I Form di Carpizeronove
Le Petizioni di Carpizeronove
Si parla di...
- Abusi (5)
- Acqua (11)
- Aereoporto (1)
- Affitti (3)
- Agricoltura (3)
- AIMAG (38)
- Ambiente (63)
- Anziani (5)
- Arianna (3)
- Artigianato (1)
- Asili (12)
- Assemblee cittadine (4)
- Assessori (16)
- Associazioni (2)
- Barriere archietettoniche (2)
- Biblioteca (7)
- Bilancio (28)
- Campus della Moda (5)
- Canile (5)
- Carpiformazione (2)
- Centro storico (29)
- Commercio (19)
- Commissioni (2)
- Comuni virtuosi (12)
- condomini (1)
- Consiglio comunale (48)
- Credito (1)
- Crisi (38)
- Cultura (9)
- Decrescita (1)
- Demografia (1)
- Dibattiti (15)
- Dieci anni fa (27)
- Diocesi (4)
- Dipendenti comunali (10)
- Dirigenti (7)
- Donne (8)
- Economia (11)
- Edilizia (13)
- Edilizia popolare (14)
- Edilizia Residenziale Pubblica (6)
- Educazione civica (3)
- Elezioni (2)
- Energia (20)
- Esternalizzazione (1)
- Famiglia (2)
- Ferrovia (12)
- Figli d'arte (1)
- Fondazione Cassa di Risparmio (30)
- Frazioni (13)
- Gas (2)
- Giovani (1)
- Grandi opere (12)
- Handicap (2)
- Immigrazione (26)
- Imprese (11)
- Inquinamento (7)
- Integrazione (2)
- Internet (13)
- Interpellanze (2)
- Interrogazioni (11)
- Islam (12)
- Istituto per la storia della Resistenza e della Storia Contemporanea di Modena (1)
- Lavoro (29)
- Lega Nord (2)
- Legalità (5)
- Liste (13)
- Made in Carpi (1)
- Mediazione culturale (1)
- Mercato (7)
- Metropolitana Carpi-Modena (6)
- Mobilità (3)
- Mozioni (4)
- Nomadi (12)
- OGM (1)
- Ospedale (30)
- Parcheggi (14)
- Parco Lama (10)
- Pari opportunità (1)
- parte (1)
- Partecipazione (13)
- Partito Democratico (10)
- Pdl (1)
- Petizioni (3)
- PGTU (3)
- Piscina (6)
- Piste ciclabili (10)
- Polizia municipale (10)
- Posta (7)
- Prg (4)
- Quartirolo (3)
- Rassegna stampa (193)
- Referendum comunali (2)
- Responsabilità (1)
- Rete civica (3)
- Rifiuti (12)
- Risorse (6)
- Salute (9)
- Sanità (15)
- Scuola (20)
- Sicurezza (25)
- Sindacati (1)
- sondaggi (5)
- Spesa pubblica (25)
- Sport (5)
- Sportello unico (1)
- Stranieri (6)
- Sussidiarietà (6)
- Targhe alterne (1)
- Tariffe (10)
- Tasse (10)
- Taxi (2)
- Tessile (7)
- Testamento biologico (2)
- Transizione (1)
- Trasparenza (5)
- Trasporti (16)
- Tribunale (1)
- Turismo (1)
- Unione delle Terre d'Argine (19)
- Unioni civili (1)
- Urbanistica (23)
- Verde pubblico (21)
- Viabilità (14)
- Vigile di quartiere (2)
- Volontariato (3)
- Welfare (5)
Aggiornamenti via mail
Chi cerca Carpi cerca...
Visualizzazione post con etichetta Fondazione Cassa di Risparmio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fondazione Cassa di Risparmio. Mostra tutti i post
martedì 15 febbraio 2011
Tre persone in questi giorni mi hanno chiesto cosa pensassi del progetto CarpiFi. Una mi chiedeva addirittura se avessi avviato io una campagna "contro" Carpi-Fi.
Siccome credo nella trasparenza e nella circolazione delle idee, cercherò di dare una risposta qui.
Il 16 gennaio ho creato la mappa degli hot-spot a Carpi inserendo sia quelli del progetto CarpiFi che quelli già esistenti.
Qualche giorno fa è apparso un articolo sul quotidiano ModenaQui che si interrogava in particolare sulla disposizione degli hot-spot in punti dove il servizio era già presente grazie all'offerta di privati.
Confesso che anch'io nel realizzare la mappa mi ero stupito della presenza di nuovi hot-spot a fianco di alcuni già funzionanti quando rimanevano comunque scoperte così tante altre zone.
E mi ero anche stupito della collocazione di alcuni hot-spot.
Altre domande mi sono nate dalla recente campagna Sveglia Italia lanciata dal mensile Wired che ha pubblicato un manifesto per portare il Wi-fi gratis per tutto il 2011 in 150 piazze d'Italia. Bastava che il sindaco inviasse una mail per "candidare" la propria città. In una settimana sono pervenute oltre 200 richieste. Il tutto sarà fatto secondo gli standard del kit open source creato dal Consorzio delle università romane (il Caspur) per la Provincia di Roma: obiettivo, la creazione di una “rete di reti” dove con un unico account e un’unica password tutti possano navigare gratis in tutta Italia.
In attesa quindi di superare il giro della ruota, l'aiuto da casa, l'estrazione e l'aiuto del computer su giuntacarpi.org e di poter quindi formulare l'intervista ufficialmente all'Assessore competente, raccolgo qui alcune domande (alcune di ModenaQui e mie) sul progetto Carpi-Fi.
Ad ogni domanda faccio seguire anche una o più possibili risposte che mi vengono in mente. Se avete altre domande e/o altre risposte aggiungetele nei commenti... sempre in attesa di quelle ufficiali.
Siccome credo nella trasparenza e nella circolazione delle idee, cercherò di dare una risposta qui.
Il 16 gennaio ho creato la mappa degli hot-spot a Carpi inserendo sia quelli del progetto CarpiFi che quelli già esistenti.
Qualche giorno fa è apparso un articolo sul quotidiano ModenaQui che si interrogava in particolare sulla disposizione degli hot-spot in punti dove il servizio era già presente grazie all'offerta di privati.
Confesso che anch'io nel realizzare la mappa mi ero stupito della presenza di nuovi hot-spot a fianco di alcuni già funzionanti quando rimanevano comunque scoperte così tante altre zone.
E mi ero anche stupito della collocazione di alcuni hot-spot.
Altre domande mi sono nate dalla recente campagna Sveglia Italia lanciata dal mensile Wired che ha pubblicato un manifesto per portare il Wi-fi gratis per tutto il 2011 in 150 piazze d'Italia. Bastava che il sindaco inviasse una mail per "candidare" la propria città. In una settimana sono pervenute oltre 200 richieste. Il tutto sarà fatto secondo gli standard del kit open source creato dal Consorzio delle università romane (il Caspur) per la Provincia di Roma: obiettivo, la creazione di una “rete di reti” dove con un unico account e un’unica password tutti possano navigare gratis in tutta Italia.
In attesa quindi di superare il giro della ruota, l'aiuto da casa, l'estrazione e l'aiuto del computer su giuntacarpi.org e di poter quindi formulare l'intervista ufficialmente all'Assessore competente, raccolgo qui alcune domande (alcune di ModenaQui e mie) sul progetto Carpi-Fi.
Ad ogni domanda faccio seguire anche una o più possibili risposte che mi vengono in mente. Se avete altre domande e/o altre risposte aggiungetele nei commenti... sempre in attesa di quelle ufficiali.
- Quale dovrebbe essere l'obiettivo di questo progetto?
- Con quale criterio sono stati posizionati questi punti di accesso in presenza di altri già esistenti e che offrono lo stesso servizio, se non uno migliore? (Domanda di ModenaQui)
L'unico criterio che mi sembra di ravisare per la disposizione degli Hot-spot di CarpiFi è quello di aver seguito l'infrastruttura già esistente per la videosorveglianza le cui telecamere sono connesse alla fibra ottica di Lepida - compagine a capitale pubblico (18 milioni) nata per realizzare in fibra ottica il collegamento a banda larga fra tutte le amministrazioni pubbliche dell'Emilia Romagna. - di cui il Comune di Carpi è socio.
Mi sembra che gli obiettivi di una rete WiFi, però, dovrebbero essere diversi da quelli di una rete di videosorveglianza. Mentre ad esempio può aver senso videosorvegliare il piazzale della stazione, faccio fatica ad immaginarmi di scaricare la posta sullo smartphone nell'aiuola al centro di quel piazzale.
Ovvio che veniva più comodo piazzare le antenne dove c'era già la connessione. Ma anche questo dipende dal sistema che si intende realizzare. Il Comune di Correggio, ad esempio, ha realizzato una rete di ripetitori HiperLan che "diffondono" la connessione su tutto il territorio. Chi volesse connettersi deve solamente comprare un'antenna e avrà l'accesso gratis fino al 2014.
Sulla qualità del servizio offerto, io dubito (a differenza di ModenaQui) che gli hot-spot già esistenti offrissero un servizio migliore (a casa mia riesco a connettermi all'antenna del foro boario a distanza di quasi un centinaio di metri) se non per il fatto di non limitare l'accesso gratuito ad un'ora al giorno. Ma dubito anche che sia preferibile una qualità eccelsa in pochi punti d'accesso che non una buona in molti.
- Non era forse più opportuno coprire aree prive di qualsiasi connessione? (Domanda di ModenaQui)
Io penso proprio di sì, almeno inizialmente. Di sicuro aree in cui già i privati offrivano un servizio analogo (mettiamo anche peggiore) potevano essere inizialmente tralasciate.
- Non avrebbe più senso posizionarli nei punti dove la gente si può sedere con il portatile o il telefono?
A me i primi luoghi che mi verrebbe in mente di "coprire" con la rete sono bar e ristoranti.
Un progetto di questo tipo avrebbe avuto il doppio vantaggio di fornire un servizio ai cittadini e di aiutare le attività commerciali ad offrire un valore aggiunto al loro servizio.
Eventualmente il comune poteva concentrarsi sui luoghi pubblici, penso però più ai parchi che non le strade e le piazze. Uno dei problemi potrebbe essere la continuità del servizio: un bar può chiudere e quindi non rendere più disponibile il servizio. Ma se i punti sono tanti e ognuno serve solo l'area di propria pertinenza il problema sarebbe risolto a monte.
Ovvio che bisognava avviare una programmazione condivisa fra pubblico e privati.
- Ma un conto è una rete unica e un conto è doversi registrare ogni volta che si cambia locale. Non sarebbe penalizzante?
Anche ammesso che l'utente medio passi il tempo girando per Carpi in cerca di connessione, penso che si poteva ovviare al problema fornendo solo il coordinamento e l'integrazione dei vari hot-spot in modo che il sistema fosse lo stesso e le credenziali degli utenti andassero bene per tutti gli hot-spot.
- Ma veniamo ai costi, quanto è costato il progetto CarpiFi e cosa si sarebbe potuto fare con la stessa cifra?
Il modello GWiFi proposto da Green Geek e adottato dalla Campagna promossa da Wired (vedi sopra) prevede un costo una tantum di 250€ ad antenna (120€ per quelle da interno) ed un canone annuale di 120€ ad hot-spot per la gestione del servizio.
Con i 250.000€ messi a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio per questo progetto era ipotizzabile creare un incentivo per tutti i gestori di locali (bar, ristoranti, etc.) che lo desiderassero affinchè si dotassero di un sistema del genere. Così a occhio e croce, anche volendo fare un incentivo che coprisse il 100% delle spese (ma sono convinto che molti gestori sarebbero stati disposti anche a partecipare alla spesa) mi sembra che si potessero dotare più di 150 esercizi della tecnologia necessaria (250*150=37.500€) e pagare ad ognuno il canone per 10 anni (120*150*10=180.000€).
- A Carpi invece siamo riusciti a mettere 15 hot-spot, in posti a volte improbabili, che forniscono una sola ora di connessione al giorno. Come mai?Io sinceramente, finchè non ho cominciato a leggere di progetti come quello di Green Geek, non avevo un'idea di quanto costasse la cosa. Adesso mi piacerebbe conoscere più nel dettaglio come sono stati spesi quei 250.000€.
Il limite di un'ora di connessione al giorno è la cosa più assurda e penalizzante del progetto, penso che la possibilità di vendere le ulteriori ore di connessione sia la controparte richiesta dalla società Net&Work in cambio della fornitura del servizio.
Alla fine un accordo pubblico privato c'è stato ma invece che beneficiarne 150 attività carpigiane ne potrà beneficiare solo una di Correggio.
lunedì 1 novembre 2010
Conflitti Mentre nel nostro comune qualcuno stampa manifesti accusando il Presidente di una Fondazione di buttare al vento i nostri soldi come fossero suoi, il Presidente della Fondazione si sente offeso e minaccia querele e il Partito che ci governa invita a lasciar perdere le polemiche e tornare ad occuparsi dei problemi dei cittadini...
Interessi
...in un comune vicinissimo al nostro una Fondazione X sponsorizza un evento di un circolo (vicino ad un Partito Y) che si è da poco trasferito (e probabilmente paga un affitto) all'interno di locali che appartengono al Presidente della Fondazione stessa.
Conflitto di interessi (Wikipedia)
Si verifica un conflitto di interessi quando viene affidata un'alta responsabilità decisionale ad un soggetto che abbia interessi personali o professionali in conflitto con l'imparzialità richiesta da tale responsabilità, che può venire meno visti i propri interessi in causa.
Il verificarsi di un conflitto non costituisce di per sé prova che siano state commesse scorrettezze, può tuttavia costituire un'agevolazione nel caso in cui si cerchi di influenzare il risultato di una decisione per trarne un beneficio. L'essere in conflitto di interessi ed abusare effettivamente della propria posizione restano però due aspetti distinti: un soggetto coinvolto, infatti, potrebbe non agire mai in modo improprio. Tuttavia un conflitto di interessi esiste a prescindere che ad esso segua una condotta impropria o meno.
giovedì 28 ottobre 2010
Dal sito Italia dei Valori - Carpi
In relazione alla diatriba che oppone Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e Alleanza per Carpi, di cui si è tanto discusso in questi giorni, riteniamo di non avere dati sufficienti per esprimere un giudizio sull’operato della Fondazione sulla gestione del “caso” Campus della Moda. Tuttavia, pur riconoscendo il grande contributo per la crescita di Carpi che la Fondazione ha prodigato in questi anni, non possiamo esimerci dal sottolineare che l’Idv difende da sempre la libertà di opinione in quanto tale. E questo sia a livello nazionale che locale. Per questo rimaniamo perplessi di fornte al ricorso allo strumento della querela da parte della Fondazione. Troviamo infatti che non sia quello il modo più consono per dibattere sull’argomento e affermare le proprie ragioni . Possiamo non condividere il modo in cui ApC ha espresso la propria opinione politica ma, per dirla come Voltaire “Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”. Piuttosto invitiamo la Fondazione a controbattere pubblicamente con parole, dati e quant’altro per confutare la tesi sostenuta dall’ApC.
Idv Carpi
In relazione alla diatriba che oppone Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e Alleanza per Carpi, di cui si è tanto discusso in questi giorni, riteniamo di non avere dati sufficienti per esprimere un giudizio sull’operato della Fondazione sulla gestione del “caso” Campus della Moda. Tuttavia, pur riconoscendo il grande contributo per la crescita di Carpi che la Fondazione ha prodigato in questi anni, non possiamo esimerci dal sottolineare che l’Idv difende da sempre la libertà di opinione in quanto tale. E questo sia a livello nazionale che locale. Per questo rimaniamo perplessi di fornte al ricorso allo strumento della querela da parte della Fondazione. Troviamo infatti che non sia quello il modo più consono per dibattere sull’argomento e affermare le proprie ragioni . Possiamo non condividere il modo in cui ApC ha espresso la propria opinione politica ma, per dirla come Voltaire “Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo”. Piuttosto invitiamo la Fondazione a controbattere pubblicamente con parole, dati e quant’altro per confutare la tesi sostenuta dall’ApC.
Idv Carpi
giovedì 2 settembre 2010
Il segretario Bonasi: «Valutiamo l’ingresso nel fondo immobiliare etico»
«La Fondazione Cassa di Risparmio ha a cuore il tema casa ed è al lavoro per individuare i presupposti di una partecipazione al fondo immobiliare etico istuito dalla Regione e da altre fondazioni bancarie».
Sembra voler rassicurare tutti, Enrico Bonasi (nella foto) segretario generale della Fondazione CariCarpi, intervenendo nel dibattito sull’importante tema dell’edilizia popolare, che in questi giorni si è infiammato: la Fondazione c’è e si sta dando da fare.
La questione casa, di storica memoria a Carpi, era stata rispolverata all’inizio dell’estate in consiglio comunale grazie a due ordini del giorno bipartisan, presentati da Rostovi (Pdl) e Arletti (Pd), e approvati all’unanimità: i consiglieri chiedevano in pratica una sterzata sulle politiche abitative, sollecitando anche la Fondazione Crc a sostenere progetti di social housing.
Finita la pausa estiva, è interessante sapere quali contatti ci siano stati tra amministrazione e l’ente di Palazzo Brusati-Bonasi: «A luglio - spiega il segretario generale - abbiamo convocato i due estensori degli odg, per un incontro informativo.
Un colloquio sereno, al termine del quale la Fondazione si è impegnata ad informarsi circa le possibilità di inserirsi nel progetto regionale del fondo immobiliare etico».
Il fondo, costituito a luglio grazie ad un patto tra sei fondazioni bancarie (tra cui quella di Modena) e l’ente regionale, si pone l’obiettivo del contrasto al disagio abitativo che affligge fasce sempre più ampie di popolazione.
A questo scopo sono pronti circa 100 milioni di euro, «che consentiranno - come ha spiegato l’assessore regionale all’edilizia Gian Carlo Muzzarelli - di riqualificare ‘pezzi’ di città e mettere a disposizione circa 2000 appartamenti in più».
Perché Carpi non è stata coinvolta? E’ stata a guardare perdendo così il treno dell’opportunità? «Non siamo stati a guardare - precisa Bonasi -, eravamo presenti anche noi in sede di associazione regionale delle fondazioni quando si discusse del progetto.
Ma in una fase iniziale si rivolgeva principalmente a città di grandi dimensioni, capoluoghi di provincia.
Oggi, alla luce degli sviluppi di questo patto e dell’interessamento dimostrato dalla città attraverso i propri rappresentanti in consiglio, la Fondazione Crc si sta attivando in questa direzione, approfondendo i contatti con le altre ‘consorelle’ per capire come funziona questa ‘macchina’».
Quella che riguarda l’accesso alla casa è un’emergenza ribadita più volte da gruppi politici ma anche da associazioni di volontariato e di assistenza, come ad esempio la Caritas diocesana: a fronte di qualche migliaio di alloggi sfitti presenti sul territorio, è davvero sconfortante constatare la difficoltà crescente, anche a causa della crisi, nell’accesso (o nel mantenimento delle spese di gestione) ad un diritto primario come la casa.
Daniele Franda
«Il consiglio - dichiara il segretario Bonasi - ha deliberato lo stanziamento del contributo, che andrà a sostentamento del progetto ‘Affitto casa garantito’, avviato nel 2003».
I 500mila euro, finanziamento a garanzia di proprietari e affittuari, si andranno a sommare al milione e 250mila euro, stanziato in gran parte (1 milione) sempre dalla Fondazione Crc, del fondo sociale anticrisi, che prevede il sostegno al pagamento dell’affitto per famiglie in difficoltà.
Il criterio del disagio abitativo era stato inserito successivamente alla sottoscrizione del bando, proprio per fornire una risposta al crescente bisogno, recependo così la moratoria antisfratto decisa dal protocollo provinciale.
A inizio agosto, alla chiusura del bando di accesso al fondo, furono quasi 400 le richieste nella sola città di Carpi: più della metà (219) erano rivolte alla copertura di spese di affitto, condominiali o di utenze domestiche.
(da.fra.)
(fonte: ModenaQui)
«La Fondazione Cassa di Risparmio ha a cuore il tema casa ed è al lavoro per individuare i presupposti di una partecipazione al fondo immobiliare etico istuito dalla Regione e da altre fondazioni bancarie».
Sembra voler rassicurare tutti, Enrico Bonasi (nella foto) segretario generale della Fondazione CariCarpi, intervenendo nel dibattito sull’importante tema dell’edilizia popolare, che in questi giorni si è infiammato: la Fondazione c’è e si sta dando da fare.
La questione casa, di storica memoria a Carpi, era stata rispolverata all’inizio dell’estate in consiglio comunale grazie a due ordini del giorno bipartisan, presentati da Rostovi (Pdl) e Arletti (Pd), e approvati all’unanimità: i consiglieri chiedevano in pratica una sterzata sulle politiche abitative, sollecitando anche la Fondazione Crc a sostenere progetti di social housing.
Finita la pausa estiva, è interessante sapere quali contatti ci siano stati tra amministrazione e l’ente di Palazzo Brusati-Bonasi: «A luglio - spiega il segretario generale - abbiamo convocato i due estensori degli odg, per un incontro informativo.
Un colloquio sereno, al termine del quale la Fondazione si è impegnata ad informarsi circa le possibilità di inserirsi nel progetto regionale del fondo immobiliare etico».
Il fondo, costituito a luglio grazie ad un patto tra sei fondazioni bancarie (tra cui quella di Modena) e l’ente regionale, si pone l’obiettivo del contrasto al disagio abitativo che affligge fasce sempre più ampie di popolazione.
A questo scopo sono pronti circa 100 milioni di euro, «che consentiranno - come ha spiegato l’assessore regionale all’edilizia Gian Carlo Muzzarelli - di riqualificare ‘pezzi’ di città e mettere a disposizione circa 2000 appartamenti in più».
Perché Carpi non è stata coinvolta? E’ stata a guardare perdendo così il treno dell’opportunità? «Non siamo stati a guardare - precisa Bonasi -, eravamo presenti anche noi in sede di associazione regionale delle fondazioni quando si discusse del progetto.
Ma in una fase iniziale si rivolgeva principalmente a città di grandi dimensioni, capoluoghi di provincia.
Oggi, alla luce degli sviluppi di questo patto e dell’interessamento dimostrato dalla città attraverso i propri rappresentanti in consiglio, la Fondazione Crc si sta attivando in questa direzione, approfondendo i contatti con le altre ‘consorelle’ per capire come funziona questa ‘macchina’».
Quella che riguarda l’accesso alla casa è un’emergenza ribadita più volte da gruppi politici ma anche da associazioni di volontariato e di assistenza, come ad esempio la Caritas diocesana: a fronte di qualche migliaio di alloggi sfitti presenti sul territorio, è davvero sconfortante constatare la difficoltà crescente, anche a causa della crisi, nell’accesso (o nel mantenimento delle spese di gestione) ad un diritto primario come la casa.
Daniele Franda
Intanto arrivano 500mila euro per il fondo garanzia affitti
Quello sul social housing non è l’unico progetto a cui sta lavorando la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi: sono pronti infatti altri 500mila euro da destinare al fondo garanzia per l’affitto.«Il consiglio - dichiara il segretario Bonasi - ha deliberato lo stanziamento del contributo, che andrà a sostentamento del progetto ‘Affitto casa garantito’, avviato nel 2003».
I 500mila euro, finanziamento a garanzia di proprietari e affittuari, si andranno a sommare al milione e 250mila euro, stanziato in gran parte (1 milione) sempre dalla Fondazione Crc, del fondo sociale anticrisi, che prevede il sostegno al pagamento dell’affitto per famiglie in difficoltà.
Il criterio del disagio abitativo era stato inserito successivamente alla sottoscrizione del bando, proprio per fornire una risposta al crescente bisogno, recependo così la moratoria antisfratto decisa dal protocollo provinciale.
A inizio agosto, alla chiusura del bando di accesso al fondo, furono quasi 400 le richieste nella sola città di Carpi: più della metà (219) erano rivolte alla copertura di spese di affitto, condominiali o di utenze domestiche.
(da.fra.)
(fonte: ModenaQui)
venerdì 9 luglio 2010
Già modificato il bando anticrisi
Pronti, partenza… e il bando di accesso al fondo anticrisi è già stato modificato.
Per fare posto al criterio, inizialmente non previsto, del disagio abitativo: le famiglie colpite dall’ingiunzione di sfratto per morosità riceveranno 80 punti.
Una decisione che fa seguito alla firma per la moratoria sugli sfratti, avvenuta pochi giorni fa in Provincia, e che è stata fortemente voluta dal soggetto che ha finanziato in larga parte il fondo anticrisi da 1 milione e 250mila euro, cioè la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi.
Gli sfratti per morosità sarebbero circa 1600 in tutta la provincia, come ha recentemente sostenuto Olinto Artioli di Cgil.
Resterà da valutare ora se l’azione del Comune di Carpi a favore degli sfrattati si risolverà in questa azione o se essa è solo la prima di una serie, così come è stato deciso nel protocollo di intesa firmato in Provincia.
Il bando è stato comunque confermato nelle sue caratteristiche principali; tre le tipologie di intervento previste: il primo è un contributo una tantum (da 1.000 euro per famiglie senza figli, 1.300 con figli), rivolto alla copertura di spese di affitto, condominiali o di utenze domestiche, al fine di limitare le azioni di sfratto.
Tra i requisiti per presentare domanda, il valore ISEE, che non deve superare i 7.500 euro (al quale si assegnerà un massimo di 50 punti), l’età (massimo 15 punti) e l’occorrenza di disagio lavorativo, causato dalla perdita del lavoro dipendente (anche in presenza di ammortizzatori sociali, quali cassa integrazione, mobilità e contratto di solidarietà, fino a 4 punti).
Alle famiglie di disoccupati con minori a carico si rivolge il secondo intervento, continuativo per 5 mesi, da 400 euro mensili.
Le prime due aree di intervento saranno finanziate dai soldi della Fondazione Crc; la terza invece, che riguarda lo svolgimento di tirocini formativi, sarà attuata grazie ai 250 mila euro provenienti dalla Regione Emilia Romagna.
Il beneficio economico arriverà ad un massimo di 500 euro al mese, in base all’effettiva attività svolta durante il tirocinio.
(da.fra.)
(fonte:ModenaQui)
Pronti, partenza… e il bando di accesso al fondo anticrisi è già stato modificato.
Per fare posto al criterio, inizialmente non previsto, del disagio abitativo: le famiglie colpite dall’ingiunzione di sfratto per morosità riceveranno 80 punti.
Una decisione che fa seguito alla firma per la moratoria sugli sfratti, avvenuta pochi giorni fa in Provincia, e che è stata fortemente voluta dal soggetto che ha finanziato in larga parte il fondo anticrisi da 1 milione e 250mila euro, cioè la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi.
Gli sfratti per morosità sarebbero circa 1600 in tutta la provincia, come ha recentemente sostenuto Olinto Artioli di Cgil.
Resterà da valutare ora se l’azione del Comune di Carpi a favore degli sfrattati si risolverà in questa azione o se essa è solo la prima di una serie, così come è stato deciso nel protocollo di intesa firmato in Provincia.
Il bando è stato comunque confermato nelle sue caratteristiche principali; tre le tipologie di intervento previste: il primo è un contributo una tantum (da 1.000 euro per famiglie senza figli, 1.300 con figli), rivolto alla copertura di spese di affitto, condominiali o di utenze domestiche, al fine di limitare le azioni di sfratto.
Tra i requisiti per presentare domanda, il valore ISEE, che non deve superare i 7.500 euro (al quale si assegnerà un massimo di 50 punti), l’età (massimo 15 punti) e l’occorrenza di disagio lavorativo, causato dalla perdita del lavoro dipendente (anche in presenza di ammortizzatori sociali, quali cassa integrazione, mobilità e contratto di solidarietà, fino a 4 punti).
Alle famiglie di disoccupati con minori a carico si rivolge il secondo intervento, continuativo per 5 mesi, da 400 euro mensili.
Le prime due aree di intervento saranno finanziate dai soldi della Fondazione Crc; la terza invece, che riguarda lo svolgimento di tirocini formativi, sarà attuata grazie ai 250 mila euro provenienti dalla Regione Emilia Romagna.
Il beneficio economico arriverà ad un massimo di 500 euro al mese, in base all’effettiva attività svolta durante il tirocinio.
(da.fra.)
(fonte:ModenaQui)
martedì 6 luglio 2010
Via libera al fondo stanziato da Fondazione Cassa e Regione
Il bando per l’accesso al fondo anticrisi 2010 sta per partire, e già si preannuncia il bis nel 2011.
«La recessione non dà segni di attenuare la propria stretta - ha affermato Gian Fedele Ferrari, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Carpi, intervenendo alla presentazione del fondo -, e quindi le previsioni per l’anno prossimo sono pessime.
Per questo crediamo di stanziare un altro milione di euro per il 2011».
Intanto, per quest’anno, il fondo promosso nei Comuni dell’Unione Terre d’argine è di 1 milione e 250 mila euro, grazie ai finanziamenti della Fondazione CariCarpi (1 milione) e della Regione (250 mila).
A beneficiarne potranno essere quei cittadini di Carpi, Campogalliano, Novi e Soliera (con residenza dall’1 gennaio 2009) che in questi anni hanno purtroppo dovuto fare i conti con la morsa stringente della crisi economica.
«I contributi saranno mirati - ha spiegato ancora il presidente Ferrari - con interventi schematici e rigidi, non a pioggia, in modo da poter dare somme consistenti ai veri bisognosi, dando un anno di respiro a chi è in difficoltà».
«Sono contributi molto importanti - ha sottolineato Giuseppe Schena, sindaco di Soliera -, perché sono straordinari, cioè non si vanno a sostituire agli sforzi previsti nei vari bilanci comunali per il sociale».
Le domande di accesso, una sola per nucleo familiare, saranno raccolte dagli uffici dei quattro assessorati al sociale, fino al 30 luglio, gli stessi che poi stileranno le graduatorie, specifiche per ogni comune.
«E’ un bando sperimentale - ha dichiarato Alberto Bellelli, assessore alle politiche sociali di Carpi -, verrà fatto un lavoro istruttorio molto forte, che consentirà di evitare un utilizzo sbagliato delle risorse.
Saranno organizzati degli appuntamenti con chi richiede il contributo».
Sono tre le tipologie di intervento previsti dal fondo anticrisi: il primo è un contributo una tantum (da 1.000 euro per famiglie senza figli, 1.300 con figli), rivolto alla copertura di spese di affitto, condominiali o di utenze domestiche, al fine di limitare le azioni di sfratto.
Tra i requisiti per presentare domanda, il valore Isee, che non deve superare i 7.500 euro, e l’occorrenza di disagio lavorativo, causato dalla perdita del lavoro dipendente (anche in presenza di ammortizzatori sociali, quali cassa integrazione, mobilità e contratto di solidarietà).
Alle famiglie di disoccupati con minori a carico si rivolge il secondo intervento, continuativo per 5 mesi, da 400 euro mensili.
Le prime due aree di intervento saranno finanziate dai soldi della Fondazione Crc; la terza invece, che riguarda lo svolgimento di tirocini formativi, sarà attuata grazie ai 250 mila euro provenienti dalla Regione Emilia Romagna.
Il beneficio economico arriverà ad un massimo di 500 euro al mese, in base all’effettiva attività svolta durante il tirocinio.
«Ma l’intervento non è finalizzato all’inserimento lavorativo - ha puntualizzato a scanso di equivoci l’assessore Bellelli -, ha piuttosto un carattere dignitario.
Si vuole cercare di non interrompere il legame con il mondo del lavoro».
Daniele Franda
Barbara Bulgarelli, direttore di Cna Terre d’argine, in rappresentanza di tutte le associazioni di categoria, ha espresso la soddisfazione per questa importante attività.
Anche i sindacati Cgil e Cisl hanno rimarcato il plauso all’amministrazione dell’Unione e alla Fondazione Cassa per lo stanziamento del fondo, e per la rapidità con cui è stato attivato.
«Si tratta di un intervento articolato - ha detto Olinto Artioli coordinatore di Cgil Carpi -, che coglie con puntualità la fotografia dei bisogni differenti che esistono sul territorio.
Ma c’è il rischio che tutto questo venga vanificato dai tagli e dal contenimento della spesa pubblica».
I sindacati hanno inoltre posto l’attenzione su due dati: uno fa riferimento al numero di disoccupati iscritti nelle liste, che sarebbero saliti a 8 mila; l’altro riguarda gli sfratti per morosità che ammontano a 1600 in provincia.
(fonte: ModenaQui)
Il bando per l’accesso al fondo anticrisi 2010 sta per partire, e già si preannuncia il bis nel 2011.
«La recessione non dà segni di attenuare la propria stretta - ha affermato Gian Fedele Ferrari, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Carpi, intervenendo alla presentazione del fondo -, e quindi le previsioni per l’anno prossimo sono pessime.
Per questo crediamo di stanziare un altro milione di euro per il 2011».
Intanto, per quest’anno, il fondo promosso nei Comuni dell’Unione Terre d’argine è di 1 milione e 250 mila euro, grazie ai finanziamenti della Fondazione CariCarpi (1 milione) e della Regione (250 mila).
A beneficiarne potranno essere quei cittadini di Carpi, Campogalliano, Novi e Soliera (con residenza dall’1 gennaio 2009) che in questi anni hanno purtroppo dovuto fare i conti con la morsa stringente della crisi economica.
«I contributi saranno mirati - ha spiegato ancora il presidente Ferrari - con interventi schematici e rigidi, non a pioggia, in modo da poter dare somme consistenti ai veri bisognosi, dando un anno di respiro a chi è in difficoltà».
«Sono contributi molto importanti - ha sottolineato Giuseppe Schena, sindaco di Soliera -, perché sono straordinari, cioè non si vanno a sostituire agli sforzi previsti nei vari bilanci comunali per il sociale».
Le domande di accesso, una sola per nucleo familiare, saranno raccolte dagli uffici dei quattro assessorati al sociale, fino al 30 luglio, gli stessi che poi stileranno le graduatorie, specifiche per ogni comune.
«E’ un bando sperimentale - ha dichiarato Alberto Bellelli, assessore alle politiche sociali di Carpi -, verrà fatto un lavoro istruttorio molto forte, che consentirà di evitare un utilizzo sbagliato delle risorse.
Saranno organizzati degli appuntamenti con chi richiede il contributo».
Sono tre le tipologie di intervento previsti dal fondo anticrisi: il primo è un contributo una tantum (da 1.000 euro per famiglie senza figli, 1.300 con figli), rivolto alla copertura di spese di affitto, condominiali o di utenze domestiche, al fine di limitare le azioni di sfratto.
Tra i requisiti per presentare domanda, il valore Isee, che non deve superare i 7.500 euro, e l’occorrenza di disagio lavorativo, causato dalla perdita del lavoro dipendente (anche in presenza di ammortizzatori sociali, quali cassa integrazione, mobilità e contratto di solidarietà).
Alle famiglie di disoccupati con minori a carico si rivolge il secondo intervento, continuativo per 5 mesi, da 400 euro mensili.
Le prime due aree di intervento saranno finanziate dai soldi della Fondazione Crc; la terza invece, che riguarda lo svolgimento di tirocini formativi, sarà attuata grazie ai 250 mila euro provenienti dalla Regione Emilia Romagna.
Il beneficio economico arriverà ad un massimo di 500 euro al mese, in base all’effettiva attività svolta durante il tirocinio.
«Ma l’intervento non è finalizzato all’inserimento lavorativo - ha puntualizzato a scanso di equivoci l’assessore Bellelli -, ha piuttosto un carattere dignitario.
Si vuole cercare di non interrompere il legame con il mondo del lavoro».
Daniele Franda
Da associazioni di categoria e sindacati il plauso all’intervento
«E’ un fondo molto importante, potrà andare a beneficio anche dei tanti piccoli imprenditori (o ex imprenditori) che a causa della crisi vivono momenti di difficoltà».Barbara Bulgarelli, direttore di Cna Terre d’argine, in rappresentanza di tutte le associazioni di categoria, ha espresso la soddisfazione per questa importante attività.
Anche i sindacati Cgil e Cisl hanno rimarcato il plauso all’amministrazione dell’Unione e alla Fondazione Cassa per lo stanziamento del fondo, e per la rapidità con cui è stato attivato.
«Si tratta di un intervento articolato - ha detto Olinto Artioli coordinatore di Cgil Carpi -, che coglie con puntualità la fotografia dei bisogni differenti che esistono sul territorio.
Ma c’è il rischio che tutto questo venga vanificato dai tagli e dal contenimento della spesa pubblica».
I sindacati hanno inoltre posto l’attenzione su due dati: uno fa riferimento al numero di disoccupati iscritti nelle liste, che sarebbero saliti a 8 mila; l’altro riguarda gli sfratti per morosità che ammontano a 1600 in provincia.
(fonte: ModenaQui)
martedì 8 giugno 2010
I numeri esaltano la crescita dell’ente. Ma il futuro preoccupa
E’ un raggiante Gian Fedele Ferrari a presentare il consuntivo 2009 della Fondazion e Cassa di Risparmio Carpi.
Lo stato dell’umore del presidente del resto riflette lo stato delle finanze dell’ente che ha raggiunto i 13 milioni di euro di avanzo.
E non è tutto: sono tanti, infatti, i punti positivi dell’esercizio dello scorso anno, illustrato a Palazzo Brusati-Bonasi a Carpi.
Ovviamente, però, non tutto è ‘rosa e fiori’ nel bilancio 2009, e anche per il futuro lo stesso Ferrari ha espresso una seria preoccupzione.
Ma procediamo con ordine.
E’ un 2009 di ripresa quello che emerge dai dati.
L’avanzo d’esercizio è di oltre 13 milioni di euro, a fronte della cifra esigua dell’anno precedente (34.487 euro).
Nel 2008 pesarono tantissimo sul rendiconto le svalutazioni degli strumenti finanziari, che determinarono una perdita di 11 milioni di euro; l’anno scorso, invece, la Fondazione Crc ha recuperato, ricavandone quasi un milione e mezzo.
Anche sul piano delle plusvalenze c’è un balzo in avanti, con 4 milioni e 480 mila contro i 268.947 dell’anno precedente.
Numeri che confermano la buona annata della Fondazione Crc, esaltata tra l’altro anche dal Sole24ore che ha eletto questo bilancio (insieme a quello di Torino), il migliore tra le Fondazioni di origine bancaria.
Alcune criticità vanno in ogni caso messe in luce, e riguardano principalmente i dividendi, che scendono a 4 milioni di euro, oltre 2 milioni in meno rispetto al precedente esercizio.
Anche le erogazioni sono diminuite, 6 milioni e 700 mila contro i 7 milioni e 400 dell’anno precedente.
Per quanto riguarda l’attività istituzionale dunque, le richieste di contributo prese in carico sono state 81, alle quali si aggiungono i 20 progetti realizzati in proprio dalla Fondazione, per un totale complessivo di 118 iniziative.
Continuando il raffronto con l’esercizio 2008 è evidente anche il calante peso delle azioni nella gestione finanziaria: se nel 2008 rappresentava un 39,14% del bilancio, nel 2009 la percentuale scende al 31,20.
Di conseguenza cresce la liquidità, che l’anno scorso ha inciso per il 14,71% mentre l’anno precedente si fermava al 4,84%.
E’ evidente la volontà di non rischiare troppo nella giungla instabile dei mercati finanziari: una politica che nel 2009 ha garantito un rendimento netto del 4,62%, ragguardevole ma, ad esempio, nettamente inferiore agli indici di Piazza Affari (ad esempio l’Ftse Italia All-share che ha fatto segnare un + 22%.
«Questi dati confermano la solidità dell’ente - ha fatto notare il presidente Ferrari -.
Il totale delle attività patrimoniali è salito a 348.765.116 euro, e il patrimonio netto si attesta a 312.668.022 euro, incrementato di oltre 4 milioni e mezzo rispetto al 2008.
I Fondi accantonati per la futura attività di erogazione risultano complessivamente di oltre 23 milioni e sono un’ottima garanzia».
E già, perché per in futuro ci sarà bisogno, eccome, di tranquillità.
Ferrari, infatti, dichiara: «Abbiamo fatto diverse simulazioni di investimenti, nessuna è risultato conveniente.
Per il 2010 prevedo un utile di 5 milioni di euro: non avremo fatto miracoli, ma neanche disastri».
Ulteriore elemento probativo della contrazione nella speculazione finanziaria è la notizia della soppressione del Comitato finanze all’interno del Consiglio di indirizzo.
Daniele Franda
Il Campus verso il ‘commissariamento’
Gian Fedele Ferrari torna a parlare del Campus e attacca subito il distretto della moda.
A margine della conferenza di presentazione dei dati relativi al bilancio 2009, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Carpi esce allo scoperto sul tema della società controllata che si occupa di alta formazione professionale.
E annuncia: «Il segretario della Fondazione, Enrico Bonasi avrà una delega all’interno del cda del Campus della Moda».
Si profila dunque una sorta di commissariamento per l’ente nato da in’idea dello stesso Ferrari e, ora, dopo il mancato interesse dimostrato dalle imprese del settore che avrebbero ‘dovuto’ partecipare attivamente e non lo hanno fatto, è divenuto troppo ingombrante.
Il presidente (che, ricordiamo, è uscito tempo fa dal cda del Campus insieme a Stefano Zanoli) aveva definito l’ente un «Polimoda di serie D» e aveva ‘scaricato’ di fatto il direttore (anche questo scelto da lui medesimo) Philip Taylor.
Il rapporto tra i due, idilliaco in fase di progettazione, si era incrinato già dalle primissime fasi di vita: durante l’inaugurazione Ferrari aveva definito il Campus un sogno da cui svegliarsi.
«I cda erano consapevoli che non sarebbe stata una passeggiata.
Il nostro pensiero quando lo istituimmo fu quello di destinare per la prima volta un milione e mezzo all’economia, il vero settore trainante di Carpi.
Ma le spese sono diventate insostenibili.
Anche lo stesso budget 2010 presentato dal consiglio del Campus è eccessivamente alto: ho imposto una riduzione di 250mila euro, per altro già recepita e accolta dallo stesso cda - ha dichiarato Ferrari -.
In ogni caso ci tengo a precisare che i consiglieri del Campus non prendono né gettoni né compensi.
E’ vero, abbiamo speso tanti soldi, ma non sono stati buttati.
E adesso non possiamo in ogni caso tornare indietro».
E allora si aprono le porte per le scommesse sul futuro del centro: la tanto attesa e decantata (dal sindaco Campedelli in sede di previsione di bilancio) fusione con Carpiformazione con ogni probabilità non ci sarà.
Lo dice lo stesso Ferrari, che la definisce «un’ipotesi di difficile attuazione».
«Affiancheremo Bonasi al consiglio di amministrazione del Campus, nella speranza che, controllandolo da vicino, possa recuperare la strada smarrita» ha concluso Ferrari.
(da.fra.)
(fonte: ModenaQui)
E’ un raggiante Gian Fedele Ferrari a presentare il consuntivo 2009 della Fondazion e Cassa di Risparmio Carpi.
Lo stato dell’umore del presidente del resto riflette lo stato delle finanze dell’ente che ha raggiunto i 13 milioni di euro di avanzo.
E non è tutto: sono tanti, infatti, i punti positivi dell’esercizio dello scorso anno, illustrato a Palazzo Brusati-Bonasi a Carpi.
Ovviamente, però, non tutto è ‘rosa e fiori’ nel bilancio 2009, e anche per il futuro lo stesso Ferrari ha espresso una seria preoccupzione.
Ma procediamo con ordine.
E’ un 2009 di ripresa quello che emerge dai dati.
L’avanzo d’esercizio è di oltre 13 milioni di euro, a fronte della cifra esigua dell’anno precedente (34.487 euro).
Nel 2008 pesarono tantissimo sul rendiconto le svalutazioni degli strumenti finanziari, che determinarono una perdita di 11 milioni di euro; l’anno scorso, invece, la Fondazione Crc ha recuperato, ricavandone quasi un milione e mezzo.
Anche sul piano delle plusvalenze c’è un balzo in avanti, con 4 milioni e 480 mila contro i 268.947 dell’anno precedente.
Numeri che confermano la buona annata della Fondazione Crc, esaltata tra l’altro anche dal Sole24ore che ha eletto questo bilancio (insieme a quello di Torino), il migliore tra le Fondazioni di origine bancaria.
Alcune criticità vanno in ogni caso messe in luce, e riguardano principalmente i dividendi, che scendono a 4 milioni di euro, oltre 2 milioni in meno rispetto al precedente esercizio.
Anche le erogazioni sono diminuite, 6 milioni e 700 mila contro i 7 milioni e 400 dell’anno precedente.
Per quanto riguarda l’attività istituzionale dunque, le richieste di contributo prese in carico sono state 81, alle quali si aggiungono i 20 progetti realizzati in proprio dalla Fondazione, per un totale complessivo di 118 iniziative.
Continuando il raffronto con l’esercizio 2008 è evidente anche il calante peso delle azioni nella gestione finanziaria: se nel 2008 rappresentava un 39,14% del bilancio, nel 2009 la percentuale scende al 31,20.
Di conseguenza cresce la liquidità, che l’anno scorso ha inciso per il 14,71% mentre l’anno precedente si fermava al 4,84%.
E’ evidente la volontà di non rischiare troppo nella giungla instabile dei mercati finanziari: una politica che nel 2009 ha garantito un rendimento netto del 4,62%, ragguardevole ma, ad esempio, nettamente inferiore agli indici di Piazza Affari (ad esempio l’Ftse Italia All-share che ha fatto segnare un + 22%.
«Questi dati confermano la solidità dell’ente - ha fatto notare il presidente Ferrari -.
Il totale delle attività patrimoniali è salito a 348.765.116 euro, e il patrimonio netto si attesta a 312.668.022 euro, incrementato di oltre 4 milioni e mezzo rispetto al 2008.
I Fondi accantonati per la futura attività di erogazione risultano complessivamente di oltre 23 milioni e sono un’ottima garanzia».
E già, perché per in futuro ci sarà bisogno, eccome, di tranquillità.
Ferrari, infatti, dichiara: «Abbiamo fatto diverse simulazioni di investimenti, nessuna è risultato conveniente.
Per il 2010 prevedo un utile di 5 milioni di euro: non avremo fatto miracoli, ma neanche disastri».
Ulteriore elemento probativo della contrazione nella speculazione finanziaria è la notizia della soppressione del Comitato finanze all’interno del Consiglio di indirizzo.
Daniele Franda
Il Campus verso il ‘commissariamento’
Ferrari vuole riprenderne il controllo
«Le aziende di moda non ci hanno seguito, probabilmente volevano degli ordini, ma noi non facciamo quel tipo di attività».Gian Fedele Ferrari torna a parlare del Campus e attacca subito il distretto della moda.
A margine della conferenza di presentazione dei dati relativi al bilancio 2009, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Carpi esce allo scoperto sul tema della società controllata che si occupa di alta formazione professionale.
E annuncia: «Il segretario della Fondazione, Enrico Bonasi avrà una delega all’interno del cda del Campus della Moda».
Si profila dunque una sorta di commissariamento per l’ente nato da in’idea dello stesso Ferrari e, ora, dopo il mancato interesse dimostrato dalle imprese del settore che avrebbero ‘dovuto’ partecipare attivamente e non lo hanno fatto, è divenuto troppo ingombrante.
Il presidente (che, ricordiamo, è uscito tempo fa dal cda del Campus insieme a Stefano Zanoli) aveva definito l’ente un «Polimoda di serie D» e aveva ‘scaricato’ di fatto il direttore (anche questo scelto da lui medesimo) Philip Taylor.
Il rapporto tra i due, idilliaco in fase di progettazione, si era incrinato già dalle primissime fasi di vita: durante l’inaugurazione Ferrari aveva definito il Campus un sogno da cui svegliarsi.
«I cda erano consapevoli che non sarebbe stata una passeggiata.
Il nostro pensiero quando lo istituimmo fu quello di destinare per la prima volta un milione e mezzo all’economia, il vero settore trainante di Carpi.
Ma le spese sono diventate insostenibili.
Anche lo stesso budget 2010 presentato dal consiglio del Campus è eccessivamente alto: ho imposto una riduzione di 250mila euro, per altro già recepita e accolta dallo stesso cda - ha dichiarato Ferrari -.
In ogni caso ci tengo a precisare che i consiglieri del Campus non prendono né gettoni né compensi.
E’ vero, abbiamo speso tanti soldi, ma non sono stati buttati.
E adesso non possiamo in ogni caso tornare indietro».
E allora si aprono le porte per le scommesse sul futuro del centro: la tanto attesa e decantata (dal sindaco Campedelli in sede di previsione di bilancio) fusione con Carpiformazione con ogni probabilità non ci sarà.
Lo dice lo stesso Ferrari, che la definisce «un’ipotesi di difficile attuazione».
«Affiancheremo Bonasi al consiglio di amministrazione del Campus, nella speranza che, controllandolo da vicino, possa recuperare la strada smarrita» ha concluso Ferrari.
(da.fra.)
(fonte: ModenaQui)
giovedì 29 aprile 2010
Ricevo e pubblico:
La "casta" della Fondazione rinomina sè stessa.
I consiglieri scelti da Ferrari hanno rieletto Ferrari e gli amici di Ferrari. Il PD sottoscrive in cambio di tre nomine politche tra cda e consiglio di indirizzo (i riconfermati Benincasa e Flammia e la "new entry" Rizzi), che si guarderanno bene dal disturbare il manovratore che li ha nominati e che riconoscerà loro i lauti gettoni di presenza e indennità.
La situazione è tra il desolante e il deprimente.
Spero che tra tre anni, associazioni provincia e comuni, piuttosto che essere sodali con questa "sottocasta", non partecipino all'elezione dei consiglieri di indirizzo in assenza di cambiamenti seri nei meccanismi di elezione.
Lorenzo Paluan
Gruppo Consiliare
Lista Civica Carpi a 5 Stelle beppegrillo.it
Partito della Rifondazione Comunista
La "casta" della Fondazione rinomina sè stessa.
I consiglieri scelti da Ferrari hanno rieletto Ferrari e gli amici di Ferrari. Il PD sottoscrive in cambio di tre nomine politche tra cda e consiglio di indirizzo (i riconfermati Benincasa e Flammia e la "new entry" Rizzi), che si guarderanno bene dal disturbare il manovratore che li ha nominati e che riconoscerà loro i lauti gettoni di presenza e indennità.
La situazione è tra il desolante e il deprimente.
Spero che tra tre anni, associazioni provincia e comuni, piuttosto che essere sodali con questa "sottocasta", non partecipino all'elezione dei consiglieri di indirizzo in assenza di cambiamenti seri nei meccanismi di elezione.
Lorenzo Paluan
Gruppo Consiliare
Lista Civica Carpi a 5 Stelle beppegrillo.it
Partito della Rifondazione Comunista
mercoledì 28 aprile 2010
Niente rinnovo per i tre che si opposero all’acquisto del terreno di Santa Croce
Si è tenuta lunedì scorso la seduta del Consiglio di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi che ha provveduto a nominare il nuovo consiglio d’amministrazione.
Rieletti Gian Fedele Ferrari, Mauro Benincasa, Angelo Flammia e Riccardo Pelliciardi, mentre entrano per la prima volta Silvio Pederzoli, Claudio Saraceni e Tonino Zanoli.
Nominati anche - a seguito della prossima scadenza dei mandati - i nuovi componenti del consiglio di indirizzo che sono stati designati da Camera di Commercio di Modena, Provincia di Modena, Comune di Carpi, Comune di Soliera e Comune di Novi di Modena: sono stati eletti rispettivamente Giovanni Paini, Marco Gasparini, Lella Rizzi, Andrea Aldrovandi, Giuseppe Ferrario, Cinzia Principi, Maurizio Vescovini e Eleno Dondi.
Sempre nel corso della seduta è stato approvato all’unanimità il bilancio d’esercizio per il 2009, che ha portato l’ente di Palazzo Brusati a raggiungere un avanzo netto di 13.277.286,53 euro.
(da.fra.)
Benatti (Pdl): «Ormai il sindaco non ha più peso sulle nomine»
Via i tre ‘dissidenti’ dal cda della Fondazione Cassa.
Sono novità eclatanti quelle uscite dalla seduta di lunedì scorso del consiglio di indirizzo, chiamato a nominare i nuovi componenti dell’organo di amministrazione per i prossimi quattro anni.
Se la riconferma di Ferrari appariva del tutto scontata, a far notizia è sicuramente il benservito dato a Elisetta Bellelli, Edoardo Patriarca e Stefano Zanoli.
Tre nomi che riecheggiano ancora tra le mura di Palazzo Brusati, da quando si opposero all’acquisto del terreno di Traversa San Giorgio, nell’unica votazione dello scorso mandato che non si è risolta con l’approvazione all’unanimità. E così diventa un esercizio elementare e scontato l’accostamento tra quella vicenda e l’epurazione dei tre dal nuovo cda. Le riconferme di Angelo Flammia, Riccardo Pelliciardi (i due, insieme al presidente, votarono a favore dell’investimento) e Mauro Benincasa (che decise di non partecipare al voto), sembrerebbero inoltre dare adito a quella che sembra più di una congettura.
Se poi si pensa che, tra gli esclusi, i primi due erano al terzo mandato ma tecnicamente rieleggibili (la stessa identica situazione del rieletto presidente Ferrari), e il terzo aveva svolto un solo mandato, le nomine del nuovo organo assumono contorni quasi da film giallo.
Sulla Fondazione da mesi esiste un acceso dibattito, in cui le forze politiche sono intervenute a più riprese per portare il proprio apporto sul futuro di un ente tanto importante per la città.
La necessità di aprire un dialogo tra la Fondazione e la città è stata ravvisata anche dall’uscente Bellelli, che pur non commentando la sua esclusione, ha commentato le polemiche scatenate da Alleanza per Carpi: «Il partito di Giliola Pivetti ha avuto coraggio, anche se non condivido la metodologia. Sostengo l’importanza da parte dell’ente di allargare il confronto a tutte le componenti del territorio».
Non poteva mancare il commento della stessa capogruppo di ApC: «Niente di nuovo - sottolinea Pivetti - in discussione non è la capacità dei singoli, ma il livello di autonomia che garantiranno sui banchi dell’organo di amministrazione».
Più tagliente la critica di Roberto Benatti (Pdl): «Queste nomine indicano che il sindaco di Carpi non conta niente all’interno della Fondazione.
Campedelli voleva un posto nel Cda per Lella Rizzi (l’ex assessore al Centro storico è stata nominata consigliere d’indirizzo, ndr), mentre è stato confermato Flammia (ex sindaco di Soliera) nome indicato dal segretario provinciale Pd Baruffi.
Pederzoli è un professionista vicino al presidente, Benincasa e Saraceni sono stati promossi, l’uno per non essersi opposto all’acquisto del terreno di Santa Croce, l’altro dal consiglio di indirizzo quale presidente della Cna carpigiana».
A giochi ormai fatti, non è così errato riscontrare l’allontanamento di ogni voce fuori dal coro da Palazzo Brusati.
Insomma, da oggi la Fondazione Cassa sarà ancora più Fedele.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Nell’organo di indirizzo, tre nomi dalla forte connotazione politica
Le polemiche non hanno riguardato solo le nomine del nuovo consiglio d’amministrazione, ma anche quelle per il consiglio d’indirizzo.
A scorrere bene i nomi dei nuovi membri designati da Camera di Commercio di Modena, Provincia di Modena, e i comuni di Carpi, Soliera e Novi, ci si accorge che gran parte di questi sono legati o direttamente riconducibili a logiche di partito sempre negate dall’amministrazione e dalla Fondazione stessa.
Per quanto riguarda i tre nomi ‘pescati’ dalle terne del Comune di Carpi, due sono rielezioni (Ferrario e Aldrovandi), mentre la terza è l’ex consigliere comunale dei Ds Cinzia Principi, oggi impegnata nel Pd.
«La storia dei curriculum è una presa per i fondelli - sbotta Benatti (Pdl) -, possono anche non inviarli che tanto si sa già chi verrà eletto».
Lo stesso discorso fatto per le terne carpigiane vale anche per Novi e Soliera: Eleno Dondi, ex assessore nella giunta novese della scorsa legislatura, e Maurizio Vescovini, primo dei non eletti nella lista del Pd di Soliera.
«Dalle nomine di Novi è stato escluso una personalità come Adamo Neri, mentre va rilevato che non c’è nessun rappresentante della Lapam - conclude Benatti, stavolta nella veste di consigliere provinciale dell’associazione -, il che denota il suo scarso peso politico».
(da.fra.)
Così Gian Fedele Ferrari, presidente uscente e rieletto della Fondazione, allontana le polemiche e ogni supposizione di ‘pressioni’ interne.
«Le liste sono chiuse, hanno scelto questi sette ritenendo di dover cambiare tre componenti - continua Ferrari -.
Non c’è stato nessuno scontro, magari qualche dibattito ma è normale e giusto così.
In quattro anni questo Cda ha approvato all’unanimità più di cento delibere, solo una ha visto qualche voto contrario».
Il riferimento è ovviamente alla decisione dell’acquisto del famoso terreno di Traversa San Giorgio, noto anche per le polemiche che accompagnarono la notizia e il costo dell’investimento.
«La mancata riconferma dei tre consiglieri non è assolutamente da ricondurre a quell’episodio» spiega il presidente.
«Anche nel consiglio di indirizzo c’è stato un cambiamento, con sei nuovi su otto».
(da.fra.)
Si è tenuta lunedì scorso la seduta del Consiglio di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi che ha provveduto a nominare il nuovo consiglio d’amministrazione.
Rieletti Gian Fedele Ferrari, Mauro Benincasa, Angelo Flammia e Riccardo Pelliciardi, mentre entrano per la prima volta Silvio Pederzoli, Claudio Saraceni e Tonino Zanoli.
Nominati anche - a seguito della prossima scadenza dei mandati - i nuovi componenti del consiglio di indirizzo che sono stati designati da Camera di Commercio di Modena, Provincia di Modena, Comune di Carpi, Comune di Soliera e Comune di Novi di Modena: sono stati eletti rispettivamente Giovanni Paini, Marco Gasparini, Lella Rizzi, Andrea Aldrovandi, Giuseppe Ferrario, Cinzia Principi, Maurizio Vescovini e Eleno Dondi.
Sempre nel corso della seduta è stato approvato all’unanimità il bilancio d’esercizio per il 2009, che ha portato l’ente di Palazzo Brusati a raggiungere un avanzo netto di 13.277.286,53 euro.
(da.fra.)
Benatti (Pdl): «Ormai il sindaco non ha più peso sulle nomine»
Via i tre ‘dissidenti’ dal cda della Fondazione Cassa.
Sono novità eclatanti quelle uscite dalla seduta di lunedì scorso del consiglio di indirizzo, chiamato a nominare i nuovi componenti dell’organo di amministrazione per i prossimi quattro anni.
Se la riconferma di Ferrari appariva del tutto scontata, a far notizia è sicuramente il benservito dato a Elisetta Bellelli, Edoardo Patriarca e Stefano Zanoli.
Tre nomi che riecheggiano ancora tra le mura di Palazzo Brusati, da quando si opposero all’acquisto del terreno di Traversa San Giorgio, nell’unica votazione dello scorso mandato che non si è risolta con l’approvazione all’unanimità. E così diventa un esercizio elementare e scontato l’accostamento tra quella vicenda e l’epurazione dei tre dal nuovo cda. Le riconferme di Angelo Flammia, Riccardo Pelliciardi (i due, insieme al presidente, votarono a favore dell’investimento) e Mauro Benincasa (che decise di non partecipare al voto), sembrerebbero inoltre dare adito a quella che sembra più di una congettura.
Se poi si pensa che, tra gli esclusi, i primi due erano al terzo mandato ma tecnicamente rieleggibili (la stessa identica situazione del rieletto presidente Ferrari), e il terzo aveva svolto un solo mandato, le nomine del nuovo organo assumono contorni quasi da film giallo.
Sulla Fondazione da mesi esiste un acceso dibattito, in cui le forze politiche sono intervenute a più riprese per portare il proprio apporto sul futuro di un ente tanto importante per la città.
La necessità di aprire un dialogo tra la Fondazione e la città è stata ravvisata anche dall’uscente Bellelli, che pur non commentando la sua esclusione, ha commentato le polemiche scatenate da Alleanza per Carpi: «Il partito di Giliola Pivetti ha avuto coraggio, anche se non condivido la metodologia. Sostengo l’importanza da parte dell’ente di allargare il confronto a tutte le componenti del territorio».
Non poteva mancare il commento della stessa capogruppo di ApC: «Niente di nuovo - sottolinea Pivetti - in discussione non è la capacità dei singoli, ma il livello di autonomia che garantiranno sui banchi dell’organo di amministrazione».
Più tagliente la critica di Roberto Benatti (Pdl): «Queste nomine indicano che il sindaco di Carpi non conta niente all’interno della Fondazione.
Campedelli voleva un posto nel Cda per Lella Rizzi (l’ex assessore al Centro storico è stata nominata consigliere d’indirizzo, ndr), mentre è stato confermato Flammia (ex sindaco di Soliera) nome indicato dal segretario provinciale Pd Baruffi.
Pederzoli è un professionista vicino al presidente, Benincasa e Saraceni sono stati promossi, l’uno per non essersi opposto all’acquisto del terreno di Santa Croce, l’altro dal consiglio di indirizzo quale presidente della Cna carpigiana».
A giochi ormai fatti, non è così errato riscontrare l’allontanamento di ogni voce fuori dal coro da Palazzo Brusati.
Insomma, da oggi la Fondazione Cassa sarà ancora più Fedele.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Nell’organo di indirizzo, tre nomi dalla forte connotazione politica
Le polemiche non hanno riguardato solo le nomine del nuovo consiglio d’amministrazione, ma anche quelle per il consiglio d’indirizzo.
A scorrere bene i nomi dei nuovi membri designati da Camera di Commercio di Modena, Provincia di Modena, e i comuni di Carpi, Soliera e Novi, ci si accorge che gran parte di questi sono legati o direttamente riconducibili a logiche di partito sempre negate dall’amministrazione e dalla Fondazione stessa.
Per quanto riguarda i tre nomi ‘pescati’ dalle terne del Comune di Carpi, due sono rielezioni (Ferrario e Aldrovandi), mentre la terza è l’ex consigliere comunale dei Ds Cinzia Principi, oggi impegnata nel Pd.
«La storia dei curriculum è una presa per i fondelli - sbotta Benatti (Pdl) -, possono anche non inviarli che tanto si sa già chi verrà eletto».
Lo stesso discorso fatto per le terne carpigiane vale anche per Novi e Soliera: Eleno Dondi, ex assessore nella giunta novese della scorsa legislatura, e Maurizio Vescovini, primo dei non eletti nella lista del Pd di Soliera.
«Dalle nomine di Novi è stato escluso una personalità come Adamo Neri, mentre va rilevato che non c’è nessun rappresentante della Lapam - conclude Benatti, stavolta nella veste di consigliere provinciale dell’associazione -, il che denota il suo scarso peso politico».
(da.fra.)
Ma per Gian Fedele Ferrari «non c’è nessuna cospirazione»
«Nessuna cospirazione, i consiglieri di indirizzo hanno ritenuto opportuno scegliere questa lista».Così Gian Fedele Ferrari, presidente uscente e rieletto della Fondazione, allontana le polemiche e ogni supposizione di ‘pressioni’ interne.
«Le liste sono chiuse, hanno scelto questi sette ritenendo di dover cambiare tre componenti - continua Ferrari -.
Non c’è stato nessuno scontro, magari qualche dibattito ma è normale e giusto così.
In quattro anni questo Cda ha approvato all’unanimità più di cento delibere, solo una ha visto qualche voto contrario».
Il riferimento è ovviamente alla decisione dell’acquisto del famoso terreno di Traversa San Giorgio, noto anche per le polemiche che accompagnarono la notizia e il costo dell’investimento.
«La mancata riconferma dei tre consiglieri non è assolutamente da ricondurre a quell’episodio» spiega il presidente.
«Anche nel consiglio di indirizzo c’è stato un cambiamento, con sei nuovi su otto».
(da.fra.)
giovedì 22 aprile 2010
Su TEMPO del 23 aprile
Tutto il mondo è paese!
"Scendere di numero non è facile perché gli enti vogliono mantenere la loro rappresentanza". E' la risposta del Presidentissimo bolognese Fabio Roversi Monaco all'inchiesta sulle fondazioni bancarie "Il consiglio costa più del personale" pubblicata dal Sole 24 Ore. L'uomo che ha ricoperto le più importanti cariche all'ombra delle Due Torri è stato lapidario. Magnifico Rettore dell'Università di Bologna, poi Presidente delle Fiere di Bologna, Roversi Monaco, il grande manovratore della politica bolognese, è oggi Presidente della Fondazione Carisbo, quella che spende di più per spese istituzionali: 1,5 milioni nel 2009 (45 i componenti gli organi statutari). In base ai dati pubblicati da Il Sole 24 ore, per i gettoni di presenza di consiglieri d'amministrazione, componenti degli organi d'indirizzo, collegi dei revisori e sindaci (579 persone in tutto) delle 19 fondazioni emiliano - romagnole, nel 2008 sono stati spesi 8,4 milioni. Un compenso medio annuale di 14.500 euro a testa per svolgere funzioni di controllo e indirizzo di questi enti di origine bancaria nati per scopi di utilità collettiva. Ci sono fondazioni (Vignola) in cui i gettoni possono arrivare a mille euro a seduta. Nel caso della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, ogni membro del Consiglio d'Indirizzo percepisce 500 euro in occasione delle sedute plenarie, 250 euro a seduta per il Cda e per le commissioni, 150 euro per il Cda delle società controllate. I gettoni si sommano ai compensi fissi annuali: per la carica di Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi si percepiscono 80mila euro, per la carica di Vice Presidente 30mila, per la carica di Consigliere del Cda 18mila euro. Numeri, quelli della Fondazione Crc, sostanzialmente in linea con quelli delle Fondazioni simili per dimensioni ed erogazioni (vedi tabella). Mancano i dati del 2009 della Fondazione Crc perché il bilancio verrà approvato a fine aprile. Per quelle Fondazioni che conservano partecipazioni bancarie (non la Crc), il 2009 si chiuderà con spese stabili per gli "organi statutari" (a 6,6 milioni) e in lieve crescita per il personale (+4,5%), nostante la crisi abbia portato in dote tagli da parte delle banche di riferimento ed erogazioni in calo del 31% (da 193,2 a 133,5 milioni). "Si parla dunque - scrive il Sole 24 Ore - di esborsi per gli organi statutari che nel 2009 hanno pesato per il 5% sul totale delle erogazioni. La percentuale si alza al 10% se si considerano anche le spese di personale che, per dare un ordine di grandezza, nel 2008 hanno di poco superato gli 8 milioni". Due binari, due velocità diverse. Se, come ammette Roversi Monaco, scendere di numero all'interno degli organismi non è facile, pare ancora meno probabile che gli amministratori delle Fondazioni possano prendere in considerazione la possibilità, pure prevista, di svolgere la loro opera gratuitamente. Così stanno le cose. Senza dubbio attorno alle fondazioni si giocano partite importantissime per la vita delle comunità. La Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi non rappresenta un 'caso'.
Sara Gelli
Tutto il mondo è paese!
"Scendere di numero non è facile perché gli enti vogliono mantenere la loro rappresentanza". E' la risposta del Presidentissimo bolognese Fabio Roversi Monaco all'inchiesta sulle fondazioni bancarie "Il consiglio costa più del personale" pubblicata dal Sole 24 Ore. L'uomo che ha ricoperto le più importanti cariche all'ombra delle Due Torri è stato lapidario. Magnifico Rettore dell'Università di Bologna, poi Presidente delle Fiere di Bologna, Roversi Monaco, il grande manovratore della politica bolognese, è oggi Presidente della Fondazione Carisbo, quella che spende di più per spese istituzionali: 1,5 milioni nel 2009 (45 i componenti gli organi statutari). In base ai dati pubblicati da Il Sole 24 ore, per i gettoni di presenza di consiglieri d'amministrazione, componenti degli organi d'indirizzo, collegi dei revisori e sindaci (579 persone in tutto) delle 19 fondazioni emiliano - romagnole, nel 2008 sono stati spesi 8,4 milioni. Un compenso medio annuale di 14.500 euro a testa per svolgere funzioni di controllo e indirizzo di questi enti di origine bancaria nati per scopi di utilità collettiva. Ci sono fondazioni (Vignola) in cui i gettoni possono arrivare a mille euro a seduta. Nel caso della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, ogni membro del Consiglio d'Indirizzo percepisce 500 euro in occasione delle sedute plenarie, 250 euro a seduta per il Cda e per le commissioni, 150 euro per il Cda delle società controllate. I gettoni si sommano ai compensi fissi annuali: per la carica di Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi si percepiscono 80mila euro, per la carica di Vice Presidente 30mila, per la carica di Consigliere del Cda 18mila euro. Numeri, quelli della Fondazione Crc, sostanzialmente in linea con quelli delle Fondazioni simili per dimensioni ed erogazioni (vedi tabella). Mancano i dati del 2009 della Fondazione Crc perché il bilancio verrà approvato a fine aprile. Per quelle Fondazioni che conservano partecipazioni bancarie (non la Crc), il 2009 si chiuderà con spese stabili per gli "organi statutari" (a 6,6 milioni) e in lieve crescita per il personale (+4,5%), nostante la crisi abbia portato in dote tagli da parte delle banche di riferimento ed erogazioni in calo del 31% (da 193,2 a 133,5 milioni). "Si parla dunque - scrive il Sole 24 Ore - di esborsi per gli organi statutari che nel 2009 hanno pesato per il 5% sul totale delle erogazioni. La percentuale si alza al 10% se si considerano anche le spese di personale che, per dare un ordine di grandezza, nel 2008 hanno di poco superato gli 8 milioni". Due binari, due velocità diverse. Se, come ammette Roversi Monaco, scendere di numero all'interno degli organismi non è facile, pare ancora meno probabile che gli amministratori delle Fondazioni possano prendere in considerazione la possibilità, pure prevista, di svolgere la loro opera gratuitamente. Così stanno le cose. Senza dubbio attorno alle fondazioni si giocano partite importantissime per la vita delle comunità. La Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi non rappresenta un 'caso'.
Sara Gelli
domenica 18 aprile 2010
Ricevo e pubblico:
Le Associazioni di volontariato che hanno preso posizione sulla Fondazione Cassa di Risparmio hanno portato una nota in più al dibattito sacrosanto che si è aperto finalmente in città.
E' comprensibile che esprimano gratitudine per essere state ospitate nella Casa del Volontariato, anche se quasi tutte le Associazioni di Carpi avevano già una sede, però si dichiarano giustamente inserite nel contesto politico carpigiano ed è in nome di questa visione politica più larga che potrebbero allargare le loro opinioni.
Se no, disapprovando chi secondo loro spara sentenze, finiscono per sparare loro reali sentenze.
Alleanza Per CARPI infatti si è ben documentata prima di pronunciarsi e, tra le attività che ritiene improprie della Fondazione, mette prima di tutto la gestione di San Rocco e l'acquisto del terreno di Santa Croce, la Casa del Volontariato è tra ciò che non avrebbe spinto a prendere posizione, ma solo tra ciò che è opinabile.
Riteniamo improprio anche avere creato una apposita sub-fondazione per gestire la Casa del Volontariato, al costo di 12.000 euro per il Presidente, 8.000 per il Vicepresidente, 6.000 a testa per gli altri 5 Consiglieri, più 150 a testa per le sedute; e ognuna di queste persone cumula gettoni e cariche all'interno della Fondazione.
Care Associazioni, non ci verrete a dire che anche voi non pensate quello che pensiamo noi di tutto ciò......
Quando sarete in riunione con questi consiglieri, provate a riflettere su questo e poi ditemi se vi sentite così neutri come cittadini carpigiani.
Firmato
Giliola Pivetti
Le Associazioni di volontariato che hanno preso posizione sulla Fondazione Cassa di Risparmio hanno portato una nota in più al dibattito sacrosanto che si è aperto finalmente in città.
E' comprensibile che esprimano gratitudine per essere state ospitate nella Casa del Volontariato, anche se quasi tutte le Associazioni di Carpi avevano già una sede, però si dichiarano giustamente inserite nel contesto politico carpigiano ed è in nome di questa visione politica più larga che potrebbero allargare le loro opinioni.
Se no, disapprovando chi secondo loro spara sentenze, finiscono per sparare loro reali sentenze.
Alleanza Per CARPI infatti si è ben documentata prima di pronunciarsi e, tra le attività che ritiene improprie della Fondazione, mette prima di tutto la gestione di San Rocco e l'acquisto del terreno di Santa Croce, la Casa del Volontariato è tra ciò che non avrebbe spinto a prendere posizione, ma solo tra ciò che è opinabile.
Riteniamo improprio anche avere creato una apposita sub-fondazione per gestire la Casa del Volontariato, al costo di 12.000 euro per il Presidente, 8.000 per il Vicepresidente, 6.000 a testa per gli altri 5 Consiglieri, più 150 a testa per le sedute; e ognuna di queste persone cumula gettoni e cariche all'interno della Fondazione.
Care Associazioni, non ci verrete a dire che anche voi non pensate quello che pensiamo noi di tutto ciò......
Quando sarete in riunione con questi consiglieri, provate a riflettere su questo e poi ditemi se vi sentite così neutri come cittadini carpigiani.
Firmato
Giliola Pivetti
sabato 10 aprile 2010
Nel corso del Consiglio comunale di Carpi di ieri, giovedì 8 aprile, il Sindaco Enrico Campedelli ha comunicato di avere trasmesso alla sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi i nomi dei candidati alla carica di componenti il Consiglio di indirizzo della stessa istituzione, che devono essere indicati da parte dell’ente locale. I 9 nomi sono divisi in tre terne, così composte:
(Fonte: CarpiDiem.it)
- Vincenzo Commisso/Giuseppe Ferrario/Gianfranco Saetti;
- Andrea Aldrovandi/Graziella Costantini/Lauro Casarini;
- Cinzia Principi/Milena Morini/Alessia Ferrari.
(Fonte: CarpiDiem.it)
venerdì 2 aprile 2010
«La Casa che ha finanziato non è una spesa inutile»
Le associazioni di volontariato corrono in soccorso della Fondazione e provano a gettare acqua sul fuoco delle polemiche innescate da Alleanza per Carpi.
È proprio nei confronti di uno specifico investimento fatto dall’ente, quella Casa del Volontariato inaugurata a fine ottobre 2009, che si concentra la difesa da parte di 23 associazioni ospitate nello stabile di via Peruzzi.
Con un testo diramato nel pomeriggio di ieri, queste associazioni si schierano contro la posizione assunta dalla lista di Giliola Pivetti, che nel documento di ‘denuncia’ dell’operato della Fondazione ha incluso la Casa del Volontariato nella lista degli investimenti-spreco.
«In un momento di grave crisi economica - si legge nella nota - di contrazione delle risorse pubbliche, di difficoltà crescenti per tante famiglie alle quali il volontariato, in collaborazione con le altre istituzioni cittadine, cerca di dare una risposta a partire dalla qualità delle relazioni, definire la Casa del Volontariato come un ‘investimento inutile’ è sintomo di indifferenza e di scarsa conoscenza delle reali esigenze del territorio».
I firmatari del comunicato, tra cui Ancescao, Coop.
Il Mantello, Università Libera Età ‘Natalia Ginzburg’, Gruppo Parkinson, Amnesty International Carpi, U.S.H.A.C., Comitato Progetto Chernobyl e ADMO, esprimono una valutazione molto positiva dei primi mesi di vita della Casa: «Il nostro intervento prende spunto dalla realtà che viviamo quotidianamente, che si declina con parole come gratuità, servizio, attenzione ai bisogni.
Una realtà che da sempre necessita di luoghi e di spazi idonei: è ciò che si è realizzato per 47 associazioni, che coinvolgono migliaia di cittadini, con la sistemazione delle rispettive sedi all’interno della Casa del Volontariato.
Un contesto dignitoso, con servizi comuni, che consente di sviluppare sinergie e progetti comuni in tanti settori.
All’interno della Casa del Volontariato ha trovato spazio e possibilità di svilupparsi la ‘cittadinanza attiva’».
La possibilità di fare rete è dunque un motivo più che valido per ritenere utile l’investimento.
Ma sul documento rimane l’ombra di una scarsa cooperazione tra le associazioni: infatti, alcuni tra quei 24 enti che, pur essendo ospitate all’interno della Casa, non hanno firmato il testo, hanno fatto sapere di non essere state messe al corrente dell’iniziativa, pur condividendone il contenuto.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Le associazioni di volontariato corrono in soccorso della Fondazione e provano a gettare acqua sul fuoco delle polemiche innescate da Alleanza per Carpi.
È proprio nei confronti di uno specifico investimento fatto dall’ente, quella Casa del Volontariato inaugurata a fine ottobre 2009, che si concentra la difesa da parte di 23 associazioni ospitate nello stabile di via Peruzzi.
Con un testo diramato nel pomeriggio di ieri, queste associazioni si schierano contro la posizione assunta dalla lista di Giliola Pivetti, che nel documento di ‘denuncia’ dell’operato della Fondazione ha incluso la Casa del Volontariato nella lista degli investimenti-spreco.
«In un momento di grave crisi economica - si legge nella nota - di contrazione delle risorse pubbliche, di difficoltà crescenti per tante famiglie alle quali il volontariato, in collaborazione con le altre istituzioni cittadine, cerca di dare una risposta a partire dalla qualità delle relazioni, definire la Casa del Volontariato come un ‘investimento inutile’ è sintomo di indifferenza e di scarsa conoscenza delle reali esigenze del territorio».
I firmatari del comunicato, tra cui Ancescao, Coop.
Il Mantello, Università Libera Età ‘Natalia Ginzburg’, Gruppo Parkinson, Amnesty International Carpi, U.S.H.A.C., Comitato Progetto Chernobyl e ADMO, esprimono una valutazione molto positiva dei primi mesi di vita della Casa: «Il nostro intervento prende spunto dalla realtà che viviamo quotidianamente, che si declina con parole come gratuità, servizio, attenzione ai bisogni.
Una realtà che da sempre necessita di luoghi e di spazi idonei: è ciò che si è realizzato per 47 associazioni, che coinvolgono migliaia di cittadini, con la sistemazione delle rispettive sedi all’interno della Casa del Volontariato.
Un contesto dignitoso, con servizi comuni, che consente di sviluppare sinergie e progetti comuni in tanti settori.
All’interno della Casa del Volontariato ha trovato spazio e possibilità di svilupparsi la ‘cittadinanza attiva’».
La possibilità di fare rete è dunque un motivo più che valido per ritenere utile l’investimento.
Ma sul documento rimane l’ombra di una scarsa cooperazione tra le associazioni: infatti, alcuni tra quei 24 enti che, pur essendo ospitate all’interno della Casa, non hanno firmato il testo, hanno fatto sapere di non essere state messe al corrente dell’iniziativa, pur condividendone il contenuto.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
giovedì 1 aprile 2010
Dal sito della Caritas Diocesana di Carpi:
Esprimo alcune opinioni sulla Fondazione, da aggiungere a quelle del dibattito che, finalmente, è in corso in queste settimane e che precede il rinnovo dei consigli. Alcune opinioni le ho già espresse, a più riprese, negli anni scorsi e si concentravano, da un lato, sui nuovi enti creati, sulle scelte, sulle spese, sugli investimenti fatti e, dall’altro, sul bisogno di case a prezzi accessibili che presenta il nostro territorio.
Tale esigenza è sempre più consistente col procedere degli effetti della crisi. Se infatti non si coglie l’occasione di quella che è unanimemente definita come la crisi economica più grave del dopoguerra, quando mai si avrà il coraggio di intervenire su un bisogno così importante come quello della casa?
Ribadito questo bisogno essenziale del nostro territorio, credo che valutare una Fondazione solo sulla base della quantità di soldi erogati, come è stato fatto in questi giorni, sia molto riduttivo. Oltre alla quantità di soldi erogati, credo sia giusto anche valutare il metodo seguito: come, a chi e per cosa sono stati erogati questi fondi?
In merito al patrimonio della Fondazione non ho elementi per esprimere un giudizio sulla capacità del Presidente e del Consiglio di amministrazione di gestirlo. Chi opera nel settore bancario/finanziario ha certamente più strumenti e conoscenze per farlo. Per esprimere giudizi e fare paragoni sulla gestione economico/finanziaria della Fondazione ci vorrebbe un’altra Fondazione, con lo stesso patrimonio, lo stesso territorio e la medesima lunga presidenza: impossibile! Una lettura comparativa dei bilanci, invece, degli investimenti, delle erogazioni e dei risultati raggiunti dalle fondazioni bancarie, potrebbe essere oggetto di uno studio alla portata di molti centri di ricerca e potrebbe costituire un servizio utile a tutte le fondazioni ex bancarie ed ai loro territori.
Con riguardo al dibattito in corso, la Fondazione deve essere espressione, oltre che del Presidente, anche di tutti gli altri consiglieri: di indirizzo e di amministrazione. Ora capisco che ciò che deve “uscire” in modo ufficiale sia la posizione maggioritaria, raggiunta dall’ente dopo il dibattito nei consigli; arrivo anche a capire che questa coincida molto spesso con la posizione del Presidente. Ciò che non è credibile però è che non vi siano posizioni discordanti o alternative o che, nel caso vi siano, non siano mai messe a disposizione del territorio, per arricchirlo. Lo stesso discorso vale anche per il Comune e per la maggioranza che lo governa, che in questi giorni ha visto un solo consigliere prendere una posizione…fuori dal coro.
Per i nuovi consigli ed il nuovo presidente da eleggere - precisato che non ho nulla di personale col presidente Ferrari, che non conosco e non ho mai avuto occasione di incontrare - è proprio così sconvolgente pensare che un territorio di 100.000 abitanti possa esprimere, dopo tanti anni, altre persone oltre a Ferrari per guidare la sua (del territorio) Fondazione?
In conclusione intendo avanzare anche al nuovo Consiglio la proposta che da anni facciamo alla Fondazione e che finora è rimasta inascoltata: investa anche in case ad affitti accessibili, in progetti di social housing!! Lo hanno fatto altre fondazioni bancarie, perché quella di Carpi no?
Stefano Facchini
Esprimo alcune opinioni sulla Fondazione, da aggiungere a quelle del dibattito che, finalmente, è in corso in queste settimane e che precede il rinnovo dei consigli. Alcune opinioni le ho già espresse, a più riprese, negli anni scorsi e si concentravano, da un lato, sui nuovi enti creati, sulle scelte, sulle spese, sugli investimenti fatti e, dall’altro, sul bisogno di case a prezzi accessibili che presenta il nostro territorio.
Tale esigenza è sempre più consistente col procedere degli effetti della crisi. Se infatti non si coglie l’occasione di quella che è unanimemente definita come la crisi economica più grave del dopoguerra, quando mai si avrà il coraggio di intervenire su un bisogno così importante come quello della casa?
Ribadito questo bisogno essenziale del nostro territorio, credo che valutare una Fondazione solo sulla base della quantità di soldi erogati, come è stato fatto in questi giorni, sia molto riduttivo. Oltre alla quantità di soldi erogati, credo sia giusto anche valutare il metodo seguito: come, a chi e per cosa sono stati erogati questi fondi?
In merito al patrimonio della Fondazione non ho elementi per esprimere un giudizio sulla capacità del Presidente e del Consiglio di amministrazione di gestirlo. Chi opera nel settore bancario/finanziario ha certamente più strumenti e conoscenze per farlo. Per esprimere giudizi e fare paragoni sulla gestione economico/finanziaria della Fondazione ci vorrebbe un’altra Fondazione, con lo stesso patrimonio, lo stesso territorio e la medesima lunga presidenza: impossibile! Una lettura comparativa dei bilanci, invece, degli investimenti, delle erogazioni e dei risultati raggiunti dalle fondazioni bancarie, potrebbe essere oggetto di uno studio alla portata di molti centri di ricerca e potrebbe costituire un servizio utile a tutte le fondazioni ex bancarie ed ai loro territori.
Con riguardo al dibattito in corso, la Fondazione deve essere espressione, oltre che del Presidente, anche di tutti gli altri consiglieri: di indirizzo e di amministrazione. Ora capisco che ciò che deve “uscire” in modo ufficiale sia la posizione maggioritaria, raggiunta dall’ente dopo il dibattito nei consigli; arrivo anche a capire che questa coincida molto spesso con la posizione del Presidente. Ciò che non è credibile però è che non vi siano posizioni discordanti o alternative o che, nel caso vi siano, non siano mai messe a disposizione del territorio, per arricchirlo. Lo stesso discorso vale anche per il Comune e per la maggioranza che lo governa, che in questi giorni ha visto un solo consigliere prendere una posizione…fuori dal coro.
Per i nuovi consigli ed il nuovo presidente da eleggere - precisato che non ho nulla di personale col presidente Ferrari, che non conosco e non ho mai avuto occasione di incontrare - è proprio così sconvolgente pensare che un territorio di 100.000 abitanti possa esprimere, dopo tanti anni, altre persone oltre a Ferrari per guidare la sua (del territorio) Fondazione?
In conclusione intendo avanzare anche al nuovo Consiglio la proposta che da anni facciamo alla Fondazione e che finora è rimasta inascoltata: investa anche in case ad affitti accessibili, in progetti di social housing!! Lo hanno fatto altre fondazioni bancarie, perché quella di Carpi no?
Stefano Facchini
Il direttore della Caritas chiede un cambio di rotta
Il dibattito sulla Fondazione cresce e si arricchisce con un altro intervento di spessore: dopo le bordate del consigliere Pd RobertoArletti , stavolta è il direttore della Caritas di Carpi, Stefano Facchini, a fornire il proprio punto di vista sulla polemica scatenatasi su Palazzo Brusati.
Dal sito internet dell’ente diocesano, Facchini esordisce nella sua analisi critica con la nota dolente del disagio abitativo e delle politiche annesse, che ha più volte portato all’attenzione della dirigenza della Fondazione senza trovare risposte concrete: «Il bisogno di case a prezzi accessibili è sempre più consistente col procedere degli effetti della crisi.
Se infatti non si coglie l’occasione di quella che è unanimemente definita come la crisi economica più grave del dopoguerra, quando mai si avrà il coraggio di intervenire su un bisogno così importante come quello della casa?» si chiede Facchini.
Ed ecco le risposte che si attende: «Intendo avanzare anche al nuovo Consiglio la proposta che da anni facciamo alla Fondazione e che finora è rimasta inascoltata: investa anche in case ad affitti accessibili, in progetti di social housing! Lo hanno fatto altre fondazioni, perché quella di Carpi no?».
Insomma, tanti interrogativi per l’ente di Gian Fedele Ferrari, il cui operato di presidenza non è esente dal giudizio critico del direttore della Caritas: «La Fondazione deve essere espressione, oltre che del presidente, anche di tutti gli altri consiglieri: di indirizzo e di amministrazione.
Ora capisco che ciò che deve ‘uscire’ in modo ufficiale sia la posizione maggioritaria, raggiunta dopo il dibattito nei Consigli; arrivo anche a capire che coincida molto spesso con la posizione del presidente.
Ciò che non è credibile però - incalza Facchini - è che non vi siano posizioni discordanti o alternative o che, nel caso vi siano, non siano mai messe a disposizione del territorio, per arricchirlo.
Lo stesso discorso vale anche per il Comune e per la maggioranza che lo governa, che in questi giorni ha visto un solo consigliere prendere una posizione fuori dal coro».
Dopo il plauso all’intervento di Roberto Arletti, in chiusura c’è spazio per un’altra domanda, rivolta al nuovo Consiglio da eleggere: «Precisato che non ho nulla di personale con il presidente Ferrari, vi chiedo: è proprio così sconvolgente pensare che un territorio di 100mila abitanti possa esprimere, dopo tanti anni, altre persone oltre a Ferrari per guidare la Fondazione di Carpi?».
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Il dibattito sulla Fondazione cresce e si arricchisce con un altro intervento di spessore: dopo le bordate del consigliere Pd RobertoArletti , stavolta è il direttore della Caritas di Carpi, Stefano Facchini, a fornire il proprio punto di vista sulla polemica scatenatasi su Palazzo Brusati.
Dal sito internet dell’ente diocesano, Facchini esordisce nella sua analisi critica con la nota dolente del disagio abitativo e delle politiche annesse, che ha più volte portato all’attenzione della dirigenza della Fondazione senza trovare risposte concrete: «Il bisogno di case a prezzi accessibili è sempre più consistente col procedere degli effetti della crisi.
Se infatti non si coglie l’occasione di quella che è unanimemente definita come la crisi economica più grave del dopoguerra, quando mai si avrà il coraggio di intervenire su un bisogno così importante come quello della casa?» si chiede Facchini.
Ed ecco le risposte che si attende: «Intendo avanzare anche al nuovo Consiglio la proposta che da anni facciamo alla Fondazione e che finora è rimasta inascoltata: investa anche in case ad affitti accessibili, in progetti di social housing! Lo hanno fatto altre fondazioni, perché quella di Carpi no?».
Insomma, tanti interrogativi per l’ente di Gian Fedele Ferrari, il cui operato di presidenza non è esente dal giudizio critico del direttore della Caritas: «La Fondazione deve essere espressione, oltre che del presidente, anche di tutti gli altri consiglieri: di indirizzo e di amministrazione.
Ora capisco che ciò che deve ‘uscire’ in modo ufficiale sia la posizione maggioritaria, raggiunta dopo il dibattito nei Consigli; arrivo anche a capire che coincida molto spesso con la posizione del presidente.
Ciò che non è credibile però - incalza Facchini - è che non vi siano posizioni discordanti o alternative o che, nel caso vi siano, non siano mai messe a disposizione del territorio, per arricchirlo.
Lo stesso discorso vale anche per il Comune e per la maggioranza che lo governa, che in questi giorni ha visto un solo consigliere prendere una posizione fuori dal coro».
Dopo il plauso all’intervento di Roberto Arletti, in chiusura c’è spazio per un’altra domanda, rivolta al nuovo Consiglio da eleggere: «Precisato che non ho nulla di personale con il presidente Ferrari, vi chiedo: è proprio così sconvolgente pensare che un territorio di 100mila abitanti possa esprimere, dopo tanti anni, altre persone oltre a Ferrari per guidare la Fondazione di Carpi?».
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
mercoledì 31 marzo 2010
Nel Pd c’è una voce fuori dal coro: è quella di Arletti
Si leva (finalmente) una voce fuori dal coro della maggioranza carpigiana sulla questione Fondazione.
E’ quella di Roberto Arletti, consigliere Pd, che nell’intervento fatto nell’ultima seduta di Consiglio ha espresso una valutazione critica nei confronti di alcuni aspetti della gestione del patrimonio finanziario della Fondazione stessa, considerata non affine a quanto stabilito dal decreto sulle fondazioni.
«Io auspico che il prossimo Consiglio di Amministrazione ed il nuovo presidente della nostra Fondazione - ha esordito Arletti - recepiscano e facciano tesoro di ciò che sancisce il decreto 153 del 1999, dove si evidenzia che le Fondazioni ‘devono assicurare il collegamento funzionale con le loro finalità istituzionali e con lo sviluppo del territorio’, perché questa è la loro vera mission».
Da settimane prosegue il dibattito sul rinnovo delle cariche ai vertici dell’ente di Palazzo Brusati, attaccato in primis da Alleanza per Carpi, essenzialmente sui temi della scarsa trasparenza, dell’autoreferenzialità, e del rapporto con cittadinanza e amministrazione.
Sebbene in Consiglio il Pd si sia arroccato su posizioni difensiviste, a favore dell’operato del presidente Gian Fedele Ferrari e dei suoi, c’era qualcuno tra i compagni di partito che non era affatto d’accordo, e lo ha espresso chiaramente: «Finora i Comuni e gli altri soggetti ammessi hanno ricevuto solo erogazioni - ha proseguito Arletti - in questo modo si sottopone il patrimonio stesso ad un rischio enorme.
E’ miope pensare di poter avere solo guadagni da speculazioni con il ‘mordi e fuggi’ ed in un momento di crisi di tutti i mercati finanziari correndo anche il fondato rischio di forte svalutazione dell’intero patrimonio».
Il pragmatico intervento di Arletti si è concentrato poi sulle possibili azioni, da parte della Fondazione Crc, per sostenere davvero la ripresa e lo sviluppo del territorio: «Perché non puntare su fondi che investono in iniziative ad alto contenuto tecnologico, in particolare nei campi del biomedicale, della scienza dei materiali, dell’agroalimentare ed energetico-ambientale, come hanno già investito altre fondazioni? Penso poi al Fondo Social Housing di edilizia sociale, appena approvato da Bankitalia: questo fondo, che ha durata di 30 anni, ha la finalità istituzionale di incrementare l’offerta sul territorio di alloggi sociali a supporto e integrazione delle politiche di settore dello Stato e delle Regioni».
Con questo intervento Arletti ha dimostrato con competenza e preparazione che si può far parte di un partito e allo stesso tempo avere il coraggio di esprimere la propria opinione.
Ne gioverà sicuramente anche il dibattito sul futuro di un ente che gioca un ruolo cruciale nel nostro territorio.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Si leva (finalmente) una voce fuori dal coro della maggioranza carpigiana sulla questione Fondazione.
E’ quella di Roberto Arletti, consigliere Pd, che nell’intervento fatto nell’ultima seduta di Consiglio ha espresso una valutazione critica nei confronti di alcuni aspetti della gestione del patrimonio finanziario della Fondazione stessa, considerata non affine a quanto stabilito dal decreto sulle fondazioni.
«Io auspico che il prossimo Consiglio di Amministrazione ed il nuovo presidente della nostra Fondazione - ha esordito Arletti - recepiscano e facciano tesoro di ciò che sancisce il decreto 153 del 1999, dove si evidenzia che le Fondazioni ‘devono assicurare il collegamento funzionale con le loro finalità istituzionali e con lo sviluppo del territorio’, perché questa è la loro vera mission».
Da settimane prosegue il dibattito sul rinnovo delle cariche ai vertici dell’ente di Palazzo Brusati, attaccato in primis da Alleanza per Carpi, essenzialmente sui temi della scarsa trasparenza, dell’autoreferenzialità, e del rapporto con cittadinanza e amministrazione.
Sebbene in Consiglio il Pd si sia arroccato su posizioni difensiviste, a favore dell’operato del presidente Gian Fedele Ferrari e dei suoi, c’era qualcuno tra i compagni di partito che non era affatto d’accordo, e lo ha espresso chiaramente: «Finora i Comuni e gli altri soggetti ammessi hanno ricevuto solo erogazioni - ha proseguito Arletti - in questo modo si sottopone il patrimonio stesso ad un rischio enorme.
E’ miope pensare di poter avere solo guadagni da speculazioni con il ‘mordi e fuggi’ ed in un momento di crisi di tutti i mercati finanziari correndo anche il fondato rischio di forte svalutazione dell’intero patrimonio».
Il pragmatico intervento di Arletti si è concentrato poi sulle possibili azioni, da parte della Fondazione Crc, per sostenere davvero la ripresa e lo sviluppo del territorio: «Perché non puntare su fondi che investono in iniziative ad alto contenuto tecnologico, in particolare nei campi del biomedicale, della scienza dei materiali, dell’agroalimentare ed energetico-ambientale, come hanno già investito altre fondazioni? Penso poi al Fondo Social Housing di edilizia sociale, appena approvato da Bankitalia: questo fondo, che ha durata di 30 anni, ha la finalità istituzionale di incrementare l’offerta sul territorio di alloggi sociali a supporto e integrazione delle politiche di settore dello Stato e delle Regioni».
Con questo intervento Arletti ha dimostrato con competenza e preparazione che si può far parte di un partito e allo stesso tempo avere il coraggio di esprimere la propria opinione.
Ne gioverà sicuramente anche il dibattito sul futuro di un ente che gioca un ruolo cruciale nel nostro territorio.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
lunedì 29 marzo 2010
Durante il Consiglio Comunale di Giovedì scorso Roberto Arletti (PD) ha richiamato nel suo intervento le regole secondo cui una fondazione dovrebbe gestire il suo patrimonio:
Articoli del Decreto Legislativo 153/1999
5, comma 1 : il patrimonio della fondazione è totalmente vincolato al perseguimento degli scopi statutari e gestito in modo coerente con la natura delle fondazioni quali enti senza scopo di lucro che operano secondo principi di trasparenza e moralità; nell’amministrare il patrimonio,le fondazioni osservano criteri prudenziali di rischio, in modo da conservarne il valore ed ottenerne una redditività adeguata.
5, comma 2 : la gestione del patrimonio è svolta con modalità organizzative interne idonee ad assicurarne la separazione dalle altre attività della fondazione, ovvero puo’ essere affidata a intermediari abilitati, ai sensi del Dlgs 24/2/1998 n. 58: in tale ipotesi, le spese di gestione sono comprese fra quelle di funzionamento detraibili a norma dell’articolo 8, comma 1, lettera a). L’affidamento della gestione patrimoniale a soggetti esterni avviene in base a criteri di scelta rispondenti all’esclusivo interesse della fondazione.
7,comma 1 : le fondazioni diversificano il rischio di investimento del patrimonio e lo impiegano in modo da ottenerne un’adeguata redditività assicurando il collegamento funzionale con le loro finalità istituzionali e, in particolare , con lo sviluppo del territorio. Al medesimo fine possono mantenere o acquisire partecipazioni non di controllo in società anche diverse da quelle aventi per oggetto esclusivo l’esercizio di imprese strumentali.
7,comma 2 : nella dismissione delle attività patrimoniali le fondazioni operano secondo criteri di trasparenza, congruità e non discriminazione.
7,comma 3 bis : le fondazioni possono investire una quota non superiore al 10 per cento del proprio patrimonio in beni immobili diversi da quelli strumentali,nonché investire parte del proprio patrimonio in beni che non producono l’adeguata redditività di cui al comma 1, se si tratta di beni,mobili o immobili,di interesse storico o artistico con stabile destinazione pubblica o di beni immobili adibiti a sede della fondazione o allo svolgimento della sua attività istituzionale o di quella delle imprese strumentali.
Io auspico che il prossimo Consiglio di Amministrazione ed il nuovo Presidente della NOSTRA Fondazione, recepiscano e facciano tesoro di cio’ che sancisce appunto l’Art. del Dlgs 153/1999 (vedi oltre, NdR) e in particolare dove si evidenzia che le Fondazioni”devono assicurare il collegamento funzionale con le loro finalità istituzionali e con lo sviluppo del territorio”, perchè questa è la loro vera MISSION.Qui gli articoli a cui il consigliere ha fatto riferimento:
Finora i Comuni e gli altri soggetti ammessi hanno ricevuto solo EROGAZIONI , cioè quanto permesso dal documento programmatico che la Fondazione prepara per la destinazione degli utili guadagnati con la SOLA gestione finanziaria del patrimonio. In questo modo si sottopone il patrimonio stesso ad un rischio enorme. E’ miope pensare di poter avere solo guadagni da speculazioni con il “mordi e fuggi” ed in un momento di crisi di tutti i mercati finanziari correndo anche il fondato rischio di forte svalutazione dell’intero patrimonio.
Se invece il patrimonio viene gestito in parte finanziariamente ed in parte con le caratteristiche citate nell’Art. del Dlgs 153/1999 si aprirebbero occasioni di investimento a reddito e la contemporanea realizzazione di strutture di vario genere utili al territorio.
Mai come ora, in questa delicata fase storico-economico e sociale, è fondamentale la MISSION della Fondazione per sostenere la ripresa e lo sviluppo del nostro territorio e per creare valore. La partecipazione in Aimag va in questo senso,è un’esempio di utilizzo del patrimonio non a fini speculativi ma redditizi.
Perché poi non investire anche in fondi che investono in iniziative ad alto contenuto tecnologico, in particolare nei campi del biomedicale, della scienza dei materiali,dell’agro-food ed energetico-ambientale, come hanno già investito le Fondazioni Cariplo,Cuneo,Forli’,Modena,Parma,Teramo, la Camera di Commercio di Milano nel Fondo TTVenture, fondo chiuso dedicato al trasferimento dei risultati della ricerca tecnologica alle imprese,con grande valore industriale ed etico.Anche se il fondo ha una durata di 15 anni, liquiderà i proventi alla chiusura di ogni singola operazione di disinvestimento.
Penso al Fondo Social Housing di edilizia sociale,appena approvato da Bankitalia, questo fondo che ha durata di 30 anni, ha la finalità istituzionale di incrementare l’offerta sul territorio di alloggi sociali a supporto e integrazione delle politiche di settore dello Stato e delle Regioni.
Come vedete di investimenti ne esistono di tanti tipi, basta la volontà e la sensibilità di volerli attuare, mi auguro davvero che la nuova governance faccia propria la vera MISSION che ha la Fondazione e per sostenere sempre piu’ la ripresa e lo sviluppo del nostro territorio. Grazie
Articoli del Decreto Legislativo 153/1999
5, comma 1 : il patrimonio della fondazione è totalmente vincolato al perseguimento degli scopi statutari e gestito in modo coerente con la natura delle fondazioni quali enti senza scopo di lucro che operano secondo principi di trasparenza e moralità; nell’amministrare il patrimonio,le fondazioni osservano criteri prudenziali di rischio, in modo da conservarne il valore ed ottenerne una redditività adeguata.
5, comma 2 : la gestione del patrimonio è svolta con modalità organizzative interne idonee ad assicurarne la separazione dalle altre attività della fondazione, ovvero puo’ essere affidata a intermediari abilitati, ai sensi del Dlgs 24/2/1998 n. 58: in tale ipotesi, le spese di gestione sono comprese fra quelle di funzionamento detraibili a norma dell’articolo 8, comma 1, lettera a). L’affidamento della gestione patrimoniale a soggetti esterni avviene in base a criteri di scelta rispondenti all’esclusivo interesse della fondazione.
7,comma 1 : le fondazioni diversificano il rischio di investimento del patrimonio e lo impiegano in modo da ottenerne un’adeguata redditività assicurando il collegamento funzionale con le loro finalità istituzionali e, in particolare , con lo sviluppo del territorio. Al medesimo fine possono mantenere o acquisire partecipazioni non di controllo in società anche diverse da quelle aventi per oggetto esclusivo l’esercizio di imprese strumentali.
7,comma 2 : nella dismissione delle attività patrimoniali le fondazioni operano secondo criteri di trasparenza, congruità e non discriminazione.
7,comma 3 bis : le fondazioni possono investire una quota non superiore al 10 per cento del proprio patrimonio in beni immobili diversi da quelli strumentali,nonché investire parte del proprio patrimonio in beni che non producono l’adeguata redditività di cui al comma 1, se si tratta di beni,mobili o immobili,di interesse storico o artistico con stabile destinazione pubblica o di beni immobili adibiti a sede della fondazione o allo svolgimento della sua attività istituzionale o di quella delle imprese strumentali.
martedì 16 marzo 2010
Pubblichiamo il testo integrale del documento sulla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi predisposto da Alleanza per Carpi.
FONDAZIONE
L’approssimarsi della scadenza e del rinnovo degli organi che gestiscono la Fondazione CR – il Presidente, il CdA e i componenti del Consiglio di Indirizzo indicati dalle istituzioni locali: Comuni di Carpi, Soliera, Novi,Provincia e Camera di Commercio – richiederebbe una valutazione pubblica sui risultati dell’attività di questi anni.
Soprattutto perché il Presidente, in carica da due mandati e 9 anni, si appresta a proseguire in quel ruolo per un secondo mandato che è in realtà il terzo effettivo, se si considera che, grazie all’art. 7 del Decreto legge n.
150 del 18.05.2004, il primo ha potuto non essere computato.
Nessuna verifica di merito, invece, nessuna discussione pubblica si annuncia nei Consigli comunali e nella città. E questo nonostante la grandissima rilevanza che la Fondazione riveste nello sviluppo del nostro territorio e il suo ruolo pubblico e nonostante i principi di partecipazione e trasparenza sempre predicati e mai praticati.
Nessuna informazione, inoltre, è stata data finora delle nomine, anche se la delibera del Consiglio comunale di Carpi n. 98 del 30 giugno 2009 stabilisce che “il Sindaco provvederà a informare la cittadinanza in merito
alle nomine in scadenza, attraverso la pubblicazione all'albo pretorio e i mezzi di comunicazione, ciò per consentire la raccolta di eventuali candidature e curricula di persone interessate a tali nomine”.
Proviamo noi a compiere questa verifica. Proviamo noi a condurre nell’alveo di una prassi di trasparenza e democrazia la gestione della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi.
Lo fa Alleanza per Carpi, prendendo in esame:
1 – la gestione del patrimonio
2 – le misure di sostegno allo sviluppo del territorio
3 – le spese di funzionamento dell’Ente
venerdì 12 febbraio 2010
La lunga lettera di un gruppo di aziende, pubblicata da Tempo del 29-1 è, nella buona sostanza, un preoccupato Sos. Le cose vanno male, dicono, e non sappiamo che fare nè a chi rivolgerci. La politica industriale del Governo, soprattutto per le piccole e piccolissime imprese, è assente. A livello locale non c’è neppure un interlocutore col quale discutere della situazione e delle proprie esigenze. C’è un vuoto totale non solo di iniziativa, ma anche di ascolto. Da parte della Camera di Commercio e dei suoi strumenti, che forse potrebbero fare qualcosa di utile –come Promec- ma sono colpevolmente paralizzati da anni. Da parte del Comune che oscilla tra immobilismo e confusione, chiude il Citer, lo riapre , poi lo richiude con spreco di soldi ed energie. Nient’altro. Da parte della Fondazione che, prigioniera delle megalomanie del suo Presidente, (acquisto del terreno in via Mulini, Corte Futura, Campus della moda, Palazzo del volontariato...costituzione di società varie per gestire il nulla) butta via molti soldi e tempo in iniziative discutibili o irrealizzabili. Da parte delle Associazioni che, anche in tempi di emergenza come questi, non sanno uscire dal loro tran tran conformistico e da una attività di mero servizio e non riescono a dare voce, con determinazione, alle difficoltà
mercoledì 3 febbraio 2010

- SodaliziUn tris di artiste per “leonesse” di Carpi
- ConvegniIn azienda con umiltà ma pronti a giocarvi cultura e passioni
- FondazioneVerso un CdA blindato nella fedeltà a Ferrari?
- PersoneUn negozio dell’usato contro gli sprechi delle età che passano
- PersoneUna psicologa a lezione agli antipodi
- FierePitti Filati: si riparte dal recupero dei valori
- Cultura/SpettacoloUna caccia di talenti aperta ogni due anni
- SportLa notte delle nostre stelle

- Il presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini ilustra il percorso in atto sul Pal in scadenza e quello futuro
Gli stati generali della sanità - Pal, Parliamone
- Arte al femminile
Al Lions Club A. Pio - Una tavola rotonda organizzata dal CampusDellaModa rivolta ai giovani
Una vita a progetto? No, grazie
Un progetto di vita? grazie, sì - La crisi non è di moda
CampusDellaModa: un milione e 700 mila euro per lo start up - Alta formazione
Due corsi "su misura" dedicati all'aggiornamento di lavoratori diplomati o laureati disoccupati - Info Point Impresa: la proposta di Lapam per aiutare chi vuole mettersi in proprio
Si può fare - Cestari (Lapam): d'accordo con Maroni sul piano alla lotta contro l'immigrazione clandestina
"Maggior controllo nelle imprese" - Il 7 febbraio in città per celebare un importante anniversario
Carpi alpina - La collaborazione tra il 3° circolo didattico e l'associazione "Il tesoto nascosto" ha dato vita a una serie di iniziative sul tema della disabilità.
Si parte l'11 febbraio con il cinema. Il 24 aprile un convegno
Nati per vincere? - Contro i diritti calpestati
Sabato 6 febbraio genitori, insegnanti e alunni in piazza a favore del preside Vito Pecoraro - Dal 13 febbraio Cova e Melotti espongono insieme alla Saletta Pubblica della Fondazione
Coppia d'artisti
Iscriviti a:
Post (Atom)
Generatore automatico di risposte della Giunta
Ricaricare la pagina per avere una risposta diversa.
News in rete
AVVERTENZA: Le notizie raccolte in questo riquadro (e nella pagina a cui rimanda) sono estrapolate dalla rete in modo automatico utilizzando diverse chiavi di ricerca. Non tutte le notizie sono coerenti con l'argomento e non tutte sono recenti.
Cerca
I Blog dei Politici
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Il mio nuovo blog16 anni fa
-
www.simonetosi.it cambia sede16 anni fa
-
-
-
-
-
Mi presento17 anni fa
-
-
-
-
-
-
-
Altri blogs un po' litici
-
-
-
-
-
-
-
Auguri13 anni fa
-
Non pagare il debito14 anni fa
-
-
-



