I Form di Carpizeronove
Le Petizioni di Carpizeronove
Si parla di...
- Abusi (5)
- Acqua (11)
- Aereoporto (1)
- Affitti (3)
- Agricoltura (3)
- AIMAG (38)
- Ambiente (63)
- Anziani (5)
- Arianna (3)
- Artigianato (1)
- Asili (12)
- Assemblee cittadine (4)
- Assessori (16)
- Associazioni (2)
- Barriere archietettoniche (2)
- Biblioteca (7)
- Bilancio (28)
- Campus della Moda (5)
- Canile (5)
- Carpiformazione (2)
- Centro storico (29)
- Commercio (19)
- Commissioni (2)
- Comuni virtuosi (12)
- condomini (1)
- Consiglio comunale (48)
- Credito (1)
- Crisi (38)
- Cultura (9)
- Decrescita (1)
- Demografia (1)
- Dibattiti (15)
- Dieci anni fa (27)
- Diocesi (4)
- Dipendenti comunali (10)
- Dirigenti (7)
- Donne (8)
- Economia (11)
- Edilizia (13)
- Edilizia popolare (14)
- Edilizia Residenziale Pubblica (6)
- Educazione civica (3)
- Elezioni (2)
- Energia (20)
- Esternalizzazione (1)
- Famiglia (2)
- Ferrovia (12)
- Figli d'arte (1)
- Fondazione Cassa di Risparmio (30)
- Frazioni (13)
- Gas (2)
- Giovani (1)
- Grandi opere (12)
- Handicap (2)
- Immigrazione (26)
- Imprese (11)
- Inquinamento (7)
- Integrazione (2)
- Internet (13)
- Interpellanze (2)
- Interrogazioni (11)
- Islam (12)
- Istituto per la storia della Resistenza e della Storia Contemporanea di Modena (1)
- Lavoro (29)
- Lega Nord (2)
- Legalità (5)
- Liste (13)
- Made in Carpi (1)
- Mediazione culturale (1)
- Mercato (7)
- Metropolitana Carpi-Modena (6)
- Mobilità (3)
- Mozioni (4)
- Nomadi (12)
- OGM (1)
- Ospedale (30)
- Parcheggi (14)
- Parco Lama (10)
- Pari opportunità (1)
- parte (1)
- Partecipazione (13)
- Partito Democratico (10)
- Pdl (1)
- Petizioni (3)
- PGTU (3)
- Piscina (6)
- Piste ciclabili (10)
- Polizia municipale (10)
- Posta (7)
- Prg (4)
- Quartirolo (3)
- Rassegna stampa (193)
- Referendum comunali (2)
- Responsabilità (1)
- Rete civica (3)
- Rifiuti (12)
- Risorse (6)
- Salute (9)
- Sanità (15)
- Scuola (20)
- Sicurezza (25)
- Sindacati (1)
- sondaggi (5)
- Spesa pubblica (25)
- Sport (5)
- Sportello unico (1)
- Stranieri (6)
- Sussidiarietà (6)
- Targhe alterne (1)
- Tariffe (10)
- Tasse (10)
- Taxi (2)
- Tessile (7)
- Testamento biologico (2)
- Transizione (1)
- Trasparenza (5)
- Trasporti (16)
- Tribunale (1)
- Turismo (1)
- Unione delle Terre d'Argine (19)
- Unioni civili (1)
- Urbanistica (23)
- Verde pubblico (21)
- Viabilità (14)
- Vigile di quartiere (2)
- Volontariato (3)
- Welfare (5)
Aggiornamenti via mail
Chi cerca Carpi cerca...
«Porterò la questione in Ministero, sarebbe molto grave se questa delibera non fosse legittima».
Le parole di Roberto Andreoli, capogruppo Pdl (nella foto), sono riecheggiate in un’aula silenziosa come non mai: il consigliere ha giurato battaglia in riferimento all’approvazione della cosiddetta norma Brunetta, oggetto di un’integrazione ad una delibera poi emendata nel giro di pochi giorni dalla giunta. In occasione della seduta di giovedì sera, l’esponente dell’opposizione ha presentato un’articolata interrogazione in cui ha chiesto spiegazione circa parecchie anomalie delle due delibere, già prese di mira sul blog ‘Carpizeronove’.
Le risposte ricevute prima dal sindaco Campedelli e poi dal segretario generale del Comune, Giorgio Masini, non lo hanno evidentemente soddisfatto: pur condividendo l’introduzione della norma Brunetta (che permette agli enti locali di licenziare i dipendenti con più di 40 anni di contributi), «soprattutto in situazioni di contingenza quale quello attuale», il consigliere ha però evidenziato diversi vizi di forma e irregolarità tecniche nei testi delle due delibere, che porterebbero ad «inficiare tutti i provvedimenti successivi».
«Chi è il presidente che nella prima delibera propone l’integrazione con l’introduzione della norma Brunetta?» ha chiesto Andreoli. «Non spetterebbe al dirigente, che, sentito il parere del sindaco o della giunta, rielabora il testo della delibera e la porta in approvazione in una data successiva?».
Secondo la legge, la facoltà di «risolvere i contratti» spetterebbe ai dirigenti di settore.
«Come è possibile quindi - ha proseguito - che sia demandato al direttore generale «di predisporre gli atti conseguenti che, nella delibera in oggetto, appaiono essere non di sua competenza?».
In pratica, il ragionamento di Andreoli fa capo alle dimissioni del dirigente del personale Miriam Bulgarelli, che non era presente al momento della discussione della seconda delibera.
E’ sentore comune che Bulgarelli, a capo del personale comunale da 37 anni, abbia rinunciato all’incarico dopo che le era stata tolta un’importante competenza prevista dalla legge, per attribuirla come visto al direttore generale.
Sebbene molti punti siano stati chiariti dagli interventi del sindaco e del segretario generale, rimane l’ombra del sospetto riguardo la mancanza di una lista dei dipendenti colpiti dal provvedimento, che si aggiunge alla solerzia con cui è stata attuata la norma Brunetta (accolta in Comune dopo soli 5 mesi dall’entrata in vigore): due tasselli in contrasto tra loro che hanno ‘insospettito’ ulteriormente Andreoli.
Il quale, c’è da starne sicuri, andrà fino in fondo a questa vicenda.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
PDL - Carpi
Al Presidente del Consiglio C.
Al Sindaco
Al Segretario Comunale
All’Assessore di competenza
Carpi 06-02-10
INTERROGAZIONE
Oggetto: Chiarimenti in merito alle D.G.n°208/2009 e n° 6/2010 inerenti il personale.
La prima D.G in oggetto racchiude alcune stranezze che nemmeno il tentativo di rettifica della seconda sembra cancellare.
Le delibere sono di competenza dei dirigenti dell’ente che le redigono e firmano e questa appare una normale sistemazione del personale interno, tant’è che essa è il settimo stralcio di un programma triennale, ma ad un certo punto “su proposta del Presidente” si integra la presente proposta di deliberazione”. Chi è il “Presidente”? Il Sindaco? Se è lui può fregiarsi del titolo di Presidente? Può il Presidente, che sembra essere il Sindaco, proporre una modifica al testo? E’ di sua competenza? Non spetterebbe al dirigente, che sentito il parere del Sindaco e/o della Giunta, rielabora il testo della delibera e la porta in approvazione in una data successiva?
Quindi il Presidente propone di applicare la “norma Brunetta” cioè una disposizione diventata legge il 3 Agosto ’09. Perchè c’è tutta questa fretta di applicare tale norma in vigore da ben 5 mesi? Perchè non è stata inserita nella D.G. n° 144 del 21 Settembre ’09 che riguardava il Sesto stralcio del medesimo programma triennale?
La “norma Brunetta” da la possibilità alle pubbliche aministrazioni di “risolvere unilateralmente” i contratti dei dipendenti con 40 anni di contributi. Si tratta di licenziamento. La “norma Brunetta” (Lg.n°102 del 03/08/09) basa questa azione alle norme del decreto legislativo n°165 del 2001 che attribuisce la potestà a “risolvere i contratti” ai Dirigenti a cui spetta l’adozione degli atti e dei provvedimenti amministrativi e nello specifico al Dirigente di settore cioè a chi gestisce il personale. Come è possibile quindi che sia demandato al Direttore Generale “di predisporre gli atti conseguenti” che, nella D.G. in oggetto, appaiono essere non di sua competenza? Come è possibile che la delibera sia firmata dalla M.Bulgarelli dirigente di quel settore personale a cui veniva tolta una importante competenza prevista dalla legge, e solo in seconda battuta, che avrebbe dovuto autoapplicarsi?
Su quali basi il Segretario Comunale ha dato parere favorevole di regolarità tecnica a questo atto? Può egli farlo o ciò non spetta al dirigente responsabile del servizio – cioè M.Bulgarelli-? E perchè egli da parere solo verbale?
Quanti sono i dipendenti comunali – tra questi quanti dirigenti- che si trovano oggi nelle condizioni di applicabilità della “norma Brunetta”?
Chi deciderà il loro licenziamento? Il Direttore Generale o esso è automatico?
Quanti sono i dipendenti – tra questi quanti dirigenti - degli altri comuni facenti parte dell’Unione Td’A in questa condizione?
Chi è a tutt’oggi il Dirigente di settore del Personale?
Roberto Andreoli
Capogruppo PDL Carpi
Le differenze sembrano così sottili, tra la nuova formula:
di disporre la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro e del contratto individuale del personale dipendente, anche dirigenziale, con preavviso di sei mesi, in ogni caso in cui decorra il compimento dell'anzianità massima contributiva di quaranta annie la precedente:
dando applicazione nel Comune di Carpi alla facoltà prevista dalle disposizioni di cui all'art.17 comma 35-novies del D.L. 1/7/2009 n.78 convertito in legge 3/08/2009 n.102 le quali prevedono la possibilità per l'Ente Locale di risolvere unilateralmente il rapporto di lavoro e il contratto individuale del personale dipendente, anche dirigenziale, con preavviso di sei mesi, a decorrere dal compimento dell'anzianità massima contributiva di quaranta anni;che, ad un profano, può sembrare che il Comune abbia solo voluto eliminare il riferimento a quell'esercizio di una "facoltà prevista" e di una "possibilità" che avrebbe richiesto, qualcuno che si prendesse la responsabilità di tale decisione o permesso a qualcuno di contestare tale decisione.
Che la delibera in questione abbia già creato qualche problema non lo diciamo qui per la prima volta. Voce del 08 gennaio 2010 attribuiva a questa delibera la responsabilità delle "dimissioni" di Miriam Bulgarelli.
Abbiamo chiesto all'Assessore Lorena Borsari di spiegarci meglio le ragioni del suo voto contrario.
Ecco la risposta, giunta oggi via mail:
La delibera sugli spostamenti del personale dell'ultimo dell'anno era stata integrata per volontà della maggioranza della Giunta dell'articolo 17/dl78 del 2009 convertito in legge 102/2009, il quale offre la facoltà agli enti pubblici di applicare questa legge che "pensiona d'ufficio i dipendenti che abbiano raggiunto i 40 anni contributivi di lavoro".
Una facoltà quindi di cui si poteva, così come non si poteva, avvalersi.
Il capoverso era stato riportato, dall'estensore legale della delibera, in maniera ritenuta "ambigua" per alcuni, in quanto diceva di ..applicare...la facoltà...della possibiltà.. ed attribuiva l'onere dell'iter applicativo al direttore generale.
Con la successiva delibera di precisazione è stato scritto di ...disporre la risoluzione dei contratti dei dipendenti, dirigenti compresi, decorsi i 40 anni contributivi... e che il direttore generale attivi i dirigenti preposti, quale quello del settore personale, a dar luogo all'iter burocratico (es. verifiche contributive, risoluzioni dei contratti ecc.)
Personalmente ritengo, quale Assessore al personale che ci debbe essere nei riguardi dei dipendenti un trattamento uniforme ed equo.
Infatti stante che il nostro Comune fa parte dell'Unione Terre d'Argine, capita, come è anche accaduto anche in questa delibera di spostamenti del personale, che qualcuno di Novi-Soliera-Campogalliano si trovi a venire a lavorare negli uffici del nostro comune, come accade reciprocamente, anche gomito a gomito con dipendenti del Comune di Carpi.
Accade quindi spesso che vengono applicati diversi trattamenti ad impiegati anche dello stesso ufficio e livello solo perchè di provenienza da diverso Comune.
Per esempio Carpi da tempo "pensiona" i propri lavoratori che abbiano superato i 65 anni, mentre ad esempio Campogalliano no e continua ad impiegare ultrasessantacinquenni.
Da domani con questa delibera Carpi, e solo Carpi, "pensiona" d'ufficio i propri dipendenti al 40esimo anno contributivo, d'anzianità di lavoro, mentre magari il vicino di scrivania solo perchè proveniente da Novi o altro, no e resta al suo posto.
L'applicazione di norme diverse può creare discrimine e "ruggine" tra persone che lavorano insieme.
Come Assessore del personale di Carpi credo che i nostri lavoratori non siano inferiori ad altri da liberarcene appena si può, e tantomeno siano da discriminare rispetto ad altri.
Ho votato contro perchè ritengo che al personale vadano applicate normative uguali per tutti.
Ho suggerito un metodo diverso: che tale indirizzo fosse indicato dall'Unione ed a cascata sui 4 Comuni per uniformità, uguaglianza e trasparenza di trattamento. Il "personale" sono persone e non cose da impacchettare diversamente.
Come unico Assessore dell'Italia dei Valori-Di Pietro credo di aver agito con giustizia.
L'auspicio ora è che responsabilmente tale norma venga adottata anche dagli altri Comuni, per ovviare ad una evidente disparità di trattamento, a cui non farebbe male anche una valutazione sui dirigenti interessati.
Dott.ssa Lorena Borsari
Vicesindaco e Assessore Personale e Sicurezza.
Il periodo è difficile, i tagli sono necessari, quindi anche i Comuni temo debbano concertare una soluzione, che sarebbe meglio fosse in linea con quanto accade in Provincia: tagliare i dirigenti, e il modo più indolore per farlo è bloccare nuove assunzioni nel momento in cui qualcuno arriva alla pensione.
Con i molteplici enti sovra comunali esistenti, non dovrebbe essere difficile concordare tavoli comuni, ai quali definire insieme accordi di riduzione dei costi, che passino anche attraverso un numero inferiore dirigenti. Naturalmente questa scelta non dovrà essere una manovra per camuffare nuove consulenze, ma una reale riorganizzazione, in una logica di semplificazione amministrativa. Un atto dovuto ai tanti cittadini che stanno affrontando la crisi.
Avv. Luca Ghelfi, Consigliere Provinciale - PDL .
(Fonte: http://www.sassuolo2000.it/2009/08/11/dirigenti-comunali-luca-ghelfi-diminuire-il-numero-come-in-provincia-e-un-tavolo-comune-perche-tutti-scelgano-la-stessa-linea/)
--
Questo articolo è stato inviando usando il mio Viigo.
Per scaricarlo gratuitamente, vai su http://getviigo.com
Sent from my BlackBerry® wireless device

GAZZETTA DI MODENA
La piazza aperta piace ai commercianti
di Francesco Dondi Che fare di piazza Martiri? Il cuore culturale e storico della città a volte sembra morente, altre volte si anima all’improvviso; il Pdl vorrebbe riaprirla al traffico, Campedelli no. E i carpigiani? I commercianti incoraggiano la svolta, ma i residenti la vogliono ancora pedonale. Mettiamo da parte teorie ambientaliste: la piazza aperta al traffico non comporterebbe più smog di quanto esiste già, visto che le auto la lambiscono da ogni parte. Qui esiste solo una questione di sensibilità umana, culturale e commerciale. I commercianti la vorrebbero vedere trafficata, ma con le dovute cautele. «Dubito che sarà riaperta - ammette Mauro Ganzerli del Bar Dorando - sarebbe una decisione che va contro le linee guida ormai accettate da tutta Italia. Però non nego che due file di parcheggi, magari a pagamento per consentire la rotazione, le vedrei bene. E dico di più: consentierei la sosta solo in inverno. In estate qui si vive bene, anche senza le auto, perchè la gente passeggia volentieri». Paolo Bergonzoni è ancora più drastico. «Abito a Modena vicino a tre locali notturni. Capisco il disagio di chi deve riposare la notte, ma la piazza così è troppo vuota. La gente non passeggia al centro, cammina sotto i portici perciò, come commerciante, dico che sono favorevole alla riapertura». Stessa tesi per la collega Rosy Caruso. «Vivevo a Vigevano dove hanno chiuso il centro alle auto. Hanno chiuso anche molti negozi. Si apra piazza Martiri e magari la si chiuda di sera, in modo da tutelare il passeggio». Dietro il bancone della farmacia, Chiara Spaggiari resta sorpresa. «C’è una proposta per riaprirla? Ben venga. Trovino un modo per non incentivare la sosta selvaggia e vedrete che il centro ne trarrà un bel beneficio». La soluzione prova ad avanzarla Federico dell’edicola all’angolo. «Mettano un listone di parcheggi a lisca di pesce; aprano la piazza da ottobre a marzo; la aprano dalle 19 alle 7 del mattino; mettano i posteggi a pagamenti. Ci sono tante soluzioni per ravvivarla. Penso anche a chi frequenta il teatro, che in teoria è comunale. Sarebbe un bel servizio, in inverno, poter lasciare l’auto a pochi passi invece che farsi centinaia di metri al freddo o sotto la pioggia». Fin qui i commercianti. Ma i cittadini la vedono diversamente. «Abito a Carpi da 40 anni - racconta Ginevra Vaccari - la piazza è bella così. Piuttosto aprano Re Astolfo. E comunque devono trovare un incentivo per animare il centro. Se fanno dei concerti o delle belle serate la città torna a vivere come un tempo». Katia è combattuta. «Se devo scegliere tra la vivibilità o gli affari, scelgo la prima. E non mi dicano che non ci sono parcheggi perchè la gente deve abituarsi a fare anche qualche metro a piedi». Gianni e Maria vengono da Ascoli, sono a Carpi in visita parenti. «Ma guardi che bella che è questa piazza. Sarebbe uno scempio aprirla al traffico. È il salotto della città».
VOCE
Campagna surriscaldata - Si intensificano le iniziative e le prese di posizione
Non solo per ragioni meteorologiche. Accenti forti del senatore Giovanardi L'esordio dei "raddrizzatori". Pivetti sul paesaggio e Paluan sul cemento
Carpi - E' evidentemente terreno di caccia esclusivo di Carlo Giovanardi, la città di Carpi per il centro destra, visto che il big, la risorsa ultima da giocare in loco, per qualsiasi tipo di consultazione elettorale, continua a essere immancabilmente lui. Si è materializzato sul podio di piazzetta Garibaldi, nell'afoso tardo pomeriggio di sabato, davanti a una cinquantina di sostenitori, introdotto da Roberto Andreoli, candidato del PdL a Sindaco di Carpi. Andreoli si è mostrato molto deciso nel classificare come "balle" le promesse del rivale Enrico Campedelli di una nuova piscina entro due anni, di una nuova sede comunale, di un parcheggio interrato dietro le Poste e nel definire "deliranti" le considerazioni dell'Assessore alle Politiche sociali in materia di campo nomadi. E nello spiegare come il patto di stabilità, evocato continuamente da Campedelli e tirato da tutte le parti per giustificare i mancati investimenti, non comporti più di un milione e mezzo di minori entrate per l'Amministrazione civica.
Ha parlato anche il candidato alla presidenza della Provincia, Luca Ghelfi, molto fiducioso in un ribaltone alla maniera di quanto avvenuto a Roma e assai critico sulla perdurante arretratezza del collegamento stradale tra Carpi e Modena. Dopo di che il microfono, transitato per un attimo tra le mani del candidato alle Europee, Toni Cancian, è arrivato a Giovanardi.
***
Il caso ha voluto che il podio si trovasse proprio sotto le finestre di un antico compagno di battaglie politiche di Giovanardi. Ma Rossano Bellelli è rimasto nell'Udc con Pier Ferdinando Casini, al di qua dello spartiacque culturale e antropologico, prima ancora che politico, rappresentato dal berlusconismo. Carlo Giovanardi lo ha invece varcato da tempo, quel confine. E dal nuovo crinale, raggiunto dopo lunga anticamera, ha sconvolto il profilo tranquillamente riformista e per nulla ideologico mantenuto poco prima da Andreoli, menando fendenti contro il senso stesso della sinistra. E, in qualche passaggio, anche un po' contro il buon senso. Ecco un florilegio: "...Le caverne da cui escono i comunisti che fino a ieri ci additavano a esempio Cuba, la Cina, la Romania, l'Unione Sovietica, l'Albania..."; "Da noi ha vinto Don Camillo e non Peppone"; "Adesso riscoprono De Gasperi e Craxi, arrivano sempre in ritardo e magari fra dieci anni elogeranno Berlusconi". Sui diritti della persona, ha sciolto i propri cavalli di battaglia della droga; della famiglia "società naturale tra un uomo e una donna e non tra persone dello stesso sesso"; degli immigrati "...che vanno fatti diventare come noi" e che "...vanno bene quando lavorano nelle aziende, nelle famiglie , ma non possiamo ospitarne venti o trenta milioni e già ora nelle carceri sono loro la maggioranza"; dell'Afghanistan "...dove le donne le uccidono e per fortuna che ci sono i nostri alpini a difenderle"; della crisi economica che si vince con l'energia nucleare e le infrastrutture come la Tav e il ponte sullo Stretto; del rigassificatore di Rivara che, "...siccome io non sono Pecoraro Scanio, se è sicuro, se porta benessere al territorio e vantaggi ai comuni interessati, non vedo perché si debba dire di no"...
***
Ma Giovanardi non è solo un senatore di primo piano del PdL. E' soprattutto il riferimento di quanti vedono come il fumo negli occhi la coordinatrice provinciale del partito, Isabella Bertolini. Baruffe modenesi. Le stesse che, per consentire il recupero degli avversari della Bertolini e degli appartenenti al Circolo della libertà di Cinzia Borghi, esclusi dalle candidature locali, hanno prodotto la lista civica per le provinciali chiamata Modena prima di Tutto (quella dei "Tocca a Te" appiccicati ovunque, apparentata con Luca Ghelfi e guidata da Luca Davoli). Per i collegi di Carpi vi compaiono Massimo Barbi, Enrichetta Annovi ed Enzo Cacciatore: il primo rimasto fuori dalle candidature comunali, la seconda invece confermata dal PdL a Carpi, ma non al Consiglio provinciale e il terzo, noto chirurgo vascolare, al suo esordio in politica. La prova che "i raddrizzatori" - come vengono ormai definiti dal loro slogan elettorale "Raddrizziamo Modena" - intendono dare battaglia per la supremazia nel PdL modenese anche dopo il voto di giugno, è la decisione di aprire una sede in via Trento e Trieste. E' vero che si tratta di un androne, pronto a essere liberato: ma a Carpi il PdL della Bertolini non ha nemmeno quello.
***
Confrontata con i toni nient'affatto distesi di Giovanardi e con i travagli del PdL, la conferenza stampa su ambiente e paesaggio di Giliola Pivetti e Sergio Vascotto, manager che ha molto visto e viaggiato, con la collaborazione di Vanel Salati, di Ekoclub, è stata un sorso di aria fresca. Non fosse per l'ampio dispiego di fotografie che hanno mostrato come non basti un'oasi "La Francesa" per compensare l'assenza di una politica del paesaggio. E che c'è tanto da fare per restituire al plat pays, al territorio piatto ("...che per Jacques Brel era il Belgio, ma per noi sono le nostre campagne", ha sottolineato Pivetti) quel tanto di bellezza senza la quale non potranno mai funzionare né le fattorie aperte né le strade dei vini e dei sapori.
Le immagini che scorrevano hanno mostrato casotti trasformati in seconde case, depositi di attrezzi quasi sempre ricoperti di tettorie in amianto, pesanti guard rail da autostrada lungo canali che richiederebbero invece staccionate di legno, depositi di auto o di ferraglia in territorio agricolo. Passati in rassegna gli ormai famosi "parchi", massima espressione del verde statistico dell'assessore Mirco Arletti, e dopo essersi pronunciata per realizzarne uno vasto a est della stazione e per un grande "bosco della Valle" tra la media e la bassa pianura, Pivetti ha attaccato a fondo il progetto di Parco regionale del Secchia, accettato invece senza pensarci troppo su da Enrico Campedelli. Lo ha definito "un carrozzone complicato e costoso", che ha speso finora più di tre milioni di euro per tagliare la vegetazione golenale del fiume (secondo l'Ente Parco da sostituire con una autoctona, come se quella crescita spontaneamente non la fosse) e rasarne gli argini, con il risultato di esporli a pericolosi smottamenti e di disperderne la fauna. Il tutto, mentre si sono tralasciati problemi più urgenti come l'appiattimento dell'alveo, mai scavato e ripulito per ridare un letto al Secchia. L'alternativa proposta da Pivetti è l'idea di un corridoio ecologico lungo quanto il fiume, non irrigidito nella legislazione di un ente parco regionale, ma pensato come semplice sistema di norme di tutela.
***
La Lega Nord ha presentato la propria lista. Di sabato, nel dopo cena. E mentre in piazza si svolgeva un torneo di kick boxing che è poi la boxe in cui si possono anche tirar calci. Un nesso c'è: calci e pugni - metaforici, s'intende - ne ha dati tanti, Argio Alboresi, il capolista, per ottenere dagli alleati di centro destra di presentare un proprio candidato autonomo per palazzo Scacchetti. Tutto inutile: la Lega Nord di Carpi farà la portatrice d'acqua (l'espressione è dello stesso Alboresi) per il PdL e per Roberto Andreoli. Lo farà, tuttavia, con trenta nomi in lista, fra i quali spicca un gruppo "molto agguerrito", secondo Alboresi, che lo guida, composto da Euro Cattini, Enrico Gasparini Casari, Alfio Meli, Massimo Pollastri, Andrea Taschini, Vincenza Tufo, Elisa Forti e Federica Gualandi. "Valorizzeremo i nostri voti - ha promesso Alboresi - gli elettori debbono continuare ad aver fiducia in noi, conosciamo sia gli amici che i nemici". Tradotto, vuol dire che se anche ha dovuto sottomettersi alle ragioni della realpolitik, la Lega Nord andrà avanti in autonomia con il proprio programma, senza rispondere a nessuno. Le priorità indicate sono lo stop alla cementificazione, la riconversione al risparmio energetico dell'edilizia e dell'indotto artigianale che la alimenta, la preferenza alle ditte locali in caso di lavori pubblici, la valorizzazione dell'apparato comunale piuttosto che le consulenze, la modifica del welfare a favore degli Italiani disagiati, la chiusura del capitolo "nuove residenze" per gli extracomunitari.
***
Faceva molto Hyde Park, l'angolo londinese dove chiunque può salire su un piedistallo per esporre in pubblico le proprie ragioni, la manifestazione elettorale della Lista, con Deanna Guidi e Loris Vincenzi seduti davanti al Municipio. Era comunque bello vedere uno spicchio di democrazia diretta, dialogante con poche anime, nella cornice di un affollatissimo e indifferente sabato pomeriggio. Lei, la candidata Guidi, è andata all'attacco della scarsa informazione che circonda la sua lista, dei segnali di minore democrazia che questo rivela. E ha accusato l'Amministrazione di anteporre la compagnia di figure non sempre di specchiata virtù fiscale all'ascolto dei cittadini. Da Vincenzi è venuta invece una critica serrata al mondo delle immobiliari che "non hanno creduto vero di trovare, a Carpi, un'autentica età dell'oro".
***
A proposito di luoghi ad alta valenza simbolica: da dove poteva cominciare il tour ciclistico anti cementificazione di Lorenzo Paluan, candidato di Carpi a 5 Stelle e Rifondazione? Dall'ex Cremeria, naturalmente, tratto di campagna naturale inglobato dalla città, sacrificato per metà alle superiori ragioni del costruire e per l'altra metà trasformato in "parco arlettiano". Il viaggio è poi proseguito nell'area Peep di Cibeno che ospita il ben noto "parco matto"; nell'area a nord di Fossoli, dove sorgeranno 150 nuovi alloggi e nell'Oltreferrovia, che nei piani della Giunta dovrebbe ospitare la costruzione di una nuova Carpi. «L'ondata edilizia - ha detto, ricordando i tanti cartelli "vendesi" censiti lungo il percorso - risponde più a esigenze speculative che alle necessità della gente».
***
Fra tutte le critiche che gli sono piovute addosso, da destra e da sinistra, Campedelli ha scelto l'idea di Andreoli e Lega Nord di un "possibile accesso" delle auto in piazza Martiri per ribattere: "Finché sarò in carica come Sindaco di Carpi - ha dichiarato - non permetterò che la nostra piazza diventi un parcheggio". E ha rilanciato i suoi temi prediletti: centro storico da valorizzare sempre più con eventi culturali, piste ciclabili, trasporto pubblico. E il parcheggio interrato dietro le Poste.
Noi riteniamo che si possa semplificare la struttura dirigenziale del Comune, partendo dall’abolizione della figura del Direttore Generale, valorizzare le competenze interne agli uffici comunali riducendo gli incarichi dirigenziali extraorganico e ponendo un tetto alla loro retribuzione che non potrà superare il triplo della retribuzione minima di un dipendente comunale.Giliola Pivetti
I risparmi ottenuti, insieme con quelli previsti dalla ristrutturazione energetica del comune, andranno a finanziare il rafforzamento delle politiche sociali e le iniziative di sostegno alla creazione dei nuovi circuiti di economie innovative e solidali che illustriamo di seguito per aree di programma.
Dimezzamento dello stipendio del sindaco, eliminazione della figura del direttore generale comunale [...] riduzione delle consulenze esterne e degli assessori (da 8 a 6). [...] Il ricco stipendio del primo cittadino sarà dimezzato. Inoltre, la figura del direttore generale - continua la candidata a sindaco - che costa ben 140mila euro l’anno, non sarà riconfermata. Ridurremo anche le consulenze esterne, gli incarichi per il gabinetto del sindaco e gli stipendi dei dirigenti.
(gazzetta di modena del 25/04/2009)La Gazzetta di Modena del 25/4/2009 ha tralasciato una parte. Io non ho mai detto di diminuire lo stipendio dei dirigenti comunali, ma quello molto consistente dei dirigenti a contratto esterno. Infatti intendo valorizzare i dirigenti nel momento in cui affido loro uleriori responsabilità, abolendo la figura del Direttore Generale. I dirigenti a contratto esterno invece, se pur bravi, fanno pesare ipotetiche leggi di mercato che alzano il loro stipendio. Anche in questo caso, privilegerò giovani carpigiani di talento e meno quotati nelle loro richieste di compenso. (vedi commenti)
Generatore automatico di risposte della Giunta
Ricaricare la pagina per avere una risposta diversa.
News in rete
Cerca
I Blog dei Politici
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Il mio nuovo blog16 anni fa
-
www.simonetosi.it cambia sede16 anni fa
-
-
-
-
-
Mi presento17 anni fa
-
-
-
-
-
-
-
Altri blogs un po' litici
-
-
-
-
-
-
-
Auguri13 anni fa
-
Non pagare il debito14 anni fa
-
-
-




