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giovedì 9 settembre 2010
Euro Cattini (nella foto), dentista carpigiano, è il nuovo consigliere comunale della Lega Nord.
Subentra a Massimo Pollastri, proprietario delle Officine Pollastri, dimessosi qualche giorno fa dall’incarico.
Alla base della decisione di Pollastri nessun diverbio politico (pur frequenti di questi tempi nel Carroccio), ma solamente una questione professionale.
A spiegarlo è il dottor Cattini: «Ero già pronto a subentrare prima o poi - spiega il primo dei non eletti alle scorse elezioni -, negli ultimi tempi Pollastri ha visto aumentare il proprio carico di lavoro e non era più possibile per lui sostenere anche questo incarico».

(da.fra.)

(fonte: ModenaQui)
Confesercenti accusa i mercati contadini di concorrenza sleale

E’ nuovamente polemica sui mercati contadini, gli spazi di rivendita diretta dei prodotti agricoli proposti dalle stesse aziende coltivatrici.
E ancora una volta il tema è la concorrenza indebita che verrebbe svolta da queste iniziative nei confronti dei commercianti.
Stavolta però, entrando nel merito della questione, il mirino non è puntato sulla qualità o la provenienza dei prodotti che vengono venduti all’interno dei mercati contadini, ma sui benefici fiscali di cui godono le aziende agricole.
In particolare è l’esenzione dal pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico (Cosap) ad attirare le ire dei commercianti.
A denunciarlo è Massimiliano Siligardi, direttore di Confesercenti Carpi, che interviene in prossimità dell’inaugurazione del mercato contadino a Novi, che si svolgerà ogni giovedì mattina in via sperimentale per un anno.
A gestirlo è la stessa associazione, ‘Dalla terra alla tavola’, che ha in mano i mercati contadini dell’Unione Terre d’argine.
«Siamo indubbiamente sensibili alle esigenze dei consumatori, all’opportunità di puntare sui cosiddetti prodotti a ‘Km 0’, come del resto alle iniziative volte alla promozione delle eccellenze agricole del nostro territorio» premette Siligardi, che poi affonda: «Ma siamo anche sensibili all’eventuale danno che il proliferare dei cosiddetti ‘mercati contadini’ potrebbe arrecare agli operatori commerciali del settore ortofrutticolo, sia negozianti che ambulanti, già alle prese con una difficile situazione di mercato che si protrae ormai da un biennio».
E’ pronta la replica del presidente dell’associazione ‘Dalla terra alla tavola’, Massimo Pellacani: «Il mercato contadino, regolato da un rigido disciplinare che ammette la vendita esclusivamente di prodotti coltivati dalle stesse aziende nel territorio o acquistati da altra azienda agricola del perimetro regionale, viene istituito di concerto con le amministrazioni locali.
Che per agevolare la vendita dei prodotti locali, a ‘Km 0’, esentano dal pagamento del Cosap».
Siligardi chiede poi maggiori controlli «al fine di evitare, che tra i produttori agricoli non si mescolino i soliti ‘furbetti’ pronti a far passare come frutto del proprio orto e del proprio lavoro, mercanzia che invece proviene dalle celle frigorifere dei mercati all’ingrosso».
Anche su questo punto Pellacani risponde diretto: «Stiamo compiendo uno sforzo importante sul versante dei controlli: di tasca nostra paghiamo un consulente esterno, che effettua sistematiche verifiche sulle aziende agricole.
I commercianti si lamentano sempre quando viene avviato un mercato contadino, salvo poi ricredersi quando si accorgono che non facciamo concorrenza ma anzi avvantaggiamo i negozi limitrofi: i consumatori infatti si rivolgono a loro per tutto ciò che non trovano qui, come banane, ananas, arance e limoni».

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)
mercoledì 8 settembre 2010
Dalle Ave chiede invano la mobilitazione di ApC e Prc contro Roma

Il Pd chiama, ApC e rifondazione/grillini rispondono picche.
Anzi piccato.
L’appello lanciato da Davide Dalle Ave (nella foto), segretario cittadino del Partito democratico che ha chiesto ai due partiti di opposizione che guardano al centro sinistra la disponibilità a seguire il Pd in una mobilitazione contro il governo per i tagli agli enti locali operati con la manovra, ha raccolto risposte secche e tutt’altro che interlocutorie.
Per primo è arrivato l’affondo di Lorenzo Paluan, consigliere di Prc/Carpi a 5 stelle: «Per avere una risposta, bisognerebbe avere l’educazione di porre una domanda - attacca Paluan sul blog di politica cittadina Carpizeronove -. Io leggo di questa campagna da un comunicato stampa, se veramente il Pd era interessato ad un’iniziativa comune, forse avrebbe dovuto proporlo, prima di spararla in pubblico (suppongo che numeri di telefono e indirizzi email non gli manchino).
Ma in effetti è esattamente quel che il Pd di Carpi continua a non capire: se si vuole fare qualcosa che abbia consenso, il parere va chiesto prima di fare le cose, non dopo, altrimenti la proposta puzza un po’ di ipocrisia. L’opposizione al governo Berlusconi di Rifondazione Comunista e di Carpi 5 Stelle è chiara è costante (la stessa cosa non si può dire del Pd, che a Roma ogni tanto si ‘distrae’, come nel caso dello scudo fiscale). Speriamo che al resto della coalizione del centrosinistra cittadina (i cui componenti in effetti non si possono manco più nominare, dato che al momento non si sa, a parte Idv e Pd, quali delle altre liste e movimenti che hanno sostenuto Campedelli un anno fa siano ancora esistenti o facenti parte la coalizione) abbiano fatto almeno una telefonata».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche la replica di Giliola Pivetti, capogruppo di Alleanza per Carpi in consiglio comunale: «Anche la nostra risposta a Dalle Ave è in linea con quanto scritto da Paluan. Ma aggiungo anche altro: siamo pronti a portare le ragioni di Carpi di fronte al governo nazionale in merito ai tagli previsti dalla manovra, ma prima il Pd deve dire che non farà la rotonda di via Guastalla, che ridurrà i costi di gestione della biblioteca Loria, che ci coinvolgerà maggiormente nelle discussioni sui bilanci, e che eliminerà tutti i corsi inutili organizzati dai servizi sociali (come quello che insegnava come fare i picnic nei parchi).
Se farà tutto questo penseremo alla proposta fatta da Dalle Ave».
E’ molto probabile dunque che il Pd non abbia a disposizione le spalle sulle quali piangere che ha chiesto.
«Il Pd di Carpi - ha affermato Dalle Ave -, insieme alla coalizione di centro-sinistra cittadina, promuoverà nelle prossime settimane una campagna di mobilitazione e sensibilizzazione contro i danni che questa manovra provocherà agli enti locali. Solo per Carpi si stima un taglio diretto di 6 milioni di euro nel biennio 2011-2012. In questo crediamo ci debba essere la più ampia condivisione di tutte le realtà politiche, sociali e associative che hanno a cuore il livello di servizi e risposte date ai cittadini nella nostra città».
Con ApC e Prc/grillini a chiudere le porte della condivisione, il Pd è rimasto solo.

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)
martedì 7 settembre 2010
Il ‘diktat’ del direttore regionale Limina dopo i fatti del Meucci

«Ho solo detto ai docenti di pensare a fare scuola e di lasciare perdere il resto».
Si difende così, Marcello Limina, responsabile dell’Ufficio scolastico regionale, dalle accuse di intimidazioni e censura nei confronti dei docenti lanciategli dalla Cgil: il riferimento è al ‘caso Meucci’, l’istituto carpigiano in cui andò in scena, nel marzo scorso, un duro scontro tra alcuni docenti e il preside in un infuocato collegio docenti, conclusosi addirittura con l’intervento della Polizia.
A chiamarla era stato uno dei professori, Francesco Mele, sentitosi privato del diritto a discutere liberamente di un documento sulla riforma Gelmini: il preside infatti non volle mettere ai voti la mozione, giudicandola troppo ‘politico’ e presentandone invece un’altra in cui si indicava che «il collegio non ha sufficienti elementi per prendere decisioni sulla riforma in quanto i regolamenti non sono stati ancora pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale».
La disputa provocò una serie di eventi successivi (l’ispezione al Meucci, la ‘denuncia’ ai giornali da parte di Mele e la circolare di Limina che invitava i docenti a non rilasciare dichiarazioni critiche sulla scuola ai giornali), che culminarono nella sanzione comminata al professore ‘scomodo’: è di pochi giorni fa infine la notizia che lo stesso docente, appoggiato dalla Cgil, farà ricorso al giudice del lavoro affinché annulli la sanzione.
Ieri, nel corso di una conferenza stampa, è arrivata la replica del direttore Limina: «Non è che chi fa ricorso ha ragione - ha affermato il responsabile -, io continuo con la mia linea di fermezza.
Il resto è Carnevale. Mele sa benissimo che la scuola non è una palestra di esercitazione di polizia».
Una presa di posizione forte, che conferma ad ogni modo la difficoltà di rapporto tra amministrazione scolastica e corpo docenti quando sullo sfondo del contendere c’è la politica.
I docenti potevano liberamente discutere su come cambierà la propria scuola, il proprio modo di insegnare, con l’applicazione della riforma? O di queste cose non se ne deve parlare, nemmeno in un organo collegiale? «Chiunque farà rimostranze in modo urbano sarà benvenuto - conclude Limina -, chi fa caos ad arte invece non può dialogare».

Daniele Franda

«La situazione dei precari? Non è così drammatica» In 817 passano di ruolo

La situazione dei precari nelle scuole emiliano-romagnole? Non è poi così drammatica.
Ad affermarlo è ancora Marcello Limina, direttore dell’Ufficio scolastico regionale.
«Quello che riguarda i docenti senza contratto a tempo indeterminato - prosegue Limina - è un problema che riguarda certamente numeri notevolissimi, ma non si può pensare che la scuola possa assorbirli tutti con la bacchetta magica».
In totale quest’anno sono 817 i docenti precari che sono stati stabilizzati in Emilia-Romagna a cui vanno aggiunti 474 unità di personale amministrativo Ata.
«Avevamo chiesto 350 posti in più al ministero, ce ne sono stati dati 171», ha ricordato Limina spiegando che «al resto si è fatto fronte con risorse endogene».
Quanto alla nuova riforma Gelmini, sono 700mila euro i finanziamenti destinati dal Ministero per la sua attuazione della riforma della scuola, ha reso noto Limina, spiegando che i fondi «serviranno a dare impulso ai progetti che si inseriscono nelle linee della riforma».

(fonte: ModenaQui)
venerdì 3 settembre 2010
Accolta la richiesta del nomade pizzicato sul tetto di una villa

Sarà sottoposto a perizia psichiatrica il nomade che la notte dello scorso 23 agosto era stato ‘pizzicato’ dalla Polizia sul tetto di una villa di via Berengario, con il bottino pronto alla fuga.
La decisione è stata presa dal giudice che ha presieduto il processo per direttissima nei confronti del sinti carpigiano, tenutosi ieri mattina presso il Tribunale di Modena.
Il giudice ha accolto la richiesta dell’avvocato difensore Marcello Bianchini, che motiva così la sua istanza: «Il mio assistito - spiega l’avvocato Bianchini - è una persona che da anni è seguita dal Centro di salute mentale di Carpi, ed è evidente il suo disagio psichico.
In questo periodo poi è particolarmente manifesto».
L’incarico per la perizia verrà conferito stamane, durante l’aggiornamento del processo.
B.G., queste le iniziali del nomade, cittadino italiano e residente presso il campo di via Nuova Ponente, era stato sorpreso intorno alle 2 di notte dagli agenti del Commissariato di via Marx mentre tentava di mettere a segno un colpo (forse l’ennesimo dell’estate) in una villetta in pieno centro, approfittando dell’assenza dei proprietari, che stavano trascorrendo qualche giorno di vacanza.
«L’esito della perizia - prosegue l’avvocato dell'imputato - si avrà entro i 90 giorni da prassi».
Un passaggio fondamentale per l’iter giudiziario del 27enne, che le forze dell’ordine hanno spiegato essere un «soggetto pluripregiudicato per reati analoghi, molto probabilmente responsabile dei (pochi) furti in abitazione denunciati in città durante l’estate».

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)
giovedì 2 settembre 2010
Il segretario Bonasi: «Valutiamo l’ingresso nel fondo immobiliare etico»

«La Fondazione Cassa di Risparmio ha a cuore il tema casa ed è al lavoro per individuare i presupposti di una partecipazione al fondo immobiliare etico istuito dalla Regione e da altre fondazioni bancarie».
Sembra voler rassicurare tutti, Enrico Bonasi (nella foto) segretario generale della Fondazione CariCarpi, intervenendo nel dibattito sull’importante tema dell’edilizia popolare, che in questi giorni si è infiammato: la Fondazione c’è e si sta dando da fare.
La questione casa, di storica memoria a Carpi, era stata rispolverata all’inizio dell’estate in consiglio comunale grazie a due ordini del giorno bipartisan, presentati da Rostovi (Pdl) e Arletti (Pd), e approvati all’unanimità: i consiglieri chiedevano in pratica una sterzata sulle politiche abitative, sollecitando anche la Fondazione Crc a sostenere progetti di social housing.
Finita la pausa estiva, è interessante sapere quali contatti ci siano stati tra amministrazione e l’ente di Palazzo Brusati-Bonasi: «A luglio - spiega il segretario generale - abbiamo convocato i due estensori degli odg, per un incontro informativo.
Un colloquio sereno, al termine del quale la Fondazione si è impegnata ad informarsi circa le possibilità di inserirsi nel progetto regionale del fondo immobiliare etico».
Il fondo, costituito a luglio grazie ad un patto tra sei fondazioni bancarie (tra cui quella di Modena) e l’ente regionale, si pone l’obiettivo del contrasto al disagio abitativo che affligge fasce sempre più ampie di popolazione.
A questo scopo sono pronti circa 100 milioni di euro, «che consentiranno - come ha spiegato l’assessore regionale all’edilizia Gian Carlo Muzzarelli - di riqualificare ‘pezzi’ di città e mettere a disposizione circa 2000 appartamenti in più».
Perché Carpi non è stata coinvolta? E’ stata a guardare perdendo così il treno dell’opportunità? «Non siamo stati a guardare - precisa Bonasi -, eravamo presenti anche noi in sede di associazione regionale delle fondazioni quando si discusse del progetto.
Ma in una fase iniziale si rivolgeva principalmente a città di grandi dimensioni, capoluoghi di provincia.
Oggi, alla luce degli sviluppi di questo patto e dell’interessamento dimostrato dalla città attraverso i propri rappresentanti in consiglio, la Fondazione Crc si sta attivando in questa direzione, approfondendo i contatti con le altre ‘consorelle’ per capire come funziona questa ‘macchina’».
Quella che riguarda l’accesso alla casa è un’emergenza ribadita più volte da gruppi politici ma anche da associazioni di volontariato e di assistenza, come ad esempio la Caritas diocesana: a fronte di qualche migliaio di alloggi sfitti presenti sul territorio, è davvero sconfortante constatare la difficoltà crescente, anche a causa della crisi, nell’accesso (o nel mantenimento delle spese di gestione) ad un diritto primario come la casa.

Daniele Franda

Intanto arrivano 500mila euro per il fondo garanzia affitti

Quello sul social housing non è l’unico progetto a cui sta lavorando la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi: sono pronti infatti altri 500mila euro da destinare al fondo garanzia per l’affitto.
«Il consiglio - dichiara il segretario Bonasi - ha deliberato lo stanziamento del contributo, che andrà a sostentamento del progetto ‘Affitto casa garantito’, avviato nel 2003».
I 500mila euro, finanziamento a garanzia di proprietari e affittuari, si andranno a sommare al milione e 250mila euro, stanziato in gran parte (1 milione) sempre dalla Fondazione Crc, del fondo sociale anticrisi, che prevede il sostegno al pagamento dell’affitto per famiglie in difficoltà.
Il criterio del disagio abitativo era stato inserito successivamente alla sottoscrizione del bando, proprio per fornire una risposta al crescente bisogno, recependo così la moratoria antisfratto decisa dal protocollo provinciale.
A inizio agosto, alla chiusura del bando di accesso al fondo, furono quasi 400 le richieste nella sola città di Carpi: più della metà (219) erano rivolte alla copertura di spese di affitto, condominiali o di utenze domestiche.

(da.fra.)

(fonte: ModenaQui)
mercoledì 1 settembre 2010
«Aspettate prima di giudicare, il muro non è ancora concluso: il suo aspetto finale sarà molto gradevole».
A prendere le difese della tanto discussa ‘muraglia’ dell’asilo di Cibeno ‘Balena Blu’ (struttura privata realizzata grazie ad una convenzione urbanistica che prevede il ritorno della proprietà nelle mani del Comune tra 12 anni) è il suo creatore, Luciano Pantaleoni, ex direttore e oggi architetto progettista della cooperativa costruttrice, Andria di Correggio.
«Ormai la mia esperienza decennale - afferma Pantaleoni - mi ha insegnato che qualsiasi idea innovativa, contemporanea, come la struttura della scuola materna di via Tre Ponti, non viene subito compresa, e ci si sofferma su un aspetto marginale».
Che il muro, alto tre metri e mezzo e che impedisce la visuale su uno degli scorci campestri più belli di Carpi, non sia stato ‘compreso’ suona quasi come un eufemismo: dopo le polemiche sollevate dalla politica (in primis i grillini e Rifondazione comunista), è arrivata anche la mobilitazione cittadina, con la nascita di una petizione online che ad oggi vanta oltre 60 firme.
Le dichiarazioni di Luigi Parenti, responsabile del servizio territoriale di Arpa, che aveva dribblato le polemiche affermando che il suo ente ha solo prescritto una barriera acustica, e che questa poteva essere fatta con materiali meno impattanti, avevano rafforzato la convinzione che quel muro fosse solamente il risultato di una scelta ‘infelice’ dal punto di vista paesaggistico: «L’unico modo per rispettare la prescrizione dell’Arpa era questa - spiega ancora Pantaleoni -, non poteva essere sostituita con una siepe, o con una struttura in legno, che marcisce presto.
La nostra paesaggista ha già presentato un ottimo progetto per ‘mascherare’ quel muro: a novembre (prima non è possibile tecnicamente) verrà piantumato tutto intorno, e l’impatto visivo sarà molto più gradevole, vedrete».

(da.fra.)

(fonte: ModenaQui)
Stanziati 95mila euro, si spera in un contributo regionale

Un finanziamento regionale potrebbe risollevare le sorti del canile intercomunale di Carpi e Novi, in gravi difficoltà per mancanza di fondi.
Dopo un inverno difficile, a causa dell’annuncio del taglio del 10% (oltre 7mila euro) sulla convenzione, e le annose difficoltà strutturali, arriva la buona notizia: il Comune ha deciso di proporre alla Provincia il progetto di manutenzione straordinaria del canile per accedere al contributo della Regione.
La giunta ha inserito il progetto di risanamento della struttura di via Bertuzza a San Marino, nel programma di manutenzione straordinaria compreso nel piano degli investimenti 2010-2012: la spesa complessiva prevista è di 95mila euro.
Attraverso la partecipazione al programma provinciale, che dovrà essere approvato nelle prossime due settimane individuando le priorità, l’amministrazione carpigiana spera di coprire una buona parte delle ingenti spese.
A ‘concorrere’ con la struttura locale, altri tre progetti: la ristrutturazione del canile di Corla di Pavullo per i dieci comuni del distretto; un canile e gattile intercomunale a Magreta per Formigine, Sassuolo, Fiorano e Maranello; e un gattile intercomunale a Marzaglia (per Modena, Bastiglia, Castelfranco Emilia, Castelnuovo Rangone, Nonantola, San Cesario).
La giunta provinciale non ha però ancora comunicato la percentuale di copertura per i progetti che verranno approvati, né il budget totale a disposizione dell’intero programma.
«Siamo contenti, ma anche speranzosi - dichiara Sara Bompani, una dei venti volontari del Gruppo zoofilo carpigiano, che gestisce la struttura -, giovedì avremo un altro incontro in Provincia.
Devo ringraziare il Comune perché abbiamo saputo del programma provinciale il 15 luglio, ed entro il 26 agosto bisognava fare domanda.
I tecnici si sono prodigati per redigere un progetto che prevede la sostituzione delle reti, la separazione dei box cani, e altri interventi necessari al miglioramento della sicurezza, e delle condizioni igienico-sanitarie sia degli animali che del personale volontario».
Nel gennaio scorso il taglio della convenzione aveva fatto discutere, proprio perché colpiva una struttura vecchia di 15 anni, gestita da volontari, e le cui carenze strutturali mettono a rischio la sicurezza dei presenti.

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)
martedì 31 agosto 2010
Crollo del 20%, ma Dalle Ave è tranquillo: «Recupereremo»

Così come in tutta la provincia, il Pd sta perdendo tesserati anche a Carpi, una delle ‘città rosse’ per eccellenza.
Nella città dei Pio il crollo delle adesioni rispetto al 2009 si attesta nell’ordine del 20%: finora sono 1940 le tessere sottoscritte, contro le 2394 dell’anno scorso, con uno scarto di 454 iscritti.
Seppur parziale e provvisorio (la campagna adesioni si chiude verso ottobre-novembre), il calo è pur sempre una notizia che fa riflettere.
Fa riflettere perché interessa quel partito che esprime oggi la stessa tradizione di valori e ideali (con le dovute evoluzioni) che ha governato e sta governando la città da oltre 60 anni; perché una pur qualche difficoltà è stata palesata negli ultimi tempi (il riferimento è alle vicende calde di questa estate, come la sollevazione popolare alla decisione dell’abbattimento dei bagolari di via Focherini) e chissà che non abbia inciso su questo dato.
Ma la causa del crollo, se verrà confermato, non è una sola, ed è sicuramente difficile e prematuro avventurarsi nell’analisi del fenomeno.
E’ però legittimo chiedersi cosa possa aver spinto così tanti tesserati a non rinnovare l’iscrizione al partito.
Lo zoccolo duro che ha permesso tante vittorie alle urne si sta sfaldando? O è solo un calo fisiologico dovuto alla disaffezione dalla politica che in generale sta attraversando il paese negli ultimi anni, un fenomeno che colpisce prevalentemente (e lo diciamo con preoccupazione) i giovani? «La disaffezione generale alla politica è un dato reale che fa preoccupare - risponde Davide Dalle Ave, segretario cittadino del Pd -: non è mai un bene per la vita democratica del paese.
Ad ogni modo credo che a novembre la percentuale si ridurrà considerevolmente, questi dati sono parziali e nemmeno troppo aggiornati».
A novembre mancano però solo due mesi e il tesseramento si è aperto nel dicembre scorso: ce la farà il Pd a recuperare, se non tutto, una parte del terreno perso? «Credo proprio di sì.
Il calo di tessere è comunque un fatto su cui riflettere, ci sarà sicuramente da lavorare.
Sono convinto che per un partito sia importante avere degli iscritti: sono fondamentali per l’autofinanziamento ad esempio.
Ma tengo a sottolineare che il partito non vive di soli tesserati: i tanti volontari che ci danno una mano durante le iniziative che organizziamo lo dimostrano».
Interessante a questo punto è scorporare il dato delle tessere, andando a fare i conti in tasca a ciascun circolo (sono 11 in tutto il territorio comunale): la percentuale più significativa, in proporzione al numero di iscritti, è quella che fa registrare il circolo del Centro storico.
Se nel 2009 erano state consegnate 181 tessere, oggi risultano essere 122.
Rilevante anche il dato del circolo Nord Cabassi di via don Albertario, la sede con più iscritti in assoluto: l’anno scorso erano 530, scesi nel 2010 a 380.
Una perdita di 150 tessere: novembre non è mai stato così vicino.

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)
sabato 28 agosto 2010
La controllata Sinergas denuncia raggiri della multinazionale

«Ho sottoscritto un contratto per la fornitura dell’energia con Enel Energia, ma mi hanno ‘appioppato’ anche quella del gas».
Decine di queste segnalazioni sono arrivate nei giorni scorsi a Sinergas, la società di vendita gas del gruppo Aimag.
Sono ancora una volta le strategie di marketing commerciale messe in atto dall’agguerrita concorrenza a togliere il sonno al gruppo Aimag, costretto a trasformarsi in una sorta di associazione dei consumatori: dopo ‘gli assalti’ a Limidi, Soliera e Novi dei promoter di un’azienda legata a Hera, che a caccia di ‘affari semplici’ tentavano il colpo sensazionalistico «sottoscrivete il contratto con noi perché tanto Aimag non esiste più, è stata comprata da Hera», ora sono i cittadini di Carpi a segnalare all’azienda multiservizi uno «scorretto comportameno commerciale».
Stavolta però Hera non c’entra, ed è un colosso come Enel ad essere messo sotto accusa da Sinergas.
E’ la stessa società a spiegare ciò che sta accadendo da qualche giorno, e cioè il comportamento scorretto dei venditori di Enel Energia: «In questi giorni - spiegano da Sinergas - sono arrivate diverse segnalazioni da parte di residenti del Comune di Carpi circa lo scorretto comportamento commerciale di venditori operanti per conto della società Enel Energia.
I venditori si sono infatti presentati a casa di questi clienti proponendo un nuovo contratto, stipulato con Enel Energia, con il quale passare sul mercato per la fornitura di energia elettrica.
I clienti hanno sottoscritto il contratto compilando esclusivamente i riquadri relativi all’energia elettrica e non quelli del gas ma nei giorni successivi si sono accorti, che, a loro insaputa, erano diventati clienti Enel Energia anche per la fornitura del gas metano nonostante non ci fosse mai stata la sottoscrizione di un contratto in tal senso».
Una denuncia forte, a cui non è difficile prevedere una replica da parte della potente multinazionale.
Ad ogni modo la vicenda, qualora dovesse trovare ulteriori conferme, evidenzia ancora una volta i modi ‘aggressivi’ e poco corretti di alcune società che, per conto di importanti aziende di servizi, prendono iniziative spesso non concordate.
L’invito di Sinergas ai propri clienti è quello di prestare la massima attenzione, ricordando «che in caso di dubbi o verifiche è sempre possibile telefonare al numero verde Sinergas 800 038083».

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)
giovedì 26 agosto 2010
Semi-ufficiale il passaggio a Fossoli: ora si tornerà in consiglio

Sembra ormai definitivo: il ‘caso Lamiz’ potrebbe chiudersi presto.
Pare infatti raggiunto l’accordo per uno scambio di sede tra la proprietà della fonderia (che si stava trasferendo da via Mulini a Gargallo a via Lama di Quartirolo, con la sollevazione popolare dei residenti) e una società immobiliare di Fossoli.
Le trattative, condotte con l’avallo dell’amministrazione comunale, hanno avuto inizio nel marzo scorso, quando il comitato di residenti contro l’insediamento della Lamiz in via Lama di Quartirolo, aveva proposto questa soluzione.
Nelle settimane scorse il dialogo sembra essere approdato ad una positiva conclusione: la Lamiz si trasferirà a Fossoli, all’interno di un comparto più idoneo alla sua attività, e la società immobiliare acquisirà il capannone in costruzione a Quartirolo.
Per ‘sancire’ ufficialmente l’accordo mancherebbe solo l’ultimo passaggio, quello in consiglio comunale, che dovrebbe avvenire alla riapertura delle attività fissata per settembre.
In questa sede dovrebbe essere approvata una variante per permettere la collocazione effettiva della fonderia nel lotto fossolese: pare infatti che le regole fissate per quel comparto stabiliscano un’altezza massima di 10 metri per gli stabili, che dovrebbe essere alzata a 12-13 proprio in virtù dell’insediamento della Lamiz.
Se tutto dovesse andare come sembra, la mobilitazione popolare registrerebbe un altro importante successo.

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)
Ancora una replica sulle polemiche che in questi giorni hanno coinvolto l’Italia dei Valori carpigiana, innescate da un militante critico nei confronti dei giovani rappresentanti ‘istituzionali’ (vicesindaco Ferrari e consigliere Bizzarri) del partito, rei a suo dire di non seguire la linea dell’Idv.
«A seguito di quanto recentemente apparso sulla stampa locale - recita un comunicato stampa sul sito del partito -, smentiamo le voci circa presunte spaccature all’interno del partito, che si presenta al contrario fortemente coeso al suo interno ed intenzionato a perseguire una politica in linea con gli ideali ed i valori fondanti dell’Idv. Quanto riportato negli articoli di cronaca riassume solamente il pensiero personale ed esclusivo di Stefano Stradi, che rappresenta unicamente sé stesso e non le istanze di una fantomatica base di partito in contrasto con la linea dello stesso. L’Idv è aperto al dialogo e le scelte sono condivise, rappresentando la sintesi di un confronto sereno e corretto, nel quale tutti hanno la possibilità di esprimere la propria opinione, effettuare critiche ed avanzare proposte. In questo senso, si sottolinea che il dialogo tra ‘vecchie’ e ‘nuove’ generazioni è un perno fondamentale del partito al fine di consentirne una crescita positiva e proficua. Al contrario, attacchi pretestuosi e volutamente lacunosi effettuati unicamente a mezzo stampa, non risultano in alcun modo costruttivi e creano unicamente malumori nelle persone che a Carpi partecipano effettivamente alle attività del partito, dedicandovi il loro tempo e le loro energie».

(fonte: ModenaQui)
mercoledì 25 agosto 2010
«Solo scarse condizioni igieniche»

Dopo l’arresto di un nomade 27enne, scoperto sul tetto della villa in via Berengario in cui stava mettendo a segno un colpo, si alza l’attenzione su campo nomadi e legalità.
Ieri mattina, infatti, personale del settore anticrimine e della volante del commissariato unitamente a personale della Polizia municipale delle Terre d’argine ha effettuato un ulteriore controllo di regolarità dei soggetti che occupano il campo di via Nuova Ponente.
Identificate circa 50 persone, autorizzate a permanere nel campo, e controllati veicoli e roulotte: gli agenti non hanno riscontrato particolari irregolarità, «ad eccezione del permanere di difficili condizioni igienico sanitarie - fanno sapere dal commissariato di via Marx -.
Alcuni residenti del campo, circa una ventina, non erano presenti, ancora fuori città per le ferie estive».
Dall’attività delle forze dell’ordine emerge che i residenti effettivi del campo sono una settantina, e non 56 come sostenuto più volte dall’amministrazione.
Un esempio? Nel novembre scorso l’ex assessore Ronchetti scriveva: «Rispondiamo a chi si spende in dichiarazioni polemiche che in realtà i 56 Sinti che abitano il campo nomadi sono carpigiani».

(fonte: ModenaQui)
Il Caffè Centrale allerta la municipale, trovate diverse siringhe

Una ‘stanza del buco’ ad un passo dal centro storico.
In via Petrarca, all’interno dello spazio verde che la separa da viale Ariosto, il bagno pubblico fuori servizio ormai da parecchio tempo è diventato un nascondiglio perfetto per sbandati e tossici.
O meglio, era diventato, perché da qualche settimana la polizia municipale ha provveduto a chiudere il servizio igienico (in condizioni pessime).
A confermarlo sono i titolari del vicino Caffè Centrale: «Siamo stati noi a fare la segnalazione ai vigili, qui di fronte c’è un degrado che fa spavento. Quando gli agenti sono venuti a controllare il bagno, li ho accompagnati: dentro c’era di tutto, comprese alcune siringhe».
Una situazione allarmante, che si aggiunge ad altre realtà calde, come quella della stazione dei treni (è di pochi giorni fa la denuncia degli operatori Fs riportata da ModenaQui); senza contare poi le polemiche sollevate negli ultimi mesi riguardo un’altra zona centralissima, via Berengario, dove tra schiamazzi notturni, vetri e rifiuti sparsi ovunque, macchine e cassonetti che bruciano, per i residenti la misura è davvero colma.
Qui invece, nel parchetto di via Petrarca, ad un tiro di schioppo da un corso Cabassi splendidamente riqualificato, un bagno pubblico abbandonato si era trasformato in rifugio ideale per eroinomani.
Immagini di degrado che di certo non fanno bene a Carpi.
Continua inoltre a rimanere irrisolto il problema dei servizi pubblici automatici nei parchi: fatti costruire nel decennio passato, oggi sono quasi tutti inagibili e lasciati all’incuria.
Non solo, ma diventano anche ricettacoli di illegalità.

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)
martedì 24 agosto 2010
Il capogruppo Bizzarri replica alle accuse del militante critico

Il dibattito sull’Italia dei valori carpigiana si arricchisce di una nuova, ed autorevole, voce: è quella del capogruppo in consiglio comunale Andrea Bizzarri (nella foto), tirato in ballo più volte nelle considerazioni polemiche verso il partito di Stefano Stradi, militante dell’Idv da oltre sei anni.
Stradi aveva lamentato debolezza e appiattimento nei confronti delle decisioni del Pd da parte dei giovani rappresentanti (il consigliere Bizzarri appunto, e la vicesindaco Alessia Ferrari), nonché la scarsa congruenza tra la linea politica portata avanti da loro, e i veri ideali del partito di Antonio Di Pietro.
«Il signor Stradi critica l’Idv - scrive Bizzarri sul blog di politica cittadina Carpizeronove -, suo sacrosanto diritto, ma egli non è la base, non rappresenta, a quanto mi risulta, altri simpatizzanti del partito se non se stesso, è quindi uno su millecinquecento circa degli elettori dell’Idv a Carpi.
Se rappresenta anche altre persone mi piacerebbe sapere chi e quanti».
Nel suo intervento online, Bizzarri, definito ‘autoreferenziale’ da Stradi, precisa di non considerare il suo ‘accusatore’ un attivista: «Non dico che non lo sia stato prima del mio ingresso in Idv, ormai due anni or sono.
Ma oggi non lo è.
E’ un simpatizzante che a volte partecipa alle nostre riunioni.
Questo solo perchè vi sono persone che si spendono per l’Idv con passione e lodevole impegno, e anche perché le definizioni hanno la loro importanza».
Probabilmente la definizione più calzante potrebbe essere allora militante, visto che Stradi alle riunioni di partito dice di essere praticamente sempre presente, «a differenza di Alessia Ferrari: entrata nel partito da pochi mesi, è venuta ad un incontro dell’Idv per la prima volta a giugno, quando era già stata eletta» aveva detto il militante di lunga data.
«Alle riunioni a cui ha partecipato - spiega Bizzarri -, il signor Stradi ha ampiamente avuto l’opportunità di spiegarsi, proporre e confrontarsi.
A volte ha colto l’occasione, altre volte no.
La questione dei cinesi che solleva nella sua lettera era già stata rivolta all’allora vicesindaco Borsari, direi a febbraio, sempre in forma di critica.
Durante quella riunione l’ex vicesindaco gli aveva spiegato cosa si poteva e non si poteva fare.
Strano dunque che questa questione ritorni oggi.
In ogni caso, nonostante avesse molteplici opportunità di contattarmi e io lo abbia incontrato in almeno tre occasioni negli ultimi mesi, Stradi non ha mai rivolto critiche dirette a me.
Mi sembra quantomeno strumentale da parte sua affermare che io sfuggo al confronto.
Se lui mi vuole parlare, io sono a sua disposizione come sono a disposizione di chiunque altro.
Il mio dubbio è che lui non abbia però nessuna intenzione di parlare con me, ma tanta voglia di parlare con la stampa».

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)
In manette un nomade di 27 anni: i proprietari erano in vacanza

Brusco rientro forzato dalle vacanze per una famiglia di carpigiani, residenti in via Berengario, la cui abitazione è stata ‘visitata’ la scorsa notte da un nomade di 27 anni, arrestato dalla Polizia.
B.G., cittadino italiano e residente presso il campo di via Nuova Ponente, è stato sorpreso intorno alle 2 di notte dagli agenti mentre tentava di mettere a segno un colpo (forse l’ennesimo dell’estate) in una villetta in pieno centro, approfittando dell’assenza dei proprietari, che stavano trascorrendo qualche giorno di vacanza.
L’uomo, un soggetto pluripregiudicato per reati analoghi, aveva rotto il vetro del lucernario del tetto con un sasso e si era introdotto in casa, mettendo a soqquadro diverse stanze alla ricerca di oggetti di valore.
Il bottino ‘temporaneo’ era stato parcheggiato davanti al garage, in prossimità del cancello, in modo da essere comodamente portato via: a fianco di monili, catenine d’oro e braccialetti, alcuni sacchi della spazzatura vuoti, pronti per essere riempiti con altri proventi del furto.
A segnalare il tentativo di furto in atto è stato un residente della stessa via, che intorno alle 2 di notte, era stato svegliato dai rumori che provenivano dal giardino della villetta, ed ha immediatamente allertato le forze dell’ordine.
Gli operatori del Commissariato carpigiano, non appena giunti sul luogo, hanno scorto una figura sul tetto: il giovane nomade alla vista dei poliziotti, ha cercato, inutilmente, di nascondersi.
Ma, grazie anche all’ausilio dei militari dell’Arma dei carabinieri e del personale dei vigili del fuoco (intervenuti con un’autoscala), gli agenti sono riusciti a bloccarne la fuga.
«Grazie alla collaborazione del cittadino che ha fatto la segnalazione - spiegano dal Commissariato di via Marx -, all’intervento immediato dei Vigili del Fuoco e dei militari dell’Arma è stato possibile assicurare alla giustizia un soggetto pluripregiudicato per reati analoghi, molto probabilmente responsabile dei (pochi) furti in abitazione denunciati in città».
Con questo tentato furto, e gli episodi dei giorni scorsi che hanno visto andare a fuoco un cassonetto e addirittura una vettura di due turisti francesi, via Berengario si conferma zona ‘caldissima’.

(da.fra.)

(fonte: ModenaQui)
venerdì 20 agosto 2010
I cancelli rimangono aperti: dialogo giunta-Trenitalia interrotto?

Rifiuti di ogni tipo sparsi ovunque nei corridoi, persone che passano la notte all’interno della sala d’attesa, dormendo nelle panchine: sono queste le scene a cui sono ormai abituati gli operatori della stazione ferroviaria di Carpi, alle prese con allarmanti problemi di degrado.
Solo qualche giorno fa, e precisamente mercoledì scorso, un dipendente delle Fs ha scovato nei bagni dei disabili alcune persone che bivaccavano tra la sporcizia.
Il lavoratore ha avvisato la Polizia, che ha girato la chiamata alla municipale.
Intervenuti con due moto e due auto, i vigili non hanno però fatto in tempo ad identificare le persone, che nel frattempo si erano eclissate.
E’ una situazione divenuta ormai insostenibile quella della stazione dei treni, alla quale aveva cercato di porre un freno l’ex vicesindaco Lorena Borsari, che con Trenitalia aveva intavolato un proficuo dialogo.
Ma con le dimissioni della rappresentante dell’Idv, a fine maggio, le trattative sembrano essersi arenate.
Questo almeno è ciò che traspare dal ripetersi di atti incivili e vandalici, commessi soprattutto col favore della notte.
Proprio la Borsari aveva accordato con Trenitalia l’inaccessibilità della stazione negli orari notturni, tramite l’installazione di cancelli in ferro della cui chiusura si sarebbe dovuto occupare un dipendente del Comune.
Montati oltre sei mesi fa, quei cancelli non sono mai stati chiusi da alcuno.
Se a questo aggiungiamo che le porte automatiche, pur non funzionando negli orari di chiusura della stazione, vengono facilmente forzate con le braccia, è presto detto come ogni mattina gli operatori della biglietteria vengano a trovarsi di fronte a scene per niente edificanti.
Oramai sono passati tre mesi dal rimpasto di giunta, e complice le vacanze estive, il dialogo con le Ferrovie stenta a riprendere.
Necessaria, e quantomai urgente, la riqualificazione dell’area della stazione deve ripartire da dove è stata lasciata.

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)
giovedì 19 agosto 2010
Scontro generazionale tra attivisti di lunga data e giovani in carica

«La vicesindaco Ferrari non rispecchia le istanze della base dell’Italia dei Valori: non è mai venuta alle riunioni, se non ad una, ma solo dopo essere stata eletta».
Stefano Stradi, attivista da sei anni del partito che fa parte della coalizione di maggioranza, non le manda a dire e scoperchia il pentolone dell’Idv carpigiano.
Un partito che ha fatto registrare un apprezzabile 4,11% alle elezioni amministrative del 2009, incrementato a 6,19% alle ultime regionali di quest’anno, ma che, a livello organizzativo ( e non solo a Carpi) appare tutt’altro che sereno.
Il buon risultato alle scorse comunali, svolte correndo a fianco del Pd, aveva dato all’Idv il diritto di esprimere il vicesindaco cittadino.
La scelta ricadde su Lorena Borsari, già Forza Italia, passata poi al gruppo consiliare indipendente, la più esperta tra i rappresentanti del partito di Antonio Di Pietro.
Una personalità forte, capace di decisioni forti, che però, com’è noto, è entrata quasi da subito in rotta di collisione con il sindaco Campedelli e altri assessori.
Fino alle dimissioni ‘forzate’, forse con l’avallo dei vertici provinciali dell’Idv, dello scorso maggio.
Il conseguente rimpasto di giunta porta agli onori della cronaca la 25enne Alessia Ferrari, che viene nominata nuova vicesindaco e assessore alla cultura.
Il cambiamento di rotta (nei confronti delle decisioni dell’amministrazione) è evidente: la personalità della Borsari evapora e il partito si appiattisce.
«Nessuno - prosegue Stradi - ci ha informato della nomina della Ferrari, prescelta del consigliere Bizzarri.
Il quale, 28enne e già transfugo dal Pd, è autoreferenziale e troppo morbido con la maggioranza, proprio su temi ‘cari’ al nostro partito, come la legalità nel mondo del commercio e dell’imprenditoria, la sicurezza, l’ambiente.
Su questi argomenti, che stanno animando il dibattito nella nostra città (vedi le attività cinesi, o il taglio degli alberi di viale Focherini, ndr) non una parola, né dal vicesindaco né da Bizzarri».
Le prolungate assenza dello stesso capogruppo in consiglio (in questi mesi negli Stati Uniti per frequentare un master), lo scarso dinamismo della vicesindaco e le complessive divergenze con la linea che la base vorrebbe fosse portata avanti sta determinandoo una profonda spaccatura: da una parte le ‘nuove leve’, i giovani come Bizzarri, Ferrari, Fabio Esposito (22 anni) e altri coetanei o quasi, dall’altra la base ‘storica’ (se così si può definire) che rappresenta il nucleo del partito da 5-6 anni.
Nessuna parola per ora dai vertici provinciali dell’Idv, che sembra però appoggino in pieno la ‘linea morbida’ nei confronti degli alleati del Pd.
«Come me la pensa la maggior parte dei militanti carpigiani del partito - rivendica Stradi -, ma non ci danno retta. Stiamo vivendo un momento economico difficile, con diverse imprese di casa nostra in ginocchio, mentre il commercio illegale, legato anche alle aperture di attività cinesi, sta fiorendo. La giunta su questo sta facendo poco e di questo incolpo anche la Ferrari e Bizzarri, poco attivi nello spronare maggiori controlli. Dovrebbero dimettersi».

Daniele Franda

«Critiche mai sentite prima»
La difesa di Alessia Ferrari

«Nessuno, all’interno del partito, mi ha mai detto di essere in contrasto con quanto stiamo facendo».
Si difende così Alessia Ferrari (nella foto), vicesindaco e assessore alla cultura, tirata in ballo dalle accuse della base dell’Idv, il partito che rappresenta.
«A giugno ho partecipato alla riunione, e in quell’occasione non si è levata nessuna critica o proposta costruttiva da alcuno.
Io sento praticamente ogni giorno gli attivisti che fanno parte del partito e che si spendono per il partito. Conosco Stefano Stradi, ma non l’ho mai visto a nessun banchetto promosso da noi».

(da.fra.)

(fonte: ModenaQui)
mercoledì 18 agosto 2010
Concordia, il comitato si appella a Tinti per l’ex missionario

«Aspettiamo con grande curiosità la venuta nelle nostre parrocchie del vescovo Tinti, la speranza è che si rivolga a noi con parole di verità e carità sulla partenza di Padre Walter Gherri».
A Concordia non si danno ancora pace per l’allontanamento, avvenuto lo scorso giugno, dell’ex missionario della Congregazione dei Padri Bianchi: è nato perfino un comitato, costituito da fedeli che, su questa vicenda molto sentita nella comunità del paese della Bassa, ritengono di dover avere ancora una spiegazione.
Spiegazione che è attesa per domenica prossima, quando in occasione della sagra di Santa Caterina, monsignor Elio Tinti si recherà a Concordia per presiedere la santa messa.
«Per noi - prosegue il comitato contro il licenziamento di Padre Gherri - non è una bella cosa che il vescovo abbia deciso di venire proprio in un giorno di festa: di occasioni per un chiarimento ce ne sono già state ma mai c’è stato detto perché Padre Walter ci è stato tolto».
In segno di protesta, il comitato ha deciso di intraprendere lo sciopero delle offerte.
«L’arrivo di Padre Walter - avvenuto nel settembre del 2008, quando il vescovo Tinti gli ha conferito l’incarico di vicario parrocchiale di Concordia - ha rappresentato un arricchimento enorme per le parrocchie di Santa Caterina e San Giovanni: una persona molto colta, intelligente, con un’alta preparazione teologica.
In questo anno e mezzo che è stato qui molte persone si sono riavvicinate alla chiesa, è arrivata una nuova ventata di spiritualità».
Dopo aver trascorso 38 anni della propria vita nei luoghi teatro di guerra, miseria e ingiustizia sociale, Padre Gherri si era ritagliato uno spazio proprio, che condivideva con un nutrito gruppo di fedeli tenendo corsi di preghiera, incontri di approfondimento spirituale.
Ma il rapporto con il titolare della parrocchia di Concordia, il 75enne don Franco Tonini, non è mai stato idilliaco.
«Don Tonino lo ha accolto subito in malo modo.
Del resto non era una novità: con la partenza di Padre Gherri sono già 4 i preti mandati via da Concordia, in soli 3-4 anni».
Nel febbraio scorso, a seguito della decisione del vescovo di non rinnovare il mandato a Padre Walter, i fedeli erano insorti ed erano riusciti a strappare una proroga al ‘licenziamento’.
Poi a giugno la decisione definitiva, e un trafiletto comparso su ‘Il Ponte’, il giornalino della parrocchia informava: «Padre Gherri è stato richiamato dai Padri Bianchi a Treviglio (in provincia di Bergamo, sede della Congregazione) per un altro incarico».
Una scusa, dicono i fedelissimi di padre Gherri, che proprio allora decidono di formare il comitato: «Ci sentiamo presi in giro, vogliamo una spiegazione».
Una marea di lettere sta arrivando alla casella postale del gruppo: Comitato di protesta, Cp 41, 41033 Concordia.

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)
venerdì 13 agosto 2010
Sulle tematiche ambientali il Pd si sta giocando la battaglia dei consensi

«Un milione di mq di nuovo verde, così programmati: oltre 650mila mq di nuove aree attrezzate e 350mila mq di bosco».
Simone Tosi, assessore all’ambiente, in una nota pubblicata sul blog personale, fa il punto della situazione in merito alla programmazione del verde in città.
Dopo le querelle sul Parco Lama e sui bagolari di viale Focherini (senza contare le polemiche sul muro dell’asilo di Cibeno), ormai è evidente: è proprio sul tema del verde che oggi si sta giocando la guerra dei consensi tra maggioranza e opposizione.
Alcune scelte o progetti recenti dell’amministrazione hanno fatto molto discutere, facendo tornare in auge il dibattito sull’ambientalismo.
Primo e importante terreno di battaglia è stato il Parco Lama: la nascita del comitato proponente, nel maggio scorso, ha rappresentato l’inizio del dibattito sulla programmazione e gestione degli spazi verdi, esistenti e futuri, della città.
Mentre diversi rappresentanti di partiti di opposizione sottoscrivevano il progetto, la posizione della giunta fu subito netta: «E’ opportuno - puntualizzò l’assessore Tosi, dopo soli 8 giorni dalla costituzione della mobilitazione cittadina per il Parco Lama - sottolineare con chiarezza alcuni punti, per evitare fraintendimenti e incomprensioni; il primo è che Carpi è dotata di decine di aree attrezzate a parco, di diverse dimensioni, e si doterà in futuro di altri luoghi con questa funzione».
Una chiusura che non è però riuscita a smorzare l’entusiasmo di tanti carpigiani per il progetto: è di poco tempo fa l’avvicinamento, timido, del segretario cittadino del Pd Davide Dalle Ave al Parco Lama.
La mobilitazione cittadina è stata inoltre protagonista di un’altra questione molto importante: l’annunciato taglio dei bagolari di viale Focherini per permettere il passaggio della ciclabile ha sollevato la protesta dei residenti, che anche in questo caso si sono riuniti in un comitato.
Con i cittadini si sono schierati tutti i partiti di opposizione, e perfino uno di maggioranza: Sinistra ecologia e libertà.
Durante l’incontro con i residenti dello storico viale, spinta da forti pressioni che provenivano anche dalla base dello stesso Pd, la giunta ha fatto marcia indietro, salvando, per il momento, gli alberi.
Oggi il dibattito si staglia sullo sfondo del muro, dalla pessima estetica, costruito davanti alla scuola d’infanzia Balena Blu, a Cibeno, in via Tre Ponti: sebbene costruito da privati, la concessione a realizzare quel muro l’ha data il Comune.
Ora però è proprio sulle tematiche ambientali che la giunta cerca di recuperare terreno.
«La nostra città - spiega Tosi - vanta una media di mq per abitanti superiore alla media italiana, infatti abbiamo 19 mq a testa contro i 15 della madia nazionale, in città sono presenti parchi attrezzati di diverse dimensioni con un patrimonio verde di oltre 20mila piante in questi parchi e di 14.300 alberature lungo i nostri viali».
Che, per circa un mese, hanno rischiato di essere 14.258.

Daniele Franda

(fonte: ModenaQui)

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