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venerdì 13 agosto 2010
Sulle tematiche ambientali il Pd si sta giocando la battaglia dei consensi

«Un milione di mq di nuovo verde, così programmati: oltre 650mila mq di nuove aree attrezzate e 350mila mq di bosco».
Simone Tosi, assessore all’ambiente, in una nota pubblicata sul blog personale, fa il punto della situazione in merito alla programmazione del verde in città.
Dopo le querelle sul Parco Lama e sui bagolari di viale Focherini (senza contare le polemiche sul muro dell’asilo di Cibeno), ormai è evidente: è proprio sul tema del verde che oggi si sta giocando la guerra dei consensi tra maggioranza e opposizione.
Alcune scelte o progetti recenti dell’amministrazione hanno fatto molto discutere, facendo tornare in auge il dibattito sull’ambientalismo.
Primo e importante terreno di battaglia è stato il Parco Lama: la nascita del comitato proponente, nel maggio scorso, ha rappresentato l’inizio del dibattito sulla programmazione e gestione degli spazi verdi, esistenti e futuri, della città.
Mentre diversi rappresentanti di partiti di opposizione sottoscrivevano il progetto, la posizione della giunta fu subito netta: «E’ opportuno - puntualizzò l’assessore Tosi, dopo soli 8 giorni dalla costituzione della mobilitazione cittadina per il Parco Lama - sottolineare con chiarezza alcuni punti, per evitare fraintendimenti e incomprensioni; il primo è che Carpi è dotata di decine di aree attrezzate a parco, di diverse dimensioni, e si doterà in futuro di altri luoghi con questa funzione».
Una chiusura che non è però riuscita a smorzare l’entusiasmo di tanti carpigiani per il progetto: è di poco tempo fa l’avvicinamento, timido, del segretario cittadino del Pd Davide Dalle Ave al Parco Lama.
La mobilitazione cittadina è stata inoltre protagonista di un’altra questione molto importante: l’annunciato taglio dei bagolari di viale Focherini per permettere il passaggio della ciclabile ha sollevato la protesta dei residenti, che anche in questo caso si sono riuniti in un comitato.
Con i cittadini si sono schierati tutti i partiti di opposizione, e perfino uno di maggioranza: Sinistra ecologia e libertà.
Durante l’incontro con i residenti dello storico viale, spinta da forti pressioni che provenivano anche dalla base dello stesso Pd, la giunta ha fatto marcia indietro, salvando, per il momento, gli alberi.
Oggi il dibattito si staglia sullo sfondo del muro, dalla pessima estetica, costruito davanti alla scuola d’infanzia Balena Blu, a Cibeno, in via Tre Ponti: sebbene costruito da privati, la concessione a realizzare quel muro l’ha data il Comune.
Ora però è proprio sulle tematiche ambientali che la giunta cerca di recuperare terreno.
«La nostra città - spiega Tosi - vanta una media di mq per abitanti superiore alla media italiana, infatti abbiamo 19 mq a testa contro i 15 della madia nazionale, in città sono presenti parchi attrezzati di diverse dimensioni con un patrimonio verde di oltre 20mila piante in questi parchi e di 14.300 alberature lungo i nostri viali».
Che, per circa un mese, hanno rischiato di essere 14.258.

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)
sabato 7 agosto 2010
Ricevo e pubblico:

IL TEMPO DI CUI C'E' BISOGNO

Faccio una riflessione sul Parco Lama questa volta non in termini di spazio largo, ma di tempo largo.
I tempi di noi umani del 2010 sono sempre strettissimi, gli orologi si preoccupano di contare esattamente i secondi (per farsene cosa poi?), gli amministratori pubblici si sono messi a ragionare in termini di qui e ora e gli psichiatri aggiornano i loro libri e i loro codici identificativi delle patologie e vedono che, in un modo o nell'altro, tutti ci stiamo dentro.
Questo uso del tempo non ci ha reso più felici, non c'è nemmeno bisogno di dirlo.
Io non so se il Parco Lama ci renderà più felici, lo spero, ma di sicuro un merito ce l'ha già: quello di ridarci il gusto di lavorare e progettare per il futuro.
Ragionando sul qui e ora si può fare solo il giardino di un condominio e si coinvolgono al massimo gli inquilini del condominio, oppure si costruisce il muro di cemento della Balena Blu.
Ecco, è come se le 2.500 persone che hanno aderito al Comitato del Parco Lama si fossero date un appuntamento che va anche lontano nel tempo, e questo non le preoccupa, anzi è una garanzia di scelte ponderate e mature.
Non a caso ci sono tante mamme e papà con bambini piccoli, capaci di pensare a un tempo dilatato, a un tempo futuro e capaci di raccogliere questa sfida che i promotori del Comitato hanno lanciato.
Se anche i politici che hanno aderito al Comitato pensano questo, è un buon segno per la politica.
E se anche tutti gli altri politici pensassero questo, sarebbe un buon segno per Carpi.

Giliola Pivetti
venerdì 6 agosto 2010
In questi giorni di carpiestate si sono verificati due fenomeni contrastanti: da un lato discussioni interminabili tra "politicanti" sui destini dei partiti, dall'altro movimenti di "cittadini" che, pur senza essere stati interrogati, esprimono le loro opinioni. Le prime non hanno portato a nulla, i secondi sembra che inizino a smuovere le acque.
Vediamo se è possibile continuare su questa strada.
Ho scritto questa petizione da presentare al Sindaco:
Egregio Sindaco Enrico Campedelli.

CONSIDERATO CHE:
- il muro che è stato costruito per isolare la nuova scuola materna "balena blu" da via Tre Ponti è indiscutibilmente orrendo (vedi foto) visto dalla strada
- il muro impedirebbe ai bambini la vista su uno degli scorci di campagna più belli che siano rimasti vicino al centro di Carpi (e forse sul futuro Parco Lama) isolandoli in un ambiente tipo "lager"
- il muro dovrebbe "proteggere" la scuola da un inquinamento veicolare che, per ora e per i prossimi anni, è solo ipotetico
- esistono comunque numerose alternative ad un muro di cemento armato

CHIEDIAMO CHE:
- il comune riferisca su chi è responsabile della scelta che è stata fatta
- quali sono le reali motivazioni che hanno portato a questa scelta

CHIEDIAMO INOLTRE CHE:
- il muro venga rimosso prima dell'inizio della scuola
- l'isolamento dalla strada avvenga a mezzo di un filare di alberi e una bella siepe almeno fino a quando il traffico su via Tre Ponti non si riveli un problema reale e non una semplice ipotesi
- qualora il problema del traffico diventasse reale, si provveda all'isolamento con mezzi più idonei come barriere in legno, barriere trasparenti, barriere a verde o similari.


Se la condividete potete firmarla su www.petizionionline.it.
Il link diretto rimarrà anche nel nuovo box qui a sinistra dove raccoglieremo le prossime petizioni.
Dalle Ave apre al comitato: «Ragioniamo insieme su quell’area»

Da oggi il Parco Lama, il sogno di oltre 2500 carpigiani che fanno parte del comitato, ha un nuovo e potente ‘alleato’: è il Partito democratico, che proprio ieri ha manifestato un’insperata, ma tanto attesa, apertura nei confronti del progetto che sta appassionando la città.
E’ stato il segretario cittadino del Pd, Davide Dalle Ave, a dare l’importante sterzata: «Sulla proposta del Parco Lama, ubicato nella zona est di Carpi, è giusto mettere in campo uno studio di fattibilità.
Per valutare insieme come far diventare quella zona un polmone verde della città».
Il positivo possibilismo di Dalle Ave si limita però alle prime righe, lasciando subito dopo il posto a dubbi e incertezze: «Che costi avrebbe espropriare l’area indicata, di circa 1 milione e 200mila mq? Che costi avrebbe la sua realizzazione? E la sua manutenzione? Queste sono domande legittime che chiederemo all’amministrazione, e solo dopo potremo dire se il parco si potrà fare o non fare..».
«Domande legittime»: certo, ma è evidente la differenza di ‘linguaggio’ sul piano del ragionamento tra il Pd e il comitato.
Lo spiega bene il ‘papà’ del Parco Lama, Maurizio Marinelli: «Le dichiarazioni di Dalle Ave sono un buon segno - commenta l’editore carpigiano -.
Significa che anche il Pd ritiene interessante la proposta di destinare ad area verde, non costruita e protetta da future speculazioni edilizie, l’area che noi abbiamo indicato con il nome Parco Lama.
Ci dispiace invece che le prime domande siano relative ai costi di espropri (da nessuno invocati) e che si parli di realizzazione e manutenzione.
Alla realizzazione basta la natura e i contadini che coltivano le loro terre, e per quanto riguarda la manutenzione direi proprio che sia prematuro occuparsene».
Ad ogni modo l’avvicinamento del partito di maggioranza spazza via la netta chiusura espressa qualche mese fa dall’assessore all’ambiente Simone Tosi: «Le priorità che l’amministrazione ha avuto anche dal mandato degli elettori sono quelle di dotare questa città di un bosco» aveva affermato a maggio l’assessore, dando di fatto un benservito al comitato del Parco che si era costituito qualche giorno prima.
«Il Pd è convinto che si possa cominciare a ragionare fattivamente su quell’area - è invece la posizione odierna della maggioranza - ed individuare modalità future per riservare buona parte di quella zona (pensiamo ai 900mila mq oggi a destinazione agricola e con vincolo storico paesaggistico) a verde urbano, facendone un polmone della Carpi del futuro, individuando modalità affinché possa essere usufruita da tutti i carpigiani.
Partiremo già da questo autunno con una riflessione su questo tema, cercando di raccogliere idee e contributi che portino alla concretizzazione del progetto, e presenteremo una richiesta di studio di fattibilità in consiglio comunale».
Oggi è e dev’essere un giorno di soddisfazione per i tanti iscritti al gruppo del Lama: le polemiche, i dubbi e i dibattiti sono rimandati a settembre, quando la discussione in merito dovrà essere inserito in un contesto prioritario.

Daniele Franda

«Bene il ripensamento, ma la strada è lunga»
Da ApC ai grillini, le opposizioni sono scettiche

Nel giorno dell’apertura del Pd nei confronti del progetto Parco Lama, sono diverse le reazioni che si levano dai banchi delle opposizioni.
E non sono proprio del tutto entusiastiche.
«Facciamo finta - commenta Lorenzo Paluan di Rifondazione Comunista e Carpi a 5 stelle (a destra) -, di prendere il comunicato a firma Dalle Ave come l’annuncio di un ripensamento.
Che però non c’è, dato che partire sulla questione della tutela del territorio oltreferrovia, ponendo dal costo degli espropri, significa semplicemente voler affossare da subito ogni possibilità».
Giliola Pivetti, capogruppo di Alleanza per Carpi (a sinistra), pur riconoscendo la buona volontà, considera la dichiarazione «figlia di una filosofia antica.
La maggioranza non ha ancora capito bene di cosa intendiamo con Parco Lama se parla di manutenzione ed espropri.
Invito dunque ora il comitato a esporre chiaramente i termini del progetto a settembre.
A quel punto si conosceranno le reali intenzioni del partito», e si capirà il vero significato delle dichiarazioni di Dalle Ave.

(da.fra.)

(fonte: ModenaQui)
giovedì 5 agosto 2010
Ricevo e pubblico:

Su Parco Lama il PD si ravvede?

Facciamo finta di prendere il comunicato apparso oggi sui giornali a firma Dalle Ave come l'annuncio di un ripensamento (che non c'è , dato che partire sulla questione della tutela del territorio oltreferrovia, ponendo dal costo degli esprorpi, significa semplicemente voler affossare da subito ogni possibilità. A questo aggiungiamo il paradosso di mettersi a parlare di costi di manutenzione dell'evntuale parcolo stesso giorno in cui l'assessore Tosi fa sapere che taglierà di 160.000¤ i fondi per la manutenzione dei parchi già esistenti).
Comunque, dicevo, facciamo finta: nel caso se ne possono trarre due valutazioni.
La prima è che la movbilitazione diretta dei cittadini paga (vale la pena ripeterlo, a distanza di poche settimane dal caso di via Focherini).
La seconda è che al PD e a Dalle Ave sfugge il punto del problema (per noi di Carpi 5 Stelle e Rifondazione): non è la questione di trasformare in parco 900.000mq di campagna (che sono già verdi) ma impedire la colata di cemento sugli altri 300.000mq, per i quali il PRU e il piano regolatore prevedono (il famoso hotel a cinque piani, i 200 e passa appartamenti ecc. ecc) che in queste condizioni di mercato, fortunatamente nessuno pare poter realizzare (salvo investimenti speculativi e riciclaggio di capitali più o meno leciti e più o meno "scudati" dal governo Berlusconi).

Quindi:
Punto 1: impedire la cementifcazione dell'area
Punto 2: ragionare nel tempo come sviluppare l'idea di bosco urbano (magari salvandone anche valenze economiche, come la creazione di boschi cedui per la produzione di biomasse, ad esempio, con tutto quello ch ne consegue in termini di ricadute in posti di lavoro nel settore delle rinnovabili e negli indotti, tipo macchine per legno, ad esempio, se questo fosse l'inizio di una conversione ecologica della nostra economia locale).

Comunque, su questa vicenda come su quella di via Focherini si vede qualche spiraglio da parte del "partitone" di volersi rimettere in discussione. Non è roba da poco per Carpi. Vedremo se saranno ripensamenti "sinceri" o se è solo marketing di un partito in piena crisi di identità e programmi.

Lorenzo Paluan
Gruppo Consiliare
Lista Civica Carpi a 5 Stelle beppegrillo.it
Partito della Rifondazione Comunista

Dalle Ave: "Mettiamo in campo uno studio di fattibilità sulla proposta del progetto Parco Lama. Valutiamo insieme come far diventare quella zona un polmone verde della Città."

   "Sulla proposta del progetto "Parco Lama", ubicato nella zona Est della Città, giusto mettere in campo uno studio di fattibilità.

   L'area indicata, di circa 1200000 mq, che costi avrebbe  espropriarla? Che costi avrebbe la sua realizzazione? E la sua manutenzione? Queste sono domande legittime che chiederemo all'amministrazione, e solo dopo potremo dire se il parco si potrà fare o non fare..

   Il Pd è convinto che si possa cominciare a ragionare fattivamente su quell'area ed individuare modalità future per riservare buona parte di quella zona (pensiamo ai 900000 mq oggi a destinazione agricola e con vincolo storico paesaggistico) a verde urbano, facendone un polmone della Carpi del futuro, individuando modalità affinché possa essere usufruita da tutti i carpigiani.

   Partiremo già da questo autunno con una riflessione su questo tema, cercando di raccogliere idee e contributo che portino alla concretizzazione del progetto, e presenteremo una richiesta di studio di fattibilità in consiglio comunale."

PD Carpi
mercoledì 21 luglio 2010
Lo spiega il fondatore del comitato, l’artista Maurizio Marinelli

Solamente ad immaginarlo, ad occhi chiusi, stesi sul prato tra i rumori della natura, il Parco Lama ha già preso vita.
Un sogno che sta animando una città, spinta dal desiderio di riappropriarsi di una fetta di quella terra che pian piano sta scomparendo, mangiata dalla speculazione edilizia.
Artefice di questo sogno è Maurizio Marinelli: carpigiano di nascita, abita a Modena e lavora a Bologna, dove si occupa di comunicazione per un importante gruppo editoriale.
Marinelli, che è anche uno stimato pittore, lo scorso maggio è stato tra i promotori del comitato Parco Lama, innescando un inaspettato fervore tra i cittadini.
ModenaQui lo ha incontrato, per capire in cosa consiste la sua idea e con quali modalità può essere realizzata.
Come è nata questa idea? «Guardando il paino regolatore della città ho notato il cuneo che la campagna forma al di là della ferrovia a ridosso della città.
Da qui ho maturato il progetto di un grande parco urbano, che preservi quest’area dall’edificazione. Il mio è un approccio puramente etico ed estetico».
Cosa intende per grande parco urbano?
«E’ molto diverso da un parco attrezzato, che non manca in città: il parco urbano è un’area facilmente raggiungibile, in cui si arriva a piedi dal centro.
Non è altro che uno spazio verde fruibile per tutta la città in cui la natura è protagonista assoluta».
Perché Carpi avrebbe bisogno di una struttura del genere?
«Ha mai notato quante persone fanno jogging, magari col proprio cane al guinzaglio, nelle strade di campagna, dove comunque sfrecciano le automobili? C’è bisogno di evasione dal traffico, di ritrovarsi in un luogo aperto dove le macchine non si vedono e non si sentono.
Sarebbe anche un’occasione per spostare il baricentro della città, approfittando della crisi dell’immobiliare e fermando così la speculazione edilizia. Prima si costruiva su una reale richiesta, ora si costruisce e poi si spera di vendere. Ma il terreno non è infinito!».
Le vengono spesso contestati gli elevati costi di realizzazione: come risponde? «Chi afferma questo non ha capito i termini dell’idea. Questo è un progetto di lunga visione, da realizzarsi nel tempo: si potrebbe cominciare con una forte presa di posizione politica, che congeli la destinazione d’uso agricola di quell’area.
Poi si potrebbero tracciare dei sentieri tra i campi di grano, non costa molto.
E magari prevedere due stagni, generati con l’acqua proveniente dal fiume Lama».
L’amministrazione si è pronunciata più volte in maniera negativa sul Parco Lama: la vede come una rigida volontà politica che non cambierà?
«Il sindaco Campedelli, che conosco personalmente, mi ha detto che l’idea gli piace, ma non ci sono i soldi per pagare gli espropri e acquistare i terreni: io dico che sarà il mercato a fornire i mezzi, nel senso che i terreni che si trovano intorno all’area crescerebbero di valore e il ritorno sarebbe vantaggioso. Ad ogni modo punteremo ad inserire il Parco Lama nella discussione della prossima campagna elettorale».
La politica sta strumentalizzando la ‘campagna’ del Comitato?
«No, sono stato chiaro sin da subito, chi firma per il Parco non sono i partiti, ma singoli cittadini: l’equivoco è nato perché il comitato si è costituito nella sede di Alleanza per Carpi, ma ciò è avvenuto solo perché non avevamo una sede e questo movimento politico si è offerto di ospitarci.
Io stesso non mi occupo di politica».
Quali saranno i prossimi passi?
«A settembre cercheremo di coinvolgere la città ancora di più. In cantiere ci sono tante idee».

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)
sabato 15 maggio 2010
Ecco il testo integrale dell'intervento del consigliere Pd Roberto Arletti sulla sua adesione al Comitato Parco Lama, pubblicata in anteprima da ModenaQui:

L’aspetto didattico del Parco Lama

Il Parco Lama, con questo progetto, verrebbe a collocarsi incredibilmente a poche centinaia di metri da 5 scuole; 3 scuole materne ( Nicolo’ Biondo,Cremaschi e Balena Blu che sarà inaugurata a settembre in via Tre Ponti) e 2 scuole elementari (Anna Frank e Manfredo Fanti), ne beneficeranno ben 650 alunni!

Avrà una forte valenza educativa in quanto i ragazzi potranno vivere momenti a contatto con la natura imparando ad amarla e rispettarla.

Volendo, all’interno del Parco si potrebbe costruire una piccola “Fattoria Didattica”, (gestita da volontari) all’interno della quale si potranno trovare gli animali da cortile delle nostre campagne e orti dove coltivare ortaggi e piante da frutto. Gli scolari potranno così apprendere toccando con mano e non solo dai libri di scuola.

E’ quindi una grossa opportunità di utilità sociale.

Roberto Arletti

Consigliere Comunale PD

Il benvenuto al comitato patrocinatore sembra in realtà un benservito

Il benvenuto di Simone Tosi al neonato Comitato Parco Lama è nella realtà dei fatti un benservito.
L’assessore all’Ambiente ha affidato ad una nota alcune riflessioni in merito all’idea di un grande parco in zona portata avanti e condivisa da cittadini, associazioni e società private.
Chi si aspettava un’apertura a questa proposta di uno spazio verde attrezzato a ridosso della Ferrovia, è rimasto prontamente deluso: «La nascita di comitati - esordisce Tosi - che hanno come obiettivo quello di avere una città sempre più bella, accogliente, che abbia luoghi deputati alla socialità e all’aggregazione, è sempre un fatto positivo.
Questo per dire che vedo positivamente la nascita del comitato di cittadini sul tema Parco Lama.
Detto questo è opportuno sottolineare con chiarezza alcuni punti, per evitare fraintendimenti e incomprensioni; il primo è che Carpi è dotata di decine di aree attrezzate a parco, di diverse dimensioni, e si doterà in futuro di altri luoghi con questa funzione: basti pensare ad esempio a quello che sorgerà nella zona ex-Silan o del parco che nascerà vicino alla stazione dei carabinieri».
Insomma, parole che suonano come un ‘no grazie’, che viene ribadito e rafforzato nel prosieguo del testo: «L’idea di un parco attrezzato con le dimensioni e le caratteristiche che il Comitato sollecita (un milione di mq) esercita indubbiamente una grande suggestione e un interesse da parte di questo assessorato.
Va ribadito però che le priorità che l’amministrazione ha avuto anche dal mandato degli elettori sono quelle di dotare questa città di un Bosco, che per caratteristiche e funzionalità nulla a che vedere con un parco attrezzato: altra priorità che questa amministrazione ha è l’acquisizione dell’area attorno al cimitero cittadino, per realizzare e concretizzare l’idea di creare qui un grande polmone verde, attrezzato e fruibile, di 25 ettari, che colleghi idealmente il cuore della città ovvero il suo centro storico con la periferia, fino a lambire quasi la zona industriale».
Considerando la situazione delle risorse finanziarie disponibili nelle casse dell’Amministrazione, dire che il Parco Lama si farà dopo il Bosco e il parco nei pressi del centro storico equivale ad una cortese quanto ferma chiusura.
«Se l’idea del Parco Lama si trasformasse invece in una proposta per collocare in quella zona il Bosco - conclude Tosi cercando di portare acqua al proprio mulino - cambiando quindi la natura stessa della proposta del Comitato, sarà valutata con interesse insieme alle altre proposte che sono state avanzate».

Daniele Franda

Arletti (Pd) invece dice di ‘sì’

Sarà pura casualità, ma nello stesso giorno in cui l’assessore Tosi spegne le velleità del Comitato Parco Lama, un altro rappresentante della stessa maggioranza decide di sposare in pieno il progetto.
È il consigliere Pd Roberto Arletti, che nella mattinata di ieri ha affisso il proprio nome alla bacheca del Comitato.
L’idea di un grande parco attrezzato, a cui ModenaQui ha aderito da subito senza riserve, è piaciuta al consigliere democratico, che ne ha evidenziato soprattutto l’aspetto didattico: «Il parco verrebbe a collocarsi incredibilmente a poche centinaia di metri da cinque scuole; tre materne (Nicolò Biondo,Cremaschi e Balena Blu che sarà inaugurata a settembre in via Tre Ponti) e due elementari (Anna Frank e Manfredo Fanti).
Ne beneficeranno ben 650 alunni e avrà una forte valenza educativa».
(da.fra.)

(fonte: ModenaQui)
venerdì 23 aprile 2010
La crisi costringe a rivedere le spese di manutenzione

Erba alta e alberi non potati? Colpa della crisi.
Anche la manutenzione delle aree verdi pubbliche ha risentito della riduzione delle risorse attuata dall’amministrazione per chiudere un bilancio alquanto traballante.
Un taglio della misura del 10% è stato infatti applicato alla convenzione annuale con il Consorzio di solidarietà sociale di Modena, alle cui cooperative socie è affidata la gestione del verde.
«Abbiamo raggiunto un accordo con il Consorzio sulla base di 200mila euro per il 2010, contro i 220 mila del 2009» spiega Simone Tosi, assessore all’Ambiente del Comune di Carpi.
Anche due anni fa la cifra era di 220mila, mentre oggi si torna ai numeri del 2006/2007.
Niente in confronto a cinque anni fa, quando la convenzione si era chiusa pattuendo 180 mila euro.
Ma nel 2005 la metratura generale di prati, parchi, alberature, aiuole spartitraffico e qualsiasi altro spazio a disposizione del territorio era ovviamente inferiore: oggi ci si trova a fronteggiare un’area complessiva vasta 900 mila metri quadri, che, una volta completato il Piano regolatore (Prg) vigente, arriverà a misurare 1.900.000 metri quadri.
«Stiamo ampliando le aree verdi - continua Tosi - e presto verrà realizzato un parco dietro la caserma dei Carabinieri di via Sigonio, che diventerà il secondo più grande di Carpi dopo quello di via Remesina».
Per la gestione e la manutenzione di queste aree il Comune ha al proprio interno due tecnici e quattro manutentori, che svolgono servizi ordinari in sinergia con quelli svolti dalle cooperative sociali che compongono il Consorzio.
Nonostante la riduzione della convenzione, l’amministrazione confida nell’espletamento tempestivo di tutti i servizi, anche a fronte dell’aumento della metratura delle aree verdi: «Nelle concessioni edilizie - prosegue l’assessore Tosi - prevediamo la realizzazione e la gestione per dieci anni di spazi pubblici con tanto di fontane e giochi per bambini a carico del privato, in cambio di un 5% in più. Dopo questi dieci anni valuteremo il da farsi».
Il verde cresce e continuerà a farlo: per il decoro e la sicurezza (si pensi al verde delle rotonde che, se non curato, rischia di ostacolare la vista degli automobilisti) si spera che l’emergenza-tagli rientri e nelle casse del Comune tornino a disposizione le risorse necessarie.

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)
lunedì 2 novembre 2009
Dal blog di Simone Tosi:

Perché non iniziare un dibattito serio sul futuro di Carpi per ragionare sulla città che vorremmo tra 20 o 30 anni? Carpi ha avuto fino ad ora uno sviluppo ordinato, il trend di crescita della popolazione ci ha portato dai 59mila agli attuali 67mila abitanti. Una città che offre tanto ai sui cittadini in termini di opportunità, servizi, svago e lavoro, riuscendo a coniugare tutto questo con uno straordinario senso civico vera spina dorsale della nostra comunità.

Fatta questa semplicistica fotografia della realtà attuale, credo sia utile iniziare a dire che tipo di città abbiamo in testa. La discussione che si aprirà con l’aggiornamento dello strumento di programmazione urbanistico, ovvero con il superamento del PRG2000 che ci porterà entro questo mandato al Piano Strutturale, al nuovo Regolamento Urbano Edilizio, ed infine al Piano Operativo Comunale, ci permetterà di ripensare anche nel dettaglio la nostra città. Dovremo avere anche il coraggio di fare sperimentazione sui temi di risparmio energetico, edilizia residenziale ad impatto zero, ad un sistema della mobilità più fluido.

Penso alla Carpi del futuro individuando alcuni assi di azione concreta nella sua crescita e trasformazione:

* Dovremo ripensare parti della città costruita, soprattutto quelle realizzate tra gli anni ’60 e ’70 edifici con alta dispersione energetica. Costruite in economia e con tecniche costruttive che non consideravano le norme e i problemi legati alla sicurezza sismica. Case realizzare in zone dove oggi è impossibile pensare a percorsi ciclo-pedonali in sicurezza, dove persino i marciapiedi sono assenti. Qui credo serva uno sforzo di immaginazione e di progettazione, accorpando isolati, immaginando nuove aree verdi, percorsi pedonali, una nuova viabilità

* Consumare in modo limitato nuovo territorio, non nascondendoci dietro ad un dito, affermando che parte delle espansione attuale della città ha permesso a Carpi di dotarsi di nuove scuole, asili, la ristrutturazione del cuore della città, la realizzazione di nuove infrastrutture, senza chiedere un euro ai cittadini, quindi se non cambia qualcosa nel regime di trasferimenti se ai comuni non viene riconosciuta una autonomia finanziaria, per realizzare nuove opere saremo costretti a mangiarci altro territorio. In tal caso sarà indispensabile ragionare sui criteri di sostenibilità ambientali.

* Una città che cresce in modo verticale e non orizzontale. Carpi vede una presenza di palazzine o case sparse, con una altezza che in genere non supera i 2\3 piani da terra, sono pochi gli edifici infatti che superano i 6 piani, cioè 18 metri di altezza dal suolo. Credo che dovremo pensare ad una città che cresce in altezza, questo per limitare la sua espansione sul territorio agricolo che va preservato.

* Pensare a nuove aree verdi, corridoi ciclo pedonali, ad un bosco al confine della città costruita dovranno essere gli interventi sul nostro patrimonio verde

* Ripensare al ruolo dei quartieri, alla loro permeabilità con pezzi importanti della città, ai servizi che si possono trovare al loro interno, ai luoghi di aggregazione agli spazi verdi, sarà invece la sfida per pensare ai quartieri non come "dormitori", ma come pezzi vivi e vitali di un tessuto sociale.

Questi penso possano essere i capisaldi su cui iniziare ad immaginare e disegnare la Carpi dei prossimi anni. E’ una sfida che vogliamo lanciare a tutta la città e l’occasione che ci da il PSC non può essere sprecata.

(Fonte: http://simonetosi.blogspot.com)
giovedì 20 agosto 2009
Dal blog di Simone Tosi:

Inviamo alla vostra attenzione una replica dell'assessore comunale ad Ambiente ed Urbanistica Simone Tosi al capogruppo della lista Carpi a 5 stelle-Rifondazione Comunista Lorenzo Paluan pubblicata nell'edizione di oggi del vostro giornale

Alcune precisazioni al consigliere Paluan vanno fatte.
Innanzitutto il consigliere ignora, pur se informato in Consiglio e sui mezzi di informazione, che fare un parco dove vuole lui comporterebbe una spesa solo per gli espropri superiore ai 13 milioni di euro, a quali si dovrebbero aggiungere risorse per realizzarlo arrivando ad una spesa di 16 milioni di euro. Si dice che si potrebbe fare questo a stralci, ed è vero, ma 16 milioni di euro alla fine bisogna sempre reperirli.
In secondo luogo questa amministrazione nel momento del suo insediamento ha ribadito la volontà di individuare un'area da riboscare ai margini della città, impegno che mi auguro possa vedere una sinergia tra maggioranza ed opposizione.
Sull'edilizia sociale vorrei portare all'attenzione del consigliere che la Giunta è impegnata a costruire progetti che vanno nella direzione sia di dare risposte al tema dell'edilizia residenziale popolare (Erp), sia a quella grande fascia di cittadini che non hanno le caratteristiche per accedere all'Erp, ma neppure a mutui per acquistare la propria abitazione a prezzi di mercato: per questo svilupperemo proposte come quella fatta in occasione dell'ultimo Consiglio per edilizia agevolata e concordata, che in pratica significa avere a disposizione della città unità abitative ad affitti inferiori anche del 25% rispetto al mercato o prezzi di vendita che sono uguali a quelle delle aree PEEP. Questo penso siano azioni che un'amministrazione progressista e riformista deve compiere per dare risposte alla città.
Infine vorrei sottolineare come le parole del consigliere Paluan siano prive di fondamento quando dice che questa amministrazione fa politiche ambientali solo a spot, ricordando i risultati ottenuti dal porta a porta sul tema della raccolta differenziata (siamo uno dei pochi comuni a pari dimensione che ha fatto questa scelta in regione); e ancora l'introduzione in modo anticipato nel nostro regolamento edilizio di norme su bioedilizia e risparmio energetico, gli investimenti fatti sul campo del trasporto pubblico che hanno prodotto un incremento dell'uso dei mezzi pubblici (unico comune in provincia), l'incentivo e la sperimentazione di mezzi alternativi come il car sharing e bici sharing, l'individuazione dell'area della zona sportiva per inserire un impianto di teleriscaldamento, l'aver favorito con l'individuazione dell'area ed attraverso risorse comunali alla nascita dell'oasi Francesa, l'aver riboscato già ora più di 250mila metri quadrati di aree sul territorio carpigiano.
Questi a mio avviso non sono interventi spot, ma scelte concrete e tangibili di un impegno verso le tematiche ambientali: poi al meglio non c'è mai limite, ma in questi cinque anni svilupperemo ulteriormente politiche concrete verso l'ambiente.


http://simonetosi.blogspot.com/2009/08/il-comunicato-di-risposta-al.html

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Dal sito di Lorenzo Paluan

Questo pezzo è stato redatto in risposta all'intervista all'assessore Tosi apparsa sulla Gazzetta di Carpi del 16 agosto e pubblicato (in sintesi) sulla Gazzetta del 21 agosto

Cominciamo dalla questione dell'edilizia sociale (sociale, non quella convenzionata che di fatto è un regalo alle imprese costruttrici!): se questa giunta dimostrerà di poter ridurre la richiesta di case per i bassi redditi, in affitto o in proprietà, saremo i primi ad applaudirli. Dato che numero di alloggi e liste d'attesa sono dati oggettivi, anno dopo anno misureremo nei fatti questo impegno e speriamo per tutti che la giunta lo mantenga.
Dopodichè, dato che Tosi condivide la storia delle giunte precedenti e ne rivendica la continuità, forse servirebbe anche uno straccio di ammissione di responsabilità: se nel pieno di un disordinato boom edilizio durato anni, l'unica cosa che non è stata fatto è l'edilizia sociale, non è un accidente del destino, è stata una scelta politica che lui ha condiviso.
Noi non siamo contrari alla costruzione di case, siamo contrari a che questo avvenga, come è avvenuto fino ad oggi) in un modo parossistico e sganciato dai bisogni reali, a fini speculativi e in modo delirante per quanto riguarda la gestione del territorio: fatevi un giro a Carpi Sud, zona morbidina:, e chiedetevi se "Carpi è più bella" con questi quariieri formicai di villette e palazzine inframmezzati a capannoni, che si infilano nella campagna. Un tipico esempio di sprawl urbano, che nei paesi con una programmazione territoriale degna di questo nome sarebbe visto con orrore.

Per quanto riguarda l'elettrodotto di migliarina, siamo alle solite: se c'è da fare una rotonda con esproprio, o il super mega cavalcavia con svincoli degni di un'autostrada sul passaggio a livello di Fossoli, i soldi saltano fuori. Se c'è da fare qualcosa per preservare paesaggio e ridurre i disagi per i cittadini, ci sono i vincoli di bilancio. E' una questione di scelte, secondo noi le giunte passate e questa continuano a fare quelle sbagliate.

Infine il mitico grande parco urbano: non è un tema che si possa affrontare con un "vedremo". O c'è la volontà o non c'è.
Una cosa del genere se la si vuole fare la si fa sottraendo terreno al cemento previsto nelle aree a ridosso del centro ancora disponibili: occorre rivedere tutto il piano dell'area a est della ferrovia e occorre farlo ora, prima che sia riempita da una colata di mattoni e cemento di cui nessuno sente il bisogno se non chi ha capitali liquidi da investire a fini speculativi.
Se non ci sono i soldi per farlo, intanto tuteliamo il terreno che vogliamo che lo ospiti e confrontiamoci con i proprietari dell'area.
L'amministrazione di Correggio ha fatto il suo parco perchè lo ha voluto e ci credeva (e suppongo fosse vincolato alle stesse politiche di spesa e investimenti che evidentemente vincolano Carpi). La differenza è che per gli amministratori PD carpigiani (e non parliamo dei partiti alleati, che si sono autocondannati ad una imperitura ininfluenza su qualsiasi vera decisione amministrativa) le politiche ambientali sono e restano accessorie e "cosmetiche" (basta guardare anche l'arretratezza con cui trattano i temi del risparmio energetico per la macchina comunale, ad esempio)
I tempi ci chiedono un radicale cambio di mentalità, l'amministrazione di Carpi invece sta adottando una politica del tutto speculare al governo di Berlusconi: aspettare che passi la nottata (sempre che passi!), per tornare a far fare affari ai soliti noti, menando un po' al cerchio e un po' alla botte, con una visione di brevissimo periodo.
Questa maggioranza ha cinque anni di tempo per dimostrarci che sbagliamo, noi saremo pronti a fare la nostra parte in modo propositivo.

(Fonte http://www.lorenzopaluan.net)

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lunedì 17 agosto 2009
di Fabrizio Stermieri

«Servono più case popolari»



E sull'elettrodotto Tosi è lapidario: non sarà interrato



Da poche settimane siede sulla bollente poltrona di assessore all'urbanistica che è stata, prima di lui, di Mirko Arletti ma la sfida non sembra impressionarlo. Simone Tosi ha già due mandati di consigliere comunale, dei Ds prima, del Pd poi.



Tosi non si fa impressionare dalle polemiche che hanno accompagnato la crescita urbanistica di Carpi e getta acqua sul fuoco in questa nuova stagione che lo vede alla guida del settore dell'edilizia privata e dei servizi ambientali ed energetici.

Come andiamo con l'elettrodotto di Migliarina?

«Questa amministrazione nasce nel segno della continunità con quella che ha amministrato Carpi nel precedente quinquennio: le scelte compiute negli anni scorsi le ho condivise e non credo che nelle linee strategiche, in urbanistica, ci sia da cambiare. Per l'elettrodotto di Migliarina, nonostante le legittime proteste di alcuni residenti, l'opera non verrà modificata; mancano solo alcuni passi per avviare ai lavori. Spostare l'elettrodotto è necessario per la città, interrarlo non è compatibile con le nostre risorse finanziariare».

E sulla cementificazione degli ultimi anni? A Carpi si è costruito tantissimo.

«Condivido l'impressione di tanti e che cioè si sia costruito parecchio. I ritardi nell'approvazione del Piano Regolatore avevano compresso la domanda di case e l'approvazione del Prg ha dato sfogo a questa domanda; ma occorre ricordare che era stato studiato per una città di 70 mila abitanti e oggi siamo in 67 mila, ci sono ancora aree teoricamente disponibili per insediamenti civili, industriali e commerciali che non sono state sfruttate. Il momento non è favorevole per ulteriori edificazioni, valuteremo il da farsi».

Ci sono tanti alloggi invenduti e sfitti

«Non tanti quanti sostengono alcuni: ho sentito cifre che vanno da 3 mila a 6 mila appartamenti vuoti, ma nessun dato oggettivo. Soprattutto non ci sono alloggi di edilizia convenzionata o sociale disponibili, che sono quelli che ci premono di più e che cercheremo di favorire. Rimane il tema della riqualificazione di aree già costruite ai tempi della prima espansione urbana di Carpi con standard ormai lontani da quelli attuali»

E le aree verdi? In passato siete stati accusati di puntare solo sui mini-parchi di quartiere.

«E' vero, ma gli strumenti urbanistici ci consentivano quello. Sono d'accordo che forse è giunto il momento di pensare a un grande 'bosco urbano' da realizzare a ridosso della città, quanto meno di aprire un dibattito sul come e sul dove, fermo restando che negli anni scorsi abbiamo realizzato anche un' oasi ecologica importante come 'La Francesa' a Fossoli. Abbiamo evidenti vincoli di bilancio anche perchè, nei prossimi anni, ci verranno a mancare sempre più le risorse offerteci nel recente passato dagli oneri di urbanizzazione pagati dai costruttori».

Sul parco fluviale del Secchia, che interessa Carpi e le Terre d'Argine, gli agricoltori sono sul piede di guerra.

«Il parco fluviale può essere un'opportunità da cogliere ma deve essere gestita. Dovremo discutere sui suoi limiti territoriali e sul regime dei vincoli per trovare vie di intesa con tutte le parti interessate».


http://simonetosi.blogspot.com/2009/08/intervista-rilasciata-alla-gazzetta-di.html

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sabato 8 agosto 2009
L'ultimo consiglio comunale ha visto un dibattito tra chi vuole continuare a costruire a Carpi e chi vorrebbe preservare il più possibile il suolo ancora disponibile.

Il dibattito si è trasferito anche su questo blog ma, come sottolineava Giliola Pivetti, con scarsa partecipazione dei cittadini.
Provo ad alimentare la discussione riportando per intero l'intervista, comparsa ieri sull'Espresso, ad uno dei più autorevoli urbanisti italiani.
A me la lettura dell'intervista (contenuta nell'articolo "Una cascata di cemento") ha fatto pensare. Riporto quì anche le mie considerazioni sperando di suscitarne altre.

Una delle obiezioni a rivedere il piano di espansione edilizia è che era già stato deciso così. Mi sembra debole per due motivi: primo, la situazione economica e ambientale mondiale (e locale) è cambiata e quindi è logico cambiare le politiche; secondo, forse la situazione economica ed ambientale è cambiata proprio a causa delle decisioni prese fin'ora e quindi è non solo logico ma anche doveroso cambiare le politiche.

Un'altra obiezione è che realizzare un parco costerebbe molto. Può non essere un buon momento per investire così tanti soldi dei carpigiani. Però non è detto che il parco vada realizzato subito, certo è che, dopo, sarà difficile demolire le case per ricreare lo spazio...

Una giustificazione è che il Piano Casa serve per rilanciare l'economia. Molti sostengono che si potrebbe dare da lavorare ad altrettanta mandodopera incentivando la conversione dell'esistente verso un'edilizia più eco-sostenibile. Molti mettono in guardia anche dal rischio che, in una fase come quella attuale, gli unici che possano disporre dei capitali necessari sarebbero la mafia e la camorra.

Io non sono un esperto di questi temi ma, almeno, mi pongo queste domande in attesa e con la speranza che qualcuno non dia troppo per scontate le risposte.
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<B>Una vergogna solo italiana</B>
'I paesi civili frenano il cemento, qui il governo lo incentiva': colloquio con Edoardo Salzano di Paolo Biondani

Edoardo Salzano è uno dei più autorevoli urbanisti italiani. Il suo sito Eddyburg.it sta diventando il primo forum di informazione e discussione democratica sullo sviluppo edilizio, l'ambiente e il paesaggio.

<B>Che ne pensa del piano casa?"</B>

È un'iniziativa vergognosa, che avrà effetti devastanti. È' l'ennesima conferma che la cementificazione è una scelta politica: si favorisce uno sviluppo basato solo sull'appropriazione privata della rendita fondiaria. L'ideologia della bolla immobiliare ha fatto danni in tutto il mondo, ma l'Italia è l'unico Paese che continua a incentivarla. Ci stiamo allontanando sempre di più dall'Europa".

<B>Come si costruisce nei paesi più civili?"</B>
Per capirlo basta sorvolare l'Europa in aereo. In paesi come Austria, Germania, Olanda e Francia c'è una pianificazione rigorosa che segna un taglio netto tra città e campagna. In Italia c'è una marmellata edilizia, chiamata 'sprawl', spalmata su quasi tutto il territorio. La grande differenza è che nei paesi avanzati si cerca da tempo di controllare e limitare la cementificazione".

<B>Qualche buon esempio?"</B>
La Germania ha programmato dal '98 una direttiva rigorosa per ridurre entro il 2020 il consumo di suolo, facendolo scendere da 120 a meno di 30 ettari al giorno. E ci sta riuscendo. Nel Regno Unito fin dal '99 l'obiettivo è di realizzare almeno il 60 per cento della nuova edilizia abitativa in aree già urbanizzate. Perfino negli Usa, dove le estensioni sono gigantesche, alcuni Stati come l'Oregon hanno imposto confini invalicabili allo sviluppo delle città. In Italia il problema è totalmente ignorato. Cresce solo quella che Tonino Cederna chiamava la crosta di cemento e asfalto".

<B>Molti cittadini si mobilitano con associazioni, comitati e raccolte di firme. Il vero problema è che la lotta alla speculazione edilizia non trova un'adeguata rappresentanza politica?"</B>
Purtroppo non è solo il centrodestra, ma anche una parte del centrosinistra a teorizzare la cosiddetta urbanistica contrattata, le grandi opere in deroga a tutto e magari gli accordi sottobanco con i furbetti del quartierino e gli immobiliaristi d'avventura. C'è un pensiero unico che va combattuto con una svolta culturale: il suolo libero è una risorsa scarsa che va conservata. E per farlo serve una pianificazione più seria e più vasta di quella comunale".

(Fonte: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/una-vergogna-solo.italiana/2105656)
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mercoledì 22 luglio 2009
Dal blog di Simone Tosi:
La proposta di fare un parco è anche nostra, ma l'idea di farlo dove a Prg si ha delle destinazioni d'uso è veramente complicato. Noi giovedì andiamo a modificare un atto alla luce delle nuove norme emanate dalla regione per un piano regionale "3000 alloggi in affitto o proprietà", quindi non stiamo decidendo di sopprimere un parco. La cosa è questa invece, in un comparto già costruito, c'è un'area ceduta al Comune per fare edilizia "sociale" e noi confermiamo questo indirizzo.

L'idea del parco che le opposizioni hanno portato in campagna elettorale, è in realizzabile perchè comporterebbe l'esproprio di circa 250mila mq di aree ad un valore di 54€ al mq, quindi per un totale di 13milioni. Una cifra pari quasi a tutto il piano degli investimenti del cComune. Questo tema và affrontato non in modo ideologico. Questa amministrazione vuole individuare un'area, anche più grande di questa, da destinare a Bosco, un polmone verde.


http://simonetosi.blogspot.com/2009/07/appunti-sul-central-park-delle.html

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giovedì 16 luglio 2009
Dal blog di Simone Tosi:

Da diverse settimane riceviamo segnalazioni e lamentele che riguardano il taglio dell'erba nelle zone verdi della città. Sicuramente la stagione particolarmente umida, e calda ha favorito una crescita dei manti erbosi, ma nelle aree di competenza del Comune si è cercato di intervenire attraverso una maggiore frequenza nei tagli dei prati.

Va sottolineato però che la maggior parte dei problemi, come l'ultimo segnalato dai media locali nei comparti in espansione a Cibeno, fanno parte di quelle aree verdi che devono essere cedute al comune e manutentate per 10 anni dai privati. Quindi per capirci queste aree non sono ancora state cedute all'amministrazione e la manutenzione è carico dei lottizzanti.



All'amministrazione spetta il compito del controllo, e della verifica che i "cantieri" o i "lotti" siano mantenuti con decoro. La polizia locale, una volta constatato la violazione, procede alla individuazione dei proprietari ricordando loro degli obblighi di mantenimento, pulizia e decoro. In caso di una mancata riposta positiva a questa sollecitazione di procede a multare.


http://simonetosi.blogspot.com/2009/07/il-verde-di-carpi-tra-polemiche-ed.html

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martedì 7 luglio 2009
Dal Resto del Carlino (Corrado Vellani) del 5-07-2009

«E'diventato uno stagno»
IL PARCO pubblico di via Bollitora (intitolato a Sandro Pertini), molto frequentato da anziani e bambini del quartiere confinante con la tangenziale Losi e Cattani, rappresenta una vasta zona di verde ben curato ma il laghetto che si trova al centro dell'area è motivo di lamentela da parte di alcuni frequentatori. «L'impianto centrale della fontana che, se funzionante dovrebbe contribuire ad un ricambio o comunque ad una `ossigenazione' dell'acqua, è spesso inattivo, per cui il laghetto si presenta come uno stagno a volte maleodorante» . Una lamentela di cui si è fatta portavoce Carmen Annunziata. I frequentatori di quel parco vorrebbero che gli addetti curassero con più attenzione la manutenzione del laghetto.
A spiegare la situazione è il responsabile del Verde pubblico del Comune, il perito agronomo Alfonso Paltrinieri : «In realtà la fontana è programmata per funzionare solo di pomeriggio, ma a volte l'impianto (che in realtà presenta l'usura del tempo) non parte per problemi di corrente od altri intoppi. Abbiamo fatto analizzare anche di recente l'acqua di quel laghetto, ma la situazione potrebbe essere migliore se i cittadini rispettassero i regolamenti evitando di gettarci dentro di tutto, daipesci alle tartarughe . Noi del settore addetti al Verde pubblico — conclude Paltrinieri — siamo in sei e stiamo facendo tutto il possibile per una manutenzione efficiente di circa 120 aree di verde pubblico, fra parchi e giardini. Quindi chiediamo più senso civico e rispetto da parte dei cittadini. Dopo tutto, i danni che vengono provocati sono poi pagati con i soldi di tutti i contribuenti».


http://simonetosi.blogspot.com/2009/07/polemiche-sule-laghetto.html

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lunedì 25 maggio 2009
martedì 5 maggio 2009
Roberto Andreoli
Trasporto pubblico a chiamata anche per il centro città.
Deanna Guidi
E nella ormai spennata metropoli viaggiano quei ridicoli bus sempre vuoti che girano malinconicamente senza senso, poiché mai sono stati predisposti tutti quegli accorgimenti strutturali e pubblicitari per suscitarne l’interesse nei cittadini, per un uso alternativo all’auto. Risultato: meno verde, più parcheggi nell’area centro, più inquinamento, autobus fantasma, non elettrici, più bronchiti asmatiche e tumori da gas di scarico.

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