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mercoledì 21 ottobre 2009
Dal blog di Marco Bagnoli:

Si è riunito nei giorni scorsi il direttivo del Circolo Pd "Carpi Sud" nella sede di Via Massa Carrara, 11 . All'ordine del giorno, presente Simone Tosi, assessore all'Urbanistica e all'Ambiente, i problemi di convivenza civile all'interno di un condominio di Via Unione Sovietica dove ha sede un centro culturale islamico e la situazione di forme di degrado urbano, quali ad esempio aspetti d'igiene ambientale per la corretta gestione dei rifiuti, che periodicamente si presentano nel quartiere dove operano altri gruppi di cultura e religione islamica. Si tratta di edifici nei quali vengono svolte attività associative previste dalla legge, comunemente, anche se impropriamente, definite "moschee". L'assessore Tosi ha spiegato che nei locali di Via Unione Sovietica 13, sulla base delle leggi in vigore, non è stato riscontrato alcun abuso. Viene riconosciuto dal Comune che esiste un comprensibile problema di convivenza civile di cui l'Ente locale tiene conto ma che rientra negli aspetti di applicazione e rispetto dei regolamenti condominiali sui quali il Comune non può intervenire, se non quando si determini una violazione delle leggi e regole che è pertinenza del Comune applicare, far rispettare e sanzionare. Il direttivo del Circolo Pd "Carpi Sud" ha preso atto della comunicazione dell'assessore, esprimendo approvazione per il testo dell'ordine del giorno approvato recentemente dal Consiglio comunale, in particolare per l'impegno chiesto dal Consiglio alla Giunta, partendo dal rispetto delle regole e di diritti e doveri uguali per tutti, per il contrasto di tutte le forme di degrado urbano che possano manifestarsi in città e che possano mettere a rischio la convivenza civile, come in certi casi avviene nella zona di Via Unione sovietica con disagio e incomprensioni tra cittadini italiani e immigrati. Il Direttivo del Pd del Circolo "Carpi Sud" si impegna a mantenere una azione costante di confronto e dialogo con i residenti del quartiere per favorire e rafforzare la coesione sociale e la vivibilità nel territorio, per prevenire forme di disagio che possono insorgere, con i cambiamenti sociali in atto, le dinamiche dell'immigrazione e la globalizzazione dei mercati in genere. Nel corso della riunione si è discusso anche di altri temi relativi al quartiere "Gorizia", quali i problemi di sicurezza stradale per gli attraversamenti di Via Cattani e la realizzazione della futura stazione ecologica attrezzata dopo l'avvio della raccolta rifiuti porta a porta nella zona sud della città. Decisa infine l'organizzazione di una prossima assemblea pubblica su questi temi aperta a tutti i cittadini del quartiere.
Ecco il testo integrale dell'ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale di Carpi, nel quale a mio parere è centrale, l'impegno per contrastare tutte le forme di degrado urbano:

Al Presidente del Consiglio di Carpi
Al Sindaco di Carpi

Ordine del giorno

Posto che:

- I grandi cambiamenti sociali che caratterizzano le nostre realtà locali (incremento demografico, espansione delle città, aumento dell'immigrazione, effetti locali della globalizzazione dei mercati, ecc..) possono causare, insieme ad opportunità, percezione di incertezze, difficoltà di convivenza reciproca e timori diffusi;
- Ogni azione di integrazione deve avere come indispensabili premesse il riconoscimento delle regole da parte di tutti, la condivisione dei doveri e il rispetto della legalità;
- Il dialogo, la conoscenza reciproca, l'incontro culturale, l'integrazione, l'inclusione sociale sono e rimangono i cardini di riferimento strategico per contribuire allo sviluppo e all'arricchimento reciproco delle varie istanze di una comunità.

Preso atto che:

- Negli ultimi mesi, si sono segnalati episodi di disagio in alcuni momenti della settimana nella zona a sud di Carpi, in particolare all'altezza di via Unione Sovietica n. 13, per attività svolte da centri culturali islamici in locali ad uso ufficio;
- L'amministrazione comunale può, attraverso la figura del mediatore culturale e/o di conflitti dare la propria disponibilità ed essere più presente nei quartieri in cui vengono segnalate problematiche di questo genere.

Ribadita:

- La necessità di una convivenza proficua tra i cittadini del nostro territorio basata sul rispetto reciproco e di un presidio costante nel nostro territorio da parte di tutte le Forze dell'Ordine (tra l'altro, in grave difficoltà dovute alle inadempienze concrete dell'attuale Governo nazionale);
- L'importanza di un'azione costante per il mantenimento del decoro urbano in tutti i quartieri della nostra Città.

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CARPI

Invita l'Amministrazione comunale a:

- Procedere ad incontrare i responsabili dei diversi centri culturali che utilizzano gli uffici di via Unione Sovietica, per responsabilizzare le parti ad una positiva convivenza reciproca nel quartiere;
- Qualora si accertassero abusi, oggi non emersi, prendere provvedimenti idonei alla risoluzione del problema;
- Mantenere, potenziandola, l'attenzione prestata su tale zona, rafforzando periodici controlli in modo da contrastare qualsiasi fenomeno di degrado urbano che minano alla base la convivenza tra cittadini;
- Mantenere come punti fermi di ogni azione il rispetto delle regole, a cui tutti si devono attenere, attraverso un rapporto stretto e virtuoso tra diritti e doveri;
- Rendere prioritario il percorso per l'istituzione di consulte stranieri nella nostra Città, al fine di avere strumenti forti di confronto tra le diverse comunità del territorio, oggi e domani;
- Continuare nell'azione di richiesta al Governo nazionale per ottenere l'ampliamento dell'organico di agenti presenti sul territorio, con particolare riferimento al decreto ministeriale del '89 che prevedeva per il nostro Commissariato di Polizia di Stato un numero minimo pari a 47 unità (ad oggi si possono contare non più di 40).

(Fonte: http://marcobagnoli.blogspot.com/2009/10/pd-carpi-sud-confronto-e-dialogo-con-i.html)

Dalle Ave sul caso del condominio di via Unione Sovietica: "Rapporto stretto tra diritti e doveri"

"Ordine pubblico e integrazione insieme"

Il segretario del Pd di Carpi Davide Dalle Ave interviene nel dibattito sul caso del condominio di via Unione Sovietica. Ecco la sua dichiarazione.

"Nel dibattito in Consiglio comunale sulla situazione del condominio di via Unione sovietica n.13 il testo presentato dalla Lega Nord riscontrava limiti per affrontare in modo efficace la situazione del quartiere. Noi pensiamo che ordine pubblico e integrazione debbano procedere insieme. Per questo, nell'odg approvato dalla maggioranza, si impegna l'Amministrazione comunale ad incontrare, tramite mediatori culturali, i responsabili dei diversi centri culturali per responsabilizzare le parti ad un corretta convivenza nel quartiere; inoltre, proprio per garantire i risultati richiesti, siamo pronti a intervenire in qualsiasi momento per contrastare ogni fenomeno di degrado urbano o eventuali abusi accertati.

Ci sembra, insomma, di aver contribuito a dare una risposta più forte al problema, invece di ridurlo a una sola richiesta di maggiori controlli. Siamo convinti che si debba mantenere come punti fermi il rispetto delle regole, a cui tutti si devono attenere, e un rapporto stretto e virtuoso tra diritti e doveri"

(Fonte: http://www.pdcarpi.it/index.php/?p=2136)
mercoledì 14 ottobre 2009
"La nostra proposta di moratoria di due anni sulla realizzazione di nuove moschee non è più rinviabile. Oltre allo stop ai nuovi centri di culto, urgono maggiori controlli su tutti i cosiddetti centri culturali islamici già esistenti, nati come funghi anche in provincia di Modena, dietro i quali si nascondono attività di culto illegali". Così il Consigliere regionale del PDL Andrea Leoni."Dopo l'allarme dei servizi segreti sui rischi connessi all'attività e alla proliferazione dei centri culturali islamici, le indagini sui fatti di Milano, relative ai collegamenti di estremisti con moschee e centri culturali islamici, confermano nuovamente che siamo di fronte ad una vera e propria emergenza che va affrontata con rigore e determinazione.

Situazioni come quella di via Unione sovietica a Carpi o di via Ripa a Castelfranco Emilia e di altri numerosi centri della provincia, dove sono sorte moschee abusive, non possono essere tollerate un minuto di più. Bene ha fatto il Sindaco di Sassuolo del PDL Caselli a rendere definitiva la chiusura della moschea abusiva di via Cavour. Male invece fa il sindaco PD di Carpi a girare la testa dall'altra parte di fronte alle attività che si svolgono negli appartamenti del condominio Cimone. Dietro l'insegna dei tanti sedicenti centri culturali della provincia di Modena, oltre agli abusi urbanisti, bisogna verificare chi sono e da dove vengono i sedicenti imam che vi predicano e da chi sono finanziati.

La minaccia di una jihad islamica in Italia va prevenuta e combattuta alla radice partendo dai luoghi e dagli ambienti in cui essa si sviluppa. Per questo la proliferazione incontrollata di centri culturali islamici e di moschee va bloccata fino a che non ci saranno garanzie e trasparenza sulle loro attività. L'integralismo islamico è un cancro che utilizza il permissivismo e il buonismo multiculturale teorizzato e praticato dalla sinistra per diffondersi. Il governo e l'intelligence italiana stanno rispondendo con grande responsabilità e professionalità all'emergenza. Ognuno, anche a livello territoriale, deve fare la propria parte".

(Fonte: http://www.sassuolo2000.it/2009/10/14/moschee-leoni-pdl-stop-di-almeno-2-anni-a-nuove-autorizzazioni/)

venerdì 9 ottobre 2009
C'è una moschea in via Unione Sovietica a Carpi? I residenti dicono si, la giunta dice di no. E' stato fatto un verbale che lascia intendere ci sia qualcosa di dubbio. E cosa si propone? Mediatori culturali. Già, la gente vuole sapere cosa sta succedendo vicino a casa loro, e ...

(Fonte: http://www.sassuolo2000.it/2009/10/08/moschea-carpi-luca-ghelfi-la-giunta-finge-di-non-vedere/)
venerdì 4 settembre 2009
di Alessia Pedrielli

"Nessun islamico ha chiesto di essere sepolto nel cimitero della città"

Non c'è nessun adulto, di religione islamica, sepolto nel nostro cimitero perché, fino ad oggi, non ci è mai arrivata nessuna richiesta in tal senso. Le sepolture per i musulmani sono differenti solo i n qualche aspetto rispetto a quelle che pratichiamo abitualmente e, se ve ne fosse la necessità, non avremmo alcun problema a realizzarle . Si chiude con le parole di Pio Rossi, presidente della società Seneca che gestisce i cimiteri della città, la polemica nata sull'opportunità di realizzare o meno un cimitero dedicato ai cittadini di religione musulmana. L'esigenza, fino ad oggi, da parte dei membri della comunità islamica non si è manifestata, perché praticamente tutti gli stranieri deceduti in città sono rientrati in patria e sono stati tumulati là. Quella di far rientrare in patria le salme — precisa Rossi —, a nostro avviso, è una scelta dettata dalla volontà delle famiglie per mantenere un legame con il Paese d'origine . In ogni caso, se ce ne fosse bisogno, il cimitero urbano di Carpi non avrebbe alcun problema di spazio, né di altro genere, per la tumulazione in terra pre - vista dal Corano . Intorno alla metà degli anni '90 , nel momento in cui il cimitero urbano era stato oggetto di modifiche e ampliamenti, i responsabili di Seneca avevano vagliato l'ipotesi di dedicare una zona della struttura alle tumulazioni dei defunti di religione islamica. L'ipotesi , però, era stata scartata proprio per una sostanziale inutilità, data l'assoluta assenza di richieste in tal senso : Qui da noi sono seppelliti solo alcuni bambini — spiega ancora Rossi — defunti pochi giorni dopo la nascita, mentre a quanto ci risulta in tutta la provincia di Modena l'unico cimitero che ha destinato un'area alle tumulazioni per i cittadini di religione musulmana è quello di Ganaceto e anche lì le richieste sarebbero non più di qualche unità . In ogni caso se la comunità ci esprimesse l ' esigenza di un'area appositamente riservata credo non ci sarebbero difficoltà a concederla . L'unico problema che potrebbe sorgere per la sepoltura di cittadini appartenenti alla religione musulmana potrebbe essere quello della durata dell'inumazione i n terra, che deve essere sempiterna secondo i dettami musulmani e che invece viene interrotta dopo dieci anni, per una collocazione in luogo diverso, secondo quanto previsto dalla legge italiana : Questo aspetto si potrebbe risolvere facendo specifica richiesta di deroga a livello legislativo — conclude Rossi ma in questo caso le amministrazioni comunali non sono l'interlocutore giusto . Sulla questione, intanto, è intervenuto anche il consigliere regionale del Pdl Andrea Leoni : A Carpi ci sono ben altre questioni d i cui occuparsi invece che di un cimitero islamico ha scritto Leoni in una nota . Evidentemente — ha concluso — gli islamici sanno di trovarsi di fronte ad Amministrazione di sinistra sempre pronte a privilegiare le loro continue ri - chieste.

(Fonte: Il Resto del Carlino" di Modena del 3.9.2009, p. 14)

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giovedì 3 settembre 2009
«I cittadini musulmani che volessero tumulare i loro cari a Carpi, possono farlo nella parte nuova del cimitero locale dov'è possibile essere sepolti a terra e col capo rivolto alla Mecca. Credo dunque che non occorra cercare altre soluzioni per un problema che è già risolto»: getta acqua sul fuoco il sindaco di Carpi Enrico Campedelli dopo l'appello, lanciato dai portavoce delle comunità musulmane locali, di ottenere un terreno dove realizzare un cimitero islamico. La cosa ha sollevato non poche polemiche in un momento, come quello attuale, dove il fenomeno dell'immigrazione viene sempre più percepito in stretta correlazione con il problema della sicurezza. Molti si sono chiesti, peraltro, se l'esigenza di un cimitero islamico fosse solo la premessa di ben altre esigenze che potrebbero fiorire in città, come ad esempio quelle di un luogo di culto o di scuole arabe. «Non abbiamo ricevuto alcuna richiesta in merito - spiega Campedelli - e addirittura l'associazione islamica che aveva ottenuto la sala di via Peruzzi per le preghiere del Ramadan vi ha rinunciato poichè la partecipazione era troppo scarsa. Evidentemente a Carpi ci troviamo di fronte ad una popolazione islamica non sufficientemente unita e organizzata, molto frammentata e diversificata, e che di conseguenza non esercita una forte pressione sociale. La comunità preponderante, stando ai numeri dell'anagrafe, è quella dei pachistani, anch'essa divisa al suo interno. I piccoli gruppi riescono così a trovare risposte sul territorio che non necessitano di interventi pubblici nè generano grosse tensioni sociali. Lo stesso fenomeno delle scuole islamiche non ha qui preso piede; siamo al corrente dell'esistenza di alcuni servizi di doposcuola per bimbi stranieri in difficoltà che però le singole etnie autogestiscono senza avere bisogno di luoghi forniti dall'ente locale».
Eppure qualche ghetto è stato individuato. «E' vero e il Comune è prontamente intervenuto, a dimostrazione di una situazione che riusciamo ancora a tenere sotto controllo. Qualche tempo fa abbiamo chiuso una delle sedi dei gruppi islamici in città perchè non rispettava le norme del regolamento urbanistico e, ancora, nel condominio di via Lago di Bolsena abbiamo provveduto a murare alcuni appartamenti. Credo si possa dire che qui funziona ancora quell'equilibrio tra diritti, doveri e regole che caratterizzano la convivenza civile e in quelle sporadiche realtà dove questo equilibrio si è rotto l'amministrazione non ha avuto esitazioni nell'intervenire». L'immigrazione si rivela anche nel mondo del lavoro, elemento cruciale di promozione dell'integrazione. «Abbiamo ben presente l'importanza di questo elemento - continua il sindaco - e in proposito abbiamo visto in questi anni l'aumento di posti di lavoro occupati da extracomunitari, molti per occupazioni che gli italiani ormai rifiutano, accanto a qualche iniziativa imprenditoriale nel settore dell'edilizia». E Campedelli ha una sua chiave di lettura delle tensioni crescenti: «In momenti, come quello attuale di crisi, in cui c'è per tutti incertezza del futuro, si fatica ad aprirsi a nuove e più faticose relazioni».

(Fonte: http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/campedelli:-%C2%ABun-cimitero-islamico-non-serve-nel-nostro-ce-gia-unarea%C2%BB/2108792)
Il Consigliere regionale del PDL Andrea Leoni in merito al dibattito sull'ipotesi di realizzare a Carpi un cimitero ad uso esclusivo delle persone di fede islamica."A Carpi ci sono ben altri problemi a cui pensare che alla realizzazione di un cimitero islamico. Di fronte agli effetti delle crisi economica internazionale che ha colpito famiglie ed imprese la città dei Pio ha bisogno di tutto ma non certamente di risolvere l'inesistente problema di un cimitero islamico. Evidentemente in Emilia Romagna gli islamici sanno di trovarsi di fronte ad Amministrazione di sinistra sempre pronte a privilegiare le loro continue richieste per quanto riguarda moschee, centri culturali, menù e feste multietniche, ma anche ad anticiparne le futuri pretese, come quello di un cimitero esclusivo. Continuo a chiedermi se tanto sollecitudine viene riservata anche a chi non è islamico? Fino ad oggi pare proprio di no".

(Fonte: http://www.sassuolo2000.it/2009/09/02/cimitero-islamico-a-carpi-leoni-pdl-%e2%80%9cla-citta-ha-ben-altre-urgenze-da-risolvere%e2%80%9d/)

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Dal blog di Marco Bagnoli

Personalmente non ho pregiudizi o chiusure ideologiche. Ma prima di mettersi a discutere e a dividerci su chi è favorevole o contrario - come ho dichiarato nei giorni scorsi a Rino Filippin della Gazzetta di Carpi che mi aveva chiesto un parere in materia - valutiamo l'effettiva necessità ed esigenze di una struttura di questo tipo. Che per altro già esiste perchè nel cimitero di Via dei Cipressi già è presente un'area nella quale possono essere accolte le salme di chi era ateo o professava religioni diverse da quella cattolica, con luoghi di preghiera privi di simboli. Il criterio generale, per me deve restare quello di pari diritti e doveri per tutti. Se ci saranno contatti tra associazioni islamiche e Comune mi pare sia assolutamente normale. Ma un eventuale cimitero islamico non potrebbe prescindere dalla domanda effettiva di questo genere di servizio e da valutazioni globali di costi, spazi, aspetti pratici, sanitari e culturali per i quali mi pare che per ora non vi siano i presupposti. Restiamo con i piedi per terra dunque e non mi pare il caso che, una eventuale decisione locale in materia debba essere trattata solo in termini di atto unilaterale o di generosità. Categorie delle quali riconosco l'importanza ma che sganciate da un sano pragmatismo se utilizzate come unico parametro per prendere decisioni rischiano di far prendere cantonate clamorose. Sono certo che l'Amministrazione abbia tutti gli strumenti per assumere le migliori deliberazioni in materia, senza incorrere in pericolose scivolate su buonismi o razzismi di maniera o fuori stagione dai quali, se si parla di aspetti del fenomeno immigrazione,non mi sento certamente attratto.


http://marcobagnoli.blogspot.com/2009/09/un-cimitero-islamico-carpi-se-serve-si.html


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mercoledì 2 settembre 2009
Rino Filippin su L'Espresso

Opinioni contrastanti tra la gente ma molti dicono no

La richiesta, da parte degli immigrati, di un cimitero musulmano a Carpi, ha suscitato molte polemiche in città. Parlando con la gente, nei negozi e in giro per il centro, sono emerse molte perplessità, ma non sono mancati commenti favorevoli: «Una città moderna deve dare pari diritti a tutti i residenti».
Anche se ovviamente non si tratta di un vero e proprio sondaggio, l'impressione dai commenti raccolti tra la gente che ieri mattina si trovava in giro per le strade del centro, è che l'idea di realizzare un cimitero musulmano a Carpi non piace affatto. Su circa venti persone ascoltate, infatti, appena due o tre si sono dette d'accordo con la richiesta dei musulmani.
Cominciamo con un parere positivo ma strettamente anonimo: molte persone infatti, e questo è un particolare singolare, hanno preferito «visto il tema», evitare di esporsi direttamente, mettendoci nome e cognome.
«Mi sembra ovvio - dice un rivenditore del centro - che i musulmani hanno il diritto di seppellire i morti come preferiscono, secondo le regole della loro religione. Veramente non capisco chi si oppone».
«Secondo me - dice invece Franco Bassoli - gli stranieri devono adeguarsi alle nostre leggi: se devono seppellire un loro caro, possono farlo nei nostri cimiteri». «Mi pare assurdo - spiega Vittorio Vaccari - occupare altro terreno. Si dovrebbe usare l'area separata nel cimitero attuale».
«Non credo - dice Alvaro Lugli - che nei paesi musulmani sia così facile costruire un cimitero cristiano: io sono per la reciprocità di trattamento». «Ma non scherziamo - dice Zeno Bellelli - abbiamo tanti cimiteri: a Carpi, a Fossoli, a Budrione... non c'è bisogno di costruirne uno». «Anche questo problema - dice invece Franco Ligabue - nasce a causa di una cattiva gestione dei flussi di immigrazione».
«In Italia abbiamo delle regole - conclude Carlo Neri -, mi pare ovvio che gli stranieri devono adeguarsi ai nostri costumi, anche in materia di inumazioni».

(Fonte: http%3A%2F%2Fespresso.repubblica.it%2Fdettaglio-local%2Fcimitero-islamico-e-polemica%2F2108536&usg=AFQjCNHPdwSDXWVENdY-eg4dBF1Wg3nneg)

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Sul tema accoglienza/integrazione si è aperta sulla stampa locale una vivace e interessante discussione che riguarda l'inumazione con tiro islamico (si veda in calce l'articolo di Rino Filippin sulla Gazzetta di ieri; oggi intervengono i capigruppo consiliari sempre sulla Gazzetta). Invito alla lettura dell'articolo tratto da una rivista specializzata che racconta alcune esperienze locali. Un po' datato, ma utile per inquadrare il problema di non semplice soluzione, come dimostrano le esperienze citate nell'articolo.
Personalmente ritengo però che le soluzioni si possano trovare e che si debba fare il possibile per rispettare le tradizioni religiose della comunità islamica, dando degna sepoltura ai morti di questa comunità. La mia idea di laicità è che la laicità migliore sia quella che rispetta la religione degli altri. E la Religione, di par suo, deve rispettare la laicità delle istituzioni. Se si crea un conflitto, deve prevalere l'approccio laico da parte del legislatore o dell'amministratore. In effetti, l'idea emersa anche dal consigliere Lorenzo Paluan, di ragionare su un'area sovracomunale, mi pare proficua. Non credo che cercare una soluzione a questo problema della comunità islamica comprometta le tradizioni cattoliche e civili della nostra comunità, che naturalmente devono essere salvaguardate. Ma, al di là dei principi, la questione specifica credo debba essere approfondita ulteriormente, e spero che arrivi qualche contributo utile nei prossimi giorni sulla stampa. Affrontando la discussione in modo sereno e civile. Tra l'altro mi risulta da un approfondimento svolto dopo la prima pubblicazione del post (che integro con questa breve), che nel cimitero di Carpi sia già previsto uno spazio per la sepoltura di salme appartenenti ad altre religioni e che sia appunto prevista anche l'inumazione dei musulmani. Perciò si tratta di capire in quale contesto si colloca la richiesta dell'Associazione citata nell'articolo della Gazzetta.
GT

(Fonte: http://GiovanniTaurasi.ilcannocchiale.it/post/2323748.html )

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martedì 1 settembre 2009
di Rino Filippin

La portavoce: il Comune deve assegnarci un terreno
Un cimitero mulsulmano a Carpi. E? quanto chiedono le associazioni islamiche presenti sul territorio all?Amministrazione municipale. L?appuntamento col sindaco Campadelli è già stato preso e nei prossimi giorni al secondo piano di palazzo Scacchetti si inizierà a discutere di questa possibilità. Vi siete mai chiesti perchè, nonostante in città vivano oltre 7mila stranieri (di cui la maggior parte di fede islamica), solo molto raramente vengono esposti annunci funebri di immigrati? La risposta è che i musulmani che hanno un decesso in famiglia preferiscono traslare la salma nel Paese d?origine dove potrà avere una sepoltura secondo i dettami di quella fede religiosa. «I costi di trasferimento all?estero di una persona deceduta - dice Mohammed Berdis, presidente del circolo culturale islamico a Carpi - sono elavatissimi. Si parla di 6-7mila euro tra volo aereo e documenti necessari. Spese esorbitanti per chi spesso vive con stipendi da semplici operai». Le agenzie funebri ammettono: «I funerali di musulmani a Carpi sono una rarità. Normalmente veniamo contattati per svolgere tutte le pratiche di espatrio della salma. Così noi prenotiamo il volo, spesso collegato anche con i biglietti per i parenti che accompagnano la bara, e ci occupiamo del passaporto mortuario: un documento molto difficile da ottenere dal punto di vista burocratico. E quando muore un clandestino - concludono - allora sono guai: bisogna rivolgersi all?ambascita e i tempi si allungano notevolmente. Infine, quando tutto è a posto, trasferiamo la bara all?aeroporto, di solito Malpensa o Fiumicino». Così da Carpi partono bare dirette in Nigeria, Pakistan, India, Marocco, Tunisia... Facendo un calcolo approssimativo in base alla popolazione straniera residente di religione musulmana, si può dire che ogni anno sono decine i feretri che tornano a casa in aereo. Salme che potrebbero essere inumate in città, se il Comune desse l?ok al cimitero islamico. «Noi pensiamo - dice Ylias Nosheen, portavoce di un vasto gruppo di stranieri, già componente della commissione Pari Opportunità municipale - che i tempi siano maturi per un cimitero islamico. Noi dal Comune vorremmo un terreno, anche fuori città, dove seppellire i nostri cari secondo la nostra tradizione religiosa. In tante città moderne vi sono cimiteri cristiani e islamici: perchè non a Carpi?». «Da parte del Comune - sottolinea infine Berdis - sarebbe davvero un bel dono assecondare questo nostro desiderio. Certo non c?è fretta, anche perchè molti nostri cari preferiscono essere sepolti vicino ai propri familiari nel Paese d?origine. Ma quando cresceranno i nostri figli, nati a Carpi, l?esigenza di una struttura musulmana in città, si farà sentire». Insomma la comunità islamica confida nella lungimiranza e nella larghezza di vedute della Giunta presieduta dal sindaco Enrico Campedelli. Il tema, è ovvio, rischia però di far scoppiare una vera e propria tempesta politica, soprattutto se si pensa alle critiche sollevate nei giorni scorsi dalla Lega in materia di luoghi di preghiera destinati alle persone di fede islamica. Inoltre: come reagirà la città all?idea di assecondare ?dalla culla alla bara? le esigenze di culto dei carpigiani-musulmani?

(Fonte: L'Espresso http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/%C2%ABdateci-il-cimitero-islamico%C2%BB/2108391)

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mercoledì 26 agosto 2009
Nella seduta di lunedì 24/08 la Giunta Comunale ha votato all'unanimità la delibera che consente all'associazione culturale islamica Errisala ad utilizzare gratuitamente la sala d'aspetto della stazione autocorriere per la celebrazione del Ramadan dal 17-08-2009 al 27-09-2009 compresi, per una fruizione prevista di circa 90 persone, dalle ore 20,00 fino alle ore 24,00.

(la delibera completa)

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