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sabato 17 luglio 2010
Il nuovo regolamento della municipale ammicca a posizioni destrorse
«Questo nuovo regolamento (della polizia municipale, ndr) ci voleva: è giusto vigilare sui phone center, spesso ricettacolo di cellule terroristiche».
A occhi chiusi, sentendo questa frase, tutti metterebbero almeno una mano sul fuoco che a pronunciarla possa essere stato solo un rappresentante della Lega.
Ma la dichiarazione di cui sopra, ascoltata giovedì sera in consiglio, non è opera del capogruppo del Carroccio Argio Alboresi, bensì di Roberto Arletti, consigliere del Pd.
Sì, avete capito bene, è stato un esponente del partito di maggioranza, di quel centrosinistra (ex?) buonista e permissivista, a firmare quelle parole.
L’intervento di Arletti, seppur del tutto legittimo, ha palesato il vero tema che sta dietro alla discussione sul nuovo regolamento della municipale, e cioè la rincorsa del Pd nei confronti di Lega e Pdl sul tema della sicurezza.
E qualcuno all’interno della maggioranza, a denti stretti e con opinioni ‘sottobanco’, ha espresso grande preoccupazione per le decisioni dell’amministrazione.
«Correte dietro alla destra sulla sicurezza, ma la vostra è pura propaganda - ha attaccato Paluan di Rifondazione Comunista -. Se volevate davvero colpire i comportamenti scorretti, le norme c’erano già. Non serve introdurre nuove norme (nell’area del centro è vietato bere alcolici dopo un certo orario) per mettere sotto controllo la zona di San Nicolò (nella foto via Berengario): sanzioni per ubriachezza molesta, schiamazzi notturni, queste armi esistono da decenni».
Daniele Franda
«L’amministrazione attiverà gli interventi necessari - promette il sindaco - a garantire la convivenza civile e il rispetto del bene pubblico comune.
In collaborazione con le forze dell’ordine statali sono stati effettuati e saranno garantiti controlli finalizzati al rispetto degli orari di chiusura da parte delle attività commerciali e al controllo di presenza di soggetti sospetti, con azioni finalizzate anche ad evitare il consumo di alcool in loco di gruppi di persone».
Lo ha dichiarato l’assessore Carmelo D’Addese, rispondendo ad un’interrogazione posta dal consigliere del Pdl Luca Lamma.
«Le normative vigenti- ha specificato D’Addese - non vietano la questua e l’elemosina se non nei casi previsti dal codice penale (impiego di minori, sfruttamento di animali, impiego di mezzi fraudolenti o che ostentino mutilazioni o disabilità).
Nel nuovo regolamento abbiamo però provveduto ad inserire la precisazione che la questua e l’elemosina sarà sempre vietata sul nostro territorio nei pressi dei cimiteri, luoghi di culto, ospedali, scuole, fiere, mercati, parchi ed esercizi commerciali.
La violazione sarà punita con sanzione amministrativa o querele nei casi di ingiurie o violenze.
Per quanto riguarda invece la normativa legata al Codice della strada il corpo di Polizia urbana applica già sanzioni pecuniarie a carico di coloro che sostano sulla carreggiata».
Lamma aveva presentato il documento relativo alla questua molesta su sagrati e chiese, e «in particolare nei giorni in cui si celebra messa presso il Duomo e la chiesa di San Nicolò, fino quasi ad impedire l’accesso al luogo di culto con particolare e fastidiosa insistenza».
(fonte: ModenaQui)
«Questo nuovo regolamento (della polizia municipale, ndr) ci voleva: è giusto vigilare sui phone center, spesso ricettacolo di cellule terroristiche».
A occhi chiusi, sentendo questa frase, tutti metterebbero almeno una mano sul fuoco che a pronunciarla possa essere stato solo un rappresentante della Lega.
Ma la dichiarazione di cui sopra, ascoltata giovedì sera in consiglio, non è opera del capogruppo del Carroccio Argio Alboresi, bensì di Roberto Arletti, consigliere del Pd.
Sì, avete capito bene, è stato un esponente del partito di maggioranza, di quel centrosinistra (ex?) buonista e permissivista, a firmare quelle parole.
L’intervento di Arletti, seppur del tutto legittimo, ha palesato il vero tema che sta dietro alla discussione sul nuovo regolamento della municipale, e cioè la rincorsa del Pd nei confronti di Lega e Pdl sul tema della sicurezza.
E qualcuno all’interno della maggioranza, a denti stretti e con opinioni ‘sottobanco’, ha espresso grande preoccupazione per le decisioni dell’amministrazione.
«Correte dietro alla destra sulla sicurezza, ma la vostra è pura propaganda - ha attaccato Paluan di Rifondazione Comunista -. Se volevate davvero colpire i comportamenti scorretti, le norme c’erano già. Non serve introdurre nuove norme (nell’area del centro è vietato bere alcolici dopo un certo orario) per mettere sotto controllo la zona di San Nicolò (nella foto via Berengario): sanzioni per ubriachezza molesta, schiamazzi notturni, queste armi esistono da decenni».
Daniele Franda
Giro di vite sul degrado in centro storico
Dopo l’esposto dei residenti della zona di via Berengario, che segnalavano lo stato di degrado in cui versa l’area, è arrivata la risposta del sindaco Campedelli.«L’amministrazione attiverà gli interventi necessari - promette il sindaco - a garantire la convivenza civile e il rispetto del bene pubblico comune.
In collaborazione con le forze dell’ordine statali sono stati effettuati e saranno garantiti controlli finalizzati al rispetto degli orari di chiusura da parte delle attività commerciali e al controllo di presenza di soggetti sospetti, con azioni finalizzate anche ad evitare il consumo di alcool in loco di gruppi di persone».
Vietata la questua nelle chiese
E’ una ‘vittoria’ del Pdl
La questua sarà vietata dal nuovo regolamento di polizia municipale.E’ una ‘vittoria’ del Pdl
Lo ha dichiarato l’assessore Carmelo D’Addese, rispondendo ad un’interrogazione posta dal consigliere del Pdl Luca Lamma.
«Le normative vigenti- ha specificato D’Addese - non vietano la questua e l’elemosina se non nei casi previsti dal codice penale (impiego di minori, sfruttamento di animali, impiego di mezzi fraudolenti o che ostentino mutilazioni o disabilità).
Nel nuovo regolamento abbiamo però provveduto ad inserire la precisazione che la questua e l’elemosina sarà sempre vietata sul nostro territorio nei pressi dei cimiteri, luoghi di culto, ospedali, scuole, fiere, mercati, parchi ed esercizi commerciali.
La violazione sarà punita con sanzione amministrativa o querele nei casi di ingiurie o violenze.
Per quanto riguarda invece la normativa legata al Codice della strada il corpo di Polizia urbana applica già sanzioni pecuniarie a carico di coloro che sostano sulla carreggiata».
Lamma aveva presentato il documento relativo alla questua molesta su sagrati e chiese, e «in particolare nei giorni in cui si celebra messa presso il Duomo e la chiesa di San Nicolò, fino quasi ad impedire l’accesso al luogo di culto con particolare e fastidiosa insistenza».
(fonte: ModenaQui)
venerdì 16 luglio 2010
Lo prevede il nuovo regolamento della polizia municipale
Tempi duri per chi veste le statue.
No, non è un refuso dovuto al caldo, ma la conseguenza di una restrizione contenuta nel nuovo regolamento di polizia municipale, approvato ieri dal Consiglio comunale carpigiano.
Valido per tutto il territorio dell’Unione Terre d’argine, il nuovo regolamento prevede alcuni cambiamenti e integrazioni a quello sinora in vigore.
Tra questi anche quello che istituisce il divieto di atti goliardici come la manomissione di statue e monumenti.
«E’ vietato applicare indumenti o eventuale accessori ai monumenti o beni pubblici alterandone l’aspetto» recita così il comma H dell’articolo 10.
Che prevede anche sanzioni pecuniarie, che vanno da 25 a 150 euro.
E’ chiaro il movente che ha spinto l’amministrazione e i vertici della municipale a introdurre questa norma: il mirino è puntato sui responsabili dei recenti ‘attacchi’ alla statua di Dorando Pietri, in un’occasione addobbata a mò di messicano, con in testa un sombrero, e poi vestita con la maglietta della nazionale di Cannavaro per i Mondiali sudafricani.
Se la prima fu rivendicata da Casa Pound, l’associazione che allora muoveva i primi passi, l’autore della seconda goliardata rimase senza nome.
«Questa azione - aveva spiegato Francesco Pinzone, responsabile cittadino dell’associazione - vuole avere uno spirito polemico verso alcuni sprechi del nostro Comune negli ultimi anni, dai pagamenti delle utenze al campo nomadi, ai 10.000 euro tolti quest’anno al canile comunale, alla stessa statua di Dorando Pietri».
Tra i nuovi dettami introdotti nel regolamento della municipale anche il divieto di sputo in terra: qui l’obiettivo è sradicare una disgutosa abitudine che albergava anche da noi molti anni fa.
L’aumento esponenziale della popolazione cinese nel nostro territorio ha riacceso le luci dei riflettori sul problema, che è anche sanitario oltre che di costume.
Anche qui le sanzioni previste sono le stesse di quelle comminate per gli addobbi alle statue.
Regolamentati anche i phone center: i locali di e per stranieri dovranno essere adeguati alle norme di sicurezza e dovranno avere servizi igienici riservati alle donne e ai disabili.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Tempi duri per chi veste le statue.
No, non è un refuso dovuto al caldo, ma la conseguenza di una restrizione contenuta nel nuovo regolamento di polizia municipale, approvato ieri dal Consiglio comunale carpigiano.
Valido per tutto il territorio dell’Unione Terre d’argine, il nuovo regolamento prevede alcuni cambiamenti e integrazioni a quello sinora in vigore.
Tra questi anche quello che istituisce il divieto di atti goliardici come la manomissione di statue e monumenti.
«E’ vietato applicare indumenti o eventuale accessori ai monumenti o beni pubblici alterandone l’aspetto» recita così il comma H dell’articolo 10.
Che prevede anche sanzioni pecuniarie, che vanno da 25 a 150 euro.
E’ chiaro il movente che ha spinto l’amministrazione e i vertici della municipale a introdurre questa norma: il mirino è puntato sui responsabili dei recenti ‘attacchi’ alla statua di Dorando Pietri, in un’occasione addobbata a mò di messicano, con in testa un sombrero, e poi vestita con la maglietta della nazionale di Cannavaro per i Mondiali sudafricani.
Se la prima fu rivendicata da Casa Pound, l’associazione che allora muoveva i primi passi, l’autore della seconda goliardata rimase senza nome.
«Questa azione - aveva spiegato Francesco Pinzone, responsabile cittadino dell’associazione - vuole avere uno spirito polemico verso alcuni sprechi del nostro Comune negli ultimi anni, dai pagamenti delle utenze al campo nomadi, ai 10.000 euro tolti quest’anno al canile comunale, alla stessa statua di Dorando Pietri».
Tra i nuovi dettami introdotti nel regolamento della municipale anche il divieto di sputo in terra: qui l’obiettivo è sradicare una disgutosa abitudine che albergava anche da noi molti anni fa.
L’aumento esponenziale della popolazione cinese nel nostro territorio ha riacceso le luci dei riflettori sul problema, che è anche sanitario oltre che di costume.
Anche qui le sanzioni previste sono le stesse di quelle comminate per gli addobbi alle statue.
Regolamentati anche i phone center: i locali di e per stranieri dovranno essere adeguati alle norme di sicurezza e dovranno avere servizi igienici riservati alle donne e ai disabili.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
giovedì 4 marzo 2010
Bilancio positivo: qui le regole non sono un optional
Nuovi controlli sul tessile, ma questa volta a finire sotto la lente di controllo della polizia municipale sono stati gli spacci delle zone industriali.
A differenza dei recenti blitz compiuti nelle ditte cinesi della Bassa, stavolta il bilancio denota un maggiore rispetto delle regole, anche se c’è comunque una ditta oggetto di sanzioni.
«Nell’ambito dei controlli compiuti dalla municipale negli spacci aziendali nel periodo di aumento dell’utenza successivo alle campagne di sconti di gennaio e febbraio, quando si svolgono i maggiori controlli eseguiti dalla pattuglia annonaria - ha sottolineato il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Borsari - sono stati ispezionati nove punti di vendita al pubblico situati, per lo più, nelle zone artigianali del distretto».
La Borsari ha riferito che gli esercizi controllati, anche di primarie imprese del tessile-abbigliamento, presentavano la caratteristiche tipiche dello spaccio aziendale, cioè ubicazione nell’azienda di produzione, prezzi esposti, gestione dello spaccio effettuata dai titolari della ditta o da dipendenti, orari con fasce limitate, merce di produzione propria.
Tutte le attività sono risultate regolari a parte una, che è stata oggetto di sanzione (alcune migliaia di euro) perché poneva in vendita, oltre alla merce di propria produzione, anche quella prodotta ed acquistata da altri.
Infatti, la legge attuale non consente la vendita di altre marche oltre a quelle prodotte in proprio oltre il 30% della superficie idonea.
Si è trattato di controlli complessi nell’ambito dei quali si è dovuto parametrare la tipologia e il volume dei prodotti in vendita con la metratura dei locali adibiti e dichiarati, elementi che sono poi stati portati al vaglio degli uffici tecnici.
«Il buon rapporto riscontrato tra controlli e violazioni - ha concluso Borsari - indica che le imprese produttrici con un proprio spaccio all’interno, pur nella crisi economica, sono di sussidio ai consumatori con un’offerta di merce a prezzi contenuti, nel sostanziale rispetto delle regole di mercato».
Nuovi controlli sul tessile, ma questa volta a finire sotto la lente di controllo della polizia municipale sono stati gli spacci delle zone industriali.
A differenza dei recenti blitz compiuti nelle ditte cinesi della Bassa, stavolta il bilancio denota un maggiore rispetto delle regole, anche se c’è comunque una ditta oggetto di sanzioni.
«Nell’ambito dei controlli compiuti dalla municipale negli spacci aziendali nel periodo di aumento dell’utenza successivo alle campagne di sconti di gennaio e febbraio, quando si svolgono i maggiori controlli eseguiti dalla pattuglia annonaria - ha sottolineato il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Borsari - sono stati ispezionati nove punti di vendita al pubblico situati, per lo più, nelle zone artigianali del distretto».
La Borsari ha riferito che gli esercizi controllati, anche di primarie imprese del tessile-abbigliamento, presentavano la caratteristiche tipiche dello spaccio aziendale, cioè ubicazione nell’azienda di produzione, prezzi esposti, gestione dello spaccio effettuata dai titolari della ditta o da dipendenti, orari con fasce limitate, merce di produzione propria.
Tutte le attività sono risultate regolari a parte una, che è stata oggetto di sanzione (alcune migliaia di euro) perché poneva in vendita, oltre alla merce di propria produzione, anche quella prodotta ed acquistata da altri.
Infatti, la legge attuale non consente la vendita di altre marche oltre a quelle prodotte in proprio oltre il 30% della superficie idonea.
Si è trattato di controlli complessi nell’ambito dei quali si è dovuto parametrare la tipologia e il volume dei prodotti in vendita con la metratura dei locali adibiti e dichiarati, elementi che sono poi stati portati al vaglio degli uffici tecnici.
«Il buon rapporto riscontrato tra controlli e violazioni - ha concluso Borsari - indica che le imprese produttrici con un proprio spaccio all’interno, pur nella crisi economica, sono di sussidio ai consumatori con un’offerta di merce a prezzi contenuti, nel sostanziale rispetto delle regole di mercato».
mercoledì 10 febbraio 2010
Ecco due esempi lampanti di come la stessa notizia può essere data in due modi contrapposti:
Da Modena Qui
Lavoro nero e concorrenza sleale cinese si insinuano ancora una volta nel tessuto industriale carpigiano.
Grazie a nuovi controlli delle forze dell’ordine all’interno di ditte gestite da cinesi sono emerse di nuovo irregolarità nell’assunzione del personale.
Nella serata di lunedì agenti della polizia di Stato, coadiuvati dalla Municipale delle Terre d’Argine e da personale dell’Inps, si sono recati presso quattro laboratori (in via Pola esterna, via Curiel, via Volta e via San Giacomo), effettuando accertamenti sui dipendenti e sulla documentazione contabile.
Su un totale di 25 lavoratori, 5 sono risultati non regolarmente assunti.
«Purtroppo - commenta Simone Morelli, assessore alle Politiche economiche - il lavoro nero è un fenomeno preoccupante: plauso alle forze dell’ordine per l’operazione».
I controlli non hanno riscontrato la presenza di clandestini, segnale che la continuità delle verifiche interforze, ormai da alcuni anni attivate nei laboratori della città, e le pesanti sanzioni penali e amministrative comminate hanno messo in guardia gli stranieri responsabili delle ditte.
Ma evidentemente non fino al punto di far comprendere in toto l’importanza del rispetto delle regole: «Da parte nostra - continua l’assessore - tutti devono osservarle, indipendentemente dalla razza o dall’etnia.
E’ fondamentale, soprattutto in una situazione di crisi come quella che stiamo vivendo, che tutti gli imprenditori operino con la massima correttezza.
Il nostro è un territorio dall’imprenditoria sana: il nostro distretto di riferimento, quello del tessile abbigliamento, non presenta problematiche così forti come quelle che si riscontrano in altre zone.
Un mercato regolato e pulito: così si potrà tornare a far girare l’economia».
La concorrenza sleale è da sempre nel mirino delle associazioni di categoria.
Come la Lapam, che da anni studia il fenomeno della subfornitura straniera: «Niente di nuovo - dichiara Carlo Alberto Medici, responsabile Lapam Carpi, commentando la notizia - questa vicenda presenta due aspetti: uno positivo inerente ai controlli, e uno negativo, per la preoccupante intensificazione del fenomeno».
Daniele Franda
Da L'Informazione
Nessun lavoratore clandestino trovato nei numerosi interventi di polizia
Controlli: «Cinesi quasi in regola»
«Multe salate e sanzioni penali hanno fatto effetto»
I laboratori tessili gestiti da cinesi non impiegano più manodopera clandestina. E’ questa la sorpresa che emrge dagli ultimi controlli di polizia. Certo restano delle irregolarità ma non l’impiego di clandestini. Nella sera di lunedì, personale del Commissariato e della Polizia Municipale delle Terre d’Argine, insieme a personale dell’Inps, ha effettuato controlli mirati in ditte gestite da cittadini cinopopolari, attive nella produzione e rifinitura di capi di abbigliamento.Sono state verificate quattro ditte, in via Pola esterna, via Curiel, via Volta e via San Giacomo, identificando, complessivamente 25 lavoratori, molti dei quali impegnati nel lavoro. Il controllo ha determinato l’irrogazione di sanzioni amministrative per la presenza complessiva di cinque lavoratori che non sono risultati regolarmente assunti. Non è stata riscontrata la presenza di clandestini. «Segnale - precisano dal commissariato - che la continuità dei controlli interforze e le pesanti sanzioni penali e amministrative comminate, ha convinto i responsabili della Ditte ad operare con lavoratori in regola».
E voi come lo vedete questo bicchiere?
Da Modena Qui
Cinesi, è ancora concorrenza sleale
Blitz della polizia nelle aziende: 5 operai irregolari su 25
Lavoro nero e concorrenza sleale cinese si insinuano ancora una volta nel tessuto industriale carpigiano.
Grazie a nuovi controlli delle forze dell’ordine all’interno di ditte gestite da cinesi sono emerse di nuovo irregolarità nell’assunzione del personale.
Nella serata di lunedì agenti della polizia di Stato, coadiuvati dalla Municipale delle Terre d’Argine e da personale dell’Inps, si sono recati presso quattro laboratori (in via Pola esterna, via Curiel, via Volta e via San Giacomo), effettuando accertamenti sui dipendenti e sulla documentazione contabile.
Su un totale di 25 lavoratori, 5 sono risultati non regolarmente assunti.
«Purtroppo - commenta Simone Morelli, assessore alle Politiche economiche - il lavoro nero è un fenomeno preoccupante: plauso alle forze dell’ordine per l’operazione».
I controlli non hanno riscontrato la presenza di clandestini, segnale che la continuità delle verifiche interforze, ormai da alcuni anni attivate nei laboratori della città, e le pesanti sanzioni penali e amministrative comminate hanno messo in guardia gli stranieri responsabili delle ditte.
Ma evidentemente non fino al punto di far comprendere in toto l’importanza del rispetto delle regole: «Da parte nostra - continua l’assessore - tutti devono osservarle, indipendentemente dalla razza o dall’etnia.
E’ fondamentale, soprattutto in una situazione di crisi come quella che stiamo vivendo, che tutti gli imprenditori operino con la massima correttezza.
Il nostro è un territorio dall’imprenditoria sana: il nostro distretto di riferimento, quello del tessile abbigliamento, non presenta problematiche così forti come quelle che si riscontrano in altre zone.
Un mercato regolato e pulito: così si potrà tornare a far girare l’economia».
La concorrenza sleale è da sempre nel mirino delle associazioni di categoria.
Come la Lapam, che da anni studia il fenomeno della subfornitura straniera: «Niente di nuovo - dichiara Carlo Alberto Medici, responsabile Lapam Carpi, commentando la notizia - questa vicenda presenta due aspetti: uno positivo inerente ai controlli, e uno negativo, per la preoccupante intensificazione del fenomeno».
Daniele Franda
Da L'Informazione
Nessun lavoratore clandestino trovato nei numerosi interventi di polizia
Controlli: «Cinesi quasi in regola»
«Multe salate e sanzioni penali hanno fatto effetto»
I laboratori tessili gestiti da cinesi non impiegano più manodopera clandestina. E’ questa la sorpresa che emrge dagli ultimi controlli di polizia. Certo restano delle irregolarità ma non l’impiego di clandestini. Nella sera di lunedì, personale del Commissariato e della Polizia Municipale delle Terre d’Argine, insieme a personale dell’Inps, ha effettuato controlli mirati in ditte gestite da cittadini cinopopolari, attive nella produzione e rifinitura di capi di abbigliamento.Sono state verificate quattro ditte, in via Pola esterna, via Curiel, via Volta e via San Giacomo, identificando, complessivamente 25 lavoratori, molti dei quali impegnati nel lavoro. Il controllo ha determinato l’irrogazione di sanzioni amministrative per la presenza complessiva di cinque lavoratori che non sono risultati regolarmente assunti. Non è stata riscontrata la presenza di clandestini. «Segnale - precisano dal commissariato - che la continuità dei controlli interforze e le pesanti sanzioni penali e amministrative comminate, ha convinto i responsabili della Ditte ad operare con lavoratori in regola».
E voi come lo vedete questo bicchiere?
martedì 9 febbraio 2010
Crollo a gennaio, da quando sono a pagamento
Tempi duri per gli automobilisti indisciplinati: ha avuto l’effetto di una mannaia il provvedimento inserito nella Finanziaria 2010 che ha reso a pagamento le contestazioni delle multe al Giudice di Pace.
Dal 1° gennaio 2010, infatti, chi vuole fare ricorso contro le sanzioni amministrative deve pagare 30 euro (fino a multe di 1100 euro), più 8 euro per ‘per diritti e spese di notifica’.
Gli effetti pratici non si sono fatti attendere, anche sul tavolo del Gdp carpigiano, dove se nel gennaio 2009 erano stati presentati 87 ricorsi, nello stesso mese di quest’anno si è palesato un brusco calo, di oltre il 50%, con sole 36 contestazioni.
Ma anche in questo caso esistono le due facce della medaglia: da un lato infatti, con i ricorsi gratuiti la mole di lavoro per la cancelleria del Gdp divenuta insopportabile e dagli uffici di via Carducci fanno sapere che il provvedimento era indispensabile; dall’altro, cresce lo sdegno dei cittadini per l’impossibilità di contestare una multa per violazioni ‘minime’ al Codice della Strada, come divieto di sosta o per infrazione al disco orario: sono questi infatti i casi più frequenti di sanzioni comminate dalla Municipale e il loro importo è in pratica identico a quello da sostenere per presentare ricorso.
«Anche se si dovesse vincere il ricorso - spiega l’avvocato Carlo Bertacchini, coordinatore dei Giudici di Pace di Carpi - il rimborso delle spese non è automatico: io potrei obbligare a risarcire solo se nella presentazione del ricorso è stato espressamente specificato».
Una norma, quella introdotta con la nuova Finanziaria, che presenta altri punti discutibili: il ricorso rimane gratuito se a presentarlo è un avvocato o se ci si rivolge al Prefetto.
Si trasferiranno dunque in prefettura i carichi di lavoro sottratti ai Gdp? In via Carducci se lo augurano vivamente, anche perché dal 30 marzo l’avvocato Bertacchini andrà in pensione e sembra ormai certo che non verrà rimpiazzato: «Carpi rimarrà con un solo Giudice di Pace - dichiara l’attuale coordinatore - che sarà sovraccaricato di lavoro.
Solo nel 2009 ci sono pervenuti 1.814 procedimenti, tra penali, ordinanze civili e decreti ingiuntivi: in totale sono state emesse 1.465 sentenze».
E se in cancelleria prospettano per quest’anno e per il prossimo un aumento considerevole dei decreti ingiuntivi, sia per effetto della crisi sia per l’ampliamento delle competenze dei Gdp, c’è da scommettere che le polemiche non si fermeranno qui.
Daniele Franda
(fonte: Modena Qui)
Tempi duri per gli automobilisti indisciplinati: ha avuto l’effetto di una mannaia il provvedimento inserito nella Finanziaria 2010 che ha reso a pagamento le contestazioni delle multe al Giudice di Pace.
Dal 1° gennaio 2010, infatti, chi vuole fare ricorso contro le sanzioni amministrative deve pagare 30 euro (fino a multe di 1100 euro), più 8 euro per ‘per diritti e spese di notifica’.
Gli effetti pratici non si sono fatti attendere, anche sul tavolo del Gdp carpigiano, dove se nel gennaio 2009 erano stati presentati 87 ricorsi, nello stesso mese di quest’anno si è palesato un brusco calo, di oltre il 50%, con sole 36 contestazioni.
Ma anche in questo caso esistono le due facce della medaglia: da un lato infatti, con i ricorsi gratuiti la mole di lavoro per la cancelleria del Gdp divenuta insopportabile e dagli uffici di via Carducci fanno sapere che il provvedimento era indispensabile; dall’altro, cresce lo sdegno dei cittadini per l’impossibilità di contestare una multa per violazioni ‘minime’ al Codice della Strada, come divieto di sosta o per infrazione al disco orario: sono questi infatti i casi più frequenti di sanzioni comminate dalla Municipale e il loro importo è in pratica identico a quello da sostenere per presentare ricorso.
«Anche se si dovesse vincere il ricorso - spiega l’avvocato Carlo Bertacchini, coordinatore dei Giudici di Pace di Carpi - il rimborso delle spese non è automatico: io potrei obbligare a risarcire solo se nella presentazione del ricorso è stato espressamente specificato».
Una norma, quella introdotta con la nuova Finanziaria, che presenta altri punti discutibili: il ricorso rimane gratuito se a presentarlo è un avvocato o se ci si rivolge al Prefetto.
Si trasferiranno dunque in prefettura i carichi di lavoro sottratti ai Gdp? In via Carducci se lo augurano vivamente, anche perché dal 30 marzo l’avvocato Bertacchini andrà in pensione e sembra ormai certo che non verrà rimpiazzato: «Carpi rimarrà con un solo Giudice di Pace - dichiara l’attuale coordinatore - che sarà sovraccaricato di lavoro.
Solo nel 2009 ci sono pervenuti 1.814 procedimenti, tra penali, ordinanze civili e decreti ingiuntivi: in totale sono state emesse 1.465 sentenze».
E se in cancelleria prospettano per quest’anno e per il prossimo un aumento considerevole dei decreti ingiuntivi, sia per effetto della crisi sia per l’ampliamento delle competenze dei Gdp, c’è da scommettere che le polemiche non si fermeranno qui.
Daniele Franda
(fonte: Modena Qui)
venerdì 16 ottobre 2009
Una nota del Vicesindaco e assessore alla Sicurezza Lorena Borsari
“Prendo atto con grande soddisfazione che la Lega Nord Padania durante il Consiglio Comunale di ieri, 15 ottobre, ha ritirato il proprio ordine del giorno nel quale si riteneva insoddisfatta dell’operato della nostra Polizia Municipale nell'individuare clandestini e nell'azione di sopralluogo svolto sia nelle residenze che nelle ditte o nei cantieri. Al momento della discussione il capogruppo Alboresi ha ritirato il proprio documento, evidentemente non condividendolo più, e lo ha sostituito con un altro nel quale invita unicamente l'amministrazione ad istituire le ronde, chiedendo che ne fosse rimandata la discussione al prossimo Consiglio. Forse non era pronta a discutere di una legge del proprio Ministro Maroni... Probabilmente lo hanno dissuaso i dati, che qui riassumiamo: visitati 27 appartamenti abitati da extracomunitari, 3 espulsioni, 58 identificati, 5 sanzioni per mancata comunicazione di ospitalità. Controlli in diversi esercizi commerciali di cui 5 gestiti da extracomunitari dove, assieme a Polizia di Stato e ispettori INPS, sono stati contestati violazioni per norme igienico-sanitarie, sorvegliabilità dei locali, preposto diverso dal titolare, occupazione abusiva di suolo pubblico. Sono poi state sgomberate 8 roulotte di nomadi dal piazzale delle Piscine e svolti 64 interventi volti al controllo dell'edilizia sia nella legittimità della concessione che della manodopera impiegata, che hanno portato all'accertamento di 31 reati, con 47 persone denunciate, l'avvio immediato di 5 procedimenti d'indagine, 6 violazioni amministrative e 3 reati in violazione al Codice penale. Purtroppo per ragioni propagandistiche la Lega Nord continua a dipingere un paese che non è Carpi. Pur con tutte le difficoltà legislative ed i tagli a personale e mezzi di Polizia e Carabinieri voluti dal Governo, nella nostra città l'attenzione è alta sia sul versante amministrativo che operativo. Sia ben chiaro che non è finanziando le ronde e tagliando alle forze di polizia che si fa sicurezza, come vorrebbero farci credere, ma con leggi chiare e risorse certe. Il resto è solo propaganda facilmente scoperta”.
(Fonte: carpidiem.it)
“Prendo atto con grande soddisfazione che la Lega Nord Padania durante il Consiglio Comunale di ieri, 15 ottobre, ha ritirato il proprio ordine del giorno nel quale si riteneva insoddisfatta dell’operato della nostra Polizia Municipale nell'individuare clandestini e nell'azione di sopralluogo svolto sia nelle residenze che nelle ditte o nei cantieri. Al momento della discussione il capogruppo Alboresi ha ritirato il proprio documento, evidentemente non condividendolo più, e lo ha sostituito con un altro nel quale invita unicamente l'amministrazione ad istituire le ronde, chiedendo che ne fosse rimandata la discussione al prossimo Consiglio. Forse non era pronta a discutere di una legge del proprio Ministro Maroni... Probabilmente lo hanno dissuaso i dati, che qui riassumiamo: visitati 27 appartamenti abitati da extracomunitari, 3 espulsioni, 58 identificati, 5 sanzioni per mancata comunicazione di ospitalità. Controlli in diversi esercizi commerciali di cui 5 gestiti da extracomunitari dove, assieme a Polizia di Stato e ispettori INPS, sono stati contestati violazioni per norme igienico-sanitarie, sorvegliabilità dei locali, preposto diverso dal titolare, occupazione abusiva di suolo pubblico. Sono poi state sgomberate 8 roulotte di nomadi dal piazzale delle Piscine e svolti 64 interventi volti al controllo dell'edilizia sia nella legittimità della concessione che della manodopera impiegata, che hanno portato all'accertamento di 31 reati, con 47 persone denunciate, l'avvio immediato di 5 procedimenti d'indagine, 6 violazioni amministrative e 3 reati in violazione al Codice penale. Purtroppo per ragioni propagandistiche la Lega Nord continua a dipingere un paese che non è Carpi. Pur con tutte le difficoltà legislative ed i tagli a personale e mezzi di Polizia e Carabinieri voluti dal Governo, nella nostra città l'attenzione è alta sia sul versante amministrativo che operativo. Sia ben chiaro che non è finanziando le ronde e tagliando alle forze di polizia che si fa sicurezza, come vorrebbero farci credere, ma con leggi chiare e risorse certe. Il resto è solo propaganda facilmente scoperta”.
(Fonte: carpidiem.it)
giovedì 10 settembre 2009
Dopo le ronde,lo spray al peperoncino e i manganelli,ecco i vigili a cavallo. E’questa la proposta della Lega Nord per garantire più sicurezza, sulla scia di quanto succede in diversi comuni italiani e stranieri. Un’ottima alternativa alle rumorose e metalliche motociclette a dire di Argio Alboresi, capogruppo all’opposizione per la Lega:«La nostra proposta – spiega il consigliere del Carroccio – è una risposta alla precedente bocciatura politica all’introduzione del manganello, perché evocava oscuri tempi passati, sicuramente un cavallo sarà più ammirato delle motociclette». Oltre al cavallo,visto l’impiego di molte donne tra il corpo di polizia municipale, dai banchi del Carroccio propongono anche alcuni corsi di tutela della persona e l’adozione del famigerato spray al peperoncino. «Tutta la polizia municipale – conclude Argio Alboresi - è una vera e propria risorsa per il nostro territorio e un altro auspicio delle Lega Nord è quello di vedere al comando dell’intero corpo di polizia municipale nuovamente una donna, magari una persona vicina al nostro territorio e che abbia conoscenza dei problemi locali. Le donne,sempre più presenti tra il personale dei vigili urbani,hanno saputo dare un nuovo sviluppo al dialogo con il cittadino sfruttando la loro maggiore disponibilità e il sorriso,e visto il loro impegno crediamo infine sia opportuno anche monitorare la sicurezza del nostro corpo di polizia e per questo proponiamo anche nuove misure per la tutela personale degli agenti operanti,come lo spray al peperoncino e corsi ciclici di difesa personale»
Fonte: L'informazione
Fonte: L'informazione
Bisognerà aspettare ancora qualche settimana per conoscere i dati sull’ordinanza firmata dal sindaco Enrico Campedelli con il fine di garantire su tutto il territorio carpigiano decoro e maggiore sicurezza urbana. Mentre dalle fila del Pdl presenteranno al più presto un’interrogazione per sapere il numero effettivo delle sanzioni commissionate per il non rispetto della delibera,c’è chi come Giliola Pivetti,consigliere del gruppo Alleanza per Carpi, ancora aspetta che Lorena Borsari, assessore alla Sicurezza per il Comune di Carpi,risponda a un’interrogazione presentata all’indomani della presentazione dell’ordinanza fatta in luglio. « Al di là degli esperimenti che si possano fare sull’effettiva efficacia di quest’ordinanza – spiega Giliola Pivetti,consigliere dell’opposizione – i “non-risultati” che a oggi abbiamo non mi meravigliano assolutamente. Prevedevo che non ci sarebbero stati abbastanza controlli, dopotutto non ci sono le forze che occorrono per dare seguito all’ordinanza.Per questo in luglio ho presentato un’interrogazione ma aspetto ancora una risposta.E proprio ieri dal Presidente del Consiglio comunale ho appreso che dovrò attendere almeno un altro mesetto, tempo utile all’assessore Borsari per raccogliere e elaborare tutti i dati opportuni». Nell’interrogazione inoltre si richiedono controlli effettuati realmente e il grado di applicabilità posseduto dall’ordinanza stessa:«Spero che quando mi risponderanno – conclude Giliola Pivetti,consigliere del gruppo Alleanza per Carpi – non mi sentirò dire “ questo è competenza delle forze dell’ordine”. Non è così.Fin dall’inizio sapevamo che non ci sono le forze che servono e spero si riesca a evitare la brutta figura nell’aver emanato una norma che però non si riesce a far rispettare. Al di là dell’ordinanza i controlli delle forze dell’ordine, in generale,in città servono.Le lamentele dei cittadini ci sono, ne sono a conoscenza e a Carpi l’alcol è un problema reale,ma credo anche che oltre alla delibera allo stesso modo non sia una soluzione partire da lontano parlando di educazione.Sono stata un’insegnante e il periodo sociale che stiamo vivendo porta in un modo esagerato alla trasgressione.Non è solo una questione di educazione per questo maggiori controlli sono i benvenuti».
Fonte: L'informazione
Fonte: L'informazione
mercoledì 9 settembre 2009
Una interrogazione per conoscere l’importo esatto delle multe comminate per il mancato rispetto delle nuove
norme anti alcol.La annuncia il capogruppo del Pdl di Carpi Roberto Benatti all’indomani dell’“esperimento”fatto da L’Informazione,una passeggiata notturna in città con una birra in bottiglia alla ano.«La verità è che i controlli non ci sono.I vigili con il loro turno notturno si trovano a dover coprire il territorio di tutta l’Unione con due pattuglie.Chi è ai laghetti di Campogalliano o al confine con il mantovano non può certo essere in centro a Carpi a vigilare sul rispetto dell’ordinanza. Il provvedimento del sindaco Campedelli è un fantasma che nessuno controlla. E se anche qualcuno venisse colto in flagrante mentre sorseggia alcol al di fuori degli orari consentiti,non potrebbe comunque essere punito,ed in pochi minuti ricomincerebbe a bere in un altro posto».Secondo Benatti,poi,non si tratterebbe di luoghi né di orari.
«Non importa dove si beve o in quali fasce orarie,l’alcol è sempre un problema.Quello che conta – prosegue il capogruppo di opposizione – è l’età. Ormai i giovani cominciano a consumare alcolici fin da ragazzini.
Servono controlli su questo.Dobbiamo lavorare su di loro e far partire da lì una corretta educazione su questi
temi.Ogni sera dovrebbero esserci controlli atti a verificare l’età di chi chiede un alcolico. Nel nostro programma elettorale avevamo inserito un punto ad hoc sull’alcol.Fino a che non si comincia un lavoro serio
sul tema,avremo sempre ordinanze senza riscontro».E sul numero di multe comminate, Benatti commenta che «ad oggi,la maggioranza non ha fornito alcun numero.Arriveranno come sempre con molto ritardo.Ad ogni modo,come minoranza recapiteremo al più presto un’interrogazione per fare luce su questo argomento.
I controlli non ci sono, ed in base a questo non dovrebbero nemmeno essere state comminate sanzioni. Comunque stiano le cose,vogliamo saperlo».
norme anti alcol.La annuncia il capogruppo del Pdl di Carpi Roberto Benatti all’indomani dell’“esperimento”fatto da L’Informazione,una passeggiata notturna in città con una birra in bottiglia alla ano.«La verità è che i controlli non ci sono.I vigili con il loro turno notturno si trovano a dover coprire il territorio di tutta l’Unione con due pattuglie.Chi è ai laghetti di Campogalliano o al confine con il mantovano non può certo essere in centro a Carpi a vigilare sul rispetto dell’ordinanza. Il provvedimento del sindaco Campedelli è un fantasma che nessuno controlla. E se anche qualcuno venisse colto in flagrante mentre sorseggia alcol al di fuori degli orari consentiti,non potrebbe comunque essere punito,ed in pochi minuti ricomincerebbe a bere in un altro posto».Secondo Benatti,poi,non si tratterebbe di luoghi né di orari.
«Non importa dove si beve o in quali fasce orarie,l’alcol è sempre un problema.Quello che conta – prosegue il capogruppo di opposizione – è l’età. Ormai i giovani cominciano a consumare alcolici fin da ragazzini.
Servono controlli su questo.Dobbiamo lavorare su di loro e far partire da lì una corretta educazione su questi
temi.Ogni sera dovrebbero esserci controlli atti a verificare l’età di chi chiede un alcolico. Nel nostro programma elettorale avevamo inserito un punto ad hoc sull’alcol.Fino a che non si comincia un lavoro serio
sul tema,avremo sempre ordinanze senza riscontro».E sul numero di multe comminate, Benatti commenta che «ad oggi,la maggioranza non ha fornito alcun numero.Arriveranno come sempre con molto ritardo.Ad ogni modo,come minoranza recapiteremo al più presto un’interrogazione per fare luce su questo argomento.
I controlli non ci sono, ed in base a questo non dovrebbero nemmeno essere state comminate sanzioni. Comunque stiano le cose,vogliamo saperlo».
Fonte: L'informazione
venerdì 26 giugno 2009
La Gazzetta di Modena
Campedelli: «Aiuterò le famiglie»
Anche se sulla futura Giunta non vuole fare anticipazioni, Enrico Campedelli, il sindaco appena rieletto, ha idee precise su impegni e priorità che lo attendono. «Purtroppo - dice - il Governo non ci consente di fare tutti gli investimenti che vorremmo. Il patto di stabilità limita, infatti, fortemente la nostra progettualità». Dopo la crisi finanziaria ci si attende la mannaia della crisi nell’economia reale, con disoccupazione in aumento e aziende che chiudono. Cosa intende fare per arginare i danni? «I nostri obbiettivi sono il sostegno alle famiglie e gli aiuti alle aziende tramite erogazioni al Consorzio Fidi. Carpi è già pronta a queste situazioni. In 10 anni il tessile ha perso 7mila addetti. Il nostro Comune è dal 1995 che aiuta, in vari modi, le famiglie. Ed è ciò che continueramo a fare. Si tratta di una delle nostre priorità». Nuovo palazzetto dello sport: se ne parla da anni. Sarà realizzato nel Campedelli-bis? «Il patto di stabilità del Governo ci impedisce di pensare a questa struttura in tempi rapidi. Vorrei ricordare che questi vincoli alla spesa non riguardano però i Comuni amici del premier: Catania, Palermo, Roma... hanno avuto soldi a palate nonostante, appunto, il patto di stabilità». I grandi vecchi, ultraottantenni, sono in aumento, mentre le strutture protette hanno posti limitati. Che progetti ha per risolvere questo grave problema? «L’Asp, Azienda per i servizi alla persona, sta ampliando la casa protetta Il Carpine e quindi tra breve saranno disponibili nuovi spazi per gli anziani non autosufficienti. Da parte nostra stiamo perseguendo l’obbiettivo di potenziare sempre più, nei casi in cui è possibile, l’assistenza domiciliare. Io penso che gli anziani possano vivere meglio e più a lungo quando sono curati nelle loro abitazioni». La sua alleata Lorena Borsari ha detto che il tema della sicurezza sarà prioritario per la nuova giunta. Le cose stanno davvero così? «L’organico della polizia municipale è al completo, ma certo non possiamo dire ai vigili di occuparsi di casi di competenza di Polizia di Stato e Carabinieri. Roberto Andreoli ha detto che il Comune deve anticipare lo Stato: mi pare un’idea singolare. Deve essere il ministro Maroni, e non di certo il sindaco, ad assumere nuovi agenti di polizia. Noi il nostro dovere l’abbiamo fatto: ricordo il sistema di videosorveglianza, gli assistenti civici e l’organico completo dei vigili».
«Nelle strade residenziali il limite sarà di 30 km»
Tra i temi che stanno maggiormente a cuore dei cittadini c’è senza dubbio quello della viabilità e della sicurezza di ciclisti e pedoni. Su questa materia il sindaco ha importanti novità. «Nella precedente legislatura - spiega il primo cittadino Enrico Campedelli - abbiamo realizzato il piano urbano del traffico. Si tratta, tra le altre cose, di una gerarchizzazione delle strade, con aree il cui limite sarà di 30 chilometri l’ora e di un piano per nuove ciclabili. A questo punto chiederemo ai cittadini i loro commenti in modo che il piano sia condiviso con la città. Per quanto riguarda le ciclabili abbiamo in programma di realizzarne altre, tra le quali il prolungamento della pista di Fossoli per congiungerla con la rete di ciclabili del centro». (ri.fi.)
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