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martedì 29 giugno 2010
E dimentica operai e cittadini

La tariffa sui rifiuti non si trasformerà in tassa, «così le imprese potranno continuare a scaricare l’iva».
Sembrerà che il mondo si sia rovesciato, ma queste dichiarazioni sono state fatte dal Partito Democratico cittadino, anticipando la posizione che l’amministrazione terrà oggi in Consiglio comunale, dove si discuterà della complicata e delicata materia.
Sono due però le cose che il Pd di Carpi non dice: la prima è su ciò che succederà ai cittadini, ai lavoratori di quelle imprese che il partito dice di voler sostenere.
Infatti continueranno a pagare il 10% di iva come le stesse imprese, con la piccolissima differenza che la maggior parte dell’utenza privata non potrà scaricare l’imposta.
Con questa decisione il Pd decide di andare in soccorso dell’industria, abbandonando la fascia più debole della popolazione, quella che nei manifesti e a parola dice di difendere.
La seconda questione che il partito di centro-sinistra non affronta è quella dei rimborsi: come pensa di agire il Comune nei confronti di Aimag, più volte e da più parti chiamata a restituire l’iva pagata ingiustamente dai cittadini? Il mare di polemiche sulla Tia (la tariffa di igiene ambientale), trae infatti origine da una decisione della Corte Costituzionale del luglio 2009, che ne ha definito la natura di tributo (e quindi non assoggettabile all’iva, per anni riscossa indebitamente).
«Oggi l’interpretazione del decreto legge 78 in discussione alle Camere - afferma il consigliere Pd Paolo Zironi - offre la possibilità ai Comuni di ritornare al regime di corrispettivo e non di tributo, applicando la Tariffa Integrata Ambientale.
Per i cittadini non cambierà nulla, mentre le imprese potranno scaricare ancora l’iva».
Il Pd sembra avere le idee confuse:per non pagare l’iva si deve tornare a considerare il pagamento una tassa e non una tariffa.
Ma se viene confermata la Tia, a parte configurarsi un’incongruenza rispetto a quanto deciso dalla Consulta, l’impresa continuerà a scaricare l’iva, mentre il cittadino continuerà a pagarla.

Daniele Franda

Furia Codacons: «La sentenza della Corte va rispettata»

«Con questa decisione il Pd elude un principio essenziale, la tutela dei diritti delle fasce più deboli».
Fabio Galli, presidente del Codacons di Modena, si dice basito e indignato sulla scelta del partito di maggioranza di sostenere le imprese anziché i cittadini.
«Con la crisi i più penalizzati sono gli anziani, le famiglie, i singoli, non le imprese, che hanno più di un modo per far fronte alla congiuntura economica».
Nemmeno Galli riesce a spiegarsi come l’ente locale possa ignorare la sentenza della Consulta, «un’istituzione di grande autorità, che va rispettata.
L’incertezza del quadro normativo nazionale non può giustificare queste decisioni.
A settembre organizzeremo una manfestazione per far valere i diritti di utenti e consumatori».

(fonte: ModenaQui)
venerdì 23 aprile 2010
Ricevo e pubblico:

Sulla questione del rimborsi dell'IVA illegittimamente pagata dai cittadini sulla tariffa rifiuti, ieri sera il PD ha deciso che i cittadini si dovranno arrangiare.
Se vogliono il rimborso, dovranno presentare ricorsi singoli e individuali, con il rischio che se tutti gli utenti dei comuni coinvolti daranno il via a queste procedure, le commissioni tributarie si ritrovino intasate da centinaia di migliaia di ricorsi, con spreco di tempo loro e di tutti quelli coinvolti.
Noi avevamo proposto una soluzione: che fosse AIMAG a farsi carico di un unico ricorso nei confronti dell'agenzia dell'entrate e che procedesse nel frattempo a trovare una modalità di restituzione (anche rateizzata in forma di sconto sulle tariffe in pagamento, ad esempio).
Il PD ha votato contro, l'IDV si è mostrata più disponibile, astenendosi.
Stiamo parlando di una cifra che per il territorio di Carpi si aggira sugli 800.000€ per ogni anno di applicazione della tariffa, su un incasso di AIMAG per il servizio di circa 8 milioni.
Il bilanci di AIMAG sono sani e di robusta costituzione, nel 2008 i ricavi ammontavano a circa 187milioni di euro, con un utile netto di 6 milioni.
In più, l'ingresso di HERA avrebbe dovuto consentirgli i famosi "efficientamenti" tanto decantati negli anni passati dalla giunta, insomma, ci pare che ci fossero tutte le condizioni per poter dire ai cittadini di Carpi, da parte di AIMAG e Comune: "Tranquilli, non è una situazione creata da noi, non è nostra responsabilità restituire i soldi dell'IVA che sono già andati allo Stato, ma siamo pronti a venirvi incontro per risolvere questa situazione", visto che le multiutilities, in questo periodo, sono le uniche aziende che hanno bilanci al riparo dalla crisi e liquidità sempre in cassa, lavorando su concessioni in regimi di monopolio.
Invece nulla.

Nel caos creato dai buchi legislativi del governo (troppo impegnato a legiferare sulle beghe del premier, per potersi occupare di un potenziale buco che a livello nazionale rischia di arrivare a 6 miliardi di euro, dopo la sentenza della Corte Costituzionale del luglio scorso che ha decretato il non dover pagare l'IVA sulla TIA), i cittadini che vorranno dovranno muoversi da soli.
A questo punto non ci resta che invitare tutti a rivolgersi alle associazioni di consumatori che sono pronte a presentare i ricorsi o ad attivarsi autonomamente.
Questo per il pregresso, sul futuro si vedrà se il governo tirerà fuori comuni e cittadini da questo caos prendendosi il tempo di legiferare per una volta su una cosa seria e tangibile, ma anche qui mettiamo in guardia dall'atteggiamento del comune che ha già chiaramente detto che ogni eventuale aggravio di costi per il passaggio da tariffa a tassa, sarà scaricato su cittadini e imprese: noi crediamo che ci sia molto da lavorare sulla questione costi di smaltimento e lo abbiamo provato a dire con l'iniziativa pubblica di due settimane fa.
Prima di parlare di ricaricare i costi sulle utenze, forse è il caso di chiedersi se non si può fare qualcosa a monte per diminuire i rifiuti conferiti e per smaltirli con costi minori.
Ma di questo se ne riparlerà il 29 aprile, in consiglio.

Lorenzo Paluan
Gruppo Consiliare
Lista Civica Carpi a 5 Stelle beppegrillo.it
Partito della Rifondazione Comunista
giovedì 15 aprile 2010
Rimborso dell’Iva sui rifiuti da parte di Aimag ed edilizia popolare al centro della conferenza stampa organizzata (venerdì 9 aprile al Caffè Milano, NdR) da Deanna Guidi, responsabile de La Lista di Carpi

Non si può applicare una tassa a un’altra tassa. Fatto notorio ma, ora, finalmente, c’è una sentenza della Corte Costituzionale - del 24 luglio 2009 - che sancisce l’illegittimità dell’Iva sulla Tia. La decisione di fatto determina l’immediata sospensione dell’Iva sulle bollette future e apre la strada alla richiesta dell’imposta “fuorilegge”, versata e non dovuta da parte di migliaia di cittadini che risiedono in Comuni dove si è passati da tempo dalla vecchia Tarsu, tassa di smaltimento rifiuti solidi urbani, alla nuova tariffa. La strada, però, è ancora costellata di difficoltà, in quanto né il governo né il Parlamento hanno fornito una risposta legislativa alla bocciatura dell’Iva sulla Tia da parte della Consulta e chiarito se, e in che modo, si debba procedere alla restituzione delle somme incassate illegittimamente. A fronte di tale vuoto legislativo, le società di gestione del servizio di igiene urbana, - Aimag compresa - non stanno rispondendo alle richieste degli utenti.
 A chiedere maggiore chiarezza e trasparenza, è Deanna Guidi, responsabile de La Lista di Carpi. “Quando nel 2002 il Consiglio Comunale di Carpi votò a favore del passaggio da Tarsu a Tia, – spiega Guidi – l’assessore al Bilancio Alberto Allegretti, spiegò che tale cambiamento avrebbe anticipato di un anno i tempi di attuazione del Decreto Ronchi, per potervi apportare eventuali correttivi. La tariffa, a differenza della tassa, tiene conto della reale quantità di rifiuti prodotti da famiglie e aziende in base a coefficienti stabiliti dalla Legge. Gli unici consiglieri che avanzarono delle obiezioni, circa le ricadute negative che avrebbero colpito i cittadini, furono De Giacomi di Forza Italia – Questa è una tassa che continua a essere pagata. E i motivi sono fare cassa… Stiamo assistendo all’addossamento alle famiglie di tutti i costi che Aimag sostiene - e Valentini di Prc – Questa non è un tariffa perché non è commisurata al consumo reale. E’ una tassa che penalizza le famiglie più numerose -. Fu un passaggio forzato dalle mire di ingrandimento di Aimag; - continua Guidi – è tempo di ammettere che gli obiettivi ventilati nel 2002 non sono stati raggiunti e che la cittadinanza non ha ottenuto alcun vantaggio. Il presidente di Aimag, Massimo Michelini commentò che il passaggio da tassa a tariffa avrebbe permesso di affrontare il problema dello smaltimento dei rifiuti direttamente con i cittadini. Noi, di che fine facciano i rifiuti, una volta raccolti, non sappiamo nulla. Dov’è la trasparenza paventata da Michelini?”. La Lista avanza numerose richieste ad Aimag: “Innanzitutto il rimborso dell’Iva sui rifiuti, la trasparenza nelle varie fasi di smaltimento dei rifiuti e maggiori controlli del territorio, a partire dalle terre adiacenti l’impianto di compostaggio di Fossoli. Perché il sindaco non ha mai richiesto ad Arpa di effettuare controlli relativamente alle emissioni maleodoranti e sui terreni agricoli circostanti, palesando così la sua volontà di salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini?”. Altro nodo scoperto della nostra città, affrontato da Deanna Guidi, è quello relativo alla carenza di alloggi di edilizia popolare. “La situazione è drammatica, resa emergenziale dalla crisi che ci attanaglia. La cittadinanza necessita di alloggi Erp e allora, per far fronte a tale necessità, l’Amministrazione potrebbe recuperare ambienti fatiscenti o dismessi. I nostri amministratori dovrebbero fare un censimento degli aventi diritto, in primis carpigiani e nuclei monoparentali con figli a carico, e iniziare a dare risposte concrete, mettendo finalmente una pezza alla mancanza di lungimiranza su questo tema”.

Jessica Bianchi su Tempo del 16/04/2010
mercoledì 31 marzo 2010
Follonica (GR) è il primo comune in Italia ad aver approvato una mozione sull’abolizione dei CIP 6 che si pagano nella bolletta Enel. Questo è un ulteriore tassello che va a rimarcare la contrarietà all’inceneritore di Scarlino da parte di tutto il consiglio comunale.

Ieri (il 10 marzo, NdR), sia maggioranza che opposizione, hanno votato ad unanimità la mozione presentata dal gruppo di maggioranza PD. Attualmente, chi produce energia elettrica da fonti rinnovabili o assimilate ha diritto a rivenderla al Gestore dei Servizi Energetici a un prezzo superiore a quello di mercato.

I costi di tale incentivo vengono finanziati mediante un sovrapprezzo del 6-7% del costo dell’energia elettrica, che viene addebitato direttamente ai consumatori finali nel conteggio di tutte le bollette.

Il problema in Italia nasce dall’inserimento della parola ‘assimilati’: così anche gli impianti di incenerimento dei rifiuti rivendono l’energia elettrica prodotta a prezzo maggiorato in base alla applicazione del CIP6, considerando il processo di produzione come derivato da fonti rinnovabili.

Questo perché in Italia per legge si è deciso di considerare l’incenerimento dei rifiuti come una fonte rinnovabile, al pari dell’energia eolica, geotermica, solare, e delle biomasse. È da notare che l’Italia è l’unico Paese nel quale viene concesso l’incentivo anche alla produzione di energia elettrica tramite procedimenti quale ad esempio il carbone o la combustione dei rifiuti urbani negli inceneritori.

Per questo il Comune di Follonica ha approvato una delibera affinchè anche la nostra nazione si allinei alle normative europee. Non vogliamo che i soldi degli utenti vadano a incrementare i profitti delle aziende, come la Scarlino Energia, che se dovesse essere autorizzata a bruciare CDR(ovvero rifiuti) continuerebbe a percepire questi incentivi sottraendoli a chi effettivamente produce energia pulita da fonti rinnovabili.

Un altro forte ‘no’ è stato detto dal Comune di Follonica all’inceneritore di Scarlino: un ‘no’ unanime e bipartisan. La tutela della salute dei cittadini, infatti, non è di destra né di sinistra...

(Fonte: comunivirtuosi.org, vedi anche il video della presentazione della mozione da parte del sindaco)
giovedì 4 marzo 2010
Su segnalazione di Elisa pubblichiamo questo articolo uscito il 27 gennaio 2010 su modena2000.it

Contributi di bonifica: Modena si allinea alla tutela dei contribuenti
Importanti sentenze della Commissione Tributaria Provinciale di Modena che annulla le cartelle di pagamento per difetto di motivazione dell’addebito. Da subito vien da dire: a forza di battere il chiodo alla fine entra!
Finalmente la Commissione Tributaria Provinciale di Modena si allinea ai pronunciamenti e alla giurisprudenza, che è ormai prevalente a livello nazionale e che dà univocamente ragione ai contribuenti che non pagano i contributi di bonifica. Infatti la sezione IV della Commissione, con due pregevoli sentenze ben motivate, la 4/207/08 e la 04/208/08 (Est. Leonardo De Robertis presidente relatore, Rossin Antonio e Tavernelli Ivano giudici), ha annullato le cartelle di pagamento emesse dal Consorzio di Bonifica di Burana, poiché sono prive di motivazione e della analitica determinazione della somma richiesta ai contribuenti.
Pertanto, secondo la Commissione, fintanto che le cartelle di pagamento non riportano l’indicazione delle opere e manutenzioni eseguite dal consorzio, l’indicazione della platea degli immobili beneficiati, l’imponibile da ripartire, cioè la spesa sopportata dal Consorzio ed il riparto, così da mettere in condizione il contribuente di capire cosa e perché sta pagando, le cartelle del Consorzio non sono da pagare e sono nulle.
Il pronunciamento è ancor più importante agli occhi dell’opinione pubblica modenese a seguito delle recenti vicissitudini meteorologiche che hanno registrato lo straripamento dei corsi d’acqua, facendo emergere come in concreto i canali di scolo e le sezioni di deflusso non vengono mantenute con la giusta diligenza. Pertanto ci si chiede a questo punto, sostenuti anche dal pronunciamento della giustizia tributaria, che fine fanno i soldi pagati dai contribuenti per la difesa del suolo.
I Comitati MAB della provincia di Modena (Vignola e Cavezzo) colgono l’occasione, infine, per evidenziare gli ultimi sviluppi della vertenza bonifica a livello nazionale che vedono soccombere definitivamente le indebite pretese dei consorzi sia in Umbria e sia in Campania.
A seguito dei nuovi sviluppi della vertenza bonifica il M.A.B. chiede alla Regione Emilia Romagna di avere più coraggio, giungendo alla abolizione totale dei contributi di bonifica e rafforzando nel contempo l’attività pubblicistica dei consorzi nell’ambito della difesa del suolo decentrata agli enti locali. Solo questo decentramento consentirà una migliore gestione della difesa del suolo, evitando di farsi cogliere impreparati alle prossime piogge.
(Coordinamento dei Comitati Comunali MAB, Movimento Agricolo di Base Nuova Cittadinanza)
lunedì 28 settembre 2009
Venerdì scorso si è tenuta nuovamente a Carpi una manifestazione che riscontra un discreto successo: la "notte bianca". E' una iniziativa partita dodici anni fa da Berlino, e poi approdata in anni recenti anche in Italia, dove viene replicata in centinaia di Comuni grandi e piccoli.

La "notte bianca" di Carpi ha visto quest'anno tra i protagonisti Carabinieri e Ispettorato del lavoro, che hanno visitato alcuni pubbliciesercizi, pare registrando un elevato numero di lavoratori irregolarmente occupati. Il sindacato del commercio-turismo Filcams Cgil sa bene che non è certo cosa difficile trovare lavoratori in nero in un bar o in un ristorante. Meno facile è scoprire, non solo a Carpi, che tra quelli regolarmente assunti vi sono falsi apprendisti. Oppure che i lavoratori assunti a 15 ore settimanali in realtà ne svolgano 50 o 60. Per non parlare dei diffusissimi contratti a chiamata, formula utile soltanto a riverniciare di nuovo il vecchio, tradizionale, lavoro nero. Cresce anche a Carpi il fenomeno del mancato pagamento delle spettanze, sia di quelle regolari che di quelle irregolari. Nello scarso interesse generale un intero settore, che occupa in provinciamigliaia di persone, sta uscendo dalla legalità, e contribuisce ad alimentare percorsi di illegalità più vasti.

A nostro parere bisogna adottare iniziative forti, come rendere noti i nomi delle imprese che utilizzano lavoro nero ed irregolare. Bisogna elevare le sanzioni, e le Amministrazioni locali debbono poter sospendere le licenze da loro concesse. Bisogna impedire che soggetti soliti a comportamenti spregiudicati aprano e chiudano pubblici esercizi, spesso utilizzando prestanome. Bisogna far chiarezza sui reali assetti proprietari di molti bar, e chiarire come sia possibile che in molti di questi esercizi gli unici utenti siano i giocatori di videopoker. La Filcams Cgil di Carpi ringrazia gli operatori dei Carabineri e dell'Ispettorato del lavoro che, con le ispezioni durante la "notte bianca" carpigiana, hanno ancora una volta sollevato il velo su una drammatica, quanto sottovalutata situazione.

(Filcams Cgil Carpi)

(Fonte: http://www.sassuolo2000.it/2009/09/28/carpi-filcams-cgil-notte-bianca-lavoro-nero/)
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mercoledì 23 settembre 2009
"L'incremento della tariffa sui rifiuti sta facendo registrare un certo malumore tra i titolari di bar e ristoranti - afferma Confesercenti Carpi – Alla luce anche delle ripercussioni che la difficile congiuntura economica sta avendo sul settore, auspichiamo ci sia da parte del comune la volontà di rivedere la sua applicazione nei confronti di queste attività commerciali già sufficientemente penalizzate".

La crisi economica, il drastico abbassamento dei ricavi e il calo occupazionale stanno influendo negativamente sulla categoria dei pubblici esercizi. Bar, ristoranti e tutte quelle attività di Carpi dedite alla somministrazione di cibo e bevande, risultano parecchio vessate da una situazione che ancora non mostra nessuna concreta inversione di tendenza. L'invio inoltre da parte di Aimag dei bollettini relativi al pagamento della Tariffa di Igiene Ambientale, il cui incremento rispetto all'anno passato è stato del 4% e quindi ben al di sopra dell'attuale tasso di inflazione, ha diffuso in questi giorni un ulteriore malcontento tra gli operatori che si dicono pronti ad intraprendere iniziative di protesta. "Non possiamo fare a meno di registrare il malumore che serpeggia tra gli esercenti del settore a seguito degli incrementi che la Tia ha avuto rispetto allo scorso anno – fa sapere Confesercenti Carpi - per questo sarebbe quanto meno opportuno rivedere l'applicazione della Tariffa di Igiene Ambientale, tenendo conto del difficile periodo che sta attraversando il settore".

La pressione fiscale a carico degli esercenti del turismo e dei pubblici esercizi è stato motivo di riflessione anche da parte di Mario Bugani, neo presidente Fiepet Confesercenti Modena: "Nella situazione attuale – ha commentato Bugani - un ulteriore appesantimento a danno dei pubblici esercizi non è sostenibile. E' tra le nostre priorità avviare al più presto uno studio specifico sull'applicazione dei tributi locali; studio che utilizzeremo, la dove emergeranno situazioni anomale o particolarmente penalizzanti per il settore, per fare le nostre proposte a favore della categoria".

(Fonte: http://www.sassuolo2000.it/2009/09/22/confesercenti-%E2%80%9Cbar-e-ristoranti-in-difficolta-il-comune-riveda-la-tariffa-sui-rifiuti%E2%80%9D/)

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domenica 10 maggio 2009
Roberto Andreoli
No ICI sui fabbricati agricoli che hanno perso i requisiti di ruralità.

Riduzione ICI sulle seconde case date in comodato ai figli o parenti.

Affitto concordato sostenuto dalla riduzione dell’ICI.
Giliola Pivetti
Ridurre l'ICI a chi affitta a parenti e a congiunti prossimi.

martedì 5 maggio 2009
Roberto Andreoli
Tra gli interventii che Roberto Andreoli promuoverà ci sarà un programma di intensificazione delle relazioni commerciali e turistiche. “E’ necessario - sostiene il candidato a sindaco del PDL - portare i buyers internazionali in città creando un Tour a loro dedicato, pianificando incontri con le realtà produttive e distributive locali, mostrando loro le bellezze artistiche e monumentali del nostro centro storico, promuovendo i prodotti del territorio e la buona cucina tradizionale. È indispensabile creare eventi sempre più attraenti per rilanciare il turismo lavorativo, gastronomico, culturale. Occorre fare sistema, creare un tessuto economico che lavori coeso con le Istituzioni per la promozione del marchio “Made in Carpi”.

Indennizzi per operatori economici in aree sottoposte a cantieri per più di 3 mesi (sull’esempio di Modena).

Abolizione della tassa di occupazione del suolo pubblico (TOSAP) per tavolini e dehors dei bar.
Enrico Campedelli
Attenzione al commercio

Il settore commerciale risente fortemente del calo dei consumi conseguente la forte crisi economica in atto. Anche sul commercio le politiche del Governo sono inesistenti. Le aperture delle grandi superfici commerciali hanno offerto una positiva risposta ai consumatori, che si rivolgevano alle strutture dei grandi centri commerciali di Modena, Mantova o Mirandola. Abbiamo inoltre condotto verso Carpi, dai comuni limitrofi, quei consumatori che non erano prima attratti dallo shopping sul nostro territorio. Proseguiremo le iniziative volte a promuovere la frequentazione del Centro storico e rafforzare il ruolo del consorzio pubblico/privato ConCarpi, rendendolo sempre più ideatore e promotore di eventi cittadini, e occasione di partecipazione attiva degli operatori commerciali.
Lorenzo Paluan
Attività commerciali di vicinato e filiere locali
Il commercio non può essere ridotto alla sola modalità di fruizione costruita su misura per il “consumatore automobilista”, dei grandi centri commerciali e supermercati in periferia, ai quali ora si vuole aggiungere anche il cambio di destinazione d’uso di diversi capannoni delle zone artigianali e industriali.
Riteniamo che il Comune debba farsi promotore di tutte le iniziative che consentono un rapporto diretto tra produttori e consumatori, a partire dal settore agroalimentare, rafforzando e al tempo stesso rendendo più stringente il regolamento dei “mercato contadino” in termini di selezione degli operatori, favorendo quelli che optano per l’agricoltura biologica, e di politica dei prezzi.
Giliola Pivetti
L’economia di Carpi è da tempo in declino. Con la crisi globale in atto rischia di subire un ulteriore colpo. Nell’immediato bisogna difendere le aziende e il lavoro con misure adeguate (nazionali, regionali, comunali): credito e consorzi fidi. E contemporaneamente bisogna pensare al futuro. La ricchezza, il benessere, il lavoro dei carpigiani dipendono per il 70% dal settore moda e dall’edilizia. Non può durare, almeno nelle stesse dimensioni. Se vogliamo conservare il nostro livello di benessere e di vita bisogna diversificare; attrarre con incentivi insediamenti produttivi esterni di alta qualità e tecnologia; investire su cultura, arte, creatività anche per promuovere il territorio e i suoi prodotti: la moda, il commercio, l’enogastronomia tipica; investire davvero sul risparmio energetico (anche per compensare la crisi edilizia); dare vita ad un Fondo private equity tra la Fondazione e gli Istituti bancari (almeno 15 milioni di euro) per finanziare a medio e lungo termine progetti aziendali innovativi e ricerca.
mercoledì 29 aprile 2009
Roberto Andreoli
Carpi sconta da sempre affitti e prezzi più alti rispetto ai comuni limitrofi. Il blocco del Prg fino al 2002, durato più di dieci anni, ha inchiodato l'offerta sfavorendo un giusto equilibrio. Solo ora con l'esplosione di nuove costruzioni e la crisi che ha bloccato il mercato si notano alcuni segnali di flessione degli affitti e dei prezzi delle case. E' comunque vero che una quota di sfitti è fisiologica : i genitori tengono un appartamento per i figli; si cerca un affittuario sicuro. Ma per stimolare il mercato c'è un sistema semplice, si tratta di applicare ai contratti di affitto una tassazione secca del 20-25%. Una tassazione equa e certa evita di cercare strade alternative e stimola il mercato. (scarica il comunicato completo)

Affitto concordato sostenuto dalla riduzione dell’ICI.
Enrico Campedelli
Piano quinquennale di case popolari da dare ai carpigiani anche in affitto mediante nuova costruzione o acquisto diretto ed aggiornamento dei requisiti dell'accesso e alle contribuzioni sociali. (programma Idv)

Politiche abitative
E’ necessario, inoltre, predisporre per i prossimi anni un piano casa che sia pubblico capace di mettere a disposizione almeno 4000 abitazioni in affitto o in proprietà con forti agevolazioni a sostegno delle fasce deboli dei cittadini. (programma Sinistra per Carpi)

Lorenzo Paluan
Il Comune deve utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per far sì che anche la Fondazione Cassa di Risparmio decida di investire parte del suo patrimonio in immobili da destinare all’affitto a prezzi calmierati

L'emergenza abitativa non si risolve
continuando a costruire case che servono più alla speculazione che a rispondere al diritto alla casa, previsto dalla Costituzione. Come affermano i sostenitori della campagna nazionale "Stop al consumo del territorio" promossa a Carpi dal Meetup di Beppe Grillo, i comuni devono avviare una mappatura reale delle case sfitte, partendo all'incrocio dei dati a disposizione sulle utenze con quelle catastali e dell'agenzia delle entrate. Come coalizione proponiamo che il Comune un facilaltore dell'incontro tra domana e offerta, creando uno spazio sul suo portale internet, dove emergano con trasparenza le offerte di affitto, in termini di prezzi e condizioni contrattuali, garantendo agevolazioni a quei proprietari che utilizzeranno questo strumento, in aggiunta a quelle previste dai contratti di affitto a regime concordato. Infine chiediamo con forza che la Fondazione avvii la propria ripatriamonializzazione, rinunciando a fallimentari operazioni di speculazione finanziaria per destinare risorse all'acquisto di immobili da destinare ad affitti calmierati.
Giliola Pivetti
C’è un’unica soluzione ragionevole e immediatamente praticabile. Che la Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, l’unico soggetto che può efficacemente intervenire, acquisti una quantità rilevante di alloggi (Alleanza Per CARPI ha indicato il numero minimo di 200) sul mercato dell’invenduto per metterli in affitto a canoni concordati (la gestione può essere affidata a una cooperativa sociale, oppure ad Acer o insieme).
Potrebbe comperare a prezzi molto convenienti. Darebbe un contributo al settore e quindi all’economia e sarebbe un investimento con una sua redditività certa, meno aleatoria e rischiosa di quella in investimenti finanziari. Altre Fondazioni [...] lo fanno da tempo. (Lettera aperta al Presidente della Caritas)

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