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La tariffa sui rifiuti non si trasformerà in tassa, «così le imprese potranno continuare a scaricare l’iva».
Sembrerà che il mondo si sia rovesciato, ma queste dichiarazioni sono state fatte dal Partito Democratico cittadino, anticipando la posizione che l’amministrazione terrà oggi in Consiglio comunale, dove si discuterà della complicata e delicata materia.
Sono due però le cose che il Pd di Carpi non dice: la prima è su ciò che succederà ai cittadini, ai lavoratori di quelle imprese che il partito dice di voler sostenere.
Infatti continueranno a pagare il 10% di iva come le stesse imprese, con la piccolissima differenza che la maggior parte dell’utenza privata non potrà scaricare l’imposta.
Con questa decisione il Pd decide di andare in soccorso dell’industria, abbandonando la fascia più debole della popolazione, quella che nei manifesti e a parola dice di difendere.
La seconda questione che il partito di centro-sinistra non affronta è quella dei rimborsi: come pensa di agire il Comune nei confronti di Aimag, più volte e da più parti chiamata a restituire l’iva pagata ingiustamente dai cittadini? Il mare di polemiche sulla Tia (la tariffa di igiene ambientale), trae infatti origine da una decisione della Corte Costituzionale del luglio 2009, che ne ha definito la natura di tributo (e quindi non assoggettabile all’iva, per anni riscossa indebitamente).
«Oggi l’interpretazione del decreto legge 78 in discussione alle Camere - afferma il consigliere Pd Paolo Zironi - offre la possibilità ai Comuni di ritornare al regime di corrispettivo e non di tributo, applicando la Tariffa Integrata Ambientale.
Per i cittadini non cambierà nulla, mentre le imprese potranno scaricare ancora l’iva».
Il Pd sembra avere le idee confuse:per non pagare l’iva si deve tornare a considerare il pagamento una tassa e non una tariffa.
Ma se viene confermata la Tia, a parte configurarsi un’incongruenza rispetto a quanto deciso dalla Consulta, l’impresa continuerà a scaricare l’iva, mentre il cittadino continuerà a pagarla.
Daniele Franda
Fabio Galli, presidente del Codacons di Modena, si dice basito e indignato sulla scelta del partito di maggioranza di sostenere le imprese anziché i cittadini.
«Con la crisi i più penalizzati sono gli anziani, le famiglie, i singoli, non le imprese, che hanno più di un modo per far fronte alla congiuntura economica».
Nemmeno Galli riesce a spiegarsi come l’ente locale possa ignorare la sentenza della Consulta, «un’istituzione di grande autorità, che va rispettata.
L’incertezza del quadro normativo nazionale non può giustificare queste decisioni.
A settembre organizzeremo una manfestazione per far valere i diritti di utenti e consumatori».
(fonte: ModenaQui)
Apriamo un sondaggio tra i lettori di Capizeronove.
Le possibili migliorie:
- Dotazione di bidoni grigi per il rifiuto non recuperabile o indifferenziato come avviene a Mirandola. Il bidone garantisce maggior decoro nelle strade mentre oggi è una sequela di sacchetti di plastica di ogni tipo. Evita che animali di notte aprano i sacchetti.
- Consegna dei sacchi biodegradabili per la frazione umida e grigi per l’indifferenziato presso il domicilio dell’utente previa richiesta agli addetti. Oggi finita la propria dotazione i sacchetti biodegradabili sono disponibili presso le stazioni ecologiche in città mentre quelli grigi solo alla stazione di Via Watt. E’ evidente che tale sistema obbliga a spostarsi migliaia di utenti che sono oggetto di passaggi quasi quotidiani da parte degli addetti alla raccolta. Difficoltoso diventa, soprattutto, raggiungere Via Watt per coloro (anziani e altri) che non hanno una automobile.
- Raccolta di sfalci, potature e foglie provenienti dai giardini senza limite di quantità. Oggi è previsto un limite di 3/4 sacchi da lasciare assieme all’organico. In alcuni periodi dell’anno è un limite troppo restrittivo. In altri comuni è un servizio, sì gratuito, ma senza tetto alla quantità conferita.
- Portare a due passaggi settimanali la raccolta dell’indifferenziato. Oltre all’umido in estate è questa la frazione che crea maggiori problemi, alle utenze domestiche, legati sia al volume da stoccare che ai cattivi odori. Senza copiare Viterbo che raccoglie tutti i giorni questa frazione, sarebbe sufficiente prevedere un doppio passaggio settimanale.
- 3 Passaggi per la raccolta della frazione umida in estate. Oggi i passaggi settimanali sono due. In estate col caldo qualche problema legato ai cattivi odori è reale. Alcuni comuni, tra cui Lucca e Salerno, dispongono di tre passaggi settimanali per tutto l’anno, è possibile migliorare la nostra raccolta aggiungendo un passaggio dal 01 Giugno al 30 Settembre.
- Mezzi di raccolta. Oggi, nella stessa mattina, a seconda dei turni, è possibile che passino anche tre mezzi diversi con altrettanti operatori : l’umido, la carta, gli scarti del giardino. Perché non approntare un unico mezzo con un cassone suddiviso in due/tre scomparti così da poter effettuare un unico passaggio con evidente risparmio di personale e minor impatto ambientale?
Quale di queste soluzioni darebbe i maggiori vantaggi sul "porta a porta"?
Sulla questione del rimborsi dell'IVA illegittimamente pagata dai cittadini sulla tariffa rifiuti, ieri sera il PD ha deciso che i cittadini si dovranno arrangiare.
Se vogliono il rimborso, dovranno presentare ricorsi singoli e individuali, con il rischio che se tutti gli utenti dei comuni coinvolti daranno il via a queste procedure, le commissioni tributarie si ritrovino intasate da centinaia di migliaia di ricorsi, con spreco di tempo loro e di tutti quelli coinvolti.
Noi avevamo proposto una soluzione: che fosse AIMAG a farsi carico di un unico ricorso nei confronti dell'agenzia dell'entrate e che procedesse nel frattempo a trovare una modalità di restituzione (anche rateizzata in forma di sconto sulle tariffe in pagamento, ad esempio).
Il PD ha votato contro, l'IDV si è mostrata più disponibile, astenendosi.
Stiamo parlando di una cifra che per il territorio di Carpi si aggira sugli 800.000€ per ogni anno di applicazione della tariffa, su un incasso di AIMAG per il servizio di circa 8 milioni.
Il bilanci di AIMAG sono sani e di robusta costituzione, nel 2008 i ricavi ammontavano a circa 187milioni di euro, con un utile netto di 6 milioni.
In più, l'ingresso di HERA avrebbe dovuto consentirgli i famosi "efficientamenti" tanto decantati negli anni passati dalla giunta, insomma, ci pare che ci fossero tutte le condizioni per poter dire ai cittadini di Carpi, da parte di AIMAG e Comune: "Tranquilli, non è una situazione creata da noi, non è nostra responsabilità restituire i soldi dell'IVA che sono già andati allo Stato, ma siamo pronti a venirvi incontro per risolvere questa situazione", visto che le multiutilities, in questo periodo, sono le uniche aziende che hanno bilanci al riparo dalla crisi e liquidità sempre in cassa, lavorando su concessioni in regimi di monopolio.
Invece nulla.
Nel caos creato dai buchi legislativi del governo (troppo impegnato a legiferare sulle beghe del premier, per potersi occupare di un potenziale buco che a livello nazionale rischia di arrivare a 6 miliardi di euro, dopo la sentenza della Corte Costituzionale del luglio scorso che ha decretato il non dover pagare l'IVA sulla TIA), i cittadini che vorranno dovranno muoversi da soli.
A questo punto non ci resta che invitare tutti a rivolgersi alle associazioni di consumatori che sono pronte a presentare i ricorsi o ad attivarsi autonomamente.
Questo per il pregresso, sul futuro si vedrà se il governo tirerà fuori comuni e cittadini da questo caos prendendosi il tempo di legiferare per una volta su una cosa seria e tangibile, ma anche qui mettiamo in guardia dall'atteggiamento del comune che ha già chiaramente detto che ogni eventuale aggravio di costi per il passaggio da tariffa a tassa, sarà scaricato su cittadini e imprese: noi crediamo che ci sia molto da lavorare sulla questione costi di smaltimento e lo abbiamo provato a dire con l'iniziativa pubblica di due settimane fa.
Prima di parlare di ricaricare i costi sulle utenze, forse è il caso di chiedersi se non si può fare qualcosa a monte per diminuire i rifiuti conferiti e per smaltirli con costi minori.
Ma di questo se ne riparlerà il 29 aprile, in consiglio.
Gruppo Consiliare
Lista Civica Carpi a 5 Stelle beppegrillo.it
Partito della Rifondazione Comunista
Così Simone Tosi, assessore all’ambiente del Comune di Carpi, anticipa la posizione che la giunta Campedelli esporrà in Consiglio sulla questione a lungo dibattuta dell’indebito pagamento dell’iva sulla tassa dei rifiuti.
Quella delle due tipologie di tributi relativi allo smaltimento dei rifiuti è una storia tutta italiana.
Il passaggio da Tarsu (tassa) a Tia (tariffa d’igiene ambientale) fa parte di un processo incompiuto: per effetto di proroghe il decreto Ronchi non divenne mai obbligatorio e i comuni che lo adottarono lo fecero in base ad una specifica previsione di legge.
È ciò che successe anche a Carpi.
Successivamente, e siamo nel 2006, con una nuova disposizione legislativa la ‘tariffa Ronchi’ venne abrogata, ma mantenuta nei comuni che l’avevano adottata, fino all’istituzione della nuova tariffa.
Che non venne mai decretata.
Di recente su questa diatriba si è espressa la Corte Costituzionale, che ha di fatto equiparato Tia e Tarsu nella loro natura di tasse, dichiarando di conseguenza illegittima la riscossione dell’iva.
La sentenza della Corte Costituzionale ha scatenato un dibattito che ha coinvolto non solo la politica, ma anche diverse associazioni dei consumatori scese in campo a difesa dei diritti dei propri assistiti.
Ma finora niente è cambiato, se non qualche timido invito a chiedere il rimborso dell’imponibile pagato negli ultimi cinque anni.
«Non c’è una legislazione chiara - spiega Tosi -.
Togliendo l’Iva il problema non si risolve, anzi: Aimag la pretenderebbe giustamente ugualmente (per poi versarla nelle casse dello Stato) e il Comune la dovrebbe addebitare al cittadino.
Se adesso si paga 100 per un servizio, più 10 di iva, domani si pagherà 110 per lo stesso servizio.
Con l’aggravante che dovremo mandare noi le bollette e accollarci i costi di gestione che ricadrebbero sull’importo».
Quindi il costo finale in bolletta invece di scendere, salirebbe.
«Forse il Comune ha paura di sè stesso» ribatte Fabio Galli, presidente del Codacons di Modena.
«Se pensa già di lucrare anche su questo come sulle multe, dove paghiamo 20 euro di raccomandata...Quanto costerà inviare una bolletta a stretto giro di posta? Un euro? Sempre meno che il 10% dell’iva.
In ogni caso è in atto una chiara violazione costituzionale: la Corte si è espressa e bisogna rispettare la decisione.
Non nego che il Parlamento deve intervenire sistemando il pasticcio legislativo».
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Martedì 27 aprile, in Sala Duomo, a partire dalle 17, Margherita Guidetti terrà un incontro sui vantaggi offerti dai pannolini lavabili. Una scelta che mette d’accordo tutti: ambiente, salute del bimbo e risparmio economico
C’era una volta il ciripà…
C’erano una volta i ciripà, pannolini per bambini formati da più strati di garze e panni di cotone che si lavavano a ogni cambio. Poi negli anni Settanta si sono diffusi quelli usa e getta e, per la loro praticità d'uso, tutto è cambiato. Negli ultimi anni però, ecco tornare alla ribalta i pannolini lavabili. Un ritorno al passato o una scelta fatta con una nuova coscienza? I genitori che hanno optato per i lavabili si sono conosciuti virtualmente attraverso una mailing list e si sono riuniti nel gruppo Non Solo Ciripà, il 13 ottobre 2008. Tra le mamme di Non solo Ciripà c’è anche la ventinovenne carpigiana Margherita Guidetti, un master di Psicologia Sociale alle spalle, e madre del piccolo Emanuele. La abbiamo incontrata per capire quali vantaggi offrono i pannolini lavabili e per meglio comprendere la filosofia che spinge una coppia a compiere questa scelta “sostenibile”.
Quali vantaggi offrono i pannolini lavabili sulla salute del bambino?
“I pannolini usa e getta sono rivestiti da un film plastificato che impedisce la normale traspirazione della pelle, comportando un locale aumento di temperatura; quelli in tessuto invece mantengono la corretta temperatura nell'area genitale. Negli usa e getta viene poi utilizzato il sodium polyacrilate, componente del gel che assorbe fino a 100 volte il suo peso in liquidi. A causa del suo forte effetto disidratante, è collegato all'insorgenza degli eritemi da pannolino. L'uso di pannolini lavabili evita che le delicate parti genitali dei bimbi vadano a contatto con queste sostanze chimiche potenzialmente tossiche. Inoltre, la sensazione di sederino asciutto è di fatto innaturale. Il bambino che indossa i lavabili al contrario, viene messo in condizione di associare la sensazione di umido al fare pipì, favorendo l'insorgere del controllo delle funzioni fisiologiche e, conseguentemente, l'abbandono anticipato del pannolino”.
Optare per i moderni ciripà ha anche una ricaduta positiva sull’ambiente.
“Dalla nascita al vasino, si stima che ogni bambino utilizzi 6mila pannolini usa e getta, producendo all'incirca una tonnellata di rifiuti non biodegradabili. Per realizzare tale quantitativo di pannolini si richiede una quantità di cellulosa pari a 10 alberi. Riempiti di feci e urine, i pannolini costituiscono il 20% dei rifiuti nelle discariche. Il loro tempo di decomposizione, varia da 200 a 500 anni, periodo nel quale rilasciano nell'ambiente sostanze chimiche nocive, tra cui diossina. Utilizzare pannolini lavabili è invece una scelta rispettosa dell'ambiente nel quale i nostri figli dovranno vivere”.
Che effetti ha questa pratica sostenibile sulle tasche delle famiglie?
“Dal punto di vista economico i pannolini lavabili costano dai 150 agli 800 euro (secondo il modello scelto) dalla nascita al vasino, contro i 1.500 -3.000 euro per pannolini usa e getta. Anche considerando il costo del detersivo e dei lavaggi (che possono essere effettuati insieme al resto del bucato e a temperature medio - basse) il risparmio è comunque considerevole”.
I lavabili rappresentano una scelta fattibile, soprattutto per una coppia che lavora? La gestione quotidiana è impegnativa?
“Nella quotidianità sono molto più semplici da gestire di quanto non si possa pensare: del lavaggio si occupa la lavatrice, e i progressi tecnici sia nei modelli che nei materiali li rendono ormai di utilizzo intuitivo”.
Il gruppo NonSoloCiripà aderisce alla Settimana Internazionale del Pannolino Lavabile - dal 24 aprile al 2 maggio – e, per sensibilizzare la comunità a questo tema e promuoverne l’impiego, Margherita racconterà la sua esperienza martedì 27 aprile, in Sala Duomo, a partire dalle 17. Usare i pannolini lavabili può far risparmiare anche il proprio Comune sui costi di raccolta e conferimento in discarica dei rifiuti indifferenziati. Ogni tonnellata di indifferenziato ci costa ben 200 euro. Ed è proprio una tonnellata di rifiuti quella prodotta da un solo bambino nel periodo di utilizzo di pannolini usa e getta. Per ogni bambino che usa i lavabili, in quel Comune si risparmieranno 200 euro. Mica male…
Lo hanno capito i 90 Comuni italiani, - tra cui Campogalliano e Nonantola per la Provincia di Modena - che dal 1997 a oggi, hanno deciso di stanziare incentivi per promuovere l’uso dei pannolini riutilizzabili. Comuni virtuosi che vogliono premiare cittadini virtuosi, andando incontro alle difficoltà che queste famiglie potrebbero avere nell'affrontare la spesa iniziale del kit di pannolini lavabili. Chi ha orecchio oda…
Jessica Bianchi
NdR:
Durante la campagna elettorale del 2009 sia Giliola Pivetti che Lorenzo Paluan avevano affermato (qui) di voler promuovere l'utilizzo di pannolini lavabili negli asili del comune.Chi ha orecchio oda...
Non si può applicare una tassa a un’altra tassa. Fatto notorio ma, ora, finalmente, c’è una sentenza della Corte Costituzionale - del 24 luglio 2009 - che sancisce l’illegittimità dell’Iva sulla Tia. La decisione di fatto determina l’immediata sospensione dell’Iva sulle bollette future e apre la strada alla richiesta dell’imposta “fuorilegge”, versata e non dovuta da parte di migliaia di cittadini che risiedono in Comuni dove si è passati da tempo dalla vecchia Tarsu, tassa di smaltimento rifiuti solidi urbani, alla nuova tariffa. La strada, però, è ancora costellata di difficoltà, in quanto né il governo né il Parlamento hanno fornito una risposta legislativa alla bocciatura dell’Iva sulla Tia da parte della Consulta e chiarito se, e in che modo, si debba procedere alla restituzione delle somme incassate illegittimamente. A fronte di tale vuoto legislativo, le società di gestione del servizio di igiene urbana, - Aimag compresa - non stanno rispondendo alle richieste degli utenti. A chiedere maggiore chiarezza e trasparenza, è Deanna Guidi, responsabile de La Lista di Carpi. “Quando nel 2002 il Consiglio Comunale di Carpi votò a favore del passaggio da Tarsu a Tia, – spiega Guidi – l’assessore al Bilancio Alberto Allegretti, spiegò che tale cambiamento avrebbe anticipato di un anno i tempi di attuazione del Decreto Ronchi, per potervi apportare eventuali correttivi. La tariffa, a differenza della tassa, tiene conto della reale quantità di rifiuti prodotti da famiglie e aziende in base a coefficienti stabiliti dalla Legge. Gli unici consiglieri che avanzarono delle obiezioni, circa le ricadute negative che avrebbero colpito i cittadini, furono De Giacomi di Forza Italia – Questa è una tassa che continua a essere pagata. E i motivi sono fare cassa… Stiamo assistendo all’addossamento alle famiglie di tutti i costi che Aimag sostiene - e Valentini di Prc – Questa non è un tariffa perché non è commisurata al consumo reale. E’ una tassa che penalizza le famiglie più numerose -. Fu un passaggio forzato dalle mire di ingrandimento di Aimag; - continua Guidi – è tempo di ammettere che gli obiettivi ventilati nel 2002 non sono stati raggiunti e che la cittadinanza non ha ottenuto alcun vantaggio. Il presidente di Aimag, Massimo Michelini commentò che il passaggio da tassa a tariffa avrebbe permesso di affrontare il problema dello smaltimento dei rifiuti direttamente con i cittadini. Noi, di che fine facciano i rifiuti, una volta raccolti, non sappiamo nulla. Dov’è la trasparenza paventata da Michelini?”. La Lista avanza numerose richieste ad Aimag: “Innanzitutto il rimborso dell’Iva sui rifiuti, la trasparenza nelle varie fasi di smaltimento dei rifiuti e maggiori controlli del territorio, a partire dalle terre adiacenti l’impianto di compostaggio di Fossoli. Perché il sindaco non ha mai richiesto ad Arpa di effettuare controlli relativamente alle emissioni maleodoranti e sui terreni agricoli circostanti, palesando così la sua volontà di salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini?”. Altro nodo scoperto della nostra città, affrontato da Deanna Guidi, è quello relativo alla carenza di alloggi di edilizia popolare. “La situazione è drammatica, resa emergenziale dalla crisi che ci attanaglia. La cittadinanza necessita di alloggi Erp e allora, per far fronte a tale necessità, l’Amministrazione potrebbe recuperare ambienti fatiscenti o dismessi. I nostri amministratori dovrebbero fare un censimento degli aventi diritto, in primis carpigiani e nuclei monoparentali con figli a carico, e iniziare a dare risposte concrete, mettendo finalmente una pezza alla mancanza di lungimiranza su questo tema”.
Jessica Bianchi su Tempo del 16/04/2010
In giro per l'Italia altre realtà hanno fatto la medesima esperienza, spingendo il porta a porta su tutto il proprio territorio e attuando politiche concrete per la riduzione dei rifiuti all'origine e per ridurne gli impatti sull'ambiente e sulla salute dei cittadini.
La Lista Civica Carpi a 5 Stelle propone una serata per confrontarci pubblicamente con alcuni dei maggiori esperti sul tema rifiuti e vedere se anche a Carpi, stiamo veramente facendo tutto il possibile per una corretta gestione del ciclo dei rifiuti.
L'appuntamento è per lunedì 12 aprile, Sala Congressi di Viale Peruzzi alle 20.30.

Lorenzo Paluan
Gruppo Consiliare
Lista Civica Carpi a 5 Stelle beppegrillo.it
Partito della Rifondazione Comunista
Oggi ho ricevuto la fattura per il pagamento dei rifiuti.
Nonostante la sentenza della Corte di Cassazione, noi utenti paghiamo ancora l'iva sull'iva.
In fondo alla pagina della fattura c'è scritto:
DETTAGLIO I.V.A.
Imponibile IVA (aliquota 10%) E 22,31 E 2,23
Fuori campo IVA (art.1 DPR 633/72) E 1,11
Comunicazione alla clientela:
AIMAG informa che la presente bolletta è stata calcolata con IVA al 10% in quanto, ad oggi, non sono ancora entrate in vigore normative che consentano al gestore del servizio raccolta e smaltimento rifiuti - in quanto sostituto d'imposta - di applicare immediatamente la recente sentenza della Corte Costituzionale.
Appena questa normativa sarà emanata, AIMAG ne darà applicazione.
Marco Ronzitti
P.S. Ma com'è possibile che ci sia bisogno di una ulteriore normativa per rendere valida una sentenza della Cassazione???
La crisi economica, il drastico abbassamento dei ricavi e il calo occupazionale stanno influendo negativamente sulla categoria dei pubblici esercizi. Bar, ristoranti e tutte quelle attività di Carpi dedite alla somministrazione di cibo e bevande, risultano parecchio vessate da una situazione che ancora non mostra nessuna concreta inversione di tendenza. L'invio inoltre da parte di Aimag dei bollettini relativi al pagamento della Tariffa di Igiene Ambientale, il cui incremento rispetto all'anno passato è stato del 4% e quindi ben al di sopra dell'attuale tasso di inflazione, ha diffuso in questi giorni un ulteriore malcontento tra gli operatori che si dicono pronti ad intraprendere iniziative di protesta. "Non possiamo fare a meno di registrare il malumore che serpeggia tra gli esercenti del settore a seguito degli incrementi che la Tia ha avuto rispetto allo scorso anno – fa sapere Confesercenti Carpi - per questo sarebbe quanto meno opportuno rivedere l'applicazione della Tariffa di Igiene Ambientale, tenendo conto del difficile periodo che sta attraversando il settore".
La pressione fiscale a carico degli esercenti del turismo e dei pubblici esercizi è stato motivo di riflessione anche da parte di Mario Bugani, neo presidente Fiepet Confesercenti Modena: "Nella situazione attuale – ha commentato Bugani - un ulteriore appesantimento a danno dei pubblici esercizi non è sostenibile. E' tra le nostre priorità avviare al più presto uno studio specifico sull'applicazione dei tributi locali; studio che utilizzeremo, la dove emergeranno situazioni anomale o particolarmente penalizzanti per il settore, per fare le nostre proposte a favore della categoria".
(Fonte: http://www.sassuolo2000.it/2009/09/22/confesercenti-%E2%80%9Cbar-e-ristoranti-in-difficolta-il-comune-riveda-la-tariffa-sui-rifiuti%E2%80%9D/)
Sent from my BlackBerry® wireless device
Enrico Campedelli
Salvaguardare l’ambiente e tutelare il territorioGiliola Pivetti
In un momento di crisi come quello attuale, la sfida ambientale è la vera opportunità da cogliere per rilanciare l’economia italiana. È necessario adottare politiche per la tutela, il rispetto e la promozione dell’ambiente, in coerenza con l’inserimento nei regolamenti edilizi di norme che incentivano politiche volte alla bioedilizia e al risparmio energetico, l’investimento sul trasporto pubblico, sulle piste ciclabili, sulle rotonde e sulle aree verdi pubbliche. L’incremento della raccolta differenziata ha avuto un ottimo livello di realizzazione con il Porta a Porta. Quando sarà esteso a tutto il Comune, si potrà pensare di sperimentare la tariffa puntuale (meno rifiuti consegni meno paghi), consentendo ai cittadini più virtuosi di risparmiare. Dopo anni di forte sviluppo dell’attività edilizia dovuto al trend nazionale e alla domanda accumulata in città, si è registrato un calo fisiologico che la crisi economica e finanziaria sta accentuando ulteriormente. Dovremo avere una costante attenzione alla qualità della pianificazione, delle urbanizzazioni e del costruito, che, in un mercato in forte flessione, può rappresentare un vantaggio competitivo e nel contempo determinare una maggiore qualità del territorio.
Sviluppo e Ambiente
Il territorio è la principale risorsa del futuro. Il modello competitivo globale vuole il dominio dello sviluppo economico su quello sociale, costi quel che costi sul piano della sostenibilità ambientale. Sinistra per Carpi propone uno sviluppo socialmente responsabile promuovendo: l’obiettivo strategico dell’Opzione Rifiuti Zero, per questo è necessario estendere su tutto il territorio comunale la raccolta differenziata porta a porta; la riduzione dei consumi energetici attraverso il miglioramento dell’efficienza di impianti e macchine; la riduzione e razionalizzazione del traffico veicolare individuale e per i trasporti di merci nelle aree urbane; il controllo e la gestione pubblica dell’acqua. (programma Sinistra per Carpi)
Lorenzo Paluan
Vedi anche
- Tutela del territorio
Per realizzare il nuovo modello di Comune che abbiamo in mente è necessario fermare ora ogni ulteriore espansione edilizia. Il territorio è una risorsa finita, l'espansione edilizia all'interno di un territorio non può essere lasciata in mano "al mercato", come è avvenuto fino ad oggi a Carpi ma deve essere stabilito un limite chiaro oltre al quale non si sottrarrà altro spazio al terreno agricolo e al verde, che nei prossimi anni ci servirà per la nostra sostenibilità alimentare, ambientale e anche energetica.
Questo significa bloccare la realizzazione delle aree edificabili previste dall’attuale PRG, programmare le nuove costruzioni solo sulla base di un chiaro monitoraggio delle esigenze abitative e delle case vuote e/o sfitte.
Proponiamo la trasformazione a Est della ferrovia in un grande parco, polmone verde per la città, impedendo l’edificazione dei previsti 280 appartamenti e insediamenti commerciali.- Rivoluzione energetica per tutti gli edifici Comunali e per l’illuminazione pubblica
Negli ultimi dieci anni, nonostante tutte le tecnologie necessarie siano già a disposizione ed utilizzate da diverse decine di amministrazioni comunali, non è stato fatto nulla per ridurre gli impatti ambientali e i costi della “macchina comunale”. Proponiamo un piano di riduzione dei consumi, in grado di trasformare il 30% delle spese comunali in energia e gas in investimenti per la riqualificazione energetica degli edifici e per l’avvio di impianti per le energie rinnovabili.- Responsabilità diretta del Comune nella gestione dei servizi ambientali ed energetici
I servizi gas, acqua e rifiuti devono essere gestiti secondo la modalità dell’in house providing, che consente ai Comuni di creare aziende per la gestione diretta dei servizi senza sottostare alla logica del profitto ma solo a quella della qualità del servizio al minor costo possibile per il cittadino.
AIMAG deve diventare società in house al 100% di proprietà dei Comuni, allargando le sue attività anche alla vendita di servizi e materiali per il risparmio energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili.
La tariffa dei rifiuti deve essere calcolata in modo puntuale in modo da premiare i cittadini e le imprese virtuose che separano e riducono i propri rifiuti, adottando tutte le iniziative necessarie come Comune e AIMAG per raggiungere l’obiettivo “Rifiuti Zero”.- Un piano di mobilità alternativo all’automobile
L’inquinamento da traffico veicolare è una delle principali fonti di inquinamento per i nostri territori, con grvai ricadute sulla salute di tutti, come più volte riportato dagli studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, in merito al numero di morti e patologie croniche dovute alla concentrazione di polveri sottili.
Il problema non si risolve con i blocchi estemporanei e limitati alla circolazione delle auto, ma con la creazione di reali alternative all’uso dell’automobile, attraverso una rete di piste ciclabili integrate fra loro e funzionali agli spostamenti di lavoratori e studenti sul territorio urbano e la trasformazione della linea Carpi-Modena in una metropolitana leggera di superficie, sottratta alla gestione disastrosa di Trenitalia e affidata ai servizi di trasporto regionali.
Credo che zero rifiuti sia obbiettivo un pò arduo. Riduzione e semplificazione della raccolta questo si. Benchè riciclare sia una pratica da implementare il più possibile è anche vero che non dobbiamo essere succubi dei nostri rifiuti. Pertanto il porta a porta è da rivedere nelle modalità di raccolta: più passaggi nella settimana; migliore servizio nella raccolta degli ingombranti, ecc. Per la tariffa vale lo stesso discorso dell'acqua. A Carpi la tariffa cresce mediamente del 2,5-3% ogni anno per tutti, metre molto pochi fanno il porta a porta; a Novi di Modena è calata dell'1% lo scorso anno e quest'anno di poco senza il porta a porta ma con una quota di differenziata più alta di Carpi.Enrico Campedelli
Incrementare i passaggi nel porta a porta semplificando la raccolta e garantendo più decoro sulle strade.
L’incremento della raccolta differenziata ha avuto un ottimo livello di realizzazione con il Porta a Porta. Quando sarà esteso a tutto il Comune, si potrà pensare di sperimentare la tariffa puntuale (meno rifiuti consegni meno paghi), consentendo ai cittadini più virtuosi di risparmiare.Lorenzo Paluan
Grazie all’introduzione del porta a porta, siamo al 54% della raccolta differenziata, ad un passo dai parametri previsti dal piano provinciale di smaltimento rifiuti, che prevede che i comuni con più di 16mila abitanti, raggiungano il 55%: prima dell’inizio del porta a porta non riuscivamo a superare il 38%.
Portare al 100% la raccolta differenziata, con Aimag (acqua, gas e rifiuti) la cui proprietà resti a maggiornaza pubblica dei comuni (programma Idv)
Il territorio è la principale risorsa del futuro. Il modello competitivo globale vuole il dominio dello sviluppo economico su quello sociale, costi quel che costi sul piano della sostenibilità ambientale. Sinistra per Carpi propone uno sviluppo socialmente responsabile promuovendo: l’obiettivo strategico dell’Opzione Rifiuti Zero, per questo è necessario estendere su tutto il territorio comunale la raccolta differenziata porta a porta.
Obiettivo zero rifiuti e progressiva riduzione della tariffa per i cittadini.
La tariffa dei rifiuti deve essere calcolata in modo puntuale in modo da premiare i cittadini e le imprese virtuose che separano e riducono i propri rifiuti, adottando tutte le iniziative necessarie come Comune e AIMAG per raggiungere l’obiettivo “Rifiuti Zero”.
Anche sul porta a porta vanno fatte due considerazioni, una "storica" e una che riguarda il futuro.
La raccolta porta a porta è senza'altro uno dei pochi punti di merito del comune rispetto al resto di provincia e regione, ma non nasce dalla volontà degli amministratori PD, nasce dal fatto che nel 2002 ci fu una sollevazione popolare contro la proposta di fare un inceneritore a Fossoli e chi allora contrastava l'inceneritore (fra i quali molti dei candidati delle due liste che mi sostengono e il sottoscritto), si sentirono dire, allora, che il porta a porta non poteva funzionare in realtà "grandi" come Carpi.
Poi, obbligati e con un ritardo di cinque anni, hanno cominciato e oggi si beano dei risultati ottenuti.
Sul come il porta a porta sia stato realizzato: a parte il ritardo nell'avvio, c'è una cosa che non torna a Carpi. I comuni che la fanno bene, sono in grado di applicare ai cittadini una tariffa puntuale sull'indifferenziato, abbassando le tariffe in modo sostanzioso per famiglie e imprese "virtuose", perchè, come dicevamo nel 2002, con il porta a porta si risparmia un sacco di soldi rispetto al conferimento in discarica o agli inceneritori.
A Carpi questo non succede ed è l'esempio tipico che uno strumento nuovo messo in mano ad un'amministrazione culturalmente vecchia (vale su questo argomento come su tutti gli altri capitoli ambientali),non possa dispiegare tutti i suoi potenziali benefici.
Infine, pochissimo è stato fatto su politiche di riduzione dei rifiuti (bene il togliere le bottiglie di plastica dalle mense, ma poi?). Diverse amministrazioni puntano a piani definiti "Rifiuti zero".
Di sicuro, non sono politiche che potrebbero interessare al potenziale nuovo socio di AIMAG, HERA, che fa affari d'oro bruciando i rifiuti, grazie ai contributi pagati da tutti i cittadini sulle bollette energetiche (i famosi e famigerati CIP6).
Io sono perchè si offra il miglior servizio al prezzo più conveniente. Posto che al pubblico spetta il controllo e la proprietà delle reti, chi fa il servizio che sia pubblico o privato non fa differenza. Oggi ci troviamo nella situazione in cui Aimag è, ancora per poco, completamente pubblica , la determinazione delle tariffe è in mano pubblica ma essendo un sistema di monopolio garantito questo fa si che i benefici per il cittadino-utente siano pari a zero. Inoltre grazie alle tariffe, sempre in forte aumento, determinate da Ato in cui siedono i sindaci, Aimag sforna bilanci assai generosi che grazie ai dividendi vanno a rimpolpare le casse dei comuni. Io la chiamo tassazione occulta. Non è il sindaco che materialmente prende i soldi ai cittadini, ma li prende da Aimag dopo che ha imposto le tariffe. Solo un bando di gara serio può rompere questo circolo vizioso.Enrico Campedelli
La proprietà di Aimag (acqua, gas e rifiuti) resti a maggiornaza pubblica dei comuni (programma Idv)Deanna Guidi
Il territorio è la principale risorsa del futuro. Il modello competitivo globale vuole il dominio dello sviluppo economico su quello sociale, costi quel che costi sul piano della sostenibilità ambientale. Sinistra per Carpi propone uno sviluppo socialmente responsabile promuovendo: [...] il controllo e la gestione pubblica dell’acqua. (programma Sinistra per Carpi)
Pensiamo che il territorio nel suo insieme vada riletto, recuperato ad un uso più consono alle nuove teorie sulla compatibilità ambientale, in una prospettiva di arricchimento ambientale, agrario e urbano, aperto anche a sviluppo turistico. Crediamo che la risorsa acqua meriti particolare attenzione sia per l’uso privato umano che come elemento legato alla produzione agricola e industriale: l’ente locale ha il dovere di controllare la qualità delle acque sotterranee e superficiali, di intervenire per un uso corretto e adeguatamente distribuito fra le forme di utenza, privata ed industriale. per limitare gli sprechi e migliorare la qualità dell’acqua potabile.Lorenzo Paluan
Un capitolo a sé merita la questione rifiuti,gestita fino ad ora in modo tale da dimostrare solo quanto poco ci si credesse:i cittadini vogliono riciclare ma per farlo devono essere incentivati: punti di raccolta più diffusi, capillari per condominio, vogliono poterne seguire l’iter dopo la raccolta e pagare tasse di smaltimento di conseguenza ridotte.
Responsabilità diretta del Comune nella gestione dei servizi ambientali ed energeticiVedi anche
I servizi gas, acqua e rifiuti devono essere gestiti secondo la modalità dell’in house providing, che consente ai Comuni di creare aziende per la gestione diretta dei servizi senza sottostare alla logica del profitto ma solo a quella della qualità del servizio al minor costo possibile per il cittadino.
AIMAG deve diventare società in house al 100% di proprietà dei Comuni, allargando le sue attività anche alla vendita di servizi e materiali per il risparmio energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili.
La tariffa dei rifiuti deve essere calcolata in modo puntuale in modo da premiare i cittadini e le imprese virtuose che separano e riducono i propri rifiuti, adottando tutte le iniziative necessarie come Comune e AIMAG per raggiungere l’obiettivo “Rifiuti Zero”.
Acqua, gas e rifiuti (AIMAG) al 100% in mano pubblica.
Su questo punto ti rimando al sito dei Beni Comuni per tutto il materiale di approfondimento: www.benicomunicarpi.org.
Qui riporto solo due valutazioni: in nessuna privatizzazione o semiprivatizzazione delle municipalizzate, i comuni che "formalmente" detengono la maggioranza delle azioni sono comunque riusciti a mantenere un ruolo reale di indirizzo sulle aziende, una volta entrati i privati. Le ragioni "tecniche" di questo fenomeno sono infinite, ma è normale che aziende anche quotate in borsa possano essere dirette da una minoranza (vedi il caso Tronchetti Provera con Telecom).
E in nessuna delle privatizzazioni, parziali o totali, viste fino ad oggi, c'è stato un miglioramento del rapporto qualità dei servizi/tariffe, perchè non è questo l'obiettivo di un investitore privato.
AIMAG a noi "serve" pubblica perchè è la chiave di volta di uno dei punti del nostro programma, quello sull'autonomia energetica. Noi vogliamo una municipalizzata in grado di vendere ANCHE risparmio energetico e energie rinnovabili. E' una politica che un privato non può perseguire (quale azienda del gas privata opererebbe per venedere meno gas ai propri utenti?)
Si può fare solo se AIMAG resta pubblica e, dietro l'indirizzo dei comuni proprietari, decide di differenziare la propria offerta.
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