nord si riferiva al caso avvenuto il 14 agosto (vedi nota stampa n.339, ndr.) allora gli assessori Tosi e Ronchetti erano in quel frangente in Municipio. Noi riceviamo compatibilmente agli impegni; personalmente dopo essere stato in ospedale e in convalescenza sono rientrato al lavoro il 16 agosto e tengo il cellulare acceso anche di notte. Riguardo invece al collegamento video destinato ai cittadini non mi sembra impellente, pure se presto discuteremo di strumenti comunicativi che ci consentano di trasmettere i lavori del Consiglio grazie alle nuove tecnologie (vedi nota stampa n.351, ndr.): già Carpi a 5 stelle riprende il dibattito comunque. E se la consigliera Pd Daniela Depietri ha ricordato a seguire come i cittadini debbano solo salire due rampe di scale per assistere alle sedute Giliola Pivetti (ApC) si è detta certa del costo infinitesimale della trasmissione dei Consigli, che potrebbe essere decisa dopo una sperimentazione, mentre da Marco Bagnoli (Pd) sono venuti infine dubbi sulla possibilità di controllare gli assessori.

Apertosi il dibattito sulla interpellanza di Lega nord Padania e ApC il Sindaco Campedelli ha esordito ricordando il ruolo del Consiglio e delle Commissioni consiliari e le loro prerogative, e il fatto che ognuno dei rappresentanti dei cittadini è stato eletto in base ad un programma elettorale. Non ci crediamo autosufficienti nel gioco democratico. Alboresi allora ha citato quanto avvenuto in una recente Commissione, nel corso della quale il Presidente Paolo Zironi, adducendo il ruolo solo tecnico di questi organismi, ha negato la possibilità di fare discussioni politiche. Il Presidente Taurasi ha ricordato come sarebbe stato preferibile discutere del tema una volta che Zironi fosse presente in aula e ha rammentato il ruolo del Consiglio comunale così come indicato nel Regolamento dello stesso: comunque non è detto che le Commissioni non debbano prendere in considerazione aspetti politici. La consigliera Pivetti ha voluto a sua volta censurare il comportamento del Presidente Zironi. Spero si renda conto del suo atteggiamento il confronto in Commissione non c'è e la Giunta non viene mai a chiedere consigli. La consigliera Maria Viola Baisi (Pd) si è chiesta a questo punto quali sarebbero però le posizioni di sintesi che le minoranze potrebbero portare in Commissione mentre la collega di gruppo Depietri ha ribadito che le minoranze nelle riunioni di questi organismi non hanno mai indicato quali sarebbero state le loro intenzioni di voto in Consiglio comunale. L'assessore a Mobilità e Traffico Carmelo Alberto D'Addese ha nel corso della seduta del 15 ottobre risposto in aula ad un'interrogazione del consigliere Antonio Russo (PdL) relativa ai parcheggi in centro storico. L'amministrazione è a conoscenza del problema creato a chi ha attività in centro e non può parcheggiare vicino al posto di lavoro? O si limita la sosta o si pagano cifre molto elevate negli spazi delimitati da strisce blu. Esistono particolari agevolazioni per costoro, magari non sufficientemente pubblicizzate? L'amministrazione ha intenzione di introdurle?. D'Addese ha ricordato come la regolamentazione relativa ai parcheggi in centro storico sia stata condivisa con tutte le associazioni di categoria, ha rammentato le caratteristiche delle diverse fasce degli spazi di sosta, con relative localizzazioni e costi per gli automobilisti, elencando infine le zone della città dove si può lasciare la macchina a sosta libera. Non esistono particolari agevolazioni sui parcheggi a pagamento ma Carpi è l'unico centro della provincia a consentire il primo quarto d'ora gratis; la sosta è gratuita tra le ore 13 e le ore 15, mentre la tariffa di 80 centesimi è tra le più basse esistenti. Intendiamo comunque nel prossimo Piano triennale degli Investimenti ha concluso l'assessore - rispondere alle esigenze dell'area nord della città aumentando gli spazi destinati alla sosta. Il consigliere Russo ha replicato citando casi di vie adiacenti al centro dove residenti e lavoratori utilizzano gli stessi spazi, creando disagi a chi abita nella zona, e chiedendo di consentire facilitazioni ai secondi per fare loro parcheggiare all'interno delle righe blu.

(Fonte: http://www.carpidiem.it/cgi/jump.cgi?ID=104120)

venerdì 24 aprile 2009
Enrico Campedelli
Puntare sulle competenze dei dipendenti dell’ente
Il comune di Carpi ha raggiunto i livelli attuali perché nel tempo vi è stata una positiva condivisione e identificazione da parte dei dipendenti nelle politiche comunali nelle finalità e nei progetti. Questo è un patrimonio che non va disperso, continuando a coinvolgere i dipendenti nelle trasformazioni della macchina comunale per affrontare i cambiamenti dovuti ai nuovi bisogni emersi nella città e alla costituzione dell’Unione dei Comuni. Negli ultimi bilanci comunali si sono compiute razionalizzazioni significative, sia sul versante del personale che sulle spese per consulenze esterne. Dovremo puntare principalmente sulle competenze interne, e limitare le spese con una nuova organizzazione comunale che preveda l’unificazione dei servizi di relazione con il pubblico in un’unica sede comunale.

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