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Il Pd chiama, ApC e rifondazione/grillini rispondono picche.
Anzi piccato.
L’appello lanciato da Davide Dalle Ave (nella foto), segretario cittadino del Partito democratico che ha chiesto ai due partiti di opposizione che guardano al centro sinistra la disponibilità a seguire il Pd in una mobilitazione contro il governo per i tagli agli enti locali operati con la manovra, ha raccolto risposte secche e tutt’altro che interlocutorie.
Per primo è arrivato l’affondo di Lorenzo Paluan, consigliere di Prc/Carpi a 5 stelle: «Per avere una risposta, bisognerebbe avere l’educazione di porre una domanda - attacca Paluan sul blog di politica cittadina Carpizeronove -. Io leggo di questa campagna da un comunicato stampa, se veramente il Pd era interessato ad un’iniziativa comune, forse avrebbe dovuto proporlo, prima di spararla in pubblico (suppongo che numeri di telefono e indirizzi email non gli manchino).
Ma in effetti è esattamente quel che il Pd di Carpi continua a non capire: se si vuole fare qualcosa che abbia consenso, il parere va chiesto prima di fare le cose, non dopo, altrimenti la proposta puzza un po’ di ipocrisia. L’opposizione al governo Berlusconi di Rifondazione Comunista e di Carpi 5 Stelle è chiara è costante (la stessa cosa non si può dire del Pd, che a Roma ogni tanto si ‘distrae’, come nel caso dello scudo fiscale). Speriamo che al resto della coalizione del centrosinistra cittadina (i cui componenti in effetti non si possono manco più nominare, dato che al momento non si sa, a parte Idv e Pd, quali delle altre liste e movimenti che hanno sostenuto Campedelli un anno fa siano ancora esistenti o facenti parte la coalizione) abbiano fatto almeno una telefonata».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche la replica di Giliola Pivetti, capogruppo di Alleanza per Carpi in consiglio comunale: «Anche la nostra risposta a Dalle Ave è in linea con quanto scritto da Paluan. Ma aggiungo anche altro: siamo pronti a portare le ragioni di Carpi di fronte al governo nazionale in merito ai tagli previsti dalla manovra, ma prima il Pd deve dire che non farà la rotonda di via Guastalla, che ridurrà i costi di gestione della biblioteca Loria, che ci coinvolgerà maggiormente nelle discussioni sui bilanci, e che eliminerà tutti i corsi inutili organizzati dai servizi sociali (come quello che insegnava come fare i picnic nei parchi).
Se farà tutto questo penseremo alla proposta fatta da Dalle Ave».
E’ molto probabile dunque che il Pd non abbia a disposizione le spalle sulle quali piangere che ha chiesto.
«Il Pd di Carpi - ha affermato Dalle Ave -, insieme alla coalizione di centro-sinistra cittadina, promuoverà nelle prossime settimane una campagna di mobilitazione e sensibilizzazione contro i danni che questa manovra provocherà agli enti locali. Solo per Carpi si stima un taglio diretto di 6 milioni di euro nel biennio 2011-2012. In questo crediamo ci debba essere la più ampia condivisione di tutte le realtà politiche, sociali e associative che hanno a cuore il livello di servizi e risposte date ai cittadini nella nostra città».
Con ApC e Prc/grillini a chiudere le porte della condivisione, il Pd è rimasto solo.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Così come in tutta la provincia, il Pd sta perdendo tesserati anche a Carpi, una delle ‘città rosse’ per eccellenza.
Nella città dei Pio il crollo delle adesioni rispetto al 2009 si attesta nell’ordine del 20%: finora sono 1940 le tessere sottoscritte, contro le 2394 dell’anno scorso, con uno scarto di 454 iscritti.
Seppur parziale e provvisorio (la campagna adesioni si chiude verso ottobre-novembre), il calo è pur sempre una notizia che fa riflettere.
Fa riflettere perché interessa quel partito che esprime oggi la stessa tradizione di valori e ideali (con le dovute evoluzioni) che ha governato e sta governando la città da oltre 60 anni; perché una pur qualche difficoltà è stata palesata negli ultimi tempi (il riferimento è alle vicende calde di questa estate, come la sollevazione popolare alla decisione dell’abbattimento dei bagolari di via Focherini) e chissà che non abbia inciso su questo dato.
Ma la causa del crollo, se verrà confermato, non è una sola, ed è sicuramente difficile e prematuro avventurarsi nell’analisi del fenomeno.
E’ però legittimo chiedersi cosa possa aver spinto così tanti tesserati a non rinnovare l’iscrizione al partito.
Lo zoccolo duro che ha permesso tante vittorie alle urne si sta sfaldando? O è solo un calo fisiologico dovuto alla disaffezione dalla politica che in generale sta attraversando il paese negli ultimi anni, un fenomeno che colpisce prevalentemente (e lo diciamo con preoccupazione) i giovani? «La disaffezione generale alla politica è un dato reale che fa preoccupare - risponde Davide Dalle Ave, segretario cittadino del Pd -: non è mai un bene per la vita democratica del paese.
Ad ogni modo credo che a novembre la percentuale si ridurrà considerevolmente, questi dati sono parziali e nemmeno troppo aggiornati».
A novembre mancano però solo due mesi e il tesseramento si è aperto nel dicembre scorso: ce la farà il Pd a recuperare, se non tutto, una parte del terreno perso? «Credo proprio di sì.
Il calo di tessere è comunque un fatto su cui riflettere, ci sarà sicuramente da lavorare.
Sono convinto che per un partito sia importante avere degli iscritti: sono fondamentali per l’autofinanziamento ad esempio.
Ma tengo a sottolineare che il partito non vive di soli tesserati: i tanti volontari che ci danno una mano durante le iniziative che organizziamo lo dimostrano».
Interessante a questo punto è scorporare il dato delle tessere, andando a fare i conti in tasca a ciascun circolo (sono 11 in tutto il territorio comunale): la percentuale più significativa, in proporzione al numero di iscritti, è quella che fa registrare il circolo del Centro storico.
Se nel 2009 erano state consegnate 181 tessere, oggi risultano essere 122.
Rilevante anche il dato del circolo Nord Cabassi di via don Albertario, la sede con più iscritti in assoluto: l’anno scorso erano 530, scesi nel 2010 a 380.
Una perdita di 150 tessere: novembre non è mai stato così vicino.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
«Un milione di mq di nuovo verde, così programmati: oltre 650mila mq di nuove aree attrezzate e 350mila mq di bosco».
Simone Tosi, assessore all’ambiente, in una nota pubblicata sul blog personale, fa il punto della situazione in merito alla programmazione del verde in città.
Dopo le querelle sul Parco Lama e sui bagolari di viale Focherini (senza contare le polemiche sul muro dell’asilo di Cibeno), ormai è evidente: è proprio sul tema del verde che oggi si sta giocando la guerra dei consensi tra maggioranza e opposizione.
Alcune scelte o progetti recenti dell’amministrazione hanno fatto molto discutere, facendo tornare in auge il dibattito sull’ambientalismo.
Primo e importante terreno di battaglia è stato il Parco Lama: la nascita del comitato proponente, nel maggio scorso, ha rappresentato l’inizio del dibattito sulla programmazione e gestione degli spazi verdi, esistenti e futuri, della città.
Mentre diversi rappresentanti di partiti di opposizione sottoscrivevano il progetto, la posizione della giunta fu subito netta: «E’ opportuno - puntualizzò l’assessore Tosi, dopo soli 8 giorni dalla costituzione della mobilitazione cittadina per il Parco Lama - sottolineare con chiarezza alcuni punti, per evitare fraintendimenti e incomprensioni; il primo è che Carpi è dotata di decine di aree attrezzate a parco, di diverse dimensioni, e si doterà in futuro di altri luoghi con questa funzione».
Una chiusura che non è però riuscita a smorzare l’entusiasmo di tanti carpigiani per il progetto: è di poco tempo fa l’avvicinamento, timido, del segretario cittadino del Pd Davide Dalle Ave al Parco Lama.
La mobilitazione cittadina è stata inoltre protagonista di un’altra questione molto importante: l’annunciato taglio dei bagolari di viale Focherini per permettere il passaggio della ciclabile ha sollevato la protesta dei residenti, che anche in questo caso si sono riuniti in un comitato.
Con i cittadini si sono schierati tutti i partiti di opposizione, e perfino uno di maggioranza: Sinistra ecologia e libertà.
Durante l’incontro con i residenti dello storico viale, spinta da forti pressioni che provenivano anche dalla base dello stesso Pd, la giunta ha fatto marcia indietro, salvando, per il momento, gli alberi.
Oggi il dibattito si staglia sullo sfondo del muro, dalla pessima estetica, costruito davanti alla scuola d’infanzia Balena Blu, a Cibeno, in via Tre Ponti: sebbene costruito da privati, la concessione a realizzare quel muro l’ha data il Comune.
Ora però è proprio sulle tematiche ambientali che la giunta cerca di recuperare terreno.
«La nostra città - spiega Tosi - vanta una media di mq per abitanti superiore alla media italiana, infatti abbiamo 19 mq a testa contro i 15 della madia nazionale, in città sono presenti parchi attrezzati di diverse dimensioni con un patrimonio verde di oltre 20mila piante in questi parchi e di 14.300 alberature lungo i nostri viali».
Che, per circa un mese, hanno rischiato di essere 14.258.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Da oggi il Parco Lama, il sogno di oltre 2500 carpigiani che fanno parte del comitato, ha un nuovo e potente ‘alleato’: è il Partito democratico, che proprio ieri ha manifestato un’insperata, ma tanto attesa, apertura nei confronti del progetto che sta appassionando la città.
E’ stato il segretario cittadino del Pd, Davide Dalle Ave, a dare l’importante sterzata: «Sulla proposta del Parco Lama, ubicato nella zona est di Carpi, è giusto mettere in campo uno studio di fattibilità.
Per valutare insieme come far diventare quella zona un polmone verde della città».
Il positivo possibilismo di Dalle Ave si limita però alle prime righe, lasciando subito dopo il posto a dubbi e incertezze: «Che costi avrebbe espropriare l’area indicata, di circa 1 milione e 200mila mq? Che costi avrebbe la sua realizzazione? E la sua manutenzione? Queste sono domande legittime che chiederemo all’amministrazione, e solo dopo potremo dire se il parco si potrà fare o non fare..».
«Domande legittime»: certo, ma è evidente la differenza di ‘linguaggio’ sul piano del ragionamento tra il Pd e il comitato.
Lo spiega bene il ‘papà’ del Parco Lama, Maurizio Marinelli: «Le dichiarazioni di Dalle Ave sono un buon segno - commenta l’editore carpigiano -.
Significa che anche il Pd ritiene interessante la proposta di destinare ad area verde, non costruita e protetta da future speculazioni edilizie, l’area che noi abbiamo indicato con il nome Parco Lama.
Ci dispiace invece che le prime domande siano relative ai costi di espropri (da nessuno invocati) e che si parli di realizzazione e manutenzione.
Alla realizzazione basta la natura e i contadini che coltivano le loro terre, e per quanto riguarda la manutenzione direi proprio che sia prematuro occuparsene».
Ad ogni modo l’avvicinamento del partito di maggioranza spazza via la netta chiusura espressa qualche mese fa dall’assessore all’ambiente Simone Tosi: «Le priorità che l’amministrazione ha avuto anche dal mandato degli elettori sono quelle di dotare questa città di un bosco» aveva affermato a maggio l’assessore, dando di fatto un benservito al comitato del Parco che si era costituito qualche giorno prima.
«Il Pd è convinto che si possa cominciare a ragionare fattivamente su quell’area - è invece la posizione odierna della maggioranza - ed individuare modalità future per riservare buona parte di quella zona (pensiamo ai 900mila mq oggi a destinazione agricola e con vincolo storico paesaggistico) a verde urbano, facendone un polmone della Carpi del futuro, individuando modalità affinché possa essere usufruita da tutti i carpigiani.
Partiremo già da questo autunno con una riflessione su questo tema, cercando di raccogliere idee e contributi che portino alla concretizzazione del progetto, e presenteremo una richiesta di studio di fattibilità in consiglio comunale».
Oggi è e dev’essere un giorno di soddisfazione per i tanti iscritti al gruppo del Lama: le polemiche, i dubbi e i dibattiti sono rimandati a settembre, quando la discussione in merito dovrà essere inserito in un contesto prioritario.
Daniele Franda
«Bene il ripensamento, ma la strada è lunga»
Da ApC ai grillini, le opposizioni sono scettiche
Nel giorno dell’apertura del Pd nei confronti del progetto Parco Lama, sono diverse le reazioni che si levano dai banchi delle opposizioni.
E non sono proprio del tutto entusiastiche.
«Facciamo finta - commenta Lorenzo Paluan di Rifondazione Comunista e Carpi a 5 stelle (a destra) -, di prendere il comunicato a firma Dalle Ave come l’annuncio di un ripensamento.
Che però non c’è, dato che partire sulla questione della tutela del territorio oltreferrovia, ponendo dal costo degli espropri, significa semplicemente voler affossare da subito ogni possibilità».
Giliola Pivetti, capogruppo di Alleanza per Carpi (a sinistra), pur riconoscendo la buona volontà, considera la dichiarazione «figlia di una filosofia antica.
La maggioranza non ha ancora capito bene di cosa intendiamo con Parco Lama se parla di manutenzione ed espropri.
Invito dunque ora il comitato a esporre chiaramente i termini del progetto a settembre.
A quel punto si conosceranno le reali intenzioni del partito», e si capirà il vero significato delle dichiarazioni di Dalle Ave.
(da.fra.)
(fonte: ModenaQui)
Anche Sinistra Ecologia e Libertà, il partito che a Carpi fa parte della maggioranza, muove una forte critica nei confronti dell’amministrazione sulla questione di via Focherini.
«Ancora una volta ci sembra opportuno far notare alla cittadinanza che la giunta è sempre più spesso sorda e miope nelle sue scelte, anche se queste, in linea di principio, sono condivisibili.
Ci riferiamo alla scelta sciagurata di abbattere decine di alberi per far posto alla nuova ciclabile.
Premettendo che non siamo in consiglio comunale e non conosciamo esattamente l’iter di questa proposta, però ci sembra che come metodo non sia dei più democratici e partecipativi.
Siamo ancora dentro la maggioranza (per ora nessuno ci ha cacciato e noi per ora non ce ne stiamo andando nonostante i grandissimi mal di pancia), e anche se sempre più spesso le nostre piccole richieste di incontri per spiegarci che rotta vuole tenere la giunta nei prossimi anni sono costantemente disattese, cerchiamo di dar voce a coloro che si sentono sempre di Sinistra ma che vedono nel Pd un interlocutore che sbanda fino ad arrivare ad idee filo-leghiste.
Sarebbe bello che si convocasse un bel tavolo allargato (partiti, associazioni, gente comune) in cui si discute seriamente di quello fatto in questo anno e quello che si pensa di fare nei prossimi 4.
Speriamo che non resti solo una proposta che cada nel vuoto e che nel Pd e nella maggioranza ci sia qualcuno pronto ad ascoltare ed a essere così lungimirante da capire l’aria che tira fuori da palazzo Scacchetti».
Flash
Ora che gli alberi di viale Focherini si possono dire salvi, ora che la discussione, a volte aspra, si sta placando per far posto alla riflessione, a mente fredda si può cercare di tracciare un bilancio di ciò che questo mese ha rappresentato, per tutti.
Tanto rumore per nulla, potrebbe essere il titolo di questo resoconto.
Perché, francamente, non si capisce il motivo per cui si è dovuti arrivare al 28 luglio, all’incontro con i residenti, per giungere alla decisione di salvaguardare le caratteristiche piante.
Un errore di valutazione, ha detto qualcuno: probabilmente gli assessori erano convinti che, alla luce delle 4 o 5 denunce che erano arrivate nei confronti del Comune per gli infortuni causati da un marciapiede rovinato dalle forti radici degli alberi, la decisione radicale di abbattere i bagolari sarebbe stata ben accetta a tutti.
La verità è che non è andata nemmeno così: gli assessori erano consapevoli dell’alzata di scudi da parte della consulta ambiente, dell’opposizione dei partiti di opposizione (alcuni dei quali fortemente ambientalisti) e della corsa in difesa degli alberi della maggior parte della città.
La mancata partecipazione del passato (quella che avrebbe potuto portare ad un vero percorso condiviso), sta costando molto a questa giunta (la cui ‘colpa’ è da dividere con la precedente): come ha già fatto anche l’alleata Sel, diversi cittadini potrebbero non aver gradito l’atteggiamento e il modo di lavorare dimostrato sin qui.
(da.fra.)
(fonte: ModenaQui)
CARPI - Qualcuno lo ha definito il ‘giorno della partecipazione negata’.
Ieri a Carpi si è tenuto il riservatissimo incontro tra giunta e residenti di viale Focherini: in gioco c’era il futuro di 42 alberi sanissimi e storici destinati all’abbattimento per la costruzione...
di una pista ciclabile.
Gli alberi si sono salvati, ma l’incontro ‘riservatissimo’ rimarrà a segnare la politica carpigiana, come un precedente pesante, perché nonostante le numerose richieste di partecipazione da parte dei consiglieri comunali carpigiani e di altri cittadini interessati al tema, la giunta è stata inamovibile: l’incontro era una questione pivata tra l’amministrazione e gli abitanti, e tale è rimasta.
Succederà la stessa cosa, a Modena, per il tanto atteso incontro sulla piscina al parco Ferrari?
DARE LE GENERALITA’ Porte chiuse e chi voleva partecipare ha dovuto compilare un foglio con nome, cognome e residenza (che non poteva essere che via Focherini) in una sorta di autocertificazione che certo poco aveva a che fare con il principio di partecipazione.
E questo nonostante da più di un mese le polemiche su questa decisione, nella città dei Pio, avessero tenuto banco sia sulla stampa che nei corridoi della politica, e che il tema avesse già coinvolto l’intera città, visto che la centralissima via Focherini è ritenuta da tutti «patrimonio dei carpigiani e non solo dei residenti».
ALBERI O PISTA? Consulta ambiente, associazioni, partiti d’opposizione, abitanti della via e semplici cittadini si erano ribellati sin da subito al taglio degli alberi in favore di una pista ciclabile: una soluzione che era sembrata subito troppo radicale e insensata.
UNA DECISIONE DI GIUNTA L’idea della pista ciclabile era stata votata in giunta, attraverso una delibera: dei particolari, però, (e soprattutto degli abbattimenti) nessun consigliere sembrava saperne nulla.
Per contrastare la decisione tra i residenti di via Focherini si era creato un comitato: quello che ieri, appunto, ha avuto udienza dagli assessori a viabilità e urbanistica.
UNIRE GLI OPPOSTI Questo modo di operare, già contestato all’interno della stessa maggioranza, di cui diversi consiglieri (chi pubblicamente, chi tra le mura della sede) hanno espresso il loro parere contrario, ha avuto un ‘merito’, quello di unire gli opposti.
E in politica il detto ‘gli opposti si attraggono’ non vale.
Eppure ieri davanti al Municipio si sono ritrovati in molti politici, di vari e contrastanti schieramenti: e così si è potuto vedere Rifondazione Comunista e Lega Nord, Pdl e Sel, firmare tutti insieme una proposta di consiglio comunale aperto alla cittadinanza.
Per promuovere la partecipazione, quella vera.
Daniele Franda
(fonte:ModenaQui)
La vicenda dell’abbattimento degli alberi di viale Focherini si sta trasformando in un terremoto per il Pd carpigiano.
E’ un consigliere di maggioranza, Roberto Arletti, infatti a smentire le parole dell’assessore Carmelo Alberto D’Addese, che in un comunicato diramato martedì, aveva bollato come ‘strumentali’ le polemiche dell’opposizione sul taglio degli alberi in quanto «al momento della presentazione del progetto in commissione consiliare non hanno avuto nulla da ridire».
Le minoranze hanno subito replicato che nè in commissione nè in consiglio l’assessore fece accenno all’abbattimento dei 42 bagolari.
Ma ora che è un rappresentante della stessa maggioranza a smentire di fatto le dichiarazioni di D’Addese, la questione acquista un sapore tutto particolare: «In consiglio comunale - ha scritto ieri Arletti sul blog di politica cittadina Carpizeronove - ci si soffermò parecchio sul sottopasso e sui suoi costi e non sull’abbattimento degli alberi di viale Focherini.
Io stesso avevo inteso che la ciclabile venisse fatta a lato dove sono sempre parcheggiate le auto, si parlò dettagliatamente di costi, ma non di quelli dell’abbattimento e smaltimento degli alberi».
In pratica del progetto della ciclabile in consiglio se ne parlò solo una volta, durante l’assestamento di bilancio 2009 del novembre scorso: in quell’occasione il soggetto principale fu il sottopasso, e sull’abbattimento degli alberi non si sentì nemmeno una parola.
In commissione (la seconda, ambiente e territorio) la ciclabile fu presentata, ma anche qui la questione dei bagolari non fu sollevata.
E’ un altro consigliere del Pd, Paolo Gelli, a confermarlo: «Per quanto mi ricordi non si parlò del taglio degli alberi, ma di una riqualificazione del viale.
E’ stata però una mancanza di tutto il consiglio non approfondire, non dell’assessore».
Come dire, «se voi non ce lo chiedete noi non ve lo diciamo».
Se questa è la logica di condivisione e partecipazione che la maggioranza va sbandierando...
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Tant’è che alla nostra domanda: «In consiglio si parlò dell’abbattimento degli alberi?», Dalle Ave risponde, con evidente senso di responsabilità: «C’eravate anche voi, scrivete ciò che vi ricordate».
Ad ogni modo, che l’uscita di Arletti abbia provocato un bel po’ di agitazione all’interno del partito, ne sono segno anche le affermazioni di diversi altri consiglieri Pd: «L’assessore ha detto la verità - ha evidenziato Deanna Bulgarelli -, non condivido le parole del mio collega Arletti, ma può capitare. E’ una negligenza delle minoranze se non hanno chiesto niente su viale Focherini.
E ora cavalcano l’onda del comitato».
Ma di questi alberi alla maggioranza quindi non interessa nulla? O solo a Roberto Arletti? E’ davvero inconcepibile che un partito nato ieri con un certo codice etico, oggi si presenti così ‘distratto’.
(da.fra.)
Parliamo della festa nazionale del Partito democratico, che dal 25 giugno, e fino al 19 luglio, trova spazio in zona piscine.
Non serve molto tempo per accorgersi dello stridente contrasto tra le dichiarate intenzioni ecologiche e ambientaliste e il reale contenuto posto ad ‘arricchimento’ della proposta.
Non tutto è colpa del Pd però, bisogna dargliene atto.
Il tour virtuale inizia infatti dalla tangenziale Bruno Losi, dove, nelle aiuole spartitraffico e sul prato che costeggia la strada, trova parcheggio una fila interminabile di automobili.
Un comportamento deprecabile e chiaramente poco ‘green’.
Qui finiscono le ‘tirate d’orecchi’ ai cittadini e iniziano quelle ai politici.
Non si fa in tempo a fare un passo all’interno della festa che a dare sfoggio della propria bellezza vi sono una decina di automobili, piazzate in uno stand di una concessionaria.
Saranno tutte elettriche forse? No, anzi, molte sono Suv di grossa cilindrata che consumano e inquinano più di un Tir.
Non proprio un bell’esempio da dare alla festa della ‘green economy’.
Proseguendo poi si incontrano altri mezzi a quattro ruote, come i camper, in esposizione poco più avanti.
E’ vero, sono tanti gli incontri organizzati ogni sera nel padiglione del Palabitcoop, che vanno dai dibattiti su agricoltura e alimentazione, energia, crisi, e tanto altro.
Poi nei vari stand si trovano proposte interessanti, dall’artigianato etnico al pentolame, fino ai depuratori dell’acqua.
Insomma le premesse per far bene ci sono, ma non possono poi essere smentite così facilmente da scelte quantomento discutibili.
Se la festa non è ‘green’, o almeno è un pò sbiadito, non è nemmeno tanto ‘economy’.
Si conferma la tendenza ormai diffusa negli anni, di trasformare una festa di città in una macchina da soldi.
Quella che ogni anno viene organizzata in zona piscine, è una bellissima occasione di aggregazione sociale, un momento di svago per famiglie e gruppi di amici.
Si sa, con la crisi il portafoglio si è ristretto, la disponibilità di spesa per il divertimento è diminuita, e così anche permettersi una serata al ristorante è diventato più complicato che in passato.
Ma almeno in passato c’erano, soprattutto in estate, sagre paesane o feste di partito che davano la possibilità di regalarsi un buon pasto all’aria aperta e in compagnia.
Oggi dov’è finito tutto questo? Persino i prezzi dei menù delle sagre parrocchiali fanno concorrenza ad un ristorante tradizionale.
Alla festa del Pd, per comprovare quanto sia ‘green’, gran parte dei cibi del ‘Falò’, uno degli stand gastronomici storici, gestito da volontari dei vari circoli del partito, sono prodotti a km 0.
Ma i prezzi sono lievitati: se qualche anno fa per una grigliata di carne si spendevano 6/7 euro, oggi ne servono 9,50 euro.
Daniele Franda
E allora vediamo quanto spenderà una famiglia media, composta da papà, mamma e due bambini, per una cena alla festa Pd: subito 5,60 euro di coperto, poi antipasto per 4, 12 euro totali; 4 grigliate per 38 euro, e contorno (6,80 euro).
Da bere lambrusco per i genitori (6 euro) e analcolici per i figli (4 euro), più una bottiglia d’acqua (1,50). Per finire un pizzico di golosità, con il dolce da 4 euro (12 in tutto).
Tirando le somme, se ne sono andati più di 85 euro per una serata.
Non poco di questi tempi.
(fonte: ModenaQui)
Intervista a Davide Dalle Ave realizzata dal settimanale Il Tempo
“Dobbiamo creare le condizioni di una nuova alleanza di centrosinistra, capace di vincere perché più credibile del centrodestra nelle proposte e nella condivisione di una visione strategica per l’Italia e il suo futuro”, parola del neo eletto segretario del Pd di Carpi, Davide Dalle Ave
Sono passati due anni dalla nascita del Partito Democratico. Due anni difficili, caratterizzati dalla caduta del Governo Prodi, da elezioni politiche anticipate che hanno visto nuovamente la vittoria di Berlusconi e del centro-destra, da un travaglio intestino al neonato progetto politico che ha portato alle dimissioni del Segretario nazionale Walter Veltroni. Della scorsa settimana poi, le ben note dimissioni del sindaco di Bologna Flavio Delbono. Un partito che a molti pare frammentato, dall’interno. Al neo segretario del Pd di Carpi, Davide Dalle Ave chiediamo quindi quali sono gli obiettivi primari e le linee che il partito vuole perseguire in città e, soprattutto, quali strumenti intende adottare per riconquistare la fiducia di un elettorato che, come le scorse Amministrative hanno reso palese, si decisamente sta assottigliando.
Di cosa ha bisogno il Pd per riconquistare gli elettori?
“Un partito, per funzionare, ha bisogno di tre elementi: un’identità forte e consolidata, un programma credibile per le comunità che si ambisce a rappresentare, una classe dirigente autorevole e riconosciuta dagli iscritti e dagli elettori. Occorre potenziare un’identità nuova del Pd, che vada oltre la somma delle culture di provenienza e che si dimostri sintesi prodotta dalla comune riflessione e dalla ricerca di nuove risposte ai bisogni della società che cambia. Dobbiamo rilanciare la proposta politica sulle questioni cruciali che investono il Paese – crisi economica, lavoro, sicurezza, immigrazione – per costruire un'alternativa che sia percepita come tale dai cittadini: non soltanto opposizione quindi, ma più relazioni e alleanze nel Paese e nelle istituzioni, creando in questo modo le condizioni di una nuova alleanza di centrosinistra, capace di vincere perché più credibile del centrodestra nelle proposte e nella condivisione di una visione strategica per l’Italia e il suo futuro”.
Complice il flusso migratorio, Carpi ha cambiato volto. Crescono i bisogni e, al contempo, le tensioni sociali.
“E' vero. Attraversiamo una fase di forti mutamenti sociali; dal 2004 al 2010 siamo passati dal 5.4 all’11% di cittadini stranieri residenti a Carpi. E’ un trend che investe tutti i Comuni del nostro territorio. Dobbiamo in questo porre grande attenzione; il timore e l’inquietudine del cambiamento fanno breccia anche nel profondo della nostra società; non può passare l’idea, priva di fondamento, che ci siano diritti senza doveri. Anzi, dobbiamo insistere su questo binomio: piena valorizzazione dei doveri e dei diritti di ogni cittadino. Occorre un modello di welfare capace di aggiornarsi, in cui risposte alla richiesta di sicurezza dei cittadine e politiche di inclusione sociale possano trovare il giusto equilibrio per una società unita, sicura. Io credo sia giunta l’ora di fare una riflessione profonda sul tipo di welfare che attualmente Carpi offre, per poter poi prendere decisioni nuove, anche strutturali, che diano il segno di una realtà aperta sì, ma insieme unita e rispettosa di tutti”.
Dai banchi dell’Opposizione il Bilancio è stato definito “tremolante” (ndr Andreoli), “inattendibile” (ndr Pivetti), “insufficiente a rispondere all'attuale situazione di crisi economica, sociale e ambientale” (ndr Paluan) e come una “bufala pubblicitaria per allocchi” (ndr Alboresi). Non crede che sarebbero state necessarie scelte più coraggiose in particolar modo sul fronte del sociale?
"No. Anzi abbiamo assunto decisioni precise, di responsabilità e di investimento per Carpi proprio in occasione del bilancio 2010. In un contesto non facile, la nostra realtà rimane punto di riferimento per l’alta qualità della vita e opportunità offerte ai cittadini. Le nostre priorità si chiamano appunto politiche sociali e politiche di formazione: lì abbiamo fatto i maggiori investimenti. Non solo per rispondere alle esigenze attuali, tramite l’erogazione di servizi rivolti in primo luogo alla persona e alla sua crescita e formazione, ma nell’ottica di dare, con determinazione e sicurezza, una prospettiva concreta per il futuro di Carpi. Partendo dalle famiglie meno abbienti, che più sentono il peso della difficile contingenza socio-economica. I servizi alla persona, l’educazione scolastica: il welfare locale dunque, inteso come vero e proprio ammortizzatore sociale volto a tutelare la coesione e la forza di una comunità. Questa è la nostra idea di sviluppo della città: al di là delle dichiarazioni dell'Opposizione, l’abbiamo perseguita nei fatti anche in questa occasione".
Il 28 e il 29 marzo appuntamento con le Regionali: un banco di prova importante soprattutto ora dopo le dimissioni di Delbono.
“Le elezioni regionali saranno il primo banco di prova per misurare la distanza che separa le promesse del Governo e il nostro progetto per l’Italia. Saremo impegnati in tempi strettissimi su tre esigenze: il programma, le alleanze e le candidature. Abbiamo bisogno di coalizioni larghe e forti, capaci di interpretare questo tempo e le sfide che abbiamo di fronte. L’autosufficienza è un’idea che abbiamo alle spalle; il Partito democratico ha tutto l’interesse, oltre che l’esigenza, di allargare lo spazio del suo consenso, riorganizzando il campo dell’opposizione e ristabilendo rapporti stabili con le realtà socio-economico e culturali del territorio. Come fu per l’esperienza dell’Ulivo, il Pd a Carpi può essere laboratorio per promuovere un nuovo progetto politico e culturale che contribuisca ad allargare le fasce di riferimento di una coalizione di centro-sinistra capace di interpretare la realtà e porsi come guida di governo autorevole e riconosciuta a tutti i livelli”.
Spazio all’Udc di Casini?
"C’è una parte moderata del nostro Paese che oggi non si riconosce più nelle politiche del governo nazionale, che contro queste si sta battendo con i propri rappresentanti in Parlamento, con la quale dobbiamo confrontarci per creare le condizioni di un progetto politico di ampio respiro. Sì, credo ci sia una possibilità di convergenza tra Partito democratico e altra forze centriste; tuttavia non può mancare a supporto un movimento politico e culturale che dia chiarezza alle scelte. Le alleanze non si fanno mai a tavolino, ma condividendo un'idea precisa di Paese".
Come mai Berlusconi va con le escort e i consensi non calano e Delbono si dimette? Non crede che le dimissioni del sindaco di Bologna possano ledere ulteriormente l’immagine del Pd?
"L'anomalia non è Delbono che, proprio per non far collidere proprie questioni personali con la comunità di Bologna ha rassegnato subito le proprie dimissioni. Noi crediamo in una gestione sana e rispettosa delle regole da parte di chi amministra la cosa pubblica. Di più. Pensiamo che chi ha funzioni pubbliche deve essere ancor più attento a tenere un proprio comportamento moralmente ineccepibile. Non possono esserci sbavature su questo, o ambiguità di sorta. Dovrebbe valere per tutti. invece siamo di fronte a una Destra in Italia che purtroppo troppo spesso non dimostra la stessa sensibilità e lo stesso rigore nei confronti delle istituzioni. Penso che questo sia un problema, e in prospettiva rischi di generare gravi danni, innanzi tutto per il Paese".
(fonte: Il Tempo del 5 febbraio 2010)
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