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martedì 9 novembre 2010
PROGRAMMA
Venerdì 12 Novembre 2010
Ore 17,00 – 19,00
Sala del Consiglio Comunale Palazzo Municipale (Modena)
La partecipazione dei cittadini nelle decisioni amministrative
Tiziano Tessaro
Magistrato della Corte dei Conti di Venezia
Docente di diritto regionale degli enti locali presso l’Università di Padova
Introduce:
Caterina Liotti - Presidente del Consiglio Comunale
Venerdì 19 Novembre 2010
Ore 16,30 – 18,30
Sala del Consiglio Comunale Palazzo Municipale (Modena)
Gli istituti di partecipazione previsti nello Statuto e nei regolamenti del Comune di Modena
Pompeo Nuzzolo
Segretario Generale del Comune di Modena
Maria Teresa Severini
Vice Segretario Generale del Comune di Modena
Venerdì 3 Dicembre 2010
Ore 16,30 – 18,30
Sala del Consiglio Comunale Palazzo Municipale (Modena)
La legge regionale n. 3/2010 con particolare riferimento alle istanze e agli esiti dei processi partecipativi
Fabio Casamassima
Dirigente servizio affari legislativi
Regione Emilia Romagna
Il corso si rivolge ai Consiglieri comunali ed è aperto alla cittadinanza. Sarà possibile seguire il corso in diretta web sul sito: www.comune.modena.it/il-governo-della-citta
Per informazioni e iscrizioni
Segreteria Organizzativa:
Stefania zavaglia
Segreteria Presidenza del Consiglio Comunale
Via Scudari, 20 – 41121 Modena
presidente.consiglio@comune.modena.it
Tel. 059/2032674 Fax: 059/2032953
giovedì 9 settembre 2010
Subentra a Massimo Pollastri, proprietario delle Officine Pollastri, dimessosi qualche giorno fa dall’incarico.
Alla base della decisione di Pollastri nessun diverbio politico (pur frequenti di questi tempi nel Carroccio), ma solamente una questione professionale.
A spiegarlo è il dottor Cattini: «Ero già pronto a subentrare prima o poi - spiega il primo dei non eletti alle scorse elezioni -, negli ultimi tempi Pollastri ha visto aumentare il proprio carico di lavoro e non era più possibile per lui sostenere anche questo incarico».
(da.fra.)
(fonte: ModenaQui)
domenica 1 agosto 2010
«Il collega Lamma ora non può stare con due piedi in una scarpa»
«Lamma deve decidere, o rimane nel Pdl o forma un nuovo gruppo con Generazione Carpi: due piedi in una scarpa non funziona».
Il deciso intervento è del consigliere Pdl Antonio Russo, presidente di Giovane Italia, un deluso ex An, che all’indomani della rottura tra Fini e Berlusconi non ammette alternative al rispetto del patto elettorale fatto alle ultime elezioni.
E avverte l’amico e collega di partito Luca Lamma, coordinatore del circolo carpigiano di Generazione Italia, la corrente fondata da Gianfranco Fini all’interno del partito al governo.
«Ci rimasi male già qualche mese fa, quando Lamma e Roberto Benatti decisero di fondare un nuovo gruppo consiliare (Generazione Carpi, appunto, che durò il tempo di un caffè, ndr), uscendo dal Pdl: all’epoca rientrò tutto, ma adesso urge un chiarimento.
Però vorrei che sia lui a chiarire».
E lui, Lamma, ha le idee molto chiare: «Io rimango saldo nel Pdl - puntualizza il consigliere, anch’egli ex An - e continuerò ad essere coordinatore di Generazione Carpi.
Non vedo nessun problema di sorta, ciò che succede a Roma non avrà ripercussioni sul locale.
Lo ha chiarito anche il coordinatore regionale del Pdl Enzo Raisi, (al centro di forti pressioni per le dimissioni dal ruolo, dato che a Roma ha aderito a Futuro e Libertà, ndr).
Insomma tutto rimarrà come prima: Generazione Carpi sarà una corrente all’interno del partito e fa capo agli ideali espressi dal presidente della Camera».
Un altro consigliere comunale che proviene dall’area di Alleanza Nazionale è Cristian Rostovi, che sul suo blog chiarisce la linea che terrà personalmente sulla questione: «Considero la scelta dei finiani di formare gruppo autonomi profondamente sbagliata, l’idea di Generazione Italia come corrente interna al Pdl mi vedeva come osservatore curioso, immaginavo e speravo che lavorando dentro il partito avrebbe potuto essere, per lo stesso, fonte di idee e motivo di riflessione.
Ora, quali saranno gli sviluppi non lo so, quello che so, è che io rimango al mio posto, nel partito e con il simbolo con cui sono stato eletto e la mia battaglia la farò da dentro senza urlare che voglio un partito migliore, ma lavorando perché ciò accada».
(da.fra.)
(fonte: ModenaQui)
«Lamma deve decidere, o rimane nel Pdl o forma un nuovo gruppo con Generazione Carpi: due piedi in una scarpa non funziona».
Il deciso intervento è del consigliere Pdl Antonio Russo, presidente di Giovane Italia, un deluso ex An, che all’indomani della rottura tra Fini e Berlusconi non ammette alternative al rispetto del patto elettorale fatto alle ultime elezioni.
E avverte l’amico e collega di partito Luca Lamma, coordinatore del circolo carpigiano di Generazione Italia, la corrente fondata da Gianfranco Fini all’interno del partito al governo.
«Ci rimasi male già qualche mese fa, quando Lamma e Roberto Benatti decisero di fondare un nuovo gruppo consiliare (Generazione Carpi, appunto, che durò il tempo di un caffè, ndr), uscendo dal Pdl: all’epoca rientrò tutto, ma adesso urge un chiarimento.
Però vorrei che sia lui a chiarire».
E lui, Lamma, ha le idee molto chiare: «Io rimango saldo nel Pdl - puntualizza il consigliere, anch’egli ex An - e continuerò ad essere coordinatore di Generazione Carpi.
Non vedo nessun problema di sorta, ciò che succede a Roma non avrà ripercussioni sul locale.
Lo ha chiarito anche il coordinatore regionale del Pdl Enzo Raisi, (al centro di forti pressioni per le dimissioni dal ruolo, dato che a Roma ha aderito a Futuro e Libertà, ndr).
Insomma tutto rimarrà come prima: Generazione Carpi sarà una corrente all’interno del partito e fa capo agli ideali espressi dal presidente della Camera».
Un altro consigliere comunale che proviene dall’area di Alleanza Nazionale è Cristian Rostovi, che sul suo blog chiarisce la linea che terrà personalmente sulla questione: «Considero la scelta dei finiani di formare gruppo autonomi profondamente sbagliata, l’idea di Generazione Italia come corrente interna al Pdl mi vedeva come osservatore curioso, immaginavo e speravo che lavorando dentro il partito avrebbe potuto essere, per lo stesso, fonte di idee e motivo di riflessione.
Ora, quali saranno gli sviluppi non lo so, quello che so, è che io rimango al mio posto, nel partito e con il simbolo con cui sono stato eletto e la mia battaglia la farò da dentro senza urlare che voglio un partito migliore, ma lavorando perché ciò accada».
(da.fra.)
(fonte: ModenaQui)
venerdì 2 luglio 2010
Quello di giovedì scorso è stato il penultimo consiglio comunale per Stefania Gasparini (Pd), che si sta per gettare a capofitto in una nuova avventura professionale tra le fila della Cisl.
Dalla prossima seduta (prevista per metà luglio), la consigliera infatti saluterà i colleghi del consesso civico, per dedicarsi a tempo pieno al suo nuovo lavoro: la Gasparini, che andrà in aspettativa nel Comune di Campogalliano in cui ha lavorato finora, si occuperà della difesa dei diritti degli impiegati comunali per la Funzione Pubblica dell’importante sigla sindacale.
«Certo mi dispiace lasciare la politica - spiega la Gasparini, 33 anni, sin da giovanissima impegnata nel partito -, ma è una grande opportunità personale e professionale.
Se in futuro tornerò in politica? Non lo so».
Il candidato a sostituirla in Consiglio è Bruno Pompeo, imprenditore con alle spalle già due esperienze consiliari.
(da.fra.)
(fonte: ModenaQui)
Dalla prossima seduta (prevista per metà luglio), la consigliera infatti saluterà i colleghi del consesso civico, per dedicarsi a tempo pieno al suo nuovo lavoro: la Gasparini, che andrà in aspettativa nel Comune di Campogalliano in cui ha lavorato finora, si occuperà della difesa dei diritti degli impiegati comunali per la Funzione Pubblica dell’importante sigla sindacale.
«Certo mi dispiace lasciare la politica - spiega la Gasparini, 33 anni, sin da giovanissima impegnata nel partito -, ma è una grande opportunità personale e professionale.
Se in futuro tornerò in politica? Non lo so».
Il candidato a sostituirla in Consiglio è Bruno Pompeo, imprenditore con alle spalle già due esperienze consiliari.
(da.fra.)
(fonte: ModenaQui)
mercoledì 12 maggio 2010
Li riporta la delibera votata in consiglio, con tanto di numeri (futuri) di protocollo
A chi non piacerebbe avere la possibilità di prevedere il futuro? Sembra che all’interno del Comune di Carpi ci sia qualcuno capace di farlo: in una delibera di approvazione definitiva di una variante al Piano Regolatore, già portata in consiglio, sono infatti riportati i pareri di Ausl e Arpa (l’Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente dell’Emilia Romagna), datati rispettivamente, udite udite, 3 giugno 2010 e 14 maggio 2010, con tanto di numero di protocollo.
PREVEDERE IL FUTURO...
In pratica, secondo l’amministrazione, dopodomani l’Arpa si esprimerà nuovamente (e si presume positivamente, dopo averlo fatto nel febbraio del 2009) sulla proposta di variante relativa all’ampliamento della sede di Tred Carpi Srl, società del Gruppo Aimag che si occupa del trattamento e recupero di rifiuti di elettrodomestici dismessi, quali frigoriferi, congelatori, televisioni, personal computer e altre apparecchiature.
Peccato che in via Cattani sud, presso la sede del Distretto Territoriale di Pianura di Arpa, non ne sappiano nulla: «È una cosa strana, spero sia un errore - fa sapere stranita la responsabile carpigiana dell’ente -.Noi abbiamo dato il parere del 2 febbraio 2009, ma non altri, nè in passato nè tantomeno in data futura.I pareri vengono protocollati il giorno stesso del rilascio, non prima».
...CON NUMERO DI PROTOCOLLO
Eppure sul testo appare non solo la data, ma anche il numero di protocollo del parere che verrà e anche ciò che sarebbe emerso ( o meglio emergerà) dalla relazione ‘fantasma’ di Arpa.
Dal corsivo si evince un sostanziale assenso, così come è favorevole il parere che l’Ausl dovrebbe inviare tra quasi un mese, il 3 giugno (anche in questo caso viene già citato il numero di protocollo).
PER UNA VARIANTE AL PRG
La storia di questa delibera è lunga e complessa e vale la pena riassumerla: per l’ampliamento di Tred Carpi, si è reso necessario cambiare la destinazione d’uso di 25mila metri quadri di terreno agricolo in via Remesina Esterna a Fossoli in cui sorge la sede della società di smaltimento rifiuti.
La variante al Prg, presentata e discussa già nel 2009, è passata nelle mani della Provincia, che ha sollevato alcune riserve di carattere urbanistico e ambientale.
Nei giorni scorsi, dopo aver recepito queste osservazioni, l’ultimo passaggio in Consiglio della delibera con le controdeduzioni, per l’approvazione definitiva: all’orecchio dei presenti saranno suonate quantomeno strane le date di un futuro prossimo riportate dal testo.
Nebbiosa, appare, anche la dicitura della variante, che cambierà la destinazione d’uso di quella zona in un non meglio precisato ‘Attrezzature generali di interesse pubblico’.
QUANTO CONTA IL CONSIGLIO?
In ogni caso, oltre all’opportunità quantomeno discutibile di riportare in una delibera pareri vincolanti con date future, come già espressi, la questione rilancia un vecchio adagio risuonato più volte in Consiglio: i consiglieri sono chiamati a prendere decisioni importanti ma spesso non vengono messi nella condizione ottimale per comprendere la portata (soprattutto in chiave futura) di tali decisioni.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
A chi non piacerebbe avere la possibilità di prevedere il futuro? Sembra che all’interno del Comune di Carpi ci sia qualcuno capace di farlo: in una delibera di approvazione definitiva di una variante al Piano Regolatore, già portata in consiglio, sono infatti riportati i pareri di Ausl e Arpa (l’Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente dell’Emilia Romagna), datati rispettivamente, udite udite, 3 giugno 2010 e 14 maggio 2010, con tanto di numero di protocollo.
PREVEDERE IL FUTURO...
In pratica, secondo l’amministrazione, dopodomani l’Arpa si esprimerà nuovamente (e si presume positivamente, dopo averlo fatto nel febbraio del 2009) sulla proposta di variante relativa all’ampliamento della sede di Tred Carpi Srl, società del Gruppo Aimag che si occupa del trattamento e recupero di rifiuti di elettrodomestici dismessi, quali frigoriferi, congelatori, televisioni, personal computer e altre apparecchiature.
Peccato che in via Cattani sud, presso la sede del Distretto Territoriale di Pianura di Arpa, non ne sappiano nulla: «È una cosa strana, spero sia un errore - fa sapere stranita la responsabile carpigiana dell’ente -.Noi abbiamo dato il parere del 2 febbraio 2009, ma non altri, nè in passato nè tantomeno in data futura.I pareri vengono protocollati il giorno stesso del rilascio, non prima».
...CON NUMERO DI PROTOCOLLO
Eppure sul testo appare non solo la data, ma anche il numero di protocollo del parere che verrà e anche ciò che sarebbe emerso ( o meglio emergerà) dalla relazione ‘fantasma’ di Arpa.
Dal corsivo si evince un sostanziale assenso, così come è favorevole il parere che l’Ausl dovrebbe inviare tra quasi un mese, il 3 giugno (anche in questo caso viene già citato il numero di protocollo).
PER UNA VARIANTE AL PRG
La storia di questa delibera è lunga e complessa e vale la pena riassumerla: per l’ampliamento di Tred Carpi, si è reso necessario cambiare la destinazione d’uso di 25mila metri quadri di terreno agricolo in via Remesina Esterna a Fossoli in cui sorge la sede della società di smaltimento rifiuti.
La variante al Prg, presentata e discussa già nel 2009, è passata nelle mani della Provincia, che ha sollevato alcune riserve di carattere urbanistico e ambientale.
Nei giorni scorsi, dopo aver recepito queste osservazioni, l’ultimo passaggio in Consiglio della delibera con le controdeduzioni, per l’approvazione definitiva: all’orecchio dei presenti saranno suonate quantomeno strane le date di un futuro prossimo riportate dal testo.
Nebbiosa, appare, anche la dicitura della variante, che cambierà la destinazione d’uso di quella zona in un non meglio precisato ‘Attrezzature generali di interesse pubblico’.
QUANTO CONTA IL CONSIGLIO?
In ogni caso, oltre all’opportunità quantomeno discutibile di riportare in una delibera pareri vincolanti con date future, come già espressi, la questione rilancia un vecchio adagio risuonato più volte in Consiglio: i consiglieri sono chiamati a prendere decisioni importanti ma spesso non vengono messi nella condizione ottimale per comprendere la portata (soprattutto in chiave futura) di tali decisioni.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
sabato 8 maggio 2010
«Firmo o non firmo: questo è il dilemma» sembra essere stato il dubbio amletico del consigliere comunale Roberto Benatti, sino a pochi istanti prima della seduta del Civico Consesso di giovedì scorso.
La questione sul tavolo era quella che ha tenuto banco durante la passata settimana politica carpigiana, con l’uscita prima dello stesso Benatti e di Luca Lamma dal gruppo Pdl per fondare ‘Generazione Carpi’, con chiaro stampo provocatorio e nessuna rievocazione di ‘Generazione Italia’, il movimento nazionale vicino a Gianfranco Fini.
Il rientro poi, è stato determinato l’indomani in seguito ad un incontro con il capogruppo Roberto Andreoli, insieme ai vertici regionali e provinciali del Popolo delle Libertà in cui si è individuato un percorso a tappe forzate allo scopo di valorizzare la presenza del Pdl a Carpi e di rafforzare il suo impatto sul territorio.
Al momento, di più non è dato sapere.
Fatto sta che, se Lamma ha firmato il documento subito dopo l’incontro, mentre Benatti si è preso una pausa di riflessione fino all’ultimo minuto utile.
Come ricordato nei giorni precedenti da Modena Qui, infatti, per dare vita ad un nuovo gruppo sono necessari due consiglieri, ma una volta che uno dei due si ritira, il gruppo potrebbe continuare ad esistere anche con un solo rappresentante.
Quest’opzione considerata fino alla fine, però, non è stata barrata da Benatti, che ha firmato, rientrando nel Pdl e scrivendo così la parola fine su ‘Generazione Carpi’.
Avrebbe potuto essere una fronda, è stato più che altro un fulmine.
Serena Arbizzi
(fonte: ModenaQui)
La questione sul tavolo era quella che ha tenuto banco durante la passata settimana politica carpigiana, con l’uscita prima dello stesso Benatti e di Luca Lamma dal gruppo Pdl per fondare ‘Generazione Carpi’, con chiaro stampo provocatorio e nessuna rievocazione di ‘Generazione Italia’, il movimento nazionale vicino a Gianfranco Fini.
Il rientro poi, è stato determinato l’indomani in seguito ad un incontro con il capogruppo Roberto Andreoli, insieme ai vertici regionali e provinciali del Popolo delle Libertà in cui si è individuato un percorso a tappe forzate allo scopo di valorizzare la presenza del Pdl a Carpi e di rafforzare il suo impatto sul territorio.
Al momento, di più non è dato sapere.
Fatto sta che, se Lamma ha firmato il documento subito dopo l’incontro, mentre Benatti si è preso una pausa di riflessione fino all’ultimo minuto utile.
Come ricordato nei giorni precedenti da Modena Qui, infatti, per dare vita ad un nuovo gruppo sono necessari due consiglieri, ma una volta che uno dei due si ritira, il gruppo potrebbe continuare ad esistere anche con un solo rappresentante.
Quest’opzione considerata fino alla fine, però, non è stata barrata da Benatti, che ha firmato, rientrando nel Pdl e scrivendo così la parola fine su ‘Generazione Carpi’.
Avrebbe potuto essere una fronda, è stato più che altro un fulmine.
Serena Arbizzi
(fonte: ModenaQui)
martedì 13 aprile 2010
«Il bene è pubblico, ma sulla gestione si può discutere»
C’è un bene primario che in questi giorni a Carpi è al centro di un dibattito politico ideologico non privo di sorprese.
È l’acqua, uno degli elementi fondamentali per la sopravvivenza (ma anche la dignità) dell’uomo, una risorsa il cui accesso costituisce un diritto inalienabile per ciascuno di noi.
Se n’è parlato durante il Consiglio di giovedì scorso, in cui sono stati presentati ben tre ordini del giorno sull’argomento.
Tutti concordi nel dire che l’acqua è un bene pubblico privo di rilevanza economica, ci mancherebbe.
Ma se si sostituisce ‘acqua’ con ‘servizio idrico integrato’, come ha fatto Lorenzo Paluan (Rifondazione Comunista/Carpi a 5 stelle) nel proprio ordine del giorno, la strategia politica del Pd carpigiano cambia totalmente.
La definizione di legge ‘servizio idrico privo di rilevanza economica’ serve per sottrarlo alle grinfie di quel decreto Ronchi che a parole è duramente avversato dai rappresentanti del partito di Bersani.
Eppure nei fatti il Pd carpigiano non si discosta di molto dalla linea di pensiero del governo.
Secondo la logica dell’amministrazione, presentata grazie a ben due odg a firma Stefania Gasparini, l’acqua è un bene pubblico, le infrastrutture devono rimanere pubbliche, ma la gestione del servizio può essere privatizzata.
Anzi, i soggetti privati sono da preferire, perché «possono effettuare investimenti - ha dichiarato l’assessore all’ambiente Tosi - che il pubblico non può sostenere».
«Ho copiato e incollato un odg approvato da circa 200 amministrazioni comunali in giro per l’Italia - ha spiegato Paluan dopo la bocciatura della sua proposta -, perlopiù a guida Pd.
Ma nello stesso partito, a Carpi, evidentemente la pensano diversamente».
Per garantire un servizio efficiente, secondo il partito di maggioranza basterà affidarsi alle gare aperte ai privati, tramite cui potremo avere il miglior gestore al miglior costo.
A fare da contrappeso intervengono però altre considerazioni: il privato va inesorabilmente alla ricerca del profitto, e gli esempi di gestione privata che si hanno in altri territori italiani (Sicilia, Campania, Latina, Arezzo...) parlano chiaramente di rincari esorbitanti in bolletta.
Il potere delle Ato, le agenzie pubbliche che decidono le tariffe, è spesso azzerato da quello delle multinazionali, che evidentemente non si buttano su un mercato senza averne calcolato i guadagni.
Senza poi considerare che la recente riforma degli enti locali di Calderoli sopprimerà queste agenzie, e la palla passerà alle province.
Riassumendo: per il Pd l’acqua è un bene pubblico e rimane un diritto, averla nelle case no.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
E i grillini ora attaccano l’Idv
La questione acqua è diventata oggetto di uno scontro aperto tra la lista civica Carpi a 5 stelle e l’Idv, il partito del vicesindaco Borsari.
Prendendo spunto dal vademecum contro le truffe allegato all’ultimo numero di CarpiCittà - un cartoncino giallo fortemente voluto dal vicesindaco e assessore alla Sicurezza - dove si recita: «Diffidiamo delle offerte troppo allettanti, non firmiamo nulla subito, soprattutto se non siamo certi di aver capito bene», Andrea Losi attacca: «Come suggerisce la Borsari - scrive in una nota - quando lei vi chiederà di firmare per il referendum nazionale contro la privatizzazione dell’acqua al banchetto dell’Italia dei Valori, «non firmate subito, soprattutto se non siete certi d’aver capito bene» dalla Borsari qual è la sua posizione e la posizione dell’Idv di Carpi sul tema della privatizzazione del servizio idrico.
Perché - attacca Losi ricordando la discussione di giovedì scorso - la Borsari è sempre stata favorevole all’ingresso di privati in Aimag, e perché anche nell’ultima seduta di Consiglio comunale, cruciale per decidere se a Carpi l’acqua è un diritto o una merce, il pensiero del consigliere Bizzarri dell’Idv non è pervenuto causa assenza».
C’è un bene primario che in questi giorni a Carpi è al centro di un dibattito politico ideologico non privo di sorprese.
È l’acqua, uno degli elementi fondamentali per la sopravvivenza (ma anche la dignità) dell’uomo, una risorsa il cui accesso costituisce un diritto inalienabile per ciascuno di noi.
Se n’è parlato durante il Consiglio di giovedì scorso, in cui sono stati presentati ben tre ordini del giorno sull’argomento.
Tutti concordi nel dire che l’acqua è un bene pubblico privo di rilevanza economica, ci mancherebbe.
Ma se si sostituisce ‘acqua’ con ‘servizio idrico integrato’, come ha fatto Lorenzo Paluan (Rifondazione Comunista/Carpi a 5 stelle) nel proprio ordine del giorno, la strategia politica del Pd carpigiano cambia totalmente.
La definizione di legge ‘servizio idrico privo di rilevanza economica’ serve per sottrarlo alle grinfie di quel decreto Ronchi che a parole è duramente avversato dai rappresentanti del partito di Bersani.
Eppure nei fatti il Pd carpigiano non si discosta di molto dalla linea di pensiero del governo.
Secondo la logica dell’amministrazione, presentata grazie a ben due odg a firma Stefania Gasparini, l’acqua è un bene pubblico, le infrastrutture devono rimanere pubbliche, ma la gestione del servizio può essere privatizzata.
Anzi, i soggetti privati sono da preferire, perché «possono effettuare investimenti - ha dichiarato l’assessore all’ambiente Tosi - che il pubblico non può sostenere».
«Ho copiato e incollato un odg approvato da circa 200 amministrazioni comunali in giro per l’Italia - ha spiegato Paluan dopo la bocciatura della sua proposta -, perlopiù a guida Pd.
Ma nello stesso partito, a Carpi, evidentemente la pensano diversamente».
Per garantire un servizio efficiente, secondo il partito di maggioranza basterà affidarsi alle gare aperte ai privati, tramite cui potremo avere il miglior gestore al miglior costo.
A fare da contrappeso intervengono però altre considerazioni: il privato va inesorabilmente alla ricerca del profitto, e gli esempi di gestione privata che si hanno in altri territori italiani (Sicilia, Campania, Latina, Arezzo...) parlano chiaramente di rincari esorbitanti in bolletta.
Il potere delle Ato, le agenzie pubbliche che decidono le tariffe, è spesso azzerato da quello delle multinazionali, che evidentemente non si buttano su un mercato senza averne calcolato i guadagni.
Senza poi considerare che la recente riforma degli enti locali di Calderoli sopprimerà queste agenzie, e la palla passerà alle province.
Riassumendo: per il Pd l’acqua è un bene pubblico e rimane un diritto, averla nelle case no.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
E i grillini ora attaccano l’Idv
La questione acqua è diventata oggetto di uno scontro aperto tra la lista civica Carpi a 5 stelle e l’Idv, il partito del vicesindaco Borsari.
Prendendo spunto dal vademecum contro le truffe allegato all’ultimo numero di CarpiCittà - un cartoncino giallo fortemente voluto dal vicesindaco e assessore alla Sicurezza - dove si recita: «Diffidiamo delle offerte troppo allettanti, non firmiamo nulla subito, soprattutto se non siamo certi di aver capito bene», Andrea Losi attacca: «Come suggerisce la Borsari - scrive in una nota - quando lei vi chiederà di firmare per il referendum nazionale contro la privatizzazione dell’acqua al banchetto dell’Italia dei Valori, «non firmate subito, soprattutto se non siete certi d’aver capito bene» dalla Borsari qual è la sua posizione e la posizione dell’Idv di Carpi sul tema della privatizzazione del servizio idrico.
Perché - attacca Losi ricordando la discussione di giovedì scorso - la Borsari è sempre stata favorevole all’ingresso di privati in Aimag, e perché anche nell’ultima seduta di Consiglio comunale, cruciale per decidere se a Carpi l’acqua è un diritto o una merce, il pensiero del consigliere Bizzarri dell’Idv non è pervenuto causa assenza».
domenica 11 aprile 2010
E intanto su Facebook l’ex assessore sta spopolando
Dopo la bufera politica, sull’affaire Ronchetti è calata la censura: durante l’ultimo consiglio comunale di giovedì scorso, il Pd, sostenuto dal grillino Paluan, si è schierato contro la proposta di discussione avanzata dal consigliere Roberto Benatti (Pdl).
In verità, il caso dell’assessore silurata per una frase su Facebook ha avuto il suo piccolo spazio, quando il sindaco ha annunciato ufficialmente la revoca del mandato a Miria Ronchetti, limitandosi a ribadire le motivazioni già espresse martedì scorso.
L’accenno alla questione ha dato speranza ai consiglieri d’opposizione, che quasi all’unanimità (11 su 12) hanno richiesto la possibilità di dibattito.
Ma alla messa ai voti il Pd ha fatto muro negando la discussione.
E così il Consiglio è proseguito, toccando gli importantissimi e strettamente locali temi degli Ogm, della banda larga, della privatizzazione del servizio idrico e della carenza di personale nelle forze dell’ordine.
«È una vergogna - ha accusato a margine del consesso Cristian Rostovi (Pdl) -, ci si lamenta sempre che in questo Consiglio si toccano tematiche troppo nazionali e quando si ha un’occasione per parlare delle dimissioni di un assessore scatta il silenzio».
L’ostruzionismo del partito è stato letto anche come una sorta di velo dietro cui nascondere le divisioni esistenti all’interno della maggioranza: tentativo peraltro mal riuscito già all’indomani dello scoppio della vicenda, quando l’area cattolica pretese con forza l’uscita di scena dell’assessore mentre alcuni ex diessini tentavano invano di stemperare gli animi.
Se in Consiglio si rimane in silenzio, non si può dire altrettanto del luogo del ‘misfatto’: sono ormai più di 400 le richieste di amicizia pervenute a Miria Ronchetti dopo la decisione del sindaco.
È proprio Campedelli il principale bersaglio delle critiche delle centinaia di messaggi di solidarietà e vicinanza recapitati sulla bacheca dell’avvocato: sul social network è stato addirittura creato un gruppo (con quasi 800 affiliati), che invita tutti a inviare questo messaggio al primo cittadino: «Anche io, come Miria Ronchetti, mi domando: ‘Non è che i preti non vogliono l’aborto perché vogliono a loro disposizione tanti bambini?’».
Insomma gli attestati di stima non mancano, anzi.
Una preoccupante escalation di pareri pro Ronchetti, che sarebbe stata dimessa in barba a «diritto di parola, libertà di espressione e di satira».
Satira? Purtroppo, da ridere c’è ben poco.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Dopo la bufera politica, sull’affaire Ronchetti è calata la censura: durante l’ultimo consiglio comunale di giovedì scorso, il Pd, sostenuto dal grillino Paluan, si è schierato contro la proposta di discussione avanzata dal consigliere Roberto Benatti (Pdl).
In verità, il caso dell’assessore silurata per una frase su Facebook ha avuto il suo piccolo spazio, quando il sindaco ha annunciato ufficialmente la revoca del mandato a Miria Ronchetti, limitandosi a ribadire le motivazioni già espresse martedì scorso.
L’accenno alla questione ha dato speranza ai consiglieri d’opposizione, che quasi all’unanimità (11 su 12) hanno richiesto la possibilità di dibattito.
Ma alla messa ai voti il Pd ha fatto muro negando la discussione.
E così il Consiglio è proseguito, toccando gli importantissimi e strettamente locali temi degli Ogm, della banda larga, della privatizzazione del servizio idrico e della carenza di personale nelle forze dell’ordine.
«È una vergogna - ha accusato a margine del consesso Cristian Rostovi (Pdl) -, ci si lamenta sempre che in questo Consiglio si toccano tematiche troppo nazionali e quando si ha un’occasione per parlare delle dimissioni di un assessore scatta il silenzio».
L’ostruzionismo del partito è stato letto anche come una sorta di velo dietro cui nascondere le divisioni esistenti all’interno della maggioranza: tentativo peraltro mal riuscito già all’indomani dello scoppio della vicenda, quando l’area cattolica pretese con forza l’uscita di scena dell’assessore mentre alcuni ex diessini tentavano invano di stemperare gli animi.
Se in Consiglio si rimane in silenzio, non si può dire altrettanto del luogo del ‘misfatto’: sono ormai più di 400 le richieste di amicizia pervenute a Miria Ronchetti dopo la decisione del sindaco.
È proprio Campedelli il principale bersaglio delle critiche delle centinaia di messaggi di solidarietà e vicinanza recapitati sulla bacheca dell’avvocato: sul social network è stato addirittura creato un gruppo (con quasi 800 affiliati), che invita tutti a inviare questo messaggio al primo cittadino: «Anche io, come Miria Ronchetti, mi domando: ‘Non è che i preti non vogliono l’aborto perché vogliono a loro disposizione tanti bambini?’».
Insomma gli attestati di stima non mancano, anzi.
Una preoccupante escalation di pareri pro Ronchetti, che sarebbe stata dimessa in barba a «diritto di parola, libertà di espressione e di satira».
Satira? Purtroppo, da ridere c’è ben poco.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
sabato 10 aprile 2010
Nel corso del Consiglio comunale di Carpi di ieri, giovedì 8 aprile, il Sindaco Enrico Campedelli [ha] con una breve comunicazione ricordato di avere revocato il mandato all’assessore alle Politiche sociali Miria Ronchetti, dopo le sue dichiarazioni su Facebook, ribadendone le motivazioni. Il consigliere PdL Roberto Benatti ha chiesto di aprire un dibattito su questo tema, richiesta messa al voto ma non approvata: hanno votato a favore PdL, Leganord e ApC, contro Pd e Lorenzo Paluan della Lista civica Carpi a 5 stelle-Beppegrillo.it-Prc.
(Fonte: CarpiDiem.it)
Sui motivi della mancata discussione si interroga il Consigliere Rostovi che, sul suo blog, azzarda una ipotesi per spiegare il NO del PD
(Fonte: CarpiDiem.it)
Sui motivi della mancata discussione si interroga il Consigliere Rostovi che, sul suo blog, azzarda una ipotesi per spiegare il NO del PD
Per quel che riguarda il Pd molto semplicemente per paura, una grande paura che risultassero evidenti le loro divisioni interne.mentre non si spiega il NO di Paluan.
mercoledì 31 marzo 2010
Per la rubrica "l'erba del vicino".
Fatevi un giro qui per vedere cosa vuol dire trasparenza.
Altro che diretta web (che fa molto Grande Fratello ma non è poi così semplice da seguire dall'inizio alla fine)
Possibile avere questo servizio anche a Carpi?
Fatevi un giro qui per vedere cosa vuol dire trasparenza.
Altro che diretta web (che fa molto Grande Fratello ma non è poi così semplice da seguire dall'inizio alla fine)
Possibile avere questo servizio anche a Carpi?
Nel Pd c’è una voce fuori dal coro: è quella di Arletti
Si leva (finalmente) una voce fuori dal coro della maggioranza carpigiana sulla questione Fondazione.
E’ quella di Roberto Arletti, consigliere Pd, che nell’intervento fatto nell’ultima seduta di Consiglio ha espresso una valutazione critica nei confronti di alcuni aspetti della gestione del patrimonio finanziario della Fondazione stessa, considerata non affine a quanto stabilito dal decreto sulle fondazioni.
«Io auspico che il prossimo Consiglio di Amministrazione ed il nuovo presidente della nostra Fondazione - ha esordito Arletti - recepiscano e facciano tesoro di ciò che sancisce il decreto 153 del 1999, dove si evidenzia che le Fondazioni ‘devono assicurare il collegamento funzionale con le loro finalità istituzionali e con lo sviluppo del territorio’, perché questa è la loro vera mission».
Da settimane prosegue il dibattito sul rinnovo delle cariche ai vertici dell’ente di Palazzo Brusati, attaccato in primis da Alleanza per Carpi, essenzialmente sui temi della scarsa trasparenza, dell’autoreferenzialità, e del rapporto con cittadinanza e amministrazione.
Sebbene in Consiglio il Pd si sia arroccato su posizioni difensiviste, a favore dell’operato del presidente Gian Fedele Ferrari e dei suoi, c’era qualcuno tra i compagni di partito che non era affatto d’accordo, e lo ha espresso chiaramente: «Finora i Comuni e gli altri soggetti ammessi hanno ricevuto solo erogazioni - ha proseguito Arletti - in questo modo si sottopone il patrimonio stesso ad un rischio enorme.
E’ miope pensare di poter avere solo guadagni da speculazioni con il ‘mordi e fuggi’ ed in un momento di crisi di tutti i mercati finanziari correndo anche il fondato rischio di forte svalutazione dell’intero patrimonio».
Il pragmatico intervento di Arletti si è concentrato poi sulle possibili azioni, da parte della Fondazione Crc, per sostenere davvero la ripresa e lo sviluppo del territorio: «Perché non puntare su fondi che investono in iniziative ad alto contenuto tecnologico, in particolare nei campi del biomedicale, della scienza dei materiali, dell’agroalimentare ed energetico-ambientale, come hanno già investito altre fondazioni? Penso poi al Fondo Social Housing di edilizia sociale, appena approvato da Bankitalia: questo fondo, che ha durata di 30 anni, ha la finalità istituzionale di incrementare l’offerta sul territorio di alloggi sociali a supporto e integrazione delle politiche di settore dello Stato e delle Regioni».
Con questo intervento Arletti ha dimostrato con competenza e preparazione che si può far parte di un partito e allo stesso tempo avere il coraggio di esprimere la propria opinione.
Ne gioverà sicuramente anche il dibattito sul futuro di un ente che gioca un ruolo cruciale nel nostro territorio.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
Si leva (finalmente) una voce fuori dal coro della maggioranza carpigiana sulla questione Fondazione.
E’ quella di Roberto Arletti, consigliere Pd, che nell’intervento fatto nell’ultima seduta di Consiglio ha espresso una valutazione critica nei confronti di alcuni aspetti della gestione del patrimonio finanziario della Fondazione stessa, considerata non affine a quanto stabilito dal decreto sulle fondazioni.
«Io auspico che il prossimo Consiglio di Amministrazione ed il nuovo presidente della nostra Fondazione - ha esordito Arletti - recepiscano e facciano tesoro di ciò che sancisce il decreto 153 del 1999, dove si evidenzia che le Fondazioni ‘devono assicurare il collegamento funzionale con le loro finalità istituzionali e con lo sviluppo del territorio’, perché questa è la loro vera mission».
Da settimane prosegue il dibattito sul rinnovo delle cariche ai vertici dell’ente di Palazzo Brusati, attaccato in primis da Alleanza per Carpi, essenzialmente sui temi della scarsa trasparenza, dell’autoreferenzialità, e del rapporto con cittadinanza e amministrazione.
Sebbene in Consiglio il Pd si sia arroccato su posizioni difensiviste, a favore dell’operato del presidente Gian Fedele Ferrari e dei suoi, c’era qualcuno tra i compagni di partito che non era affatto d’accordo, e lo ha espresso chiaramente: «Finora i Comuni e gli altri soggetti ammessi hanno ricevuto solo erogazioni - ha proseguito Arletti - in questo modo si sottopone il patrimonio stesso ad un rischio enorme.
E’ miope pensare di poter avere solo guadagni da speculazioni con il ‘mordi e fuggi’ ed in un momento di crisi di tutti i mercati finanziari correndo anche il fondato rischio di forte svalutazione dell’intero patrimonio».
Il pragmatico intervento di Arletti si è concentrato poi sulle possibili azioni, da parte della Fondazione Crc, per sostenere davvero la ripresa e lo sviluppo del territorio: «Perché non puntare su fondi che investono in iniziative ad alto contenuto tecnologico, in particolare nei campi del biomedicale, della scienza dei materiali, dell’agroalimentare ed energetico-ambientale, come hanno già investito altre fondazioni? Penso poi al Fondo Social Housing di edilizia sociale, appena approvato da Bankitalia: questo fondo, che ha durata di 30 anni, ha la finalità istituzionale di incrementare l’offerta sul territorio di alloggi sociali a supporto e integrazione delle politiche di settore dello Stato e delle Regioni».
Con questo intervento Arletti ha dimostrato con competenza e preparazione che si può far parte di un partito e allo stesso tempo avere il coraggio di esprimere la propria opinione.
Ne gioverà sicuramente anche il dibattito sul futuro di un ente che gioca un ruolo cruciale nel nostro territorio.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
venerdì 12 marzo 2010
Una seduta interamente dedicata alla sanità e all’ospedale cittadino quella del Consiglio comunale di giovedì 4 marzo. Maggioranza e opposizione in difesa di Carpi, fischi per il direttore Ausl Caroli e tanta gente presente in sala
La presenza di pubblico è un indicatore importante e la sala gremita di gente è stata la prova dell'interesse che le tematiche legate alla sanità e all'ospedale suscitano. Il Consiglio comunale di giovedì 4 marzo è stato un importante momento di confronto, a volte di scontro aperto, ma ha segnato l'inizio di un percorso: i rappresentanti della comunità carpigiana, della maggioranza e dell'opposizione, associazioni e operatori del settore, si sono schierati, con qualche eccezione di cui riferiremo in seguito, a difesa del territorio e dell'ospedale.
ore 20.45
La seduta, affidata alla sapiente regia del Presidente del Consiglio comunale Giovanni Taurasi, inizia. Taurasi invita tutti al rispetto dei tempi (ma si terminerà dopo la mezzanotte) e si ferma lì, proprio per lasciare spazio agli interventi. Di lui è stato detto che "ha fatto del suo meglio affinché non fosse una serata rituale".
La presenza di pubblico è un indicatore importante e la sala gremita di gente è stata la prova dell'interesse che le tematiche legate alla sanità e all'ospedale suscitano. Il Consiglio comunale di giovedì 4 marzo è stato un importante momento di confronto, a volte di scontro aperto, ma ha segnato l'inizio di un percorso: i rappresentanti della comunità carpigiana, della maggioranza e dell'opposizione, associazioni e operatori del settore, si sono schierati, con qualche eccezione di cui riferiremo in seguito, a difesa del territorio e dell'ospedale.
ore 20.45
La seduta, affidata alla sapiente regia del Presidente del Consiglio comunale Giovanni Taurasi, inizia. Taurasi invita tutti al rispetto dei tempi (ma si terminerà dopo la mezzanotte) e si ferma lì, proprio per lasciare spazio agli interventi. Di lui è stato detto che "ha fatto del suo meglio affinché non fosse una serata rituale".
sabato 6 marzo 2010
Tutti delusi al Gran Consiglio sulla sanità
Risposte in politichese, interrogativi ancora aperti e niente di più: probabilmente i consiglieri e i numerosi cittadini accorsi per l’occasione se lo aspettavano, ma a questo Consiglio straordinario sul tema sanità avevano ugualmente affidato tante speranze.
Speranze di capire le ragioni di un progressivo e inesorabile depauperamento dell’ospedale civico, di essere informati una volta per tutte sulle reali intenzioni dei vertici sanitari e dell’amministrazione comunale e provinciale sul nuovo ospedale, di essere rassicurati che nella prossima discussione per la ridefinizione del Pal in Regione Carpi farà valere le proprie istanze.
Carenza di personale, spostamento dei fondi dal piano psichiatrico, fuga di professionisti, pronto soccorso non adeguato, sale operatorie da riammodernare: su questo e molto altro si sono concentrati gli interventi di tanti consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione, per una volta uniti (pur tenendo fede prerogative partitiche) nell’esigere risposte concrete su questo tema di fondamentale importanza.
Accade così di vedere le consigliere Cocozza, De Pietri e Bulgarelli (Pd) scagliarsi contro le scelte fatte dall’Ausl provinciale: un coraggio da applausi, anche se è evidente la mancanza dell’aspetto politico nelle loro critiche.
Aspetto preso in considerazione invece da Cristian Rostovi (Pdl), la cui interpellanza su Pal e nuovo ospedale non ha trovato una risposta esauriente.
Dall’altra parte, infatti, una ‘rocca’ (per usare un’espressione della consigliera Pivetti di ApC) formata dal direttore generale dell’Ausl di Modena, Giuseppe Caroli, dal presidente della Provincia, Emilio Sabattini, e dal sindaco di Carpi Enrico Campedelli.
«I numeri smentiscono le preoccupazioni” ha dichiarato un contestatissimo Caroli.
Ma l’evidenza più grossa è stata la contraddizione che ha segnato i tre interventi: se il dirigente sanitario ha dato parecchia importanza al precedente Pal, «con il quale si è dato il via alla creazione della rete provinciale degli ospedali di Carpi, Baggiovara, Policlinico e Sassuolo, che ha dato grandi risultati», il presidente Sabattini ha invitato tutti a non dare troppa rilevanza al nuovo Pal.
Caroli ha parlato di de-ospedalizzazione, dando più spazio alle strutture esterne, Campedelli ha invece ribadito la necessità della prevalenza del pubblico sul privato.
Sul nuovo ospedale, poi, il linguaggio della politica è sembrato funzionale solo a un rinvio delle decisioni.
In ogni caso, seppur a denti stretti, il sindaco ha cercato di difendere le prerogative di Carpi con una metafora: «Poniamo che Baggiovara sia un culturista e il Ramazzini un magrolino: se chiediamo loro di fare una dieta dimagrante quello che ne soffrirà di più sarà la persona minuta.
Ci devono essere segnali di attenzione al nostro ospedale sul tema del personale e della valorizzazione».
Daniele Franda
Spazio anche a tre interpellanze. Se quelle presentate da Pivetti (ApC) e Bassoli (Pd), rispettivamente su spostamento dei fondi dal piano psichiatrico (pratica sbrigata dal direttore dell’Ausl Caroli con un drastico «noi non sprechiamo denaro pubblico») e carenza personale nel pronto soccorso, hanno trovato risposta nelle parole dei dirigenti, alcune delle domande più interessanti dal punto di vista politico sono rimaste inevase.
Le aveva poste Rostovi (Pdl), che a fine consiglio ha fatto sentire il proprio dissenso: «Il sindaco - ha sottolineato - non ha fatto sapere se è intenzionato a parlare del Pal in corso d’opera in Consiglio o se, come accade troppo spesso, ce lo presenterà a giochi fatti.
Inoltre è stato molto vago su quali saranno i punti portati avanti dalla nostra amministrazione nella discussione del piano decennale».
da. fra.
(fonte: Modena Qui)
Risposte in politichese, interrogativi ancora aperti e niente di più: probabilmente i consiglieri e i numerosi cittadini accorsi per l’occasione se lo aspettavano, ma a questo Consiglio straordinario sul tema sanità avevano ugualmente affidato tante speranze.
Speranze di capire le ragioni di un progressivo e inesorabile depauperamento dell’ospedale civico, di essere informati una volta per tutte sulle reali intenzioni dei vertici sanitari e dell’amministrazione comunale e provinciale sul nuovo ospedale, di essere rassicurati che nella prossima discussione per la ridefinizione del Pal in Regione Carpi farà valere le proprie istanze.
Carenza di personale, spostamento dei fondi dal piano psichiatrico, fuga di professionisti, pronto soccorso non adeguato, sale operatorie da riammodernare: su questo e molto altro si sono concentrati gli interventi di tanti consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione, per una volta uniti (pur tenendo fede prerogative partitiche) nell’esigere risposte concrete su questo tema di fondamentale importanza.
Accade così di vedere le consigliere Cocozza, De Pietri e Bulgarelli (Pd) scagliarsi contro le scelte fatte dall’Ausl provinciale: un coraggio da applausi, anche se è evidente la mancanza dell’aspetto politico nelle loro critiche.
Aspetto preso in considerazione invece da Cristian Rostovi (Pdl), la cui interpellanza su Pal e nuovo ospedale non ha trovato una risposta esauriente.
Dall’altra parte, infatti, una ‘rocca’ (per usare un’espressione della consigliera Pivetti di ApC) formata dal direttore generale dell’Ausl di Modena, Giuseppe Caroli, dal presidente della Provincia, Emilio Sabattini, e dal sindaco di Carpi Enrico Campedelli.
«I numeri smentiscono le preoccupazioni” ha dichiarato un contestatissimo Caroli.
Ma l’evidenza più grossa è stata la contraddizione che ha segnato i tre interventi: se il dirigente sanitario ha dato parecchia importanza al precedente Pal, «con il quale si è dato il via alla creazione della rete provinciale degli ospedali di Carpi, Baggiovara, Policlinico e Sassuolo, che ha dato grandi risultati», il presidente Sabattini ha invitato tutti a non dare troppa rilevanza al nuovo Pal.
Caroli ha parlato di de-ospedalizzazione, dando più spazio alle strutture esterne, Campedelli ha invece ribadito la necessità della prevalenza del pubblico sul privato.
Sul nuovo ospedale, poi, il linguaggio della politica è sembrato funzionale solo a un rinvio delle decisioni.
In ogni caso, seppur a denti stretti, il sindaco ha cercato di difendere le prerogative di Carpi con una metafora: «Poniamo che Baggiovara sia un culturista e il Ramazzini un magrolino: se chiediamo loro di fare una dieta dimagrante quello che ne soffrirà di più sarà la persona minuta.
Ci devono essere segnali di attenzione al nostro ospedale sul tema del personale e della valorizzazione».
Daniele Franda
E Rostovi resta senza risposte
Il consiglio sulla sanità: una seduta particolare, nessuna delibera da approvare, solo un confronto su un tema molto importante. Con l’intervento di vari ospiti, tra cui il presidente della Consulta C, i rappresentanti dei sindacati Cisl e Cgil, e il responsabile del collegio dei direttori.Spazio anche a tre interpellanze. Se quelle presentate da Pivetti (ApC) e Bassoli (Pd), rispettivamente su spostamento dei fondi dal piano psichiatrico (pratica sbrigata dal direttore dell’Ausl Caroli con un drastico «noi non sprechiamo denaro pubblico») e carenza personale nel pronto soccorso, hanno trovato risposta nelle parole dei dirigenti, alcune delle domande più interessanti dal punto di vista politico sono rimaste inevase.
Le aveva poste Rostovi (Pdl), che a fine consiglio ha fatto sentire il proprio dissenso: «Il sindaco - ha sottolineato - non ha fatto sapere se è intenzionato a parlare del Pal in corso d’opera in Consiglio o se, come accade troppo spesso, ce lo presenterà a giochi fatti.
Inoltre è stato molto vago su quali saranno i punti portati avanti dalla nostra amministrazione nella discussione del piano decennale».
da. fra.
(fonte: Modena Qui)
sabato 27 febbraio 2010
Andreoli promette battaglia anche sul ‘caso Bulgarelli’
«Porterò la questione in Ministero, sarebbe molto grave se questa delibera non fosse legittima».
Le parole di Roberto Andreoli, capogruppo Pdl (nella foto), sono riecheggiate in un’aula silenziosa come non mai: il consigliere ha giurato battaglia in riferimento all’approvazione della cosiddetta norma Brunetta, oggetto di un’integrazione ad una delibera poi emendata nel giro di pochi giorni dalla giunta. In occasione della seduta di giovedì sera, l’esponente dell’opposizione ha presentato un’articolata interrogazione in cui ha chiesto spiegazione circa parecchie anomalie delle due delibere, già prese di mira sul blog ‘Carpizeronove’.
Le risposte ricevute prima dal sindaco Campedelli e poi dal segretario generale del Comune, Giorgio Masini, non lo hanno evidentemente soddisfatto: pur condividendo l’introduzione della norma Brunetta (che permette agli enti locali di licenziare i dipendenti con più di 40 anni di contributi), «soprattutto in situazioni di contingenza quale quello attuale», il consigliere ha però evidenziato diversi vizi di forma e irregolarità tecniche nei testi delle due delibere, che porterebbero ad «inficiare tutti i provvedimenti successivi».
«Chi è il presidente che nella prima delibera propone l’integrazione con l’introduzione della norma Brunetta?» ha chiesto Andreoli. «Non spetterebbe al dirigente, che, sentito il parere del sindaco o della giunta, rielabora il testo della delibera e la porta in approvazione in una data successiva?».
Secondo la legge, la facoltà di «risolvere i contratti» spetterebbe ai dirigenti di settore.
«Come è possibile quindi - ha proseguito - che sia demandato al direttore generale «di predisporre gli atti conseguenti che, nella delibera in oggetto, appaiono essere non di sua competenza?».
In pratica, il ragionamento di Andreoli fa capo alle dimissioni del dirigente del personale Miriam Bulgarelli, che non era presente al momento della discussione della seconda delibera.
E’ sentore comune che Bulgarelli, a capo del personale comunale da 37 anni, abbia rinunciato all’incarico dopo che le era stata tolta un’importante competenza prevista dalla legge, per attribuirla come visto al direttore generale.
Sebbene molti punti siano stati chiariti dagli interventi del sindaco e del segretario generale, rimane l’ombra del sospetto riguardo la mancanza di una lista dei dipendenti colpiti dal provvedimento, che si aggiunge alla solerzia con cui è stata attuata la norma Brunetta (accolta in Comune dopo soli 5 mesi dall’entrata in vigore): due tasselli in contrasto tra loro che hanno ‘insospettito’ ulteriormente Andreoli.
Il quale, c’è da starne sicuri, andrà fino in fondo a questa vicenda.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
«Porterò la questione in Ministero, sarebbe molto grave se questa delibera non fosse legittima».
Le parole di Roberto Andreoli, capogruppo Pdl (nella foto), sono riecheggiate in un’aula silenziosa come non mai: il consigliere ha giurato battaglia in riferimento all’approvazione della cosiddetta norma Brunetta, oggetto di un’integrazione ad una delibera poi emendata nel giro di pochi giorni dalla giunta. In occasione della seduta di giovedì sera, l’esponente dell’opposizione ha presentato un’articolata interrogazione in cui ha chiesto spiegazione circa parecchie anomalie delle due delibere, già prese di mira sul blog ‘Carpizeronove’.
Le risposte ricevute prima dal sindaco Campedelli e poi dal segretario generale del Comune, Giorgio Masini, non lo hanno evidentemente soddisfatto: pur condividendo l’introduzione della norma Brunetta (che permette agli enti locali di licenziare i dipendenti con più di 40 anni di contributi), «soprattutto in situazioni di contingenza quale quello attuale», il consigliere ha però evidenziato diversi vizi di forma e irregolarità tecniche nei testi delle due delibere, che porterebbero ad «inficiare tutti i provvedimenti successivi».
«Chi è il presidente che nella prima delibera propone l’integrazione con l’introduzione della norma Brunetta?» ha chiesto Andreoli. «Non spetterebbe al dirigente, che, sentito il parere del sindaco o della giunta, rielabora il testo della delibera e la porta in approvazione in una data successiva?».
Secondo la legge, la facoltà di «risolvere i contratti» spetterebbe ai dirigenti di settore.
«Come è possibile quindi - ha proseguito - che sia demandato al direttore generale «di predisporre gli atti conseguenti che, nella delibera in oggetto, appaiono essere non di sua competenza?».
In pratica, il ragionamento di Andreoli fa capo alle dimissioni del dirigente del personale Miriam Bulgarelli, che non era presente al momento della discussione della seconda delibera.
E’ sentore comune che Bulgarelli, a capo del personale comunale da 37 anni, abbia rinunciato all’incarico dopo che le era stata tolta un’importante competenza prevista dalla legge, per attribuirla come visto al direttore generale.
Sebbene molti punti siano stati chiariti dagli interventi del sindaco e del segretario generale, rimane l’ombra del sospetto riguardo la mancanza di una lista dei dipendenti colpiti dal provvedimento, che si aggiunge alla solerzia con cui è stata attuata la norma Brunetta (accolta in Comune dopo soli 5 mesi dall’entrata in vigore): due tasselli in contrasto tra loro che hanno ‘insospettito’ ulteriormente Andreoli.
Il quale, c’è da starne sicuri, andrà fino in fondo a questa vicenda.
Daniele Franda
(fonte: ModenaQui)
mercoledì 24 febbraio 2010
Si comunica che il Consiglio Comunale è convocato, nella sala consiliare in Palazzo
Scacchetti, C.so A. Pio, 91,
GIOVEDÌ 25 FEBBRAIO_ 2010 alle ore 20,30
per la trattazione degli oggetti di cui all'allegato ordine del giorno (all.A).
Si avverte che, come previsto dall'art.25 del regolamento del Consiglio Comunale, i
lavori inizieranno alle ore 20,00 con la risposta alle interrogazioni di cui all. B).
Previo appello nominale, le proposte all'O.d.G. saranno presentate e discusse con
inizio alle ore 20,30.
La conclusione della seduta è prevista entro le ore 23,30.
Si invitano i Consiglieri e gli Assessori alla puntualità.
Scacchetti, C.so A. Pio, 91,
GIOVEDÌ 25 FEBBRAIO_ 2010 alle ore 20,30
per la trattazione degli oggetti di cui all'allegato ordine del giorno (all.A).
Si avverte che, come previsto dall'art.25 del regolamento del Consiglio Comunale, i
lavori inizieranno alle ore 20,00 con la risposta alle interrogazioni di cui all. B).
Previo appello nominale, le proposte all'O.d.G. saranno presentate e discusse con
inizio alle ore 20,30.
La conclusione della seduta è prevista entro le ore 23,30.
Si invitano i Consiglieri e gli Assessori alla puntualità.
giovedì 18 febbraio 2010
Il Peg è finalmente online. Ora archivio dei consigli sul web e informazioni sulle commissioni
Meglio tardi che mai: non c’è detto più appropriato per commentare la pubblicazione del Piano Esecutivo di Gestione (Peg) relativo all’anno 2010, sulla Rete civica del Comune di Carpi.
In questi giorni infatti la delibera di approvazione del Peg si trova sul web, nella stessa pagina del materiale sul bilancio preventivo di quest’anno: se anche negli anni scorsi le delibere inerenti all’approvazione del Peg erano pubblicate su internet, la novità di quest’anno è che essa contiene il Piano in allegato.
Per la prima volta da quando esiste Carpidiem, la cittadinanza potrà accedere a questo utile strumento che permette di capire quali siano gli obiettivi di gestione.
Le voci sono suddivise per diversi ‘centri di costo’, ciascuno assoggettato ai dirigenti responsabili dei vari settori: qui è possibile prendere visione delle previsioni di entrata e di spesa dell’ente locale.
«E’ un passo in avanti» esulta Lorenzo Paluan, capogruppo Prc e Lista Civica ‘Carpi a 5 Stelle’, che ha fatto della richiesta di trasparenza uno dei suoi cavalli di battaglia in consiglio.
E’ stato proprio lo stesso consigliere a chiedere tramite un’interpellanza (ancora non discussa) la pubblicazione del peg sul sito comunale: «Diversi comuni, come quello di Torino ad esempio, hanno da tempo fatto questa scelta. A Carpi c’è voluto un po’ di tempo, ma la cosa importante è che finalmente ci sia».
Sicuramente un fatto positivo, anche se ciò non può sollevare da ulteriori considerazioni: «Perché inserire il Peg senza dire niente? A questo punto si eviterà la discussione della mia interpellanza in Consiglio. In ogni caso, ripeto, sono soddisfatto della pubblicazione».
La politica della trasparenza passa anche attraverso altri step.
Come quello che dovrebbe portare ad annunciare in modo chiaro e visibile le riunioni delle varie commissioni consiliari sullo stesso sito comunale.
Le sedute infatti sono aperte al pubblico, ma se vengono disertate è probabilmente anche perché la maggior parte dei cittadini non ha altro strumento che internet per saperne di più.
Altro passaggio nell’ottica della trasparenza potrebbe essere la creazione di un archivio delle trasmissioni dei Consigli: «E’ uno dei nostri prossimi obiettivi - confessa Paluan, che aveva chiesto ed ottenuto la diretta web - ma non vogliamo che sia una spesa ulteriore: basterebbe una telecamera fissa con una panoramica sull’aula, senza utilizzare personale comunale».
Daniele Franda
Meglio tardi che mai: non c’è detto più appropriato per commentare la pubblicazione del Piano Esecutivo di Gestione (Peg) relativo all’anno 2010, sulla Rete civica del Comune di Carpi.
In questi giorni infatti la delibera di approvazione del Peg si trova sul web, nella stessa pagina del materiale sul bilancio preventivo di quest’anno: se anche negli anni scorsi le delibere inerenti all’approvazione del Peg erano pubblicate su internet, la novità di quest’anno è che essa contiene il Piano in allegato.
Per la prima volta da quando esiste Carpidiem, la cittadinanza potrà accedere a questo utile strumento che permette di capire quali siano gli obiettivi di gestione.
Le voci sono suddivise per diversi ‘centri di costo’, ciascuno assoggettato ai dirigenti responsabili dei vari settori: qui è possibile prendere visione delle previsioni di entrata e di spesa dell’ente locale.
«E’ un passo in avanti» esulta Lorenzo Paluan, capogruppo Prc e Lista Civica ‘Carpi a 5 Stelle’, che ha fatto della richiesta di trasparenza uno dei suoi cavalli di battaglia in consiglio.
E’ stato proprio lo stesso consigliere a chiedere tramite un’interpellanza (ancora non discussa) la pubblicazione del peg sul sito comunale: «Diversi comuni, come quello di Torino ad esempio, hanno da tempo fatto questa scelta. A Carpi c’è voluto un po’ di tempo, ma la cosa importante è che finalmente ci sia».
Sicuramente un fatto positivo, anche se ciò non può sollevare da ulteriori considerazioni: «Perché inserire il Peg senza dire niente? A questo punto si eviterà la discussione della mia interpellanza in Consiglio. In ogni caso, ripeto, sono soddisfatto della pubblicazione».
La politica della trasparenza passa anche attraverso altri step.
Come quello che dovrebbe portare ad annunciare in modo chiaro e visibile le riunioni delle varie commissioni consiliari sullo stesso sito comunale.
Le sedute infatti sono aperte al pubblico, ma se vengono disertate è probabilmente anche perché la maggior parte dei cittadini non ha altro strumento che internet per saperne di più.
Altro passaggio nell’ottica della trasparenza potrebbe essere la creazione di un archivio delle trasmissioni dei Consigli: «E’ uno dei nostri prossimi obiettivi - confessa Paluan, che aveva chiesto ed ottenuto la diretta web - ma non vogliamo che sia una spesa ulteriore: basterebbe una telecamera fissa con una panoramica sull’aula, senza utilizzare personale comunale».
Daniele Franda
martedì 16 febbraio 2010
Vecchi rancori e toni sopra le righe segnano il Consiglio
Le premesse per un Consiglio ad alta tensione c’erano tutte: ordini del giorno stravolti, modalità di discussione incerta, polemiche preventive.
E difatti la seduta di giovedì scorso non ha di certo tradito le attese.
Dopo la relazione di Lorenzo Bertucelli, presidente della Fondazione Ex Campo Fossoli, sul Giorno del Ricordo, si è aperta una sessione consigliare per così dire anomala, che ha visto come oggetto principale di dibattito una sorta di interpellanza riguardo tre opere di grande rilevanza per la città: la ripavimentazione di Piazza Martiri, il parcheggio interrato del Piazzale della Meridiana e la nuova piscina comunale.
Su richiesta del gruppo del Popolo della Libertà, si è deciso di affrontare una discussione sulle opere della Carpi che cambia.
Le incomprensioni e i litigi erano iniziati addirittura due giorni prima del Consiglio, quando l’assessore ai Lavori Pubblici Carmelo D’Addese aveva chiarito che «i progetti sono ancora tutti in fase di studio.
Si tratterà dunque di una mera discussione».
E così è stato: vuoto sulle reali intenzioni della giunta in merito a questi importanti lavori, se non qualcosa circa la ripavimentazione di Piazza Martiri grazie a quattro tavole presentate dall’architetto Gnoli.
Nonostante la carenza di elementi, il dibattito ha comunque avuto un decorso movimentato, in cui le opposizioni hanno lamentato la scarsa trasparenza dell’amministrazione e la bassa considerazione del ruolo del Consiglio.
Il tutto condito da animi surriscaldati, diverse sovrapposizioni degli interventi e riesumazioni di vecchi rancori mai sopiti, come dimostrato dal botta e risposta tra Gigliola Pivetti (ApC) e il sindaco Campedelli, che ad un’obiezione della capogruppo ha replicato alzando il tono della voce e ricordandole i tempi in cui sedeva tra gli assessori.
Alla faccia della diretta web, il cui effetto placebo sull’attenzione e la correttezza dei consiglieri era svanito già dopo la prima trasmissione di prova.
La discussione di giovedì scorso in ogni caso non è stato tempo perso, ma un’occasione per capire meglio alcuni passaggi importanti e controversi legati al bilancio di previsione e al piano triennale degli investimenti.
«Com’è possibile - ha chiesto un battagliero Andreoli (Pdl) - che la piscina prima costava più di 13 milioni e invece adesso 11? Perché non ci sono almeno i progetti di fattibilità o preliminari come previsto dalla legge Merloni? E se i progetti non sono ancora pronti, come fate ad indicare voci precise nel bilancio?».
Alle accuse dell’opposizione D’Addese ha risposto punto per punto: «Le voci in bilancio - ha sottolineato - sono solo stime, come abbiamo sempre fatto.
La legge dice che i progetti di fattibilità vanno fatti nell’anno in cui il lavoro è stato inserito all’interno del piano triennale.
Per quanto riguarda la piscina: 11 milioni è l’importo netto, 13 e 800 mila il lordo».
Superfluo dire che alle minoranze la risposta non è bastata: la bagarre è solo alla prima puntata.
Daniele Franda
(fonte: Modena Qui)
Le premesse per un Consiglio ad alta tensione c’erano tutte: ordini del giorno stravolti, modalità di discussione incerta, polemiche preventive.
E difatti la seduta di giovedì scorso non ha di certo tradito le attese.
Dopo la relazione di Lorenzo Bertucelli, presidente della Fondazione Ex Campo Fossoli, sul Giorno del Ricordo, si è aperta una sessione consigliare per così dire anomala, che ha visto come oggetto principale di dibattito una sorta di interpellanza riguardo tre opere di grande rilevanza per la città: la ripavimentazione di Piazza Martiri, il parcheggio interrato del Piazzale della Meridiana e la nuova piscina comunale.
Su richiesta del gruppo del Popolo della Libertà, si è deciso di affrontare una discussione sulle opere della Carpi che cambia.
Le incomprensioni e i litigi erano iniziati addirittura due giorni prima del Consiglio, quando l’assessore ai Lavori Pubblici Carmelo D’Addese aveva chiarito che «i progetti sono ancora tutti in fase di studio.
Si tratterà dunque di una mera discussione».
E così è stato: vuoto sulle reali intenzioni della giunta in merito a questi importanti lavori, se non qualcosa circa la ripavimentazione di Piazza Martiri grazie a quattro tavole presentate dall’architetto Gnoli.
Nonostante la carenza di elementi, il dibattito ha comunque avuto un decorso movimentato, in cui le opposizioni hanno lamentato la scarsa trasparenza dell’amministrazione e la bassa considerazione del ruolo del Consiglio.
Il tutto condito da animi surriscaldati, diverse sovrapposizioni degli interventi e riesumazioni di vecchi rancori mai sopiti, come dimostrato dal botta e risposta tra Gigliola Pivetti (ApC) e il sindaco Campedelli, che ad un’obiezione della capogruppo ha replicato alzando il tono della voce e ricordandole i tempi in cui sedeva tra gli assessori.
Alla faccia della diretta web, il cui effetto placebo sull’attenzione e la correttezza dei consiglieri era svanito già dopo la prima trasmissione di prova.
La discussione di giovedì scorso in ogni caso non è stato tempo perso, ma un’occasione per capire meglio alcuni passaggi importanti e controversi legati al bilancio di previsione e al piano triennale degli investimenti.
«Com’è possibile - ha chiesto un battagliero Andreoli (Pdl) - che la piscina prima costava più di 13 milioni e invece adesso 11? Perché non ci sono almeno i progetti di fattibilità o preliminari come previsto dalla legge Merloni? E se i progetti non sono ancora pronti, come fate ad indicare voci precise nel bilancio?».
Alle accuse dell’opposizione D’Addese ha risposto punto per punto: «Le voci in bilancio - ha sottolineato - sono solo stime, come abbiamo sempre fatto.
La legge dice che i progetti di fattibilità vanno fatti nell’anno in cui il lavoro è stato inserito all’interno del piano triennale.
Per quanto riguarda la piscina: 11 milioni è l’importo netto, 13 e 800 mila il lordo».
Superfluo dire che alle minoranze la risposta non è bastata: la bagarre è solo alla prima puntata.
Daniele Franda
(fonte: Modena Qui)
giovedì 11 febbraio 2010
Ricevo e pubblico:
Una sola vittima, il popolo italiano, una sola causa, il comunismo di Tito.
Tutto serve a far brodo per l'ossessione anticomunista dei consiglieri PDL, basta negare la realtà
L'iniziativa organizzata dalla presidenza del consiglio comunale per il "Giorno del Ricordo" di TUTTE le vittime delle foibe ha avuto momenti di eccellenza nella relazione del professor Bertucelli, nel senso comune e condiviso di un ordine del giorno che voleva portare un segno di rispetto al dramma umano dei profughi istriani ospitati all'ex campo di concentramento del campo di Fossoli.
Purtroppo il dibattito che ne è seguito è stata occasione per i consiglieri PDL per strumentalizzare la vicenda umana dei profughi istriani per fare polemica di bassa lega.
Nell'intervento del consigliere Benatti, annullata qualsiasi contestualizzazione storica, qualsiasi riferimento alle cose relazionate con equilibrio da Bertucelli, sul clima creatosi nei territori istriani e dalmati dopo 20 anni di dittatura italiana, di persecuzione delle minoranze linguistiche slave e croate, degli eccidi e delle deportazioni compiute prima e durante la guerra, dei 350.000 uomini donne e bambini, civili, uccisi dalle forze armate italiane, prima da sole poi inquadrate nei reparti tedeschi.
Un'elegia dell'anticomunismo dimenticando che se oggi Benatti può dire le sue banalità antistoriche e strumentali in consiglio comunale, lo deve al sacrificio di migliaia di uomini e donne che si dichiaravano comunisti, alcuni dei quali furono vittime anche loro della repressione titina in Istria e Dalmazia, figlia anche di odi nazionalisti che sono puntualmente riesplosi nella tragedia delle guerre della ex Jugoslavia alla caduta del regime comunista.
Poteva essere un'ottima occasione di riflessione e approfondimento, da parte PDL ha prevalso una voglia di rivalsa sulla storia e di buttarla in politica, altro che memoria condivisa.
Lorenzo Paluan
Una sola vittima, il popolo italiano, una sola causa, il comunismo di Tito.
Tutto serve a far brodo per l'ossessione anticomunista dei consiglieri PDL, basta negare la realtà
L'iniziativa organizzata dalla presidenza del consiglio comunale per il "Giorno del Ricordo" di TUTTE le vittime delle foibe ha avuto momenti di eccellenza nella relazione del professor Bertucelli, nel senso comune e condiviso di un ordine del giorno che voleva portare un segno di rispetto al dramma umano dei profughi istriani ospitati all'ex campo di concentramento del campo di Fossoli.
Purtroppo il dibattito che ne è seguito è stata occasione per i consiglieri PDL per strumentalizzare la vicenda umana dei profughi istriani per fare polemica di bassa lega.
Nell'intervento del consigliere Benatti, annullata qualsiasi contestualizzazione storica, qualsiasi riferimento alle cose relazionate con equilibrio da Bertucelli, sul clima creatosi nei territori istriani e dalmati dopo 20 anni di dittatura italiana, di persecuzione delle minoranze linguistiche slave e croate, degli eccidi e delle deportazioni compiute prima e durante la guerra, dei 350.000 uomini donne e bambini, civili, uccisi dalle forze armate italiane, prima da sole poi inquadrate nei reparti tedeschi.
Un'elegia dell'anticomunismo dimenticando che se oggi Benatti può dire le sue banalità antistoriche e strumentali in consiglio comunale, lo deve al sacrificio di migliaia di uomini e donne che si dichiaravano comunisti, alcuni dei quali furono vittime anche loro della repressione titina in Istria e Dalmazia, figlia anche di odi nazionalisti che sono puntualmente riesplosi nella tragedia delle guerre della ex Jugoslavia alla caduta del regime comunista.
Poteva essere un'ottima occasione di riflessione e approfondimento, da parte PDL ha prevalso una voglia di rivalsa sulla storia e di buttarla in politica, altro che memoria condivisa.
Lorenzo Paluan
mercoledì 10 febbraio 2010
A seguito di una nota stampa del capogruppo PdL Roberto Andreoli apparsa sui giornali nei giorni scorsi (si veda il post "Un'occasione da non perdere", NdR) e relativa al Consiglio comunale previsto per domani, 11 febbraio, nella quale si rende noto che saranno presentati alla città in questa occasione progetti relativi al nuovo impianto natatorio, alla realizzazione del parcheggio interrato e alla riqualificazione della pavimentazione del rialzato di Piazza Martiri, si specifica che nel corso della seduta non verrà presentato alcun progetto poichè essi sono ancora in fase di studio ed elaborazione. Si tratterà dunque di una mera discussione. Quando i progetti saranno pronti seguiranno gli iter informativi amministrativi previsti.
Questa precisazione è stata anticipata dal Presidente del Consiglio comunale ai richiedenti la discussione degli argomenti di cui sopra.
Peccato.
Questa precisazione è stata anticipata dal Presidente del Consiglio comunale ai richiedenti la discussione degli argomenti di cui sopra.
Peccato.
lunedì 8 febbraio 2010
Gruppo Consiliare
PDL - Carpi
Carpi 07-02-?10
COMUNICATO STAMPA
Occasione da non perdere
Un Consiglio Comunale importante quello che si svolgerà Giovedi prossimo 11 Febbraio.
In apertura alle ore 18,00 la Celebrazione del "Giorno del Ricordo" per richiamare e ripercorrere una tappa dolorosa della nostra storia recente che ha segnato molti nostri concittadini.
Ma alle ore 21,00, così come richiesto dal Gruppo Consigliare del Pdl, saranno mostrati al consiglio comunale ma anche ai cittadini di Carpi tre importanti progetti che questa amministrazione ha messo in cantiere e che crediamo sia doveroso condividere con la città tutta.
Doveroso perchè lunga è l'attesa per la realizzazione, per l'impatto che avranno su alcuni luoghi simbolo, per le osservazioni che la loro conoscenza potrà fare scaturire.
Si tratta del progetto della nuova Piscina comunale, del progetto per la realizzazione di un parcheggio interrato nel Piazzale della Meridiana e del progetto di sistemazione di Piazza Martiri.
Le sedute del CC sono pubbliche e aperte a tutti, ecco perchè questa è una occasione da non perdere per visionare direttamente come cambierà la città.
Andreoli Roberto
Capogruppo Pdl
PDL - Carpi
Carpi 07-02-?10
COMUNICATO STAMPA
Occasione da non perdere
Un Consiglio Comunale importante quello che si svolgerà Giovedi prossimo 11 Febbraio.
In apertura alle ore 18,00 la Celebrazione del "Giorno del Ricordo" per richiamare e ripercorrere una tappa dolorosa della nostra storia recente che ha segnato molti nostri concittadini.
Ma alle ore 21,00, così come richiesto dal Gruppo Consigliare del Pdl, saranno mostrati al consiglio comunale ma anche ai cittadini di Carpi tre importanti progetti che questa amministrazione ha messo in cantiere e che crediamo sia doveroso condividere con la città tutta.
Doveroso perchè lunga è l'attesa per la realizzazione, per l'impatto che avranno su alcuni luoghi simbolo, per le osservazioni che la loro conoscenza potrà fare scaturire.
Si tratta del progetto della nuova Piscina comunale, del progetto per la realizzazione di un parcheggio interrato nel Piazzale della Meridiana e del progetto di sistemazione di Piazza Martiri.
Le sedute del CC sono pubbliche e aperte a tutti, ecco perchè questa è una occasione da non perdere per visionare direttamente come cambierà la città.
Andreoli Roberto
Capogruppo Pdl
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