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venerdì 18 marzo 2011
Su RomagnaNoi è appena uscita una interessantissima intervista a Gabriele Tagliaventi, architetto e urbanista bolognese, che spiega il perché anche in Italia, come negli Usa, il modello degli Ipermercati va verso la demolizione.
Leggete un po' e dite se non si può applicare pari-pari alla nostra città.

Tagliaventi sostiene che tra dieci, “forse vent’anni a seconda di quando passerà la crisi”, in Italia, come già avviene negli Stati Uniti, gli ipermercati verranno demoliti e al loro posto nelle periferie sorgeranno nuovi “quartieri urbani integrati” [per] la consapevolezza che questi centri sono dei generatori di traffico impressionanti e quindi di inquinamento”.
"La nostra regione, insieme al Veneto, è quella che ha importato maggiormente il modello di città diffusa, a bassa densità, americano. E’ uno schema urbanistico che incoraggia l’uso dell’auto. Oggi Ferrara, Ravenna, Modena, Bologna, [Carpi] sono città all’americana, costruite secondo il modello che si usava negli Usa cinquant’anni fa”. [Un modello perdente] “Innanzitutto perché è inquinante e dipendente dal petrolio. In queste città non è possibile vivere senza auto perché tutto è decentrato,"
A Parigi, Madrid, New York, il cittadino si muove tranquillamente con i mezzi pubblici. Così, oggi, viviamo un interessante paradosso”. [E cioè] “Che si vive meglio nelle grandi città che nelle piccole. Il contrario di quanto succedeva anni fa. Nelle città a bassa densità non è possibile allargare la rete dei trasporti pubblici a tutta la cittadinanza perché non è conveniente, si creano ipermercati e si svuotano i centri storici, questo porta a problemi di sicurezza. Si crea un circolo vizioso. Ma, a parole, si va nella direzione opposta: la ‘città delle biciclette’, la ‘città a misura di pedone’, e tanti altri slogan simili messi in campo dalla politica. In realtà viviamo nella città del Suv, come in Texas dove si va a fare la spesa a chilometri di distanza. Ma i texani ce l’hanno nel sangue, è un fatto culturale: non pretendono di vivere nella città della bicicletta. Del resto, lei ha mai visto qualcuno andare a fare la spesa al centro commerciale in bicicletta? E’ evidente che ci vuole l’automobile da cui siamo sempre più dipendenti”.

Parla anche dei multisala nei quartieri industriali
“Sì, la logica è la stessa. Creando multisale periferiche i cinema in centro vengono chiusi e la città si impoverisce anche nelle ore serali. Questo a discapito della sicurezza. Quando il centro è vissuto e ci sono persone che vanno al cinema, vetrine che illuminano e dalle quali i negozianti vedono quello che succede all’esterno, la città è in un certo senso già presidiata. E’ più difficile, invece, coprire con le poche forze di polizia tutte le zone della città diffusa”. [Sarà un architetto grillino e rifondarolo]  
Una domanda pone l'accento sulla rivalità tra città vicine per l'apertura di centri commerciali (tipo GrandEmilia vs. BorgoGioioso)
“Questo è un ragionamento che fanno molte amministrazioni. Invece dovrebbero dire: ‘Il Comune vicino ha l’ipermercato? Bene, io potenzio il centro storico’. Purtroppo sono logiche che la politica scoprirà fra dieci, forse vent’anni, ma vedrà che prima o poi la tendenza al quartiere integrato arriverà anche da noi. L’ipermercato è un modello antieconomico ed antiecologico.
Di chi è la colpa?
“C’è confusione e questo si riversa sulle scelte urbanistiche. Poi nel centrodestra sostengono che l’ipermercato è una forma di libertà, dall’altra parte dicono che è una forma di cooperazione. Ma in Italia non abbiamo petrolio, non abbiamo minerali, la nostra più grande ricchezza è la città medioevale e rinascimentale con le sue bellezze: investiamo su di essa”.
Ma è solo per colpa degli iper che si svuotano i centri storici?
“Degli ipermercati e delle politiche che vietano l’accesso delle auto in centro. Questo è un altro paradosso. Viviamo nella civiltà delle automobili e facciamo le giornate ecologiche in cui si vieta l’accesso ai centri storici, lasciando libere le persone di andare negli ipermercati che sono i più grossi generatori di inquinamento”.
Hanno ragione i commercianti, allora?
“Certo. La città italiana all’estero è un marchio, tanto che viene copiata come succede già a Boston e in tantissime altre zone del Nord America. Gli altri ci copiano le città, noi che le abbiamo a disposizione le svuotiamo. Se non ci fossimo dentro, sarebbe un caso da studiare antropologicamente”.
Ma ci siamo dentro... fino al collo! 
martedì 15 marzo 2011
Martedì 15 marzo alle ore 21:00
presso la sala ANPI
di via S. Bernardino da Siena n. 10 a Carpi

“La favola nucleare”

serata organizzata dai circoli carpigiani di SEL e IDV
alla presenza di Umberto Guidoni,
astronauta e astrofisico, dirigente nazionale SEL.
Modera Matteo Casari, responsabile dipartimento ambiente IDV Modena.

Sito web: http://selterredargine.tumblr.com/
venerdì 18 febbraio 2011

Senza nulla togliere all'altra campagna in programma oggi.
martedì 8 febbraio 2011
Sarà ospite:
Luca Lombroso (Che tempo che fa – Rai3)
che terrà una lectio magistralis dal titolo “Cambiamenti climatici prima e dopo la Conferenza di Cancun”

Cos’è il Patto dei Sindaci?
È un’iniziativa che parte dall’Unione Europea nel 2008 (in occccasione della settimana europea dell’energia sostenibile) per coinvolgere le città europee nel percorso verso la sostenibilità energetica e ambientale.
Ufficialmente prende il nome di “Covenant of Mayors”: un accccordo che impegna i sindaci dei comuni europei più virtuosi a ridurre le emissioni inquinati del 20% entro il 2020.

Aderire al patto significa:
· Preparare un inventario delle emissioni di partenza
· Redigere un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (Sustainable Energy AcAction Plan - SEAP )
· Adattare le strutture della città al fine di perseguire le azioni necessarie
· Inviare un report di avanzamento ogni due anni succccess ivamente alla firma
· Partecipare alla conferenza annuale “Covenant of Mayors conference” a Bruxelles
· Condividere le esperienze e le buone pratiche con gli altri firmatari


A già ... dimenticavo, l'incontro è a Soliera e si presenterà alla cittadinanza il Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile di Soliera.

E il nostro?
Chiedi all'Assessore!
domenica 26 settembre 2010
Carpitransizione e l’Associazione La Festa lanciano la Mappa della spesa sostenibile a Carpi.

Fare la spesa è un atto politico oltre che economico. Tutti compriamo beni e servizi e ogni volta che lo facciamo, anche se non ci pensiamo, siamo di fronte ad una scelta, stiamo “dando un voto di preferenza” ad un tipo di attività o ad un altro. Ci sono tanti criteri per scegliere un prodotto e non è detto che un criterio sia sempre migliore di un altro.

Cos’è sostenibile?
Questa mappa vuole raccogliere tutte le attività commerciali che contribuiscono a ridurre gli sprechi inutili. Questo è un criterio che ha molti risvolti ambientali, economici e sociali. La priorità viene data ai prodotti locali che riducono gli sprechi legati al trasporto e alla conservazione dei prodotti, in secondo luogo ai prodotti biologici che riducono gli inutili sprechi “ambientali”, un posto importante è riservato poi alle attività che promuovono il recupero dei prodotti usati ma ancora in buono stato e alle attività attente al risparmio energetico, infine si cerca di valorizzare le attività con un forte risvolto etico e sociale.
La “sostenibilità” a cui fa riferimento è prima di tutto quella ambientale.
Ma, soprattutto in un momento di crisi, la “sostenibilità” può essere anche economica perchè meno sprechi inutili spesso significa anche meno costi inutili.
Perché una mappa?
In questo caso la geolocalizzazione (come la chiamano i tecnici) cioè il vedere sulla mappa dove sono le cose non è un vezzo.
La distanza dalla propria casa, da proprio posto di lavoro, dalla scuole dei figli è uno dei criteri di sostenibilità. La famosa “Spesa a Km0” riguarda sia i km che fanno i prodotti per arrivare al negozio sia quelli che facciamo noi dal negozio a casa.
Uno dei modi di usare questa mappa è proprio quello di localizzare su di essa i propri luoghi e percorsi abituali e scoprire a cosa passiamo vicino tutti i giorni senza magari saperlo.
Chi la fa?
La mappa è stata creata da Carpitransizione in collaborazione con l’associazione La Festa che da anni si occupa di acquisti sostenibili e solidali. Le due caratteristiche che accomunano queste due realtà sono il rispetto per l’ambiente e il territorio e la fiducia nella forza delle comunità locali.
La mappa però non è completa perché queste attività si stanno moltiplicando e soprattutto perchè spesso si tratta di piccole realtà che non hanno la possibilità di investire risorse nella pubblicità.
Se siete titolari o clienti o semplicemente conoscete un’attività che potrebbe stare in questa mappa, segnalatela con l’apposito modulo.
sabato 28 agosto 2010
La controllata Sinergas denuncia raggiri della multinazionale

«Ho sottoscritto un contratto per la fornitura dell’energia con Enel Energia, ma mi hanno ‘appioppato’ anche quella del gas».
Decine di queste segnalazioni sono arrivate nei giorni scorsi a Sinergas, la società di vendita gas del gruppo Aimag.
Sono ancora una volta le strategie di marketing commerciale messe in atto dall’agguerrita concorrenza a togliere il sonno al gruppo Aimag, costretto a trasformarsi in una sorta di associazione dei consumatori: dopo ‘gli assalti’ a Limidi, Soliera e Novi dei promoter di un’azienda legata a Hera, che a caccia di ‘affari semplici’ tentavano il colpo sensazionalistico «sottoscrivete il contratto con noi perché tanto Aimag non esiste più, è stata comprata da Hera», ora sono i cittadini di Carpi a segnalare all’azienda multiservizi uno «scorretto comportameno commerciale».
Stavolta però Hera non c’entra, ed è un colosso come Enel ad essere messo sotto accusa da Sinergas.
E’ la stessa società a spiegare ciò che sta accadendo da qualche giorno, e cioè il comportamento scorretto dei venditori di Enel Energia: «In questi giorni - spiegano da Sinergas - sono arrivate diverse segnalazioni da parte di residenti del Comune di Carpi circa lo scorretto comportamento commerciale di venditori operanti per conto della società Enel Energia.
I venditori si sono infatti presentati a casa di questi clienti proponendo un nuovo contratto, stipulato con Enel Energia, con il quale passare sul mercato per la fornitura di energia elettrica.
I clienti hanno sottoscritto il contratto compilando esclusivamente i riquadri relativi all’energia elettrica e non quelli del gas ma nei giorni successivi si sono accorti, che, a loro insaputa, erano diventati clienti Enel Energia anche per la fornitura del gas metano nonostante non ci fosse mai stata la sottoscrizione di un contratto in tal senso».
Una denuncia forte, a cui non è difficile prevedere una replica da parte della potente multinazionale.
Ad ogni modo la vicenda, qualora dovesse trovare ulteriori conferme, evidenzia ancora una volta i modi ‘aggressivi’ e poco corretti di alcune società che, per conto di importanti aziende di servizi, prendono iniziative spesso non concordate.
L’invito di Sinergas ai propri clienti è quello di prestare la massima attenzione, ricordando «che in caso di dubbi o verifiche è sempre possibile telefonare al numero verde Sinergas 800 038083».

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)
sabato 29 maggio 2010
In un post di un paio di mesi fa, all'indomani dell'incontro "Energia verde e sviluppo", avevo criticato come poco coraggiosa l'idea dell'Assessore Tosi di AFFITTARE i tetti comunali a privati che volessero installarvi a proprie spese impianti fotovoltaici. Poco coraggiosa dal punto di vista del reale impegno da parte del Comune nel promuovere interventi di green economy.
Pensavo che il Comune, se proprio non voleva investire in energie rinnovabili, potesse almeno cedere gratuitamente i propri tetti ai volenterosi privati; pensavo che si potesse trovare un accordo per cui magari il comune usufruisse del risparmio energetico/ecologico derivante dallo scambio sul posto e i privati remunerassero il proprio investimento godendo dell'incentivo statale. Era chiedere troppo.

Scopro oggi, da un minuscolo trafiletto sul settimanale Tempo, che AIMAG realizzerà due impianti fotovoltaici su due edifici comunali, in particolare sulla scuola primaria "Rodari" di via Cuneo e sulla scuola materna "Arcobaleno" di via Baden Powell.
 Per prima cosa rimango sorpreso del fatto che l'Assessore Tosi non abbia pubblicizzato di più questo primo "successo".
La lettura della convenzione (qui la delibera e sotto gli allegati) mi toglie questa perplessità e me ne lascia altre.
Innanzitutto non si tratta di un intervento considerato di competenza dei Servizi Ambientali ed Energetici (come ingenuamente credevo) ma del settore Lavori Pubblici, Infrastrutture e Patrimonio e quindi l'Assessore Tosi non aveva di che vantarsi.
Ma forse nemmeno l'Assessore D'Addese potrà vantarsi tanto se è vero che:
- i tetti comunali non sono stati AFFITTATI ad AIMAG ma ceduti in comodato GRATUITO,
- solo AIMAG usufruirà dell'incentivo statale
e, cosa che mi sembra ancora più clamorosa,
- il Comune non potrà collegare le proprie utenze direttamente all’impianto fotovoltaico e continuerà a ricevere (e quindi pagare, NdR) tutta l’energia elettrica di cui necessita dal fornitore con cui intrattiene attualmente il rapporto di fornitura
- mentre l'energia prodotta verrà immessa in rete (e quindi venduta, NdR) attraverso un contatore di proprietà di AIMAG

E cosa ottiene in cambio il Comune?
una somma annuale, pari al 10% della fattura emessa a fronte della vendita di energia elettrica prodotta dall’impianto (quindi non dell'intero ricavo di AIMAG che comprende anche l'incentivo statale) per la sponsorizzazione di iniziative sulle tematiche inerenti l’utilizzo delle fonti rinnovabili oppure su iniziative segnalate dal Comune stesso.

Se quella proposta da Tosi mi sembrava poco "green", la versione D'Addese mi sembra anche poco "economy" ...
Ma chissà di quante iniziative di sensibilizzazione ha ancora bisogno Carpi?
venerdì 16 aprile 2010
Il Comitato: «E’ illegittimo perché non c’era urgenza»

«Non è in atto alcuna ‘prevaricazione’».
Si difende così Terna, la società incaricata della costruzione dell’elettrodotto di Migliarina, dalle accuse mosse dai cittadini della frazione.
Alcuni privati, proprietari di terreni agricoli, avevano denunciato l’attività scorretta della utility romana, rea di aver inviato propri tecnici per effettuare misurazioni e picchettamenti all’interno di proprietà private senza autorizzazione.
«I tecnici stanno effettuando rilievi e sondaggi geologici propedeutici alla progettazione esecutiva dell’opera - si legge in una nota di Terna -, autorizzata nel giugno del 2007 dalla Regione Emilia-Romagna previo parere favorevole del Comune di Carpi del maggio del 2006, che sarà realizzata a partire dal 2011 con un investimento di oltre 7 milioni di euro.
Quanto alla presunta pericolosità della linea elettrica, i tecnici ricordano che tutti gli elettrodotti Terna sono progettati e realizzati nel pieno rispetto delle normative tecniche e di legge vigenti».
Il comunicato, dal punto di vista giuridico, poco esprime circa la legittimità dell’azione effettuata martedì scorso sul territorio di Migliarina.
E in effetti la flebile presa di posizione della società non ha per niente convinto il Comitato dei cittadini: «Nessuno ci ha mandato una lettera per avvisarci dell’arrivo dei tecnici - ribadisce la presidente Fiorella Bellelli -, nemmeno il Prefetto. E’ vero, l’opera è stata dichiarata di pubblica utilità dalla Regione, ma fino al decreto di esproprio questa è proprietà privata».
A sostenere la difesa dei cittadini della frazione carpigiana c’è anche il parere dell’avvocato Lucia Maggiolo, legale del Comitato, specializzata in diritto amministrativo.
Con alla mano i riferimenti normativi contenuti nel ‘Testo unico delle disposizioni legislative in materia di espropriazione per pubblica utilità’, il legale parla di azione illegittima da parte di Terna: dall’articolo 22bis (denominato ‘Occupazione d’urgenza preordinata all’espropriazione’) si apprende che solo in presenza del carattere di particolare urgenza dell’avvio dei lavori, «può essere emanato, senza particolari indagini e formalità, un decreto motivato che determina in via provvisoria l’indennità di espropriazione, e che quindi dispone anche l’occupazione anticipata dei beni immobili necessari».
Il carattere d’urgenza dell’opera ovviamente non esiste, dal momento che da circa tre anni tutta la vicenda dell’elettrodotto è praticamente congelata: «Non riceviamo raccomandate da tanto, se fosse cambiato qualcosa ci avrebbero avvisati» ha precisato Bellelli.
Tralasciando gli aspetti giuridici, che in ogni caso sembrerebbero dare ragione in maniera incontrovertibile ai privati, è anche la sensibilità dei cittadini ad essere stata violata: se la questione andrà avanti, lo deciderà il Comitato, di concerto con il proprio legale.

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)
giovedì 15 aprile 2010
I tecnici hanno iniziato i lavori senza informare i residenti

La questione del nuovo elettrodotto di Migliarina si arricchisce di un nuovo e inquietante capitolo: alcuni tecnici di Terna spa, la società incaricata della costruzione dell’infrastruttura elettrica, hanno oltrepassato i limiti di proprietà private senza autorizzazione, effettuando misurazioni e picchettando il terreno agricolo di privati cittadini.
A denunciare l’azione scorretta, sono alcuni cittadini della frazione ad ovest di Carpi, in cui da diversi anni è in ballo un contenzioso causato dalla costruzione di un nuovo tracciato Enel tra Fossoli e Correggio: «Si sono introdotti nella mia proprietà privata senza nessun permesso - accusa Maurizio Traldi, proprietario di uno dei terreni sui cui è avvenuta la vicenda -.
Hanno tolto il cartello di divieto d’accesso e sono entrati, piantando paletti e segnando con uno spray blu i pali delle vigne. Mi hanno detto che la società poteva pagarmi quanto volevo per l’esproprio, ma non è una questione di soldi».
Un’operazione discutibile quella condotta da Terna martedì, che non è passata inosservata a Migliarina, nonostante il tentativo malriuscito di confondere i residenti: «Non avevano segni di riconoscimento di appartenenza all’azienda - racconta Adriano Caffari, altro proprietario sul terreno del quale dovrà passare un traliccio -, si sono presentati con abbigliamento e veicoli civili».
Il modus operandi a dir poco irrispettoso è proseguito anche all’interno di altre case: «Questi signori si sono presentati a casa di mia madre - afferma Fiorella Bellelli, presidente del Comitato dei cittadini di Migliarini contro l’elettrodotto - e le hanno mentito dichiarando di dover effettuare analisi del terreno. Invece hanno piantato dei picchetti».
Insomma, ai cittadini di Migliarina questo sopruso non va proprio giù.
E come dargli torto: dalla loro ci sono diversi passaggi giuridici ed elementi inconfutabili.
«Il Tar di Bologna, a cui noi abbiamo fatto ricorso, ha di fatto ‘congelato’ la partita fino al pronunciamento. Quindi Terna non poteva assolutamente fare nuove mosse. Inoltre non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione da parte del Prefetto».
Il legale del Comitato, l’avvocato Lucia Maggiolo, ha condannato l’accaduto, invitando i suoi assistiti a chiamare le forze dell’ordine qualora si dovesse ripetere.
Quella dell’elettrodotto di Migliarina è una vicenda dai contorni poco chiari sin dal suo avvio: in origine Enel aveva disegnato il tracciato sopra Budrione, un’altra frazione poco distante.
Dopo le proteste dei cittadini, costituitisi in un Comitato, l’amministrazione nel 2005 diede il via libera ad un secondo percorso, che stavolta prevedeva l’attraversamento di Migliarina.
Anche qui, come visto, è sorto un Comitato di cittadini preoccupati per la salute e in difesa dei propri terreni.
Ma forse a pochi chilometri di distanza le preoccupazioni valgono meno.

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)
mercoledì 31 marzo 2010
Follonica (GR) è il primo comune in Italia ad aver approvato una mozione sull’abolizione dei CIP 6 che si pagano nella bolletta Enel. Questo è un ulteriore tassello che va a rimarcare la contrarietà all’inceneritore di Scarlino da parte di tutto il consiglio comunale.

Ieri (il 10 marzo, NdR), sia maggioranza che opposizione, hanno votato ad unanimità la mozione presentata dal gruppo di maggioranza PD. Attualmente, chi produce energia elettrica da fonti rinnovabili o assimilate ha diritto a rivenderla al Gestore dei Servizi Energetici a un prezzo superiore a quello di mercato.

I costi di tale incentivo vengono finanziati mediante un sovrapprezzo del 6-7% del costo dell’energia elettrica, che viene addebitato direttamente ai consumatori finali nel conteggio di tutte le bollette.

Il problema in Italia nasce dall’inserimento della parola ‘assimilati’: così anche gli impianti di incenerimento dei rifiuti rivendono l’energia elettrica prodotta a prezzo maggiorato in base alla applicazione del CIP6, considerando il processo di produzione come derivato da fonti rinnovabili.

Questo perché in Italia per legge si è deciso di considerare l’incenerimento dei rifiuti come una fonte rinnovabile, al pari dell’energia eolica, geotermica, solare, e delle biomasse. È da notare che l’Italia è l’unico Paese nel quale viene concesso l’incentivo anche alla produzione di energia elettrica tramite procedimenti quale ad esempio il carbone o la combustione dei rifiuti urbani negli inceneritori.

Per questo il Comune di Follonica ha approvato una delibera affinchè anche la nostra nazione si allinei alle normative europee. Non vogliamo che i soldi degli utenti vadano a incrementare i profitti delle aziende, come la Scarlino Energia, che se dovesse essere autorizzata a bruciare CDR(ovvero rifiuti) continuerebbe a percepire questi incentivi sottraendoli a chi effettivamente produce energia pulita da fonti rinnovabili.

Un altro forte ‘no’ è stato detto dal Comune di Follonica all’inceneritore di Scarlino: un ‘no’ unanime e bipartisan. La tutela della salute dei cittadini, infatti, non è di destra né di sinistra...

(Fonte: comunivirtuosi.org, vedi anche il video della presentazione della mozione da parte del sindaco)
giovedì 25 marzo 2010
Sul sito della Provincia è comparsa questa notizia che ripropone gli stessi calcoli emersi dal recente incontro svoltosi a Carpi. Con un investimento da 5 milioni di euro (primo stralcio) è previsto un ritorno dagli incentivi di 500.000 euro all'anno per 20 anni più un risparmio di 130.000 euro all'anno senza contare i benefici ambientali e di resilienza rispetto a possibili futuri aumenti del costo dell'energia.

Sembra un'ulteriore conferma che l'unico ostacolo a questo tipo di progetti sia la volontà di realizzarli e l'accesso iniziale al credito.

Quale delle due cose manca a Carpi?


Il fotovoltaico su scuole e edifici della Provincia
Piano da 10 milioni, la bolletta si riduce del 15 per cento

La Provincia di Modena punta sul fotovoltaico per produrre energia elettrica risparmiando sulla bolletta e riducendo le emissioni in atmosfera. E lo fa realizzando un Piano che prevede nel 2010 l'installazione di nuovi impianti fotovoltaici sui tetti di alcune scuole superiori (Guarini e Cattaneo di Modena, Luosi e Galilei di Mirandola, compresa la palestra in via Barozzi), nel parcheggio del polo scolastico in via Leonardo Da Vinci a Modena, in quello degli istituti Morandi e Calvi a Finale Emilia, sul magazzino di via Dalton a Modena. L'investimento sarà di quasi cinque milioni di euro a cui si aggiungono altri cinque milioni entro il 2012 per nuovi progetti in corso di definizione.

Con la prima parte del Piano sarà realizzata una potenza complessiva pari a circa 1,2 megawatt e una produzione annua di quasi un milione e 300 mila kwh/anno, circa il 15 per cento del consumo energetico complessivo dell'ente: in pratica il Guarini e il Galilei risparmieranno il 30 per cento di energia elettrica, il Cattaneo addirittura il 90 per cento, in via Dalton si produrrà il doppio dell'energia utilizzata dall'edificio, al polo di via Leonardo Da Vinci si risparmierà la metà, al Morandi e al Calvi il 20 per cento.

«Il beneficio in termini ambientali - sottolinea Stefano Vaccari, assessore provinciale all'Ambiente - è di un milione di tonnellate di anidride carbonica in meno emesse in atmosfera. Il funzionamento a regime del primo stralcio produrrà ogni anno risparmi nell'ordine di 130 mila euro sull'acquisto di energia, oltre agli incentivi ministeriali pari a circa 500 mila euro all'anno per 20 anni; senza trascurare la valenza didattica del progetto nei percorsi formativi degli studenti».

Per individuare la localizzazione degli impianti, la Provincia ha condotto una serie di verifiche sulle caratteristiche, le coperture e l'esposizione al sole in 60 edifici di proprietà dell'ente. Verifiche, da approfondire ulteriormente, esaminate nei giorni scorsi dalla Giunta provinciale insieme ad alcune ipotesi di intervento previste con la seconda parte del Piano.

In questi ultimi anni la Provincia ha realizzato impianti fotovoltaici negli istituti Corni e Barozzi di Modena, nel polo scolastico di Pavullo, al liceo Fanti a Carpi, al Galilei di Mirandola, al Ferrari a Maranello, al Volta-Don Magnani a Sassuolo, al Levi di Vignola e nelle sedi dello Spallanzani a Castelfranco Emilia, Monteombraro e Vignola.
domenica 7 marzo 2010
Visita il sito dell'Associazione La Festa.
martedì 9 febbraio 2010
Così come altre amministrazioni locali di tutta Italia anche il Comune di Carpi ha deciso di aderire concedendo il suo patrocinio all’iniziativa Mi illumino di meno-quinta Giornata internazionale del risparmio energetico, promossa dalla trasmissione radiofonica di Radio Due Rai Caterpillar.


Venerdì 12 febbraio dunque alle ore 18.30 verrà spenta anticipatamente l’illuminazione pubblica di piazza Martiri e dei monumenti storici del centro storico, al fine di attirare l’attenzione sui temi del consumo consapevole e razionale dell’energia e sensibilizzare la cittadinanza su questi argomenti. L’illuminazione si riaccenderà solo alle ore 19.30. L’amministrazione comunale invita anche i cittadini a partecipare all’iniziativa, spegnendo venerdì prossimo alle ore 18.30, in concomitanza con la trasmissione radiofonica promotrice dell’evento, le luci di case, negozi ed uffici.

In occasione di Mi illumino di meno-quinta Giornata internazionale del risparmio energetico una mezza dozzina di locali cittadini aderirà infine all’iniziativa Aperitivi a lume di candela, promossa in questo caso dall’amministrazione provinciale di Modena e in città in collaborazione con Confesercenti e Ascom-Confcommercio.

Eccone l’elenco completo:
RISTORANTE ROMANZO, via Ravaglio, Migliarina
L’OFFICINA GASTRONOMICA PUB, via Bellentanina
BAR ROMA, piazza Martiri
CAFFE’ MARTINI, corso Cabassi
CAFFETTERIA DEL CENTRO, via Mazzini
BAR DORANDO, piazza Martiri

(Fonte: http://www.modena2000.it/)
lunedì 8 febbraio 2010
Ricevo e pubblico:

Dopo la bocciatura del nostro emendamento al bilancio che prevedeva l'investimento di 1 milione di euro in impianti fotovoltaici, abbiamo deciso di non arrenderci alla mancanza di innovazione di questa maggioranza e grazie alla segnalzione di un cittadino siamo venuti a conoscenza di un'interessante iniziativa del comune di Lugo, per dotare scuole ed edifici comunali di impianti per la produzione di energia fotovoltaica, senza doversi accollare l'investimento iniziale.

Sfruttando i meccanismi previsti dal Conto Energia, il comune di Carpi può mettere "a gara" i tetti dei suoi edifici, chiedendo alle aziende interessate a investire nel fotovoltaico di installarci sopra i loro impianti, con una concessione ventennale, in cambio di un modesto canone e dell'azzeramento delle bollette elettriche.

Certo, sarebbe più redditizio comprarsi e gestirsi direttamente gli impianti, ma dato che il comune non ha soldi da investire per il fotovoltaico (anche se per strade e parcheggi fino ad oggi li ha sempre trovati...), riteniamo che questa sia un'ottima soluzione per cominciare a colmare il ritardo delle politiche energetiche di questo comune e cominciare a risparmiare qualche decina di migliaia di euro in bollette.

Lorenzo Paluan

Gruppo Consiliare
Lista Civica Carpi a 5 Stelle beppegrillo.it
Partito della Rifondazione Comunista
giovedì 4 febbraio 2010
Intervento di «responsabilizzazione» da 26mila euro

E’ considerato il primo passo verso la responsabilizzazione degli abitanti del campo nomadi di via Nuova Ponente (nella foto): un intervento da 26mila euro per dotare la struttura di una ventina di centraline elettriche, modificando così il sistema di distribuzione dell’energia, che diventerà per singole utenze.
«L’impianto - spiega l’assessore alle Politiche sociali Miria Ronchetti - sarà predisposto in modo che ciascuna famiglia possa recarsi all’Enel e aprire un contratto.
E’ un percorso di responsabilizzazione che intendiamo portare avanti».
Per l’amministrazione questa delibera si tradurrà in un risparmio notevole: «L’anno scorso sono stati spesi 56mila euro per l’elettricità, quest’anno ne spenderemo 26 mila e l’anno prossimo zero» commenta Ronchetti.
Ma se da un lato la decisione dovrebbe sgonfiare le accuse di buonismo rivolte al Comune nei mesi scorsi per il pagamento delle utenze della comunità sinti, dall’altro viene subito da chiedersi come i diretti interessati avranno preso l’iniziativa: «Fanno questo intervento - dichiara Erika, una ragazza sinti - perché così dopo dobbiamo pagare noi la bolletta.
Ma con quali soldi? Non c’è lavoro, quando vedono l’indirizzo di residenza non ci fanno lavorare o chiedono specializzazioni».
Il campo, esistente da circa quattro decenni, è in condizioni degradanti e gli abitanti sono ormai esasperati: «Promettono tanto ma non mantengono - lamenta un padre di famiglia - ci avevano promesso le casette e invece continuiamo a vivere in roulotte fatiscenti.
Io vivo in un capanno che mi sono costruito da solo.
Poi c’è il problema dei topi».
«Rosicchiano i fili della luce - prosegue Erika - provocando dei blackout: poco tempo fa due grossi topi sono entrati dal tombino e hanno danneggiato l’impianto.
Questo intervento non era prioritario e comunque non risolverà il problema, perché i topi continueranno a rovinare i fili».
L’ultima derattizzazione, fa sapere l’assessore, è stata fatta circa due mesi fa ma al campo i topi sono ricomparsi dopo pochissimo: «Inquinano l’acqua, abbiamo paura per la salute dei bambini.
Dicono che accumuliamo i rifiuti? C’è solo un cassonetto davanti al campo, come facciamo?».
«I problemi ci sono - ammette Ronchetti - ma non si può pensare di risolverli tutti insieme.
Intanto questo è un passo importante».

Daniele Franda

(fonte: Modena Qui)
domenica 11 ottobre 2009
L'organizzazione a Modena del primo gruppo d'acquisto tra famiglie per pannelli solari fotovoltaici nella regione Emilia-Romagna è stata un successo inaspettato: 150 sono le famiglie modenesi iscritte al Gruppo d'Acquisto e in continua crescita le richieste di adesione, anche dai comuni della provincia. Per questo si è deciso di coordinare un secondo Gruppo d'Acquisto per pannelli solari fotovoltaici per i 3 comuni più grandi della provincia di Modena: Carpi, Mirandola e Sassuolo.

"Quella del Gruppo d'Acquisto – spiegano i coordinatori - è un'iniziativa di alto valore sociale e ambientale e di grandissima utilità pubblica, e intendiamo portarla avanti in stretta collaborazione con le amministrazioni pubbliche che, infatti, ci hanno concesso il loro patrocinio".

L'iniziativa gode dunque del patrocinio della Provincia di Modena, dei comuni di Carpi e Sassuolo, del WWF, di Legambiente e della Consulta Tutela Ambiente del Comune di Modena.

L'installazione dei pannelli solari fotovoltaici permette notevoli vantaggi economici e ambientali, amplificati dall'appartenenza al Gruppo d'Acquisto, che consente di ottenere le condizioni migliori possibili per gli impianti, sia a livello di costi sia a livello di garanzie.

Esemplifichiamo i 6 vantaggi dell'installazione degli impianti fotovoltaici:
Rimborso totale dell'installazione dell'impianto da parte del contributo statale;
Possibilità di ottenere rendite di denaro dal contributo statale e dalla vendita di energia prodotta in eccesso;
Smettere di pagare le bollette per la fornitura di energia elettrica;
Aumentare del 22% il valore della propria casa;
Eliminare, in prospettiva, le spese di carburante ricaricando mezzi di trasporto elettrici;
Salvare l'ambiente e la nostra salute, riducendo le emissioni di anidride carbonica.

"Il futuro energetico di ogni città, compresa la nostra – commenta l'assessore all'ambiente Cristiana Nocetti, che parteciperà alla presentazione dell'iniziativa – è nell'uso di molteplici fonti, tra cui soprattutto quelle rinnovabili e il sole in particolare. Alle agevolazioni e incentivi che il Comune di Sassuolo ha già previsto in altre forme, aggiungiamo volentieri questa ulteriore possibilità e opportunità per i cittadini: una prospettiva di risparmio e allo stesso tempo di miglioramento per la qualità ambientale a beneficio della collettività intera".

L'Associazione di Promozione Sociale FAZZ CLUB ha organizzato 3 riunioni informative gratuite per presentare alle famiglie il progetto G.A.SOLARE, alle quali saranno presenti gli esperti e le autorità patrocinanti:

Lunedì 12 ottobre a Carpi, ore 21 presso la Sala Congressi di P.le Allende;

Martedì 13 ottobre a Mirandola, ore 21 presso la Sala Granda del Palazzo del Municipio;

Mercoledì 14 ottobre a Sassuolo, ore 21 presso la Sala Biasin di via Rocca 22.

Per partecipare è necessario prenotarsi attraverso le seguenti modalità:
via email, scrivendo all'indirizzo fazz2@email.it;
via sms al numero 3280922045;
via fax al numero 0592927415;
telefonicamente al numero 0592156454.

Tutte le informazioni sul Gruppo d'Acquisto (GASOLARE Modena 2009) e sull'Associazione Fazz Club sono reperibili sul nostro sito web: www.fazzclub.org.

(Fonte: http://www.sassuolo2000.it/2009/10/11/g-a-solare-gruppo-d%E2%80%99acquisto-tra-famiglie-per-pannelli-solari-fotovoltaici-si-presenta-a-sassuolo/)

giovedì 13 agosto 2009
Dal Blog di Marco Boschini:

Anche la scuola media di San Leonardo in Treponzio avrà un proprio impianto fotovoltaico. La giunta comunale, nella seduta di giovedì scorso, ha approvato il suo progetto definitivo, che prevede un importo dei lavori di circa 68 mila euro. La struttura, che sarà installata sopra il tetto della palestra, permetterà di convertire l'energia solare in energia elettrica fornendo una potenzia nominale di 10 kWp. In questo modo ci saranno sia vantaggi per l'ambiente, visto che si ridurrà l'emissione di sostanze inquinanti, sia economici, visto che l'impianto permetterà al Comune di risparmiare sulla bolletta energetica.

L'intervento alla scuola media di San Leonardo si aggiunge a quelli presso i tetti delle sedi di altri tre istituti comprensivi del territorio, Capannori, Lammari e Camigliano, i cui progetti sono già stati approvati dall'amministrazione comunale, dove le opere inizieranno a breve. I quattro interventi, in totale, costeranno 288 mila euro e saranno a carico di Sevas, società a cui il Comune di Capannori ha affidato la progettazione, la realizzazione e la gestione degli impianti. A Sevas per 10 anni andrà anche il credito ottenuto dalla tariffa incentivante che deriverà dall'energia prodotta dagli impianti.

L'amministrazione comunale conferma la propria grande sensibilità sulle tematiche ambientali proseguendo gli interventi di installazione dei pannelli fotovoltaici sugli edifici pubblici commenta l'assessore all'ambiente, Alessio Ciacci -. Gli impianti ci permettono di utilizzare una fonte inesauribile di energia, quale quella solare, abbattendo l'emissione in atmosfera di sostanze nocive. Inoltre risparmiamo migliaia di euro all'anno sulla bolletta energetica.

La realizzazione degli impianti fotovoltaici è legata al progetto Il mio raggio grazie al quale si sono sensibilizzate le scuole alle buone pratiche relative all'uso e alla gestione corretta delle fonti energetiche.

Capannori ha già compiuto scelte nel campo delle energie rinnovabili. Sul tetto del palazzo comunale dal 2007, infatti, si trova un impianto fotovoltaico della potenza 20 Kilowatt che copre parte del fabbisogno energetico del palazzo di piazza Aldo Moro. Allo studio anche l'installazione degli impianti in alcune scuole dell'infanzia del territorio. Una particolare attenzione al risparmio energetico verrà inoltre posta alle materne in costruzione; le nuove a Lammari, Coselli e Lunata saranno realizzate in modo da diminuire la dispersione termica ed ottimizzare il sistema di riscaldamento.

(Fonte: http://www.marcoboschini.it/?p=1361)

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martedì 5 maggio 2009
Roberto Andreoli
Tra gli interventii che Roberto Andreoli promuoverà ci sarà un programma di intensificazione delle relazioni commerciali e turistiche. “E’ necessario - sostiene il candidato a sindaco del PDL - portare i buyers internazionali in città creando un Tour a loro dedicato, pianificando incontri con le realtà produttive e distributive locali, mostrando loro le bellezze artistiche e monumentali del nostro centro storico, promuovendo i prodotti del territorio e la buona cucina tradizionale. È indispensabile creare eventi sempre più attraenti per rilanciare il turismo lavorativo, gastronomico, culturale. Occorre fare sistema, creare un tessuto economico che lavori coeso con le Istituzioni per la promozione del marchio “Made in Carpi”.

Indennizzi per operatori economici in aree sottoposte a cantieri per più di 3 mesi (sull’esempio di Modena).

Abolizione della tassa di occupazione del suolo pubblico (TOSAP) per tavolini e dehors dei bar.
Enrico Campedelli
Attenzione al commercio

Il settore commerciale risente fortemente del calo dei consumi conseguente la forte crisi economica in atto. Anche sul commercio le politiche del Governo sono inesistenti. Le aperture delle grandi superfici commerciali hanno offerto una positiva risposta ai consumatori, che si rivolgevano alle strutture dei grandi centri commerciali di Modena, Mantova o Mirandola. Abbiamo inoltre condotto verso Carpi, dai comuni limitrofi, quei consumatori che non erano prima attratti dallo shopping sul nostro territorio. Proseguiremo le iniziative volte a promuovere la frequentazione del Centro storico e rafforzare il ruolo del consorzio pubblico/privato ConCarpi, rendendolo sempre più ideatore e promotore di eventi cittadini, e occasione di partecipazione attiva degli operatori commerciali.
Lorenzo Paluan
Attività commerciali di vicinato e filiere locali
Il commercio non può essere ridotto alla sola modalità di fruizione costruita su misura per il “consumatore automobilista”, dei grandi centri commerciali e supermercati in periferia, ai quali ora si vuole aggiungere anche il cambio di destinazione d’uso di diversi capannoni delle zone artigianali e industriali.
Riteniamo che il Comune debba farsi promotore di tutte le iniziative che consentono un rapporto diretto tra produttori e consumatori, a partire dal settore agroalimentare, rafforzando e al tempo stesso rendendo più stringente il regolamento dei “mercato contadino” in termini di selezione degli operatori, favorendo quelli che optano per l’agricoltura biologica, e di politica dei prezzi.
Giliola Pivetti
L’economia di Carpi è da tempo in declino. Con la crisi globale in atto rischia di subire un ulteriore colpo. Nell’immediato bisogna difendere le aziende e il lavoro con misure adeguate (nazionali, regionali, comunali): credito e consorzi fidi. E contemporaneamente bisogna pensare al futuro. La ricchezza, il benessere, il lavoro dei carpigiani dipendono per il 70% dal settore moda e dall’edilizia. Non può durare, almeno nelle stesse dimensioni. Se vogliamo conservare il nostro livello di benessere e di vita bisogna diversificare; attrarre con incentivi insediamenti produttivi esterni di alta qualità e tecnologia; investire su cultura, arte, creatività anche per promuovere il territorio e i suoi prodotti: la moda, il commercio, l’enogastronomia tipica; investire davvero sul risparmio energetico (anche per compensare la crisi edilizia); dare vita ad un Fondo private equity tra la Fondazione e gli Istituti bancari (almeno 15 milioni di euro) per finanziare a medio e lungo termine progetti aziendali innovativi e ricerca.
sabato 2 maggio 2009
Lorenzo Paluan
Un piano per le infrastrutture realmente necessarie
Contro la logica delle “grandi opere”, [...] proponiamo [...] che le risorse disponibili vengano destinate ad una infrastruttura innovativa quale la creazione di una rete elettrica “intelligente” in grado di accogliere gli apporti delle centinaia di impianti di energie rinnovabili che si andranno a costruire sul territorio rendendo superflua la costruzione di elettrodotti ad alto voltaggio come quello di Migliarina.
Enrico Campedelli
Salvaguardare l’ambiente e tutelare il territorio

In un momento di crisi come quello attuale, la sfida ambientale è la vera opportunità da cogliere per rilanciare l’economia italiana. È necessario adottare politiche per la tutela, il rispetto e la promozione dell’ambiente, in coerenza con l’inserimento nei regolamenti edilizi di norme che incentivano politiche volte alla bioedilizia e al risparmio energetico, l’investimento sul trasporto pubblico, sulle piste ciclabili, sulle rotonde e sulle aree verdi pubbliche.

Sono state cambiate le normative del piano regolatore, sostenendo chi decide di investire su nuove tecnologie e sul risparmio energetico.

Che gli impianti dei nuovi edifici pubblici siano a risparmio energetico, solare o fotovoltaico o geotermico (programma Idv)

Il territorio è la principale risorsa del futuro. Il modello competitivo globale vuole il dominio dello sviluppo economico su quello sociale, costi quel che costi sul piano della sostenibilità ambientale. Sinistra per Carpi propone uno sviluppo socialmente responsabile promuovendo:[...] la riduzione dei consumi energetici attraverso il miglioramento dell’efficienza di impianti e macchine.
Deanna Guidi
Crediamo nell’uso di fonti rinnovabili di energia, pertanto,oltre a promuovere un’opera di controllo e miglioramento dell’esistente,che consideriamo esempio di megalomania fine a se stessa (turbogas) visto come funziona a monte la distribuzione e il controllo della produzione di energia elettrica in Italia, vogliamo il potenziamento del solare.
Lorenzo Paluan
Rivoluzione energetica per tutti gli edifici Comunali e per l’illuminazione pubblica
Negli ultimi dieci anni, nonostante tutte le tecnologie necessarie siano già a disposizione ed utilizzate da diverse decine di amministrazioni comunali, non è stato fatto nulla per ridurre gli impatti ambientali e i costi della “macchina comunale”.
Proponiamo un piano di riduzione dei consumi, in grado di trasformare il 30% delle spese comunali in energia e gas in investimenti per la riqualificazione energetica degli edifici e per l’avvio di impianti per le energie rinnovabili.

Autonomia energetica del territorio comunale entro 15 anni, sfruttando solo fonti di energia rinnovabili.
Sembrerebbe che questa cosa si possa fare da sola mettendo un pannello su ogni tetto. Non è così. Il comune deve avviare un piano reale che prevede nell'immediato il taglio di almeno il 30% dei consumi energetici dei suoi edifici, con quelle risorse far partire l'installazione di impianti per le energie rinnovabili (non solo solare, ma anche agroenergie da residui e colture in terreni in rotazione e marginali), creando un circolo di costante reinvestimento a partire da tutti gli edifici pubblici che trascinerà con sè il privato. Per la prima fase basta affidarsi ad una ESCO. Gli pseudo verdi alleati della giunta lo mettono nel loro programma, ma anzi che farlo nei cinque anni che sono stati al governo della città, proprio con la delega sugli edifici pubblici, hanno preferito sperperare soldi pagando un "energy manager" che in realtà non ha fatto risparmiare un singolo kilowatt al comune.
La Svezia lo ha deciso a livello di nazione, noi siamo convinti che ci siano già le tecniche disponibili per farlo anche a livello locale e molte municipalità su questo punto sono partite. I territori che si libereranno per primi dalla dipendenza non solo delle energie fossili, ma anche dall'obbligo di dipendere da grandi compagnie energetiche per la distribuzione, godranno di un vantaggio competitivo in termini economici notevolissimo, nel momento in cui petrolio e materie prime non rinnovabili torneranno a scarseggiare.
Carpi può diventare un distretto delle agroenergie, perchè abbiamo ancora il terreno necessario e perchè siamo inseriti in un contesto produttivo, che opportunamente riqualificato, può ricavare notevoli vantaggi, con i materiali per la bioedilizia, con sviluppi per il settore meccanico, informatico e dell'oleodinamica, per quello della creazione di nuove reti elettriche intelligenti.
Tutto questo ammesso che decidiamo di fare una politica di avanguardia, per un volta, anzichè aspettare e attardarci nel difendere settori "cotti" come l'edilizia tradizionale e il tessile, che tra cinque anni darà ancora meno posti di lavoro di quelli che ha ora e che sono già la metà di quelli che erano dieci anni fa.
Roberto Andreoli
Una bella sfida. Non ho in mano strumenti che possano identificare questo obbiettivo come realizzabile in questo lasso di tempo. Sono pronto a confrontarmi con chi ha proposte da fare. Le energie rinnovabili sono comunque strumenti da sostenere fortemente, però, non attraverso la coercizione come ha deciso l'amministrazione uscente.

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