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martedì 22 febbraio 2011
Qualche giorno fa sul sito di Simone Tosi
Questa mattina si è tenuto il primo incontro ufficiale con Marinelli, presidente dell’associazione Parco Lama, incontro frutto dell’Odg approvato in consiglio i primi giorni dell’anno.
Si è messo a punto un percorso che porterà l’associazione a fare una proposta all’amministrazione che sarà poi frutto di uno studio di fattibilità.

Ieri e oggi sul sito ParcoLama
Ci segnalano alcuni sostenitori e soci dell'associazione PER IL PARCO LAMA (vedi foto) che sono in corso lavori nelll'incrocio tra Via Tre Ponti e via Canalvecchio. L'assessore Simone Tosi ne sa qualcosa? Nel nostro primo incontro in Assessorato abbiamo espresso perplessità per la costruzione di una strada che avrebbe convogliato traffico dai quartieri di Nord-Est verso via Due Ponti. Questo prolungamento di via Canalvecchio sarebbe una ulteriore ferita inferta al progetto del ParcoLama. L'assessore Tosi dice che i lavori riguardano l'urbanizzazione del comparto B20 ma non abbiamo capito bene cosa c'entri il prolungamento di Via Castelvecchio con la concessione a costruire su un'area che si affaccia gia su Via Due Ponti. Inoltre, i tubi e i pozzetti che si vedono nelle foto sono evidentemente indicatori che stanno costruendo la strada.Del resto, Tosi l'aveva scritto alla pagina 11 della relazione che ha presentato in Consiglio: Canalvecchio sarà prolungata fino a via Due Ponti. Con Canalvecchio fra i piedi, il Parco Lama sarà ridotto al un parco urbano a dimensione di cannocchiale con accesso diretto da viale De Amicis. E' questo il Parco Lama che intende il Comune di Carpi?



L'assessore all'Urbanistica Simone Tosi ci risponde oggi che per ora "NON SI STA COSTRUENDO IL PROLUNGAMENTO DI VIA CANALVECCHIO". Ne prendiamo atto, anche se le grandi tubature che si vedono nella foto non ci lasciano tranquilli perchè nel documento redatto da Tosi presentato in Consiglio Comunale il 13 gennaio scorso la costruzione del prolungamento è confermata (vedi sotto) e l'idea del parco che viene descritta è sostanzialmente un giardino pubblico di 170.000 mq. Non è il Parco Lama e non ha la continuità verde e libera che noi abbiamo in mente e che il prolungamento interromperebbe. Ecco un punto quindi che possiamo discutere con l'attuale amministrazione: la modifica del piano regolatore del 2000 con la cancellazione del prolungamento di Via Canalvecchio in quanto inutile sul piano urbanistico e della mobilità (che senso ha collegare i due quartieri senza il cavalcavia di via Due Ponti) e condizionante della continuità del futuro Parco Lama. Nelle prossime settimane ci rivedremo per il secondo incontro con l'Assessorato all'Urbanistica e ne discuteremo con proposte precise che pubblicheremo qui.
martedì 26 ottobre 2010
Ci sono cose dette con un filo di voce piuttosto che urlate a suon di proclami e manifesti che comunque si insinuano nella mente e continuano a risuonare. Poco più di dieci giorni fa ha avuto questo effetto su di me un articolo di Florio Magnanini su Voce.
L'articolo era questo:
La cultura comunale e il bisogno di tornare a discuterne
C'è un risvolto interessante nella scelta di Alleanza per Carpi di riprendere in un proprio comunicato le critiche di Cesare Carbonieri all'organizzazione della Festa del Racconto, accusata di aver dato poco spazio agli autori locali, mentre i pochi prescelti erano più saggisti e politici che narratori. E potrebbe essere riassunto in questa domanda: chi decide che cosa, in Comune, in fatto di cultura? Chi stabilisce le linee d'azione di istituti come Biblioteca, Museo, Teatro, Archivi? Chi sceglie come organizzare rassegne come la Festa del Racconto o FestivalFilosofia? O come intitolare strade, vie e piazze? Del problema si è occupato di recente anche il settimanale diocesano che, prendendo spunto da quella che considerava una lacuna (per la verità, un tantino specialistica, trattandosi della psiconeurolinguistica...) nella dotazione libraria della Biblioteca, ha chiesto alla Direttrice dell'istituto chi sovrintenda alle scelte di acquisto dei volumi, per sentirsi rispondere semplicemente: "Io".
[leggi il resto]
L'interesse è duplice:
1- L'interesse specifico sul tema della Biblioteca. Avevo cercato di aprire un dibattito su un possibile utilizzo più aperto della biblioteca con il mio post  Una libreria che non c'è più e una biblioteca che non c'è ancora, che ha ricevuto solo due romantici commenti di due amici.
2- L'interesse generale sulla domanda Chi decide cosa, in Comune, in fatto di...? che in questo caso finiva con cultura ma che potrebbe finire con tante altre parole.

Il tema proposto da Magnanini è quello della partecipazione.
Semplificando, la questione è, di nuovo, duplice:
1- L'interesse dei cittadini a partecipare
2- L'interesse del Comune a far partecipare

Può darsi che il primo sia cambiato dai tempi delle assemblee che ricorda Magnanini, ma penso anche che troppo spesso si usi la scusa "ma alla gente non interessa niente"  per non attivare delle vere modalità di partecipazione. Poniamo comunque un ragionevole dubbio su l'interesse a partecipare.

Ma come verificarlo? C'è interesse del Comune a far partecipare i cittadini? C'è voglia di una progettazione partecipata?

Faccio un esempio letto oggi. Sabato il comune di Rimini organizza un'Open Space Technology e laboratorio di Progettazione Partecipata per il recupero dell’area naturalistica di una ex cava lungo il Marecchia.

A quando un Open Space Technology a Carpi sulla Biblioteca o il Parco Lama?
sabato 7 agosto 2010
Ricevo e pubblico:

IL TEMPO DI CUI C'E' BISOGNO

Faccio una riflessione sul Parco Lama questa volta non in termini di spazio largo, ma di tempo largo.
I tempi di noi umani del 2010 sono sempre strettissimi, gli orologi si preoccupano di contare esattamente i secondi (per farsene cosa poi?), gli amministratori pubblici si sono messi a ragionare in termini di qui e ora e gli psichiatri aggiornano i loro libri e i loro codici identificativi delle patologie e vedono che, in un modo o nell'altro, tutti ci stiamo dentro.
Questo uso del tempo non ci ha reso più felici, non c'è nemmeno bisogno di dirlo.
Io non so se il Parco Lama ci renderà più felici, lo spero, ma di sicuro un merito ce l'ha già: quello di ridarci il gusto di lavorare e progettare per il futuro.
Ragionando sul qui e ora si può fare solo il giardino di un condominio e si coinvolgono al massimo gli inquilini del condominio, oppure si costruisce il muro di cemento della Balena Blu.
Ecco, è come se le 2.500 persone che hanno aderito al Comitato del Parco Lama si fossero date un appuntamento che va anche lontano nel tempo, e questo non le preoccupa, anzi è una garanzia di scelte ponderate e mature.
Non a caso ci sono tante mamme e papà con bambini piccoli, capaci di pensare a un tempo dilatato, a un tempo futuro e capaci di raccogliere questa sfida che i promotori del Comitato hanno lanciato.
Se anche i politici che hanno aderito al Comitato pensano questo, è un buon segno per la politica.
E se anche tutti gli altri politici pensassero questo, sarebbe un buon segno per Carpi.

Giliola Pivetti
venerdì 6 agosto 2010
In questi giorni di carpiestate si sono verificati due fenomeni contrastanti: da un lato discussioni interminabili tra "politicanti" sui destini dei partiti, dall'altro movimenti di "cittadini" che, pur senza essere stati interrogati, esprimono le loro opinioni. Le prime non hanno portato a nulla, i secondi sembra che inizino a smuovere le acque.
Vediamo se è possibile continuare su questa strada.
Ho scritto questa petizione da presentare al Sindaco:
Egregio Sindaco Enrico Campedelli.

CONSIDERATO CHE:
- il muro che è stato costruito per isolare la nuova scuola materna "balena blu" da via Tre Ponti è indiscutibilmente orrendo (vedi foto) visto dalla strada
- il muro impedirebbe ai bambini la vista su uno degli scorci di campagna più belli che siano rimasti vicino al centro di Carpi (e forse sul futuro Parco Lama) isolandoli in un ambiente tipo "lager"
- il muro dovrebbe "proteggere" la scuola da un inquinamento veicolare che, per ora e per i prossimi anni, è solo ipotetico
- esistono comunque numerose alternative ad un muro di cemento armato

CHIEDIAMO CHE:
- il comune riferisca su chi è responsabile della scelta che è stata fatta
- quali sono le reali motivazioni che hanno portato a questa scelta

CHIEDIAMO INOLTRE CHE:
- il muro venga rimosso prima dell'inizio della scuola
- l'isolamento dalla strada avvenga a mezzo di un filare di alberi e una bella siepe almeno fino a quando il traffico su via Tre Ponti non si riveli un problema reale e non una semplice ipotesi
- qualora il problema del traffico diventasse reale, si provveda all'isolamento con mezzi più idonei come barriere in legno, barriere trasparenti, barriere a verde o similari.


Se la condividete potete firmarla su www.petizionionline.it.
Il link diretto rimarrà anche nel nuovo box qui a sinistra dove raccoglieremo le prossime petizioni.
Dalle Ave apre al comitato: «Ragioniamo insieme su quell’area»

Da oggi il Parco Lama, il sogno di oltre 2500 carpigiani che fanno parte del comitato, ha un nuovo e potente ‘alleato’: è il Partito democratico, che proprio ieri ha manifestato un’insperata, ma tanto attesa, apertura nei confronti del progetto che sta appassionando la città.
E’ stato il segretario cittadino del Pd, Davide Dalle Ave, a dare l’importante sterzata: «Sulla proposta del Parco Lama, ubicato nella zona est di Carpi, è giusto mettere in campo uno studio di fattibilità.
Per valutare insieme come far diventare quella zona un polmone verde della città».
Il positivo possibilismo di Dalle Ave si limita però alle prime righe, lasciando subito dopo il posto a dubbi e incertezze: «Che costi avrebbe espropriare l’area indicata, di circa 1 milione e 200mila mq? Che costi avrebbe la sua realizzazione? E la sua manutenzione? Queste sono domande legittime che chiederemo all’amministrazione, e solo dopo potremo dire se il parco si potrà fare o non fare..».
«Domande legittime»: certo, ma è evidente la differenza di ‘linguaggio’ sul piano del ragionamento tra il Pd e il comitato.
Lo spiega bene il ‘papà’ del Parco Lama, Maurizio Marinelli: «Le dichiarazioni di Dalle Ave sono un buon segno - commenta l’editore carpigiano -.
Significa che anche il Pd ritiene interessante la proposta di destinare ad area verde, non costruita e protetta da future speculazioni edilizie, l’area che noi abbiamo indicato con il nome Parco Lama.
Ci dispiace invece che le prime domande siano relative ai costi di espropri (da nessuno invocati) e che si parli di realizzazione e manutenzione.
Alla realizzazione basta la natura e i contadini che coltivano le loro terre, e per quanto riguarda la manutenzione direi proprio che sia prematuro occuparsene».
Ad ogni modo l’avvicinamento del partito di maggioranza spazza via la netta chiusura espressa qualche mese fa dall’assessore all’ambiente Simone Tosi: «Le priorità che l’amministrazione ha avuto anche dal mandato degli elettori sono quelle di dotare questa città di un bosco» aveva affermato a maggio l’assessore, dando di fatto un benservito al comitato del Parco che si era costituito qualche giorno prima.
«Il Pd è convinto che si possa cominciare a ragionare fattivamente su quell’area - è invece la posizione odierna della maggioranza - ed individuare modalità future per riservare buona parte di quella zona (pensiamo ai 900mila mq oggi a destinazione agricola e con vincolo storico paesaggistico) a verde urbano, facendone un polmone della Carpi del futuro, individuando modalità affinché possa essere usufruita da tutti i carpigiani.
Partiremo già da questo autunno con una riflessione su questo tema, cercando di raccogliere idee e contributi che portino alla concretizzazione del progetto, e presenteremo una richiesta di studio di fattibilità in consiglio comunale».
Oggi è e dev’essere un giorno di soddisfazione per i tanti iscritti al gruppo del Lama: le polemiche, i dubbi e i dibattiti sono rimandati a settembre, quando la discussione in merito dovrà essere inserito in un contesto prioritario.

Daniele Franda

«Bene il ripensamento, ma la strada è lunga»
Da ApC ai grillini, le opposizioni sono scettiche

Nel giorno dell’apertura del Pd nei confronti del progetto Parco Lama, sono diverse le reazioni che si levano dai banchi delle opposizioni.
E non sono proprio del tutto entusiastiche.
«Facciamo finta - commenta Lorenzo Paluan di Rifondazione Comunista e Carpi a 5 stelle (a destra) -, di prendere il comunicato a firma Dalle Ave come l’annuncio di un ripensamento.
Che però non c’è, dato che partire sulla questione della tutela del territorio oltreferrovia, ponendo dal costo degli espropri, significa semplicemente voler affossare da subito ogni possibilità».
Giliola Pivetti, capogruppo di Alleanza per Carpi (a sinistra), pur riconoscendo la buona volontà, considera la dichiarazione «figlia di una filosofia antica.
La maggioranza non ha ancora capito bene di cosa intendiamo con Parco Lama se parla di manutenzione ed espropri.
Invito dunque ora il comitato a esporre chiaramente i termini del progetto a settembre.
A quel punto si conosceranno le reali intenzioni del partito», e si capirà il vero significato delle dichiarazioni di Dalle Ave.

(da.fra.)

(fonte: ModenaQui)
giovedì 5 agosto 2010
Ricevo e pubblico:

Su Parco Lama il PD si ravvede?

Facciamo finta di prendere il comunicato apparso oggi sui giornali a firma Dalle Ave come l'annuncio di un ripensamento (che non c'è , dato che partire sulla questione della tutela del territorio oltreferrovia, ponendo dal costo degli esprorpi, significa semplicemente voler affossare da subito ogni possibilità. A questo aggiungiamo il paradosso di mettersi a parlare di costi di manutenzione dell'evntuale parcolo stesso giorno in cui l'assessore Tosi fa sapere che taglierà di 160.000¤ i fondi per la manutenzione dei parchi già esistenti).
Comunque, dicevo, facciamo finta: nel caso se ne possono trarre due valutazioni.
La prima è che la movbilitazione diretta dei cittadini paga (vale la pena ripeterlo, a distanza di poche settimane dal caso di via Focherini).
La seconda è che al PD e a Dalle Ave sfugge il punto del problema (per noi di Carpi 5 Stelle e Rifondazione): non è la questione di trasformare in parco 900.000mq di campagna (che sono già verdi) ma impedire la colata di cemento sugli altri 300.000mq, per i quali il PRU e il piano regolatore prevedono (il famoso hotel a cinque piani, i 200 e passa appartamenti ecc. ecc) che in queste condizioni di mercato, fortunatamente nessuno pare poter realizzare (salvo investimenti speculativi e riciclaggio di capitali più o meno leciti e più o meno "scudati" dal governo Berlusconi).

Quindi:
Punto 1: impedire la cementifcazione dell'area
Punto 2: ragionare nel tempo come sviluppare l'idea di bosco urbano (magari salvandone anche valenze economiche, come la creazione di boschi cedui per la produzione di biomasse, ad esempio, con tutto quello ch ne consegue in termini di ricadute in posti di lavoro nel settore delle rinnovabili e negli indotti, tipo macchine per legno, ad esempio, se questo fosse l'inizio di una conversione ecologica della nostra economia locale).

Comunque, su questa vicenda come su quella di via Focherini si vede qualche spiraglio da parte del "partitone" di volersi rimettere in discussione. Non è roba da poco per Carpi. Vedremo se saranno ripensamenti "sinceri" o se è solo marketing di un partito in piena crisi di identità e programmi.

Lorenzo Paluan
Gruppo Consiliare
Lista Civica Carpi a 5 Stelle beppegrillo.it
Partito della Rifondazione Comunista

Dalle Ave: "Mettiamo in campo uno studio di fattibilità sulla proposta del progetto Parco Lama. Valutiamo insieme come far diventare quella zona un polmone verde della Città."

   "Sulla proposta del progetto "Parco Lama", ubicato nella zona Est della Città, giusto mettere in campo uno studio di fattibilità.

   L'area indicata, di circa 1200000 mq, che costi avrebbe  espropriarla? Che costi avrebbe la sua realizzazione? E la sua manutenzione? Queste sono domande legittime che chiederemo all'amministrazione, e solo dopo potremo dire se il parco si potrà fare o non fare..

   Il Pd è convinto che si possa cominciare a ragionare fattivamente su quell'area ed individuare modalità future per riservare buona parte di quella zona (pensiamo ai 900000 mq oggi a destinazione agricola e con vincolo storico paesaggistico) a verde urbano, facendone un polmone della Carpi del futuro, individuando modalità affinché possa essere usufruita da tutti i carpigiani.

   Partiremo già da questo autunno con una riflessione su questo tema, cercando di raccogliere idee e contributo che portino alla concretizzazione del progetto, e presenteremo una richiesta di studio di fattibilità in consiglio comunale."

PD Carpi
mercoledì 21 luglio 2010
Lo spiega il fondatore del comitato, l’artista Maurizio Marinelli

Solamente ad immaginarlo, ad occhi chiusi, stesi sul prato tra i rumori della natura, il Parco Lama ha già preso vita.
Un sogno che sta animando una città, spinta dal desiderio di riappropriarsi di una fetta di quella terra che pian piano sta scomparendo, mangiata dalla speculazione edilizia.
Artefice di questo sogno è Maurizio Marinelli: carpigiano di nascita, abita a Modena e lavora a Bologna, dove si occupa di comunicazione per un importante gruppo editoriale.
Marinelli, che è anche uno stimato pittore, lo scorso maggio è stato tra i promotori del comitato Parco Lama, innescando un inaspettato fervore tra i cittadini.
ModenaQui lo ha incontrato, per capire in cosa consiste la sua idea e con quali modalità può essere realizzata.
Come è nata questa idea? «Guardando il paino regolatore della città ho notato il cuneo che la campagna forma al di là della ferrovia a ridosso della città.
Da qui ho maturato il progetto di un grande parco urbano, che preservi quest’area dall’edificazione. Il mio è un approccio puramente etico ed estetico».
Cosa intende per grande parco urbano?
«E’ molto diverso da un parco attrezzato, che non manca in città: il parco urbano è un’area facilmente raggiungibile, in cui si arriva a piedi dal centro.
Non è altro che uno spazio verde fruibile per tutta la città in cui la natura è protagonista assoluta».
Perché Carpi avrebbe bisogno di una struttura del genere?
«Ha mai notato quante persone fanno jogging, magari col proprio cane al guinzaglio, nelle strade di campagna, dove comunque sfrecciano le automobili? C’è bisogno di evasione dal traffico, di ritrovarsi in un luogo aperto dove le macchine non si vedono e non si sentono.
Sarebbe anche un’occasione per spostare il baricentro della città, approfittando della crisi dell’immobiliare e fermando così la speculazione edilizia. Prima si costruiva su una reale richiesta, ora si costruisce e poi si spera di vendere. Ma il terreno non è infinito!».
Le vengono spesso contestati gli elevati costi di realizzazione: come risponde? «Chi afferma questo non ha capito i termini dell’idea. Questo è un progetto di lunga visione, da realizzarsi nel tempo: si potrebbe cominciare con una forte presa di posizione politica, che congeli la destinazione d’uso agricola di quell’area.
Poi si potrebbero tracciare dei sentieri tra i campi di grano, non costa molto.
E magari prevedere due stagni, generati con l’acqua proveniente dal fiume Lama».
L’amministrazione si è pronunciata più volte in maniera negativa sul Parco Lama: la vede come una rigida volontà politica che non cambierà?
«Il sindaco Campedelli, che conosco personalmente, mi ha detto che l’idea gli piace, ma non ci sono i soldi per pagare gli espropri e acquistare i terreni: io dico che sarà il mercato a fornire i mezzi, nel senso che i terreni che si trovano intorno all’area crescerebbero di valore e il ritorno sarebbe vantaggioso. Ad ogni modo punteremo ad inserire il Parco Lama nella discussione della prossima campagna elettorale».
La politica sta strumentalizzando la ‘campagna’ del Comitato?
«No, sono stato chiaro sin da subito, chi firma per il Parco non sono i partiti, ma singoli cittadini: l’equivoco è nato perché il comitato si è costituito nella sede di Alleanza per Carpi, ma ciò è avvenuto solo perché non avevamo una sede e questo movimento politico si è offerto di ospitarci.
Io stesso non mi occupo di politica».
Quali saranno i prossimi passi?
«A settembre cercheremo di coinvolgere la città ancora di più. In cantiere ci sono tante idee».

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)
sabato 15 maggio 2010
Ecco il testo integrale dell'intervento del consigliere Pd Roberto Arletti sulla sua adesione al Comitato Parco Lama, pubblicata in anteprima da ModenaQui:

L’aspetto didattico del Parco Lama

Il Parco Lama, con questo progetto, verrebbe a collocarsi incredibilmente a poche centinaia di metri da 5 scuole; 3 scuole materne ( Nicolo’ Biondo,Cremaschi e Balena Blu che sarà inaugurata a settembre in via Tre Ponti) e 2 scuole elementari (Anna Frank e Manfredo Fanti), ne beneficeranno ben 650 alunni!

Avrà una forte valenza educativa in quanto i ragazzi potranno vivere momenti a contatto con la natura imparando ad amarla e rispettarla.

Volendo, all’interno del Parco si potrebbe costruire una piccola “Fattoria Didattica”, (gestita da volontari) all’interno della quale si potranno trovare gli animali da cortile delle nostre campagne e orti dove coltivare ortaggi e piante da frutto. Gli scolari potranno così apprendere toccando con mano e non solo dai libri di scuola.

E’ quindi una grossa opportunità di utilità sociale.

Roberto Arletti

Consigliere Comunale PD

Il benvenuto al comitato patrocinatore sembra in realtà un benservito

Il benvenuto di Simone Tosi al neonato Comitato Parco Lama è nella realtà dei fatti un benservito.
L’assessore all’Ambiente ha affidato ad una nota alcune riflessioni in merito all’idea di un grande parco in zona portata avanti e condivisa da cittadini, associazioni e società private.
Chi si aspettava un’apertura a questa proposta di uno spazio verde attrezzato a ridosso della Ferrovia, è rimasto prontamente deluso: «La nascita di comitati - esordisce Tosi - che hanno come obiettivo quello di avere una città sempre più bella, accogliente, che abbia luoghi deputati alla socialità e all’aggregazione, è sempre un fatto positivo.
Questo per dire che vedo positivamente la nascita del comitato di cittadini sul tema Parco Lama.
Detto questo è opportuno sottolineare con chiarezza alcuni punti, per evitare fraintendimenti e incomprensioni; il primo è che Carpi è dotata di decine di aree attrezzate a parco, di diverse dimensioni, e si doterà in futuro di altri luoghi con questa funzione: basti pensare ad esempio a quello che sorgerà nella zona ex-Silan o del parco che nascerà vicino alla stazione dei carabinieri».
Insomma, parole che suonano come un ‘no grazie’, che viene ribadito e rafforzato nel prosieguo del testo: «L’idea di un parco attrezzato con le dimensioni e le caratteristiche che il Comitato sollecita (un milione di mq) esercita indubbiamente una grande suggestione e un interesse da parte di questo assessorato.
Va ribadito però che le priorità che l’amministrazione ha avuto anche dal mandato degli elettori sono quelle di dotare questa città di un Bosco, che per caratteristiche e funzionalità nulla a che vedere con un parco attrezzato: altra priorità che questa amministrazione ha è l’acquisizione dell’area attorno al cimitero cittadino, per realizzare e concretizzare l’idea di creare qui un grande polmone verde, attrezzato e fruibile, di 25 ettari, che colleghi idealmente il cuore della città ovvero il suo centro storico con la periferia, fino a lambire quasi la zona industriale».
Considerando la situazione delle risorse finanziarie disponibili nelle casse dell’Amministrazione, dire che il Parco Lama si farà dopo il Bosco e il parco nei pressi del centro storico equivale ad una cortese quanto ferma chiusura.
«Se l’idea del Parco Lama si trasformasse invece in una proposta per collocare in quella zona il Bosco - conclude Tosi cercando di portare acqua al proprio mulino - cambiando quindi la natura stessa della proposta del Comitato, sarà valutata con interesse insieme alle altre proposte che sono state avanzate».

Daniele Franda

Arletti (Pd) invece dice di ‘sì’

Sarà pura casualità, ma nello stesso giorno in cui l’assessore Tosi spegne le velleità del Comitato Parco Lama, un altro rappresentante della stessa maggioranza decide di sposare in pieno il progetto.
È il consigliere Pd Roberto Arletti, che nella mattinata di ieri ha affisso il proprio nome alla bacheca del Comitato.
L’idea di un grande parco attrezzato, a cui ModenaQui ha aderito da subito senza riserve, è piaciuta al consigliere democratico, che ne ha evidenziato soprattutto l’aspetto didattico: «Il parco verrebbe a collocarsi incredibilmente a poche centinaia di metri da cinque scuole; tre materne (Nicolò Biondo,Cremaschi e Balena Blu che sarà inaugurata a settembre in via Tre Ponti) e due elementari (Anna Frank e Manfredo Fanti).
Ne beneficeranno ben 650 alunni e avrà una forte valenza educativa».
(da.fra.)

(fonte: ModenaQui)

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