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venerdì 29 aprile 2011
VIA DUOMO, 1.
Il generale sconfitto sedeva presso le fumanti rovine del suo regno, col volto atteggiato a dolore. D’un tratto, si rasserenò, e cominciò a ridere di cuore, senza che – almeno apparentemente – ci fosse ragione alcuna: specie per un uomo nelle sue condizioni. Con una certa circospezione, i più fidi luogotenenti gli chiesero allora cosa mai lo facesse ridere così. Ed egli rispose: “Non crediate che il dolore mi abbia sconvolto il cervello. No, non è il dolore che mi fa ridere, bensì la gioia. Ho pianto, prima, tutte le mie lacrime, seppure con la dignità che si conviene ad un generale sconfitto, seduto presso le fumanti rovine del suo regno. Sì, ho pianto sul passato, ma ora rido sul futuro. Perché, un giorno, anche l’impero di quelli che mi hanno sconfitto sarà distrutto ed annientato: come tutti gli imperi precedenti, nella storia del mondo. Così, si può ben dire che un impero vive della morte dell’altro: e l’impero che vince noi, oggi, sarà vinto e distrutto a sua volta. E’ solo questione di tempo. E a chi riesce – anche per un attimo solo – a porsi fuori del tempo, tutti i tempi sono presenti. Perciò, lasciatemi ridere: è la mia volta. Io vedo distrutti i nostri distruttori. E, anzi, già bisognerebbe piangere sulla sorte dei nostri vendicatori…”
(Giuliano Garuti, da un’idea di G. C., 29 aprile 2001)
(Fonte: www.carpiper.it)
Il generale sconfitto sedeva presso le fumanti rovine del suo regno, col volto atteggiato a dolore. D’un tratto, si rasserenò, e cominciò a ridere di cuore, senza che – almeno apparentemente – ci fosse ragione alcuna: specie per un uomo nelle sue condizioni. Con una certa circospezione, i più fidi luogotenenti gli chiesero allora cosa mai lo facesse ridere così. Ed egli rispose: “Non crediate che il dolore mi abbia sconvolto il cervello. No, non è il dolore che mi fa ridere, bensì la gioia. Ho pianto, prima, tutte le mie lacrime, seppure con la dignità che si conviene ad un generale sconfitto, seduto presso le fumanti rovine del suo regno. Sì, ho pianto sul passato, ma ora rido sul futuro. Perché, un giorno, anche l’impero di quelli che mi hanno sconfitto sarà distrutto ed annientato: come tutti gli imperi precedenti, nella storia del mondo. Così, si può ben dire che un impero vive della morte dell’altro: e l’impero che vince noi, oggi, sarà vinto e distrutto a sua volta. E’ solo questione di tempo. E a chi riesce – anche per un attimo solo – a porsi fuori del tempo, tutti i tempi sono presenti. Perciò, lasciatemi ridere: è la mia volta. Io vedo distrutti i nostri distruttori. E, anzi, già bisognerebbe piangere sulla sorte dei nostri vendicatori…”
(Giuliano Garuti, da un’idea di G. C., 29 aprile 2001)
(Fonte: www.carpiper.it)
venerdì 22 aprile 2011
ASTERISCHI (1).
Anno scolastico 98/99. Cinquecento allievi del quarto anno delle Superiori di Carpi compilano un questionario sui loro rapporti col mondo del volontariato. Solo oggi, i numeri della ricerca. Che evidenziano, che confermano la diffusa intolleranza dei giovani nei confronti degli extracomunitari: “… soggetti da allontanare, da emarginare, non da aiutare…” (Tu e gli Altri… Cosa ne pensi?)
Il prossimo 13 maggio, quei ragazzi voteranno. Per la sola Camera, tuttavia. Buon per l’Ulivo e per il Paese intero!
***
“(…) Assessorato alle pari opportunità è un’etichetta che appartiene ad una fase superata. Troveremo una versione più aggiornata: delega alle politiche di genere, al mainstreaming…” (Mariangela Bastico, noidonne, marzo 2001)
***
Il sindaco Malavasi presenta trionfalmente il bilancio preventivo per l’anno in corso (vedi anche l’opuscolo – a cura del Servizio Comunicazione – Città in Primo Piano). Feroce, impietosa, la replica di Giancarlo Palmieri (segretario del Ppi): “… questa scelta di corto respiro (…) porterà prima ad un progressivo impoverimento dei servizi e, alla fine, determinerà il collasso del sistema.” (Il Periodico, febbraio 2001)
Va da sé che uno dei due antagonisti non ha futuro politico. Forse, entrambi.
***
Carpiper, Ospiti. Rispondo (con franchezza) a Luisa e Oscar Gibertini. Le vostre osservazioni non mi stupiscono affatto, perché so bene quanto l’invettiva e il sarcasmo verso gli avversari smuovano, in chi legge, gradevoli sentimenti liberatori. I fogli di destra e di sinistra pullulano, in ugual misura, di chierici piccolo-borghesi che spruzzano veleno: è un modo d’esser “vivaci”, ma anche di esercitare pressioni all’interno di consorterie e di poteri ignoti al lettore. La vera “cattiveria” è merce rara: viene fuori quando l’argomento è così scottante da disattivare (quasi) la ragione. Chi cerca col lanternino pretesti per scatenarla, o, peggio ancora, chi la usa per fini reconditi, inconfessabili, è semplicemente immorale. Che mi si legga sorridendo e insieme masticando amaro: questa, la mia sola ambizione. Che mi si dica “cattivo” a prima vista, mentre cattiva è la realtà di cui parlo e che a me basta descrivere. Una siffatta cattiveria mi piace. Ma la stragrande maggioranza dei cattivi mi ripugna. Proverò, dunque, a essere un po’ più arrabbiato. In cambio, però, vi invito a diffidare dei catastrofisti, dei predicatori, degli aggressori di professione.
(Giuliano Garuti, 22 aprile 2001)
(Fonte: www.carpiper.it)
Anno scolastico 98/99. Cinquecento allievi del quarto anno delle Superiori di Carpi compilano un questionario sui loro rapporti col mondo del volontariato. Solo oggi, i numeri della ricerca. Che evidenziano, che confermano la diffusa intolleranza dei giovani nei confronti degli extracomunitari: “… soggetti da allontanare, da emarginare, non da aiutare…” (Tu e gli Altri… Cosa ne pensi?)
Il prossimo 13 maggio, quei ragazzi voteranno. Per la sola Camera, tuttavia. Buon per l’Ulivo e per il Paese intero!
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“(…) Assessorato alle pari opportunità è un’etichetta che appartiene ad una fase superata. Troveremo una versione più aggiornata: delega alle politiche di genere, al mainstreaming…” (Mariangela Bastico, noidonne, marzo 2001)
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Il sindaco Malavasi presenta trionfalmente il bilancio preventivo per l’anno in corso (vedi anche l’opuscolo – a cura del Servizio Comunicazione – Città in Primo Piano). Feroce, impietosa, la replica di Giancarlo Palmieri (segretario del Ppi): “… questa scelta di corto respiro (…) porterà prima ad un progressivo impoverimento dei servizi e, alla fine, determinerà il collasso del sistema.” (Il Periodico, febbraio 2001)
Va da sé che uno dei due antagonisti non ha futuro politico. Forse, entrambi.
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Carpiper, Ospiti. Rispondo (con franchezza) a Luisa e Oscar Gibertini. Le vostre osservazioni non mi stupiscono affatto, perché so bene quanto l’invettiva e il sarcasmo verso gli avversari smuovano, in chi legge, gradevoli sentimenti liberatori. I fogli di destra e di sinistra pullulano, in ugual misura, di chierici piccolo-borghesi che spruzzano veleno: è un modo d’esser “vivaci”, ma anche di esercitare pressioni all’interno di consorterie e di poteri ignoti al lettore. La vera “cattiveria” è merce rara: viene fuori quando l’argomento è così scottante da disattivare (quasi) la ragione. Chi cerca col lanternino pretesti per scatenarla, o, peggio ancora, chi la usa per fini reconditi, inconfessabili, è semplicemente immorale. Che mi si legga sorridendo e insieme masticando amaro: questa, la mia sola ambizione. Che mi si dica “cattivo” a prima vista, mentre cattiva è la realtà di cui parlo e che a me basta descrivere. Una siffatta cattiveria mi piace. Ma la stragrande maggioranza dei cattivi mi ripugna. Proverò, dunque, a essere un po’ più arrabbiato. In cambio, però, vi invito a diffidare dei catastrofisti, dei predicatori, degli aggressori di professione.
(Giuliano Garuti, 22 aprile 2001)
(Fonte: www.carpiper.it)
venerdì 15 aprile 2011
PAROLE IN LIBERTA’!
E’ un vulcano di idee. Quanto al Castello, “bisogna trovare soluzioni che lo rendano abitualmente sia luogo di ritrovo che di transito. Le due cose si tengono. Per renderlo punto di ritrovo è necessario allestire al suo interno luoghi tradizionalmente vocati a questo: ristoranti, bar, negozi. La zona ex-poste, la zona della ex-pretura, il torrione degli Spagnoli sono i più indicati per accogliere esercizi di questo tipo.” (Voce, 1° marzo 2000)
“Quanto alla piazza, è talmente grande che può restare piazza anche se ci verrà ricavata una corsia di traffico e di sosta.” (Voce, 25 settembre 2000)
Infine, occorre “… realizzare il parcheggio sotto la piazza, finalizzato a rivitalizzare il centro cittadino.” (Resto del Carlino, 2 aprile 2001)
Insomma, ogni sei mesi, Mario Lugli (i Democratici) ne spara una. Con nonchalance. Con altrettanta nonchalance, noi voltiamo pagina.
***
Pochi mesi fa, Carpiformazione si è trasformata in srl a maggioranza pubblica. Nella circostanza, l’assessore Alberto Allegretti dichiarava: “La nuova forma organizzativa è in grado di conseguire con efficacia lo svolgimento dell’attività di orientamento e formazione in ambito scolastico, post-scolastico, aziendale e per adulti, oltreché attività di ricerca divulgative e commerciali.” Il sindaco Demos Malavasi concludeva: “L’obiettivo è l’apertura ai privati, in forma singola o associata. Abbiamo compiuto il primo passo di questo processo.” (23 novembre 2000)
Consorzio Tecnoera, assestamento di bilancio: le previste (e già significative) perdite registrano un cospicuo incremento, tale da creare seri grattacapi al Comune di Carpi (socio di rilievo non secondario). Come ipotizzare, dunque, che un qualsivoglia privato investa in una società perennemente in rosso, tipicamente malgestita, incapace di darsi (nel tempo) una chiara politica di prodotto e di mercato, e il cui attuale supporto al settore tessile-abbigliamento viene giudicato (dagli operatori) “di basso profilo”?
(Giuliano Garuti, 15 aprile 2001)
(Fonte: www.carpiper.it)
E’ un vulcano di idee. Quanto al Castello, “bisogna trovare soluzioni che lo rendano abitualmente sia luogo di ritrovo che di transito. Le due cose si tengono. Per renderlo punto di ritrovo è necessario allestire al suo interno luoghi tradizionalmente vocati a questo: ristoranti, bar, negozi. La zona ex-poste, la zona della ex-pretura, il torrione degli Spagnoli sono i più indicati per accogliere esercizi di questo tipo.” (Voce, 1° marzo 2000)
“Quanto alla piazza, è talmente grande che può restare piazza anche se ci verrà ricavata una corsia di traffico e di sosta.” (Voce, 25 settembre 2000)
Infine, occorre “… realizzare il parcheggio sotto la piazza, finalizzato a rivitalizzare il centro cittadino.” (Resto del Carlino, 2 aprile 2001)
Insomma, ogni sei mesi, Mario Lugli (i Democratici) ne spara una. Con nonchalance. Con altrettanta nonchalance, noi voltiamo pagina.
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Pochi mesi fa, Carpiformazione si è trasformata in srl a maggioranza pubblica. Nella circostanza, l’assessore Alberto Allegretti dichiarava: “La nuova forma organizzativa è in grado di conseguire con efficacia lo svolgimento dell’attività di orientamento e formazione in ambito scolastico, post-scolastico, aziendale e per adulti, oltreché attività di ricerca divulgative e commerciali.” Il sindaco Demos Malavasi concludeva: “L’obiettivo è l’apertura ai privati, in forma singola o associata. Abbiamo compiuto il primo passo di questo processo.” (23 novembre 2000)
Consorzio Tecnoera, assestamento di bilancio: le previste (e già significative) perdite registrano un cospicuo incremento, tale da creare seri grattacapi al Comune di Carpi (socio di rilievo non secondario). Come ipotizzare, dunque, che un qualsivoglia privato investa in una società perennemente in rosso, tipicamente malgestita, incapace di darsi (nel tempo) una chiara politica di prodotto e di mercato, e il cui attuale supporto al settore tessile-abbigliamento viene giudicato (dagli operatori) “di basso profilo”?
(Giuliano Garuti, 15 aprile 2001)
(Fonte: www.carpiper.it)
venerdì 8 aprile 2011
APPELLO. “SALVIAMO LO STATO DI DIRITTO”.
E’ necessario battere col voto la cosiddetta Casa delle Libertà. Destra e sinistra non c’entrano: è in gioco la democrazia. Berlusconi ha dichiarato di voler riformare la prima parte della Costituzione, e cioè i valori fondamentali su cui poggia la Repubblica Italiana. Ha annunciato una legge che darebbe al Parlamento la facoltà di stabilire, ogni anno, la priorità dei reati da perseguire. Una tale legge subordinerebbe il potere giudiziario al potere politico, abbattendo così uno dei pilastri dello Stato di Diritto. Oltre a ciò, Berlusconi, già più volte condannato e indagato, in Italia e all’estero, per reati diversi, fra cui uno riguardante la mafia, insulta i giudici e cerca di delegittimarli in tutti i modi: un fatto che non ha riscontri al mondo. Ma siamo ancora un Paese civile? Chi pensa ai propri affari economici e ai propri vantaggi fiscali governa malissimo: nei sette mesi del 1994, il governo Berlusconi dette una prova disastrosa. Gli innumerevoli conflitti d’interesse creerebbero ostacoli tremendi a un suo governo: sia in Italia, sia, ancor di più, in Europa. Le grandiose opere pubbliche promesse dalla Casa delle Libertà dovrebbero essere finanziate, almeno in gran parte, col debito pubblico: la qual cosa ci condurrebbe fuori dall’Europa. A coloro che, delusi dal centrosinistra, pensano di non andare al voto, diciamo: chi si astiene vota Berlusconi. Una vittoria della Casa delle Libertà minerebbe le basi stesse della democrazia.
(Giuliano Garuti, in collaborazione con Diario, 8 aprile 2001)
(Fonte: www.carpiper.it)
E’ necessario battere col voto la cosiddetta Casa delle Libertà. Destra e sinistra non c’entrano: è in gioco la democrazia. Berlusconi ha dichiarato di voler riformare la prima parte della Costituzione, e cioè i valori fondamentali su cui poggia la Repubblica Italiana. Ha annunciato una legge che darebbe al Parlamento la facoltà di stabilire, ogni anno, la priorità dei reati da perseguire. Una tale legge subordinerebbe il potere giudiziario al potere politico, abbattendo così uno dei pilastri dello Stato di Diritto. Oltre a ciò, Berlusconi, già più volte condannato e indagato, in Italia e all’estero, per reati diversi, fra cui uno riguardante la mafia, insulta i giudici e cerca di delegittimarli in tutti i modi: un fatto che non ha riscontri al mondo. Ma siamo ancora un Paese civile? Chi pensa ai propri affari economici e ai propri vantaggi fiscali governa malissimo: nei sette mesi del 1994, il governo Berlusconi dette una prova disastrosa. Gli innumerevoli conflitti d’interesse creerebbero ostacoli tremendi a un suo governo: sia in Italia, sia, ancor di più, in Europa. Le grandiose opere pubbliche promesse dalla Casa delle Libertà dovrebbero essere finanziate, almeno in gran parte, col debito pubblico: la qual cosa ci condurrebbe fuori dall’Europa. A coloro che, delusi dal centrosinistra, pensano di non andare al voto, diciamo: chi si astiene vota Berlusconi. Una vittoria della Casa delle Libertà minerebbe le basi stesse della democrazia.
(Giuliano Garuti, in collaborazione con Diario, 8 aprile 2001)
(Fonte: www.carpiper.it)
venerdì 1 aprile 2011
VOLPONI.
In una memorabile intervista, “(…) quel volpone di Valler Cestelli, che dei popolari non è niente, ma che in effetti è e resta l’eminenza grigia – con della materia grigia – del mondo cattolico di sinistra in città e non solo” (Annalisa Bonaretti, Tempo, 15 giugno 2000), sentenziava: “Lo spostamento a destra c’è stato anche qui e i Ds perdono l’uno per cento a ogni elezione. L’elettorato storico invecchia e muore, e non c’è sostituzione. E se non ci fosse il collante delle cooperative e del voto di scambio che non ha alcun connotato ideale, ma solo di potere…” (Voce, 17 maggio 2000)
La pensa così Pierluigi Castagnetti, segretario nazionale del Ppi, fresco candidato del nostro collegio? Sono certo di no. Approfitti dunque della sua (gradita) presenza a Carpi per compiere due atti coraggiosi, ancorché doverosi: pensionare dirigenti in chiaro stato confusionale e scusarsi, in vece loro, con i circa ventimila diessini che – il 13 maggio – lealmente lo sosterranno.
***
Nella presente campagna elettorale, in ossequio al principio dell’alternanza, il coordinatore dell’Ulivo è Salvatore Donato: un giovane dabbene, con l’hobby della politica; leader di quei 92 (novantadue) concittadini che, alle Regionali del 2000, votarono Partito Repubblicano Italiano… recentemente approdato nella Casa delle Libertà!
***
“L’astenersi dalla votazione senza motivo sembra almeno peccato veniale, se il candidato buono ha un controcandidato meno idoneo. Può essere grave, qualora con l’astensione si favorisca l’elezione di un candidato cattivo, soprattutto in determinate circostanze politiche.
A un candidato cattivo si può dare il voto solo quando ciò sia necessario per evitare l’elezione di un candidato peggiore; però, con opportuna dichiarazione, si deve indicare, nel caso, il motivo di questo modo di agire. In via di eccezione, si potrebbe dare una volta il proprio voto anche a un candidato indegno per sfuggire uno svantaggio personale eccezionalmente grave.” (Eriberto Jone, Compendio di Teologia morale, Marietti, 1955)
(Fonte: carpiper.it)
venerdì 25 marzo 2011
SATYRICON.
13 marzo 2001: il duetto televisivo tra Daniele Luttazzi e Marco Travaglio sull’origine “incerta” delle fortune economiche del Cavaliere scatena le ire (e le querele) della Casa delle Libertà.
Suvvia: dove sta lo scoop? dove, lo scandalo? Con largo anticipo sulle polemiche attuali, il famoso foglio pedemontano La Padania – organo ufficiale della Lega Nord – così titolava alcuni articoli finemente cesellati:
Ø Soldi sporchi nei forzieri del Berlusca (2 luglio 1998);
Ø Silvio riciclava i soldi della mafia (7 luglio 1998);
Ø Così il Biscione si mise la coppola (10 luglio 1998);
Ø Parla meneghino, ma è di Palermo (22 luglio 1998);
Ø Le gesta di Lucky Berlusca (30 agosto 1998);
Ø Le sedici casseforti occulte (29 settembre 1998);
Ø La Fininvest è nata da Cosa Nostra (27 ottobre 1998);
Ø Un Biscione di miliardi in Svizzera (3 novembre 1998);
Ø Il piduista non ci fermerà (24 febbraio 1999);
Ø Berlusconi, metodi mafiosi (6 ottobre 1999).
Ebbene, un giornale così vivace, schietto e lungimirante viene escluso, da sempre, dalla nostra biblioteca comunale. Denuncio e protesto. Passi per il Times e per Le Monde (vittime illustri – assieme all’Osservatore Romano, al Secolo d’Italia, a Liberazione e alla Voce repubblicana – dei più recenti tagli al bilancio), ma, per favore, fateci almeno ridere: dateci La Padania!
(Fonte: carpiper.it)
NdR:
Per chi fosse interessato a quegli articoli, ormai introvabili, segnalo questo post di Alain De Carolis
venerdì 18 marzo 2011
ANAGRAMMI: GINNASTICA PER LA MENTE. Amo le lettere dell’alfabeto, perché duttili, servizievoli… e tuttavia capaci di improvvise, anarchiche combinazioni.
Il gioco è palese. Nessuno si adombri, dunque. I più seriosi, i più permalosi incolpino, casomai, i capricci della sorte: nomen omen, per dirla con gli antichi.
Consiglio comunale: ci son l’ugole in coma.
Roberto Andreoli (FI). Aborri le rotonde.
Enrichetta Annovi (FI). Reni: vanno chetàti!
Aldo Arbore (Ds). Adoro l’erba.
Massimo Barbi (FI). …ma brami Bossi.
Mauro Benincasa (Ds). Non usa cambiare.
Fabrizio Borghi (Ds). Z.B.? Brio? I, for Hagi!
Lorena Borsari (FI). Or risano l’erba
Enrico Campedelli (Ds). Comprende liceali.
Cinzia Caruso (Ds). … anzi, ci oscura!
Giampiero De Giacomi (FI). Carpi mi omaggiò idee.
Giuseppe Donatiello (Ds). Tiene più dello spago.
Cesare Galantini (Ds). Cala anni segreti.
Fabio Garagnani (Ds). A bingo, fai grana.
Luca Ghelfi (Ccd). Fu la CGIL, eh?!
Giuliana Gualdi (FI). Guidai la lingua.
Ercole Losi (Ds). Il core? Leso!
Ermanno Losi (Ds). Sì? No? Normale!
Mario Lugli (i Democratici). Muli: raglio.
Bianca Magnani (Ds). A!, mancan i bagni!
Demos Malavasi (Ds). Da Massimo: Vale!
Ada Menozzi (Ds). Da nozze? Mai!
Davide Milani (Ds). Vini, dadi… Male!
Simone Morelli (Ppi). Morì nel Molise.
Franco Pantaleoni (i Democratici). Non falcerò pianta.
Bruno Pompeo (i Democratici). Popone umbro.
Miria Ronchetti (Ds). I tramonti, chéri!
Giovanni Taurasi (Ds). Ti rinnova guai: sa!
Cristiano Terenziani (Ds). … e strinai nazi-cretino.
Leda Tirelli (An). Ridille l’età!
Simone Tosi (Ds). Sintesi: omo.
venerdì 11 marzo 2011
NESSUNO UGUALE.
Il mancato dibattito al liceo “M. Fanti” sul tema dell’omosessualità giovanile approda inevitabilmente nell’aula consiliare. Leda Tirelli (An) “… mi appello a chi, diversi anni fa, ha applicato e messo in atto la legge del permissivismo, che ha legalizzato il non legale; a chi ha divulgato trasgressione, cattiveria, malcontento, stravolto i valori del giusto e il limite ad ogni forma di pudore, regalando ai giovani la sete di nuove sensazioni che vanno ben oltre il lecito, immettendo nelle loro menti confusione fra buono e cattivo, umano e disumano, permesso e non permesso. I sentimenti non esistono più, il tutto è sempre più superficiale.
Abbiamo una gioventù che al primo no o alla prima difficoltà va in crisi. La fragilità dei giovani di oggi è il risultato di un insegnamento sbagliato o indebolito, di un’informazione eccessiva: soprattutto sbandierando senza remore fatti di cronaca che sarebbe meglio nascondere o mitigare. I ragazzi ci si vedono e purtroppo provano. Il risultato lo vedono tutti. Bisogna parlare meno di sesso e di diversità. Il sesso di oggi è sinonimo di vizio, non di amore e di unione tra persone che stanno bene insieme.
Se il preside, con la sua decisione, ha inteso sminuire l’abusivismo d’informazione per il bene degli alunni, ritengo che l’azione fatta sia più che apprezzabile. E ben venga il ritorno alla riflessione e alla discrezione di fatti che, a mio parere, sono solo personali.”
Il giorno prima, in relazione alla stessa vicenda, il consigliere regionale Enrico Aimi (An) aveva dichiarato: “… si avverte tra la gente un bisogno crescente di valori forti: gli unici in grado di aiutare l’adolescente a diventare un vero Uomo. Nel ribadire sempre e comunque il rispetto della persona, non pare che la sodomia sia un valore o un modello cui la scuola debba o possa dedicare tempo prezioso, necessario invece alla formazione: non solo della futura classe dirigente, ma anche dei futuri genitori.” (Gazzetta di Carpi, 1 marzo 2001)
§ Parlare meno di diversità?!
§ Sesso, sinonimo di vizio?!
§ Abusivismo d’informazione?!
§ Diventare un vero Uomo?!
§ Sodomia, in luogo di omosessualità?!
venerdì 4 marzo 2011
TEATRO DI CORTE.
Nata nell’autunno del 1999, l’Associazione culturale (senza fini di lucro) Teatro di Corte si proponeva, tra l’altro, di dialogare con un pubblico colto e sensibile che, nel panorama corrente, non trovava risposte a talune istanze meno effimere, meno convenzionali; di tenere viva la memoria di quanti (nelle arti, nelle lettere, nelle scienze) hanno arricchito la comunità carpigiana, senza riceverne un adeguato riconoscimento pubblico; di valorizzare un’attività di laboratorio teatrale improntata al recupero di lavori inediti o desueti, con la ripresa di apparati scenografici, coreografici e musicali relativi ad un’epoca ben definita; di rappresentare un punto di riferimento, un’occasione d’incontro, un veicolo di promozione per gli artisti della nostra città.
Finalità ambiziose, come si può constatare; impegnativi, i programmi immaginati per conseguirle. Era dunque lecito dubitare. Ma, nel corso del 2000, il Teatro di Corte ha onorato il Prof. Ottorino Savani con una memorabile lettura-concerto (tra gli artisti: Gian Paolo Ferrari, Carlo Guaitoli e Stefano Pagliani); ha allestito un raffinato “Don Giovanni”; ha riproposto il lied romantico e la mélodie francese; ha portato le pochades nei Circoli associativi; ha patrocinato la “Bottega di Pittura”, promovendone la collettiva, curandone il catalogo; ha salutato il millennio con una performance culturale d’indubbia originalità…
Chi ha creduto ed investito nel progetto difficilmente potrà dirsi deluso.
Ma non è tutto: mentre l’Amministrazione taglia, il Teatro di Corte raddoppia. Eccone, infatti, l’ampia offerta per l’anno 2001.
· Diffusione di una rarità bibliografica d’interesse locale.
· “Vostro Onore!” (quattro pochades da Guy de Maupassant). Laboratorio Teatro di Corte. Regia di Paolo Dall’Olio.
· Premio “Alberto Ricchetti”. Concorso riservato alle classi del biennio delle scuole superiori di Carpi.
· Marìka Benatti in concerto. Canti e musiche d’ispirazione popolare.
· “La Mandragola”. Laboratorio Teatro di Corte. Regia di Paolo Dall’Olio.
· Serata in memoria del Prof. Giacomo Beltrami (1925 – 1986).
· Festival di Musica da Camera. Prima edizione.
· “Poesia in Musica”. Seconda edizione.
· Presentazione di un documento inedito (Antonio Tonelli, Teoria musicale ordinata alla moderna pratica. Manoscritto del XVII secolo, con tavole illustrative, correzioni ed integrazioni autografe).
· Brevi “pièces”, quasi una forma di “teatro da camera” (da Alfred de Musset, Georges Courteline, Eugène Ionesco).
· Collettiva della “Bottega di Pittura”. Seconda Edizione.
· Maratona di letture, recite, musiche. Nottata 31 dicembre 2001 – 1° gennaio 2002. Terza edizione.
Caspita! Di questo passo, sarà presto il Comune di Carpi – e non il Teatro di Corte, come ora avviene – a chiedere una collaborazione, ad appellarsi al principio di sussidiarietà…
(Fonte: carpiper.it)
venerdì 25 febbraio 2011
LES JEUX SONT FAITS.
Enti e Organismi hanno proceduto alle rispettive designazioni. La Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi presenta dunque il proprio Consiglio d’Indirizzo, cui compete definire programmi, priorità e obiettivi di lavoro in settori che il nuovo statuto vuole preminenti: ricerca scientifica, istruzione e formazione, arte e conservazione del patrimonio artistico, valorizzazione delle attività e dei beni culturali e ambientali, sanità, assistenza alle categorie sociali deboli.
Segni distintivi degli eletti:
v quindici uomini, quattro donne;
v dodici cattolici, quattro diessini, due socialdemocratici, un laico;
v nutrito, il pacchetto di dirigenti, manager, consulenti, programmatori (nove, complessivamente). Due, i commercialisti; altrettanti, i primari ospedalieri. Un imprenditore, un ingegnere, un docente dell’osservatorio geofisico, un notaio, un avvocato e una preside in pensione completano la rosa;
v taluni si sono candidati alle ultime elezioni amministrative. Con risultati disastrosi, per vero dire: Rubes Bonatti (Sdi) ha raccolto quindici preferenze, Gaetano Zanoli (Sdi) cinque, Silvio Pederzoli (Ccd) cinque, Adamo Neri (Ppi) diciassette.
Les jeux sont faits. Ma – si sa – il paese è piccolo e la gente mormora :
v sempre attuale, la logica gattopardesca: cambiare tutto per non cambiare niente;
v performance delle lobby, che conquistano il riconoscimento istituzionale;
v il sottile intreccio di molte nomine induce a sospettare un’abile regia;
v prorompe sulla scena cittadina un nuovo interlocutore “politico”: il vescovo;
v va indebolendosi il peso della democrazia rappresentativa;
v le Pari Opportunità restano una categoria dello spirito;
v la cultura laica viene relegata ad un ruolo marginale;
v si ignorano artisti e intellettuali d’indiscussa autorevolezza.
Com’è ovvio, relata refero.(Fonte: carpiper.it)
venerdì 18 febbraio 2011
NEOLOGISMI E CASTRONERIE (PRIMA PARTE).
Colti/e al volo in Consiglio comunale:
“auspicandoci”, Giuliana Gualdi (FI);
“faccio una brevissima soffermazione”, Giuseppe Donatiello (Ds);
“occorre anche una tempificazione”, Franco Pantaleoni (i Democratici);
“il bilancio non può essere discinto dalla realtà più generale”, Massimo Valentini (Prc);
“gli ebrei, i palestinesi… i kosòvi”, Leda Tirelli (An);
“bisogna tenere un atteggiamento anguillesco” Mario Lugli (i Democratici);
“mi trovo completamente sdraiato sulle sue posizioni”, Giovanni Taurasi (Ds);
“la colpa non è da amputare alla Polizia”, Leda Tirelli (An);
“l’estendimento della rete fognaria”, Demos Malavasi ;
“l’interesse va lentamente sciamando”, Enrico Campedelli (Ds);
“si tratta di una sepoltura temporale”, Bruno Pompeo (i Democratici);
“la condivisione del bilancio con la città è un punto prolifico”, Enrico Campedelli (Ds).
(Fonte: carpiper.it)
Colti/e al volo in Consiglio comunale:
“auspicandoci”, Giuliana Gualdi (FI);
“faccio una brevissima soffermazione”, Giuseppe Donatiello (Ds);
“occorre anche una tempificazione”, Franco Pantaleoni (i Democratici);
“il bilancio non può essere discinto dalla realtà più generale”, Massimo Valentini (Prc);
“gli ebrei, i palestinesi… i kosòvi”, Leda Tirelli (An);
“bisogna tenere un atteggiamento anguillesco” Mario Lugli (i Democratici);
“mi trovo completamente sdraiato sulle sue posizioni”, Giovanni Taurasi (Ds);
“la colpa non è da amputare alla Polizia”, Leda Tirelli (An);
“l’estendimento della rete fognaria”, Demos Malavasi ;
“l’interesse va lentamente sciamando”, Enrico Campedelli (Ds);
“si tratta di una sepoltura temporale”, Bruno Pompeo (i Democratici);
“la condivisione del bilancio con la città è un punto prolifico”, Enrico Campedelli (Ds).
(Fonte: carpiper.it)
lunedì 14 febbraio 2011
LA BANCA DEL SEME (PRIMA PARTE). La televisione, il cinema, il teatro, gli amici, la pizza… E così avviene che nessuno, ma proprio nessuno, pensi di assistere, il giovedì sera, ai lavori del Consiglio comunale. E sbaglia. Anche considerando che l’ingresso è gratuito, lo spettacolo merita almeno una segnalazione. Gli sbadigli sono garantiti, è vero; ma, con un po’ di fortuna, non mancano le probabilità di imbattersi in gustosi siparietti, vuoti sproloqui, sonore castronerie, deliziose amenità. Eccone un campionario.
8 luglio 1999. Leda Tirelli (An): “… e poi occorre stare attenti con gli extracomunitari, perché portano tante malattie!”
16 settembre 1999. Leda Tirelli (An): “Il mio cassonetto dei rifiuti è sempre pieno, perché lo usa il mio vis-à-vis.”
Più oltre, la stessa: “Gli imprenditori creano ricchezza; ma non per loro, perché investono: così le fabbriche crescono, aumentano…” Prontamente, Giuseppe Donatiello (Ds), alludendo alla Frarica: “… e si trasferiscono!”
30 settembre 1999. Leda Tirelli (An): “Vorrei sapere come fanno i turisti a venire (in piazza) a Carpi, se non si costruiscono i parcheggi promessi…” Immediata, la soluzione del sindaco Malavasi: “Cercano un posto in viale Carducci, poi vengono a piedi!”
11 novembre 1999. Leda Tirelli (An): “Ci sono etnie inclini per tradizione, che hanno nel sangue l’istinto di essere dei poco di buono…” Alle repentine, veementi accuse di razzismo, la signora replica: “Voglio precisare che mi riferivo solo agli Albanesi.” E, poco dopo: “No, io non sono per niente razzista; infatti, ho avuto a servizio anche persone di colore.” A conclusione del dibattito, Enrico Campedelli (Ds) sbotta: “Non sono soltanto gli extracomunitari a delinquere! Nella rapina avvenuta la settimana scorsa a Modena, quando il gioielliere ha sparato, il rapinatore morto era… napoletano!”
18 novembre 1999. Massimo Valentini (Prc), romanticamente: “La piazza vuota ?! Ma cosa c’è di più bello che sentire il rimbombo dei propri passi sul selciato della piazza deserta, di notte?”
1° dicembre 1999. Leda Tirelli (An): “Io considero l’Amministrazione un po’ come la banca del seme: tenete tutto congelato; poi, quando c’è bisogno d’uno sfogo, lo tirate fuori.”
Più tardi, discutendo di imposte comunali, Giampiero De Giacomi (FI), rivolto ai diessini: “Voi, con i vostri carri armati sovietici, schiacciate i cittadini…” Alla dichiarazione di voto, Enrico Campedelli (Ds), raccogliendo l’ardita metafora: “I carristi sovietici votano a favore.”
9 dicembre 1999. Forza Italia chiede la sfiducia nei confronti di Mauro Benincasa (Ds), Presidente del Consiglio comunale. Per la difesa, interviene Giuseppe Donatiello (Ds), con appassionato eloquio: “Non riscontro né eventus damni, né consilium fraudis. Pertanto, secondo il mio modus vivendi…”
(Fonte: CarpiPer.it)
INTERROGAZIONI, CHE PASSIONE! (PRIMA PARTE).
17 gennaio 2000. Enrichetta Annovi (FI) segnala “…la continua, e non soltanto occasionale, presenza di padri all’interno dello spogliatoio delle donne presso la piscina Comunale di Carpi con il pretesto di aiutare le proprie figlie ad asciugarsi i cappelli” (sic!, n.d.r.).
28 febbraio 2000. Lorena Borsari (FI) prende atto “con sconcerto che il servizio manutenzione del verde del Comune di Carpi ha nel recente passato (…) tagliato l’albero in Via Verdi al civico n. 4 e mai rimpiazzato, nonostante quello malato e da abbattere, che i residenti segnalarono all’ufficio il quale assicurò di intervenire, fosse invece al civico n. 10…”
4 ottobre 2000. Giuseppe Donatiello (Ds) chiede al sindaco se sia al corrente che “… i treni vengono segnalati su un binario e arrivano o partono su un altro binario…” e che “… si segnala l’arrivo o la partenza di un pendolino e invece si tratta di un intercity.”
(Fonte: CarpiPer.it)
venerdì 28 gennaio 2011
E’ LA STAMPA, BELLEZZA… (PRIMA PARTE). Giuliana Gualdi (FI) “…scrive gli interventi alle 4 di mattino, alle 6 meno un quarto li legge a suo marito, poi si prepara per andare in fabbrica…” (Tempo, 4 novembre 1999)
Luca Ghelfi (Ccd): “Sono un accanito lettore di quotidiani, non di libri. E’ grazie alla lettura che ricordo vivamente un sacco di cose; sono nato nel 1969, ma la politica italiana la conosco tutta perché l’ho letta tutta.” (Tempo, 12 ottobre 2000)
Leda Tirelli (An) è stata derubata: “In una stazione come Modena (notoriamente a rischio) nell’ora di punta non c’era nessuno a sorvegliare la difficile situazione del via vai multietnico. (…) A noi cittadini non rimane altro che l’autodifesa; a volte camuffandoci da barboni o sciatti cittadini, per assumere sembianze poco appetibili dimenticando lo stile innato dell’italiano di presentarsi ordinato, pulito ed elegante, cosa che tutto il mondo ci ha sempre invidiato.” (Voce, 22 novembre 2000)(Fonte: CarpiPer.it)
venerdì 21 gennaio 2011
I PANNI IN ARNO. Consiglio comunale del 14 dicembre 2000. L’ordine del giorno prevede, tra l’altro, l’approvazione delle seguenti delibere di Giunta: “Costituzione dell’Agenzia per la Mobilità e il Trasporto Pubblico Locali” e “Trasformazione del Consorzio ATCM in Società per Azioni”.Data l’importanza dei temi in oggetto, Enrichetta Annovi (FI) ha diligentemente predisposto un testo scritto, che legge – pari pari – in aula. Accorpando entrambe le questioni, così essa manifesta il proprio pensiero: “Mi allaccio alla costituzione dell’Agenzia per la Mobilità e il Trasporto Pubblico Locale. Mi sembra che vi stiate inventando una Agenzia e non si capisce bene (o forse ancora non lo capite bene neppure voi) in cosa consisterà; e come verrà costituita questa Agenzia. Correggetemi se sbaglio, che sia anomalo che all’interno di una S.P.A. si vada a costituire un altro organo; con poteri gestionali. Questo è veramente volersi arrampicare sugli specchi e ora vi spiego: se abbiamo una S.P.A. dove viene conferito un patrimonio (che verra valutato con i canoni dei tribunale, le perizie ecc. e poi si costituisce una Agenzia, questa, appalta la gestione del servizio, i beni che sono dell’ S.P.A. L’Agenzia per avere un guadagno, cioè per non rimetterci, su cosa si avvale? Sui biglietti venduti, ma l’unico vero mezzo che ha per poter sopra vivere come Agenzia è riguardare i contratti dei lavoratori in questo caso i conducenti dei mezzi, la riduzione del personale oppure su questi dipendenti, incrementare l’orario di lavoro. Ditemi, ora voi, quale altro mezzo ha chi vincerà la gara, che farà l’Agenzia, per appartare il servizio. Mi sembra inoltre di capire che neppure gli addetti ai lavori di questa Agenzia abbiamo le idee molto chiare.”Premesso che, se andasse a “sciacquare i panni in Arno”, Enrichetta Annovi inquinerebbe irrimediabilmente le acque di quel fiume, resta una domanda: cosa diavolo ha voluto dire?
(Fonte: PerCarpi.it)
venerdì 14 gennaio 2011
(Fonte: PerCarpi.it)FACITE AMMUINA. Ho una naturale simpatia per Monica Borsari. Senza disponibilità finanziarie, senza una struttura organizzativa, abbandonata alla propria sorte dal suo stesso partito (i Democratici) e dai colleghi di Giunta, l’assessore deve quotidianamente inventarsi qualcosa: telefonare, contattare, organizzare, tradurre, scrivere e spedire lettere, “navigare” in internet… Deve, insomma, fare “ammuina”.L’art. 27 del “Regolamento da impiegare a bordo dei legni e dei bastimenti della Real Marina” (1841), così recita: “All’ordine FACITE AMMUINA: tutti chilli che stanno a prora vann’a poppa e chilli che stann’a poppa vann’a prora; chilli che stann’a dritta vann’a sinistra e chilli che stanno a sinistra vann’a dritta; tutti chilli che stanno abbascio vann’ncoppa e chilli che stanno ‘ncoppa vann’abbascio, passan’tutti p’o stesso pertuso; chi nun tiene nient’a ffà, s’aremeni a ‘ccà e a ‘llà. N.B.: da usare in occasione di visite a bordo delle Alte Autorità del Regno.”
venerdì 7 gennaio 2011
PIU' VOTI CHE VOTANTI. Fino a ieri, chi aveva l’avvocato più bravo, evitava la forca, o accumulava miliardi violando l’antitrust. Oggi – mi si passi la boutade – diventa Presidente degli Stati Uniti. Questo, in buona sostanza, insegnano le recenti elezioni americane. Ridotte a caso giudiziario, i mezzi di comunicazione hanno presto accantonato gli esperti politici e rispolverato quelli legali; i giudici sono stati chiamati – molto controvoglia – a scrivere la storia del Paese; i tribunali sono stati ingolfati di ricorsi…Colto in contropiede, sull’orlo di una crisi di nervi, il più collaudato sistema democratico del mondo ha così rasentato l’implosione.Per quale motivo mai? Il più banale, diremmo noi. In breve: la miscela maggioritario-federalismo ha reso decisivi i voti della Florida. In ragione di un esito incerto, di uno scarto minimo, il presunto sconfitto ne ha richiesto la “verifica”, rompendo in tal modo quel “patto di fiducia tra le parti” che sta alla base di ogni ordinamento anglosassone.Apriti cielo! Cade un “tacito principio”, inizia la battaglia di cui sopra. E dunque: ai nostri amici d’Oltreoceano non interessa tanto sapere chi ha effettivamente ottenuto i maggiori consensi, quanto piuttosto chi viene dichiarato vincitore. Ovverosia: è risaputo che tutte le consultazioni recano in sé irregolarità e furbizie, ma esse fanno parte del gioco, non inficiano il risultato finale. I vermi ci sono, ma, se la pietra che li cela non viene rimossa, non esistono!Naturalmente, una siffatta morale – elastica, per vero dire – ha limiti invalicabili. Guai, ad esempio, se si accertassero voti fantasma: il seggio verrebbe cassato d’ufficio, senza possibilità d’appello.Veniamo ora ai fatti di casa nostra.Interrogata in merito ad una ventina di “incongruenze” verificatesi nel corso delle amministrative del 1999, l’assessore Monica Borsari dichiarava ufficialmente: “… nelle consultazioni del 13 giugno, nonostante il consueto impegno dell’Ufficio elettorale nell’organizzare una giornata di formazione per i componenti dei seggi e nonostante si fosse proceduto alla distribuzione di materiale informativo contenente le istruzioni ministeriali, si sono verificati disguidi e difficoltà di carattere meramente organizzativo dovuti a ritardi da parte dell’apparato centrale. (…) Nei fatti, le istruzioni ministeriali aggiornate sono giunte dalla Prefettura soltanto poche ore prima dell’insediamento dei seggi. Le buste sigillate contenenti il materiale da inoltrare ai seggi sono giunte in ritardo, quando i seggi erano già insediati. Inoltre, le medesime istruzioni ministeriali si sono verificate in alcuni casi inesatte, in particolare per quanto concerne le tabelle relative all’assegnazione dei voti di preferenza. Alla richiesta di delucidazioni, la stessa Prefettura si è trovata in difficoltà a trasmettere disposizioni che chiarissero quanto indicato nei verbali…”Insomma, la solita babele, con qualche superficialità in più…Nessun accenno alle sezioni 44 e 51, che pure lo meritavano. Si verifica qui, infatti, uno dei rari casi che gli Stati Uniti – come si diceva – non perdonano: la somma delle schede votate supera il numero dei votanti!I due episodi sono attestati dall’Ufficio Centrale. Mi limito a segnalarli, come doveroso. Dopodiché, mi chiedo: congelando, eliminando i seggi “incriminati”, vi sarebbero state ricadute sulla composizione del Consiglio comunale? In termini numerici complessivi, no. In quanto alle singole preferenze, sì: con alcune varianti significative.Giampiero De Giacomi, ad esempio, non sarebbe entrato a Palazzo Scacchetti. A tutto beneficio di Attilio Po, il quale, con un doppio balzo in avanti, avrebbe relegato Giuliana Gualdi in coda al drappello di Forza Italia.Analogamente, Mirella Calzolari (Ds) avrebbe preso il posto di Simone Tosi; mentre Aldo Arbore, terzo dei non eletti (e preceduto anche da Eola Palazzoni), sarebbe tuttora in lista d’attesa.Come si vede, minuscole tessere compongono il mosaico di una democrazia compiuta; ciascuna di esse è unica, preziosa, insostituibile.Tra poco, si vota di nuovo. Al di là della retorica di circostanza, possiamo sperare che le istituzioni aumentino il loro tasso di efficienza? Possiamo pretendere di essere tutelati da grossolani errori, da manifeste incapacità?I mezzi non mancano. A cominciare dal seguente dispositivo: “Presso la cancelleria di ciascuna Corte d’Appello è stato istituito, a seguito dell’entrata in vigore della legge 21 marzo 1990 n. 53, l’albo delle persone idonee all’ufficio di presidente del seggio elettorale. (…) Il Presidente della Corte d’Appello, nel mese di gennaio di ogni anno, dispone la cancellazione dall’albo (…) di coloro che, sulla base di segnalazione dei presidenti degli uffici immediatamente sovrastanti agli uffici elettorali di sezione e comunque denominati (cfr. si tratta del seggio centrale), si sono resi responsabili di gravi inadempienze.”
(Fonte: CarpiPer.it)
venerdì 31 dicembre 2010
(Fonte: CarpiPer.it)CERTO, CERTISSIMO, ANZI… PROBABILE. “Porta Carpi a Roma”, il meritorio appello di Voce, stenta a decollare, evidenziando il sostanziale disimpegno della società civile e l’assordante silenzio dei militanti di sinistra.Questi ultimi, in particolare, sembrano attenersi agli ordini di scuderia che, nella fattispecie, non prevedono battaglie contro i mulini a vento: da mesi, infatti, il nome dell’on. Pierluigi Castagnetti (Ppi) è ancorato al nostro collegio elettorale. Evitare i mugugni, prego: a suo tempo, con comodo, si chiariranno tutti gli interrogativi, tutte le perplessità. I buoni concittadini capiranno e disciplinatamente voteranno: domani come ieri… finché la corda tiene.Una leggenda metropolitana vuole che la presente calma piatta favorisca le grandi manovre tra i colonnelli della Quercia. Obiettivo: 2004, la poltrona di sindaco! Già si delineano le prime alleanze, le prime cordate: Ruoli-Bergianti, Pivetti-Cigarini, Michelini-Malavasi…Allo stato attuale, il convento non passa altro. Troppo poco, in relazione alle direttive dei piani alti (certe, certissime, anzi… probabili) che vogliono a Carpi “… una personalità di sicura – ma non acclamata – fede diessina; esperta, colta, accattivante; capace di unire (quasi) tutta la sinistra (…) e di dialogare contemporaneamente coi moderati di Forza Italia, al fine di contenerne la più che sicura ascesa…”Questo, l’ancor pallido (ma già significativo) identikit del candidato sindaco. Ciascuno di noi se lo imprima bene nella mente e cominci a guardarsi intorno: la caccia è aperta.Va da sé che si possono battere anche strade più rapide, più radicali. Auspicando, in merito, un massiccio concorso di idee, segnaliamo volentieri i primi suggerimenti.
La pagliuzza più corta. “A tutti gli elettori del centrosinistra che si registrino come tali viene consegnata una busta chiusa. Contiene una pagliuzza. Chi trova la più corta è candidato sindaco: un raro esempio di democrazia diretta. Sede del gran consesso: via Paolo Guaitoli, 31/A (campo neutro, spazioso, solitamente deserto). P.S.: occhio alle combines!”L’idea non spiace. Bisognerà comunque cercare uno sponsor che paghi le pagliuzze…
La seduta spiritica. “… l’arguto escamotage consentirebbe ai Ds locali di presentare un candidato senza motivarne le ragioni: esattamente come avvenne nel 1995 e nel 1999.”C’è un pericolo, tuttavia: con tale metodo, possono tornare alla ribalta ingombranti personaggi del passato…
L’aiuto dei famosi privati. “Con una regolare, trasparentissima gara d’appalto (la medesima che sovrintende alle opere pubbliche), un collaudato pool di aziende, istituti di credito, ecc. decide chi sarà il prossimo sindaco e se ne assicura la gestione esclusiva per dieci anni. Poi, lo cede all’Amministrazione: a costo zero.”L’uovo di Colombo, si dirà. Ma perché mi pervade una sottile inquietudine, una fastidiosa sensazione di “dejà vu”?
Farne un evento. “Come consigliano i più avveduti studi di pubbliche relazioni, è bene che la presentazione del candidato sia legata ad un’occasione speciale per la città. Quale migliore soluzione, dunque, che affidarsi al vincitore della maratona di Carpi? Un tripudio di folla lo acclamerebbe al culmine della popolarità.”Un’unica controindicazione: le variegate forze del centrosinistra nostrano saranno compatte nel sostenere un leader presumibilmente keniota?
venerdì 24 dicembre 2010
SINE IRA ET STUDIO. E’ appena uscito il 2° volume (“integrazioni e aggiornamenti”) del Dizionario biografico dei Carpigiani del Novecento. Ne sono autori prestigiose firme locali: Mario Pecoraro e Gianfranco Imbeni. Attesa con ansia, l’opera andrà meritatamente a ruba: per l’oculata scelta dei nostri concittadini più autorevoli, per la dovizia di particolari che documentano le loro vite.
Lo stile è conciso, la scrittura brillante: nessuna concessione alla retorica, ai luoghi comuni, agli incensamenti, alle superficialità. A riprova di ciò, segnaliamo (e volentieri commentiamo) alcuni passaggi significativi.
In qualità di assessore all’urbanistica, Mauro Benincasa, “ha avuto il merito (…) della chiusura, dopo un quindicennio, dell’assurda buca di via Catellani.”
In pole position per le amministrative del 2004.
Gian Paolo Ferrari “si è laureato in lettere con una tesi poderosa (due volumi di complessive 568 pagine).”
Per molto tempo, si è coricato presto la sera
“Uomo mite e modesto quant’altri mai”, Silvano Fontanesi, “vincendo l’iniziale ritrosia, si è affacciato sul proscenio della politica locale, presentandosi alle elezioni amministrative nelle liste del partito popolare italiano, con un discreto successo personale.”Ho controllato: 16 (sedici) preferenze!
Nel 1947, a Genova, Cesare Paltrinieri “ha conquistato il titolo di campione della staffetta 4x100 terza serie…”We are the champion…
Lina Marchi, la madre di Pier Luigi Salinaro, è “venuta alla luce a Migliarina, nella casa che fu di Ciro Menotti…”Domus aurea!
Grazie al “ruolo propulsivo” del preside Elia Taraborrelli, oggi il liceo “Fanti” partecipa a “rilevanti progetti internazionali, alcuni dei quali su scala planetaria come il Progetto Globe coordinato dalla Nasa…”“Houston, abbiamo un problema…”
Giovanni Taurasi “è un giovane di belle speranze, destinato alla carriera universitaria.”Nel frattempo, non sarebbe sgradita una cattedra alle medie.
Giuseppe Tibis “è uno dei pochi magistrati ad aver indagato uomini appartenenti a tutti gli schieramenti politici. Ha condotto con grande professionalità e sine ira et studio importanti inchieste...”Sanctus iudex, Cic.
Orazio Vignoli: “Ho rappresentato – sottolinea con forza – l’unica vera opposizione in Consiglio comunale. Prova ne sia che in quattro anni è stato approvato il 90 per cento delle mozioni da me presentate.”Ingrati, gli elettori hanno deciso di pensionarlo alla prima occasione.
Giuliano Albarani “è un giovane intellettuale di sinistra (…) destinato a contare in fieri.”Visto che “sa anche scrivere”, non gli resta che esercitarsi a leggere (in fieri, naturalmente).
Aldo Bianchi, professore di violino, direttore del “Tonelli”, “ha partecipato a concerti e attività operistica in Italia, Svizzera e Lussemburgo, collaborando a trasmissioni televisive in Eurovisione e Mondovisione…”Ostia!
Alfredo Bulgarelli “è stato l’ideatore, verso la fine degli anni Settanta, della Stalla Progresso di Migliarina…”Spasibo, tovàristc’!
Romano Campagnoli “è noto in città anche per essere uno dei pochi buddisti.”Om Mani Padme Hum (“Salute al Gioiello del Loto”)
Cesare Cremonini, attore. “… ha fatto qualche provino per il teatro e molti doppiaggi per filmati pubblicitari. Due anni or sono, durante una selezione a Cinecittà, è stato scelto per interpretare il ruolo di un sottufficiale di polizia in un film di Anthony Minghella.”Per aspera ad astra.
Fontana Mario – Pignatti Alfonso, “titolari del Gruppo Fontana-Pignatti…”Merci, Monsieur de La Palisse.
venerdì 17 dicembre 2010
LA RESA DEI CONTI. Dunque, è ufficiale: i debiti dei Ds ammontano a 580 miliardi (48 dei quali a carico della Federazione Provinciale). Detto, per inciso, che Il Sole 24 Ore li valuta superiori, essi derivano, in buona parte, dai costi del vecchio apparato comunista, dalle progressive perdite editoriali, dagli infelici investimenti degli anni Novanta.(Fonte: CarpiPer.it)
Il piano finanziario per risanare il deficit vuole due strade obbligate: una leggerissima struttura organizzativa e una massiccia vendita del patrimonio immobiliare (case del popolo, in primo luogo). I militanti carpigiani di più lungo corso ne “temono” una terza: un ulteriore incremento delle feste dell’Unità…
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