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martedì 15 settembre 2009
Prot. Gen.le n. 41115 del 31.08.2009
GRUPPO CONSILIARE LEGA NORD PADANIA
SEGRETERIA DI CARPI
Al Presidente del Consiglio del Comune di CARPI
Argio Alboresi
GRUPPO CONSILIARE LEGA NORD PADANIA
SEGRETERIA DI CARPI
Al Presidente del Consiglio del Comune di CARPI
INTERPELLANZA
Premesso che
Nel mese di agosto, forse complice la malattia del Sindaco, si è avuto da parte di cittadini e della LEGA NORD CARPI la conferma che la macchina comunale girasse al minimo. Pochi addetti in turnazione di ferie e nessun assessore e vice sindaco, al proprio Posto al servizio dei cittadini.Considerato che
si è appena iniziata una nuova legislatura, dove per essere riconfermata la fu portaerei PD ha dovuto imbarcare l’ I.D.V. più altre liste minori. Tale assemblaggio ha partorito la maggioranza, ma mostra problemi di gestione, che vediamo ripercuotersi anche nell’organizzare il quotidiano.La LEGA NORD chiede
quali iniziative intenda adottare la Giunta per realizzare un metodo trasparente di controllo dei cittadini sulle presenze, nei propri uffici, degli assessori, del Sindaco e vice in tutti i mesi dell’anno.Chiede inoltre,
per rendere sempre più partecipi i cittadini, favorire la trasparenza e il dibattito politico, di collegare la sala consigliare ad uno schermo piazzato sotto il portico, consentendo cosi la visione delle sedute a tanti cittadini interessati.Argio Alboresi
mercoledì 9 settembre 2009
Ne da l'annuncio Marco Ronzitti su Meetup.com
"[...] Prima di tutto volevo informarvi della nascita, se così possiamo dire, della Tv di Carpinforma. Si occuperà, principalmente, della diretta streaming del Consiglio Comunale e, se lo riteniamo opportuno, la useremo per fare informazione sulla realtà locale.
Stiamo facendo ancora delle prove, ma giovedì 10 settembre alle ore 20, se non succede nulla di catastrofico, saremo in Consiglio per trasmettere la diretta. Speriamo bene!
Il sito è questo: http://www.livestream.com/carpinformatv
Se ci sono dei problemi segnalatelo subito, per noi è una cosa nuova e quindi abbiamo bisogno di tutto l'aiuto possibile."
(Fonte: http://www.meetup.com/grillo-carpi/boards/view/viewthread?thread=7623001)
Sent from my BlackBerry® wireless device
"[...] Prima di tutto volevo informarvi della nascita, se così possiamo dire, della Tv di Carpinforma. Si occuperà, principalmente, della diretta streaming del Consiglio Comunale e, se lo riteniamo opportuno, la useremo per fare informazione sulla realtà locale.
Stiamo facendo ancora delle prove, ma giovedì 10 settembre alle ore 20, se non succede nulla di catastrofico, saremo in Consiglio per trasmettere la diretta. Speriamo bene!
Il sito è questo: http://www.livestream.com/carpinformatv
Se ci sono dei problemi segnalatelo subito, per noi è una cosa nuova e quindi abbiamo bisogno di tutto l'aiuto possibile."
(Fonte: http://www.meetup.com/grillo-carpi/boards/view/viewthread?thread=7623001)
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domenica 31 maggio 2009

GAZZETTA DI MODENA
Economia, ecco le richieste ai sindaci
Inevitabilmente il nuovo sindaco, sia il riconfermato Campedelli oppure un out-sider, dovrà confrontarsi con le associazioni di categoria. E Cna, Lapam, Confesercenti e Confcommercio hanno già avanzato le proprie richieste in vista della legislatura che si insinua all’orizzonte. Priorità precise, che spaziano a 360 gradi e che ai candidati chiedono impegni concreti sul fronte della lotta alla crisi e del lavoro. Chiedono infrastrutture, un alleggerimento della burocrazia, un dialogo col mondo produttivo per orientare gli studenti sulle scelte. Senza dimenticare che per le associazioni occorre un impegno concreto sul fronte sicurezza, dove tutte si attendono un salto di qualità nei controlli e nella presenza delle forze dell’ordine sul territorio. Di carne al fuoco ce n’è parecchia, in particolare per quanto riguarda il sostegno alle piccole e medio imprese del territorio carpigiano. Le associazioni hanno infatti stilato un documento unitario che fissa alcuni punto base. La crisi. C’è un dato che deve fare riflettere: paragonando il primo trimestre del 2009 allo stesso periodo del 2008 il saldo delle aziende che chiudono è un rilevante -67%. Mai, negli ultimi decenni, si era arrivati ad un crollo così verticale. Il lavoro autonomo è in netta sofferenza e non esiste un sostegno al reddito come avviene per i dipendenti. Le soluzioni. Ne esistono di vari tipi come spiegano Wolmer Borsari, direttore di Cna Carpi e Stefano Cestari, neo segretario di Lapam-Federimpresa. «Il Comune può fare tanto per alleggerire la pressione sugli imprenditori. Sia da un punto di vista strutturale che politico. Chiediamo una mediazione con le banche perchè il credito in questi contesti è decisivo. Ma anche la pubblica amministrazione può trasformarsi in volano: le infrastrutture servono a far lavorare. Si potrebbero studiare dei bandi semplificati per garantire commesse ai carpigiani: parliamo di ristrutturazioni, riqualificazioni, risparmio energetico. La imprese della città possono garantire competenza e qualità». Le infrastrutture. Due i punti salienti. «È necessario che si porti a completamente viale dell’Industria - spiega Borsari - per far defluire il traffico verso nord. Via Luosi non è più una tangenziale, ma è una strada della città che lambisce case e scuole. Anche in nome della sicurezza bisogna dotare Carpi di un’arteria all’avanguardia. Così come è doveroso, anche per rispetto degli abitanti, continuare a mettere pressione per sistemare le strade che portano a Modena e la stessa linea ferroviaria che di certo non si addice ad una città moderna come la nostra». La burocrazia. Soprattutto quando l’economia frena si alza il motto “meno tempo perso più tempo per lavorare”. E quello su cui le associazioni si soffermano è proprio un alleggerimento della burocrazia. «Già aprire un’azienda è un rischio - spiegano - se poi ci si mettono le file e gli incartamenti che non bastano mai si capisce quanto un imprenditore perda il coraggio iniziale e si areni. Non può scontrarsi con una burocrazia dilagante che toglie tempo prezioso alla propria attività». La Cna, poi, ha un ulteriore cavallo di battaglia dove il Comune può intervenire deciso. «L’imprenditoria giovanile è in calo - spiega Borsari - non solo per le difficoltà economiche, ma anche perchè mancano figure professionali di un certo livello. Penso, ad esempio, alla meccanica che a Carpi è sempre stata al top. Credo che il Comune, in collaborazione con le scuole dell’obbligo, debba porsi in prima linea per orientare gli studenti. È inutile entrare in corsi ibridi se si ha la convinzione di smettere al termine delle superiori: meglio specializzarsi e il posto fisso o le qualità imprenditoriali non saranno una chimera». La sicurezza. Da più parti si evidenzia il sentore di insicurezza. Ecco perchè la polizia municipale va ulteriormente impiegata. E visto che ormai dipende dall’Unione si chiede anche di dare efficenza alle Terre d’Argine. «La politica deve decidere che cosa fare dell’Unione. Noi siamo favorevoli al fatto che possa diventare un organo di indirizzo e di confronto, ma deve avere più poteri visto che, al momento, ha finalità troppo limitate».
giovedì 28 maggio 2009
La fondazione CIVES ha posto 5 domande ai candidati sindaco e tutti hanno dato le loro risposte.
Ecco, punto per punto, domande e risposte:
Sarebbe molto interessante, ora, sentire anche le risposte degli altri alle domande poste dai candidati stessi.
Ecco, punto per punto, domande e risposte:
- Cosa distingue lei dagli altri candidati?
- Quali sono, in ordine di priorità, i 3 problemi più urgenti da risolvere per migliorare Carpi?
- Cosa occorre fare per reagire alla grave crisi economica in corso?
- Tre proposte concrete per favorire un nuovo sviluppo economico, sociale e culturale della città.
- Quali risposte e/o riflessioni in ordine alle problematiche che Cives ha proposto nelle ultime settimane attraverso il proprio portale:
a. La crisi economica a Carpi: numeri e proposte
b. I poveri intorno a noi aumentano e la macchina dei servizi sociali è troppo complessa
c. L'integrazione possibile in una società multiculturale
Sarebbe molto interessante, ora, sentire anche le risposte degli altri alle domande poste dai candidati stessi.
Roberto Andreoli
Ciò che mi distingue dagli altri candidati è essenzialmente il fatto che io non vivo, e non ho mai vissuto di politica. Io sono un imprenditore che ha deciso di impegnarsi con serietà e pragmaticità per dare risposte concrete alle problematiche che affliggono la città in cui sono nato e vivo da sempre.Enrico Campedelli
Anzitutto il fatto che sono il Sindaco uscente e che dunque chiedo il voto per poter proseguire e portare a termine insieme, quel processo di innovazione,di rilancio e di miglioramento della qualità della vita a Carpi iniziato nella legislatura passata.Deanna Guidi
Altro elemento fondamentale e che marca una grossa differenza con i miei competitori è che la mia candidatura non presenta solamente un programma da realizzare, che pure c’è ed è frutto di un contributo plurale di tanti cittadini espressione di tutte le realtà locali,ma offre alla valutazione degli elettori anche quanto in questi cinque anni di amministrazione abbiamo già realizzato. Dai servizi alla persona,scuole,palestre,asili,strutture per anziani,alle infrastrutture quali viabilità,ciclabili,biblioteca,riqualificazione del centro storico, parchi ed aree verdi.Senza dimenticare la costituzione dell’Unione dei Comuni,che oltre a consentire un aumento dei servizi per ogni cittadino delle Terre d’Argine, ci ha permesso di aumentare il numero di agenti di polizia locale (vigili urbani) sul territorio sia in servizio diurno che notturno,aumentando così,insieme all’installazione del sistema di videosorveglianza, la sicurezza per ognuno.
Ciò che mi spinge a dedicare del tempo alla politica è la convinzione che io possa dare un contributo al dibattito democratico e alla riflessione comune sui temi attuali e su problemi urgenti. Credo che nessun altro candidato abbia tanta fiducia nelle proprie idee da affrontare l’agone con tanta caparbia libertà di pensiero e pieno rispetto di quello di tutti gli altri.Lorenzo Paluan
Ho il coraggio di vantare un modico uso di denaro per la campagna elettorale, in primis perché porto rispetto alla mia famiglia ed alle sue necessità, poi in dolorosa contrizione per le conseguenze della crisi che colpisce duramente tanti nuclei famigliari nella nostra comunità e, non ultimo, perché ritengo la passione politica un alimento di energie sufficienti a far conoscere le proprie idee.
Non punto con la mia campagna elettorale a convincere che sono meglio degli altri nel promettere, ma tendo a far riflettere: di ogni cosa che dico, prima, attraverso studio, ricerca e riflessione, devo esser convinta io e rifuggo da banalità e ovvietà.
Rispetto agli altri candidati ritengo di potermi caratterizzare per un percorso di studi e professionale che mi ha portato e mi porta quotidianamente a dovermi confrontare con una notevole varietà di realtà economiche, diversi contesti produttivi, italiani ed esteri, A questo aggiungo una storia politica caratterizzata da un principio chiaro: coerenza fra quello si dice e quello che si fa, che mi ha portato in più occasioni a rinunciare a incarichi politici a livello locale, quando ritenevo di non poter rispondere in coscienza a questo principio.Giliola Pivetti
Infine mi distingue il rifiuto di utilizzare in modo improprio la lingua italiana (ad esempio, io non chiamerei “lista civica” una lista sostenuta da partiti e non direi che “tutelo l’ambiente” se le uniche infrastrutture che costruisco su un territorio sono di asfalto e cemento) Altre informazioni sul mio curriculum e sul mio percorso politico si possono trovare su www.lorenzopaluan.net
Bella domanda. Difficile la risposta. Da ogni candidato mi distingue qualcosa di diverso: da qualcuno la cultura, da altri l'esperienza.Fonte: www.cives.it
In generale mi distingue una vera capacità di ascolto e di immedesimazione nei problemi che le persone hanno, mi distingue il desiderio di condivisione e di dialogo con tutti i cittadini e coi loro rappresentanti, l'amore per la vita politica intesa come servizio alla comunità.
domenica 17 maggio 2009

GAZZETTA DI MODENA
La sfida dei sei candidati-sindaco
Ecco a confronto gli sfidanti carpigiani per queste amministrative 2009. Fino a pochi giorni fa tutti pensavano che gli aspiranti alla poltrona di primo cittadino fossero 5, invece all’ultimo minuto ecco che si lancia nella gara politica Elena Gemignani, avvocatessa modenese, candidata per la Destra. Un altro candidato era atteso al nastro di partenza e cioè Claudio Boccaletti, leader de La Tua Carpi, dopo l’uscita di scena di Fabrizio Senigaglia. Boccaletti però ha rinunciato lasciando i propri sostenitori liberi di votare chi più ritengono giusto. La competizione appare comunque molto accesa. C’è il sindaco uscente Campedelli che punta alla riconferma. E c’è l’outsider Giliola Pivetti, che pare stia facendo innervosire un po’ tutti, diventando, nel caso di ballottaggio, un po’ l’ago della bilancia. La Pivetti, infatti, pare possa raggruppare molti scontenti del Pd e punta a raccogliere voti anche nel serbatoio della sinistra di Campedelli. In questa pagina a tutti i candidati abbiamo rivolto le stesse domande. Domande su problemi concreti che al contempo attendono decisioni veloci nel dopo elezioni. (Le interviste sono state raccolte da Rino Filippin e Fabrizio Stermieri)
Enrico Campedelli
«A mio avviso sono le criticità dettate dal particolare momento economico che stiamo attraversando che debbono dettare le priorità dell’azione amministrativa per un Comune come Carpi il quale voglia veramente essere al fianco delle imprese e delle famiglie. E credo che l’accesso al credito sia oggi uno dei problemi principali da affrontare. Per questo motivo la prima delibera che ho in mente di proporre e far approvare destinerà al Fondo rotativo straordinario, affidato in gestione a Confidi per incrementare la garanzia a piccole e medie imprese, una somma di 500.000 euro. Oltre a questo, destinerei una cifra importante per fare fronte alle difficoltà delle famiglie carpigiane più colpite dalla crisi». «Diciamo la verità: la crisi avrà anche una natura mondiale, ma a livello locale si è fatto poco per evitarla. La prima da cosa che farei da sindaco è capire esattamente che danni ha fatto la crisi a Carpi, poi ripartirei con un programma che non pensi solo al profitto immediato. Convocherei associazioni, banche... per un tavolo attorno a cui creare strategie condivise. Io sono convinta che il benessere economico passi dalla coesione sociale. Successivamente passerei ad occuparmi dell’agricoltura incentivando le produzioni tipiche e biologiche. Infine il tessile: le aziende locali devono essere spinte a puntare molto sulla qualità e per questo motivo dovrebbero servirsi di professionalità locali». «Uno dei nostri obbiettivi è far rientrare nell’Unione dei Comuni anche i servizi sociali. Questo comporterebbe una razionalizzazione dei costi e la possibilità a un numero maggiore di cittadini di accedere alle offerte del settore municipale. Per me Carpi, come gli altri Comuni dell’Unione Teerre d’Argine, Soliera, Novi e Campogalliano, deve diventare il territorio delle opportunità. Chi è in difficoltà, chi è rimasto indietro deve avere la possibilità di riprendersi e di vivere una vita dignitosa. Per questo penso - conclude il sindaco uscente Enrico Campedelli - sia molto importante iniziare a lavorarci da subito, se i cittadini mi riconfermeranno ancora una volta la loro fiducia».
Elena Gemignani
«Nel caso fossi eletta, è opportuno sottolineare che le delibere verrebbero stabilite in base alle priorità ed esigenze che si presenterebbero al momento. Senza dubbio gli argomenti che affronterei per primi riguarderebbero la sicurezza, l’economia ed il lavoro e la viabilità. Per quanto concerne la sicurezza sarebbe importante potenziare il vigile di quartiere, oggi purtroppo insufficiente a livello numerico rispetto alla richiesta di sicurezza. Se Carpi è ancora un’isola felice, dobbiamo lavorare per impedire alla città di scivolare verso situazioni fuori controllo. Io non vivo a carpi, ma sento che quello della sicurezza è un tema che sta a cuore a tanti e che concretamente va tenuto sotto controllo». «Per l’economia nel corso della precedente legislatura abbiamo messo in campo diversi strumenti di cui si sono avvantaggiate le imprese. Quindi è importante continuare sulla strada del sostegno al Consorzio Fidi. Inoltre bisogna proseguire sulla strada intrapresa volta agli aiuti alle famiglie che si trovano in difficoltà anche a causa della difficile congiuntura generale. Voglio ricordare che in questo ambito nel 2008 abbiamo contribuito con 10 milioni di euro tra sgravi, rette agevolate, contributi per l’affitto, pagamento delle utenze. Infine, terzo punto, la promozione della città. Dobbiamo essere pronti in modo che quando l’economia ripartirà, tutti i cittadini possano avvantaggiarsene.
Deanna Guidi
«La prima iniziativa da mettere in campo è quella di destinare ai Consorzi Fidi 500 mila euro di nuove risorse per offrire maggiori garanzie alle piccole e medie imprese. La seconda: attivare con tempestività le opere pubbliche comunali più importanti affidandone la realizzazione in via prioritaria alle imprese del nostro territorio. La terza: attirare i buyers internazionali nella nostra città, creando importanti eventi promozionali dedicati nonché attivare gli spazi e i contenitori recuperati del centro storico. Sono questi gli strumenti principali a disposizione di una Amministrazione che punti a salvaguardare i posti di lavoro e a crearne dei nuovi, soprattutto per i più giovani». «La cementificazione è a livelli gravissimi. Ormai la città è compromessa e si può solo limitare i danni. Chi ha approvato questp Prg è colpevole di avere stravolto la città con costruzioni che hanno azzerato vaste aree di campagna e con una viabilità caotica. L’assessore Mirco Arletti avrebbe dovuto ribellarsi a questa crescita caotica. Io, se fossi sindaco, andrei a verificare tutte le varianti e metterei ai raggi x le prossime: è uno strumento abusato quello della variante. Il problema è far rinascere tra la gente la cultura della città come luogo di tutti. A Carpi invece, chi per un privilegio, chi per un altro, sono rare le persone che si prendono a cuore dell’ambiente locale. Io farei tanti parchi, parchi enormi».
Lorenzo Paluan
«Prg: Carpi, a parte il centro storico, esprime ben poco. Molte delle nuove edificazioni sono senza identità. La Carpi che realizzeremo non prevede ulteriori espansioni. Nelle nuove urbanizzazioni la residenza e le attività produttive saranno separate. Saranno creati spazi sociali nuovi: piazze, centri di vicinato, piccoli impianti sportivi. Auto, bici e pedoni avranno spazi dedicati e separati. Carpi avrà un grande Parco nell’area ad est della stazione ferroviaria, fino a Via Cavata. Saranno implementate le energie rinnovabili negli edifici pubblici. La fascia a ridosso dell’Autostrada sarà la vetrina per le aziende. La viabilità sarà modificata introducendo la gerarchizzazione delle vie». «Sicuramente la prima cosa da fare è pensare ai tanti che sono stati estromessi dal mondo del lavoro. Il Comune dispone di consistenti avanzi di bilancio e quindi bisogna utilizzare almeno parte di quelle somme per creare un fondo di solidarietà. Noi ipotizziamo che potrebbero essere messi subito a disposizione per questo scopo circa 700mila euro. Collegato a questo provvedimento noi abbiamo in mente di utilizzare meglio i fondo disponibili per l’economia rispetto a quanto ha fatto la giunta Campedelli che ha consentito una enorme speculazione immobiliare e avvantaggiato solo il tessile che, tra l’altro, non ha nemmeno recuperato i posti di lavoro andati perduti».
Giliola Pivetti
«Come vorrei Carpi? La vorrei bella ed elegante come è adesso, ma con un po’ più di fiducia nel domani attraverso una valorizzazione del suo splendido centro storico, delle sue tradizioni e della sua economia. io penso che si debba dare ancora più importanza al centro storico e a chi vi lavora. I negozianti devono essere valorizzati perchè portano vita in centro. Inoltre toglierei i parcheggi a pagamento: devono essere gratis per tutti gli automobilisti. Inoltre non vorrei più nuove costruzioni e preserverei in modo assoluto la nostra campagna. Infine, se fossi eletta sindaco, incrementerei il numero di parcheggi a servizio del centro dove dovrebbe essere più facile arrivare». «Parto con una provocazione: chiederei agli organizzatori della Maratona d’Italia di cambiare il loro regolamento per quanto concerne i premi, ora differenziati per maschi e femmine, nel senso che queste ultime, pur percorrendo sempre i 42 chilometri, possono contare su premi inferiori. Insomma inizierei subito con una battaglia per l’equiparazione dei diritti tra uomini e donne. Bisogna lottare per superare le discriminazioni sessuali e il caso della Maratona d’Italia è eclatante. Se diventassi sindaco mi impegnerei molto per evitare alle donne la discriminazione sul posto di lavoro. Tutti sanno che il sesso femminile è spesso sottoposto a ricatti lavorativi dai titolari delle aziende». «Tre cose concrete da fare per aiutare il lavoro e l’economia locale: a) vogliamo aprire a Milano (luogo da cui si lanciano i marchi nel mondo) uno show room con un accordo pubblico-privato, Luci su Carpi, baluardo carpigiano del Made in Carpi, con giovani carpigiani che vi lavorano, che prendono contatto coi giornali e le televisioni, che lanciano il nome dei nostri marchi e il nome stesso di Carpi; b) Credito alle imprese in collaborazione tra Comune, banche e Fondazione Cassa di Risparmio per finanziare idee industriali innovative; c) apertura di una reception La porta di Carpi, all’uscita dell’autostrada, dove chi arriva trovi tutte le indicazioni e le proposte, sulla nostra città». «Noi pensiamo a una città equilibrata, al contrario di quanto sta realizzando la giunta Campedelli che ha acconsentito a una enorme speculazione edilizia. Nessuno può dire infatti che si stia costruendo per necessità abitative: il fine ultimo è appunto quello speculativo. Tutto ciò deve cessare. Quindi no a ulteriori espansioni, blocco del Prg attuale, no a case nella zona est dietro la ferrovia, no a nuovi insediamenti a Fossoli, no alle torri gemelle di via Zappiano, un progetto a dir poco raccapricciante. Ogni ettaro di terreno che ci resta deve essere accuratamente mantenuto; ci serve per l’equilibrio idrogeologico e per l’agricoltura. Il territorio - conclude - non può più sostenere colate di cemento».
giovedì 14 maggio 2009
VOCE
I giochi sono fatti: sei in lizza con 13 liste - Il lavoro della Commissione elettorale
Carpi - La Commissione elettorale circondariale presieduta da un funzionario della Prefettura e composta da una dirigente comunale e da tre membri designati dal Consiglio provinciale ha confermato, per le prossime elezioni comunali, l'ammissibilità di sei candidature a sindaco e di 13 liste di sostegno, collocate nella scheda come da fac-simile. Una delle cose che balzano agli occhi è l'ampio ricorso di alcune liste a nomi esterni a Carpi: lo si riscontra soprattutto per Comunisti italiani, Sinistra per Carpi, Verdi, La Lista, La Destra e Italia dei Valori. Qualche polemica ha accompaganto nei giorni scorsi anche la raccolta delle firme di sostegno a liste e candidati: secondo alcune testimonianze, ai banchetti del Pd molte firme sarebbero state apposte su moduli non contrassegnati da simboli di partito e utilizzate, secondo il fabbisogno, per l'una o l'altra delle sei liste del "blocco campedelliano".
***
Se Enrico Campedelli si nega a un confronto fra tutti e sei i candidati a Sindaco sulla pubblica piazza o nel cortile del Castello. E se invece il confronto lo accetta - come ha fatto - nel caso in cui a organizzarlo siano l'Agesci (16 maggio), le associazioni artigiane, del commercio e della piccola impresa (18 maggio) e il settimanale Notizie (22 maggio), la conclusione è una sola, ha fatto notare Lorenzo Paluan, della lista Carpi a Cinque Stelle: "Evidentemente a Carpi, per avere la possibilità di assistere a un incontro fra tutti i candidati a Sindaco della tua città o sei un boy scout, o sei un imprenditore o non sei nessuno". Poteva aggiungere anche "o sei un lettore di Notizie", salvando - almeno loro - dalla categoria dei "nessuno".
***
Il primo pensiero deferente di Giliola Pivetti nell'aprire la propria conferenza sulla sanità è stato per Maria Teresa Pesi, direttrice del Ramazzini, e per Claudio Vagnini, responsabile del distretto sanitario. Non perché fossero lì, ma perché avevano declinato l'invito, mentre erano accorsi la mattina di un giorno feriale a un'iniziativa elettorale di Enrico Campedelli sullo stesso tema. Dopo di che - affiancata da Stefania Bellelli, Deanna Chiossi e Cinzia Peretti che, con Carlo Delvecchio e Giorgio Verrini costituiscono il nucleo "sanitario" della lista Alleanza per Carpi - ha lanciato lo slogan: "E' necessario ridare alla politica il governo della sanità". Non per affidarne la gestione ai politici o tornare alle clientele di partito, si è affrettata ad aggiungere. Ma per restituire trasparenza a un settore che tocca da vicino la vita della gente e che ora appare dominio criptato di dirigenti e primari ai quali gli Amministratori sottostanno, limitandosi a leggere in Consiglio comunale le loro lettere di risposta ogni volta che qualcuno solleva un problema. "Sindaco e Consiglio debbono tornare a mettere gli occhi dentro la sanità", ha detto, anticipando l'idea di dar vita, se eletta, a un "ufficio della statistica e della trasparenza" in materia di sanità locale, perché "...conoscere l'andamento della sanità vuol dire anche conoscere come si vive nel nostro territorio". Ha poi insistito sull'orario lungo per i medici di base, sul potenziamento dell'intra moenia per quella specialistica, sulla necessità di una nuova struttura da 60 posti per ospitare e aiutare la riabilitazione di anziani, ma anche giovani, cerebrolesi. Si è pronunciata anche perché l'incremento delle gravidanze non faccia del Consultorio un luogo esclusivo delle donne immigrate, creando conflitti e frizioni con le carpigiane dalle quali provengono domande che riguardano anche altri problemi.
***
E' un punto, quello del Consultorio, al quale Lorena Borsari, dell'Italia dei Valori, rivolge una domanda a Pivetti, richiamandone l'alleanza con quella stessa Udc che è da sempre contraria alla legge 194 sull'aborto: "Conta di intervenire sui Consultori femminili per potenziarli od ostacolarli?". Sull'abbrivio, Borsari va anche all'attacco della contrarietà di Pivetti all'edificazione di un nuovo ospedale e alla sua idea di irrobustire piuttosto il Ramazzini, aggiungendovi moduli pre costruiti e a uso flessibile: "Vuole continuare a raffazzonarlo addirittura con dei moduli prefabbricati, tipo container - scrive in un comunicato l'esponente di Italia dei Valori - da posizionare qua e là, penso forse sui tetti data l'esiguità degli spazi rimasti". E aggiunge: "Un buon amministratore pubblico che rifiuta a priori la prospettiva di dare servizi sanitari di qualità in un ambiente logistico ed efficiente alla propria popolazione, non va oltre il suo naso (...). L'esecutivo dei primari ospedalieri del Ramazzini, presieduto dal dott. Spina, ha da tempo sostenuto invece la necessità che si arrivi alla costruzione di un ospedale nuovo, data la difficoltà di operare nelle esigue sale chirurgiche, le 43 mila richieste al Pronto Soccorso che allungano i tempi di attesa ai pazienti...".
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C'è attesa del comizio in piazza la sera del 14 maggio, in cui Enrico Campedelli affiancherà Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, e il candidato al Parlamento europeo, Luciano Vecchi. Nel frattempo, si è tenuto quello sotto le finestre del Municipio che ha visti schierati, alle spalle di Campedelli, i rappresentanti delle sei liste che lo appoggiano: Miria Ronchetti (lista civica "Campedelli sindaco"), Carmelo D'Addese (Verdi), Marcella Valentini (Comunisti italiani), Davide Degli Esposti (Sinistra democratica), Davide Dalle Ave (Pd) e Fabio Esposito (Italia dei Valori). Il Sindaco uscente ha esordito ricordando Aldo Moro, ha richiamato il lavoro svolto dalla sua Amministrazione, è tornato sul tema del nuovo Ospedale, ha attaccato le misure restrittive del governo. Applaudito soprattutto il passaggio in cui ha ribadito la necessità di conservare la memoria di Fossoli e dell'Olocausto.
***
Sempre dal Sindaco arriva alle redazioni un comunicato con l'oggetto: "Anna Molinari sostiene Enrico Campedelli", seguito da un testo con una litote (attenuazione) che trasforma il "sostegno" in "apprezzamento". Raggiunta telefonicamente, davanti al quesito secco "lei voterà Campedelli?", la stilista si difende: «Oddio, non conosco nessuno, non saprei sinceramente chi altri votare. Non sono molto addentro alle cose della politica. I risultati che ho raggiunti non li debbo a nessuno schieramento, ma solo al lavoro mio e dei miei collaboratori. Mi sembra che Campedelli abbia fatto cose belle per il centro storico, con grande autorità e buon gusto e confermo quello che ho detto, anche se in politica non la penso come lui».
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Bruno Tabacci è il primo esponente politico di rilievo approdato in città per la campagna elettorale. Invitato dal coordinamento provinciale e locale dell'Udc (rispettivamente, Davide Torrini e Rossano Bellelli, accanto a lui al tavolo dei relatori, completato da Giovanni Arletti, per Confindustria, e Francesco Silingardi, ex Bper, per il coordinamento del giornalista di Avvenire Massimo Calvi), il parlamentare ha trattato dei temi economici e della crisi. Lo ha fatto con l'approccio che gli riconoscono amici e avversari: grande competenza in materia di credito e finanza, molta concretezza e poca disponibilità alla politica politicante, spirito liberal e valori solidi, incardinati in don Sturzo e De Gasperi ("Se vogliamo fare paragoni, ricordo che si dovette varare una legge apposita, per riconoscere un piccolo vitalizio alla vedova"). E' disceso dal generale (le ragioni di una crisi legata agli squilibri mondiali) alla critica serrata verso la politica economica di Giulio Tremonti, la cui politica dei "tagli lineari" e non "puntuali" penalizza in modo indifferenziato settori vitali come la scuola. Con l'aria di dover parlare di fatti che non gli appartengono, ha ricavato dalle vicende private del Cavaliere l'indicazione che chi guida un Paese deve preoccuparsi di fornirgli esempi positivi.
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"Sulla base dell'accoglimento da parte del Sindaco dei punti programmatici da noi proposti - scrive nella loro presentazione Carmelo A. D'Addese, portavoce e capolista dei Verdi di Carpi - ci schieriamo nuovamente al suo fianco, nel segno della continuità". Sono quattro i punti sottolineati: la mobilità alternativa, il risparmio energetico, la bioedilizia con abbassamento degli indici di edificabilità e lo sport inteso come formazione e cultura. In lista sono in venti, "scelti in un'ottica di completo rinnovamento", assicura D'Addese. Oltre al confermato Marcello Savino, consigliere uscente, compaiono diversi nomi alla loro prima esperienza politica nel contesto di un gruppo "rinnovato al 90 per cento".
GAZZETTA DI MODENA
In 1.500 hanno perso il lavoro
Sono stati illustrati alla Camera del Lavoro i dati della Cgil sulla situazione del distretto carpigiano del tessile-abbigliamento. I dati emersi, relativi all’occupazione e allo stato di salute delle aziende del territorio, rispecchiano una situazione difficile e preoccupante. Tra gennaio e aprile ben 250 lavoratori di 75 piccole aziende terziste sono stati sospesi. Stessa sorte per 350 dipendenti di 35 piccole e medie aziende locali. Da agosto 2008 ad oggi sono state 1500 le persone che hanno perso il lavoro e appena il 25% di questi ha potuto usufruire della mobilità retribuita. Per i restanti solo disoccupazione ordinaria e per apprendisti e giovani nemmeno quella. Solo la metà dei lavoratori sospesi senza retribuzione è in cassa integrazione ordinaria, mentre i dipendenti di imprese artigiane o commerciali hanno usufruito di ammortizzatori costituiti per volontà delle organizzazioni imprenditoriali e sindacali. Complessivamente, il sistema produttivo ha tenuto ma solo grazie alle ditte in conto proprio che da anni hanno puntato sulla delocalizzazione all’estero. Ciò che più preoccupa Cgil e associazioni di categoria è l’aumento della disoccupazione femminile e la crescita costante di situazioni di irregolarità sul lavoro. «Occorre combattere l’illegalità - afferma Olinto Artioli, segretario Cgil per la zona di Carpi - e promuovere la sicurezza. Già 4 anni fa abbiamo denunciamo il rischio del declino del nostro sistema manifatturiero ma non siamo stati ascoltati. Da qualche mese ci troviamo ad occuparci solo di licenziamenti, sospensioni, di come aiutare i lavoratori e le famiglie. Ci siamo accorti di essere impreparati sul come sostenere un numero così elevato di persone coinvolte nella recessione». Secondo Artioli «l’amministrazione locale ha avuto il merito di favorire lo sviluppo produttivo e residenziale ed è stata in grado di mettere in sinergia pubblico e privato». «Ma ancora molto deve essere fatto. Occorre estendere e rafforzare gli ammortizzatori sociali, aiutare i giovani affinché abbiano una retribuzione dignitosa e una formazione migliore. E’ importante anche sviluppare momenti di socializzazione tra italiani e stranieri, il lavoro dei migranti è una ricchezza». Ospiti della conferenza alcuni candidati sindaco, Enrico Campedelli, Giliola Pivetti e Lorenzo Paluan. «In questi anni abbiamo introdotto sgravi relativi alle rette scolastiche e realizzato esperienze quali il Citer, Carpi Formazione e dato vita ad un marchio di qualità per caratterizzare il distretto tessile - ha commentato Campedelli - E tutto ciò nonostante le entrate siano state di oltre 2 milioni di euro in meno nel 2008». Pivetti è intervenuta ribadendo la sua intenzione di creare un fondo di almeno 300mila euro da destinare ai lavoratori in cassa integrazione e di snellire le lunghe liste di attesa per la sanità. Paluan ha espresso l’intenzione di intensificare la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e aziendale. - Silvia Marchetti
Campo nomadi, caccia a una soluzione
Con l’avvicinarsi delle elezioni si riapre il dibattito sul campo nomadi di via Nuova Ponente. Oggetto di recenti critiche è proprio la collocazione, troppo vicina al centro città. E gli “ospiti” lamentano condizioni igienico-sanitarie precarie e servizi inadeguati. Abbiamo chiesto ai sei candidati sindaco carpigiani come pensano di affrontare il problema qualora vengano eletti. C’è chi lo vuole spostare, chi vuole realizzare più micro-aree, chi lo vuole eliminare completamente. Attualmente i nomadi ospitati nel campo sono 56 e chiedono interventi di miglioria. Il campo dà l’impressione di degrado. Sono 56 i sinti che vivono tra roulotte, rottami e lamiere, in quella che ancora non viene considerata una microarea, ma un semplice accampamento. «Vorremmo cambiare posto - afferma Stefania Cavazza, 25enne nomade - qui siamo troppi e troppo stretti, le roulotte sono ammassate le une vicine alle altre. Se dovesse incendiarsene una, attaccherebbe immediatamente il fuoco a tutte le altre. Anche noi abbiamo bisogno di spazio per vivere. I nostri bambini non sanno dove giocare e proprio qui a lato c’è la strada, con auto che sfrecciano ad alta velocità. Senza contare le precarie condizioni igienico-sanitarie del luogo, invaso dai topi e dalle acque di scarico di un sistema fognario inadeguato». «Un bagno per 15 persone non è normale - dice Ornella Quirini - Ci siamo lamentati più di una volta ma non è mai cambiato nulla. E quando piove ci allaghiamo, l’acqua copre il terreno e la puzza aumenta, così come il rischio di contrarre malattie». Disoccupati, vivono di espedienti desueti come il “ferro vecchio”, ossia la raccolta e il trasporto di pezzi di ferro trovati in giro, rivenduti poi a ditte di riciclaggio materiale, per un massimale che ondeggia tra i 50 e i 100 euro al giorno. Concordano tutti sul fatto che questo sia poca cosa, una risorsa irrisoria per un gruppo di 56 individui, lasciando intuire tra le righe quanto breve sia il passo che conduce su sentieri illegali. Un danno che però si ritorce contro la comunità stessa. «Non tutti i nomadi sono delinquenti - sostiene Singh Manjnder, che ha già svolto attività di impiegata ed educatrice - ma questo è difficile da far accettare. Quando si diffonde la voce che sei un nomade le porte del lavoro si chiudono e nonostante la disponibilità nessuno ti chiama. Un lavoro, ecco quello che vorremo, per poterci mantenere senza dover dipendere da qualcuno. Non ci manca la voglia, ma le occasioni». Il candidato sindaco del Pd e sindaco uscente, Enrico Campedelli, afferma che «la nostra idea è di spostare il campo, quell’area non è adeguata nè lo è mai stata». «Ormai è dentro la città e malgrado siano già state spostate una sessantina di persone, quelle che rimangono vivono in condizioni non adeguate». L’avvocato Elena Geminiani, candidata per La destra di Storace, ha invece in animo di «eliminare il campo nomadi, sollecitando le persone che ancora vi soggiornano a trovare un lavoro e a seguire uno stile di vita come quello di tutti gli altri carpigiani». «Stante l’attuale indice di microcriminalità, credo si debbano prendere misure restrittive severe; è intollerabile che ci siano ancora persone che vivono di espedienti e rappresentino un pericolo per la sicurezza» dice. Propende invece per dotare di servizi adeguati il campo esistente Deanna Guidi, candidata per La Lista, raggruppamento civico apartitico: «Bisogna chiedere ed utilizzare i fondi europei per migliorare le condizioni di vivibilità di questi campi in modo che smettano di essere un problema». A pensare alle micro-aree sono Giliola Pivetti, della lista civica “Allenaza per Carpi” sostenuta da Udc, Socialisti e Pri, e Lorenzo Paluan, dei grillini di “Carpi a 5 stelle”. «E’ auspicabile che si giunga a micro-aree con al massimo 1 o 2 famiglie - dice Pivetti - in zone periferiche o di campagna con la piena responsabilizzazione dei capifamiglia». «Occorre che i nomadi stessi siano coinvolti nell’autocostruzione delle micro-aree - dice Paluan - bisognerà quindi vagliare la loro disponibilità in questo senso». Per Roberto Andreoli, candidato del Pdl, «il campo nomadi è un problema da anni». «Il regolamento prevede che non vi siano più di 60 persone, fino allo scorso anno ce n’erano 120 - dice - il campo è da chiudere, non ci sono le condizioni per vivere, è una vergogna per la città. Occorre dividere i nuclei familiari e sistemarli in case o piccoli appezzamenti di terreno se vogliono la roulotte: chi non accetta se ne deve andare».
martedì 12 maggio 2009
Il 18 Maggio 2009 alle 20:45
Presso il MY HOTELS - VIA DELLE MAGLIAIE, 2 – CARPI
Si avvicina la data delle elezioni amministrative che porteranno alla scelta del Sindaco che reggerà le sorti del Comune di Carpi per i prossimi cinque anni.
Per capire le idee e le proposte dei diversi schieramenti Confcommercio, Cna, Confesercenti e Lapam, hanno organizzato un confronto pubblico con i candidati sindaci.
L’incontro permetterà di conoscere i programmi dei candidati, in particolare quelli relativi al sostegno del territorio ed alle iniziative da intraprendere per far fronte alla crisi economica e sociale.
Presso il MY HOTELS - VIA DELLE MAGLIAIE, 2 – CARPI
Si avvicina la data delle elezioni amministrative che porteranno alla scelta del Sindaco che reggerà le sorti del Comune di Carpi per i prossimi cinque anni.
Per capire le idee e le proposte dei diversi schieramenti Confcommercio, Cna, Confesercenti e Lapam, hanno organizzato un confronto pubblico con i candidati sindaci.
L’incontro permetterà di conoscere i programmi dei candidati, in particolare quelli relativi al sostegno del territorio ed alle iniziative da intraprendere per far fronte alla crisi economica e sociale.
domenica 10 maggio 2009

Martedì conferenza Cgil Carpi sullo sviluppo locale
Bassa modenese - Prosegue il ciclo delle conferenze di sviluppo promosse nel mese di maggio della Cgil di Modena in tutti i comuni capo comprensorio della provincia. Dopo Sassuolo, Vignola, Mirandola e Castelfranco (quest’ultima prevista oggi pomeriggio, vedi comunicato stampa allegato), martedì prossimo 12 maggio la discussione si sposta nel distretto di Carpi.
Presso la sede della Cgil di Carpi in via 3 Febbraio 1, alle ore 14.30 si aprono i lavori per discutere analisi e proposte della Cgil di zona per programmare la crescita, lo sviluppo sostenibile nei comuni del distrettocarpigiano e il miglioramento del welfare locale nel rispetto del territorio e dei nuovi bisogni sociali.
Alle 14.45 relazione introduttiva di Olinto Artioli coordinatore Cgil Carpi, alle ore 15.30 dibattito fra i presenti a cui sono invitati anche i candidati sindaco delle liste più rappresentative alle prossime elezioni amministrative. Hanno garantito la loro presenza anche i rappresentanti delle associazioni economiche e imprenditoriali. Alle ore 18 le conclusioni di Tania Scacchetti della segreteria provinciale Cgil.
La conferenza sarà anche l’occasione per presentare i locali della rinnovata sede Cgil dopo i recenti lavori di ristrutturazione. Al termine della conferenza, buffet per tutti i partecipanti.
GAZZETTA DI MODENA
I numeri del Consiglio
Si sono concluse le attività del Consiglio Comunale di Carpi per il quinquennio 2004-2009. La presidente uscente del Consiglio Ada Menozzi ha letto la sua relazione di fine mandato e buona parte dei rappresentanti (molti dei quali dopo 5, 10 o addirittura 14 anni hanno in questa occasione terminato l’esperienza) sono intervenuti per salutare colleghi, assessori, personale comunale. Una seduta decisamente diversa dalle altre dunque, nel corso della quale non di interrogazioni, variazioni di Bilancio o Piani Particolareggiati si è trattato, ma dove si è dato piuttosto libero sfogo a battute, riflessioni e un poco anche all’emozione del momento. Dopo la consegna a tutti i consiglieri e ai rappresentanti della giunta uscente di una pregevole confezione di aceto balsamico tradizionale dell’Acetaia Comunale, tutti si sono dati appuntamento al Cfp Nazareno per la cena. «La Legislatura 2004-2009 - si legge nella relazione del presidente Menozzi - è stata molto intensa dal punto di vista istituzionale e delicata da quel politico, con avvenimenti inediti per Carpi che hanno riflettuto le vicende nazionali». «Il Consiglio comunale giunto a scadenza è risultato sensibilmente diverso rispetto a quel risultato dalle elezioni del 2004: non tanto per il normale avvicendamento di alcuni consiglieri, quanto soprattutto per le modifiche dei gruppi consiliari, vuoi per il cambio di nome, vuoi per l’unione di gruppi diversi; o per l’uscita di Consiglieri dai Gruppi di provenienza, o per la loro adesione a partiti in origine non eletti». Prosegue la Menozzi nel suo bilancio finale: «Il quinquennio 2004-2009 ha visto l’adozione di importanti atti deliberativi: tra i principali, la costituzione dell’Unione Terre d’Argine ed il trasferimento ad essa di alcuni servizi e della Commissione Pari Opportunità; la trasformazione delle Ipab in Asp; le modifiche statutarie ed organizzative della Fondazione ex Campo di Fossoli; le norme sul risparmio energetico; gli atti riguardanti Aimag». Su quest’ultimo tema, la Menozzi ha ricordato che per la prima volta i cittadini sono stati chiamati ad esprimersi nel settembre scorso con un referendum locale che, tuttavia, non ha raggiunto il quorum necessario. Lo stesso Palazzo Scacchetti è stato interamente rinnovato ed il Consiglio comunale è potuto tornare nella sua sede storica - completamente rimodernata - inaugurata nel 2005 dal presidente emerito Scalfaro. Qui si sono tenute le celebrazioni per il 60º anniversario del Consiglio, della Costituzione e del voto alle donne. Ecco qualche numero per capire il lavoro del Consiglio: 169 consigli comunali, 235 sedute di commissioni, 414 delibere approvate, 309 tra mozioni, interpellanze ed emendamenti presentati dai consiglieri, 390 interrogazioni rivolte all’amministrazione. A parte pochissime eccezioni, la frequenza dei consiglieri alle sedute è stata elevata; da sottolineare inoltre la partecipazione attiva, non solo di presenza, degli assessori. Il Consiglio comunale non è solo organo di dibattito e ratifica delle proposte della Giunta, ma anche luogo di ascolto diretto della città. Sono stati infatti 29 i Consigli aperti e tematici, nei quali si sono dibattuti argomenti quali la pace, l’ambiente, gli anziani, la violenza alle donne, la crisi economica.
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