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domenica 20 giugno 2010
L’area è ‘protetta’ dalla Provincia, il proprietario non si arrende
C’era una volta un bosco a Migliarina.
Questo potrebbe essere l’incipit per raccontare la storia dell’elettrodotto che sta per essere costruito nella frazione a ovest di Carpi, il cui passaggio è previsto proprio sopra un’area verde di due ettari e mezzo.
Il ‘raid’ a sorpresa effettuato lo scorso aprile da tecnici toscani della società Terna, che hanno oltrepassato le proprietà private effettuando misurazioni e piantando picchetti, ha dato un’accelerata al progetto di costruzione del raccordo elettrico Carpi-Correggio.
Vincenzo D’Ambrosio è uno di quelli la cui proprietà, in via Guastalla, è stata varcata da Terna per dare il via alla cotstruzione della struttura in un appezzamento che nel 2016 potrà essere denominato ‘bosco’.
Otto biolche, corrispondenti a due ettari e mezzo di verde, divenuti il felice rifugio di tanti animali e luogo di nascita di piante per la manutenzione delle quali lo stesso D’Ambrosio ha costruito un capannone nelle adiacenze del ‘bosco’.
Verde che, nel caso l’elettrodotto venga effettivamente costruito, verrà espropriato.
«Se avessi saputo dell’elettrodotto forse non avrei nemmeno costruito il capanno – commenta –.
Ho stipulato un accordo con la Provincia al fine di ricevere fondi per la manutenzione di questo spazio verde ed ogni anno mi arriva un forfait di 1.300 euro.
Nel 2009, non avendoli ricevuti temevo che la costruzione dell’elettrodotto fosse imminente, ma ho ricevuto rassicurazioni al riguardo e il 28 maggio mi è arrivata una lettera da parte dell’ente, che annuncia l’erogazione, di 2.773 euro, sia per l’anno scorso, seppure in ritardo, che per il 2010».
Una difesa ad oltranza quella di D’Ambrosio e degli altri residenti di Migliarina nei confronti di una proprietà frutto di sacrifici decennali e che non è stata rispettata.
«I tecnici non conoscevano i territorio che andavano a tracciare - continua D’Ambrosio -.
Hanno aggirato l’ingresso principale per piantare i picchetti del pilastro, di 15 metri per 15, sul quale dovrebbe sorgere la torre e per apporre i segni del tracciato.
Io ho interrato questo picchetto perché difendo la mia proprietà e prima che succeda qualsiasi cosa voglio poter dire la mia.
Nel caso ritornino presidierò la zona in modo permanente e disturberò i lavori.
Finora buona parte di quello che prendevo dalla Provincia per il bosco, l’ho speso per l’avvocato contro l’elettrodotto.
Io sono un artigiano e nel tempo libero mi occupo di quello che amo, l’agricoltura.
Solo che se costruiscono l’impianto, più di 4 ore non ci puoi stare in campagna, per via delle onde elettromagnetiche».
Il tema del bosco dovrebbe stare molto a cuore alla giunta Campedelli, dal momento che ha in programma di crearne uno ex novo a Carpi.
Che ne direbbe, intanto, di affiancare alla ‘propaganda’ la tutela delle aree verdi già esistenti?
Serena Arbizzi
«Purtroppo la normativa in merito non è molto chiara - spiega Alan Rustichelli, geometra e amministratore immobiliare -.
Nel caso del signor D’Ambrosio, il terreno che rimarebbe di sua proprietà dopo la costruzione dell’elettrodotto potrebbe subire una svalutazione dal 5 al 10%.
Che però verrebbe rimborsata dall’ente pubblico al momento del calcolo di indennizzo per l’esproprio.
Tra l’altro i coltivatori diretti hanno diritto ad ottenere un’ulteriore indennità.
Si deve tenere conto del valore agricolo medio del terreno, stimando i danni immediati e futuri con una quantificazione forfettaria, di redditi mancati, di eventuali danni verificatisi alla fine dell’occupazione e di spese dirette e indirette».
(se.arb.)
E adesso inizia a diffondersi il timore che operazioni simili possano essere effettuate anche tra luglio e agosto, quando la campagna si svuoterà per le ferie estive.
«Dopo quello che hanno fatto potrebbe succedere ancora - afferma Stefano Discosti, portavoce del Comitato di Migliarina contro l’elettrodotto -.
Non mi aspettavo da parte di una società così importante un comportamento così basso.
Ma a monte di tutto ciò, c’è il metodo usato per ridisegnare il tracciato e farlo passare sulle nostre case.
Inoltre non capiamo perché in alcune zone un elettrodotto costituisce un pericolo per la salute, mentre da noi no».
(da.fra.)
(fonte: ModenaQui)
C’era una volta un bosco a Migliarina.
Questo potrebbe essere l’incipit per raccontare la storia dell’elettrodotto che sta per essere costruito nella frazione a ovest di Carpi, il cui passaggio è previsto proprio sopra un’area verde di due ettari e mezzo.
Il ‘raid’ a sorpresa effettuato lo scorso aprile da tecnici toscani della società Terna, che hanno oltrepassato le proprietà private effettuando misurazioni e piantando picchetti, ha dato un’accelerata al progetto di costruzione del raccordo elettrico Carpi-Correggio.
Vincenzo D’Ambrosio è uno di quelli la cui proprietà, in via Guastalla, è stata varcata da Terna per dare il via alla cotstruzione della struttura in un appezzamento che nel 2016 potrà essere denominato ‘bosco’.
Otto biolche, corrispondenti a due ettari e mezzo di verde, divenuti il felice rifugio di tanti animali e luogo di nascita di piante per la manutenzione delle quali lo stesso D’Ambrosio ha costruito un capannone nelle adiacenze del ‘bosco’.
Verde che, nel caso l’elettrodotto venga effettivamente costruito, verrà espropriato.
«Se avessi saputo dell’elettrodotto forse non avrei nemmeno costruito il capanno – commenta –.
Ho stipulato un accordo con la Provincia al fine di ricevere fondi per la manutenzione di questo spazio verde ed ogni anno mi arriva un forfait di 1.300 euro.
Nel 2009, non avendoli ricevuti temevo che la costruzione dell’elettrodotto fosse imminente, ma ho ricevuto rassicurazioni al riguardo e il 28 maggio mi è arrivata una lettera da parte dell’ente, che annuncia l’erogazione, di 2.773 euro, sia per l’anno scorso, seppure in ritardo, che per il 2010».
Una difesa ad oltranza quella di D’Ambrosio e degli altri residenti di Migliarina nei confronti di una proprietà frutto di sacrifici decennali e che non è stata rispettata.
«I tecnici non conoscevano i territorio che andavano a tracciare - continua D’Ambrosio -.
Hanno aggirato l’ingresso principale per piantare i picchetti del pilastro, di 15 metri per 15, sul quale dovrebbe sorgere la torre e per apporre i segni del tracciato.
Io ho interrato questo picchetto perché difendo la mia proprietà e prima che succeda qualsiasi cosa voglio poter dire la mia.
Nel caso ritornino presidierò la zona in modo permanente e disturberò i lavori.
Finora buona parte di quello che prendevo dalla Provincia per il bosco, l’ho speso per l’avvocato contro l’elettrodotto.
Io sono un artigiano e nel tempo libero mi occupo di quello che amo, l’agricoltura.
Solo che se costruiscono l’impianto, più di 4 ore non ci puoi stare in campagna, per via delle onde elettromagnetiche».
Il tema del bosco dovrebbe stare molto a cuore alla giunta Campedelli, dal momento che ha in programma di crearne uno ex novo a Carpi.
Che ne direbbe, intanto, di affiancare alla ‘propaganda’ la tutela delle aree verdi già esistenti?
Serena Arbizzi
Il terreno a rischio svalutazione
I proprietari dei terreni interessati dal passaggio dell’elettrodotto, si troveranno presto a fare i conti con gli indennizzi da espropri.«Purtroppo la normativa in merito non è molto chiara - spiega Alan Rustichelli, geometra e amministratore immobiliare -.
Nel caso del signor D’Ambrosio, il terreno che rimarebbe di sua proprietà dopo la costruzione dell’elettrodotto potrebbe subire una svalutazione dal 5 al 10%.
Che però verrebbe rimborsata dall’ente pubblico al momento del calcolo di indennizzo per l’esproprio.
Tra l’altro i coltivatori diretti hanno diritto ad ottenere un’ulteriore indennità.
Si deve tenere conto del valore agricolo medio del terreno, stimando i danni immediati e futuri con una quantificazione forfettaria, di redditi mancati, di eventuali danni verificatisi alla fine dell’occupazione e di spese dirette e indirette».
(se.arb.)
«Terna potrebbe entrare di nuovo»
E i residenti adesso ‘temono’ l’estate
Non si è ancora sopita la rabbia dei residenti di Migliarina per l’intrusione da parte degli addetti di Terna, che lo scorso aprile si sono introdotti nei loro terreni per effettuare misurazioni e picchettamenti.E i residenti adesso ‘temono’ l’estate
E adesso inizia a diffondersi il timore che operazioni simili possano essere effettuate anche tra luglio e agosto, quando la campagna si svuoterà per le ferie estive.
«Dopo quello che hanno fatto potrebbe succedere ancora - afferma Stefano Discosti, portavoce del Comitato di Migliarina contro l’elettrodotto -.
Non mi aspettavo da parte di una società così importante un comportamento così basso.
Ma a monte di tutto ciò, c’è il metodo usato per ridisegnare il tracciato e farlo passare sulle nostre case.
Inoltre non capiamo perché in alcune zone un elettrodotto costituisce un pericolo per la salute, mentre da noi no».
(da.fra.)
(fonte: ModenaQui)
giovedì 17 giugno 2010
Furti, mancanza di servizi e incuria del verde: problemi cronici
Si trova a soli 5 km da Carpi, ma Gargallo sembra sempre di più una zona abbandonata a se stessa.
La chiusura della locale farmacia ad aprile è stata solo l’ultima goccia nell’oceano delle vessazioni che i residenti della frazione sono costretti a subire da anni.
Primo esempio, il più importante, è quello legato alla sicurezza: qui un problema reale esiste, con una media di un furto in villa al mese.
La querelle tra gli abitanti e il Comune era iniziata già da tempo, da quando cioè l’amministrazione non riesce a risolvere il problema dell’accesso all’adsl nel territorio della frazione.
Questo tema non riguarda solo semplici cittadini che desiderano dedicare del tempo alla navigazione veloce su internet, ma è strettamente connesso alla chiusura della farmacia.
Infatti, l’assenza dellla copertura adsl non permetteva ai farmacisti di evadere le richieste di prenotazione al Cup, il centro dell’Ausl che raccoglie le prenotazioni per visite e prestazioni specialistiche ambulatoriali.
Di fatto i residenti erano costretti a recarsi nelle farmacie di Carpi, dove coglievano l’occasione anche per acquistare i medicinali.
Da oltre due anni il farmacista lamentava questa situazione, ma a fronte di silenzi assordanti non ha potuto far altro che chiudere la struttura.
Anche le attività commerciali che si trovano a Gargallo operano a metà servizio, con un evidente danno per la frazione: una di queste è il negozio di generi alimentari.
A ciò si deve aggiungere anche il degrado in cui versano le aree verdi della zona, in cui sempre più di frequente erbacce e incuria trovano ampio spazio.
Preoccupato per lo stato e le condizioni in cui si trova Gargallo, il consigliere del Pdl, Antonio Russo, ha presentato un’interrogazione che sarà presto discussa in consiglio.
Russo.
rivolgendosi a sindaco e giunta, chiede se essi «siano a conoscenza della grave situazione di degrado oltre che di carenza di servizi riguardante la frazione.
Quali sono le ragioni e di chi è la responsabilità dell’incuria e mancata manutenzione delle aree verdi?».
Il consigliere incalza l’assessore competente anche sullo stato attuale della copertura adsl, sull’opportunità di garantire la presenza di una farmacia a servizio del territorio e su quali azioni verranno intraprese al fine di riqualificare la frazione di Gargallo.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Si trova a soli 5 km da Carpi, ma Gargallo sembra sempre di più una zona abbandonata a se stessa.
La chiusura della locale farmacia ad aprile è stata solo l’ultima goccia nell’oceano delle vessazioni che i residenti della frazione sono costretti a subire da anni.
Primo esempio, il più importante, è quello legato alla sicurezza: qui un problema reale esiste, con una media di un furto in villa al mese.
La querelle tra gli abitanti e il Comune era iniziata già da tempo, da quando cioè l’amministrazione non riesce a risolvere il problema dell’accesso all’adsl nel territorio della frazione.
Questo tema non riguarda solo semplici cittadini che desiderano dedicare del tempo alla navigazione veloce su internet, ma è strettamente connesso alla chiusura della farmacia.
Infatti, l’assenza dellla copertura adsl non permetteva ai farmacisti di evadere le richieste di prenotazione al Cup, il centro dell’Ausl che raccoglie le prenotazioni per visite e prestazioni specialistiche ambulatoriali.
Di fatto i residenti erano costretti a recarsi nelle farmacie di Carpi, dove coglievano l’occasione anche per acquistare i medicinali.
Da oltre due anni il farmacista lamentava questa situazione, ma a fronte di silenzi assordanti non ha potuto far altro che chiudere la struttura.
Anche le attività commerciali che si trovano a Gargallo operano a metà servizio, con un evidente danno per la frazione: una di queste è il negozio di generi alimentari.
A ciò si deve aggiungere anche il degrado in cui versano le aree verdi della zona, in cui sempre più di frequente erbacce e incuria trovano ampio spazio.
Preoccupato per lo stato e le condizioni in cui si trova Gargallo, il consigliere del Pdl, Antonio Russo, ha presentato un’interrogazione che sarà presto discussa in consiglio.
Russo.
rivolgendosi a sindaco e giunta, chiede se essi «siano a conoscenza della grave situazione di degrado oltre che di carenza di servizi riguardante la frazione.
Quali sono le ragioni e di chi è la responsabilità dell’incuria e mancata manutenzione delle aree verdi?».
Il consigliere incalza l’assessore competente anche sullo stato attuale della copertura adsl, sull’opportunità di garantire la presenza di una farmacia a servizio del territorio e su quali azioni verranno intraprese al fine di riqualificare la frazione di Gargallo.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
giovedì 15 aprile 2010
I tecnici hanno iniziato i lavori senza informare i residenti
La questione del nuovo elettrodotto di Migliarina si arricchisce di un nuovo e inquietante capitolo: alcuni tecnici di Terna spa, la società incaricata della costruzione dell’infrastruttura elettrica, hanno oltrepassato i limiti di proprietà private senza autorizzazione, effettuando misurazioni e picchettando il terreno agricolo di privati cittadini.
A denunciare l’azione scorretta, sono alcuni cittadini della frazione ad ovest di Carpi, in cui da diversi anni è in ballo un contenzioso causato dalla costruzione di un nuovo tracciato Enel tra Fossoli e Correggio: «Si sono introdotti nella mia proprietà privata senza nessun permesso - accusa Maurizio Traldi, proprietario di uno dei terreni sui cui è avvenuta la vicenda -.
Hanno tolto il cartello di divieto d’accesso e sono entrati, piantando paletti e segnando con uno spray blu i pali delle vigne. Mi hanno detto che la società poteva pagarmi quanto volevo per l’esproprio, ma non è una questione di soldi».
Un’operazione discutibile quella condotta da Terna martedì, che non è passata inosservata a Migliarina, nonostante il tentativo malriuscito di confondere i residenti: «Non avevano segni di riconoscimento di appartenenza all’azienda - racconta Adriano Caffari, altro proprietario sul terreno del quale dovrà passare un traliccio -, si sono presentati con abbigliamento e veicoli civili».
Il modus operandi a dir poco irrispettoso è proseguito anche all’interno di altre case: «Questi signori si sono presentati a casa di mia madre - afferma Fiorella Bellelli, presidente del Comitato dei cittadini di Migliarini contro l’elettrodotto - e le hanno mentito dichiarando di dover effettuare analisi del terreno. Invece hanno piantato dei picchetti».
Insomma, ai cittadini di Migliarina questo sopruso non va proprio giù.
E come dargli torto: dalla loro ci sono diversi passaggi giuridici ed elementi inconfutabili.
«Il Tar di Bologna, a cui noi abbiamo fatto ricorso, ha di fatto ‘congelato’ la partita fino al pronunciamento. Quindi Terna non poteva assolutamente fare nuove mosse. Inoltre non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione da parte del Prefetto».
Il legale del Comitato, l’avvocato Lucia Maggiolo, ha condannato l’accaduto, invitando i suoi assistiti a chiamare le forze dell’ordine qualora si dovesse ripetere.
Quella dell’elettrodotto di Migliarina è una vicenda dai contorni poco chiari sin dal suo avvio: in origine Enel aveva disegnato il tracciato sopra Budrione, un’altra frazione poco distante.
Dopo le proteste dei cittadini, costituitisi in un Comitato, l’amministrazione nel 2005 diede il via libera ad un secondo percorso, che stavolta prevedeva l’attraversamento di Migliarina.
Anche qui, come visto, è sorto un Comitato di cittadini preoccupati per la salute e in difesa dei propri terreni.
Ma forse a pochi chilometri di distanza le preoccupazioni valgono meno.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
La questione del nuovo elettrodotto di Migliarina si arricchisce di un nuovo e inquietante capitolo: alcuni tecnici di Terna spa, la società incaricata della costruzione dell’infrastruttura elettrica, hanno oltrepassato i limiti di proprietà private senza autorizzazione, effettuando misurazioni e picchettando il terreno agricolo di privati cittadini.
A denunciare l’azione scorretta, sono alcuni cittadini della frazione ad ovest di Carpi, in cui da diversi anni è in ballo un contenzioso causato dalla costruzione di un nuovo tracciato Enel tra Fossoli e Correggio: «Si sono introdotti nella mia proprietà privata senza nessun permesso - accusa Maurizio Traldi, proprietario di uno dei terreni sui cui è avvenuta la vicenda -.
Hanno tolto il cartello di divieto d’accesso e sono entrati, piantando paletti e segnando con uno spray blu i pali delle vigne. Mi hanno detto che la società poteva pagarmi quanto volevo per l’esproprio, ma non è una questione di soldi».
Un’operazione discutibile quella condotta da Terna martedì, che non è passata inosservata a Migliarina, nonostante il tentativo malriuscito di confondere i residenti: «Non avevano segni di riconoscimento di appartenenza all’azienda - racconta Adriano Caffari, altro proprietario sul terreno del quale dovrà passare un traliccio -, si sono presentati con abbigliamento e veicoli civili».
Il modus operandi a dir poco irrispettoso è proseguito anche all’interno di altre case: «Questi signori si sono presentati a casa di mia madre - afferma Fiorella Bellelli, presidente del Comitato dei cittadini di Migliarini contro l’elettrodotto - e le hanno mentito dichiarando di dover effettuare analisi del terreno. Invece hanno piantato dei picchetti».
Insomma, ai cittadini di Migliarina questo sopruso non va proprio giù.
E come dargli torto: dalla loro ci sono diversi passaggi giuridici ed elementi inconfutabili.
«Il Tar di Bologna, a cui noi abbiamo fatto ricorso, ha di fatto ‘congelato’ la partita fino al pronunciamento. Quindi Terna non poteva assolutamente fare nuove mosse. Inoltre non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione da parte del Prefetto».
Il legale del Comitato, l’avvocato Lucia Maggiolo, ha condannato l’accaduto, invitando i suoi assistiti a chiamare le forze dell’ordine qualora si dovesse ripetere.
Quella dell’elettrodotto di Migliarina è una vicenda dai contorni poco chiari sin dal suo avvio: in origine Enel aveva disegnato il tracciato sopra Budrione, un’altra frazione poco distante.
Dopo le proteste dei cittadini, costituitisi in un Comitato, l’amministrazione nel 2005 diede il via libera ad un secondo percorso, che stavolta prevedeva l’attraversamento di Migliarina.
Anche qui, come visto, è sorto un Comitato di cittadini preoccupati per la salute e in difesa dei propri terreni.
Ma forse a pochi chilometri di distanza le preoccupazioni valgono meno.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
giovedì 18 febbraio 2010
Inauguriamo una nuova rubrica e lanciamo un nuovo appello.
Scrivi A
La rubrica è la mamma di tutte le rubriche: La posta dei lettori.
Volete dire qualcosa e non sapete dove inserire il commento? Volete lanciare un nuovo argomento di discussione? Volete porre delle domande all'Amministrazione Comunale?
Usate queste pagine.
Mandate una mail a carpizeronove@gmail.com e la pubblicheremo nella rubrica "La posta dei lettori".
Scrivi PER
Carpizeronove non è un giornale. Non ha una redazione. Vuole essere un luogo di dibattito politico ma è diventato anche un mezzo di informazione. La nostra idea di informazione è quella del Giornalismo Partecipativo (i fighetti dicono citizen journalism) in cui sono i lettori a creare le notizie.
Adesso ci piacerebbe trovare collaboratori con una di queste due caratteristiche:
Scrivi A
La rubrica è la mamma di tutte le rubriche: La posta dei lettori.
Volete dire qualcosa e non sapete dove inserire il commento? Volete lanciare un nuovo argomento di discussione? Volete porre delle domande all'Amministrazione Comunale?
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Mandate una mail a carpizeronove@gmail.com e la pubblicheremo nella rubrica "La posta dei lettori".
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Adesso ci piacerebbe trovare collaboratori con una di queste due caratteristiche:
- Vivi a Botteghino di Quartirolo, Botteghino Valle, Budrione, Cantone, Cortile, Fòssoli, Fossoli Gruppo, Gargallo, Gargallo di Cantone, Gruppo, Migliarina Roma, Ponte Nuovo, Ponte Pietra, San Marino, San Martino, Santa Croce, Vittoria? (elenco preso da qui, alcune non le conoscevo nemmeno io!) Diventa corrispondente di carpizeronove per la tua frazione! Mandaci qualche notizia di quello che succede a pochi chilometri da Palazzo Scacchetti ... perchè Carpi non è solo la piazza!
- Ti interessi di scuola, ambiente, edilizia, tessile, animali, bambini, anziani, sport, musica, bilanci, immigrazione? Diventa corrispondente di carpizeronove per il tuo argomento a scelta! Perchè noi micca possiamo sapere di tutto!
mercoledì 16 settembre 2009
Il Consiglio comunale di Carpi di giovedì 10 settembre ha approvato all’unanimità la Variante ad un Piano particolareggiato d’iniziativa privata del 2006 relativo ad un’area di oltre sedicimila metri quadrati posta nelle vicinanze della frazione di Santa Croce all’incrocio delle vie Carrobbio, Fornaci e della Rosa ovest, e dove ha sede l’Acetificio A.I.M.O-Acetifici Italiani Modena S.r.l. Questo provvedimento consentirà ai proprietari di quest’area di recuperare a fini residenziali un’importante villa del Settecento, villa Bellentani-Grimelli, ora a destinazione commerciale, adiacente alla fabbrica. Verrà rifatta la recinzione, ampliata la strada che conduce da via Fornaci allo stabilimento industriale per permettere un migliore accesso e manovra dei camion, spostata la pesa e costruita una abitazione di servizio per il custode di 150 mq, collegata alla villa. Saranno inoltre risistemati i parcheggi di pertinenza della stessa, ampliata via Della Rosa ovest e realizzato un giardino all’italiana, mentre la bottaia in acciaio della fabbrica (dove matura l’Aceto balsamico industriale qui prodotto) verrà sopraelevata a dieci metri d’altezza. La Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per le provincie di Bologna, Modena e Reggio Emilia ha dato l’ok al progetto di restauro della villa “atto importante – ha ricordato in aula il capogruppo Pdl Roberto Andreoli – perché con questo intervento i privati potranno restituirla alla vista”.
giovedì 10 settembre 2009
La frazione di Fossoli di Carpi rientrava fino a poco tempo fa nelle aree non coperte da connessione Adsl (Internet a banda larga). Negli ultimi tempi sono state numerose le segnalazioni e le richieste giunte all'amministrazione comunale da parte di aziende e cittadini, a ribadire l'importanza della disponibilità del servizio Adsl per la comunità fossolese e per chi vi risiede e lavora. Per ridurre il divario digitale nella frazione l'amministrazione ha realizzato un box tecnologico da adibire a nuova centrale telefonica in via del Cacciatore, su un terreno comunale. Tale infrastruttura è stata affittata nel settembre 2008 a Telecom Italia che, data la disponibilità del nuovo locale, ha iniziato i lunghi lavori di allestimento di una nuova centrale e di migrazione dei numeri dalla vecchia rete alla nuova. Ad oggi Telecom ha completato la migrazione del 50% dei numeri telefonici della frazione: su questi ora è già possibile richiedere l'attivazione del servizio telefonando al numero 187 per clienti privati e al numero 191 per le aziende. Il termine dei lavori di migrazione è previsto per la fine del mese di ottobre. "Anche a Fossoli, come è avvenuto a Gargallo - è il commento dell'assessore ai Servizi Informativi Cinzia Caruso – il Comune è fortemente impegnato a favorire il cosiddetto 'Livello Minimo di Comunicazione' per un più facile e diffuso accesso alle nuove tecnologie nell'ambito del Progetto per la riduzione del Divario Digitale sostenuto anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi".
(Fonte: http://www.sassuolo2000.it/2009/09/09/adsl-a-fossoli-il-50-del-territorio-e-gia-servito/)
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(Fonte: http://www.sassuolo2000.it/2009/09/09/adsl-a-fossoli-il-50-del-territorio-e-gia-servito/)
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mercoledì 2 settembre 2009
GARGALLO - Un autentico miracolo, almeno dal punto di vista della pubblica amministrazione: è quello che è accaduto nella piccola frazione di Carpi, dove una piccola ditta è riuscita a portare l 'agognatissima banda larga con più di un mese d 'anticipo rispetto alla scadenza prevista. Di fronte al disinteresse dei `big' della telefonia per la piccola frazione, giudicata poco redditizia,
il Comune non aveva rinunciato al progetto di eliminare il `digital divide'che precludeva ai cittadini di accedere ad una `Rete' che diventa sempre più indispensabile . Così, a luglio era stato indetto un bando in modo da individuare una ditta in grado di garantire
la copertura territoriale del servizio, il costo del servizio al l 'utente finale e la qualità della banda. La Netandwork di Correggio ha
vinto il bando ed è riuscita ad attivare il servizio lo scorso 25 agosto . «E' una buona notizia per i cittadini di Gargallo che aspettavano questo intervento per poter `navigare ' velocemente in Internet - ha commentato l'assessore al Sistema informativo Cinzia Caruso – ed è anche una prova dell'impegno del Comune nel sopperire al disinteresse delle aziende del settore nei confronti di
un'area per loro poco redditizia. L'anticipo rispetto ai tempi previsti è un'altra bella notizia che conferma la positività della scelta compiuta».
(Fonte Modena QUI)
il Comune non aveva rinunciato al progetto di eliminare il `digital divide'che precludeva ai cittadini di accedere ad una `Rete' che diventa sempre più indispensabile . Così, a luglio era stato indetto un bando in modo da individuare una ditta in grado di garantire
la copertura territoriale del servizio, il costo del servizio al l 'utente finale e la qualità della banda. La Netandwork di Correggio ha
vinto il bando ed è riuscita ad attivare il servizio lo scorso 25 agosto . «E' una buona notizia per i cittadini di Gargallo che aspettavano questo intervento per poter `navigare ' velocemente in Internet - ha commentato l'assessore al Sistema informativo Cinzia Caruso – ed è anche una prova dell'impegno del Comune nel sopperire al disinteresse delle aziende del settore nei confronti di
un'area per loro poco redditizia. L'anticipo rispetto ai tempi previsti è un'altra bella notizia che conferma la positività della scelta compiuta».
(Fonte Modena QUI)
martedì 1 settembre 2009
Da qualche giorno il servizio è attivo nella frazione
Dal 25 agosto scorso è attivo a Gargallo il servizio di collegamento Internet in banda larga. In anticipo rispetto ai tempi previsti dal bando indetto dal Comune di Carpi, ai cittadini e aziende della frazione sarà ora possibile connettersi ad Internet in banda larga. Il Comune, constatato il disinteresse delle aziende di telefonia rispetto all'investimento nella frazione di Gargallo perché giudicato economicamente non conveniente, ha assunto in proprio la soluzione del divario digitale che creava disparità tra cittadini in grado di accedere o meno alla banda larga, indicendo un bando nello scorso mese di luglio. Con il bando si intendeva selezionare aziende capaci di fornire servizi di connettività in banda larga nel territorio della frazione di Gargallo e limitrofi. L'iniziativa dell'ente locale mirava a garantire per i cittadini un servizio dotato di tre qualità fondamentali: la copertura territoriale del servizio, il costo del servizio all'utente finale e la qualità della banda.
Il bando prevedeva l'installazione e la messa in funzione del collegamento entro e non oltre il 2 ottobre, mentre la Netandwork di Correggio, che se lo è aggiudicato, è riuscita ad attivarlo con più di un mese di anticipo. "Una buona notizia per i cittadini di Gargallo che aspettavano questo intervento per poter 'navigare' velocemente in Internet - spiega l'assessore al Sistema informativo Cinzia Caruso - Una prova dell'impegno del Comune nel sopperire al disinteresse delle aziende del settore nei confronti di un'area per loro poco redditizia. L'anticipo rispetto ai tempi previsti è un'altra bella notizia che conferma la positività della scelta compiuta".
Dal 25 agosto scorso è attivo a Gargallo il servizio di collegamento Internet in banda larga. In anticipo rispetto ai tempi previsti dal bando indetto dal Comune di Carpi, ai cittadini e aziende della frazione sarà ora possibile connettersi ad Internet in banda larga. Il Comune, constatato il disinteresse delle aziende di telefonia rispetto all'investimento nella frazione di Gargallo perché giudicato economicamente non conveniente, ha assunto in proprio la soluzione del divario digitale che creava disparità tra cittadini in grado di accedere o meno alla banda larga, indicendo un bando nello scorso mese di luglio. Con il bando si intendeva selezionare aziende capaci di fornire servizi di connettività in banda larga nel territorio della frazione di Gargallo e limitrofi. L'iniziativa dell'ente locale mirava a garantire per i cittadini un servizio dotato di tre qualità fondamentali: la copertura territoriale del servizio, il costo del servizio all'utente finale e la qualità della banda.
Il bando prevedeva l'installazione e la messa in funzione del collegamento entro e non oltre il 2 ottobre, mentre la Netandwork di Correggio, che se lo è aggiudicato, è riuscita ad attivarlo con più di un mese di anticipo. "Una buona notizia per i cittadini di Gargallo che aspettavano questo intervento per poter 'navigare' velocemente in Internet - spiega l'assessore al Sistema informativo Cinzia Caruso - Una prova dell'impegno del Comune nel sopperire al disinteresse delle aziende del settore nei confronti di un'area per loro poco redditizia. L'anticipo rispetto ai tempi previsti è un'altra bella notizia che conferma la positività della scelta compiuta".
domenica 26 luglio 2009
Vincitrice del bando per la fornitura una ditta di Correggio
Nelle scorse settimane si è chiuso il bando per la promozione e selezione di progetti innovativi tesi alla fornitura di collegamenti in banda larga alternativi all'Adsl a Gargallo e zone limitrofe, frazione dove non si prevede nessun intervento da parte di Telecom o di altri operatori di telecomunicazioni per ridurre il cosiddetto 'digital divide': l'amministrazione comunale ha previsto con questo bando la possibilità di offrire entro tre mesi dal momento dell'assegnazione del bando stesso un collegamento wireless a privati ed aziende, grazie al rilascio di concessioni gratuite di siti da parte dell'ente locale e alla posa di piccole antenne su strutture già esistenti e di proprietà del Comune. Al bando hanno risposto due società: la Commissione che doveva valutare i progetti pervenuti ha assegnato la valutazione migliore al piano presentato dalla NETandWork di Correggio, dell'ingegner Carlo Gozzi, in base a criteri come la copertura territoriale del servizio, il costo di questo per l'utente finale e la qualità della banda messa a disposizione. L'azienda che si è aggiudicata il bando ora dovrà garantire la connettività wireless a Gargallo entro e non oltre il 2 ottobre prossimo.
(Fonte: http://www.carpidiem.it/cgi/jump.cgi?ID=101348)
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Nelle scorse settimane si è chiuso il bando per la promozione e selezione di progetti innovativi tesi alla fornitura di collegamenti in banda larga alternativi all'Adsl a Gargallo e zone limitrofe, frazione dove non si prevede nessun intervento da parte di Telecom o di altri operatori di telecomunicazioni per ridurre il cosiddetto 'digital divide': l'amministrazione comunale ha previsto con questo bando la possibilità di offrire entro tre mesi dal momento dell'assegnazione del bando stesso un collegamento wireless a privati ed aziende, grazie al rilascio di concessioni gratuite di siti da parte dell'ente locale e alla posa di piccole antenne su strutture già esistenti e di proprietà del Comune. Al bando hanno risposto due società: la Commissione che doveva valutare i progetti pervenuti ha assegnato la valutazione migliore al piano presentato dalla NETandWork di Correggio, dell'ingegner Carlo Gozzi, in base a criteri come la copertura territoriale del servizio, il costo di questo per l'utente finale e la qualità della banda messa a disposizione. L'azienda che si è aggiudicata il bando ora dovrà garantire la connettività wireless a Gargallo entro e non oltre il 2 ottobre prossimo.
(Fonte: http://www.carpidiem.it/cgi/jump.cgi?ID=101348)
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martedì 5 maggio 2009
Roberto Andreoli
Vedi anche:
Realizzare un piano di miglioramento della viabilità a sud-est e rivedere il raccordo tra il cavalcavia di Via Lama e la strada statale per Modena; analizzare la fattibilità di un sottopasso ferroviario verso Cibeno (Manzoni-Ariosto-Roosvelt).Enrico Campedelli
Realizzazione di un sottopasso pedonale in fondo a Via Peruzzi.
Chiudere l'anello tangenziale intorno a Carpi, escluendo i Tir dalla città. Il sottopasso in via 2 Ponti per realizzare il terminal-bus, il parcheggio e i servizi dietro la stazione Fs, nonchè studiarne uno anche a Cibeno. (programma Idv)
Vedi anche:
Roberto Andreoli
Stimolare le aggregazioni tra società sportive per favorire squadre di èlite (calcio, pallavolo, tennis); fornire attrezzature sportive in ogni parco.Enrico Campedelli
Lo sport come dirittoGiliola Pivetti
Lo sport è un diritto sociale di cittadinanza. I dati mostrano una crescente adesione alla pratica sportiva. È necessario sostenere e incentivare l’associazionismo sportivo, per promuovere e diffondere la cultura dello sport, in particolare di base. In tempi di ristrettezza economica, più che sui grandi impianti, è opportuno concentrarsi sull’impiantistica sportiva più piccola e realizzare alcuni interventi comunque significativi. Per quanto riguarda gli impianti maggiori, la piscina comunale è ormai obsoleta e inadeguata a rispondere alle esigenze del territorio. A fronte delle ristrettezze finanziarie, il progetto di realizzazione della nuova piscina dovrà essere razionalizzato all’insegna del contenimento dei costi e al contempo rafforzato dal coinvolgimento di soggetti privati nell’ottica del project financing, indispensabile per realizzare un’opera di tali dimensioni.
Nuove scuole a S. Croce e a Cibeno, con Palestra (programma Idv)
Da qui a due anni realizzeremo alle spalle di quella attuale la famosa piscina che è a tutt’oggi in ritardo perché il progetto è stato rivisto per assicurare nuove norme di risparmio energetico e rispettare la legge antisismica. (programma Verdi)
La città non ha bisogno di grandi opere, al momento irrealizzabili.
La piscina, costata in progettazione già diverse centinaia di migliaia di euro, andrebbe affidata a un project financing, sempre che si trovi chi sia disposto a sostenerlo.
sabato 2 maggio 2009
Lorenzo Paluan
Un piano per le infrastrutture realmente necessarieGiliola Pivetti
Contro la logica delle “grandi opere”, carrozzoni buoni per la speculazione edilizia e di nessuna utilità come le proposte di nuovo stadio e di un nuovo ospedale, di complanari e rotonde, proponiamo oltre alle due opere previste dal piano mobilità (rete ciclabile integrata e metropolitana di superficie tra Modena e Carpi), che le risorse disponibili vengano destinate ad una infrastruttura innovativa quale la creazione di una rete elettrica “intelligente” in grado di accogliere gli apporti delle centinaia di impianti di energie rinnovabili che si andranno a costruire sul territorio rendendo superflua la costruzione di elettrodotti ad alto voltaggio come quello di Migliarina.
Infine, riteniamo infrastruttura necessaria l’estensione della connettività ad internet a banda larga anche ai territori che ne sono ancora sprovvisti, con l’installazione di trasmettitori wi-fi per le zone dove è antieconomico estendere il sistema via cavo.
La città non ha bisogno di grandi opere, al momento irrealizzabili.Vedi anche:
Per l'Ospedale si deve realisticamente procedere per moduli alla sua riorganizzazione e al suo ammodernamento, puntando su soluzioni aggiornate e ispirate alla massima flessibilità.
La piscina, costata in progettazione già diverse centinaia di migliaia di euro, andrebbe affidata a un project financing, sempre che si trovi chi sia disposto a sostenerlo.
Il resto può aspettare: di questi tempi Carpi ha soprattutto bisogno di una "manutenzione" diffusa e intelligente del proprio motore economico e sociale per tenere le posizioni finora raggiunte e da lì ripartire per una nuova stagione di sviluppo basato sull'uso intelligente del territorio, sulla qualità, sulla lotta allo spreco, sulle idee, sulle componenti competitive del territorio, sulla valorizzazione delle esperienze eccellenti.
venerdì 24 aprile 2009
Roberto Andreoli
Assolutamente si. Oggi non avere internet per un'azienda equivale a non avere l'auto per il rappresentante degli anni '70. L'esempio di come si può fare lo abbiamo a pochi kilometri: Correggio. Li hanno investito pubblico e privato insieme per dotare tutto il territorio comunale di connessione wireless. Anche qui non dobbiamo ricercare o aspettare che altri risolvano il problema ma dobbiamo risolverlo da soli.Lorenzo Paluan
Copertura Wireless del centro.
Copertura ADSL di tutto il territorio comunale come Correggio.
Accesso ad Internet veloce garantito su tutto il territorio, frazioni comprese.
Riteniamo infrastruttura necessaria l’estensione della connettività ad internet a banda larga anche ai territori che ne sono ancora sprovvisti, con l’installazione di trasmettitori wi-fi per le zone dove è antieconomico estendere il sistema via cavo.
Per una lista che fa riferimento a Grillo, il punto è importante perchè la rete è considerata fonte alternativa di informazioni e partecipazione.
Siamo d'accordo che quello che succede a Fossoli sia colpa della telecom, ma per frazioni come Gargallo e Cantone neanche il comune ha fatto la sua parte
In ogni caso, un comune con un minimo di spirito di innovazione, davanti alla difficoltà di tirare cavi e doppini, si pone nell'ottica di soluzioni alternative.
Alcuni comuni del nostro appennino hanno appena deliberato la copertura del territorio comunale con sistemi wi-fi. Costano meno dal punto di vista infrastrutturale a parità di servizio. Possiamo pensarlo per le frazioni a sud?
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