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mercoledì 1 settembre 2010
«Aspettate prima di giudicare, il muro non è ancora concluso: il suo aspetto finale sarà molto gradevole».
A prendere le difese della tanto discussa ‘muraglia’ dell’asilo di Cibeno ‘Balena Blu’ (struttura privata realizzata grazie ad una convenzione urbanistica che prevede il ritorno della proprietà nelle mani del Comune tra 12 anni) è il suo creatore, Luciano Pantaleoni, ex direttore e oggi architetto progettista della cooperativa costruttrice, Andria di Correggio.
«Ormai la mia esperienza decennale - afferma Pantaleoni - mi ha insegnato che qualsiasi idea innovativa, contemporanea, come la struttura della scuola materna di via Tre Ponti, non viene subito compresa, e ci si sofferma su un aspetto marginale».
Che il muro, alto tre metri e mezzo e che impedisce la visuale su uno degli scorci campestri più belli di Carpi, non sia stato ‘compreso’ suona quasi come un eufemismo: dopo le polemiche sollevate dalla politica (in primis i grillini e Rifondazione comunista), è arrivata anche la mobilitazione cittadina, con la nascita di una petizione online che ad oggi vanta oltre 60 firme.
Le dichiarazioni di Luigi Parenti, responsabile del servizio territoriale di Arpa, che aveva dribblato le polemiche affermando che il suo ente ha solo prescritto una barriera acustica, e che questa poteva essere fatta con materiali meno impattanti, avevano rafforzato la convinzione che quel muro fosse solamente il risultato di una scelta ‘infelice’ dal punto di vista paesaggistico: «L’unico modo per rispettare la prescrizione dell’Arpa era questa - spiega ancora Pantaleoni -, non poteva essere sostituita con una siepe, o con una struttura in legno, che marcisce presto.
La nostra paesaggista ha già presentato un ottimo progetto per ‘mascherare’ quel muro: a novembre (prima non è possibile tecnicamente) verrà piantumato tutto intorno, e l’impatto visivo sarà molto più gradevole, vedrete».
(da.fra.)
(fonte: ModenaQui)
A prendere le difese della tanto discussa ‘muraglia’ dell’asilo di Cibeno ‘Balena Blu’ (struttura privata realizzata grazie ad una convenzione urbanistica che prevede il ritorno della proprietà nelle mani del Comune tra 12 anni) è il suo creatore, Luciano Pantaleoni, ex direttore e oggi architetto progettista della cooperativa costruttrice, Andria di Correggio.
«Ormai la mia esperienza decennale - afferma Pantaleoni - mi ha insegnato che qualsiasi idea innovativa, contemporanea, come la struttura della scuola materna di via Tre Ponti, non viene subito compresa, e ci si sofferma su un aspetto marginale».
Che il muro, alto tre metri e mezzo e che impedisce la visuale su uno degli scorci campestri più belli di Carpi, non sia stato ‘compreso’ suona quasi come un eufemismo: dopo le polemiche sollevate dalla politica (in primis i grillini e Rifondazione comunista), è arrivata anche la mobilitazione cittadina, con la nascita di una petizione online che ad oggi vanta oltre 60 firme.
Le dichiarazioni di Luigi Parenti, responsabile del servizio territoriale di Arpa, che aveva dribblato le polemiche affermando che il suo ente ha solo prescritto una barriera acustica, e che questa poteva essere fatta con materiali meno impattanti, avevano rafforzato la convinzione che quel muro fosse solamente il risultato di una scelta ‘infelice’ dal punto di vista paesaggistico: «L’unico modo per rispettare la prescrizione dell’Arpa era questa - spiega ancora Pantaleoni -, non poteva essere sostituita con una siepe, o con una struttura in legno, che marcisce presto.
La nostra paesaggista ha già presentato un ottimo progetto per ‘mascherare’ quel muro: a novembre (prima non è possibile tecnicamente) verrà piantumato tutto intorno, e l’impatto visivo sarà molto più gradevole, vedrete».
(da.fra.)
(fonte: ModenaQui)
giovedì 12 agosto 2010
«La scelta del cemento armato non è stata nostra, ma del Comune»
«Abbiamo prescritto una barriera acustica, non specificatamente un muro in cemento armato: quella è una scelta del Comune e del privato».
Così l’Arpa, l’agenzia regionale per l’ambiente, si smarca dalle polemiche sulla muraglia della scuola d’infanzia ‘Balena Blu’ di via Tre Ponti.
Una struttura privata realizzata grazie ad una convenzione urbanistica che prevede il ritorno della proprietà nelle mani del Comune tra 12 anni.
Contro l’impatto visivo e l’oggettiva estetica pessima del muro prospiciente la strada, sono insorti da subito molti cittadini, la cui mobilitazione ha portato alla creazione di una petizione online indirizzata al sindaco Campedelli, e alcuni gruppi politici, come i grillini e Rifondazione comunista.
Anche dal Pd si sono levate voci di dissenso riguardo questa scelta.
Scelta che è stata adottata, nel prgetto redatto dalla cooperativa Andria, proprietaria del comparto insieme ad Abitcoop e altre cooperative, recependo le osservazioni fatte proprio dall’Arpa.
«La nostra osservazione riguardava un problema di impatto acustico da mitigare - spiega Luigi Parenti, responsabile del servizio territoriale di Arpa -, poi spettava all’azienda costruttrice decidere.
Certo, avrebbero potuto utilizzare una barriera di altro tipo, ad esempio con una struttura in legno e vetro».
Insomma, il privato costruttore ha deciso autonomamente di innalzare quel muro, un vero e proprio schiaffo alla valenza paesaggistica del luogo in cui si trova: a ridosso dell’area che potrebbe presto ospitare il Parco Lama, la struttura, che rappresenta una balena blu, è situata in uno degli scorci campestri più belli della città.
La costruzione della struttura fu autorizzata dopo il passaggio in consiglio comunale, avvenuto il 17 luglio del 2008, in cui tutte le forze politiche, ad esclusione di Rifondazione comunista, approvarono la collocazione dell’asilo in quel specifico lotto.
Nonostante ancora l’Arpa avesse espresso alcune riserve sul merito: «Ricordo che all’epoca ci fu un po’ di dialettica con il Comune sulla collocazione della scuola - racconta Parenti -: l’avviso di Arpa era quello di non costruire l’asilo nel lotto fronte strada».
Evidentemente però quasi tutto il consiglio comunale non ha tenuto in considerazione questa puntualizzazione dell’agenzia regionale.
«La struttura è stata realizzata e non è più competenza nostra intervenire sull’estetica del muro» conclude il dirigente Arpa.
Dopo lo sventato taglio ai bagolari di viale Focherini, quello del muro dell’asilo di Cibeno sta diventando il nuovo ‘caso’ dell’estate: la querelle è appena all’inizio.
Daniele Franda
«L’agenzia aveva già visto il progetto»
La replica dell’assessore Tosi
La replica del Comune, tirato in ballo dall’agenzia per la mobilità, è piccata: «Il muro - afferma l’assessore all’ambiente Simone Tosi - è diretta conseguenza delle prescrizioni Arpa, che a suo tempo ha avuto modo di vedere il progetto in cui era evidente il tipo di barriera che l’azienda avrebbe adottato».
L’assessore, inoltre, chiede pazienza: pur ritenendo «legittime» le critiche sollevate dalla cittadinanza, la muraglia della scuola di Cibeno non è ancora finita e il suo aspetto potrebbe essere migliorato in un futuro non troppo lontano.
«Aspettiamo a giudicare, il muro è un’opera incompiuta».
Tosi, che all’epoca dell’approvazione della variante al piano particolareggiato che ha permesso la costruzione della struttura era consigliere comunale dei Ds, ricorda bene come la locazione in quel lotto fu una scelta condivisa da tutte le forze politiche, ad eccezione di Rifondazione comunista.
«Le riserve di Arpa si basavano su cifre sbagliate, per stessa ammissione dell’agenzia per l’ambiente.
Arpa aveva stimato il passaggio di 7mila auto al giorno».
L’asilo, la cui ultimazione ha richiesto una proroga di quattro mesi concessa nell’ottobre del 2009 dalla giunta cittadina, è ormai pronto ad ospitare i bambini per l’apertura del nuovo anno scolastico di settembre.
(da.fra.)
(fonte: ModenaQui)
«Abbiamo prescritto una barriera acustica, non specificatamente un muro in cemento armato: quella è una scelta del Comune e del privato».
Così l’Arpa, l’agenzia regionale per l’ambiente, si smarca dalle polemiche sulla muraglia della scuola d’infanzia ‘Balena Blu’ di via Tre Ponti.
Una struttura privata realizzata grazie ad una convenzione urbanistica che prevede il ritorno della proprietà nelle mani del Comune tra 12 anni.
Contro l’impatto visivo e l’oggettiva estetica pessima del muro prospiciente la strada, sono insorti da subito molti cittadini, la cui mobilitazione ha portato alla creazione di una petizione online indirizzata al sindaco Campedelli, e alcuni gruppi politici, come i grillini e Rifondazione comunista.
Anche dal Pd si sono levate voci di dissenso riguardo questa scelta.
Scelta che è stata adottata, nel prgetto redatto dalla cooperativa Andria, proprietaria del comparto insieme ad Abitcoop e altre cooperative, recependo le osservazioni fatte proprio dall’Arpa.
«La nostra osservazione riguardava un problema di impatto acustico da mitigare - spiega Luigi Parenti, responsabile del servizio territoriale di Arpa -, poi spettava all’azienda costruttrice decidere.
Certo, avrebbero potuto utilizzare una barriera di altro tipo, ad esempio con una struttura in legno e vetro».
Insomma, il privato costruttore ha deciso autonomamente di innalzare quel muro, un vero e proprio schiaffo alla valenza paesaggistica del luogo in cui si trova: a ridosso dell’area che potrebbe presto ospitare il Parco Lama, la struttura, che rappresenta una balena blu, è situata in uno degli scorci campestri più belli della città.
La costruzione della struttura fu autorizzata dopo il passaggio in consiglio comunale, avvenuto il 17 luglio del 2008, in cui tutte le forze politiche, ad esclusione di Rifondazione comunista, approvarono la collocazione dell’asilo in quel specifico lotto.
Nonostante ancora l’Arpa avesse espresso alcune riserve sul merito: «Ricordo che all’epoca ci fu un po’ di dialettica con il Comune sulla collocazione della scuola - racconta Parenti -: l’avviso di Arpa era quello di non costruire l’asilo nel lotto fronte strada».
Evidentemente però quasi tutto il consiglio comunale non ha tenuto in considerazione questa puntualizzazione dell’agenzia regionale.
«La struttura è stata realizzata e non è più competenza nostra intervenire sull’estetica del muro» conclude il dirigente Arpa.
Dopo lo sventato taglio ai bagolari di viale Focherini, quello del muro dell’asilo di Cibeno sta diventando il nuovo ‘caso’ dell’estate: la querelle è appena all’inizio.
Daniele Franda
«L’agenzia aveva già visto il progetto»
La replica dell’assessore Tosi
La replica del Comune, tirato in ballo dall’agenzia per la mobilità, è piccata: «Il muro - afferma l’assessore all’ambiente Simone Tosi - è diretta conseguenza delle prescrizioni Arpa, che a suo tempo ha avuto modo di vedere il progetto in cui era evidente il tipo di barriera che l’azienda avrebbe adottato».
L’assessore, inoltre, chiede pazienza: pur ritenendo «legittime» le critiche sollevate dalla cittadinanza, la muraglia della scuola di Cibeno non è ancora finita e il suo aspetto potrebbe essere migliorato in un futuro non troppo lontano.
«Aspettiamo a giudicare, il muro è un’opera incompiuta».
Tosi, che all’epoca dell’approvazione della variante al piano particolareggiato che ha permesso la costruzione della struttura era consigliere comunale dei Ds, ricorda bene come la locazione in quel lotto fu una scelta condivisa da tutte le forze politiche, ad eccezione di Rifondazione comunista.
«Le riserve di Arpa si basavano su cifre sbagliate, per stessa ammissione dell’agenzia per l’ambiente.
Arpa aveva stimato il passaggio di 7mila auto al giorno».
L’asilo, la cui ultimazione ha richiesto una proroga di quattro mesi concessa nell’ottobre del 2009 dalla giunta cittadina, è ormai pronto ad ospitare i bambini per l’apertura del nuovo anno scolastico di settembre.
(da.fra.)
(fonte: ModenaQui)
mercoledì 23 dicembre 2009
Alla c.a. Enrico Campedelli
Sindaco Comune di Carpi
Alla c.a. Miria Ronchetti
Assessore Servizi Sociali Comune di Carpi
Oggetto: solidarietà alla cooperativa sociale Il Mantello
Egregi,
abbiamo appreso con rammarico dell'intenzione da parte della vostra amministrazione di non avvalervi più della cooperativa sociale Il Mantello dal 1° gennaio 2010 per la gestione del Centro di Prima Accoglienza di Cortile , della struttura per disagio abitativo del Comune di Carpi, della mediazione sociale nelle case popolari.
Conosciamo Il Mantello e sappiamo quello che fa per l'accoglienza, l'integrazione di persone in stato di bisogno;
Crediamo e chiediamo che la nostra Amministrazione, ci possa ripensare per non privare il territorio di importanti risorse in un momento così difficile.
Grazie
Sindaco Comune di Carpi
Alla c.a. Miria Ronchetti
Assessore Servizi Sociali Comune di Carpi
Oggetto: solidarietà alla cooperativa sociale Il Mantello
Egregi,
abbiamo appreso con rammarico dell'intenzione da parte della vostra amministrazione di non avvalervi più della cooperativa sociale Il Mantello dal 1° gennaio 2010 per la gestione del Centro di Prima Accoglienza di Cortile , della struttura per disagio abitativo del Comune di Carpi, della mediazione sociale nelle case popolari.
Conosciamo Il Mantello e sappiamo quello che fa per l'accoglienza, l'integrazione di persone in stato di bisogno;
Crediamo e chiediamo che la nostra Amministrazione, ci possa ripensare per non privare il territorio di importanti risorse in un momento così difficile.
Grazie
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