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E’ tutta una questione di numeri. E della loro interpretazione.
La variante Tred, quella dei pareri post-datati di Arpa e Ausl, è dovuta tornare in Consiglio.
Per correggere quelle date (che non sono altro che numeri) ma anche per inquadrare meglio l’oggetto della discussione.
LA VARIANTE
Il documento, approvato a metà maggio dalla maggioranza, proponeva di cambiare la destinazione d’uso ad un terreno di 25mila mq, rendendolo da agricolo ad insediamento produttivo.
E’ una decisione necessaria all’ampliamento dell’azienda Tred Carpi Srl, società del Gruppo Aimag che si occupa del trattamento e recupero di rifiuti di elettrodomestici dismessi, quali frigoriferi, congelatori, televisioni, personal computer e altre apparecchiature.
Nella nuova sede che si costruirà, verranno trattati altri rifiuti elettronici, con un evidente impatto sull’ambiente circostante, campagna a vista.
TUTTO IN ORDINE?
E’ vero, quegli errori nelle date erano solo refusi di trascrizione, ma ci sono stati e chi doveva vigilare non l’ha fatto.
La notizia di oggi è però un’altra, e cioè che in aula consigliare altri errori sono stati paventati.
Cruciali stavolta, non ‘meri’ e banali.
Dalle lunghe e intricate normative sulla materia emerge che tra l’approvazione di un Prg e l’altro (l’ultimo approvato risale al luglio del 2000) possono essere approvate solo varianti minori, che modificano limitatamente il Piano regolatore e non atti che lo ‘stravolgono’.
CAMBIAMENTO DA POCO?
E allora, la variante che va a modificare 25mila mq di terreno agricolo rendendolo di fatto insediamento industriale (anche se non produttivo) è davvero così ‘minore’ e ‘limitata’ come sostiene la giunta? O si tratta di un cambiamento che meriterebbe ben altra progettazione? I mq sacrificati saranno 25mila, un numero che si avvicina alla grandezza di tre campi da calcio: chi stabilisce se siano tanti o pochi? Se incideranno o meno sull’impostazione e sul dimensionamento del Prg? E qui torniamo all’inizio, al riferimento all’interpretazione dei numeri.
CAMPAGNA O DISCARICA?
Lasciando da parte per un attimo la questione legislativa, si impone una valutazione di buon senso. Tred Carpi tratta infatti rifiuti ‘delicati’, che contengono componenti potenzialmente dannose per l’ambiente. Certo, il suo compito è quello di limitare l’emissione nell’atmosfera di sostanze pericolose, ma il contesto (campagna a vista e non discarica) non sarà del tutto a riparo.
Il terreno su cui verrà realizzato l’ampliamento di Tred Carpi oggi non sarà più agricolo ma destinato ad ‘attrezzature generali di interesse pubblico’.
Curiosa denominazione, che se non altro lascia largo spazio alla libera interpretazione.
Daniele Franda
«Senza il Psc tutte le varianti sono irregolari»
Andreoli (Pdl) adesso promette battaglia
Lo si è capito chiaramente, le date non sono il pezzo forte di questa amministrazione.
Prima la storia dei pareri postdatati di Arpa e Ausl in merito alla variante per l’ampliamento di Tred, ora quella delle modifiche al Prg che fanno riferimento ad una norma antecedente all’approvazione dello stesso piano regolatore.
Roberto Andreoli, capogruppo del Pdl, in Consiglio da quasi 10 anni, ha dichiarato guerra alla ‘sbadataggine’ di Palazzo Scacchetti: «Io mi impegno da anni in Consiglio, e non mi va di essere preso in giro.
Nonostante la tecnicità di queste leggi, cercherò di andare a fondo a questa questione».
In pratica il busillis sta nel considerare variante minore una modifica che cambia destinazione d’uso ad un terreno agricolo di 25mila mq.
Se non fosse indicata così, non rientrerebbe nelle facoltà del Comune modificare l’attuale Prg.
Vediamo il perché.
«La legge regionale 20 del 2000 (richiamata più volte nella delibera di variante) - spiega Andreoli - entra in vigore nell’aprile di dieci anni fa e stabilisce che da quel giorno e fino all’approvazione del Psc, del Rue e del Poc (strumenti che il Comune di Carpi non ha ancora adottato, nonostante il limite indicato nel 2002 dalla Regione) possono essere fatte solo alcune modifiche.
E cioè quelle che non incidono sull’impostazione e sul dimensionamento del Prg.
In pratica non si potrebbe mettere mano ad una porzione consistente di terreno».
Bisogna poi considerare che al momento dell’entrata in vigore della legge, il Prg vigente a Carpi è quello del 1984.
Infatti, l’attuale piano è stato approvato nel luglio del 2000, quindi tre mesi dopo l’introduzione della legge da parte della Regione.
Il consigliere dell’opposizione ha quindi promesso battaglia, sicuro che questa storia sia qualcosa di più di una tempesta in un bicchiere.
(da.fra.)
(fonte: ModenaQui)
PDL - Carpi
Al Presidente del Consiglio C.
Al Sindaco
All’Assessore di competenza
Carpi 11.05.2010
INTERROGAZIONE e accesso atti
Oggetto: Delibera CC su controdeduzioni alla variante n°20 per cambio di destinazione d’uso da zona agricola a zona di interesse pubblico a favore di Tred-Carpi
Il CC di Carpi nella seduta del 6 Maggio ha discusso la delibera in oggetto.
Con essa la maggioranza ha trasformato 25.000 mq di terreno agricolo con vincolo ad area per attrezzature generali di interesse pubblico.
Purtroppo non è stata riportata nell’alveo della normale attività industriale, e quindi spostata nelle aree ad essa individuate dal Prg, una attività che di agricolo non ha nulla e che dopo la fase sperimentale iniziale ha preso piede e si è consolidata. Attività che in capo ad una struttura “pubblica” poteva dare l’esempio e non martoriare ancora una zona che ha già dato in tema di rifiuti e riciclaggio.
Essa sembra non rispettare la legge regionale 20/2000 che permette ai Comuni varianti specifiche minori entro 5 anni dall’approvazione del Prg (maggio 2000).
Ma oltre a ciò, tale delibera, riporta dati incompleti e date non congruenti.
Dati incompleti perché non riporta gli elaborati con le tavole riportanti le variazioni in oggetto e non presentate durante la discussione e il voto in CC, ma soprattutto riguardo alle date di protocollo delle risposte fornite da AUSL, ARPA. Infatti i pareri di questi uffici sono state protocollati in data 3 Giugno 2010 per AUSL; in data 14 Maggio 2010 per l’ARPA. Non sembrano essere errori di battitura in quanto compaiono in due atti diversi.
Per questi motivi, che mettono in forte dubbio la credibilità dell’atto, si chiede:
* Copia conforme del parere rilasciato da AUSL in data 14/02/09 e 03 Giugno 2010.
* Copia conforme del parere rilasciato da ARPA in data 02/02/09 e 14 Maggio 2010.
* Copia conforme del parere rilasciato dalla Giunta Provinciale in data 22/09/09.
* Copia degli elaborati PS2,PS4a,PS8,PS10a,PS12.
* Come si spiegano le date di protocollo dei pareri di AUSL e ARPA posteriori la data di discussione la delibera in CC?
(Si chiede consegna delle copie conformi prima della risposta in aula)
Roberto Andreoli
Capogruppo PDL Carpi
Perché non iniziare un dibattito serio sul futuro di Carpi per ragionare sulla città che vorremmo tra 20 o 30 anni? Carpi ha avuto fino ad ora uno sviluppo ordinato, il trend di crescita della popolazione ci ha portato dai 59mila agli attuali 67mila abitanti. Una città che offre tanto ai sui cittadini in termini di opportunità, servizi, svago e lavoro, riuscendo a coniugare tutto questo con uno straordinario senso civico vera spina dorsale della nostra comunità.
Fatta questa semplicistica fotografia della realtà attuale, credo sia utile iniziare a dire che tipo di città abbiamo in testa. La discussione che si aprirà con l’aggiornamento dello strumento di programmazione urbanistico, ovvero con il superamento del PRG2000 che ci porterà entro questo mandato al Piano Strutturale, al nuovo Regolamento Urbano Edilizio, ed infine al Piano Operativo Comunale, ci permetterà di ripensare anche nel dettaglio la nostra città. Dovremo avere anche il coraggio di fare sperimentazione sui temi di risparmio energetico, edilizia residenziale ad impatto zero, ad un sistema della mobilità più fluido.
Penso alla Carpi del futuro individuando alcuni assi di azione concreta nella sua crescita e trasformazione:
* Dovremo ripensare parti della città costruita, soprattutto quelle realizzate tra gli anni ’60 e ’70 edifici con alta dispersione energetica. Costruite in economia e con tecniche costruttive che non consideravano le norme e i problemi legati alla sicurezza sismica. Case realizzare in zone dove oggi è impossibile pensare a percorsi ciclo-pedonali in sicurezza, dove persino i marciapiedi sono assenti. Qui credo serva uno sforzo di immaginazione e di progettazione, accorpando isolati, immaginando nuove aree verdi, percorsi pedonali, una nuova viabilità
* Consumare in modo limitato nuovo territorio, non nascondendoci dietro ad un dito, affermando che parte delle espansione attuale della città ha permesso a Carpi di dotarsi di nuove scuole, asili, la ristrutturazione del cuore della città, la realizzazione di nuove infrastrutture, senza chiedere un euro ai cittadini, quindi se non cambia qualcosa nel regime di trasferimenti se ai comuni non viene riconosciuta una autonomia finanziaria, per realizzare nuove opere saremo costretti a mangiarci altro territorio. In tal caso sarà indispensabile ragionare sui criteri di sostenibilità ambientali.
* Una città che cresce in modo verticale e non orizzontale. Carpi vede una presenza di palazzine o case sparse, con una altezza che in genere non supera i 2\3 piani da terra, sono pochi gli edifici infatti che superano i 6 piani, cioè 18 metri di altezza dal suolo. Credo che dovremo pensare ad una città che cresce in altezza, questo per limitare la sua espansione sul territorio agricolo che va preservato.
* Pensare a nuove aree verdi, corridoi ciclo pedonali, ad un bosco al confine della città costruita dovranno essere gli interventi sul nostro patrimonio verde
* Ripensare al ruolo dei quartieri, alla loro permeabilità con pezzi importanti della città, ai servizi che si possono trovare al loro interno, ai luoghi di aggregazione agli spazi verdi, sarà invece la sfida per pensare ai quartieri non come "dormitori", ma come pezzi vivi e vitali di un tessuto sociale.
Questi penso possano essere i capisaldi su cui iniziare ad immaginare e disegnare la Carpi dei prossimi anni. E’ una sfida che vogliamo lanciare a tutta la città e l’occasione che ci da il PSC non può essere sprecata.
(Fonte: http://simonetosi.blogspot.com)
Dopo dodici anni di attesa del nuovo Prg era abbastanza prevedibile che ci fosse la corsa a costruire nuovi edifici soprattutto ad uso abitativo. Ci saremmo aspettati anche in calo dei prezzi, cosa che non si è verificata se non adesso a causa, o grazie, alla crisi economica. Se per espansione urbanistica si intende ulteriori costruzioni oltre a quelle già previste dal Prg, la risposta è si, è necessario fermarsi. Così come è da rivedere il modo in cui stiamo costruendo oggi. I nuovi insediamenti nascono senza anima, senza centri aggregativi a volte anche esteticamente assai poveri.Enrico Campedelli
(fonte: mail inviata in risposta al punto sollevato da Paluan)
Lorenzo PaluanDopo anni di forte sviluppo dell’attività edilizia dovuto al trend nazionale e alla domanda accumulata in città, si è registrato un calo fisiologico che la crisi economica e finanziaria sta accentuando ulteriormente. Dovremo avere una costante attenzione alla qualità della pianificazione, delle urbanizzazioni e del costruito, che, in un mercato in forte flessione, può rappresentare un vantaggio competitivo e nel contempo determinare una maggiore qualità del territorio.
«I 3mila alloggi invenduti a cui fa riferimento Gililola Pivetti sono leggenda metropolitana. In realtà sono al massimo 700 e abbiamo fatto delle verifiche incrociate con le utenze per avere questo dato. Tra questi alloggi compaiono anche quelli in via di ristrutturazione o che sono oggetto di liti di successione. Vorrei poi precisare che in nessun atto del nuovo piano regolatore è prevista una Carpi da 100mila abitanti, anzi la previsione è largamente inferiore a quella del piano regolatore precedente, lo stesso in vigore quando Giliola Pivetti era assessore. Allora però non c’era alcun dissenso» (Mirco Arletti su L'Informazione del 28/04/2009)
Esaurire le attuali aree residenziali e produttive prima di individuarne altre, pensando anche ad un "grande bosco" verde, polmone della città. (programma Idv)Politiche abitative
È indispensabile ridefinire nuovi regolamenti edilizi per porre fine all’espansione edilizia ed evitare un ulteriore consumo del territorio agricolo ma impegnarsi invece nella qualificazione del patrimonio esistente. E’ necessario, inoltre, predisporre per i prossimi anni un piano casa che sia pubblico capace di mettere a disposizione almeno 4000 abitazioni in affitto o in proprietà con forti agevolazioni a sostegno delle fasce deboli dei cittadini. (programma Sinistra per Carpi)
Stop immediato ad ogni espansione ediliziaGiliola Pivetti
Per realizzare il nuovo modello di Comune che abbiamo in mente è necessario fermare ora ogni ulteriore espansione edilizia.
Il territorio è una risorsa finita, l'espansione edilizia all'interno di un territorio non può essere lasciata in mano "al mercato", come è avvenuto fino ad oggi a Carpi ma deve essere stabilito un limite chiaro oltre al quale non si sottrarrà altro spazio al terreno agricolo e al verde, che nei prossimi anni ci servirà per la nostra sostenibilità alimentare, ambientale e anche energetica.
Questo significa bloccare la realizzazione delle aree edificabili previste dall’attuale PRG, programmare le nuove costruzioni solo sulla base di un chiaro monitoraggio delle esigenze abitative e delle case vuote e/o sfitte.
Sulla questione edilizia, noi partiamo da due considerazioni, una di carattere generale e una che riguarda Carpi in modo particolare:
In generale: il territorio è una risorsa finita, l'espansione edilizia all'interno di un territorio non può essere lasciata in mano "al mercato" ma deve essere stabilito un limite chiaro oltre al quale non si sottrarrà altro spazio al terreno agricolo e al "verde", che nei prossimi anni ci servirà per la nostra sostenibilità alimentare, ambientale e anche energetica (questa crisi ci sta facendo dimenticare che ai ritmi mondiali di crescita di solo un anno fa, erano già esplose tutte le crisi dei mercati delle materie prime, alimentari e petrolio in primis, che si ripresenteranno immutate tra pochi anni, se non cambiamo radicalmente e ora modello di sviluppo)
A Carpi in particolare, è stato costruito molto, in fretta e male. Il fatto che i metri cubi di cemento per abitante siano più bassi della media dei capocomprensorio non mi consola essendo una misura relativa. E' come dire che non abbiamo la stessa densità di abitanti per metro quadro dell'Olanda, il punto è che io non vedo di buon occhio che noi si raggiunga quella densità! Regolamenti restrittivi sull'efficienza energetica delle case esistono da ormai più di dieci anni in tantissime città italiane ed europee, Carpi le ha applicate l'anno scorso, a boom finito si potrebbe dire, e in modo blando.
Infine, l'attuale PRG prevede comunque ancorta zone di espansione per centinaia di edifici, nella zona del consrozio agrario, nella zona autostradale con il progetto delirante delle due torri gemelle di 45 metri della cmb, quindi in realtà il mercato non è per nulla "fermo". E' fermo quello degli acquisti dei piccoli privati, gli investitori che stanno usando l'edilizia a fini speculativi hanno invece tutta l'intenzione di proseguire. La risposta di Giovanni è l'ammissione che il comune non regola e non ha regolato, esegue quello che gli chiedono i vari gruppi di interesse legati al mondo dell'edilizia a Carpi,
Peraltro Campedelli ha nel suo programma nuovo ospedale, nuovo stadio, campus della moda, nuova sede comunale... il chè mi pare smentisca la volontà di non espandere ulteriormente la cintura urbana.
Modificare le politiche urbanistiche ed edilizieVedi anche
L’ultimo piano regolatore è stato fatto, e per di più gestito, in modo eccessivo. È sotto gli occhi dei cittadini carpigiani un’espansione edilizia sproporzionata che ha prodotto migliaia di alloggi vuoti ed invenduti, crisi profonda del settore, diminuzione del valore o invendibilità del patrimonio abitativo già esistente, ulteriore consumo di territorio agricolo. Vogliamo porre fine all’epoca dell’espansione edilizia abitativa e puntare invece alla riqualificazione e al recupero del patrimonio esistente; puntiamo su interventi finalizzati al risparmio energetico; sulla valorizzazione del territorio agricolo ancora intatto. Proponiamo di coordinare e uniformare la pianificazione urbanistica e territoriale con i Comuni confinanti attraverso un unico Ufficio di Piano.
In questi ultimi anni Carpi è cresciuta in modo spropositato e male. Ci sono migliaia di alloggi vuoti e invenduti,perchè è mancata la volontà di regolazione dello sviluppo edilizio. Le conseguenze sono il blocco del settore edilizio,la svalutazione del valore del patrimonio immobiliare e milioni di euro immessi nell’edilizia e sottratti ad altri impieghi. (Secondo la Pivetti al momento ci sarebbero 2/3000 alloggi invenduti a Carpi, che moltiplicati per 130 mila euro di valore medio fanno 300 milioni) Soldi che sono bloccati in un binario morto - continua la Pivetti - sottratti alle imprese che ne hanno bisogno.Nonostante questa situazione il sindaco continua a portare in Consiglio piani particolareggiati come quello di Fossoli.Noi non vogliamo la Carpi a cui lui pensa, con 100mila abitanti.Ci sarebbero conseguenze pesanti per l’equilibrio dei servizi sociali, sanitari e scolastici. (L'informazione del 28/04/2008)
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