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CONSORZIO PUBBLICO-PRIVATO CONCARPI
Natale a Carpi 2010
PROGRAMMA
SABATO 4 - CENTRO STORICO - ORE 16
- Animazione natalizia con gli artisti di strada: giocoleria e arte circense
DOMENICA 5 - PIAZZA MARTIRI - ORE 17
- Undicesima edizione della “Festa della Luce”. Tradizionale apertura del programma promozionale “Natale
a Carpi” a cura del Consorzio ConCARPI. Grande performance di luce, musica, danza ed effetti speciali.
In collaborazione con Music Center. Saluto e auguri delle autorità locali in diretta sul grande schermo della
piazza.
MERCOLEDÌ 8 - CENTRO STORICO - ORE 16,30/18,30
- Animazione itinerante a cura del “Gruppo strumentale della Città di Bagnolo in Piano". Venti babbi natale
suonatori di ottoni e percussioni, in giro per le vie del centro.
MERCOLEDÌ 8 - CORSO A. PIO - ORE 17
- Il centro si colora di luce. Scenografie fantasmagoriche a tempo di musica. 1ª parte
SABATO 11 - CENTRO STORICO - ORE 16
- Circolunario. Animazione e curiosità a cura degli artisti di strada del Circostrass.
SABATO 11 - CORSO CABASSI - ORE 17
- Il centro si colora di luce. Scenografie fantasmagoriche a tempo di musica. 2ª parte
DOMENICA 12 - CENTRO STORICO - ORE 15,30
- Santa Lucia arriva a cavallo. Corteo in costume tra Corso Roma e Piazza Martiri a cura del Gruppo
volontari di S. Lucia. Distribuzione di doni e dolciumi ai bambini presenti. Coordinamento di Anna Camurri. In
collaborazione con Estetica Olivia e Centro Ippico Rangona - Corticella (RE).
- Una catena di Solidarietà: Mercatino della associazioni o.n.l.u.s. del territorio.
SABATO 18 - CENTRO STORICO - ORE 16
- Animazione natalizia con gli artisti di strada: trampoli e sputafuoco
- Una catena di Solidarietà: Mercatino della associazioni o.n.l.u.s. carpigiane.
- Mercatino del Gusto: Rassegna eno-gastronomica a cura della Strada dei Vini e dei Sapori Terrepiane. Con
la partecipazione delle cantine del territorio.
VENERDÌ 24 - PIAZZA GARIBALDI - ORE 17
- Il centro si colora di luce. Scenografie fantasmagoriche a tempo di musica. 3ª parte
VENERDÌ 24 - PORTICO DEL MUNICIPIO - ORE 17
- Concerto del quartetto di fiati dell’Istituto Vecchi Tonelli. A seguire, brindisi augurale con le autorità locali.
Luminarie 2010: ho aderito anch’io
Innovative luminarie natalizie, interamente realizzate con tecnologia a led caratterizzeranno l’edizione 2010 del
Natale carpigiano in centro storico. L’allestimento delle decorazioni luminose è frutto della collaborazione tra le Associazioni di categoria del commercio e dell’artigianato, l’Amministrazione Comunale e gli oltre 200 operatori economici aderenti all’iniziativa: (segue elenco imprese aderenti alle luminarie)
Il grande schermo sul Torrione
Al sesto anno di programmazione, il grande schermo di informazioni e immagini sul Torrione degli Spagnoli
promette per il Natale 2010 la trasmissione di un palinsesto arricchito da nuovi effetti speciali, con racconti
fotografici, video, informazioni culturali e notizie aggiornate sul programma natalizio.
DOWNTOWN Radio Natale
Per tutto il mese di Dicembre, l’emittente a circuito chiuso del centro commerciale naturale DOWNTOWN Radio presenta un palinsesto speciale dedicato al Natale. In collaborazione con Radio Bruno.
Babbi Natale: Con CARPI staff
Lo staff di Babbi Natale e Lady Claus ingaggiato dal Consorzio ConCarpi sarà impegnato anche quest’anno nel tradizionale servizio di animazione rivolto a grandi e bambini per le vie del centro. Presso il punto di contatto del Consorzio Con Carpi ubicato presso la casetta in Piazza Martiri (nei pressi del Bar Dorando) è possibile incontrare Babbo Natale, ritirare il programma natalizio e ricevere in dono gadget e caramelle.
Giorni di apertura: 4, 5, 8, 11, 12, 18, 19, 24 Dicembre
Negozi aperti in città
Per tutto il mese di Dicembre, i negozi saranno aperti anche nei giorni festivi (esclusi i giorni di Natale, S. Stefano e Capodanno) È sospesa anche la chiusura infrasettimanale degli esercizi.
Si ringraziano per la collaborazione tutti i responsabili delle iniziative riportate, il personale comunale coinvolto, i commercianti e gli artigiani del Centro storico di Carpi e tutti coloro che, con la loro disponibilità, hanno reso possibile l’organizzazione “Natale a Carpi 2010”
Si ringraziano i partner tecnici:
Elettroimpianti
Visio Spot
Music Center
Porter Service
Operatori del Magazzino Comunale
Le attività natalizie del Consorzio Con CARPI sono sponsorizzate da:
Le iniziative in Centro storico del Consorzio Con CARPI
sono coordinate dallo Studio Marketing City
Al via da venerdì 17 settembre il progetto Carpi-Fi, ovvero la possibilità di connettersi 24 ore al giorno ad Internet senza fili da ampie zone del centro storico della città dei Pio. Un nuovo servizio, una piazza virtuale che amplifica quella reale, promosso dal Comune grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi.
“Così sarà possibile navigare mentre si cammina, sempre restando connessi alla rete: un modo per consentire ai cittadini e ai turisti di riappropriarsi degli spazi della città e in particolare del nostro riqualificato centro storico in modo non convenzionale, vivendoli anche sotto il profilo tecnologico - spiega l’assessore Cinzia Caruso, che ha la delega ai Sistemi informatici - Abbiamo provveduto tramite un bando pubblico di gara a invitare i gestori attivi sul mercato a proporre le proprie offerte. Ma è l’amministrazione comunale che possiede l’infrastruttura”.
“Carpi-Fi è parte di un progetto finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi per 250.000 euro, per creare o potenziare a Carpi delle infrastrutture a sostegno delle nuove tecnologie – sottolinea il presidente della Fondazione, Gian Fedele Ferrari – un investimento che consente di sostenere la diffusione della conoscenza digitale, della cultura e dell’informazione per i cittadini e parallelamente possiede ampie e utili ricadute turistiche.”
Esiste un divario tra chi sa usare il pc, navigare in rete e avvalersi delle altre innovazioni tecnologiche e chi non ne ha le competenze: spesso fornire un servizio in maniera semplice ed accessibile è il modo migliore per ridurre la forbice, stimolare la partecipazione e le possibilità di relazione e favorire un largo uso dei servizi on-line.
Tante le possibilità offerte da Carpi-Fi: videoconferenze, incontri ed eventi on-line, in aggiunta a quelle facenti capo alla Biblioteca multimediale Loria e al Quicittà che già offrono l’accesso a Internet. “Sappiamo che molti, soprattutto giovani, studiano o utilizzano la connessione anche in centri vicini: vorremmo unificare il sistema – spiega Caruso - attraverso una credenziale personale riconosciuta ovunque”.
Come accedere al servizio, che è gratuito? Con una password e un nome utente forniti dallo sportello Quicittà, oppure richiedibili via Sms. E’stato individuato un modello economico di gestione in grado di autosostenere il progetto stesso (la gara se l’è aggiudicata ai primi d’agosto l’operatore NETandWORK di Correggio): questo soggetto privato mediante la sottoscrizione di un contratto di concessione d'uso a titolo oneroso valorizzerà l'infrastruttura Carpi-Fi, sviluppando attività commerciali compatibili e provvedendo contestualmente alla gestione del servizio di connettività Internet. NETandWORK fornirà per conto del Comune un servizio di navigazione gratuita (da computer portatili, telefoni cellulari o palmari) attivo sette giorni su sette, ventiquattro ore al giorno. Ogni cittadino che ne farà richiesta avrà a disposizione un’ora al giorno di navigazione gratuita fruibile in più sessioni. Sarà presente un sistema di logout, per permettere agli utenti di terminare la sessione di navigazione in maniera semplice e immediata e di controllare in ogni momento il tempo residuo. Saranno 13 gli access point (indicati da tabelle con il logo Carpi-Fi) che garantiranno la copertura wireless dell'area del centro storico compresa tra corso Fanti, corso Cabassi, piazza Martiri, via Berengario, piazzale Re Astolfo, corso Pio, piazza Garibaldi, corso Roma e piazzale Ramazzini. Si prevede di attivare entro l’anno il servizio anche in altri punti ad alta frequentazione, come il piazzale della Stazione ferroviaria, l'area della Piscina, il Parco delle Rimembranze, il Parco Bollitora e il Parco Giovanni Paolo II (ex Foro Boario).
Questa zona di copertura, definita dai tecnici come ‘zona con presenza di segnale in area vasta’ si prevede consenta la connettività in modo costante (fatti salvi guasti, impedimenti temporanei di natura meteorologica o dovuti a ostacoli fisici ed eventuali frequenze radio).
Per ottenere la tessera con le credenziali di accesso personali sarà sufficiente recarsi presso lo sportello Quicittà di via Berengario 4 o all’adiacente IAT con un documento d'identità valido. In alternativa durante le ore di chiusura del servizio sarà sufficiente inviare dal proprio telefono cellulare un Sms al numero 335.6690836 , contenente la parola carpi. Il proprio nome utente e la password per accedere immediatamente alla rete Carpi-Fi verranno comodamente ricevuti sempre via Sms entro pochi istanti. Si potrà così navigare in Internet, inviare e ricevere e-mail e sfruttare i servizi disponibili. Ovviamente l’utente dovrà osservare le norme di utilizzo del servizio consegnate al momento della registrazione e custodire i codici d’accesso.
Per i minorenni dovranno essere i genitori a compilare il modulo di registrazione.
L'avvio del servizio alla cittadinanza è previsto per il 17 settembre, in concomitanza con l’inizio del Festival Filosofia, ed è accompagnato da una adeguata campagna informativa e di comunicazione.
www.carpifi.it
(Fonte: carpidiem.it)
La notizia buona è che il bar, specializzato in concerti ed eventi culturali di grande interesse, riaprirà a settembre, in concomitanza con l’avvio del Festival della Filosofia, in programma il 17, 18 e 19 settembre.
A rilevare la gestione del Mattatoyo dall’uscente Juta, sarà un gruppo di amici di Rovigo, professionisti del settore, che costituiranno una società ad hoc per intraprendere la nuova avventura carpigiana.
A questo punto la brutta notizia è scontata: l’estata carpigiana non potrà contare sulle serate di puro divertimento organizzate dal locale Arci.
Ma a fronte di una chiusura definitiva, minacciata dall’incombenza di alcuni lavori di messa in sicurezza che si sono resi necessari nel locale, di proprietà del Comune, il risultato che si è ottenuto appare più che soddisfacente.
Gli interventi di insonorizzazione e messa in sicurezza sono molto onerosi dal punto di vista economico (70mila euro), e saranno sostenuti dalla nuova gestione.
I lavori serviranno a ridurre le emissioni sonore che escono dal locale, problema che fu causa della difficile convivenza della passata gestione dei modenesi Juta con l’adiacente centro ‘L’Abbraccio’, la cui natura di residenza per handicap adulto impone determinate attenzioni ad orari e rumori molesti.
Ben cinque assessorati sono interessati dalla vicenda: l’assessore all’ambiente Tosi, al commercio e al centro storico Morelli, al sociale Bellelli, le politiche giovanili di Ferrari e il patrimonio pubblico di D’Addese.
(da.fra.)
(fonte: ModenaQui)
Negli ultimi 5 anni hanno chiuso oltre 100mila negozi e sono andati in fumo almeno 250mila posti di lavoro. A dirlo è il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, nella sua relazione all'Assemblea annuale dell'associazione. Per questo deve essere semplificata la vita alle piccolissime imprese, quelle che chiudono direttamente senza fallire. «Semplificazione e forfetizzazione potrebbero favorire chi produce lavoro e ricchezza per il nostro Paese, - ha spiegato Venturi - a partire da quel regime dei minimi che dovrebbe essere portato dai 30.000 euro attuali a 50.000, per semplificare la vita ad oltre un milione di micro imprese, quelle che rischiano di chiudere senza fallire, che scompaiono e nessuno se ne accorge. Con esse spariscono servizio di vicinato e lavoro.
Per questo secondo Confesercenti, «è urgente un intervento per frenare questa tendenza, sostenendo chi resiste e chi si insedia in zone urbane svantaggiate, con provvedimenti fiscali mirati e favorevoli. Lo chiedo a gran voce - ha proseguito Venturi - perchè questi dati confermano quella denuncia del pericolo di desertificazione dei centri
urbani da noi lanciata già in occasione del referendum sulla liberalizzazione delle autorizzazioni commerciali, del 1995.
Liberalizzazione per far aprire nuove attività e per assicurare un servizio migliore, ci si continua a dire, e invece, proiettando gli attuali ritmi di apertura di grandi strutture commerciali, nel giro di cinque anni ci troveremo con 5mila comuni e tantissimi quartieri delle città senza negozi. Per questo, pur comprendendo le motivazioni che stanno alla base della spinta all'apertura di nuove imprese, ritengo che l'attenzione istituzionale deve essere orientata soprattutto verso chi già c'è, verso quelle Pmi che resistono per non ritrovarci città e quartieri senza servizi, senza vita sociale e senz'anima».
Stanno spuntando come funghi in tutta Carpi, e adesso hanno invaso anche il centro storico.
Parliamo dei coiffeur made in China, i saloni di acconciatura gestiti da immigrati con gli occhi a mandorla.
Dopo aver ‘conquistato’ i corsi Fanti e Cabassi con negozi di ogni genere, stanno continuando l’opera rilevando altri locali poco lontano; come quelli storici della nota cartolibreria di via Carducci: proprio qui è sorto ‘Parrucchieri new fashion’, un salone gestito da Stefano, imprenditore cinese.
Il viaggio alla scoperta dei saloon del Sol Levante inizia proprio qui: dall’esterno il locale appena rinnovato si fa apprezzare, e anche l’interno è molto curato.
In vetrina sono esposti i prezzi.
Stracciati, ovviamente, e questo, in tempo di crisi, è il discrimine per accaparrarsi tanti clienti.
Così, per un taglio con shampoo si pagherà 8 euro, per una messa in piega 10, che sale a 12 se vogliamo i bigodini.
Il pacchetto permanente, taglio e piega è offerto a 30 euro, così come i colpi di sole accompagnati ancora da una piega.
Insomma la metà (a volte un terzo) di ciò che chiedono i colleghi italiani.
Com’è possibile? «Si accontentano» ci risponde una signora sulla sessantina, in attesa al lavandino.
Non possiamo chiederlo al proprietario, perché qui, fanno sapere, non c’è quasi mai.
I dipendenti sono due giovani cinesi, che non masticano una parola di italiano, e una ragazza carpigiana, che qui ha trovato un impiego comodo.
Ci spostiamo più avanti, in piazzale Dante, e notiamo con stupore che la parrucchiera che da anni lavorava qui ha lasciato il passo ad un gestore cinese.
Entriamo, e questa volta ci accoglie il nuovo proprietario, che pur non padroneggiando benissimo la nostra lingua, ci fa capire che i prezzi sono bassi perché, avendo appena aperto, ha bisogno di farsi conoscere.
Anche qui a lavorare sono gli italiani, due ragazze per la precisione.
Un altro locale storico è l’Avant Garde di via Brennero, preso in gestione da cinesi un paio di anni fa: oggi si trova in vendita e pare che subentreranno altri connazionali.
Nel raggio di pochi metri sono ben tre i parrucchieri orientali.
Solo pochi giorni fa Confesercenti metteva in luce il problema dei commercianti della zona più antica della città.
Il centro storico è quindi terreno fertile solo per il commercio cinese? Sembrerebbe così, in attesa di una regolamentazione dell’area che dovrebbe arrivare presto.
Daniele Franda
Risponde così Giacomo Busacchi, professionista del settore che lavora tra Carpi e Bologna.
«Loro - prosegue Busacchi - hanno un atteggiamento parassitario nei confronti della nostra società, si buttano nei settori più disparati approfittando di ogni apertura del mercato.
Soprattutto di quelli a basso investimento, come l’estetica».
Il parrucchiere italiano lamenta la concorrenza sleale effettuata dal collega cinese: avete risentito di un calo dovuto a questo?
«No, secondo me loro intercettano un tipo di utenza che non verrebbe da noi.
Certo, c’è una contrazione dovuta alla crisi».
E’ opinione diffusa che in questi saloni vengono usati prodotti di scarsa qualità.
E’ vero?
«No, comprano la merce dagli stessi grossisti a cui ci rivolgiamo noi.
Il problema è come li usano».
E come li usano?
«Non possiedono la nostra tecnica. Non sono in grado di soddisfare le aspettative di una persona occidentale in fatto di acconciatura».
E’ per questo che spesso le dipendenti sono ragazze italiane?
«Può essere, ma penso che dipenda anche dal fatto che il cinese non possiede il titolo di qualifica professionale, e assume personale italiano che invece ha maturato l’esperienza necessaria per conseguirlo. A questi affiancano giovani connazionali, che fanno da apprendisti e tra qualche anno potranno chiedere l’abilitazione».
Un’altra professionista del settore è Sandra, di Studio 37 in via Santa Chiara.
Lei lo venderebbe il suo negozio ai cinesi?
«Assolutamente no, per una questione di principio».
Cosa ne pensa dei prezzi applicati nei loro saloni?
«Dovrebbero avere i nostri stessi prezzi. Una volta erano stabiliti dalle associazioni di categoria, ma adesso gli permettono di essere scorretti».
(da.fra.)
(fonte: ModenaQui)
È a dir poco nebbioso il futuro del Circolo culturale Arci ‘Mattatoyo’, non solo uno dei locali più in voga nelle serate del divertimento giovane, ma anche uno dei contenitori d’eccezione dei tanti eventi culturali promossi in città.
All’orizzonte ci sono scelte importanti ad attendere i gestori del locale di via Rodolfo Pio in affitto dal Comune: il prossimo 30 giugno scade la convenzione stipulata con l’amministrazione nel 2001, il cui rinnovo oggi è legato alla realizzazione di alcuni lavori di insonorizzazione e messa in sicurezza.
Gli interventi, molto onerosi dal punto di vista economico (si parla di 50mila euro), mettono a rischio il domani del ‘Mattatoyo’, alla ricerca di un partner che rilevi la gestione del servizio bar al posto della società modenese Juta e soprattutto possa contribuire a queste spese iniziali.
L’attuale gestione concluderà infatti la sua attività oggi, con l’ultima serata dopo tre anni di concerti, aperitivi ed eventi culturali.
A pesare sulla decisione della proprietà Juta probabilmente è anche la difficile convivenza con l’adiacente centro ‘L’Abbraccio’, la cui natura di residenza per handicap adulto impone determinate attenzioni ad orari e rumori molesti.
«Bisogna fare questi lavori proprio per ridurre l’impatto, ma da soli non riusciremmo a sostenerli» dice Paolo Casari dell’Arci Mattatoyo. «Il Comune ci ha concesso una proroga di un mese, entro cui cercheremo di vagliare le varie proposte. Fino ad oggi sono nove le società che hanno mostrato interesse».
Il Mattatoyo, compreso insieme ad altri due locali nell’unico ‘polo’ del divertimento presente nel centro storico, raccoglie tantissimi consensi all’interno della fascia che va dai 25 ai 35 anni, proprio per la sua alta offerta culturale, dispensata a prezzi ragionevoli.
È ovvio che anche la prossima gestione dovrà tenere conto di queste peculiarità: non un ‘semplice’ bar, come possono essere i non lontani Cookies (il locale della biblioteca Loria) e L’Officina, ma un luogo in cui la cultura e la mentalità espresse finora trovino ideale prosecuzione.
Del resto, è anche la stessa convenzione stipulata con l’Arci a richiedere una particolare attenzione alla diversificazione della proposta: è per ragioni culturali che il circolo paga un canone annuo di affitto (intorno ai 5mila euro), ridotto del 60% rispetto al valore di mercato.
E con una gestione tradizionale non ci sarebbero più le condizioni.
Tornando alle prospettive future, uno dei maggiori indiziati al rilevamento era l’attuale proprietà del Cookies.
Ma è uno dei due titolari, Andrea Lazzaretti, ad escludere ogni coinvolgimento: «Non siamo interessati: con l’ordinanza sull’anticipazione dell’orario di chiusura dei locali notturni che entrerà in vigore, per noi non sarebbe conveniente avventurarci nella gestione di un locale fotocopia di quello attuale».
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Con tutta probabilità i portici carpigiani rimarranno nelle condizioni di incuria in cui si trovano da anni: è una sola infatti la domanda di accesso ai contributi per la riqualificazione pervenuta sui tavoli degli uffici comunali finora, a circa un mese dalla scadenza.
Come era ampiamente prevedibile, il bando dei portici promosso dal Comune si sta dunque rivelando un flop.
D’altronde, come biasimare i privati (proprietari di immobili e commercianti) ai quali è rivolto il bando, che trovano giustamente ben poco appetibile la proposta dell’amministrazione: la cifra stanziata è di 114mila euro, ma per ciascuna domanda potrà essere corrisposto un contributo pari al 50% della spesa, per un massimo di 25 mila euro.
Che, considerando gli elevati costi di un intervento di questo tipo, sarebbe un indennizzo di poco conto.
Nonostante diversi privati avessero espresso il loro disappunto per un bando di questo tipo, dalle caratteristiche poco vantaggiose, l’assessore Carmelo D’Addese e l’architetto comunale Giovanni Gnoli avevano espresso massima fiducia nella riuscita dell’operazione.
Ottimismo che perdura a tutt’oggi: «Abbiamo avuto diversi incontri con tecnici incaricati da persone interessate a fare domanda» fa sapere Gnoli.
Tante però le perplessità espresse dai diretti interessati, anche durante la serata di presentazione del bando, avvenuta ad inizio marzo.
In ballo non c’è solo l’esiguità del contributo, ma è tutto il progetto ad essere messo in discussione: «Non farò sicuramente interventi di restauro, anzi, spero di riuscire ad andarmene in fretta dal centro - aveva dichiarato un proprietario di immobili in corso Fanti -.
Ci hanno promesso tanto, ma mai mantenuto: alla riunione di due anni fa si era parlato di un progetto da 300mila euro, a cui avevamo dato la nostra disponibilità, ripartito in millesimi tra i privati ma comunque seguito e coordinato dal comune.
Diversi proprietari stanno vendendo, e non hanno di sicuro intenzione di fare questi lavori: così non si fa altro che rendere il portico un puzzle orrendo, fatto di alcuni pezzi nuovi e altri lasciati completamente all’incuria».
La scadenza per la presentazione delle domande è vicina (24 maggio), e a meno di colpi di scena dell’ultimo mese non sarà difficile per i tecnici comunali compilare una graduatoria composta da due o tre nomi.
È vero, in ogni caso, che si tratta pur sempre del primo stralcio di un progetto triennale: l’amministrazione dovrà però faticare non poco per trovare soluzioni diverse se non vorrà che anche nel 2011 e nel 2012 il bando di ristrutturazione si risolva con un nulla di fatto.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Quella che verrà sarà una stagione primavera/estate all’insegna di cantieri e restauri per tante opere e immobili della città, alcuni dei quali aspettano ‘soccorso’ da più di dieci anni.
Se corso Fanti è stato restituito alla città nel suo splendore e corso Cabassi lo sarà a breve, sono anche altri i siti interessati dal rifacimento del look nel 2010.
E’ stata approvata pochi giorni fa infatti una delibera di giunta che prevede la realizzazione di diversi lavori di riqualificazione e manutenzione di edifici comunali per un totale di 100mila euro.
A beneficiare di un restyling, definito prioritario ed inderogabile, anche Palazzo Pio, nella parte dedicata al Castello dei Ragazzi.
Nell’elenco figurano inoltre il Tribunale, la Scuola media ‘A.
Pio’, il circolo Mattatoyo, il Centro ‘L’Abbraccio’, e il portico di San Nicolò.
Su quest’ultimo è in programma il restauro della pavimentazione in cotto: si rende ancora più evidente il netto contrasto tra questo porticato, l’unico di proprietà del Comune, già ‘in grande forma’ per la non lontana nel tempo e complessiva riqualificazione, e gli altri presenti nel centro storico, in mano ai privati e lasciati all’incuria.
Non sarà un problema di immediata soluzione: anche se il bando indetto a febbraio per l’incentivazione al restauro dei portici scadrà a maggio, i tempi si dilateranno (è un programma triennale) e i lavori si protrarranno negli anni successivi.
Questi interventi, al contrario, si faranno tutti entro dicembre 2010: la giunta ha assegnato ‘priorità 1’ e ha dato disposizione di abbreviare i tempi di progettazione.
Dopo i rilievi e il progetto preliminare, a novembre 2009, e quello definitivo-esecutivo di febbraio 2010, il cronoprogramma prevede difatti tempi strettissimi, con appalto e assegnazione opere tra marzo e aprile, l’inizio dei lavori a maggio e la conclusione a dicembre.
Nel dettaglio, per il Tribunale si tratterà di effettuare un recupero urbano dell’area esterna e la sistemazione di un tratto di fognatura, per 5mila euro; restauro dei pavimenti in legno e ripresa di tinteggiature per il Castello dei Ragazzi: totale 7mila euro; 8mila per il portico di San Nicolò; altri 7mila per la succursale della scuola ‘A.
Pio’; e 2.500 per l’interramento di un tubo dell’acqua al circolo Mattatoyo di via Rodolfo Pio.
Molto più consistenti dal punto di vista economico invece le opere di tinteggiatura interna, sempre alla scuola media (38mila euro), al Centro ‘L’Abbraccio’ (17 mila) e ancora al Castello dei Ragazzi (mille).
‘I costi elevati delle tinteggiature sono dovuti alla vastità degli edifici in questione - spiega l’architetto Giovanni Gnoli, responsabile unico del procedimento - nel complesso sono opere di ordinaria manutenzione».
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Sono intervenuti numerosi, tra proprietari di immobili e commercianti, alla presentazione pubblica del bando di ristrutturazione dei portici.
Nonostante la pioggia battente, non hanno voluto perdere l’occasione di esprimere perplessità e richieste in merito a questa discussa questione.
Mercoledì sera, presso l’auditorium Loria, l’assessore con delega a Conservazione e Restauro dei beni artistici e storici, Carmelo D’Addese, e il dirigente del settore competente, l’architetto Giovanni Gnoli, hanno illustrato il primo stralcio del progetto triennale di incentivazione alla riqualificazione di tutti i portici della città: una vasta area, che si può riassumere numericamente in 6.500 mq per 1560 metri lineari.
Fin dalle prime battute la discussione ha preso una piega polemica sulle cifre in gioco, definite irrisorie da alcuni presenti: «Avevamo fatto la richiesta di stanziare un contributo più alto - ha spiegato Gnoli - ma, a causa della situazione contingente, è stato possibile avere a disposizione solo questi 114mila euro: 200mila sono in previsione per il 2011 e altrettanti per il 2012».
«Anni fa un bando simile non ebbe per niente successo» ha ammesso infine l’architetto comunale.
«Vi siete chiesti il perché?» è stata la risposta perentoria di un presente.
«Per fare questi lavori servono molti soldi, e il contributo del Comune (25 mila euro il tetto massimo per ciascuna domanda, ndr) non è affatto sufficiente, allora come oggi».
Le domande dei diretti interessati si sono man mano concentrate soprattutto su corso Fanti, la via in cui è più evidente la necessità di intervenire: «Qualche anno fa - ha incalzato il titolare della tabaccheria Manicardi - si era parlato di un progetto portato avanti dal Comune e diviso in millesimi tra i privati che poi avrebbero finanziato l’intervento: che fine ha fatto?».
«E’ un progetto parallelo che si può riprendere, è un discorso ancora aperto» ha risposto Gnoli.
Ma è evidente che chi deciderà di approfittare di questo contributo comunale non sarà poi più interessato al progetto: «E non avete calcolato il rischio di avere un portico che sembra Arlecchino?» ha fatto notare un esercente.
In effetti il rischio c’è ed è ammesso dall’amministrazione, visto che «non è scritto da nessuna parte che un portico deve essere tutto uguale».
Però, in occasione della riqualificazione del centro, l’arredo urbano è stato uniformato...
perché i portici no? La risposta è di ardua comprensione; fatto sta che l’intera operazione appare un rebus: se il Comune auspica un’adesione massiccia, è palese che i privati sperano nell’esatto contrario.
Meno domande, più soldi per gli impavidi che sposeranno la causa in nome di un senso civico che dev’essere molto spiccato.
L’assessore D’Addese è pronto a scommettere nella piena riuscita di questa operazione: il 25 maggio, all’indomani della data di scadenza per la presentazione delle domande, si tireranno le somme.
Daniele Franda
Lavori frammentati: i costi si impennano
Non è la prima volta che il Comune prova a spronare i cittadini del centro nell’oneroso compito di investire per la riqualificazione di un’area che è privata solo nelle carte.
Già anni fa, come già citato, un bando analogo non trovò risposta.
Un’altra puntata, circoscritta a Corso Fanti, ebbe luogo nel 2008, quando, in una riunione tra la precedente giunta e i privati, fu lo stesso architetto Gnoli a fornire una stima della cifra necessaria all’intervento di riammodernamento del portico: «Dissi che occorrevano circa 300 mila euro, se non di più.
Di questi, 80mila li avrebbe messi il Comune per opere di sua competenza».
Un progetto unitario, predisposto dai tecnici comunali, per una ristrutturazione globale e unica, finanziata dai privati: questi i patti.
Come d’altronde sta accadendo in diversi quartieri di Bologna, in cui l’amministrazione, dopo aver avuto l’avallo dei privati, ha incaricato una ditta specializzata di realizzare gli interventi, esonerandola dal pagamento del suolo pubblico.
La stessa ditta, in ragione della vastità dell’area di intervento, ha potuto fornire prezzi molto più favorevoli.
La frammentazione dei lavori, insomma, accrescerà i costi per i privati.
(da. fr.)
(fonte: Modena Qui)
E’ stato approvato in questi giorni il bando di riqualificazione dei portici del centro storico, con cui l’amministrazione, tramite l’erogazione di contributi, finanzierà gli interventi.
Il bando, anticipato su queste pagine già a inizio gennaio, è rivolto a privati, commercianti o proprietari di immobili: i portici infatti sono proprietà privata, sebbene la principale destinazione d’uso sia pubblica. La zona di interesse è vasta, e comprende Piazza Martiri, corso Pio e Piazza Garibaldi, angolo via S. Francesco, corso Fanti e Cabassi, via Manuzio, via Costa, via Rocca, via Mazzini, via Matteotti e via Aldrovandi.
Un considerevole numero di porticati dunque, che per una riqualificazione omogenea e ben strutturata necessiterebbero di un adeguato stanziamento. La cifra disponibile per il primo dei tre stralci è però considerata troppo bassa da molti privati interpellati sulla questione: il totale è di 114 mila euro, ma ad ogni domanda potrà essere corrisposto un contributo pari al 50% della spesa, per un massimo di 25 mila euro.
Sembrerà paradossale, ma la ‘riuscita’ dell’operazione-ristrutturazione è inversamente proporzionale al numero di domande che verranno presentate: con molte domande, diminuiscono i soldi mentre ne bastano quattro per esaurire la somma a disposizione.
In ogni caso, ci sono proprietari residenti in corso Fanti che hanno già esternato la loro disapprovazione: «Non farò sicuramente interventi di restauro - ha dichiarato Marco Pedretti - alla riunione di due anni fa si era parlato di un progetto da 300mila euro, a cui avevamo dato la nostra disponibilità, ripartito in millesimi tra i privati ma comunque seguito e coordinato dal Comune. In molti la pensano come me: così non si fa altro che rendere il portico un puzzle orrendo, fatto di alcuni pezzi nuovi e altri lasciati all’incuria». Una disponibilità maggiore si avverte nella Curia, proprietaria del 33% del porticato di corso Fanti: «L’intenzione di aderire c’è - sottolinea l’economo della Diocesi Stefano Battaglia - ma bisognerà valutare le risorse.
Un intervento che sicuramente si farà è quello finanziato in larga parte dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, che prevede il rifacimento dell’intonaco e la ritinteggiatura delle facciate sud ed est del palazzo vescovile». Intanto, il 3 marzo alle ore 21 alla Loria si terrà un’assemblea pubblica rivolta ai proprietari degli spazi da riqualificare.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
PDL - Carpi
Carpi 07-02-?10
COMUNICATO STAMPA
Occasione da non perdere
Un Consiglio Comunale importante quello che si svolgerà Giovedi prossimo 11 Febbraio.
In apertura alle ore 18,00 la Celebrazione del "Giorno del Ricordo" per richiamare e ripercorrere una tappa dolorosa della nostra storia recente che ha segnato molti nostri concittadini.
Ma alle ore 21,00, così come richiesto dal Gruppo Consigliare del Pdl, saranno mostrati al consiglio comunale ma anche ai cittadini di Carpi tre importanti progetti che questa amministrazione ha messo in cantiere e che crediamo sia doveroso condividere con la città tutta.
Doveroso perchè lunga è l'attesa per la realizzazione, per l'impatto che avranno su alcuni luoghi simbolo, per le osservazioni che la loro conoscenza potrà fare scaturire.
Si tratta del progetto della nuova Piscina comunale, del progetto per la realizzazione di un parcheggio interrato nel Piazzale della Meridiana e del progetto di sistemazione di Piazza Martiri.
Le sedute del CC sono pubbliche e aperte a tutti, ecco perchè questa è una occasione da non perdere per visionare direttamente come cambierà la città.
Andreoli Roberto
Capogruppo Pdl
La bella notizia, quella che tutti attendevano sembra arrivata.
Qualcuno ha deciso che il Bar Milano doveva riaprire e ha intrapreso una strada che altri non avrebbero osato percorrere.
Così il bar storico della città, quello davanti al quale si ritrovavano a scambiarsi sogni ed idee i partigiani che hanno fatto la storia, quello che ha attraversato, identico, tutte le epoche e le mode tornerà ad aprire i battenti, dopo quasi un anno di silenzio e di vuoto.
Lo hanno scoperto con gioria i tanti carpigiani che, ieri, passando davanti alle vetrine ormai buie da mesi dopo il fallimento della gestione precedente (inaspettato quanto amaro) hanno visto che qualcosa era cambiato: vetri coperti con la carta da giornale, rulli da pittore davanti alla porta...
Segni inconfondibili di un restauro in corso e più di qualcuno, non resistendo alla curiosità, ha messo ‘il naso dentro’ per sapere chi è, e chi sarà, il coraggioso benefattore.
E’ giovane, ma ha già una grande esperienza.
Sa di aver intrapreso una strada difficile ma è certo di voler tentare: si chiama Giuseppe Graziano l’imprenditore che ha deciso di riportare il bar Milano agli antichi splendori.
Ha un curriculum di tutto rispetto e avrà accanto a sè anche il fratello: da giorni sta lavorando alacremente perchè tutto sia pronto tra qualche settimana: «Vorrei riuscire ad aprire nel giorno di San Valentino - spiega Graziano - così sarebbe un modo per fare un regalo d’amore alla città.
Ovviamente tutti i carpigiani sono invitati...».
E di posto ne avrà per ospitare i suoi clienti, perchè il Bar Milano è il solo, tra i bar della piazza, ad avere a disposizione una grande sala interna, che Graziano ha deciso di sfruttare al meglio: «Faremo anche ristorante - spiega orgoglioso - ci sono 25 metri di cucina e vanno tutti messi a frutto».
E gli orari? Anche su questo versante c’è una bella sorpresa: il bar Milano sarà aperto da mattina fino a notte...
per la gioia di chi sogna un centro storico capace di dare segnali di vita.
Alessia Pedrielli
(fonte: Modena Qui)
Nel corso del Consiglio comunale di Carpi di giovedì 15 ottobre sono state discusse tra l'altro due interpellanze su vari temi e un'interrogazione sui parcheggi in centro storico. La prima interpellanza, presentata da Argio Alboresi (capogruppo Lega nord Padania) riguardava le iniziative che dovrebbe adottare la Giunta per realizzare un metodo trasparente per il controllo dei cittadini sulle presenze nei propri uffici di assessori, Sindaco e vice in tutti i mesi dell'anno. Inoltre questo diceva il documento firmato da Alboresi per rendere sempre più partecipi i cittadini andrebbe collegata la sala consiliare ad uno schermo piazzato sotto il portico, consentendo così la visione delle sedute a tanti cittadini interessati. Nella seconda interpellanza lo stesso Alboresi (insieme alla capogruppo di Alleanza per Carpi Giliola Pivetti) chiedeva invece al Sindaco di sapere se la Giunta ritiene di aver raggiunto l'autosufficienza in quanto a capacità di riflessione e proposta; e se, in caso di risposta negativa, in quale sede essa desidera raccogliere le intelligenze e le competenze dei consiglieri per sentire idee, proposte, suggerimenti che possano tradursi in migliorie, e in pratica () per fare squadra.
Alla prima interpellanza ha risposto il Sindaco Enrico Campedelli ribadendo che se la Lega nord si riferiva al caso avvenuto il 14 agosto (vedi nota stampa n.339, ndr.) allora gli assessori Tosi e Ronchetti erano in quel frangente in Municipio. Noi riceviamo compatibilmente agli impegni; personalmente dopo essere stato in ospedale e in convalescenza sono rientrato al lavoro il 16 agosto e tengo il cellulare acceso anche di notte. Riguardo invece al collegamento video destinato ai cittadini non mi sembra impellente, pure se presto discuteremo di strumenti comunicativi che ci consentano di trasmettere i lavori del Consiglio grazie alle nuove tecnologie (vedi nota stampa n.351, ndr.): già Carpi a 5 stelle riprende il dibattito comunque. E se la consigliera Pd Daniela Depietri ha ricordato a seguire come i cittadini debbano solo salire due rampe di scale per assistere alle sedute Giliola Pivetti (ApC) si è detta certa del costo infinitesimale della trasmissione dei Consigli, che potrebbe essere decisa dopo una sperimentazione, mentre da Marco Bagnoli (Pd) sono venuti infine dubbi sulla possibilità di controllare gli assessori.
Apertosi il dibattito sulla interpellanza di Lega nord Padania e ApC il Sindaco Campedelli ha esordito ricordando il ruolo del Consiglio e delle Commissioni consiliari e le loro prerogative, e il fatto che ognuno dei rappresentanti dei cittadini è stato eletto in base ad un programma elettorale. Non ci crediamo autosufficienti nel gioco democratico. Alboresi allora ha citato quanto avvenuto in una recente Commissione, nel corso della quale il Presidente Paolo Zironi, adducendo il ruolo solo tecnico di questi organismi, ha negato la possibilità di fare discussioni politiche. Il Presidente Taurasi ha ricordato come sarebbe stato preferibile discutere del tema una volta che Zironi fosse presente in aula e ha rammentato il ruolo del Consiglio comunale così come indicato nel Regolamento dello stesso: comunque non è detto che le Commissioni non debbano prendere in considerazione aspetti politici. La consigliera Pivetti ha voluto a sua volta censurare il comportamento del Presidente Zironi. Spero si renda conto del suo atteggiamento il confronto in Commissione non c'è e la Giunta non viene mai a chiedere consigli. La consigliera Maria Viola Baisi (Pd) si è chiesta a questo punto quali sarebbero però le posizioni di sintesi che le minoranze potrebbero portare in Commissione mentre la collega di gruppo Depietri ha ribadito che le minoranze nelle riunioni di questi organismi non hanno mai indicato quali sarebbero state le loro intenzioni di voto in Consiglio comunale. L'assessore a Mobilità e Traffico Carmelo Alberto D'Addese ha nel corso della seduta del 15 ottobre risposto in aula ad un'interrogazione del consigliere Antonio Russo (PdL) relativa ai parcheggi in centro storico. L'amministrazione è a conoscenza del problema creato a chi ha attività in centro e non può parcheggiare vicino al posto di lavoro? O si limita la sosta o si pagano cifre molto elevate negli spazi delimitati da strisce blu. Esistono particolari agevolazioni per costoro, magari non sufficientemente pubblicizzate? L'amministrazione ha intenzione di introdurle?. D'Addese ha ricordato come la regolamentazione relativa ai parcheggi in centro storico sia stata condivisa con tutte le associazioni di categoria, ha rammentato le caratteristiche delle diverse fasce degli spazi di sosta, con relative localizzazioni e costi per gli automobilisti, elencando infine le zone della città dove si può lasciare la macchina a sosta libera. Non esistono particolari agevolazioni sui parcheggi a pagamento ma Carpi è l'unico centro della provincia a consentire il primo quarto d'ora gratis; la sosta è gratuita tra le ore 13 e le ore 15, mentre la tariffa di 80 centesimi è tra le più basse esistenti. Intendiamo comunque nel prossimo Piano triennale degli Investimenti ha concluso l'assessore - rispondere alle esigenze dell'area nord della città aumentando gli spazi destinati alla sosta. Il consigliere Russo ha replicato citando casi di vie adiacenti al centro dove residenti e lavoratori utilizzano gli stessi spazi, creando disagi a chi abita nella zona, e chiedendo di consentire facilitazioni ai secondi per fare loro parcheggiare all'interno delle righe blu.
Per combattere l'insicurezza e favorire la prevenzione, il primo passo da fare è quello di comunicare in modo semplice e dettagliato le regole su come fare prevenzione. "Perché allora non utilizzare a questo fine il mercato, che risulta essere tra le aree maggiormente frequentate della città, dato che oltretutto ultimamente è finito al centro di spiacevoli episodi?". Confesercenti sottolineando che l'obbiettivo primario per una campagna di questo tipo è quello di orientarsi verso i luoghi a maggior frequentazione al fine di fare prevenzione in maniera concreta, aggiunge anche che, "Si potrebbe attrezzare l'interno dell'area mercatale con degli appositi spazi dedicati, in cui affiggere una serie di manifesti esplicativi e semplici, contenenti le modalità su come comportarsi, le regole da seguire nei tentativi di raggiro, di borseggio e chi chiamare in caso di necessità, oltre ad evidenziare tutte le situazioni maggiormente a rischio".
"I manifesti dovrebbero essere ben visibili e soprattutto collocati in più punti all'interno del mercato, così da essere alla portata di tutti in particolare alle persone anziane, categoria di solito più esposta. In questo modo il loro apporto andrebbe a costituire di per sé un prezioso ed importante contributo alla sicurezza di ognuno, oltre che un utile strumento per promuovere in maniera costante e continua la prevenzione".
(Fonte: sassuolo2000.it)
Roberto Andreoli (capogruppo del Popolo delle Libertà) ha chiesto conto dei ritardi nel completamento dei lavori in corso Fanti rispetto alla data indicata dall’amministrazione, quali le motivazioni di questo posticipo e se fosse possibile che l’ente locale potesse essere citato per eventuali richieste di risarcimento dei danni da parte dei residenti e dei commercianti della via. “Chiedo infine – ha detto Andreoli – di chiarire se, nell’ambito dei lavori, fosse prevista anche la realizzazione della rotonda in fondo a corso Fanti, o se questa parte del progetto non verrà realizzata”. L’assessore ai Lavori pubblici Carmelo Alberto D’Addese ha replicato ad Andreoli sottolineando come la data prevista dagli elaborati di progetto per la conclusione dei lavori fosse fissata per il 30 settembre e come le imprese operanti (CCC e Cet) dovevano terminare gli stessi entro il 10 settembre, visto che avevano ottenuto 35 giorni di proroga rispetto alla data fissata concessa dalla Direzione dei lavori: per far fronte a eventi e circostanze impreviste che non hanno consentito l’ultimazione del primo lotto nei termine contrattualmente fissati.
“In particolare la realizzazione di impianti al di fuori l’area di cantiere e le indagini archeologiche preventive nei resti della porta medievale, oltre a un imprevisto intervento di Enel sulle linee a media tensione che ha impedito il completamento delle lavorazioni di pavimentazione su una parte dell’area interessata. Lo slittamento dell’ultimazione delle opere edili – ha spiegato l’assessore - non è imputabile alle imprese esecutrici e nessun ritardo complessivo è dovuto al mancato approvvigionamento di materiale lapideo. Non vi è inoltre per il Comune nessun obbligo di risarcimento; si è sempre agito nel pieno interesse del cittadino limitando ogni possibile disagio. La rotonda infine – ha concluso D’Addese – pur essendo prevista nel Piano comunale triennale dei Lavori pubblici non è stata finanziata nel 2009 e non verrà eseguita”.
“Forse una nota per spiegare quanto successo avrebbe potuto essere utile – ha chiosato Andreoli –: l’assessore conferma che la rotonda promessa non si farà più, così come quella in piazzale Dante a questo punto. Cò mi sembra un impoverimento di un lavoro ben fatto”. Alle parole dell’esponente del Popolo delle Libertà ha controreplicato D’Addese, ricordando come per i portici del corso siano iniziati i contatti per definire un eventuale restauro mentre “la rotonda che oggi non si è fatta non è detto che non si possa fare domani...”.
Prima dell’inizio della trattazione degli argomenti all’ordine del giorno il Consiglio comunale del 24 settembre scorso aveva osservato un minuto di silenzio per ricordare i sei soldati italiani morti a Kabul nei giorni scorsi.
(Fonte: carpidiem.it)
Prosegue il dibattito su mercato e Centro storico. Ripropongo di seguito l'articolo del direttore del settimanale Voce che aveva lanciato alcune settimane fa la proposta di ripensare la dislocazione del mercato in funzione delle nuove opportunità offerte dalla ristrutturazione del Centro storico. Mi pare che si sia aperta (anche in seguito all'intervento dell'Assessore Morelli) una discussione interessante che non va trascurata e che, oltre agli operatori e commercianti (naturalmente gli interlocutori principali del Comune), debba coinvolgere più in generale l'opinione pubblica carpigiana.
GT
Mercato: la riforma che piace
COMMERCIO - L'esigenza condivisa di un progetto
di FL0RI0 MAGNANINI, VOCE del 10 settembre 2009
CARPI - La "riforma del mercato" come l'abbiamo definita, in - tendendone la trasformazione da "fossa" in piazza a "percorso" fra le vie di nuova ristrutturazione del centro, sembra farsi strada . Faticosamente, più con la preoccupazione di ricavarsi primogeniture che con precise idee sul come attuarla, ma l'importante è che nel muro delle inerzie, delle abitudini e del conservatorismo si sia aperta una fenditura . Due importanti associazioni di categoria, come Confesercenti e Confcommercio , si sono dichiarate favorevoli , ricordando precedenti, analoghe loro prese di posizione e avanzando qualche dubbio o suggerimento sulle modalità. Un'altra associazione, la Lapam Licom (vedi sotto) parla di una "proposta degna di attenzione e approfondimento", indicandone addirittura un possibile ampliamento a comprendere i l tratto iniziale di via Berengario . L'idea, come sanno i nostri lettori, è quella di una dislocazione diversa dei banchi. Ora sono tutti assembrati nell'unico spazio della piazza e accostati fitti fitti l'uno all'altro . Per - ché non approfittare, invece , della diversa organizzazione degli spazi che i restauri stanno conferendo ai corsi Fanti e Cabassi? Perché non utilizzare anche corso Alberto Pio e piazza Garibaldi? Alla lunga linea d i banchi che si verrebbe così a creare come una sottolineatura del centro, anche la piazza potrebbe concorrere . Ma non come avviene oggi, bensì ospitando un segmento del nuovo mercato su uno solo dei suoi lati . E' l a classica "riforma" che non costa nulla, che richiede solo un po' di immaginazione per scrollarsi di dosso abitudini cristallizzate e che dovrebbe approdare alla stesura di un regolamento innovativo. Ogni nuovo regolamento , si sa, ha due componenti . L a prima è di natura tecnica : per modificare la struttura di u n mercato (lo hanno ricordato Daniele Cavazza e Giorgio Vecchi nel numero scorso) occorre un progetto . Serve sapere, per esempio, qual è la dimensione media di un banco furgone ; in quale parte del percorso in centro possa stare senza ridurre i negozi a retrobottega del mercato ; dove stiano meglio l e bancarelle che possono fare a meno del furgone d'appoggi o e dove eventualmente parcheggiare provvisoriamente questi mezzi; se sia meglio riunire l e stesse merceologie, per esempi o collocando tutti i banchi alimentari in piazza Garibaldi ; s e in corso Alberto Pio, più stretto degli altri, si possa pensare a u n recupero del mercatino dell'antiquariato o anche e semplicemente, delle cose usate; se si a il caso di differenziare le tariffe di occupazione del suolo pubblico, tra posizioni più o meno pregiate . . . Sono queste le scelte che danno luogo al progetto : un lavoro da fare . L'altra componente di ogni regolamento riguarda gli interessi e i diritti acquisiti che si vanno a toccare e che richiedono un confronto con tutte le componenti direttamente coinvolte , ma anche con i cittadini che, s e pure non organizzati in associazioni di categoria, sono i primi utenti degli spazi pubblici . Per farla breve, questo è il lavoro della politica . Ora, come ha preso l'idea il nuovo Assessore alle Politiche economiche, Simone Morelli? Da un giovane Amministratore alla prima nomina è ovvio nessuno si aspettava una risposta su un argomento che poteva benissimo essere l'ultimo de i suoi pensieri . Sarebbe stato da presuntuosi pretenderlo . Ma se l'Amministratore in questione , dopo aver un po' divagato sulla "rivitalizzazione dei corsi Fanti e Cabassi" e sui "lavori di ristrutturazione in fase avanzata " entra nel merito della proposta , allora diventa lecito discutere l e sue osservazioni . Prima osservazione di Morelli : il mercato è anche un patrimonio storico . D'accordo : e infatti riorganizzar - lo e renderlo più armonico con il centro non vuol dire negarne il valore . Seconda osservazione : il regolamento attuale è frutto di "una concertazione approfondita" e di un "percorso molto articolato" . E' una buona ragion e per rinunciare a cominciarne un altro? Troppo da lavorar e per cambiare equilibri faticosa - mente raggiunti e che durano da anni? Ma così non si cambi a mai nulla, in questa città . Terza osservazione : occorre garantire le vie d'accesso ai mezzi di soccorso . Già, perché ora, se uno h a un infarto in mezzo al mercato , come ci arrivano le ambulanze ? In realtà, da via Paolo Guaitoli si raggiungono facilmente la piazza e ogni punto di corso Fanti e dalle vie laterali ogni punto di corso Cabassi o di corso Alberto Pio o di piazza Garibaldi . L'obiezione non pare dunque pertinente . Quarta osservazione: per rivitalizzare il centro storico non basta intervenire sul mercato, bisognerebbe ragionare su tanti altri aspetti. Questa fa ricordare quel tale che su ogni questione – si trattasse di politica o di economia, di calcio o di donne – era solito dire con un certo sussiego : "Vedi, il problema è un altro". Talmente "altro", che in vita sua finì per non risolverne uno.
(Fonte:
http://GiovanniTaurasi.ilcannocchiale.it/post/2332735.html
)
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Fonte: L'informazione
norme anti alcol.La annuncia il capogruppo del Pdl di Carpi Roberto Benatti all’indomani dell’“esperimento”fatto da L’Informazione,una passeggiata notturna in città con una birra in bottiglia alla ano.«La verità è che i controlli non ci sono.I vigili con il loro turno notturno si trovano a dover coprire il territorio di tutta l’Unione con due pattuglie.Chi è ai laghetti di Campogalliano o al confine con il mantovano non può certo essere in centro a Carpi a vigilare sul rispetto dell’ordinanza. Il provvedimento del sindaco Campedelli è un fantasma che nessuno controlla. E se anche qualcuno venisse colto in flagrante mentre sorseggia alcol al di fuori degli orari consentiti,non potrebbe comunque essere punito,ed in pochi minuti ricomincerebbe a bere in un altro posto».Secondo Benatti,poi,non si tratterebbe di luoghi né di orari.
«Non importa dove si beve o in quali fasce orarie,l’alcol è sempre un problema.Quello che conta – prosegue il capogruppo di opposizione – è l’età. Ormai i giovani cominciano a consumare alcolici fin da ragazzini.
Servono controlli su questo.Dobbiamo lavorare su di loro e far partire da lì una corretta educazione su questi
temi.Ogni sera dovrebbero esserci controlli atti a verificare l’età di chi chiede un alcolico. Nel nostro programma elettorale avevamo inserito un punto ad hoc sull’alcol.Fino a che non si comincia un lavoro serio
sul tema,avremo sempre ordinanze senza riscontro».E sul numero di multe comminate, Benatti commenta che «ad oggi,la maggioranza non ha fornito alcun numero.Arriveranno come sempre con molto ritardo.Ad ogni modo,come minoranza recapiteremo al più presto un’interrogazione per fare luce su questo argomento.
I controlli non ci sono, ed in base a questo non dovrebbero nemmeno essere state comminate sanzioni. Comunque stiano le cose,vogliamo saperlo».
Fonte: L'informazione
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